"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)



Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

domenica 1 aprile 2018

La "Scala della Redenzione" 2018

Giovedì 29 marzo alle ore 20:00 subito dopo la cerimonia in Cattedrale del Giovedì Santo, la Messa in “Cena Domini”, cioè la ‘Cena del Signore’, il Nobile quartiere Monte Mira, ha dato vita alla 4^ edizione della "Scala della Redenzione" con il patrocinio dell’Amministrazione comunale, Assessorato Beni Culturali.

Nella scalinata di S. Anna, inserita nel monumentale complesso monastico di Sant'Anna e Sant'Ignazio, alla presenza di tanta gente si è svolto un momento paraliturgico che certamente rimarrà nei cuori di quanti hanno vissuto le varie fasi che hanno portato alla illuminazione della scalinata e della scenografia, anche quest'anno realizzata dall'artista Pietro Rausa.

Un evento che insieme al Calvario, sempre realizzato dal Comitato di quartiere a 50 metri di distanza, in piazza Castello, ha contribuito a prolungare l’emozione di un giorno particolare e speciale nella nostra tradizione religiosa e culturale.

Alla cerimonia hanno preso parte il Vescovo mons. Rosario Gisana, il consulente ecclesiastico del quartiere mons. Antonino Scarcione, i presidenti o delegati dei Quartieri, dei Clubs Service, del mondo associativo, culturale, sportivo, di volontariato, le autorità civili e religiose.

Colonna sonora della serata Yasmine Caruso, la bellissima voce che ha animato le varie fasi della cerimonia, accompagnata alla chitarra dalla sorella Elison.

Presenti anche il sig. Filippo Storia, ex decano dei lamentatori, il poeta Tanino Platania e tante altre autorità accorse per l'occasione.

L'iniziativa seppure alla sua quarta edizione, sembra ormai entrata di diritto tra le iniziative imprescindibili della Pasqua, per valorizzare il patrimonio culturale, in un angolo di centro storico oggetto di una richiesta di finanziamento, dopo la proposta lanciata della consigliera Laura Saffila, volta a rendere monumentale la scala con le alzate in mosaico.

Filippo Rausa, presidente del nobile quartiere Monte Mira, nel presentare l'iniziativa dalla duplice valenza artistica e religiosa, ha tenuto a ringraziare tutti i soci del governo del quartiere, ad iniziare da coloro che nel pomeriggio si erano impegnati per la realizzazione della "Scala della Redenzione", Filippo Purrazza, Salvatore Oliva, Tony Amato, Osvaldo Scarcelli, Alfredo e Giuseppe Bandiera, Pino Parlascino, Francesco Di Bartolo, Valeria Aloi, Lidia Purrazza, Bruno Pietro Aronica, Salvatore Palma, Laura Saffila  e Pietro Rausa, ringraziando altresì la ditta Officina elettrauto, di Pino Augeri, che ha curato la parte elettrica della croce luminosa; la collaborazione dell’associazione il Girasole, lo sponsor, l’Agenzia viaggi I Mosaici di Salvatore Campagna..

La cerimonia è proseguita la lettura di alcuni passi biblici, predisposti dal Lettore istituito della Cattedrale, Bruno Pietro Aronica, scanditi dalle voce e dalle musiche che hanno fatto da sottofondo.

A metà della cerimonia, la croce luminosa è stata portata su per la scalinata dai soci del quartiere che hanno iniziato a salire i gradini della scalinata mentre i  presidenti e/o delegati del mondo associativo accendevano le padelle romane, collocate sui 43 gradini della scala, simboleggiando come al passaggio della croce la luce dei ceri rischiari le tenebre della sera.

La prima padella romana è stata accesa dal Vescovo, a seguire il Sindaco, l'Assessore Carmelo Gagliano, i Consiglieri comunali presenti Laura Saffila e Daniele Lo Presti, il Comandante della Stazione dei Carabinieri, il maresciallo Rosario D'Arma a seguire tutti gli altri, fino ad arrivare all'ultimo gradino, il quarantatreesimo.

La cerimonia in un’atmosfera liturgica e suggestiva, alla fievole luce che ha iniziato a rischiarare la scalinata, proseguiva con l'intervento del Vescovo, ed alla sua conclusione, la croce che fino a quel momento aveva catalizzato gli sguardi veniva spenta per lasciare posto alla magnifica scenografia con la proiezione su un telo bianco del Cristo Redentore, realizzata ad arte da Pietro Rausa e costruita nel primo pomeriggio dalle maestranze del quartiere.  

Seguiva l'intervento del Sindaco dott. Filippo Miroddi, e come lo scorso anno proseguiva con la recita nella lingua dei nostri padri, il gallo-italico, da parte dal sig. Filippo Storia, ex decano dei Lamentatori del Santissimo Crocifisso, dei brani della “Passione e morte di nostro Signore Gesù Cristo, Le Ventiquattro ore - Passiongh e mort d'nostr s'gnor Gésu Crist - I vint'quattr'ori”, e inoltre alcuni passi della "Croce Santa - A Crosg Santa".

Infine, il noto poeta piazzese, Tanino Platania, vincitore di diversi premi in tanti concorsi a cui a partecipato in Italia, ha letto una bellissima poesia sulla Passione di nostro Signore.

La manifestazione si è conclusa con l'intervento di mons. Antonino Scarcione e la benedizione di Sua Eccellenza il Vescovo, mons. Rosario Gisana.


 
 


 


 

 



 

 
 

 





Auguri di Buona Pasqua da Tutti NOI





 









La Domenica con Gesù, PASQUA /B

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“Noi abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti” At 10,34a.37-47 . “Cercate le cose di lassù, dove è Cristo” Col 3,1-4 . 
“Egli doveva risuscitare dai morti” Gv 20,1-9.

Dal testo del vangelo affiorano alcuni elementi: la tomba, il giardino, la casa e un andare e ritornare di donne ed uomini. 
Proprio così. Maria di Magdala, quando è ancora notte, esce di casa. A questo punto balzano subito evidenti il buio del cielo e quello del cuore. Vediamo chiaramente che essa tenta di “controllare” in sé stessa la ribellione alla morte di Gesù. Perché, come giustamente dice il filosofo G.Marcel, amare “è affermare: Tu non morirai mai ! “ Il sacro testo rievoca, chiaramente, il famoso libro, “Il Cantico dei Cantici”. 
Infatti, riscontriamo in esso, tutti gli elementi caratterizzanti: l’ innamorato e l’ innamorata in un quadro ben delineato ed, inoltre: il giardino, la notte e l’ alba, la ricerca spasmodica del “perduto” amore, la corsa, le lacrime e l’ invocazione del nome dell’ amato, come solo chi ama è capace fare. 

L’ amato del cuore, che le aveva aperto grandi orizzonti, adesso è in una tomba, scavata nella roccia. Tutto è ormai finito. Come dice, giustamente, il pensatore Eckhart, Maria, pur essendo donna, si è recata al sepolcro, perchè ella gli appartiene: il suo cuore era presso il Signore e, quindi, non aveva paura.

Vide che il sepolcro era aperto. Fuori, è già primavera. Il sepolcro, aperto come un guscio di seme, è vuoto. Maria di Magdala corse e andò da Simon Pietro e dall’ altro discepolo. E’ sempre lei, la donna forte, nominata per prima negli elenchi delle donne, che seguono Gesù. E’ lei che fa ripartire il racconto della fede.

Sugli apostoli era caduto un macigno. Ma essi hanno fatto una scelta intelligente, quella di stare insieme, senza separarsi. Il singolo può essere travolto; insieme, invece, si può costruire un argine, correre ed arrivare alla meta. Pietro e l’ altro discepolo arrivano e vedono: manca un corpo “alla contabilità della morte”. Quell’ assenza richiede che la nostra vista si affini, per vedere in profondità. “Non è qui”, dice l’ angelo alle donne. Lui c’ è, ma non qui. Dev’ essere cercato fuori, altrove: per le strade, in mezzo ai viventi. Si trova ovunque, è dentro i sogni di bellezza, in ogni scelta di vita, nei gesti di pace, negli abbracci degli innamorati, nella fame di giustizia, nel grido del bambino che nasce, nel’ ultimo respiro di chi muore.

                                            Mons. Antonino Scarcione



Caro Presidente, Cari Amici del Direttivo e Soci del Nobile Quartiere Monte Mira,

Cari Lettori,

Cordiali Auguri di Buna Pasqua.

Antonino Scarcione