"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)



Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

venerdì 1 novembre 2024

Storica visita dei Reali d'Austria a Piazza Armerina, nella sede museale del nobile Quartiere Monte Mira

 

Sabato 26 ottobre 2024 l’antica città di Noto ha fatto da cornice a una cerimonia indimenticabile e ricca di prestigio, quella dell’Ordine dei Cavalieri di Malta. www.cavalieridimalta.it


Alla presenza di numerose personalità di spicco, tra cui Sua Altezza Herta Margarete Habsburg-Lothringen, (Asburgo-Lorena), Sua Altezza Sandor Habsburg-Lothringn Principe di Toscana, il Gran Priore D'Italia del S.H.O.S.J. Cav. Avv. Prof. Antonio Castellano - Ambasciatore della Santa Sede - Balì di Gran Croce; l’Ammiraglio, Milazzo Massimo; il Cancelliere, Kosmas Mander, nella Cattedrale di Noto, sono stati elevati al rango di cavaliere oltre venti postulanti.

A fare da corona a questo grande evento il Nobile quartiere Monte Mira con l'Armata dei Musici, le Sbandieratrici e una folta rappresentanza di dame e notabili al seguito.

La maestosa processione dei Reali d'Austria, accompagnata da Dame e Cavalieri di Malta e dai nostri figuranti del nobile quartiere, è stata resa ancora più solenne dalla presenza dei Musici e delle Sbandieratrici. Dalle note squillanti delle trombe al ritmo incalzante dei tamburi, la colonna ha attraversato Porta Reale fino alla Cattedrale, creando un'atmosfera di grande suggestione.

Subito dopo la solenne celebrazione eucaristica, presieduta da un eminente Arciprete proveniente dall'isola di Malta, sono avvenute le solenni investiture dei nuovi Cavalieri. A conclusione del cerimoniale sono stati proclamati i nomi dei nuovi postulanti, tra i quali figurava il nostro Presidente, Filippo Rausa.
Questi, invitato a salire sul presbiterio, ha ricevuto, da Sua Altezza Sandor Asburgo-Lorena la tradizionale spilla, recante la croce a otto punte, simbolo distintivo dei Cavalieri di Malta, che è stata appuntata sul suo petto a suggello di questa importante investitura.

L'inatteso riconoscimento conferito al presidente Filippo Rausa ha emozionato tutti i quartieranti presenti in cattedrale, che hanno salutato con entusiasmo l'avvenimento. 
Subito dopo la cerimonia il corteo si è ricomposto lungo la scalinata della cattedrale e avvolto dalle musiche e le atmosfere che caratterizzano il Palio dei Normanni, ha accompagnato i Reali d'Austria, i Cavalieri di Malta, Dame e Notabili in un trionfale ritorno verso Porta Reale.

Domenica 27 ottobre, alle ore 11:00, in un'atmosfera di grande solennità, un evento storico per la città di Piazza Armerina, che ha avuto l’onore di accogliere in visita privata, nella sede museale del nobile quartiere Monte Mira, cuore pulsante della città, i Reali d'Asburgo, il Vice Duca d’Austria e Principe di Toscana sua altezza reale Sandor d’Asburgo-Lorena, pronipote dell’Imperatore Francesco Giuseppe, e la sua consorte l’arciduchessa Herta Margarete d’Austria. https://habsburg.org/?lang=en/ .

Con i Reali, presenziavano i Cavalieri Ospitalieri di Malta, con il Gran Priore d'Italia del S.H.O.S.J. Cav. Avv. Prof. Antonio Castellano - Ambasciatore della Santa Sede - Balì di Gran Croce; l’Ammiraglio, Massimo Milazzo; il Cancelliere, Kosmas Mander e le Dame, Onorevole Alessandra Basso e Priska Ferrari.

Ad accogliere le illustri personalità il presidente del quartiere Filippo Rausa, il sindaco della città di Piazza Armerina Nino Cammarata, il prevosto della cattedrale Monsignor Antonino Scarcione e il governo del quartiere tutto.

Nella sala delle adunanze, custode dei drappi del Palio dei Normanni conquistati dal nobile quartiere e di altri preziosi cimeli della manifestazione, il presidente Rausa ha portato il saluto del quartiere, tracciando un breve profilo storico della città, legata ai Normanni e Aleramici, sottolineando come la lingua gallo-italica, parlata fin dal Mille, sia un'eredità inestimabile. Il Palio dei Normanni, da sempre simbolo di rivalità e orgoglio tra i quattro quartieri sin dal Seicento, è l’espressione più autentica di questa storia e di questa identità.

Il presidente Rausa ha donato agli illustri ospiti il foulard con i colori e l'araldica del nobile Quartiere, attestati di amicizia e due arazzi riproducenti l'icona della Madonna delle Vittorie, consegnati all'Arciduchessa e al Priore d'Italia dei Cavalieri di Malta.

È seguito l'intervento del Sindaco che ha portato il saluto dell'intera comunità cittadina, di Mons. Scarcione e del Priore del Magistrato dei Quartieri, Stefano Di Dio. 
Infine, gli interventi di Sua altezza Sandor e l’arciduchessa Herta Margarete, presidente della prestigiosa organizzazione 'Fiamma della Pace", istituzione benefica volta a valorizzare i temi della Pace, dell'Ambiente e aiuti umanitari ai bisognosi e alle famiglie in difficoltà. 
Questa ha proposto al Sindaco la realizzazione di un monumento della Pace, che se condiviso potrebbe portare nel corso della prossima estate i Reali nuovamente a Piazza Armerina per inaugurare insieme alla comunità questo importante progetto, una pietra miliare per promuovere insieme iniziative future.

La consegna di spille con l'emblema della “Fiamma della Pace”, le foto di rito e un rinfresco, hanno chiuso la storica vista che è stata un momento emozionante, ricco di storia e di progetti futuri.

Questo evento sottolinea ancora una volta l'impegno instancabile del Comitato di quartiere Monte Mira, che meriterebbe un sostegno sempre più concreto da parte delle Istituzioni, data l'importanza del suo operato per la comunità e per la città nel suo complesso.
                                                         Laura Saffila




                                                    















 





 

 











 






 





 




 



LA DOMENICA CON GESU', TUTTI I SANTI

  …… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa.

“…E udii il numero di coloro che furono segnati con il sigillo: Centoquarantaquattromila segnati…Provenienti da ogni tribù…Dopo…Vidi…una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare…” Ap 7,2-4.9-14 . 
“…Carissimi, noi fin d’ora siamo figli di Dio…Noi saremo simili a lui…” 1 Gv 3,1-3 . 
“…Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli…Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio…” Mt 5,1-12a.

“IL VANGELO DELLE BEATITUDINI E’ IL “PROGRAMMA DI VITA” DI OGNI CRISTIANO. ESSO E’ STATO FATTO PROPRIO DA TUTTI COLORO CHE HANNO SEGUITO GESU’ CRISTO PER GIUNGERE ALLA SALVEZZA”.

Seguiamo la presentazione della liturgia odierna proposta dal “Servizio della Parola” ( n. 561/62, pag.93 e ss.), anche se appare eccessivamente analitica.

-“Struttura delle beatitudini”. Certamente, lo scenario in cui si svolge il discorso della montagna è alquanto significativo. Quanto dice Gesù Cristo rappresenta l’ interpretazione definitiva della “Legge” di Dio (La Tora’). Appare opportuno, prima di leggere la singola beatitudine, fare una puntualizzazione formale. 1) La prima parola di ogni beatitudine è “beati…”. Essa mette in risalto un elemento fondamentale: la felicità, che è il fine di ogni desiderio umano, il frutto che Dio dona a coloro che vivono le beatitudini. 2) La seconda parte di ogni beatitudine, invece, si riferisce alla condizione, mediante la quale si può ottenere tale felicità (ad es. povertà di spirito, mitezza ecc.). 3) La terza descrive in cosa consista la beatitudine. Ad esempio, quando Gesù dichiara beati i poveri in spirito, non dice che sono beati perché poveri in spirito, ma che lo sono, perché la povertà è una condizione per poter accedere alla vita, cioè, il Regno che è Dio stesso.

In questo modo, le beatitudini si presentano come un potente annuncio di speranza. Perché anche condizioni molto difficili possono diventare un’ occasione di grazia.

-“Buona notizia”. Poiché le beatitudini si realizzano grazie ad un’ azione divina, esse sono, anzitutto, un ritratto di Gesù. Egli è povero, perseguitato e crocifisso, ha provato tristezza e dolore, ha avuto sete, è stato mite di fronte al male ed ha amato i suoi uccisori, perdonandoli con misericordia. Il Padre lo ha risuscitato e fatto sedere nei cieli, da dove intercede per l’ umanità. Quindi, nella solennità di Tutti i Santi, la Chiesa ricorda che Dio può realizzare nei fedeli la medesima immagine dell’ uomo nuovo.

-“Poveri in spirito”. Non si fa riferimento solo alla persona povera economicamente, ma si allude a una condizione interiore: è povero “in spirito” chi sa che non può salvarsi da solo: “Chi riconosce la propria povertà e si affida a Dio, può vivere già nel presente il possesso del Regno dei cieli, che è Dio stesso”.

-“Il pianto”. Gesù dichiara beati coloro che sono nel pianto. Molti possono essere i motivi di lutto: la morte di una persona cara, la malattia, una situazione traumatica, il peccato. La beatitudine, quindi, annuncia che tali circostanze dolorose possono diventare, per grazia, una consolazione anche maggiore, un’ opera divina, che sarà pienamente compiuta nel futuro, quando “Dio asciugherà ogni lacrima”.

-“La mitezza”. Il termine greco, usato da Gesù, può riferirsi anche alla mansuetudine, di chi rinuncia alla violenza: la persona mite riceverà la terra, eredità promessa da Dio a Israele, simbolo di fecondità e pienezza.

-“La giustizia”. In Matteo non fa riferimento all’ equità sociale, ma è legata alla Torà e alla parola di Dio, va cercata con impegno. La persona che ha fame e sete di giustizia, sa di non essere retta, ma vorrebbe fortemente diventarla.

-“Misericordiosi”. Solo chi è stato perdonato può perdonare. Solo chi perdona, potrà accedere al perdono di Dio e diventare simile a lui, misericordioso.

-“Puri di cuore”. La beatitudine promette la visione di Dio, una conoscenza diretta e piena della sua persona. Nella Bibbia è puro ciò che può entrare nella sfera di Dio e che non è mescolato con altri elementi.

-“Operatori di pace”. Nella beatitudine, si rivela che sarà figlio di Dio, quindi suo familiare e intimo, chi accoglierà e metterà in pratica l’ amore di Cristo, che promuove la riconciliazione e il perdono anche quando si ha di fronte un nemico.

-“Perseguitati”. La persecuzione e la morte a causa della fede in Cristo possono essere condizioni per entrare nella vita eterna. In questo modo, i discepoli possono veramente diventare simili al loro Maestro, morto in croce per gli uomini.

                                                Mons. Antonio Scarcione