"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)



Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

sabato 10 marzo 2012

La Domenica con Gesù, III di Quaresima

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale.  

I Lettura. " Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ha fatto uscire dalla terra d' Egitto, dalla condizione servile:Non avrai altri dei di fronte a me ". Es 20, 1-17
 Salmo.    " Signore, tu hai parole di vita eterna". Sal 18 ( 19)
 II Lettura. "...Mentre i Giudei chiedono segni e i Greci cercano sapienza, noi annunciamo Cristo crocifisso..." 1Cor 1, 22-25
 Vangelo. "Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere..." Gv 2, 13-15

 La parola di Dio deve avere, nella vita del cristiano, un valore insostituibile. Giustamente, Paolo, nella lettera ai Romani, ci ricorda che la fede nasce dall' ascolto della parola; non dice dalla carità, dalla santità, dalle opere o da altro.
 Certamente, queste cose sono importanti, ma il posto centrale spetta alla parola. Dicendo "parola", s'intende la parola di Dio.
 Non è esatto affermare che gli uomini sono stanchi di sentire parole: sono stufi, semmai, di ascoltare parole vuote; non certamente di sentire parole vere, come sono autentiche le parole di Dio.
 Proprio la III Domenica ci fa meditare sulle dieci Parole di Vita: i Comandamenti.

Gesù scaccia i mercanti dal Tempio

 - La Costituzione di ogni uomo. Il Decalogo non avrebbe senso, se fosse decapitato del prologo storico (= la parte introduttiva):
" Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ha fatto uscire dal paese d' Egitto, dalla condizione di schiavitù".
 Il Decalogo, quindi, è parte integrante dell' Alleanza di Dio con il suo popolo, un patto che viene sancito, dopo la salvezza e la liberazione.
 La Legge non nasce, dunque, come imposizione e/o costrizione: nasce da un impegno assunto, liberamente, dal popolo, davanti a Dio, creatore e liberatore..
 In chiave cristiana e pasquale, il prologo storico del Decalogo si aggiorna e completa con la salvezza e la liberazione, operate da Dio a favore di tutti gli uomini, per mezzo della croce di Gesù Cristo.
 E le due tavole della Legge, l'una riguardante il rapporto Dio - uomo, l'altra il rapporto uomo-uomo, ci sono, ora, consegnate da Gesù Cristo, nuovo Mosè, che ce le ha donate, dopo di averle, concretamente, attuate nella sua esistenza terrena.
 Il Decalogo, a buon diritto, può essere definito "la Costituzione di ogni uomo"; si potrebbe chiamare, anche, la prima Carta dei diritti e dei doveri dell' uomo", cha la Bibbia ci ha consegnato.
 L'uomo e la creazione, infatti, sono difesi molto di più, se gli uomini stessi si sentono moralmente responsabili di tutti e di tutto, di fronte a Dio.
 Anche il mondo contemporaneo, con tutti i propri manifesti sui diritti e doveri dell'uomo", è chiamato a riscoprire Dio creatore, l'unica vera sorgente della comune responsabilità, per la promozione della famiglia umana nella giustizia e nella pace.
 - La parola della Legge è scandalo, come la croce è stata considerata scandalo e follia di Cristo crocifisso per i Giudei e per i Greci.
 I Giudei, che invocano i miracoli, e i Greci, che cercano la sapienza, sono da considerarsi nostri contemporanei. Infatti, siamo un pò tutti Giudei, perché scambiamo il divino con il prodigioso, la risposta del chiromante o della fattucchiera, come l'ultima parola di Dio, l'incrociare le dita o il toccare ferro, di fronte alla tonaca del prete o della monaca, come liberazione dal male: perché ci sentiamo autorizzati a dettare norme e condizioni all' azione salvifica di Dio.
 Soprattutto, siamo un pò Greci, perché giudichiamo Dio e la sua parola, anziché lasciarci guidare dal vangelo, perché andiamo a cercare la salvezza in una sapienza scientifica o razionale, con la pretesa che essa possa spiegare tutto e tutto risolvere; così come il primo astronauta russo, che, "passeggiando" per il cielo, affermò di non aver incontrato Dio.
 Il cristiano, invece, propone, umilmente, a sé stesso e agli altri, la fede in "Cristo crocifisso", che è "scandalo e follia" per gli uomini, "potenza e sapienza" per Dio.
 - L'incontro di Gesù con i mercanti del tempio attesta, per la prima volta, nel vangelo di Giovanni, la presenza di Gesù a Gerusalemme, durante la festa ebraica di Pasqua.
 Lo scontro tra Gesù e i mercanti non asseconda la violenza, quanto, piuttosto, vuole indicare una liturgia di grande significato.
Come doveva apparire il Tempio di Erode a Gerusalemme
 Giovanni si riferisce, certamente, al contenuto del Salmo 69: "Lo zelo per la tua casa mi divorerà" .
 In quel momento, è accaduto un fatto epocale: il passaggio dalla mentalità dell' uomo, che, precedentemente, offriva sacrifici di animali a Dio, alla certezza che, nel Figlio immolato, si celebra l'evento universale della salvezza di tutta l' umanità.
 E Cristo introduce, nella storia, una liturgia nuova e perenne: "Amatevi come io vi ho amati ". 
Gesù, in quanto uomo, che ama gli uomini, è sollevato sulla croce. La croce è la distruzione della Legge, la distruzione del tempio (dove si offrivano i sacrifici degli animali) e la distruzione della sapienza, perché la via della croce è una via aperta, soprattutto, agli umili ed ai semplici.
 Essi sono coloro, che vivono "nel buio del venerdì santo". La fede è, invece, il modo certo di "abitare in Dio". Proprio la croce ci porta a superare tutte le barriere (tra noi e gli altri). Ci è facile, allora, capire che solo la misericordia di Dio ci salverà.
                                                                                  Mons. Antonio Scarcione    

L’Epigrafe della Biblioteca di Piazza

Riceviamo e Pubblichiamo
Riportiamo il lavoro condotto dal prof. Gaetano Masuzzo relativo la traduzione di un’epigrafe che si conserva presso la Biblioteca Comunale di Piazza Armerina.
Un antico baluardo della cultura

Nei primi anni del XVII secolo a Piazza Armerina, allora Platia (in qualche documento, anche Platea), esistevano ben quattordici tra Monasteri, Conventi, Case Professe e Commende degli Ospedalieri maschili, e sette tra Monasteri, Conventi e Ritiri femminili. La popolazione della città era di oltre 16.000 abitanti (rivelo del 1593) e tra questi c’erano un marchese, quattro conti e trentotto baroni. Inoltre, 100 circa erano i sacerdoti, che officiavano nelle quasi cento chiese presenti nel territorio intra moenia ed extra moenia (93 nella relazione “ad limina” del 1655). La conferma dell’alto prestigio della comunità piazzese di allora arrivò col titolo di Spettabile(1), concesso nel 1612 da re Filippo III d’Asburgo, ovviamente dietro il pagamento di 10.000 scudi dalla Giurazia(2). Dato che uno scudo di allora valeva all’incirca 72 € di oggi, per quell’enorme cifra il re, insieme al titolo, concesse la possibilità di amministrare oltre la giustizia civile anche quella penale (mero e misto imperio) attraverso il Tribunale dei Tre Giudici. Da questo quadro di quattro secoli fa si deduce che la prosperità economica era prerogativa dei numerosi nobili, mentre ogni attività culturale era monopolio ecclesiastico e in particolare del monachesimo. Questa situazione consolidava sempre più la consuetudine dei monasteri e dei conventi di essere importanti centri di diffusione culturale, in cui il libro occupava un posto di primo piano. Infatti, “Nella Regola di San Benedetto era prescritto l'obbligo della lettura in vari momenti della vita del convento; il monaco aveva fra le mani il libro nel coro, al refettorio, nella cella, compagno fedele della giornata. Fin dai primi tempi della fondazione delle abbazie era prevista la presenza di una biblioteca. Era scritto: Claustrum sine armario sicut castrum sine armamentario (un monastero senza biblioteca è come una fortezza senza armeria). Collegato alla biblioteca era lo scriptorium, dove si svolgeva il lavoro di copiatura e di miniatura dei manoscritti da parte dei monaci amanuensi: con la loro attività di trascrizione dei codici, furono il più importante strumento di conservazione del patrimonio culturale della classicità.”(3)

venerdì 9 marzo 2012

Il Capitolo Cattedrale ha due nuovi Canonici


Basilica Cattedrale - Piazza Armerina

 Essendo venuti a conoscenza della nomina di due nuovi Canonici del Capitolo della Cattedrale, abbiamo chiesto a mons. Antonino Scarcione, Prevosto della Basilica Cattedrale di comunicarci i due nominativi, e le motivazioni che hanno indotto il Vescovo mons. Michele Pennisi alla loro nomina.

Il Capitolo Cattedrale, regolarmente riunito, dopo aver osservato un minuto di silenzio e di preghiera in ricordo e suffragio di Mons. Emanuele Cassarà e di Padre Giulio Scuvera, a seguito di ampia e serena discussione, ha deliberato di designare due nuovi Canonici: Padre Giuseppe D'Aleo e Padre Lino di Dio.


mons. Antonino Scarcione

 Rispettivamente, il primo con la motivazione seguente: "si è distinto nella pastorale parrocchiale e della città di Mazzarino e si è impegnato, recentemente, nell'animazione degli incontri formativi dei giovani sacerdoti e dei loro familiari"; 
il secondo con la motivazione: "svolge il ruolo di componente dell' Ufficio Liturgico Diocesano e la mansione di Vice-Cerimoniere nelle solenni celebrazioni in Cattedrale e, attualmente, espleta lodevolmente il delicato compito di Segretario Vescovile."

 Il Vescovo, quindi, con apposita nota dell' 1 marzo 2012, ha nominato gli stessi Canonici della Cattedrale, con tutti i diritti e i doveri, previsti dall' art. 3 par.1 dello statuto.

 Infine alla nostra domanda, da quanti Canonici deve essere costituito il Capitolo della Cattedrale, mons. Scarcione ci ha risposto: il numero dei Canonici deve essere di 24 componenti regolamentari, con la nomina di  Padre Giuseppe D'Aleo e Padre Lino di Dio, il capitolo risulta così rappresentato nella sue interezza.

                                                                                                       Filippo Rausa

mercoledì 7 marzo 2012

8 marzo Festa delle Donne


Una festa che si celebra tutti gli anni dal lontano 1908, quando un gruppo di operaie americane pagarono con la vita la protesta sulle loro condizioni di lavoro.
“La donna è donna tutto l'anno, non solo l'8 marzo, ed è il pilastro di tante famiglie ed aziende sopratutto in questo difficile momento economico”.
A tutte le donne del mondo che esse siano mamme, mogli, sorelle, figlie, nonne, compagne, nipoti, colleghe, a tutte loro l'augurio più sincero. 


Tavolata di San Giuseppe, domenica 18 e lunedì 19 marzo

Ritorna imperante anche quest’anno il rito della Tavolata di San Giuseppe, il nobile quartiere Monte con la fattiva compartecipazione dell’Istituto Comprensivo Luigi Capuana, delle Famiglie dei ragazzi/e che frequentano la scuola, dei Quartieranti, allestirà un banchetto sacro con pietanze gustose, profumo di fiori freschi e tovaglie ricamate.

L’iniziativa si inserisce nell’ambito delle attività del Comitato Nobile Quartiere Monte orientate al recupero del patrimonio culturale immateriale della nostra comunità,  pratiche e tradizioni orali in primis, tracce di una storia non scritta, ma vissuta che va  tramandata ai posteri.
Per pianificare al meglio e nei minimi particolari il suddetto evento, ieri, martedì 6 marzo alle ore 19,00 nella sede del quartiere di via Vittorio Emanuele, si è tenuto un incontro propedeutico per l’organizzazione della Tavolata di San Giuseppe, tra il Consiglio direttivo del quartiere presieduto da Filippo Rausa, la vice preside prof.ssa Stefania Cincotta ed alcune mamme in rappresentanza dei genitori della scolaresca.
Sono state tracciate le linee guida dell’evento Tavolata di San Giuseppe che sarà allestita come lo scorso anno nella palestra della scuola Media Capuana di via Vittorio Emanuele, nelle giornate di Domenica 18 e Lunedì 19 marzo prossimo venturo.
Nella giornata di Domenica 18 è prevista la visita alla Tavolata, nel corso del pomeriggio, sarà proposto lo spettacolo di danza del gruppo di ambientazione medievale Avalon.
Lunedì 19 marzo, giorno clou la “Tavolata di S. Giuseppe” imbandita come vuole la tradizione verrà solennemente benedetta., vi sarà la presenza di alcuni ragazzi della scuola in abiti tipici che rappresenteranno la sacra Famiglia e presenzieranno nel corso delle due giornate.
Nel pomeriggio, l’orario è ancora da definire, le pietanze presenti nella Tavolata verranno come da tradizione distribuite ai quartieranti, ai concittadini presenti.
L'incontro è stato molto cordiale e propositivo poichè sono state avanzate tante belle proposte che certamente contribuiranno anche quest'anno a realizzare una magnifica “Tavolata di S. Giuseppe” .
Nei prossimi giorni il gruppo di lavoro tornerà ad incontrarsi per definire gli orari dell'evento.
                                                                                                Armando Cannetta

martedì 6 marzo 2012

Presentato il progetto dei lavori del nuovo Vescovado


l'ass. Lina Grillo, il Vescovo, mons. Alabiso

Stamani alle ore 11,00 negli ampi locali di quello che per secoli è stato l’ex Ospedale Fatebenefratelli, prima,  Chiello, nell’ultimo secolo, siti sulla sommità del colle Mira nel nobile quartiere Monte, alla presenza di diverse autorità della Diocesi di Piazza Armerina, invitate per l’occasione, è stato presentato ufficialmente da Sua Ecc. il Vescovo mons. Michele Pennisi il progetto di recupero dell’antico edificio, acquistato nel 2009 dalla Diocesi di Piazza Armerina, dall’Azienda Sanitaria Locale 4, grazie a fondi propri ed al contributo dell’8 x mille alla Chiesa Cattolica.
Il progetto di recupero, prevede in questo primo intervento la realizzazione dell’Episcopio, ovvero la Casa ove risiederà il Vescovo, gli uffici della Curia vescovile e una casa per il Clero.
Mons. Grazio Alabiso responsabile dell’Ufficio diocesano Edilizia di Culto, ha spiegato l’iter per la concessione del contributo da parte della Conferenza Episcopale (CEI), precisando che l’antico chiostro  e il convento dei frati francescani saranno restaurati successivamente con un altro progetto che si sta predisponendo per un ulteriore finanziamento.
I lavori previsti in 22 mesi e aggiudicati all’Impresa ESSE I s.r.l. di Regalbuto prevedono quanto segue: al piano terra verranno sistemati tutti gli uffici di Curia: una serie di ambienti da destinare alle funzioni amministrative; lo studio del Vescovo, del segretario, una saletta riunioni, il tribunale ecclesiastico, la cancelleria con annessi archivio storico e quello corrente, una serie di servizio igienici comuni, l’alloggio del custode.
Al primo piano la sistemazione della casa del Clero, composta da appartamenti (monolocali e bilocali) dotati di servizi igienici ma privi di zona cottura. Sono previsti, altresì, una cucina comune ed un locale lavanderia – stireria.
Il primo piano ospiterà anche l’Episcopio così formato: appartamento privato del Vescovo, cappella, due camere con servizio igienico, sala soggiorno – pranzo con annessa cucina.
                                          Filippo Rausa

l'arch. La Morella, il Vescovo mons. Michele Pennisi
                                                                                             

lunedì 5 marzo 2012

Segnalazioni all'Ufficio Tecnico

Dopo le abbondanti pioggie della scorsa settinama le mattonelle d'asfalto in via Crescimanno, altezza Ufficio Postale, continuano a staccarsi, per non parlare delle basole di lava, queste sono le foto inviateci da un quartierante, per segnalare il problema all'Ufficio Tecnico.



Inoltre ci è stato segnalato sempre in via Crescimanno, una scivola abusiva in prossimità di un ex garage, ovvero in cio che rimane del retro di palazzo Velardita, garage ed immobile peraltro inutilizzati perchè inagibili.
La scivola abusiva, realizzata con una colata di cemento, invade la careggiata, restringendola, provocando seri disagi agli automobilisti.


 

Allergie al Polline, utile acqua e sale

E' in arrivo la primavera e una marea di pollini invaderanno l'aria con effetto non proprio gradito agli allergici.

Già ora (febbraio-marzo) i pollini dei cipressi sono diffusi nell'aria.

Congestione e naso gocciolante, prurito e lacrimazione degli occhi, infiammazione delle mucose, tosse continua sono i sintomi più comuni che interessano milioni di persone e influiscono in modo sostanziale sulla capacità lavorativa, di apprendimento e di svolgimento delle mansioni quotidiane e quindi sulla qualità della vita delle persone, con ingenti costi sanitari e sociali.

Secondo l'Otolaryngology & Head and Neck Surgery della Mayo Clinic (Usa), che ha condotto un esperimento su duecento pazienti, quando si manifestano starnuti da allergia, prima di passare ai farmaci conviene provare un lavaggio del naso un paio di volte al giorno con acqua salata tiepida (un pizzico di cucchiaino di sale in una tazza d'acqua).

La soluzione lava via pollini e sostanze irritanti e ovviamente diminuisce, o elimina, gli allergeni presenti nelle mucose nasali. In commercio ci sono soluzioni saline in fiale o spray che, ovviamente hanno il loro costo; per chi vuole risparmiare, o razionalizzare le proprie spese, acqua tiepida e sale vanno comunque bene.


Lucio Dalla, Se io fossi un angelo.......

sabato 3 marzo 2012

La Domenica con Gesù, II di Quaresima

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale.  

I Lettura. "Abramo,...prendi tuo figlio, il tuo unigenito che ami, Isacco, ...e offrilo in olocausto su di un monte..." Gen 22,1-2. 9a.10-13.15-18
Salmo. "Camminerò alla presenza del Signore nella terra dei viventi" . Sal 115/116
II Lettura. "Fratelli, se Dio è per noi, chi sarà contro di noi ? Rm 8,31b-34
Vangelo. ..."Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte...Fu trasfigurato davanti a loro...e le sue vesti divennero bianchissime..."   Mc 9,2-10

  L'episodio della trasfigurazione (= trasformazione: lo splendore divino di Gesù appare per qualche istante durante la sua esistenza terrena) è centrale in tutti e tre i vangeli sinottici (Matteo, Marco e Luca). Infatti, l'antico racconto apostolico si articola in due parti: la prima si svolge in Galilea e la seconda a Gerusalemme.
 Nella prima parte, domina il successo di Gesù, che ha un grande seguito di folla, mentre, nella seconda, si assisterà a momenti di crisi: molti non si sentono più di seguirlo.
 Perché, dopo la predicazione iniziale, accolta da essi, forse superficialmente, adesso bisognerà fare la difficile scelta della sequela di Gesù, sul serio.
 Proprio l'evento del monte segna lo spartiacque tra il trionfo e la crisi, ecco perché la trasfigurazione è ritenuta fondamentale.
 - E' una catechesi sul cammino di fede. Tutte e due le parti del vangelo di Marco culminano nella professione di fede sulla divinità di Gesù: quella di Pietro ( "Tu sei il Cristo" ) e l' altra, quella del centurione romano ( "Davvero quest' uomo era figlio di Dio ! ").
 Dopo la confessione di Pietro, Marco tratteggia la sofferenza, la morte e resurrezione del Signore; successivamente ci presenta la sua trasfigurazione.
 Appare, quindi, evidente che, nelle parole di Pietro, c' è già un primo riconoscimento della divinità di Gesù. Rimane, però, negli apostoli, l' opinione, allora molto diffusa, che il Messia sarebbe stato un re potente e un politico.
 Conseguentemente, essi sperano di diventare grandi ministri del suo governo. Gesù, invece, non ha scelto di essere quel tipo di Messia, Salvatore. Per di più, spiega a loro che comandare equivale a servire. Devono, quindi, anche loro scegliere questa via.
 - E' un racconto teologico. L'episodio inizia e termina con un insegnamento ai discepoli. L'affermazione, "vi sono alcuni che non moriranno prima di aver visto giungere il regno di Dio nella sua potenza", serve a spiegare l'esperienza (la trasfigurazione di Gesù), fatta da Pietro, Giacomo e Giovanni, i quali, prima di morire, hanno visto il regno di Dio, di cui la stessa trasfigurazione è un 'anticipazione.
 La catechesi conclusiva, in particolare, ( "ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo la resurrezione del Signore" ) mette in stretto rapporto la trasfigurazione con la futura resurrezione di Gesù, che i discepoli, al momento, non riescono a comprendere.
 Marco, nel narrare la trasfigurazione, ha inteso, così, esprimere un significativo collegamento con la resurrezione del Signore.
 Nella presentazione della scena, emerge, chiaramente, la descrizione delle vesti..."divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio potrebbe renderle così bianche..."
 La frase contiene importanti elementi teologici: " rendere così bianco", è impossibile, certamente, ad un operatore umano sulla terra...poiché, come dice Marco, quello splendore delle vesti è un fatto sovrumano, divino.
 La narrazione fissa, comunque, un fatto storico, che segnò un' esperienza "mistica" ( indicibile, quindi), che Pietro, Giacomo e Giovanni vissero con Gesù, durante un momento di preghiera. Esperienza notevole, che divenne totalmente chiara solo dopo la risurrezione.
 - Qual è il senso della trasfigurazione. Questo episodio svolge un ruolo fondamentale nella catechesi cristologica. Esso è un testo sul modello dell' Esodo, che rappresentava Mose' durante l' incontro con Dio nella nube luminosa.
 Certamente, il monte della trasfigurazione richiama il monte Sinai. Anche Gesù, nuovo Mose', sale sul monte, non tanto per parlare col Signore, quanto, per rivelarsi come Dio.
 Anche le Scritture ( rappresentate da Mose' ed Elia ) confermano, quindi, che la scelta della via della croce è secondo il progetto di Dio.
 L' Antico Testamento rende, altresì, testimonianza a Cristo: così, nella nube i discepoli, increduli, come eredi di Mose' ed Elia, vedono la gloria di Dio brillare sul volto umano di Gesù e capiscono che lui ha ragione.
 Notiamo che sul monte si ripete la scena del Battesimo, in cui la voce celeste aveva rivelato: " Tu sei il Figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto " ( Mc 1, 11 ).
 Allora, però, la rivelazione era rivolta a Gesù stesso e a Giovanni Battista; adesso, invece, la voce dal cielo diventa la divina testimonianza per i discepoli nella scelta e accettazione di un Messia, che andrà verso la morte.
 La rivelazione, in questo caso, aggiunge un imperativo: "Ascoltatelo ! ".  Ma, chi devono ascoltare? Certamente, colui che ha detto:"Io devo soffrire molto" e "chi mi vuol seguire deve rinunciare a sé stesso e ai propri progetti."
 I tre apostoli vengono, così, misteriosamente, introdotti nell'affascinante relazione delle tre persone divine e scoprono quanto sia bello "essere con il Signore".
                                                
                                                                                    Mons. Antonio Scarcione    


venerdì 2 marzo 2012

Addio Lucio Dalla, "il piazzese". La sua verità nell'intervista rilasciata a Start.


Lucio Dalla, “il piazzese”, si, perché da sempre, una mamma ne ha reclamato la maternità, attestando che il bambino un giorno in una delle vie del quartiere Canali, dove abitava la famiglia, era improvvisamente sparito, portato via dagli zingari che in quei giorni erano presenti a Piazza Armerina.

Di li a poco quella madre cerca un contatto con quel giovane che riconosceva esserne il figlio, per la somiglianza dei tratti somatici con i suoi consanguinei, gli scrive raccontandogli la sua storia, la sua verità, attestando che quell’uomo ha una voglia in una parte del corpo, che solo una mamma può esserne a conoscenza.         
Quel ragazzo compariva dopo qualche decennio sugli schermi televisivi e quella mamma che lo aveva pianto per anni, portando intatto il ricordo di quel viso, lo vedeva ricomparire riconoscendolo in Tv.
Lucio Dalla, “il piazzese”, tutti in città conoscono questa storia, tutti in città almeno una volta l’hanno sentita raccontare e come spesso accade, con le antiche leggende, ognuno l’ha poi narrata vantando i natali piazzesi di quel grande artista, descrivendo la straziante storia di una madre che improvvisamente ha perso un figlio.
Si dice ancora che quella mamma partì per Bologna, ma nessuno ha la certezza se incontrò mai quel figlio perso e ritrovato solo grazie alla sua notorietà.

Piazza Armerina, Palazzo municipale, conferenza stampa
Ma come spesso accade un doppio filo lega una possibile leggenda ad una storia vera, che come vedremo sembra dipanarsi nell’intervista realizzata da Start Tv in occasione del suo concerto a Piazza Armerina il 20 settembre 2007, che testualmente riportiamo.

Nicola Lo Iacono chiede a Lucio Dalla: hai accettato questo invito di Vittorio Sgarbi “certo” per quale motivo: “perché, oltre ad essere amico di Vittorio Sgarbi sono soprattutto amico della Sicilia e in maniera particolare di Piazza Armerina, perché.., forse.. mi avete visto molte volte, vengo ogni anno qua, a ritrovare le cose che già conosco a rivederle e soprattutto a preoccuparmi, della preoccupazione che ha Vittorio e che ha la sovrintendente ai beni archeologici, che hanno anche gli abitanti che questo non sia solo un luogo di visita, ma anche un luogo di vero e proprio recupero, di vero e propria salvaguardia, di uno dei siti archeologici più importanti che abbiamo in Italia e quindi, questo tentativo di concentrare l’attenzione dei politici, ma anche del pubblico della gente, nei confronti delle proprie grandi bellezze culturali e artistiche, è la ragione per cui sono qua”.      

Fin qui la storia che non sapremo mai se essa sia vera o sia una di quelle leggende metropolitane, tramandata oralmente da ogni buon piazzese, orgoglioso di poter vantare che Lucio Dalla è un compaesano, anche se in tanti giurano di averlo visto per i viali del cimitero Bellia, altri ancora per le vie di Piazza Armerina.
Concerto in piazza Falcone e Borsellino
Quanto detto da Lucio Dalla ha dell’incredibile, egli infatti afferma "sono soprattutto amico della Sicilia e in maniera particolare di Piazza Armerina, perché, forse mi avete visto molte volte, vengo ogni anno qua, a ritrovare le cose che già conosco a rivederle….."  



Noi continueremo a raccontarti perché sei stato una parte della nostra vita, uno di noi, un po’ del nostro passato e del nostro presente, la tua ironia e la tua semplicità ci accompagnerà sempre con le tue belle canzoni, ciao Lucio.
                                                                  Filippo Rausa
Liberi di interpretare le sue parole, molte cose lo vedono legato a questa terra, il suo rapporto profondo viscerale con la Sicilia, la sua voglia di sentirsi siciliano, immortalata in una canzone intitolata appunto “Siciliano”, la sua casa a Milo sulle pendici orientali dell’Etna.
Non sapremo mai quale sia la verità, tutto ciò ormai non ha più importanza, perché al di là delle storie che ammantano gli uomini, la morte di Lucio Dalla, lascia un vuoto, uno dei più grandi della musica italiana se ne va, ma resterà sempre nei nostri ricordi, perché le sue canzoni faranno rivivere sempre le sue poesie.
(una canzone mentre la stai cantando di là qualcuno muore, qualcun altro sta nascendo. E’ il gioco della vita, la dobbiamo preparare che non ci sfugga dalle dita come la sabbia in riva al mare).

                          Lucio Dalla - tratto dalla canzone Ciao del 1999.

L'intervista integrale di Nicola Lo Iacono a Lucio Dalla



giovedì 1 marzo 2012

Auguri a Pietro, e sono 17


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Auguri a Pietro Rausa
che oggi compie il suo
17 esimo
Compleanno

Museo Diocesano, lavori in corso


Proseguono a ritmo serrato i lavori nel Museo Diocesano per poterlo riaprire nel corso del mese di maggio in concomitanza dell'inaugurazione della Villa Romana del Casale, da parte del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
Sentito il direttore del Museo Diocesano don Pino Paci, ci ha confermato la solerzia con la quale l'impresa sta procedendo nei lavori per consegnare appunto nel mese dedicato alla Madonna l'immobile.
Ieri mattina (mercoledì 29 febbraio), sono state sistemate quattro lame in ferro, dal peso di circa 1.000 kg. ciascuna, che andranno a sorreggere l'ampia vetrata a scomparsa che sarà collocata sopra l'androne del Museo, vetrata che all'occorrenza potrà essere aperta o chiusa, evitando così gli inconvenienti atmosferici. 

Nelle foto la delicata fase di sollevamento per la messa in posa delle stesse all'interno del palazzo.

                                                                                                      Filippo Rausa




Conferenza sul "Regno delle Due Sicilie"


La conferenza nasce dall'iniziativa degli studenti Ezio Scarpinato e Gaetano Mauro Potenza del Corso di Laurea in Scienze della Difesa e della Sicurezza dell'Università "Kore" di Enna. Grazie alla collaborazione con il centro socio-culturale "Igino Giordani" di Enna e il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio nelle persone del Delegato Vicario per la Sicilia Dott. Antonio di Janni commendatore di Grazia e del Coordinatore Provinciale di Enna Cav. Matteo Bertino, gli studenti, appassionati ed interessati alla questione meridionale ed a volere porre all'attenzione dell'opinione pubblica il revisionismo storico del Risorgimento, si sono specializzati nell'osservazione e studio del Regno delle Due Sicilie con riferimento all'aspetto storico, del Diritto Pubblico e del Diritto Internazionale. La conferenza ha, quindi, come obbiettivo quello di riscoprire la tradizione, la cultura, la religiosità, la politica del Regno Borbonico, capire le dinamiche del complotto internazionale contro il Regno e affrontare l'ambito disciplinare del diritto pubblico riscoprendo la tradizione parlamentare siciliana e operando una comparazione giuridica tra la Costituzione Siciliana del 1848 e la Co-stituzione e le moderne Istituzioni politiche della Repubblica Italiana.