giovedì 8 marzo 2018
Fede e Tradizione: Le confraternite raccontano la Settimana Santa nella diocesi Piazzese
Il prossimo sabato 17 marzo, a partire dalle ore 16, nella Cattedrale sarà presentata la “Settimana Santa Diocesana” Si tratta di un evento dal tema “Fede nella tradizione” che rientra nelle celebrazioni ed eventi per il Bicentenario della Diocesi di Piazza Armerina, che mira a presentare i riti religiosi del Venerdì Santo e delle sue tradizioni storiche nella diocesi Piazzese e le azioni esercitate nel tempo dalle varie realtà confraternali dal 1817 ad oggi.
Sarà proiettata una sintesi audio/video inedita che ricostruisce i Riti Religiosi del Venerdì Santo che si svolgono su tutto il territorio della Diocesi.
La manifestazione si aprirà con i saluti del delegato diocesano mons. Vincenzo Sauto e del Responsabile delle Confraternite diocesane dott. Ferdinando Scillia.
Quindi dopo l’introduzione del vescovo mons. Rosario Gisana le relazioni dello storico Angelo Plumari e dell’antropologa Maria Teresa Di Blasi. Modererà la manifestazione il giornalista Ivan Scinardo, direttore della sede siciliana del Centro Sperimentale di Cinematografia di Palermo.
La presentazione sarà preceduta da una processione in abito sacro delle rappresentanze di tutte le confraternite che si recheranno poi in Cattedrale con le proprie insegne distintive, accompagnate dal corpo bandistico della Città di Enna e del Coro Passio Hennensis, diretti rispettivamente dal maestro Luigi Botte e dalla prof.ssa Giovanna Fussone, che per la circostanza eseguiranno brani musicali e canti tradizionali del Venerdì Santo e che concluderanno la manifestazione con un concerto.
Tratto da: http://www.diocesipiazza.it
mercoledì 7 marzo 2018
8 Marzo 2018 Giornata Mondiale della Donna
Madame Curie Rita Levi Montalcini Madre Teresa Di Calcutta
Nobel 1903 Nobel 1986 Nobel 1979
Giornata Mondiale della Donna
"La Donna in un mondo del lavoro in evoluzione: verso un pianeta 50-50 nel 2030"
Programma - Invito
Chiesa di Sant'Ignazio, ore 09:30
- Ambientazione. " Automazione e robotica": Conseguenze sul mondo del lavoro.
- Saluto: Autorità intervenute; Dirigenti scolastici (o Delegati); Responsabili Club; Mondo associativo; Quartieri storici.
- Omaggio ad Anna Frank e alle Donne, vittime di violenza (Canto ed esecuzione di brani musicali, a cura dei bambini e Alunni delle Scuole, coordinati dai rispettivi docenti di musica).
- Mostra di Volti di Donne, insignite del Premio Nobel in: Letteratura, Fisica, Chimica, Medicina, Economia, Pace.
-
Simulazione (Corpi distesi per terra mimano le vittime della violenza.
Una Catena Umana in cerchio prottetivo attorno alle vittime).
-
Nella piazzetta "Prospero Intorcetta", antistante a Sant'Ignazio:
Lancio di Palloncini bianco, rosso e verdi, ( con la parola: Pace,
Amicizia, Solidarietà, Non-Violenza, Fiori, Rose, Mimosa...) a cura dei
bambini ed alunni.
- Collaborano:
Scuole, Istituti superiori, Uciim Giovani, Associazioni, Clubs, Copat,
Quartieri storici, Ufficio Diocesano Ecumenismo, DialogoInterculturale e Custodia del Creato.
Piazza Armerina, 06 marzo 2018
Marianna La Malfa,
Lucia Giunta,
Chiara Belluomo
martedì 6 marzo 2018
lunedì 5 marzo 2018
Lo sai perché.... non prendiamo la scossa toccando i fili del telefono?
Una delle domande che spesso ci poniamo è: “Toccando i fili del telefono è possibile prendere la scossa?”.
Non possiamo prendere la scossa quando tocchiamo i fili del telefono perché solitamente interveniamo quando non lo stiamo “usando”.
Questo ci mostra che quando la linea è a “riposo”, ovvero quando non è in corso una comunicazione, la tensione presente in una linea telefonica analogica risulta compresa fra i 30 e i 48 volt in Italia, e può aumentare fino a raggiungere il livello di 70 volt in altri Paesi esteri.
Questa bassa tensione elettrica ci chiarisce il perché non la percepiamo quando tocchiamo i fili.
Quando invece il telefono squilla, la tensione aumenta fino a raggiungere il valore di 150 volt nella maggioranza dei Paesi ed addirittura raggiunge i 200 volt negli Stati Uniti d’America.
Dai 150 volt in su, ci troviamo di fronte ad un livello di tensione sufficiente per percepire una scossa quando tocchiamo i fili del doppino telefonico, ma assolutamente non pericolosa, per nostra fortuna, grazie al suo amperaggio molto basso.
In ultimo dobbiamo ricordare che durante il corso di una conversazione telefonica, la tensione arriva a scendere fino ai 2 o 3 volt, un valore praticamente impossibile da percepire senza appositi strumenti.
Tutti questi riferimenti, però, sono da attribuire solo alle linee analogiche che ormai pian piano vengono sostituite da quelle digitali, come l’ADSL, che addirittura raggiungono un voltaggio pari a zero durante le telefonate. Quindi, ricordiamoci che possiamo toccare i fili della nostra linea telefonica per effettuare qualche piccola riparazione ma dobbiamo stare attenti che durante il nostro intervento non arrivi inaspettatamente una chiamata, altrimenti ahimè una piccola scossa ci colpirà.
domenica 4 marzo 2018
Raccolta alimentare, “Aiutaci ad aiutare“, iniziativa a sostegno delle famiglie Piazzesi in difficoltà
RACCOLTA STRAORDINARIA DI ALIMENTI
PER FAMIGLIE IN CONDIZIONE DI GRAVE DISAGIO ECONOMICO
Venerdì 9 e Sabato 10 marzo 2018
SUPERMERCATI DECO'
via Alessandro Manzoni
***
Prodotti per la casa - Prodotti per l’igiene
Prodotti per bambini - Alimenti a lunga conservazione
UN PICCOLO GESTO DI CARITA’
PER UNA
PASQUA DI SOLIDARIETA’
La Domenica con Gesù, III di Quaresima / B
……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale
Casa, tempio, tenda- grembo di Dio- sono uomini e donne, che custodiscono la speranza, la libertà, la logica del dono. L’ uomo è il tempio di Dio: non dobbiamo umiliarlo, quindi, con le leggi dell’economia. Non possiamo, né dobbiamo fare mercato di noi stessi, vendendo la nostra dignità e onestà, per il potere, il profitto o la carriera.
“…Noi annunciamo Cristo crocifisso: scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani…” I Cor 1,22-25 .
“…Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe…Gettò a terra il denaro dei cambiamonete…: Non fate della casa del Padre mio un mercato…” Gv 2,13-35.
Ermes Ronchi afferma: “Io, come vorrei il mondo ? Cosa sogno per la terra, nostra grande casa comune ? Voglio che sia la Casa del Padre, dove tutti siamo fratelli, oppure la casa del mercato, dove tutti sono rivali ? Questa è l’alternativa, davanti alla quale ci pone Gesù. La sua scelta è così chiara e convinta, da farlo agire con una frusta in mano, come un torrente impetuoso.
Vediamo che in Gesù convivono, insieme, “la dolcezza di una donna innamorata e il coraggio di un eroe in campo di battaglia” (C. Biscontin). “Egli dice: “Non fate della casa del Padre mio una casa di mercanti ! “. Non adottiamo, quindi, “la legge della compra-vendita o del baratto”, dove tu dai qualcosa a Dio, perché Egli dia qualcosa a te.
“La Casa del Padre” non è solo il tempio, bensì l’ uomo, la donna e il creato, che non possono essere sottoposti alle “leggi del mercato”, secondo le quali il denaro varrebbe più della vita dell’ uomo. Il rischio è proprio quello di profanare la persona, specialmente, il povero, il bambino e il debole.
Casa, tempio, tenda- grembo di Dio- sono uomini e donne, che custodiscono la speranza, la libertà, la logica del dono. L’ uomo è il tempio di Dio: non dobbiamo umiliarlo, quindi, con le leggi dell’economia. Non possiamo, né dobbiamo fare mercato di noi stessi, vendendo la nostra dignità e onestà, per il potere, il profitto o la carriera.
Infatti, l’ esistenza è una ricerca di felicità; che alcuni promettono e non mantengono.
E’, invece, nel dare e nel ricevere amore, che si pesa la felicità della vita.
I Giudei, allora, chiedono: quale segno ci mostri, per fare questo ? Gesù, portandoli su un altro piano, risponde: “Distruggete questo tempio e in tre giorni lo riedificherò”. Perché “la vera Casa di Dio” è il suo corpo. E ogni corpo di uomo o di donna è un tempio: fragile, bellissimo ed infinito. Niente vale quanto una vita. Infatti, Dio con “un bacio”, le ha trasmesso il suo respiro eterno.
Mons. Antonino Scarcione
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