"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)



Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

domenica 26 marzo 2017

La Domenica con Gesù, IV Di Quaresima

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

Testi: “L’ uomo vede l’ apparenza, ma il Signore vede il cuore” 1 Sam 16,1.4.6-7.10-13 . 
“Ora siete luce nel Signore” Ef 5,8-14 . 
“ Il segno del cieco nato divenuto vedente” Gv 9,1-41.

Nel cammino verso la Pasqua, la Chiesa ci fa meditare sulla luce, o meglio, sull’illuminazione, compiuta da Gesù, affinchè noi vediamo e siamo strappati dalle tenebre.La guarigione del cieco dalla nascita, come, opportunamente, afferma Enzo Bianchi, in realtà, è la narrazione di un processo, in diverse fasi, intentato contro Gesù, “luce del mondo”, che illumina ogni essere umano, luce non accolta da coloro, ai quali era stata inviata. E’ una narrazione “paradossale”, perché testimonia che chi è cieco, incontrando colui che è la luce del mondo, diventa “capace di vedere”, mentre quelli che vedono, incontrando Gesù, restano abbagliati e incapaci di vedere.

Uscito dal tempio di Gerusalemme, Gesù vede presso la piscina di Siloe un cieco, bisognoso di salvezza. Anche i discepoli lo vedono, ma con uno sguardo assai diverso. Infatti, la dottrina tradizionale, acquisita precedentemente da essi, lega saldamente malattia e peccato. Per questo domandano al Signore: “Rabbì (Maestro), chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perchè sia nato cieco ? “. Gesù, che vede, piuttosto che il peccato, la sofferenza e il grido di aiuto del poveretto, dichiara che quella malattia è l’occasione per la manifestazione di Dio, che salva.

Di fronte al male, noi cerchiamo una spiegazione: di chi è la colpa e chi è il colpevole. Gesù, invece, non propone alcuna spiegazione a quella cecità, ma si avvicina al cieco e fa trionfare la vita. Anzi fa un gesto di cura: impasta della polvere e la spalma sugli occhi del cieco. Ripetendo, così, il gesto con cui Dio ha creato Adam. E appena Gesù gli dice di andarsi a lavare nella piscina di Siloe, il cieco obbedisce, va, ritorna da Gesù e ci vede.

Questo è un “segno”, più che un miracolo: non è il fatto in sé che deve attirare la nostra attenzione, bensì, il suo significato e soprattutto chi c’ è all’ origine del segno. L’ episodio scatena un processo contro Gesù, in contumacia, perché egli non è più presente. Vediamo che il processo si articola in quattro scene. La prima scena ha per protagonisti i vicini. Essi si interrogano reciprocamente su che cosa sia mai accaduto al cieco. Egli intanto rivendica la propria identità: “Sono io, che prima ero cieco e ora ci vedo”. Altri portano il cieco dai farisei, affinchè essi giudichino l’ operato di Gesù. Infatti, come dice Giovanni, “era un sabato il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e aveva aperto gli occhi al cieco”. Si pone, quindi, la domanda: “Può un uomo che infrange il divieto di lavorare di sabato, dunque un peccatore, fare una buona azione ?” La risposta è, ovviamente, no. Egli non viene da Dio ! L’ uomo guarito, al contrario, risponde: “E’ un profeta.

La terza scena. Vediamo che, a questo punto, i farisei fanno chiamare i suoi genitori e li interrogano sulla cecità del figlio. Essi, impauriti, preferiscono non interpretare ciò che è accaduto al figlio. Dicono, soltanto, che egli era cieco dalla nascita, che adesso ci vede, ma non sanno come ciò sia accaduto. Per questo, dicono: “Chiedetelo a lui. Ha l’ età, parlerà lui di sé”.

La quarta e ultima scena. I farisei chiamano nuovamente l’ uomo guarito e cercano di convincerlo, perché loro “sanno” che Gesù è un peccatore, dunque, non può fare nulla di buono. Ma l’ uomo guarito conferma: “Se sia un peccatore, non lo so”. Io so che ero cieco e ora ci vedo”. Essi insistono, chiedendo di raccontare ancora una volta l’ accaduto. In risposta, egli ironizza: “Ve l’ ho già detto e non avete ascoltato. Volete forse diventare anche voi suoi discepoli ? “ Segue, quindi, la reazione sdegnata dei farisei, che lo disprezzano e insultano..

La pretesa dei farisei, esperti nelle sacre scritture, è quella di conoscere la tradizione, alla quale vogliono restare fedeli: non ammettono, quindi, che una buona azione possa essere compiuta mediante la trasgressione del sabato.

Essi qualificano come tradizione autorevole solo il passato: per questo non sanno e non vogliono sapere l’ origine di Gesù. L’ uomo, che prima era cieco, invece, ora vede, cioè sa: sa di essere stato guarito. Egli viene conseguentemente cacciato fuori dalla comunità degli osservanti della Legge, come quelli che riconoscevano Gesù quale Messia.

A questo punto, avendo saputo che il cieco è stato espulso dalla sinagoga, Gesù lo va a cercare e gli pone una domanda, che è il punto più alto di questa famosa pagina:

“Tu credi nel Figlio dell’ uomo ? “
“E chi è, Signore, perché io creda in lui ?”
“Lo hai visto: è colui che parla con te”
“Credo, Signore !” E si prostrò davanti a lui.

                                                                            Mons. Antonino Scarcione

giovedì 23 marzo 2017

Alcune foto della commemorazione a Intorcetta

Prospero Intorcetta, un anno dopo l'inaugurazione del monumento del padre gesuita. Una rappresentanza del governo del quartiere, con il presidente Filippo Rausa, i vicari Filippo Purrazza e Salvatore Oliva, con il consigliere Osvaldo Scarcelli, ad onorare il grande concittadino e quartierante.




domenica 19 marzo 2017

La Domenica con Gesù, III Di Quaresima

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

Testi: “…Il popolo mormorò contro Mosè e disse…Perché ci hai fatti salire dal’ Egitto per far morire di sete noi, i nostri figli e il nostro bestiame…Il Signore disse a Mosè…Tu batti sulla roccia: ne uscirà acqua e il popolo berrà…” . “…A stento qualcuno è disposto a morire per un giusto…Ma Dio ci dimostra il suo amore, mentre eravamo ancora peccatori, (infatti) Cristo è morto per noi” Rm 5,1-2.5-8 . “…Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: Dammi da bere…Chiunque beve di quest’ acqua avrà di nuovo sete…Chi berrà dell’ acqua, che io gli darò, non avrà più sete in eterno…” Gv 4,5-42.

Vogliamo riannodare i fili interrotti di un amore? H. Ronchi, nel suo commento a questa famosa pagina di Giovanni, risponde così: Gesù stesso, Maestro del cuore, ci insegna il metodo di Dio al pozzo di Sichar, dove giunge una donna, senza nome e dalla vita fragile: la sposa, che se n’ è andata dietro ad altri amori, è proprio l’ umanità. E Dio, lo sposo, vuole riconquistarla. Perché non gli importano gli errori dell’ uomo o della donna, ma la sete di affetto che abbiamo nel cuore.

Questo rapporto sponsale tra Dio e l’ umanità è la chiave di volta della Bibbia, dal primo all’ ultimo dei suoi 73 libri. Dammi da bere. Vediamo che lo “sposo” ha sete, non di acqua, ma di amore. Gesù inizia il suo corteggiamento (la fede è la risposta al corteggiamento di Dio), non rimproverando, ma offrendo:…se tu sapessi il dono di Dio… Il dono è la cifra di questa storia d’ amore. Dio non chiede, dona; non pretende, offre: Ti darò “un’ acqua”, che diventa sorgente, in cambio di un sorso d’ acqua. Ecco un simbolo, bellissimo: la fonte, che è molto di più; essa è senza misura, senza fine, senza calcolo. Il dono di Dio è Dio stesso, che si dona.

Con una finalità: che, cioè, ritorniamo ad amarlo, da innamorati, non da servi. Vai a chiamare “tuo marito”, il tuo amore. Notiamo che Gesù, quando parla con le donne, va diritto al cuore. Il suo è il loro steso linguaggio, quello dei sentimenti, del desiderio, della ricerca di motivazioni forti, per vivere. Soltanto tra le donne, Gesù non ha avuto nemici. Il suo sguardo cerca gli elementi positivi di quella donna e li mette in risalto: “tu hai detto bene”, che non hai marito… Gesù sa trovare in lei verità e bene. Vede la sincerità. E’, esattamente, su questo frammento d’ oro che ruota tutto il dialogo. Non rimprovera, non dà giudizi, non dà consigli, anzi, il Signore fa di questa donna un tempio. Tu mi domandi, dove bisogna adorare Dio; bisogna onorarlo su questo monte, dove sorge la tua città ? Ma sei proprio tu, in spirito e verità, il vero monte, sei tu stessa il tempio, in cui Dio viene.

E la donna lasciata la sua anfora, corre in città e riferisce: c’ è uno che mi ha detto ogni cosa su di me…A questo punto, notiamo che la debolezza della samaritana diventa un punto di forza; le sue ferite esistenziali del passato si trasformano in spiragli di luce per il futuro. Certamente, questa è una narrazione che vale per ciascuno di noi. Le debolezze del passato possono diventare testata d’ angolo di un nostro domani diverso e migliore.

                                                                             Mons. Antonino Scarcione


venerdì 17 marzo 2017

8 milioni di € in fumo per la Villa Romana del Casale

Riceviamo e Pubblichiamo

Di seguito riportiamo il comunicato stampa del Dott. Francesco Galati, già Dirigente al Comune di Piazza Armerina nel settore Beni Culturali, Turismo e Spettacolo e attualmente Presidente dell'associazione MIRA 1163, relativamente il mancato finanziamento di otto milioni di euro per interventi che si sarebbero dovuti effettuare nel Parco Archeologico Villa Romana del Casale.
Con mio grande stupore questa mattina nel leggere il giornale "La Sicilia", 17 marzo 2017" cronaca di Enna, ho appreso amaramente la notizia che il bene archeologico principe della Regione Sicilia, non ha ottenuto un finanziamento di otto milioni (8 milioni di euro), in quanto le progettualità non erano immediatamente cantierabili. 

Pazzesco! Inimmaginabile! proprio tale finanziamento sarebbe stato il giusto medicinale salvavita per i dovuti interventi alla Villa Romana del Casale. 

A nulla sono valsi in passato le grida di allarme e le varie interpellanze in Consiglio Comunale da parte della consigliera Laura Saffila

Tutto è stato reso inutile grazie a tutti coloro i quali che per istituzione non hanno fatto appieno il loro dovere nei confronti di una Città ancora una volta come già riferiva Padre Carmelo Capizzi S.J., nostro cittadino illustre e carissimo, in data 17 Maggio 1989, con nota inviatami e che conservo gelosamente, "......continuamente ingannata,tradita e bestialmente sfruttata".

Oggi alla luce, di quanto riferito nell'articolo di stampa, si può dire senza alcun eufemismo, giro di parole che il " Re è nudo ", la politica piazzese ha perso, per il suo mancato decisionismo ed interventismo nei confronti dell'Assessorato Regionale ai Beni Culturali il quale, tra l'altro, era già stato avvisato in illo tempore, esattamente il 7 ottobre 2014, con missiva inviata sempre della consigliera comunale Laura Saffila e in cui venivano evidenziati le gravi problematiche del Triclinium ed altro.

La continua bugia da parte della politica che "....non ci sono soldi" un leit motiv che contraddistingue oramai da anni la risposta a risolvere i vari problemi della collettività, a quanto pare è stata sbugiardata, e, come detto, ha messo a nudo la incapacità di intercettare i finanziamenti.

Cioè i soldi ci sono basta fare il proprio dovere e sopratutto avere amore proprio verso un bene individuato dall'UNESCO Patrimonio dell'Umanità.

L'Associazione MIRA 1163 esprime tutto il suo dispiacere e rammarico in quanto non concepisce che non fare il proprio dovere fino in fondo il lavoro del politico, del burocrate, risulta inutile e sopratutto non raggiunge mai l'obiettivo finale.
Bisogna controllare, visionare, sollecitare e non fermarsi al solo "......abbiamo deliberato".

                                                                                                                                                                                           Il Presidente
                                                                                                   FRANCESCO GALATI

La Tavola di S.Giuseppe presso la Chiesa della Madonna della Neve


domenica 12 marzo 2017

Don Angelo Passaro in preparazione alla Santa Pasqua


Conferenze sull'Antartide del Prof. Mirabella


La Domenica con Gesù, II Di Quaresima

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

Testi: “…Vattene dalla tua terra…Verso la terra che io ti indicherò. Farò di te una grande nazione…”Gen 12,1-4a . 

“Figlio mio,…Soffri con me per il vangelo. Egli infatti ci ha salvati…Non già in base alle nostre opere, ma secondo il suo progetto e la sua grazia…” 2 Tim 1,8b-10 . 

“…Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse in disparte su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro…” Mt 17,1-9.


Come, giustamente, afferma Gianfranco Ravasi (Cfr. “Secondo le Scritture”, Anno A), questa pagina di Matteo è anche alla base della Festa della Trasfigurazione, che, liturgicamente, si celebra il 6 agosto. In realtà, la sua collocazione ideale è proprio nella data odierna, alla luce dell’ attesa pasquale. 
Notiamo che i grandi segni della Trasfigurazione sono due. Il primo, è quello della “voce”, che dice: “Questi è il Figlio mio, l’ amato” . Nel Vangelo, questa voce risuona in tre scene: all’ inizio della narrazione matteana, nel battesimo del Signore al Giordano; nel bel mezzo del cammino terreno di Gesù, appunto nella Trasfigurazione, e alla fine del Vangelo, quando il centurione romano proclama: “Veramente quest’ uomo era Figlio di Dio ”! . La “voce” contiene, sinteticamente, il Credo, che noi con la Chiesa professiamo.

Al centro della nostra fede, quindi, spicca il volto di Cristo. Esso, infatti, deve offuscare i devozionalismi, confondere le degenerazioni delle sette e guidare i credenti lontano dalle superstizioni. Il secondo segno, è quello della “luce”, che avvolge la scena della Trasfigurazione, Gesù e i discepoli. Il Vangelo traduce con “Trasfigurazione” il termine greco “Metamorfosi”, sottolineando, così, una profonda trasformazione del Cristo e svelando anche il nostro destino di “figli della luce”.

Lo scrittore francese, O. Clément, nella su opera, “L’ altro sole”, descrive plasticamente questa “trasformazione” in Charles de Foucauld, quando afferma di essere rimasto “sconvolto dalle fotografie del famoso mi- stico, fondatore dei Piccoli Fratelli. La voce ci conduce al Cristo, la luce ci trasforma in lui; la voce si esprime nella Bibbia, la luce ci avvolge attraverso la fede e i sacramenti.

Il racconto della Trasfigurazione, conservato nella II Lettera di Pietro, finisce, intrecciando, in un unico segno, voce e luce: “Quella voce noi l’ abbiamo udita discendere dal cielo, mentre eravamo con il Cristo, sul santo monte. A quella voce fate bene e volgere l’ attenzione come lampada che brilla in un luogo oscuro” (1,18-19).

                                                                        Mons. Antonino Scarcione

venerdì 10 marzo 2017

Esercizi Spirituali in preparazione alla S.Pasqua 2017

Riceviamo e Pubblichiamo

Piazza Armerina, 8 marzo 2017


Alla Presidenza, Direttivo e Soci:
UCIIM, 0ESSG, FONDAZIONE P.I., SERRA CLUB, LIONS CLUB, ROTARY CLUB, FIDAPA, ARCHEO CLUB, GRUPPI ARCHEOLOGI, CIF, QUARTIERI STORICI, LEGA AMBIENTE, MIRA, SOCIETA’ DI STORIA PATRIA, ITALIA NOSTRA, UNIVERSITA’ POPOLARE “I. NIGRELLI”, CIRCOLO DI CULTURA, DONNE INSIEME e ASSOCIAZIONI CHE FIGURANO NEL TERRITORIO DELLA CITTA’
                                                                      LORO SEDI

 Ogetto: PREPARAZIONE ALLA S. PASQUA 2017. 

Cari Amici,
Cari Fedeli di S.Maria d’Itria e S.Veneranda,                                                               
Ci è particolarmente gradito invitarVi agli incontri di riflessione, che avranno luogo nella Chiesa di Fundrò, Patrimonio Unesco per la Pace. 
Detterà le meditazioni Don Angelo Passaro, Vicario Episcopale per la Cultura, Professore di S.Scrittura alla Facoltà Teologica di Palermo e Direttore della Rivista Biblica.
              Tratterà il tema:
             “Tempo della prova come tempo di grazia. L’ itinerario quaresimale nelle sante Scritture”.                                                                  
PROGRAMMA-INVITO

 NELLA CHIESA DI  FUNDRO’
GIOVEDI’, 16 MARZO, ALLE ORE 17:30 - S. MESSA ED OMELIA,
VENERDI’, 17 MARZO, ALLE ORE 17:30 - S. MESSA ED OMELIA,                            
SABATO ,   18 MARZO, ALLE ORE 17:30 - S. MESSA ED OMELIA,
        
         Per fruire della  notevole esperienza e  competenza del relatore, Vi preghiamo di non mancare.
     Cordialita’.                                                                      
                                                                                                          Mons Antonino Scarcione
                                                                                                          Don Michele Bilha
 

martedì 7 marzo 2017

8 Marzo, Festa della Donna


State molto attenti a non far piangere una donna: poi Dio conta le sue lacrime!

La donna è uscita dalla costola dell'uomo, non dai suoi piedi perché debba essere pestata, né dalla testa per essere superiore, ma dal fianco per essere uguale... un po' più in basso del braccio per essere protetta e dal lato del cuore per essere amata.


                                       Torah Talmud

(libro sacro degli ebrei, raccolta dei pensieri dei rabbini attraverso i tempi)





Festa della Donna, 8 Marzo

Riceviamo e Pubblichiamo

- Ai Dirigenti Scolastici Scuole e Istituti di ogni     Ordine e Grado

- Ai Presidenti Direttivi e Soci Clubs Services

- Ai Presidenti Direttivi e Soci Associazioni          cittadine

                                LORO SEDI



OGGETTO: 8 MARZO 2017. GIORNATA MONDIALE DELLA DONNA

Ill.mi Signori,

Premesso che l’Associazione, che ho l’onore di presiedere, anche negli altri anni, in sinergia con le LL.SS., ha contribuito a dare risalto alla Festa della Donna:

Considerato che il tema appare di scottante attualità e Scuola Famiglia e Società (ivi compresa la Chiesa) hanno il compito di educare le giovani generazioni al rispetto della dignità della persona e al rifiuto, senza se e senza ma, della violenza sulla donna e all’ abbattimento dei pregiudizi, purtroppo, ancora esistenti;

desidero invitare le LL.SS. (o i loro Delegati) con rappresentanze di alunni, accompagnati dal docente, a voler partecipare ai momenti di celebrazione e riflessione (Canti, Musica, Testi letterari, Musical), che avranno luogo, l’ 8 Marzo 2017, alle ore 10.00, in Cattedrale, davanti alla quale figura l’ampia Piazza Duomo e, in caso di tempo inclemente, può offrire rifugio anche a un numero considerevole di persone.
Fermo restando che i protagonisti dell’evento saranno gli alunni, formulo alcune Linee di Programma:
Ore 10,00. Adunanza in Piazza Duomo e Catena umana
Saluti: - Dirigenti Scolastici - Presidenti Clubs Services - Presidenti delle Associazioni
-Intervento della Dott.ssa Maria Grasso, Presidente Associazione Donne Insieme Dati sul fenomeno della violenza sulla donna in Italia, in Sicilia e nella Provincia di Enna
- Canti, Musica, Testi letterari, Musical (a cura degli studenti delle varie scuole).

Grata per l’ attenzione, porgo deferenti ossequi.

                                                                                  La Presidente
                                                                              Marianna La Malfa

lunedì 6 marzo 2017

XIII Tavola di San Giuseppe, al via i preparativi

Tavola di S.Giuseppe ed. 2015
Fervono i preparativi per la 13^ edizione della "Tavola di San Giuseppe", il direttivo del Comitato di Quartiere, in sinergia con gli sponsor cittadini, le famiglie sta predisponendo i preparativi della ormai consolidata tradizione votiva a San Giuseppe.
“La Tavola di San Giuseppe, della tradizione” verrà allestita anche quest'anno nei locali della sede del quartiere di via Floresta, a partire da venerdì 17 e sabato 18 marzo, per poi avere il suo clou domenica 19 marzo giorno dedicato al patriarca San Giuseppe.

Grande entusiasmo come ogni anno per mantenere viva una tradizione, che deve essere sostenuta, infatti il coinvolgimento e la partecipazione massiccia degli operatori nel campo della piccola e grande ristorazione, per trasmettere alle nuove generazioni questo messaggio di partecipazione.


domenica 5 marzo 2017

L'Aforisma della Settimana


La Domenica con Gesù, I Di Quaresima

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

Testi: “…Il Signore Dio plasmò l’ uomo con polvere del suolo…Piantò un giardino in Eden…Allora la donna …Prese del frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito…” Gen 2,7-9;3,1-7 . “ Fratelli, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e, con il peccato, la morte, così in tutti gli uomini si è propagata la morte…” Rm 5,12-19 . “…Non di solo pane vivrà l’ uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio…Sta scritto anche, non metterai alla prova il Signore Dio tuo…Il Signore, tuo Dio, adorerai: a lui solo renderai culto…” Mt 4,1-11.

Notiamo che i vangeli non temono di presentarci un Gesù tentato dal demonio, dall’avversario. In particolare, Matteo cerca di darci una descrizione di eventi, vissuti da Gesù, interiormente, nel profondo della sua coscienza. Appare chiaro che le tentazioni sono sintetizzabili in tre momenti o “assalti” di satana. Oggi, come afferma Enzo Bianchi, sappiamo “leggere” le tre prove, come resistenza alle tre “libidini”, che caratterizzano l’ uomo: “libidine di amare”, “libidine di dominare”, “libidine di possedere”. Tentazioni, a cui è soggetta l’ umanità intera. Quando noi entriamo in relazione con la realtà del mondo, sentiamo forza, bisogni e brame, che si scatenano in noi e che, se non vengono dominate, ci impediscono di riconoscere la presenza degli altri e di Dio.

Anche Gesù, in quanto uomo, non è stato esente dalle tentazioni; ma le ha vinte con la volontà e con la forza della parola di Dio. Non è affatto un caso che la prima tentazione riguardi il cibo. Proprio su questo terreno l’ uomo e la donna sono stati tentati e sono caduti (Gen 3,1-7). Trasformare “magicamente” le pietre in pane, per sfuggire alla fame, è un sogno di onnipotenza (in cui l’ uomo è tentato di non riconoscere più gli altri, di non pensare alla condivisione, alla solidarietà e alla comunione).

E’ molto interessante individuare la rilettura di questa tentazione da parte di F.Dostoesvskij, ne “La Leggenda del grande inquisitore”: “Vedi queste pietre…? Mutale in pane e l’ umanità ti seguirà come un gregge docile e riconoscente”.

No, Gesù nel farsi uomo, si è spogliato delle sue prerogative. Perciò, non compie il miracolo, ma risponde così: “Sta scrito: non di solo pane vivrà l’ uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio” (Dt 8,3). In questo modo, egli afferma che la fame di pane è indiscutibile, ma la fame della parola di Dio è ancora più vitale.

La seconda tentazione (“ll tentatore lo pose sul punto più alto del tempio di Gerusalemme…). Se egli si butta dall’alto del tempio e viene sorretto, miracolosamente, dagli angeli, certamente, come afferma il tentatore, la sua identità di Messia si imporrà a tutti. Notiamo che qui affiora la suggestione di essere un Messia secondo le aspettative umane. Ma Gesù ha scelto di essere, al contrario, un Salvatore debole, povero, umiliato, rigettato, un Messua servo e non padrone.

La terza tentazione. Se Gesù è Figlio di Dio, allora non conoscerà la morte, non sarà nemmeno sfiorato da essa. La promessa di protezione, annunciata da Dio al credente nel salmo, dovrebbe realizzarsi come epifania di potenza del Messia, ma Gesù non può accogliere questa suggestione, che sfigurerebbe l’ immagine di Dio, e allora, “getta in faccia” al demonio le parole: “Non tenterai il Signore Dio tuo” (Dt 6,16).

Infine la terza tentazione. Gesù è condotto su un alto monte, dal quale contempla la terra, la sua ricchezza, i regni dei governanti di questo mondo e la loro gloria. Sì, Gesù è un Re, il Re dei Giudei, è il Messia, dunque anche a lui spettano ricchezza e gloria. Li può possedere, ma ad una sola condizione, di adorare, cioè, il demonio, il principe di questo mondo.

Gesù deve scegliere: o diventare un servo di satana o restare un servo di Dio. Da una parte, onore, potere, gloria e ricchezze; dall’ altra, povertà, servizio e umiltà.

In questo rifiuto di Gesù è contenuta tutta l’assunzione della povertà come logica di abbassamento e di umiltà: “Colui che era ricco si è fatto povero per noi” (2 Cor 8,9). Ecco perché la parola di Dio, invocata da Gesù, è la seguente: “Adorerai il Signore Dio tuo, e a lui solo renderai servizio” (Dt 6,13).

Proprio come si legge nella vita di Antonio, il padre dei monaci. Sfinito dalla lotta vittoriosa contro le tentazioni, egli vide il Signore in un raggio di luce e gli chiese: “Dov’ eri ? Perchè non sei apparso fin dall’ inizio, per porre fine alle mie sofferenze ? “. E si sente rispondere: “Antonio, ero qui a lottare con te”.

                                                                               Mons. Antonino Scarcione

sabato 4 marzo 2017

Gaetano Vicari festeggia il premio “Uomo dell’anno 2016” nel Salotto artistico-letterario “Civico 49”

Filippo Rausa; Gaetano Vicari; mons. Rosario Gisana;
mons. Antonino Scarcione e Angelo Scroppo
Nella riunione di giovedì 2 marzo 2017 Gaetano Vicari ha voluto festeggiare con i membri del Salotto artistico- letterario “Civico 49” di Barrafranca (EN) e i suoi familiari, il conseguimento del premio “Uomo dell’anno 2016”, ricevuto lo scorso 24 gennaio al Teatro Garibaldi di Piazza Armerina (EN). Invitati d’eccezione sono stati il vescovo di Piazza mons. Rosario Gisana e alcuni componenti della commissione “Uomo /Donna dell’Anno 2016”: mons. Antonino Scarcione, dirigente scolastico emerito Licei e Istituti Secondari di II Grado, Presidente del premio “Uomo dell’Anno 2016”, Città dei Mosaici; il pittore piazzese Angelo Scroppo e P.I. Filippo Rausa, presidente Nobile Quartiere Monti di Piazza Armerina. Nel ringraziare dell’invito, mons. Antonino Scarcione ha spiegato in cosa consista il riconoscimento “Uomo/Donna dell’Anno 2016” – Città dei Mosaici, Sicilia Centro Meridionale.
Mons. Antonino Scarcione
L’iniziativa, giunta alla III Edizione, è nata come adesione all’appello di Teresa di Calcutta, Premio Nobel per la Pace, quando affermò di essere “una goccia d’acqua pulita” e chiese al giornalista intervistatore, e a tutti, di esserlo. Il messaggio vuole essere quello della ricerca delle nostre radici, per la ricostruzione di una nuova società, alla luce della Bibbia, della Costituzione Italiana e della Carta Ecumenica di Strasburgo. Dopo aver ringraziato i presenti, il padrone di casa Gaetano Vicari ha spiegato la nascita del Salotto artistico- letterario e gli scopi che si prefigge, presentando i suoi membri: Diego Aleo, Giuseppe Bevilacqua, Rita Bevilacqua, Liborio Centonze, Maria Costa, Jolanda D’Alessandro (membro onorario), Rosetta Faraci, Mariella Flammà, Salvatore Licata, Carmelo Orofino, Giuseppe Pilumeli, Filippo Salvaggio, Gino Strazzanti, Jole Virone e Rosetta Vitale Barresi. Dopo la lettura di una poesia scritta da Diego Aleo dal titolo “Elogio dell’arte”, Maria Costa ha spiegato il logo scelto come simbolo del Salotto, ripreso da un quadro dipinto dal Vicari nel 1960, che raffigura il cortile e l’abitazione dove avvengono le riunioni com’era appunto nel 1960.

(Continua a leggere e a vedere le foto nel sito di Radio Luce, di seguito il link)