I quartieranti e i concittadini, che hanno partecipato al pellegrinaggio, hanno avuto la possibilità di condividere emozioni e sensazioni in luoghi particolarmente carichi di spiritualità.
La Via Crucis, lungo i viali del grande giardino che sovrasta il santuario, animata da Laura Saffila e a turno da tutte le famiglie presenti; ha introdotto la visita al santuario che successivamente è proseguita lungo tutti gli ambienti dell'antico convento, la celletta del santo, la cripta che ha ospitato subito dopo la morte del Santo le sue spoglie mortali, ancora luogo di meta di preghiere, infine a conclusione della tappa del pellegrinaggio, la visita alla nuova ed imponente chiesa.
La visita nei luoghi dell’ultimo grande santo d’Italia è stata particolarmente commovente, giunti nella tomba di S. Pio, nella nuova cripta, lo sguardo era catturato dai grandi e spaziosi ambienti, dallo sfarzo degli ori, dai policromi mosaici sulle pareti, ma tutto ciò non ha distratto il nostro pensiero che era totalmente catturato dal desiderio di volgere lo sguardo, una preghiera, e toccare con mano il vetro che ci divideva da dove riposa padre Pio.
Incolonnati in attesa del proprio turno, si respirava un’atmosfera di pace e di serenità, un’atmosfera di profonda fede il cui culmine per tutti era l’essere innanzi le spoglie mortali di san Pio da Pietrelcina, allungare la mano verso il vetro quasi a volere creare un contatto con il santo.Dopo la cena, la partecipazione alla fiaccolata nella grande piazza innanzi la nuova chiesa.
La terza tappa (Domenica mattina), ci ha condotto a Monte Sant’Angelo, al Santuario di San Michele, ove nell'anno 490, fa la sua prima apparizione l' arcangelo Michele.
Infine la quinta ed ultima tappa (Lunedì), con un escursione ad Alberobello, città suggestiva per i suoi trulli.






















































