lunedì 27 febbraio 2017
Bellissima l'esperienza del Carnevale di Acireale
Sabato 25 febbraio oltre cinquanta quartieranti e molti componenti il consiglio direttivo del nobile quartiere Monte Mira, sono stati ad Acireale per partecipare al “Più Bel Carnevale di Sicilia”, slogan che sottoscriviamo, poiché i carri allegorici, per la bellezza stupefacente hanno ripagato ogni aspettativa.
domenica 26 febbraio 2017
Appello per salvare dallo stato di degrado la Chiesa di San Lorenzo-Teatini
Di seguito riportiamo il testo dell'interrogazione che la Consigliera comunale Laura Saffila ha inviato al Sindaco, al Vescovo, agli Assessorati Regionali ai BB.CC., alla Famiglia, Politiche sociali e Autonomie locali, alla Soprintendenza BB.CC.AA. di Enna, al Presidente del Consiglio Comunale e al Presidente della V° Commissione Consiliare relativamente la problematica sulla Chiesa di San Lorenzo-Teatini.
Piazza Armerina, 21 febbraio 2017
Oggetto: Appello
per salvare dallo stato di degrado la Chiesa di San Lorenzo-Teatini.
Egregio sig. Sindaco,

Da notizie di stampa apparse sul
giornale “La Sicilia” di lunedì 20 febbraio c.a., pagina 14, enna provincia, “Appello
per salvare dallo stato di degrado la Chiesa di San Lorenzo” a firma di Marta
Furnari; si premette, che tutta l’area a breve sarà interessata dal recupero
degli affreschi del Borremans nella chiesa di San Giovanni Evangelista e del
recupero dell’ex Istituto Magistrale che sarà adibito a Commissariato di
Polizia di Stato.
Pur tuttavia, l’area circostante resta
degradata in quanto il complesso della chiesa dei Teatini/San Lorenzo, risulta
in precarie condizioni e poco decoroso alla vista di quanti giornalmente vi
transitano, residenti e turisti, poiché insiste lungo l’asse viario di via
Umberto; nonché un serio pericolo per l’incolumità pubblica come risulta dal
transennamento effettuato a suo tempo, un immagine desolante del sito che ne
pregiudica la bellezza circostante dei luoghi limitrofi.
A fronte di quanto detto, risulta
lodevole l’appello lanciato dal dott. Francesco Galati, che pone un serio
problema per il recupero della chiesa. Tale recupero, ritengo può essere
effettuato solo esclusivamente da parte della Curia Vescovile dal momento in
cui dovesse effettuarsi il passaggio di proprietà dalla Regione Sicilia (ex
Ipab) alla Diocesi di Piazza Armerina.
Il problema attuale della
proprietà sarebbe opportuno verificarlo e qualora dovesse essere effettivamente
della Regione Sicilia, la sottoscritta con la presente interpellanza chiede che
la nostra Amministrazione Comunale si attivi con la Curia Vescovile affinché la
Regione attraverso l’assessorato competente trasferisca di fatto e di diritto
la chiesa alla più volte citata Curia piazzese, la quale, condicio sine qua
non, proceda al recupero per restituirla alla comunità quale chiesa di culto,
dalla quale traspare la storia e la cultura della città di Piazza Armerina.
Pertanto, in attesa di un Vostro cortese riscontro, cordialmente porgo distinti saluti.
Laura Saffila
Consigliere
Comunale
sabato 25 febbraio 2017
La Domenica con Gesù, VIII del Tempo Ordinario
………
per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio:
un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa
Messa domenicale
Testi: “…Si dimentica forse una donna del suo bambino…? Anche se costoro si dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai” Is 49,14-15 .
Fratelli, ognuno ci consideri come servi di Cristo e amministratori dei misteri di Dio” I Cor 4,1-5 .
“…Nessuno può servire due padroni…Non potete servire Dio e la ricchezza…Guardate gli uccelli del cielo: non seminano e non mietono…Eppure il Padre vostro celeste li nutre…Cercate, invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia…”Mt 6,24-34.
I temi, che caratterizzano questa domenica, sono sintetizzati nel versetto biblico del canto al vangelo: “La Parola di Dio…discerne i sentimenti e i pensieri del cuore, mostra le certezze su cui l’uomo fonda la sua vita ed evidenzia i carismi e i doni, da far fruttificare, per il bene degli altri. Il credente di oggi è preoccupato di sé, del futuro, dei suoi figli, della crisi economica, della povertà, del surriscaldamento del pianeta e dei disastri ambientali.
Di fronte a questi problemi, non è possibile “delegare a Dio” interventi risolutivi. Bisogna, invece,
interrogarsi sul progetto di Dio per il mondo ed essere pronti alla cooperazione. La fiducia nell'intervento di Dio consiste nel seguire il suo insegnamento; esso inizia nel momento in cui il credente nota l’ ingiustizia e si sforza di agire secondo il vangelo, prendendosi cura dell’ uomo, come fa il Creatore.
Costruire il Regno e cercare la giustizia sono gli elementi, che garantiscono la certezza che tutto il resto, cibo, vestito e cosmo, gli saranno dati in aggiunta (Mt 6,33).
Vediamo che la società odierna sperimenta soprusi, ingiustizie, contrasti e malvagità. Ma il credente, in questo mondo, è chiamato ad intervenire, ad es., attraverso le opere di misericordia spirituale e corporale, che costituiscono, grazie a lui, una testimonianza dell’ amore di Dio nella storia. Come dice R. Follereau: “Cristo non ha mani, ha soltanto le nostre mani,…Non ha piedi, ha soltanto i nostri piedi”.
Proprio in questo consiste la seconda richiesta della “colletta”: il servizio, a cui la Chiesa si dedica con fiducia, è esattamente quello di mostrare agli uomini e alle donne che Dio si rende presente attraverso la carità dei fratelli.
Le persone, con cui condividiamo la vita, parenti, amici, colleghi di lavoro e compagni di studio, sono “gli strumenti”, le vie attraverso cui Dio è presente e agisce nella nostra quotidianità. L’ egoismo e l’ avidità privano l’ uomo della gioia della comunione, lo rinchiudono nella solitudine e lo isolano dai fratelli, rendendolo egocentrico.
Un’ autentica comunione tra le persone è l’ unica via che conduce ciascuno a comprendere pienamente sé stesso. Il dono dell’ amore, che ogni persona rappresenta per gli altri, mostra che la tenerezza di Dio è incomparabile. Alla luce della parola di Dio, ogni battezzato esamina la sua esistenza e tende verso la perfezione dell’ amore di Dio, nella quale ogni anima trova ristoro e pace. A questo punto, appare opportuno introdurre anche un riferimento alla custodia del creato, la casa comune, di cui parla la “Laudato sì” di Papa Francesco; alla raccolta differenziata dei rifiuti urbani; alla cura per il quartiere, sottolineando l’ importanza di uscire da una mentalità assistenziale, secondo cui dovrebbe essere lo Stato( con i suoi organismi e le sue istituzioni) a dover provvedere alla manutenzione, mentre i cittadini, man mano, si de-responsabilizzano nei confronti del bene comune e si disinteressano, agendo, talvolta, con incuria e superficialità (si pensi, ad es., agli incendi casuali dei boschi) o arrecando volontariamente danni al patrimonio (ad es., con l’ inquinamento ambientale).
Invece, non dev’ essere così, perché Dio ha creato il mondo e lo ha affidato all’ uomo, affinchè se ne prenda cura.
Mons. Antonino Scarcione
Fratelli, ognuno ci consideri come servi di Cristo e amministratori dei misteri di Dio” I Cor 4,1-5 .
“…Nessuno può servire due padroni…Non potete servire Dio e la ricchezza…Guardate gli uccelli del cielo: non seminano e non mietono…Eppure il Padre vostro celeste li nutre…Cercate, invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia…”Mt 6,24-34.
I temi, che caratterizzano questa domenica, sono sintetizzati nel versetto biblico del canto al vangelo: “La Parola di Dio…discerne i sentimenti e i pensieri del cuore, mostra le certezze su cui l’uomo fonda la sua vita ed evidenzia i carismi e i doni, da far fruttificare, per il bene degli altri. Il credente di oggi è preoccupato di sé, del futuro, dei suoi figli, della crisi economica, della povertà, del surriscaldamento del pianeta e dei disastri ambientali.

interrogarsi sul progetto di Dio per il mondo ed essere pronti alla cooperazione. La fiducia nell'intervento di Dio consiste nel seguire il suo insegnamento; esso inizia nel momento in cui il credente nota l’ ingiustizia e si sforza di agire secondo il vangelo, prendendosi cura dell’ uomo, come fa il Creatore.
Costruire il Regno e cercare la giustizia sono gli elementi, che garantiscono la certezza che tutto il resto, cibo, vestito e cosmo, gli saranno dati in aggiunta (Mt 6,33).
Vediamo che la società odierna sperimenta soprusi, ingiustizie, contrasti e malvagità. Ma il credente, in questo mondo, è chiamato ad intervenire, ad es., attraverso le opere di misericordia spirituale e corporale, che costituiscono, grazie a lui, una testimonianza dell’ amore di Dio nella storia. Come dice R. Follereau: “Cristo non ha mani, ha soltanto le nostre mani,…Non ha piedi, ha soltanto i nostri piedi”.
Proprio in questo consiste la seconda richiesta della “colletta”: il servizio, a cui la Chiesa si dedica con fiducia, è esattamente quello di mostrare agli uomini e alle donne che Dio si rende presente attraverso la carità dei fratelli.
Le persone, con cui condividiamo la vita, parenti, amici, colleghi di lavoro e compagni di studio, sono “gli strumenti”, le vie attraverso cui Dio è presente e agisce nella nostra quotidianità. L’ egoismo e l’ avidità privano l’ uomo della gioia della comunione, lo rinchiudono nella solitudine e lo isolano dai fratelli, rendendolo egocentrico.
Un’ autentica comunione tra le persone è l’ unica via che conduce ciascuno a comprendere pienamente sé stesso. Il dono dell’ amore, che ogni persona rappresenta per gli altri, mostra che la tenerezza di Dio è incomparabile. Alla luce della parola di Dio, ogni battezzato esamina la sua esistenza e tende verso la perfezione dell’ amore di Dio, nella quale ogni anima trova ristoro e pace. A questo punto, appare opportuno introdurre anche un riferimento alla custodia del creato, la casa comune, di cui parla la “Laudato sì” di Papa Francesco; alla raccolta differenziata dei rifiuti urbani; alla cura per il quartiere, sottolineando l’ importanza di uscire da una mentalità assistenziale, secondo cui dovrebbe essere lo Stato( con i suoi organismi e le sue istituzioni) a dover provvedere alla manutenzione, mentre i cittadini, man mano, si de-responsabilizzano nei confronti del bene comune e si disinteressano, agendo, talvolta, con incuria e superficialità (si pensi, ad es., agli incendi casuali dei boschi) o arrecando volontariamente danni al patrimonio (ad es., con l’ inquinamento ambientale).
Invece, non dev’ essere così, perché Dio ha creato il mondo e lo ha affidato all’ uomo, affinchè se ne prenda cura.
Mons. Antonino Scarcione
mercoledì 22 febbraio 2017
Consiglio di Biblioteca Comunale

A comporre il Consiglio sono i Sigg. Masuzzo Gaetano, Paternicò Giuseppe, Pisana Giuseppe, Cincotta Stefania, L'Episcopo Angela Malvina e
martedì 21 febbraio 2017
“Uomini dell’anno 2016” Premio al Gip Lirio Conti e a don Lino Di Dio
Servizio di Massimo Sarcuno, Rete CHIARA ...
«Oggi, con amarezza registriamo tante forme di decadenza in vari settori, ma nello stesso tempo, abbiamo delle "gocce di acqua pulita", così come le avrebbe definite Madre Teresa di Calcutta e noi prendiamo esempio e forza da queste persone perché sono di stimolo alla realtà, alla società contemporanea che è in una difficoltà inenarrabile».
Con queste parole mons. Antonino Scarcione, direttore dell’Ufficio diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, ha aperto la cerimonia per la premiazione "Uomo dell’Anno 2016" svoltasi venerdì presso la chiesa Sant’Agostino venerdì 17 scorso. Il premio, giunto alla 3ª edizione, si propone di mettere in luce le personalità che si sono distinte per correttezza etica e professionale nei diversi settori della vita sociale.
Sono stati insigniti del riconoscimento il magistrato Lirio Conti (nativo di Niscemi) e don Lino Di Dio (sacerdote gelese). Conti, Gip a Gela e Caltanissetta, vive sotto scorta da oltre un decennio. Spesso partecipa ad incontri e convegni organizzati dalle scuole anche fuori dalla Sicilia su tematiche di etica, religione e giustizia e libertà costituzionale. Don Lino, fondatore e assistente spirituale della Piccola Casa della Misericordia di Gela, è delegato vescovile per il Giubileo.
«La telefonata del Papa – ha detto Don Lino nel corso del suo intervento – è stato un momento di benedizione, che ora ha un volto, un cuore: la Piccola Casa della Misericordia. Papa Francesco ha voluto rivolgere alla nostra città, alla nostra diocesi, un segno di attenzione verso gli ultimi. Sappiamo quanto il Santo Padre tenga a questa chiesa povera, per i poveri. Ringrazio di cuore il vescovo per la fiducia che ha riposto in me in questi anni. Vorrei ricordare – ha aggiunto – tutti i collaboratori che nell'anno giubilare hanno tanto faticato e i volontari della Casa. A loro va il merito di questo riconoscimento».
Il dott. Lirio Conti, visibilmente emozionato, dopo aver ringraziato gli organizzatori del premio, ha detto: «Sinceramente, non penso di meritare questo riconoscimento per gli obiettivi raggiunti, se non per il mio impegno nel raggiungere gli obiettivi. Impegno che condivido con tanti colleghi, in una terra difficile, nell’interesse dell’intera comunità. Il premio – ha aggiunto il magistrato – è per la correttezza professionale ed etica dimostrata. Penso che questi aspetti siano un obbligo, un dovere per chi, come me, riveste funzioni pubbliche ed esercita dei poteri rispetto, in particolare modo, alla libertà degli altri. Molte persone – ha continuato – avrebbero meritato più di me questo riconoscimento. Accolgo il premio come un’esortazione a raggiungere quell'obiettivo che il premio rappresenta e con un carico di responsabilità che mi spingerà ad impegnarmi ancora di più».
Presenti alla cerimonia alcuni dei componenti della commissione, la prof.ssa Marianna La Malfa, il dott. Francesco Galati e il presidente del Nobile Quartiere Monte, Filippo Rausa.
A chiudere la cerimonia, mons. Scarcione, il quale ha voluto lanciare un messaggio improntato sul dialogo e la convivenza pacifica. «Semplicemente tre parole. La prima, riferimento alla Bibbia; la seconda, riferimento alla costituzione italiana; la terza parola, Carta Ecumenica di Strasburgo, relativamente alla convivenza, se possibile armonica, tra le varie confessioni religiose. È importante – ha concluso – che la Chiesa, la società, la scuola, la cultura e le Istituzioni, dialoghino e lavorino in sintonia e in sinergia». Lucrezia Ferro

«La telefonata del Papa – ha detto Don Lino nel corso del suo intervento – è stato un momento di benedizione, che ora ha un volto, un cuore: la Piccola Casa della Misericordia. Papa Francesco ha voluto rivolgere alla nostra città, alla nostra diocesi, un segno di attenzione verso gli ultimi. Sappiamo quanto il Santo Padre tenga a questa chiesa povera, per i poveri. Ringrazio di cuore il vescovo per la fiducia che ha riposto in me in questi anni. Vorrei ricordare – ha aggiunto – tutti i collaboratori che nell'anno giubilare hanno tanto faticato e i volontari della Casa. A loro va il merito di questo riconoscimento».
Il dott. Lirio Conti, visibilmente emozionato, dopo aver ringraziato gli organizzatori del premio, ha detto: «Sinceramente, non penso di meritare questo riconoscimento per gli obiettivi raggiunti, se non per il mio impegno nel raggiungere gli obiettivi. Impegno che condivido con tanti colleghi, in una terra difficile, nell’interesse dell’intera comunità. Il premio – ha aggiunto il magistrato – è per la correttezza professionale ed etica dimostrata. Penso che questi aspetti siano un obbligo, un dovere per chi, come me, riveste funzioni pubbliche ed esercita dei poteri rispetto, in particolare modo, alla libertà degli altri. Molte persone – ha continuato – avrebbero meritato più di me questo riconoscimento. Accolgo il premio come un’esortazione a raggiungere quell'obiettivo che il premio rappresenta e con un carico di responsabilità che mi spingerà ad impegnarmi ancora di più».
Presenti alla cerimonia alcuni dei componenti della commissione, la prof.ssa Marianna La Malfa, il dott. Francesco Galati e il presidente del Nobile Quartiere Monte, Filippo Rausa.

lunedì 20 febbraio 2017
domenica 19 febbraio 2017
La Domenica con Gesù, VII del Tempo Ordinario
……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale
Testi: “…Non coverai nel tuo cuore odio contro il tuo fratello…Non ti vendicherai e non serberai rancore contro i figli del tuo popolo…” Lv 19,1-2.17-18.
“…Se qualcuno tra voi si crede un sapiente…Si faccia stolto per diventare sapiente…, perché la sapienza di questo mondo è stoltezza davanti a Dio…” I Cor 3,16-23 .
“…Se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu porgigli anche l’ altra…Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano…Affinchè siate figli del Padre vostro…Egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni…” Mt 5,38-48.
Il messaggio della 7^ Domenica è il seguente: amore senza misura. Totalmente, disinteressato. Il libro del “Levitico”, così, ci ammonisce:“Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Bisogna amare, quindi, non solo coloro che ci fanno del bene, ma anche i nemici e, addirittura, coloro che ci perseguitano ! L’ uomo, infatti, è chiamato ad essere perfetto come il Padre celeste, “che fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni”. Alla violenza, al male e all’odio, il cristiano risponde con la carità, la bontà e la riconciliazione.
-Vediamo che i testi liturgici definiscono la “nostra identità”, con parole precise: “Siate santi, perché io, il Signore, vostro Dio, sono santo”. La via che porta alla santità è molto concreta: non c’ è bisogno di compiere azioni straordinarie, è sufficiente vivere con amore, riconoscendo che il fratello è un dono di Dio ed evitando di alimentare l’ odio, il rancore e la divisione.

-“Importante e molto attuale è il tema della correzione fraterna”. “Rimprovera apertamente il tuo prossimo, così non ti caricherai di un peccato per lui”. Dovremmo sentirci responsabili gli uni degli altri, avendo a cuore il bene dell’ altro. Per questo, anche se ci costa, siamo chiamati a dirci, reciprocamente, quando non agiamo, secondo il Vangelo. “La correzione fraterna è un aspetto dell’ amore e della comunione, che devono regnare nella comunità cristiana…Correggere il fratello è un servizio ed è possibile ed efficace, solo se ciascuno si riconosce peccatore e bisognoso del perdono del Signore. La stessa coscienza che mi fa riconoscere lo sbaglio dell’ altro, prima ancora mi ricorda che io stesso ho sbagliato e sbaglio tante volte” (Cfr. Papa Francesco, “Angelus” di Domenica 7 settembre 2014).
Mons. Antonino Scarcione
mercoledì 15 febbraio 2017
Gita Turistica a Napoli e ....dal 1 al 4 giugno 2017
Anche quest'anno il gruppo dirigente del nobile quartiere Monte ha inteso programmare una gita turistica volta alla visita dei luoghi più suggestivi d'Italia.
E così dopo le bellissime mete degli anni scorsi, l'obbiettivo come da programma e la "scoperta" di Napoli e del suo vasto hinterland costellato da paesaggi mozzafiato e luoghi d'incanto che hanno scritto pagine della storia d'Italia.
Di seguito il programma ricco di visite guidate, escursioni, itinerari in battello e tanto altro ancora.....Vi aspettiamo per condividere una vacanza unica e scoprire l'emozione di un sogno… Insieme!.
Riprendono i lavori di restauro degli affreschi del Borremans nella chiesa di San Giovanni Evangelista
Dopo tre anni di lungaggini burocratiche finalmente sono
iniziati i lavori di restauro degli affreschi del Borremans della chiesa di san
Giovanni Evangelista di Piazza Armerina.
La predetta chiesa interamente affrescata con apologie religiose
fu definita dal noto critico d’arte Vittorio Sgarbi “La Cappella Sistina di
Sicilia”.
Il grazie sentito va rivolto principalmente al Rettore della
predetta chiesa, mons. Antonino Scarcione, e a tutte le associazioni che si
sono prodigate affinché non si spegnessero i riflettori sul recupero di tale
bene culturale, in particolare nella fattispecie l’Associazione Mira 1163 il
cui presidente è il del dott. Francesco Galati, il quale, ab illo tempore, fin
da quando era responsabile del settore Beni Culturali del Comune di Piazza
Armerina si è sempre prodigato affinché gli affreschi "in primis" venissero posti
in sicurezza e ora grazie alla sinergia dei vari enti e associazioni culturali,
si è raggiunto lo scopo del restauro.
Naturalmente anche la nostra attività, vista l'importanza del recupero degli affreschi, seppure la chiesa non sia nel territorio del quartiere Monte, ha trovato grande risalto attraverso le pagine del blog, creando quell'informazione necessaria a tenere alta la guardia.
Naturalmente anche la nostra attività, vista l'importanza del recupero degli affreschi, seppure la chiesa non sia nel territorio del quartiere Monte, ha trovato grande risalto attraverso le pagine del blog, creando quell'informazione necessaria a tenere alta la guardia.

Pur tuttavia, questi lavori debbono considerarsi un primo
intervento, in quanto è doveroso che da parte delle autorità competenti, vengano finanziati anche i lavori degli altri affreschi e soprattutto i restauri del campanile e del
prospetto della chiesa, che versano in pessime condizioni.
Filippo Rausa
Filippo Rausa
Segue perte della rassegna stampa del periodo:
"Piazza Armerina, collassano gli affreschi di Borremans in San Giovanni. Il rettore offre la sua liquidazione per salvarli"
si informa la S.V. Ill/ma che, grazie ad un finanziamento del Ministero dell'Interno, in quanto la Chiesa di San Giovanni Evangelista di Piazza Armerina (EN) - Sicilia - appartiene al FEC, sono iniziati in data 6 febbraio u.s. i lavori di restauro dei settecenteschi affreschi del fiammingo GUGLIELMO BORREMANS, eseguiti tra il 1730 e il 1735.
Ritenuto che la S.V. si occupò della problematica, lo scrivente Francesco Galati, Presidente dell'Associazione Culturale MIRA 1163, ritiene doveroso dare contezza della positiva soluzione della problematica del restauro degli affreschi che sono effettuati dalla Soprintendenza di Enna.
Ritenuto che la S.V. si occupò della problematica, lo scrivente Francesco Galati, Presidente dell'Associazione Culturale MIRA 1163, ritiene doveroso dare contezza della positiva soluzione della problematica del restauro degli affreschi che sono effettuati dalla Soprintendenza di Enna.
Piazza Armerina, collassano gli affreschi di Borremans in San Giovanni. Il rettore offre la sua liquidazione per salvarli
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mons. Antonino Scarcione |
Una prima risposta è arrivata dall’associazione Mira 1163, presieduta da Francesco Galati, componente del comitato tecnico-scientifico dell’associazione italiana siti Unesco che ha inviato una lettera all’assessore ai Beni regionali Mariarita Sgarlata e al sindaco di Piazza Armerina: «Gli interventi sulla chiesa, pur tra le difficoltà finanziarie della Regione, non sono più rinviabili.
Eventuali rimpalli di competenza tra Regione e Comune sarebbero deleteri per gli affreschi di Borremans, per la sicurezza strutturale della chiesa, e una condanna irreparabile per l’arte».
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Francesco Galati |
di Tina Lepri, edizione online, 11 febbraio 2014
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