"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)



Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

giovedì 8 dicembre 2022

8 dicembre 2022 l'Amministrazione comunale e i 4 Quartieri collocano le corone di fiori sulla lapide dell'Immacolata Concezione del 1692 di via Monte



Giovedì 8 dicembre 2021 festa dell’Immacolata Concezione; l'Amministrazione comunale e i 4 Quartieri storici Monte Mira, Castellina, Canali e Casalotto hanno collocano le corone di fiori sulla lapide dell'Immacolata Concezione del 1692 di via Monte, continuando a scrivere pagine di storia che si aggiungono alle tante della città di Piazza Armerina, coniugando storia, fede e tradizione.

La cerimonia, al suo nono anno di vita, come da consuetudine ha coinvolto l'Amministrazione comunale con la presenza del Sindaco Nino Cammarata, il vescovo mons. Rosario Gisana, il parroco della Cattedrale don Alessio Aira, il preposto della cattedrale mons. Antonino Scarcione, i presidenti e rappresentanti dei 4 Quartieri Filippo Rausa, Monte Mira, Cateno Grancagnolo, Castellina, Antonino Di Catania, Canali e Stefano Di Dio nella duplice veste di priore del Magistrato e componente del Casalotto.

Inoltre, presente all'evento una piccola rappresentanza della corale polifonica della cattedrale e una delegazione del Governo del quartiere con Filippo Purrazza, Concetto Favella, Laura Saffila, Alfredo Bandiera, Lina Favella, Filippo Bologna, Filippo Aloi, Massimo Baglio, Antonino Amato oltre a diverse autorità civili e tanti quartieranti e concittadini.

Alle ore 10:30 nella Basilica Cattedrale la Santa Messa presieduta dal Vescovo, a seguire, intorno le ore 12:00, la cerimonia, che con partenza da piazza Cattedrale, ha visto il corteo con gli omaggi floreali all'Immacolata portarsi ai piedi dell'edicola di via Monte, palazzo Roccabianca; lì, il Presidente del quartiere Monte Mira, Filippo Rausa, nel salutare e ringraziare tutti gli intervenuti ha spiegato le motivazioni dell'evento, sottolineando con orgoglio come il popolo piazzese fosse stato precursore di eventi, maturati ufficialmente dalla Santa Romana Chiesa oltre un secolo dopo.

Sono seguiti gli interventi del Vescovo, e di mons. Scarcione.

E' stato reso omaggio all'Immacolata Concezione con la posa di cinque corone floreali, nel luogo dove i nostri antenati nel 1692, ben 162 anni prima che Chiesa, ufficialmente, si pronunziasse con il dogma proclamato l’8 dicembre 1854 da Papa Pio IX, avevano affermato, scolpendolo sulla pietra, che la Vergine Maria è stata concepita senza peccato originale, ossia su di essa non gravava il peso dell’antica colpa che commisero il primo uomo e la prima donna, Adamo ed Eva, i quali disubbidirono a Dio e furono perciò allontanati dal Paradiso Terrestre.

La cerimonia si è conclusa con un canto della corale polifonica, la preghiera alla Madonna e gli auguri ed un arrivederci al prossimo anno.

Laura Saffila

Di seguito alcuni scatti fotografici della cerimonia 



























 

https://www.facebook.com/reel/1399148474228095

martedì 6 dicembre 2022

L'Immacolata Concezione, tradizione secolare a Piazza Armerina, 162 anni prima che il papa si pronunziasse con il dogma di fede.



La tradizione dell’Immacolata Concezione di Maria nella nostra Città ci porta a rispolverare pagine della storia dei nostri antenati che verso “Maria” ha sempre avuto un atteggiamento di profondo amore e devozione popolare.
 
Percorrendo la centralissima via Monte del medievale quartiere Monte Mira, immortalata come un blasone nobiliare sul prospetto di palazzo Roccabianca, una lapide di pietra finemente scolpita recita le testuali parole:

palazzo Roccabianca, via Monte
VIVALA MADRE
DI DIO,
MARIA CONCETTA,
SENZA PECCATO
ORIGINALE
1692
 
lapide posta sul palazzo Roccabianca
Ebbene, così come gli antichi Padri della Chiesa d’Oriente, nell’esaltare la Madre di Dio, avevano avuto espressioni che la ponevano senza alcun dubbio al di sopra del peccato originale, il Popolo Piazzese 162 anni prima che il papa si pronunziasse con il dogma di fede, credevano fermamente nella Immacolata Concezione di Maria.

Infatti, l’Immacolata Concezione di Maria è un dogma della Chiesa Cattolica, proclamato ufficialmente l’8 dicembre 1854 da Papa Pio IX, con la bolla Ineffabilis Deus, e ci dice che lei è stata concepita dalla sua madre con il privilegio di non portare con sé il peccato originale, che da Adamo ed Eva tutti portiamo con noi al momento del concepimento.

Come la maggior parte dei dogmi, tuttavia, anche questo non introduce alcuna novità, ma viene a “certificare ufficialmente” e formalmente una realtà già ampiamente riconosciuta e di antica tradizione.

Con questo dogma dell’Immacolata Concezione di Maria si vuole infatti indicare quel particolare privilegio in virtù del quale la Madonna, piena di grazia e benedetta tra le donne, in vista della nascita e della morte di Cristo, fu sin dal primo momento della sua concezione, per singolare privilegio di Dio, preservata immune da ogni macchia della colpa originale.

Questa concezione (= concepimento) si festeggia l'8 dicembre per l'ovvio motivo che questa data precede di nove mesi la festa della Natività della Beata Vergine Maria.

Anche quest'anno, come da consuetudine, avrà luogo subito dopo la Santa Messa in cattedrale, su iniziativa del Comitato nobile quartiere Monte Mira, alla presenza delle autorità ecclesiastiche, civili e le rappresentanze dei 4 Quartieri storici cittadini, la cerimonia (al suo nono anno di vita), della collocazione delle corone di fiori sulla lapide dell'Immacolata Concezione del 1692 di via Monte, per continuare a scrivere pagine di storia che si aggiungono alle tante della città di Piazza Armerina, coniugando storia, fede e tradizione.

Nel fare gli auguri a tutti coloro che portano il nome di Concetta e Concetto, invochiamo la Beatissima Vergine Immacolata affinché protegga e sia sempre accanto ad ognuno di noi!

                                                                                            Filippo Rausa



lunedì 5 dicembre 2022

La tradizione di San Nicola a Piazza Armerina, e l'antica chiesa a Lui dedicata nel quartiere Monte Mira

 


Il 6 dicembre la Chiesa celebra San Nicola nato a Patara di Licia (Asia Minore), nel 270 circa, morto a Myra (oggi Demre, nella parte anatolica della Turchia), il 6 dicembre probabilmente del 343).


Nicola fu vescovo di Myra in Licia è venerato come santo dalla Chiesa cattolica, dalla Chiesa ortodossa e da diverse altre confessioni cristiane.
Noto anche come san Nicola di Bari, san Nicola di Myra, san Nicola Magno e san Niccolò, è famoso anche al di fuori del mondo cristiano perché la sua figura ha dato origine al mito di Santa Claus (o Klaus), conosciuto in Italia come Babbo Natale.
Le reliquie di San Nicola furono traslate a Bari da alcuni pescatori, e per ospitarle fu costruita una basilica nel 1087, Bari è da allora meta di pellegrinaggi da parte dei fedeli.
È anche il santo patrono della città di Amsterdam e della Russia.
San Nicola è il leggendario Santa Claus dei paesi anglosassoni, e il NiKolaus della Germania che a Natale porta i doni a bambini.
Tutte le versioni del Babbo Natale moderno derivano dallo stesso personaggio storico, il vescovo San Nicola di Mira, di cui si racconta che fosse solito fare regali ai poveri.
La leggenda di San Nicola è alla base della grande festa olandese di Sinterklaas (il compleanno del Santo) che, a sua volta, ha dato origine al mito ed al nome di Santa Claus nelle sue diverse varianti.
In Europa (in particolare nei Paesi Bassi, in Belgio, Austria e Germania) viene ancora rappresentato con abiti vescovili e con la barba.

Platia, l’antica Piazza Armerina la cui storia si perde nella notte dei tempi è strettamente legata a San Nicola per le seguenti motivazioni.
Il colle dove i normanni nostri antenati edificarono la città di Platia nel corso del 1163, comunemente definito Monte, topograficamente si chiama Colle Mira o Monte Mira.
Questo toponimo ebbe origine dalla presenza di una antica chiesa o cappella dedicata in epoca bizantina a San Nicola vescovo di Mira. 
E certo che dopo la fondazione della città o la predetta chiesa bizantina venne ingrandita oppure i Piazzesi ne costruirono una nuova, nei secoli sempre officiata, fino alla scomparsa del parroco, il compianto don Michele Nicosiano (1996), e per qualche anno ancora aperta in alcuni giorni dell’anno dal parroco reggente don Roberto Cona.

Dell’esistenza della chiesa di San Nicola in quei secoli se ne ha la certezza poiché nel 1308 pagava la decima alla Santa Sede, ed inoltre per la presenza nei comuni di Enna e di Gela di due chiese dedicate a San Nicola di Platea, a testimonianza che la grande devozione del popolo piazzese era stata trasmessa alle città vicine, a tal punto da consacrare le chiese con il titolo di S. Nicola de Platea, quasi che il santo fosse proveniente dalla nostra città o in essa si conservassero sue reliquie.
La chiesa di San Nicola per qualche secolo ebbe il titolo di chiesa sacramentale (aveva la cura delle anime dei fedeli di tutta la città insieme alle chiede del Patrisanto/Teatini e San Martino), in essa operava la “Compagnia delli maestri della venerabile cappella di Maria SS. della Catena.
Dalla presenza di questa Compagnia o Confraternita la chiesa in futuro verrà anche chiamata Maria SS. della Catena.
La rimodulazione delle parrocchie prima, inizi anni ’90, la morte del parroco dopo, ne determinarono l’inesorabile abbandono, poiché ai laici che fino a quel momento ne avevano osservato la cura ed il decoro, fu chiesto di consegnare le chiavi.
Chiesa di San Nicola
La storia della chiesa di San Nicola, più nota come Madonna della Catena, è ad un bivio; pur in presenza di prossimi interventi finanziari per il restauro, questa successivamente continuerà a restare chiusa o ad essere aperta solo, forse, nella ricorrenza della Madonna della Catena e di San Nicola.
Troppo poco, per poi ritrovarla con gli stesi problemi che l’affliggono oggi, la nostra proposta invece non dimenticando il contesto sociale del quartiere, è quella di aprirla ai quartieranti, infatti potrebbe svolgere attività di aggregazione per i gruppi giovanili, per gli anziani, per le attività sociali del Comitato di quartiere che la potrebbe adottare, facendola rivivere, ospitando eventi culturali, artistici, musicali, nonché religiosi.
Tante belle parole, tante idee che certamente resteranno lettere morte, nel frattempo, la tradizione di festeggiare San Nicola a Piazza Armerina è ormai tramontata, rimane solo il ricordo gioviale di padre Nicosiano che in questa occasione portava i ragazzi dell’Azione cattolica, delle classi catechistiche e del gruppo sportivo a festeggiare San Nicola con una solenne cerimonia eucaristica.
Ricordo ancora, perché ci teneva tanto sottolineare nell’omelia, il nesso tra San Nicola e Babbo Natale.
Dopo la Messa nella grande sacrestia, tutti, grandi e piccini aspettavano la distribuzione di caramelle e cioccolatini; un anticipo dello spirito della bontà del Natale.

A conclusione di questa breve ricognizione storica, citando le parole pronunziate dal Cardinale Christoph Schönborn, OP, Arcivescovo di Vienna (mercoledì 1° ottobre 2009), ….."E' una grave ferita nel Corpo di Cristo che le chiese abbiano le porte chiuse",……. e ci sia consentito aggiungere, è ancor più grave chiuderle ed abbandonarle a se stesse, facendo perdere ad esse oltre al patrimonio artistico ed architettonico, l’identità di storia, cultura, e tradizioni che i nostri antenati ci hanno tramandato.
                                                                                             Filippo Rausa

domenica 4 dicembre 2022

LA DOMENICA CON GESU', II DI AVVENTO / A

    ……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“…Un germoglio spunterà dal tronco di Jesse…su di lui si poserà lo Spirito del Signore, Spirito di sapienza e di intelligenza, Spirito di consiglio e di fortezza, Spirito di conoscenza e di timore del Signore…Il lupo dimorerà insieme con l’ agnello…il bambino metterà la mano nel covo del serpente velenoso…” Is 11,1-10 . 
“…Accoglietevi perciò gli uni gli altri come anche Cristo accolse voi…” Rm 15,4-9 . 
“…Giovanni Battista predicava…nel deserto…Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino…Accorrevano a lui e si facevano battezzare…nel fiume Giordano…Io vi battezzo nell’ acqua…ma colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali, egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco…Mt 3,1-12.

“NELLA II DOMENICA DI AVVENTO LA PAROLA DI DIO CI INVITA A MEDITARE SULLA VENUTA DEL SIGNORE ATTRAVERSO LA FIGURA DI GIOVANNI BATTISTA, CHE RIASSUME IN SE’ L’ ANTICO TESTAMENTO E LO UNISCE AL NUOVO. EGLI, DEFINITO DA GESU’ “IL PIU’ GRANDE TRA I NATI DI DONNA”, PREPARA LE STRADE AL MESSIA E CI INVITA AD ACCOGLIERLO. PER ACCOGLIERE IL MESSIA E’ FONDAMENTALE INDIVIDUARE I GERMOGLI DI SPERANZA CHE STANNO NASCENDO ANCHE DA SITUAZZIONI STERILI . MA E’ ANCHE NECESSARIO ASCOLTARE LA SUA VOCE ATTRAVERSO LE SACRE SCRITTURE, PERCHE’ LO SPIRITO OPERI IN NOI LA CONVERSIONE UTILE PER LA SALVEZZA”.

-“Il Battezzatore”. La liturgia mette al centro la figura di Giovanni il Battista, colui che prepara, con la predicazione, la venuta del Messia. Giovanni è un uomo di Dio che sa leggere i segni dei tempi, per riconoscere il Signore che viene. Il precursore crea, cioè, le condizioni, perché coloro, che accolgono il suo invito, possano essere battezzati nello Spirito Santo ed essere disposti ad un cambiamento totale. Egli battezza con acqua, ma non è lui il più forte, perché colui che verrà dopo di lui compirà l’ opera della salvezza. Anche noi siamo chiamati, nei confronti dei nostri fratelli e sorelle a realizzare le condizioni, perché la libertà di Dio e quella dell’ uomo si incontrino.

-“Il deserto da far fiorire”. Proprio là, nel deserto, si può ascoltare una Parola ferma che orienta alla salvezza. E’ quella di Dio, attraverso la bocca del Battista. Così, quel luogo diventa luogo di conversione ed avvicinamento a Dio. Quel deserto è anche immagine di un luogo interiore, in cui possiamo coltivare il silenzio e far tacere tutti i suoni inutili, per ascoltare la voce di Dio, che parla nella nostra coscienza.

Abbiamo tutti bisogno di invocare lo Spirito, per portare frutti di vita nuova.

                                  Mons. Antonio Scarcione

giovedì 1 dicembre 2022

Piazza, il paese delle tre "M", la nuova poesia del professore Tanino Platania


Di seguito una nuovo componimento poetico del prof. Tanino Platania, una nuova emozione, da leggere e rileggere, scritta nella lingua dei nostri padri, il gallo-italico, un’eredità da non perdere, anzi da tramandare con passione alle nuove generazioni.

Per tutto ciò ringraziamo il nostro grande poeta Tanino Platania, che attraverso quest'ultimo brillante componimento poetico ci descrive, come in una fotografia, l'amara realtà che viviamo, gli anni post pandemia, messi avanti, quasi a giustificare il declino dell'Opulentissima "Platia".  Ma la speranza in un futuro migliore non può mai venire meno, e quindi l'esortazione del poeta ad Amare la Città, affinché una nuova Musìa, ovvero la bellezza e la magnificenza, la ridestino dal torpore in cui si è ammantata.

Filippo Rausa