"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)



Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

sabato 25 gennaio 2020

Passeggiate Culturali, X puntata. Ospite in studio Filippo Rausa

Di seguito la registrazione del programma della WebTv "Piazzaindiretta", Passeggiate Culturali.
Ospite il presidente del nobile quartiere Monte Mira, Filippo Rausa.

domenica 19 gennaio 2020

Piazza Armerina l'ombelico del Mondo, di Giuseppe Di Vita


Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani, Chiesa di S.Antonio, Mercoledì 22 gennaio ore 18:45


La Domenica con Gesù, II^ del Tempo Ordinario / A

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“…Io ti renderò luce delle nazioni, perché porti la mia salvezza fino all’ estremità della terra”. Is 49,3.5-6 . 
“…Paolo…e il fratello Sostene, alla chiesa di Dio che è a Corinto…Grazia a voi e pace…” I Cor 1,1-3 . 
“…Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: Ecco l’ agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo…” Gv 1, 29-34.
Quanto sarebbe bello poter avere, come li aveva Giovanni Battista, occhi di profeta. Sappiamo che non è impossibile, perché “vi è un pizzico di profeta nei recessi di ogni esistenza umana” (A.J. Heschel). Che stupore, vedere Gesù, mentre viene, eternamente, nello scorrere dei giorni, mentre viene negli occhi dei fratelli uccisi come agnelli, mentre viene lungo il confine tra bene e male, dove si gioca il destino del mondo. Vederlo venire- come abbiamo sperimentato a Natale- pellegrino dell’ eternità, “mendicante” d’ amore nell’ “accampamento” umano.

Ecco l’ “agnello”, l’ ultimo nato del gregge, ancora bisognoso della madre e che si affida al pastore. Non è, certo, il “leone di Giuda”, che viene a punire malvagi e i prepotenti, ma solo un “bambino” , che non può e non vuole fare paura a nessuno. Egli non si impone, ma si propone. Viene e porta, comunque, “la rivoluzione della tenerezza”, porta un altro modo di abitare la terra, una vita libera da inganno e da violenza.

Dirà le famose parole: “Amatevi, altrimenti, vi distruggerete” . Come afferma E. Ronchi: “Il Vangelo è tutto qui”. Ecco l’ agnello più forte di tutti di tutti gli Erodi del mondo. Una sfida alla violenza, alla sua logica, al disamore, radice di ogni peccato.

Viene e porta il perdono, “il cromosoma divino del nostro Dna”. E “toglie il peccato del mondo”. Il verbo è coniugato al presente: Ecco colui che, instancabilmente, giorno per giorno, toglie, “raschia” il male dell’ uomo. In che modo ? Con la minaccia e il castigo ? No, certamente. Usa lo stesso metodo positivo, con cui realizza la creazione. Ad esempio, per vincere il buio della notte, incomincia a “soffiare” sulla luce del giorno; per vincere il gelo accende il suo sole; per vincere la steppa “pianta” milioni di semi; per vincere la zizzania, si prende cura del buon grano; per demolire la menzogna, passa, amorevolmente, tra gli uomini.

“Il peccato è tolto”. Infatti, nel Vangelo il peccato è presente e , tuttavia, assente. Gesù ne parla, per affermare che è tolto, per dire che è sempre perdonabile !

E come il Signore, il discepolo non condanna, ma annuncia un Dio che” dimentica sé stesso” e va in cerca della pecora smarrita, di un bambino, di un’ adultera. E’ un Dio che muore per loro e porta tutti dentro la sua risurrezione.

                                             Mons. Antonino Scarcione

mercoledì 15 gennaio 2020

Richiesta collocazione “PANCHINE” in piazzale Biblioteca Comunale di via Vittorio Emanuele II.


Piazza Armerina, 14 gennaio 2020

Al Sig. Sindaco Nino Cammarata
All’Assessore ai BB.CC. Ettore Messina

Oggetto: Richiesta collocazione “PANCHINE” in piazzale Biblioteca Comunale di via Vittorio Emanuele II.

Caro sindaco,
la piazzetta antistante la Biblioteca Comunale, lungo via Vittorio Emanuele II, e un crocevia di transito di turisti, visitatori, nonché di frequentatori della nostra rinomata Biblioteca Comunale, ove è allocato il Museo del Libro Antico.

Detta piazzetta (che potrebbe essere intitolata al grande padre gesuita Prospero Intorcetta, anche in considerazione della presenza del monumento che lo ritrae, posto in un angolo della stessa, a suo tempo fatto realizzare dalla omonima Fondazione), è priva di elementi di arredo urbano, mi riferisco a delle semplici “PANCHINE”.

Dette PANCHINE, da posizionare a ridosso del muro perimetrale della chiesa di Sant’Ignazio e della stessa Biblioteca, oltre a darebbe sollievo a coloro che di lì transitano, consentirebbe di potere ammirare la bellezza architettonica della pregevolissima facciata convessa della chiesa barocca di Sant’Anna, oltre che alla monumentale scalinata, oggetto nel corso dell’anno, di varie iniziative.  

Pertanto, considerata la bontà della proposta, e l’esigua spesa per l’acquisto e/o la realizzazione delle “Panchine” da parte di un artigiano locale,
CHIEDE, all’Amministrazione Comunale di adoperarsi, affinché detta proposta possa trovare il giusto riscontro.

                                        Cordialmente, il Presidente, Filippo Rausa

lunedì 13 gennaio 2020

E' nata ANNA...

Fiocco rosa in casa Stivala!
Per la gioia di mamma Valentina e papà Calogero  
E' nata ANNA,

il secondo genito dei nostri soci Valentina Conti e Calogero Stivala.
Il Consiglio Direttivo augura alla mamma Valentina e a papà Calogero, nostro Cavaliere giostrante, di essere felici, oggi e per sempre, per l'aquilotta che è appena nata... 
 
Siamo sicuri che la luce del Signore vi illuminerà e guiderà per la lunga strada della vita.
                            
                                             Auguri e congratulazioni.

sabato 11 gennaio 2020

La Domenica con Gesù, BATTESIMO DEL SIGNORE / Anno A

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“…Ecco il mio servo che io sostengo, il mio eletto di cui mi compiaccio…” Is 42,1-4.6-7 . 
“…In verità sto rendendomi conto che Dio non ha preferenze di persone, ma accoglie chi lo teme…a qualunque nazione appartenga…” At 10,34-38 . 
“…Appena battezzato, Gesù uscì dall’ acqua…Una voce dal cielo diceva: Questi è il Figlio mio, l’ amato…” Mt 3,13-17.

Certamente, la scena meravigliosa del battesimo di Gesù, con il “volo ad ali aperte” dello Spirito sulle acque del fiume Giordano, con la dichiarazione d’ amore di Dio, si è realizzata anche nel nostro battesimo ed accade ancora nell’ amministrazione di questo sacramento dell’ iniziazione cristiana. 
La Voce misteriosa ripete a ciascuno dei battezzandi: “Tu sei mio figlio, l’ amato, in te ho posto il mio compiacimento”. A questo punto, desidero citare le parole del commento di E. Ronchi, il quale, con accenti poetici, così afferma: “figlio mio, amore mio, gioia mia. “Figlio” è un termine potente per il cuore dell’ uomo e per la fede. Dio genera figli. Quindi, io e tu, noi abbiamo il cromosoma, il Dna divino. “Amato” è la seconda parola. Prima che tu agisca, dica “sì”, che tu lo sappia o meno, ogni giorno, il tuo nome per Dio è “amato”. Amato, senza se e senza ma. 
La salvezza deriva dal fatto che Dio mi ama, non dal fatto che io ami lui. Ed è proprio quest’ amore che entra, avvolge e trasforma. La terza parola è: “Mio compiacimento”. Termine inusuale, eppure, bellissimo: contiene l’ idea di piacere. Sappiamo che la Voce esprime la gioia di Dio: figlio mio, tu mi piaci; stare con te, mi riempie di gioia.

La potenza del battesimo viene indicata attraverso il simbolo delle acque, che puliscono, dissetano, rinfrescano, guariscono e fanno germogliare i semi; e con lo Spirito, che è la prima di tutte le presenze nella Bibbia, già dal secondo versetto della Genesi, che così recita: “Lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque”. Proprio “una danza” dello Spirito sulle acque è il primo movimento della storia. Da allora lo Spirito e l’ acqua sono legati ad ogni nascita, ad ogni battesimo e ad ogni vita.

Certo, noi pensiamo al rito del battesimo come a qualche goccia d’ acqua sul capo del bambino. La realtà, invece, è grandiosa: battezzare, in realtà, significa immergere. Come afferma lo studioso G. Vannucci: “Noi siamo immersi in un oceano d’ amore e non ce ne rendiamo conto”. Io sono immerso in Dio e Dio è immerso in me; io nella Sua vita, Lui nella mia vita. G. Testori afferma: “Signore, stringimi a te, stringiti a me”. Io sono dentro Dio, come dentro l’ aria che respiro, dentro la luce, immerso in una sorgente che non verrà mai meno, in un grembo che nutre, fa crescere e protegge: io sono battezzato. (Cfr. il Commento di E.Ronchi a Mt 3,13-17).

                                                    Mons. Antonino Scarcione


Ricollocati i ciclamini nelle fioriere di piazza Cattedrale...


E questa è la 3^ volta, ricollocati i ciclamini nelle fioriere di Piazza Cattedrale, da parte del nobile Quartiere Monte Mira. 

A distanza di una settimana da quando il dott. Francesco Galati  aveva acquistato e donato al quartiere quattro piante di ciclamini e successivamente rubate; questa mattina, 11 gennaio, i soci del Comitato di quartiere, hanno provveduto alla messa a dimora di nuove piantine.

L'augurio è, che il miserabile ladro, chiunque esso sia, la smetta di rubare i fiori, dimostrando inciviltà e disprezzo verso la comunità, degradando un angolo della piazza. 

Auspichiamo che l'Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Nino Cammarata, provvederà in tempi rapidissimi a far ripristinare le telecamere che ahimè non funzionano.






venerdì 10 gennaio 2020

11 GENNAIO 2020 Anniversario dal catastrofico terremoto del 1693


A proposito del terremoto dell' 11 gennaio 1693, qualche pillola di storia...


particolare dell'Icona di Maria SS. delle Vittorie
Sabato 11 gennaio la Chiesa di Piazza Armerina ricorda l’Anniversario del catastrofico terremoto del 1693 dal quale la città di Piazza Armerina per intercessione della Sua Gran Madre e Patrona, Maria Santissima delle Vittorie non subì alcun danno.

La scossa devastatrice, giunse alle ore 21,00 e percorse distruggendo in un solo colpo, l'intera Val Di Noto e parte della Sicilia orientale, la furia distruttrice spazzò via secoli di storia, fermandosi ai piedi della nostra città, salvata miracolosamente dal Vessillo di Maria SS. delle Vittorie, che dal 1348 anno del suo ritrovamento, ha sempre avvolto con il suo manto protettivo la nostra città.

Di seguito riportiamo alcune notizie che ci ha trasmesso mons. Antonio Scarcione prevosto della Basilica Cattedrale, tratte da alcuni manoscritti, su come i nostri antenati vissero quei giorni di sgomento.

"La scossa più forte, quella delle 21,00, venne preceduta da boati spaventosi e seguita, per vari giorni, da altre scosse di minore intensità".
 ...Ai primi boati, cupi e fragorosi, le monache del monastero di San Giovanni si resero conto, in certo modo, di quello che accadeva: un minuto dopo, era un sussulto di mura, uno sbatacchiare di campane, uno scricchiolio di porte e di finestre, un precipitare di intonaci, tegole, calcinacci, che si confondevano con le loro invocazioni e le loro grida. Intanto, la gente, fuori, correva all' impazzata verso i punti, in cui c'era più spazio. Così il vasto piano del Padre Santo venne subito invaso... L'austera porta claustrale si aprì e le monache si trovarono fuori, sul piano, dove, come Dio volle, passarono quella notte in lacrime e preghiere.
 Con l'alba del 12 gennaio, i cittadini, temendo un più violento ritorno del terremoto, abbandonarono l'abitato... Si accorse, quindi, al Duomo, dove, con l'intervento dei canonici, del clero e delle confraternite si organizzò un' imponente processione, come mai si era vista.
 Precedevano le confraternite, i frati e le monache, i chierici e il clero, quindi l' Immagine della Patrona. Dietro il Simulacro l'onda immensa del popolo con a capo i Giurati e il Capitano di Giustizia, don Giuseppe Trigona Paternicò. La processione scese in piazza, imboccò la via ferreria, uscì di porta "ospedale" e della salita dei Cappuccini. Qui sostò...Venne eretta una baracca-cappella, per il simulacro mariano. La baracca fu rivestita di pelli. Capanne speciali accolsero le monache, guidate dalla badessa Sr. M. Solonia. Accanto ad esse vi erano le monache di S. Chiara. Le religiose di S. Agata e della Trinità, invece, si fermarono al "largo castello".
 Questa situazione durò 40 giorni. Successivamente, con rinnovato fervore, l'Icona fu riportata trionfalmente al Duomo.
 Alcune notizie, risalenti al 1694, a cura di Mons. Riggio, in S. Visita a Piazza Armerina: Fuochi n. 3186. Anime 12.301. Monache n. 366. Sacerdoti n. 125. Chierici n. 202.
Danni in Città di lieve entità. In Duomo, allora in costruzione, cadde la volta del coretto (rifatta, successivamente, col contributo di onze cento da parte del cantore, canonico D.G. Cascio) e riportò danni il vecchio campanile arabo-normanno. Furono registrate, inoltre, lesioni più o meno gravi in qualche muro.
 Vittime del terremoto: nessuna. Nella vasta area della Sicilia Sud Orientale risulta, invece, che ci siano state circa 70.000 vittime.
 Proprio per questo il nostro popolo si è sentito, giustamente,  protetto dall'Alto. Ogni anno, poi, l'11 gennaio, fa veramente piacere incontrare numerose persone, che salgono in Cattedrale, per  ringraziare la Patrona, Maria SS.ma delle Vittorie, dello scampato pericolo.

                                           Filippo Rausa
 

giovedì 9 gennaio 2020

La Messa con vista sul Cielo. Il video che mostra il Mistero "Il Velo Rimosso - The Veil Removed" - Film


Un video di appena sette minuti, che merita di essere visto in religioso raccoglimento.

Com’è la Messa vista del Cielo? Che cosa accadrebbe se fossimo in grado di abbattere le volte delle chiese, bucare lo strato di azzurro che sta sopra di noi e potessimo arrivare proprio lassù, dove nell’empireo Dio sta assiso in trono col suo Figlio e gli angeli cantano in coro la sua gloria? Accadrebbe che vedremmo quella che è la vita eterna e i nostri occhi sarebbero finalmente spalancati sulla nostra vera vita.

Un video che sta diventando virale negli Stati Uniti prova a spiegare questo concetto e soprattutto a far comprendere il significato della Santa Messa con un linguaggio plastico e d’effetto. 
Si chiama il Velo rimosso (The veil removed) ed è un’emozionante esperienza di una Messa molto speciale, nella quale ad un certo punto fanno capolino gli angeli e il crocifisso diventa il centro di tutta l’azione che si sta svolgendo.



Frutto di un lavoro certosino di un gruppo di cattolici dell’Iowa, The veil removed è un progetto di sacerdoti e semplici fedeli di West Des Moines che sono partiti da un bisogno e un’ambizione: il bisogno di vivere la Santa Messa in maniera perfetta e l’ambizione di poter trasmettere a tutti il vero significato di essa. 
Purtroppo, oggi, vuoi per il minimalismo teologico che viviamo che ci fa abbassare la testa di fronte al mistero allontanando Dio, vuoi per la crisi della liturgia, che ha allontanato dalla nostra mente lo stupore del sacro, viviamo le Messe come un appuntamento mondano e terreno, dimenticandoci che invece sono il punto di incontro tra la terra e il Cielo. A questo si aggiunga la sciatteria del celebrante e la distrazione del fedele che fanno precipitare la Messa nell’anonimato più completo.

Il film inizia con una Messa feriale alla quale partecipano poche persone. Ognuna delle quali porta dentro di sé i piccoli drammi, le solitudini e gli affetti della propria esistenza. Dopo la proclamazione del Vangelo e l’omelia, ecco che dal fondo del tempio fanno capolino due angeli che accompagnano una coppia intenta alla processione offertoriale. I presenti se ne accorgono pian piano e aguzzano la vista.

Poco dopo, al Sanctus, gli angeli accanto al sacerdote diventano una decina, tutti schierati dietro di lui. E quando arriva il momento della consacrazione, i fedeli sono tutti in lacrime, mentre l’ostia si eleva dalle braccia del prete (diventato un Gesù un po’ superstar) fino a toccare i piedi del crocifisso sui quali scorrono rivoli di sangue che vanno a depositarsi nel calice.

Sopra l’altare, si apre il Cielo e si vedono schiere di angeli e santi che vanno e vengono verso un cielo che si fa dorato. 
Sembra di risentire il passaggio del Canone in cui si prega l’angelo santo perché porti questa offerta di fronte al trono di Dio. 
Ma il video è un concentrato di teologia della Messa davvero impeccabile. A cominciare dal crocifisso che pende sulla testa del prete e diventa il vero punto d’orientamento della scena, per continuare con la netta sensazione di sentirsi di fronte a quel preludio della vita futura dove tutto è un donare. 
Tutto il bello della messa è rispettato: a cominciare dal suo aspetto sacrificale, con l’unione del passato che rivive (la crocefissione) e il futuro (un Cielo dove Cristo è già assiso e ci viene a prendere da dove saremo).

Il video catechizza, certo, ma ammonisce anche. E’ la riprova che la liturgia non è il luogo di battaglia di chi con saccenza pensa di poter disporre del sacro a piacimento, cambiando e modificando arbitrariamente la Messa secondo i propri desiderata. Ma anche la riprova semmai ce ne fosse bisogno che la Messa è esperienza reale e non un qualche cosa da capire o peggio ancora di cui appropriarsi con pretese terrene sociologiche o, peggio ancora, vedi certe preghiere dei fedeli o certe omelie, politiche.

mercoledì 8 gennaio 2020

Il saluto del parroco della Cattedrale don Giovanni Tandurella e del presidente Filippo Rausa

Il saluto del parroco della Cattedrale don Giovanni Tandurella e del presidente del quartiere Monte Mira Filippo Rausa, nel corso della Novena dell'Epifania, del 6 gennaio 2020.
Per la cronaca, la presenza del Parroco della Basilica Cattedrale alla Novena dell'Epifania, è la testimonianza viva del nuovo cambiamento in atto nelle attività ecclesiali, di presenza attiva nel territorio della Parrocchia, corrispondente a quello del nobile quartiere Monte Mira.

Il Video del Falò alla Befana

Di seguito la diretta Facebook del Falò alla Befana in piazza Castello 6 gennaio 2020


martedì 7 gennaio 2020

L'Associazione Mira 1163 dona dei ciclamini in sostituzione di quelli rubati nella fioriera di piazza Cattedrale



In data odierna, 07 Gennaio 2020, il Presidente dell’Associazione Mira 1163, dott. Francesco Galati, ha donato al quartiere Monte Mira, dei vasi di ciclamino da rimettere nella fioriera di piazza Cattedrale, che furono trafugati da ignoti miserabili, i quali con tale atto proprio nel periodo natalizio, arrecarono un danno d’immagine alla Città. L’atto è da considerarsi ignobile in considerazione al fatto che il costo delle piantine e di pochi euro.


La piantumazione è avvenuta in collaborazione con il Presidente del nobile quartiere Monte Mira, Filippo Rausa e il socio Alfredo Bandiera. 


I presidenti del Quartiere e dell’associazione si augurano che simili atti non avvengano più e si abbia una coscienza per un maggiore rispetto per l’ambiente, come pure per il patrimonio artistico culturale della Città.