"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)



Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

giovedì 11 gennaio 2018

Venerdì 12 gennaio cerimonia di premiazione “Uomo e Donna dell’ Anno”, IV Edizione - 2017.


PREMIO “UOMO/DONNA DELL’ ANNO” 2017
CITTÀ DEI MOSAICI - SICILIA CENTRO-MERIDIONALE

COMUNICATO  STAMPA

  Venerdì 12 Gennaio 2018, alle ore 17.00, presso il Palazzo di Città, nei locali del Circolo di Cultura di Piazza Armerina, sito in piazza Garibaldi, n°1, avrà luogo il conferimento  del premio “Uomo e Donna dell’ Anno”, Edizione 2017.

 Il riconoscimento verrà attribuito a personalità che si siano distinte nei vari ambiti di attività: Ecumenismo, Dialogo e Salvaguardia del Creato; Mass-media; Scienze; Arti Figurative e Plastiche; Diritti Umani; Cultura; Lavoro e Impresa.

 La Commissione, costituita da: Lidia Di Gangi, Roberto Ferreri, Giuliana Forgia, Francesco Galati, Marianna La Malfa, Antonella Marino, Filippo Rausa e Concetto Prestifilippo, è presieduta da Don Antonino Scarcione.

 La stessa ha deliberato di assegnare la Targa d’ Oro a personalità delle Città di: Mazzarino, Piazza Armerina, Riesi, Valguarnera e Palermo:

Andrea Bartoli, Notaio
Luigi Di Franco, Prof. di Filosofia 
Antonio Mirabella, Naturalista Docente Università Palermo
Giuseppe Paci, Direttore BB.CC.EE
Angelo Salemi, Scultore 


Sezione Giovani
Chiara Belluomo, Studentessa  universitaria
Andrea Giarrizzo, Imprenditoria giovanile
Simone Guccio, Esperto informatico 

                                                                                               

Attenti ai ladri.....


martedì 9 gennaio 2018

Piazza Armerina dall'alto

Di seguito un video trovato sulla rete, realizzato da TurnMe360 

Piazza Armerina vista dall'alto. Una bellissima cittadina nel cuore della Sicilia, conosciuta anche come la città dei Mosaici e delle Cento Chiese. 


lunedì 8 gennaio 2018

Ricordando l'11 gennaio del 1693....


L'Aforisma della Settimana


Lo sai perché....Differenza tra Srl e SpA

Le sigle S.p.A. ed S.r.l. – spesso indicate anche senza punti, SpA ed Srl – si riferiscono a delle società di capitali. Esistono delle sostanziali differenze tra i due termini e tipologie societarie. Vediamo le principali differenze di seguito.

S.p.A. – Società per Azioni

Nel primo caso, le SpA (Società per Azioni) sono caratterizzate dalla responsabilità limitata di tutti i soci e dalla divisione del capitale in azioni. Vi sono una personalità giuridica e un’autonomia patrimoniale perfetta.

Nelle S.p.A. il limite minimo del capitale è fissato a 120.000 euro e si possono emettere azioni e obbligazioni. Se si tiene conto di quanto enunciato dal Decreto Competitività n. 91/2014 che apporta delle sostanziali modifiche alle disposizioni contenute nel Codice Civile, si vede che il capitale minimo richiesto per la costituzione di una S.p.A. deve essere generalmente di 50.000 euro. Di questo almeno il 25% deve essere versato nelle mani degli amministratori.

Esistono due tipi di società per azioni: ovvero quelle aperte e quelle chiuse. Esiste poi una forma delle SpA, ossia la società in accomandita per azioni in cui troviamo due gruppi di soci che si occupano di questo nuovo modello societario, chiamati accomandanti e accomandatari.

S.r.l. – Società a responsabilità limitata

Nel secondo caso – quello delle S.r.l – la responsabilità è sempre limitata di soci, ovvero è la società che risponde con il proprio capitale sociale a spese e debiti. Il capitale sociale è ripartito in quote azionarie. La Srl è dotata di personalità giuridica.

Nelle S.r.l il capitale sociale deve essere minimo di 10.000 euro. Le quote non possono essere motivo di sollecitazione all’investimento del pubblico risparmio. Nota bene: il capitale sociale può anche essere inferiore a 10.000 euro solo in determinate circostanze e solo se la società accantona una somma da destinare come riserva. Nel caso di importo pari o superiore è previsto che l’intero ammontare del capitale in natura e almeno il 25% del capitale in denaro viene versato con la sottoscrizione dell’atto costitutivo.

Esiste poi una forma di Srl introdotta più recentemente dal legislatore per favorire un discorso di imprenditorialità. Si chiama Società a responsabilità limitata semplificata o (S.r.l.s.) ed è disciplinata dall’art. 2463 bis del codice civile.

domenica 7 gennaio 2018

Buon Compleanno al maestro "PINO TESTA", e sono 91

Pino Testa con Filippo Rausa e Francesco Di Bartolo
nel corso del Battesimo di Quartiere del 2014
Proprio ieri, sabato 6 gennaio un nostro quartierante ha varcato la soglia dei 91 anni, il decano dei poeti piazzesi Pino Testa, un grande uomo un Poeta di indubbia qualità, che ci onoriamo di avere tra i soci del quartiere e tra le personalità che hanno voluto sacralizzare questa appartenenza al quartiere con il "Battesimo di Quartiere" nell'edizione 2014. 

Pino Testa è uno di noi, nato, cresciuto al Monte e domiciliato in via Chiello, un esempio per tutti di uomo saggio e lungimirante.
Un grande Quartierante a cui va il mio augurio personale e del Consiglio direttivo che mi onoro rappresentare.
Filippo Rausa
Buon Compleanno, Pino.

                                                                                                                  

La Domenica con Gesù, Battesimo del Signore / B

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

Testi: "...Porgete l' orecchio e venite a me, ascoltate e vivrete...Come la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza aver irrigato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare...Così sarà la mia parola...Non ritornerà a me senza effetto..." Is 55, 1-11 .
"... In questo infatti consiste l' amore di Dio, nell' osservare i suoi comandamenti...Egli è colui che è venuto con acqua e sangue, Gesù Cristo..." I Gv 5, 1-9 .
"...Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali...E venne una voce dal cielo: Tu sei il figlio mio, l' amato: in te ho postoil mio compiacimento" Mc 1, 7-11.





- "L' immersione nel Giordano" (v.9). Leggendo i vangeli sinottici( Mc- Mt- Lc ), emerge un certo disagio nel riferire l' episodio dell' immersione. Il disagio scaturisce dal significato del battesimo, amministrato da Giovanni Battista. Marco, invece, non teme di aprire il proprio vangelo, ponendo Gesù tra la folla, che è cosciente del proprio peccato. 

L' immersione nel Giordano, infatti, è interpretata come segno della comunione del Cristo con l' umanità, bisognosa di salvezza. Più precisamente, Marco guida il proprio lettore a comprendere la totale spoliazione del Cristo, strutturando il suo racconto in uno schema orario, che scandisce la spoliazione stessa: a) all' ora terza:spoliazione dalla solidarietà con gli uomini (15,25-32); b) all' ora sesta:spoliazione dalla solidarietà con la creazione (15,33); c) all' ora nona:spoliazione dalla solidarietà con il Padre (15,34-37).Conseguentemente, l' immersione del Signore nel Giordano segna per Marco il primo passo nella totale incarnazione, che avrà culmine nella morte in croce: dolore e morte renderanno il Figlio di Dio, totalmente, "figlio dell' uomo".

- "La teofania" (=manifestazione della divinità di Gesù; vv.10-11). La discesa dello Spirito, narrata da Marco come esperienza personale di Gesù, diviene, in Luca e in Matteo, un' esperienza oggettiva, addirittura "corporea" (Lc 3,22); mentre la Voce diventa portatrice di un annuncio rivolto a tutti i presenti (Mt 3,17). Marco collega l' esperienza della teofania con l' immersione, attraverso l' avverbio "subito". 

La totale comunione di Gesù con un popolo, bisognoso di salvezza, crea l' ambiente, in cui il Padre si rende manifesto, attraverso tre segni:
-"L' apertura dei cieli". Nell' esperienza post-esilica il popolo sperimenta il silenzio di Dio (Cfr.I Mac 4,46; Dn 3, 38). Il grido del popolo diventa, quindi, un accorato invito a Dio, perchè mandi un profeta, comunichi la sua volontà, squarci i cieli e scenda (Is 63,19b). Ora, nel Figlio, i cieli si aprono in modo definitivo e Dio parla al suo popolo attraverso Gesù, che è la Parola fatta carne(Gv1,4). A questo punto, notiamo che Marco utilizza il verbo greco "schìzo"(=squarciare). Proprio lo stesso verbo ritornerà, come unico segno, dopo la morte di Gesù: "Il velo del tempio "si squarciò" in due, da cima a fondo" (15,38). La presenza di Dio è ora "esposta" nel corpo crocifisso del Cristo, al punto che persino uno dei carnefici coglie la sua identità: "Davvero quest' uomo era Figlio di Dio ! ".

- "La discesa dello Spirito": ogni persona, scelta da Dio è "unta"(= consacrata) dallo Spirito. L'unzione indica sia la separazione da ciò che è profano e l' inserimento nel mondo di Dio, sia il dono della "forza" di Dio, che rende adatti ad una particolare missione. Ora lo Spirito si posa sull' ultimo inviato, Gesù, il consacrato del Padre, la sua presenza nella storia. La sua umanità diventa il luogo, dove è possibile incontrare il volto di Dio, ricevere la sua salvezza e scoprirlo come Padre. Il testo rimanda ad Is 42,1, ripreso nella "Voce", che afferma: " Ecco il mio servo che io sostengo, il mio eletto, di cui mi sono compiaciuto. "Ho posto il mio Spirito su di lui. Lo spirito donato al Figlio rende trasparente l' identità di Gesù, lo abilita per la missione.

Gli studiosi si sono sbizzarriti nel tentativo di spiegare il senso dell' immagine della colomba: alcuni hanno visto un riferimento allo "spirito che aleggiava sulle acque" (Gen 1,2); altri alla colomba della fine del diluvio (Gen 8,8-12) o ad una "messaggera d' amore" (Ct 1,15; 4,1). Infine, c' è chi coglie, nella colomba, il tentativo di esprimere ciò che è inesprimibile. 

- "La Voce". Notiamo che alla visione segue la Parola, che proclama l' identità di Gesù, la sua "vocazione" (Sal 2,7; Is 42,1). Egli è il Figlio, generato nell' amore stesso del Padre, l' amato,, nel quale il Padre trova la sua gioia. Da questa vocazione scaturisce la missione di Gesù: comunicare la paternità del Padre, inserire l'umanità nel rapporto d' amore , che è alla radice dell'esistenza di ognuno. Gesù è, perciò, il "nuovo" Adamo, come sottolineerà Marco nell' episidio delle tentazioni, segnalando la convivenza di Gesù con le bestie selvatiche (1,13). Mentre, all' origine della della nostra storia, c' è il rifiuto di Dio, in Gesù c' è l' accoglienza totale del Tu di Dio. E' una nuova creazione, la creazione dell' uomo nuovo che accoglie l' esistenza come un dono.

                                                                      Mons. Antonino Scarcione

sabato 6 gennaio 2018

La prima dell'Anno, il Falò alla Befana

Stamani i soci del Comitato di Quartiere hanno allestito le fascine e la befana per il grande Falò di questa sera, di seguito alcuni scatti fotografici....






EPIFANIA DEL SIGNORE

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa

Testi: “Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce…” Is 60,1-6 . 
“Fratelli, penso che abbiate sentito parlare del mistero della grazia di Dio, a me affidato a favore vostro…”Ef 3,2-3a.5-6 .
“…Dov’ è colui che è nato, il re dei giudei ? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo…Mt 2,1-12.

L’ Epifania è la manifestazione del Signore. Quelle odierne, sono letture piene di movimento, dalla prima parola del profeta Isaia :”Alzati! “, fino all’ ultimo versetto del vangelo: “Per un’ altra strada fecero ritorno al loro paese”. Siamo, quindi, sollecitati a metterci in cammino, attratti da una luce, e ad uscire dall’ oscurità.

La luce, insieme al cammino, è l’ altra realtà, che caratterizza la Parola di oggi. “Dio è luce”, scrive S.Giovanni, una luce capace di vincere le tenebre del male. Notiamo che dalla celebrazione affiora una dimensione pasquale: i magi cercano, infatti, “il re dei giudei”, titolo che ritorna nella passione, sulla bocca di Pilato e su quella dei soldati.

Non si può comprendere l’ epifania del Signore, se non alla luce della Pasqua.

Tutto ciò che Gesù aveva detto e fatto mostrava il volto di Dio, rendeva presente Dio stesso: il camminare tra la gente, le guarigioni, il ritirarsi in preghiera, il rimprovero per la durezza del cuore, la compassione per i sofferenti, la misericordia, il perdono…Anche la nascita, quindi, e il volto di un bambino tra le braccia della madre diventano oggetto di stupore, venerazione e adorazione.

Con i magi siamo certamente chiamati a metterci in cammino verso la luce.

A questo punto, non si può non dedicare un pensiero alla figura dell’ anziana donna, che porta il nome, un po’ modificato, della festa di oggi: la Befana. Un’ antica tradizione afferma che i Magi incontrarono una vecchietta e la invitarono ad andare con loro, per portare un dono al neonato Messia. La vecchia rifiutò. Ma appena i Magi si allontanarono, si pentì. Raccolse, subito, in un sacco, tutte le cose belle e dolci, che aveva, e uscì alla ricerca dei Magi, per portare, anche lei, il suo dono. Quando fu sulla strada, non li trovò più; era buio, le stella era scomparsa e lei non sapeva dove andare con il sacco. Decise, allora, di mettersi in viaggio e di lasciare un piccolo regalo in ogni casa, dove si trovasse un bambino. Era certa che, così, il suo dono sarebbe giunto anche al Dio bambino.

Probabilmente, i questo racconto c’ è un riflesso del vangelo.

Lo stesso Matteo ci pone davanti ad una scena, in cui sentiamo dire che coloro i quali ricevono in eredità il Regno, preparato da Dio, sono coloro che si sono dati da fare ogni volta che hanno visto un affamato, un assetato, un malato o uno straniero. Gesù spiega: “L’ avete fatto a me ! ”. Ognuno ha sempre un appuntamento con “il re dei Giudei”, cercato dai Magi, con Gesù, Re e Signore della nostra vita: la sua stella appare, dove c’ è povertà, fame, sete, solitudine, dignità ferita.

                                  Mons. Antonino Scarcione

giovedì 4 gennaio 2018

Aspettando la Befana e il grande falò, tutti al Monte Mira dalle ore 20:00

Torna anche quest'anno il tradizionale appuntamento del Falò alla Befana nel grande spiazzo di via/piazzale Floresta, di fronte il giardino Carmelo Scibona, alle ore 20:00 circa.

Il 6 gennaio il falò alla Befana si inserisce nel calendario delle Novene natalizie che nella giornata dell'Epifania avranno luogo per ricordare l'arrivo dei re Magi a far visita a Gesù bambino.

In detta circostanza si festeggia anche la vecchia Befana per la gioia di grandi e piccini, la manifestazione, avrà inizio a partire dalle 20:00 circa con l'arrivo della Banda musicale diretta dal maestro Luigi Ferrigno. 

Festeggiare la Befana e l'accensione del grande falò, sono il momento conclusivo delle tante iniziative organizzate durante il periodo natalizio con l'allestimento della capanna di Gesù Bambino, la tradizionale Novena che è stata celebrata in un clima di grande coinvolgimento e partecipazione popolare da parte dei quartieranti.

E' tutto, gli ultimi preparativi e giorno 6 si chiuderà in bellezza il periodo natalizio con l'accensione di un grande falò al suono della banda musicale.

Siete tutti invitati a partecipare.

                                                                                                Filippo Rausa

Premio “Uomo e Donna dell’ Anno”, IV Edizione - 2017.


PREMIO “UOMO/DONNA DELL’ ANNO” 2017
CITTÀ DEI MOSAICI - SICILIA CENTRO-MERIDIONALE

COMUNICATO  STAMPA

 Si comunica che Venerdì 12 Gennaio 2018, alle ore 17.00, presso il Palazzo di Città, nei locali del Circolo di Cultura di Piazza Armerina, sito in piazza Garibaldi, n°1, avrà luogo il conferimento  del premio “Uomo e Donna dell’ Anno”, Edizione 2017.

 Il riconoscimento verrà attribuito a personalità che si siano distinte nei vari ambiti di attività: Ecumenismo, Dialogo e Salvaguardia del Creato; Mass-media; Scienze; Arti Figurative e Plastiche; Diritti Umani; Cultura; Lavoro e Impresa.

 La Commissione, costituita da: Lidia Di Gangi, Roberto Ferreri, Giuliana Forgia, Francesco Galati, Marianna La Malfa, Antonella Marino, Filippo Rausa e Concetto Prestifilippo, è presieduta da Don Antonino Scarcione.

 La stessa ha deliberato di assegnare la Targa d’ Oro a personalità delle Città di: Mazzarino, Piazza Armerina, Riesi, Valguarnera e Palermo:

Andrea Bartoli, Notaio
Luigi Di Franco, Prof. di Filosofia 
Antonio Mirabella, Naturalista Docente Università Palermo
Giuseppe Paci, Direttore BB.CC.EE
Angelo Salemi, Scultore 


Sezione Giovani
Chiara Belluomo, Studentessa  universitaria
Andrea Giarrizzo, Imprenditoria giovanile
Simone Guccio, Esperto informatico

                                                                                                Filippo Rausa

mercoledì 3 gennaio 2018

Lo sai perché....Differenze tra sospensioni e ammortizzatori


Che differenza c’è tra le sospensioni e gli ammortizzatori? Il dubbio, che aleggia tra chi non ha una grande esperienza in fatto di macchine, è molto diffuso. Vale la pena, quindi, di risolvere il mistero. Per prima cosa, è bene sottolineare che sia le sospensioni che gli ammortizzatori sono importanti non solo per le prestazioni, ma anche per la sicurezza dei veicoli, in quanto servono a garantirne la tenuta di strada.

Le sospensioni, in particolare, sono costituite da componenti elastiche che collegano il telaio (cioè la struttura principale) della macchina alle ruote: il loro scopo è quello di assorbire i colpi e le sollecitazioni provenienti dal terreno (per esempio quando si incontra una buca o un dosso), favorendo la stabilità del veicolo e quindi offrendo il massimo comfort possibile a chi si trova alla guida e ai passeggeri.

L’importanza del ruolo delle sospensioni è facile da capire se si pensa a cosa accadrebbe se l’intera massa della macchina fosse collegata direttamente alle ruote: in pratica, tutti i movimenti delle ruote sarebbero trasmessi al telaio, e quindi a chi si trova a bordo, con sobbalzi a dir poco pericolosi. Insomma, riuscire a controllare il mezzo sarebbe pressoché impossibile, senza scordare la scomodità di un viaggio di questo tipo.

Sospensioni e ammortizzatori
Le sospensioni si chiamano così in quanto separano le masse sospese (cioè la carrozzeria, gli interni, il motore, eccetera) dalle masse non sospese (cioè le gomme, i cerchioni e i freni) del veicolo.

E’ possibile vedere degli esempi di sospensione, qui.

I tipi di sospensione

Si può distinguere tra diversi generi di sospensioni: quelle a barre di torsione, quelle a balestra, quelle a molle e quelle pneumatiche. Le più utilizzate sono le sospensioni a molle elicoidali, che si basano su molle a torsione che agiscono per compressione. Per evitare che le molle si flettano lateralmente (come accade quando proviamo a premere una molla con le mani), esse sono dotate di una guida.

Sospensioni a molla elicoeidale
Le molle, a loro volta, possono essere lineari, vale a dire a flessibilità costante, o progressive, vale a dire a flessibilità variabile. In questo secondo caso, la flessibilità cambia in funzione della sollecitazione che si ottiene da spirali di dimensioni differenti.

Gli ammortizzatori

Gli ammortizzatori, invece, sono componenti associati alle sospensioni: il loro compito è quello di rallentare e di attenuare proprio il movimento delle sospensioni, le quali – essendo strumenti elastici – dopo una sollecitazione tendono a tornare allo stato iniziale non in modo fluido, ma con una certa violenza.

In assenza degli ammortizzatori, le sospensioni darebbero vita a reazioni tali da rendere nulla la loro azione, e di conseguenza il comfort di guida sarebbe comunque compromesso. Insomma, le sospensioni senza gli ammortizzatori non hanno ragion d’essere.

Senza gli ammortizzatori si potrebbero verificare anche delle conseguenze più gravi: per esempio, in presenza di una deformazione del manto stradale particolarmente evidente, come un buco più ampio della norma, le ruote della macchina rischierebbero addirittura di staccarsi da terra, con il veicolo che perderebbe aderenza e il conducente che farebbe molta fatica a controllarlo.

Gli ammortizzatori, dunque, assorbono le oscillazioni e gli urti controllando il movimento delle sospensioni. Grazie ad essi le molle delle sospensioni possono essere morbide, in quanto la velocità di movimento delle sospensioni in corrispondenza degli urti viene tenuta sotto controllo.

Anche per gli ammortizzatori, così come per le sospensioni, si possono distinguere tipologie diverse: ammortizzatori idraulici, ammortizzatori a frizione, ammortizzatori pneumatici, ammortizzatori magnetici e mass damper.

Particolarmente interessanti sono gli ammortizzatori pneumatici, che si basano sulla presenza di un gas che passa attraverso una fessura nel momento dell’estensione e della compressione: in questo modo, l’energia che lo preme viene assorbita. Essendo il gas elastico, questi ammortizzatori possono essere adoperati anche come sospensioni. Una delle aziende leader nella produzione di questi componenti meccanici è bilstein.com

Ecco spiegata, dunque, la differenza tra sospensioni e ammortizzatori: le prime, in pratica, assorbono gli urti durante la circolazione, ma senza i secondi non potrebbero funzionare.

martedì 2 gennaio 2018

Insieme al Carnevale di Sciacca





DOMENICA 11 FEBBRAIO

TUTTI al CARNEVALE di

SCIACCA 
costo 15,00  € a persona, la quota comprende viaggio con pullman gran turismo.

PARTENZA: ore 09,00 Piazza Marescalchi (Stazione)
RIENTRO: verso le ore 23,00 circa.

PER INFORMAZIONI ED ISCRIZIONI RIVOLGERSI A:
OLIVA TOTUCCIO          cell. 347.1337404
RAUSA FILIPPO               cell. 338.8397598 







lunedì 1 gennaio 2018

L'Aforisma della Settimana


MARIA SS.MA MADRE DI DIO

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa


Testi: “…Ti benedica il Signore e ti custodisca…Faccia risplendere per te il suo volto…e ti conceda pace…” Num 6,22-27 . “…
Dio mandò il suo figlio…perché ricevessimo l’adozione a figli…” Gal 4,4-7 . 
“…I pastori…trovarono Maria e Giuseppe e il bambino…nella mangiatoia…Maria…custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore…” Lc 2,16-21.

La maternità di Maria ha un duplice aspetto e questo giustifica la posizione che lei assume nella storia cristiana: da una parte è la madre, attraverso la quale Dio prende dimora tra gli uomini, dall’ altra, attraverso il figlio “vero uomo e vero Dio”, lei trasmette agli uomini la possibilità di partecipare alla vita divina. L’ attenzione prioritaria al “Figlio”non sminuisce il ruolo materno di Maria: il titolo di “Madre di Dio”, che la fede cristiana le riconosce, per quanto paradossale, esprime la missione di Maria nella storia umana, in quanto possibile storia di salvezza.

Il vangelo fa rivivere l’ evento natalizio, con i suoi personaggi: 
i pastori, simboli dell’ umanità, che
attende il proprio riscatto, Giuseppe, che nel silenzio custodisce e protegge il mistero; e il Bambino, che nella sua fragilità, chiede di essere accolto. In tale clima Maria “serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore”.

Nella prima lettura c’ è il “Nome” di Dio, ossia l’ essenza del mistero: la benedizione promessa a coloro che lo invocheranno. Invocare il nome del Signore vuol dire invocare la sua protezione. La seconda lettura, infine, unendo il ruolo di Maria-madre a quello di Dio-Padre, ci aiuta a comprendere l’ evento natalizio: “Dio ci ha donato il Figlio, per renderci suoi figli”.

Oggi, si celebra la 51a Giornata Mondiale della Pace. Il tema è: “Migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace”. Il Papa, dopo di aver ricordato che, nel mondo, ci sono oltre 250 milioni di migranti, di cui 22 milioni e mezzo di rifugiati, ha formulato gli auguri di pace a tutte le persone e a tutte le nazioni della terra. 
 
                                                                       Mons. Antonino Scarcione