"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)



Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

sabato 30 aprile 2011

La domenica con Gesù – II Domenica di Pasqua

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale.


"Se non metto il dito nel posto dei chiodi...non credero' "

" Metti qua il tuo dito...non essere piu' incredulo, ma credente!"
Argutamente, S.Gregorio Magno afferma: "A noi giovo' di piu' l'incredulità di Tommaso che la fede degli apostoli ".

Un paradosso. Ma meno illogico di quanto possa apparire.

Infatti, gli apostoli seguono un "cammino" lineare, quasi da manuale di teologia: incontrano il Risorto, provano gioia, ricevono lo Spirito Santo e si aprono alla missione, testimoniando la loro esperienza di fede. Insomma, vedono e credono.


Tommaso, invece, segue un itinerario "tortuoso", simile aquello nostro. Egli non vede e non crede.

In realtà, il suo servizio, buono per i contemporanei e ottimo per noi, inizia proprio qui; quando egli lascia appena intendere che l'esperienza di fede, tu la puoi fare soltanto a contatto diretto col Signore, magari attraverso la santità dei membri della Chiesa (pensa per un istante alla bontà di San Pio, di Madre Teresa di Calcutta o di Giovanni Paolo II).

Tommaso commette, tuttavia, il grossolano errore di voler passare, con le sue sole forze, dal piano sensibile a quello soprannaturale: " Se non vedo...se non metto...non credero' ".

Certamente, vedere e toccare il Risorto, (ammesso che sia possibile), non puo' produrre, come effetto automatico, la fede, che è, innanzitutto, dono di Dio, e, solo in seconda istanza, risposta dell'uomo.

A questo punto, viene in soccorso dell'incredulità proprio la bontà misericordiosa di Gesu', che "annulla" l'errore, in cui l'apostolo è caduto, "impartendo una lezione" a lui e, indirettamente, a tutti gli uomini, che sarebbero incappati nello stesso errore.

Caravaggio, Incredulità di san Tommaso


Notiamo che Gesu', "sorprendentemente", raccoglie la sfida di Tommaso e gli consente di vedere (nel senso di verificare le piaghe): "Metti qua.....guarda.....Non essere piu' incredulo, ma credente! "; evidenziando che l' autentico vedere è un aderire ad una persona.

A nulla vale un'esperienza di vista e di tatto, se non si entra in comunione con la persona.

Il passaggio dal vedere (senza capire) al vedere (che si apre alla relazione vitale col Signore) è reso possibile dalla parola.


La parola permette di vedere (cioè incontrare il Risorto), proprio come è accaduto a Maria di Magdala, che riconobbe Gesu', quando Egli le disse "Maria", chiamandola per nome.

La parola di Gesu', veramente, depone nel cuore il germe della fede. Solo allora puo' scattare una risposta, come quella di Tommaso: "Mio Signore e mio Dio ".

Semplicemente cosi', vedere è aderire, cioè sperimentare la presenza di una persona.

Solo cosi', si comprende la bellezza delle parole di Gesu': "Beati coloro che pur non avendo visto crederanno!"   Di cui anche noi siamo destinatari.

                                                                                                   Anthony Cansas

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