"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)



Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Buona notte, sono le ore 6:26.10 di Sabato, 5 Aprile 2025

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

sabato 29 giugno 2024

Sessant’anni da sacerdote per Mons. Antonino Scarcione


Domenica 30 giugno ricorre i
l 60° anniversario dell'Ordinazione Sacerdotale di Mons. Antonino Scarcione 
Per l'occasione sarà celebrata presso la Basilica Cattedrale, alle ore 11:00, una Concelebrazione, presieduta dal Vescovo S.E. Mons. Rosario Gisana. 

Filippo Rausa, presidente del quartiere, saluta con i più sinceri e cordiali auguri, il prevosto della Cattedrale per il traguardo raggiunto. Sessant’anni di servizio, fatti di carità e solidarietà, di «attenzione» alla Chiesa, al Vangelo e alla famiglia. Sessant’anni da sacerdote, un importante traguardo per mons. Antonino Scarcione che idealmente salutiamo con un abbraccio da parte del Consiglio direttivo, di tutti i soci e della comunità del nobile quartiere Monte Mira.

Insieme alla comunità del Quartiere Monte Mira e a tutta la cittadinanza che ha avuto la fortuna di beneficiare del suo instancabile servizio, ci stringiamo a Lei per celebrare il 60° anniversario della sua ordinazione sacerdotale e della sua prima messa.

Questo traguardo rappresenta un momento fondamentale nella sua vita dedicata alla Chiesa, un dono prezioso che ha illuminato e sostenuto la nostra comunità per decenni.

Personalmente, ho avuto l'immenso privilegio di conoscerla e di condividere con Lei un tratto del mio cammino di vita. La sua guida saggia e il suo impegno costante mi hanno permesso di crescere come persona e come membro attivo della comunità.

In questa occasione speciale, rivolgiamo al Signore unanime preghiera affinché le doni la forza e la serenità per continuare ad essere la luce che guida i nostri passi. I suoi insegnamenti e la sua dedizione rappresentano per noi un'inestimabile fonte di ispirazione, a cui attingere per affrontare le sfide quotidiane con rinnovato impegno e fede.

Prima della celebrazione eucaristica, alle ore 10:30 un'atmosfera solenne avvolgerà Piazza Cattedrale. L'Armata dei Musici e le sbandieratrici del nobile quartiere Monte Mira, con la loro maestria e passione, renderanno omaggio a Mons. Scarcione con un'esibizione emozionante.

Auguri di cuore per questo straordinario anniversario!

Con profonda gratitudine e stima.






sabato 22 giugno 2024

LA DOMENICA CON GESU', XII DEL TEMPO ORDINARIO / B

  …… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale


“…Chi ha chiuso tra due porte il mare…Quando usciva impetuoso…Quando io lo vestivo di nubi…? Gb 38,1.8-11 .
“Fratelli, l’ amore del Cristo ci possiede; e…noi sappiamo bene che uno è morto per tutti…” 2 Cor 5,14-17 . 
“…Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca…Egli se ne stava a poppa…e dormiva…Lo svegliarono e gli dissero: Maestro, non ti importa che siamo perduti ?...Si destò…e disse al mare: Taci, calmati ! Il vento cessò e ci fu una grande bonaccia…Poi disse loro: Perché avete paura ? Non avete ancora fede ?...” Mc 4,35-41.

“LA TEMPESTA SEDATA PONE GLI APOSTOLI E I CREDENTI DI TUTTI I TEMPI DI FRONTE AGLI INTERROGATIVI DI GESU’: PERCHE’ AVETE PAURA ? NON AVETE ANCORA FEDE ? ALLO STESSO MODO L’ INTERROGATIVO DEL VANGELO CI SPINGE AD INTERROGARCI SULLA NOSTRA FEDE. UN MESSAGGIO DECISIVO E’ POSTO DI FRONTDE A NOI: IL SIGNORE SI MANIFESTA ANCHE NEI MOMENTI DI TEMPESTA ED ESIGE DA NOI LO STUPORE DELLA FEDE CHE CI PERMETTE DI AFFRONTARE ANCHE LE AVVERSITA’ DELLA VITA, NELLA CERTEZZA CHE IL SIGNORE CI ACCOMPAGNA”.

Luigi Verdi, che noi seguiamo, nel suo commento, afferma: “Come sarebbe andata a finire, se gli Apostoli non avessero svegliato Gesù, se avessero continuato a tirar fuori l’ acqua dalla barca, se lo avessero lasciato dormire…”. Qualche schizzo gli sarebbe arrivato sul volto o si sarebbe svegliato fradicio di acqua ?

Ci domandiamo, cosa sarebbe successo, se gli Apostoli avessero
avuto davvero la fede.

Ma, forse, questa pagina è stata scritta per noi, che afferrati dallo spavento in ogni tempesta della nostra vita, urliamo di terrore e chiediamo al Signore: Dove sei, perché dormi ? Non ti importa niente di noi ? E ci aspettiamo sempre un suo intervento, che faccia dissolvere le nostre paure e sciolga tutti i nodi della nostra vita. Vedo che non abbiamo capito. Vedo che ancora non abbiamo fede. Ad ogni pericolo incombente, la nostra fede deve quasi cominciare d’ accapo. Avere quasi un nuovo inizio.

Eppure, il Signore ha detto: “Se aveste fede quanto un granello di senape…” (Lc 17,6), potremmo far volare “gli alberi”. Certamente, ci piacerebbe arrivare in porto con Lui, cullati dal suo lento remare. Al sicuro, “come bimbi svezzati in braccio alla madre” (Sal 131,2).

Invece, sappiamo già che ci troveremo a gridare di paura, dicendogli che, tanto, di noi non gliene importa niente… Se non fa quello che diciamo.

Pretendiamo un Dio fatto a nostra immagine. Con la nostra testa. Un Dio che abbia le nostre stesse soluzioni e fatichiamo a capire che Lui è immensamente più grande di noi e ci sussurra all’ orecchio: ”I miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie” (Is 55,8).

Non al vento, ma a noi, oggi, Gesù dice: “Taci, calmati, sta’ tranquillo, non agitarti. Sei in buone mani. Nelle mie mani”.

                                           Mons. Antonio Scarcione

sabato 15 giugno 2024

LA DOMENICA CON GESU', XI DEL TEMPO ORDINARIO / B

  …… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale


“…Un ramoscello io prenderò dalla cima del cedro…e lo pianterò sopra un monte alto…e farà frutti e diventerà un cedro magnifico…Sapranno tutti gli alberi…che io sono il Signore, che umilio l’ albero alto e innalzo l’ albero basso…” Ez 17,22-24 . 
“…Sia abitando nel corpo sia andando in esilio, ci sforzeremo di essere a lui graditi…” 2 Cor 5,6-10 . 
“…Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce…A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio…? E’ come un granello di senape che…è il più piccolo di tutti i semi…ma quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’ orto…” Mt 4,26-34.

“GESU’ NELLE PARABOLE ALLUDE ALLA TERRA, CHE FA SCHIUDERE E GERMOGLIAFRE IL SEME, TANTO DA FARNE UN ALBERO CAPACE DI DARE FRUTTO. LA TERRA CI RIVELA L’ AGIRE DI DIO: IL SEME GERMOGLIA E CRESCE NONOSTANTE LA FORZE AVVERSE”.

Dai sacri testi affiora un primo elemento: la vitalità prorompente del regno di Dio. Che noi, sulla falsariga del commento proposto dal “Servizio della Parola”, brevemente presentiamo. Infatti, la pericope (Marco 4 ) è dedicata alla missione di Gesù. L’ annuncio del regno e la scoperta di una salvezza insperata, che si affaccia nelle vicende umane.

Certamente, la vitalità del Regno s’ impone in modo misterioso e segue logiche che sfuggono alla comprensione. L’ origine gratuita di questo movimento e la sua spontaneità imprevedibile aprono allo stupore. Nello stesso tempo, l’ azione di Dio, nella storia, assume i tratti della presenza discreta, per cui è necessario affinare lo sguardo, per coglierne la vitalità.

Il Regno cresce dentro le vicende della storia. Il ritmo del movimento, in verità, si modella nel segno della “promessa”: Dio, nella sacra scrittura, apre un futuro e rimanda ad altri orizzonti. All’ uomo, al credente tocca l’ impegno della contemplazione e della cura, affinchè la promessa cominci e realizzarsi.

Dal brano del vangelo possiamo rintracciare la chiave interpretativa, per rileggere le indicazioni del profeta Ezechiele. Egli sottolinea come Dio prenda l’ iniziativa di ristabilire il popolo, per rilevare la grandezza del suo nome. La promessa di Dio si conclude con l’ attestazione del suo compimento: “Io, il Signore ho parlato e lo farò” (Ez 17,24), che mostra la potenza della parola divina (parola-fatto) e, insieme, la fedeltà di Dio al suo popolo, al di là di ogni sua debolezza e infedeltà.

                                   Mons. Antonio Scarcione

sabato 8 giugno 2024

LA DOMENICA CON GESU', X DEL TEMPO ORDINARIO / B

  …… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“…Il Signore Dio…gli disse: Dove sei ? Rispose: Ho udito la tua voce…ho avuto paura, perché sono nudo e mi sono nascosto…Hai forse mangiato dell’ albero di cui ti avevo comandato di non mangiare ? Rispose l’ uomo: la donna…mi ha dato dell’ albero e io ne ho mangiato. Il Signore Dio disse alla donna: che hai fatto ? Rispose la donna: il serpente mi ha ingannata e io ne ho mangiato…Dio disse al serpente:…Sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai…Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa…” Gen 3,9-15 . 
“…Anche noi crediamo e perciò parliamo…Colui che ha risuscitato il Signore Gesù, risusciterà anche noi…Quando sarà distrutta la nostra dimora terrena…riceveremo da Dio un’ abitazione…eterna, nei cieli” 2 Cor 4,13-51 . 
“…Gesù entrò in casa e…si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare. Allora i suoi…uscirono per andare a prenderlo: dicevano infatti: E’ fuori di sé. Gli scribi…dicevano: E’ posseduto da Beelzebul e scaccia i demoni per mezzo del capo dei demoni. Ma egli…diceva loro: Come può Satana scacciare Satana ?... Anche Satana, se si ribella a sé stesso…non può restare in piedi…Tutto sarà perdonato…anche tutte le bestemmie…ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato…Giunsero sua madre e i suoi fratelli…e gli dissero: ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle…ti cercano. Ma egli rispose loro: Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli ?...Ecco mia madre e i miei fratelli !...Chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre” Mc 3, 20-35.

“DIO NON ABBANDONA ADAMO ED EVA, MA LI CERCA. IL “CAMMINO DELL’ UOMO” COMINCIA QUANDO ADAMO RICONOSCE DI AVERE INTERROTTO LA RELAZIONE CON DIO E LA SCONFITTA DEL SERRPENTE E’ ANNUNCIATA COME SICURA”.

Come afferma Luigi Verdi, Gesù, da un lato è assediato dagli scribi, che lo accusano di essere un indemoniato; dall’ altro, viene tacciato dai suoi di essere un pazzo. Come si sarà sentito il Signore, quanta pena avrà riempito il suo cuore ?. Contemporaneamente, e proprio da chi gli voleva bene, viene “scusato” per essere fuori di testa…

Nessuno capisce chi sia questo Gesù: gli si rimprovera di non essere come ce lo siamo immaginato e come vorremmo che fosse. D’ altra parte, potremmo affermare, sbagliando, cosa ci vogliamo aspettare da un Dio che sceglie di farsi bambino, di misurarsi con la fragilità dei suoi figli, di mescolarsi al loro fianco, di morire come loro ?.

Quante volte, anche a noi, egli ci è appare “incomprensibile”. E lo abbiamo visto troppo “insensato, illogico e irrazionale”. Per questo Gesù dirà che l’ unico peccato a non essere perdonato sarà quello contro lo Spirito Santo. Lui è venuto per abbattere ogni confine, ogni soglia. Cose che ci fanno pensare che Dio ragioni con la nostra testa. Ma lui è venuto, per prenderci per mano ed accompagnarci nell’ immensità del Padre. Lui è venuto a stravolgere le sicurezze attraverso cui ci difendiamo, a dirci che Dio è molto di più di ciò che pensiamo.

E, “girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui”, Gesù tracciò il suo “stato di famiglia”: mi appartiene chi è disposto a correre il rischio di passare come chi sceglie la “spazzatura” e gli scarti del mondo, di essere preso per pazzo e di essere un incontenibile ed ingenuo folle. Questi ha il mio stesso sangue e si lascia contagiare da un Dio innamorato dell’ uomo.

                                             Mons. Antonio Scarcione

domenica 2 giugno 2024

LA DOMENICA CON GESU', CORPUS DOMINI / B

 …… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“…Mosè…eresse un altare ai piedi del monte…prese il libro dell’ alleanza…Dissero: Quanto ha detto il Signore, lo eseguiremo…” Es 24,3-8 . 
“…Cristo è venuto come sommo sacerdote…Egli entrò…nel santuario, non mediante il sangue di capri e di vitelli, ma in virtù del proprio sangue, ottenendo così una redenzione eterna… “ Eb 9,11-15 . 
“…Mentre mangiavano, prese il pane… dicendo: Prendete, questo è il mio corpo. Poi prese il calice…e disse loro: Questo è il mio sangue dell’ alleanza, che è versato per molti. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio… “ Mc 14,12-16. 22-26.

“IL SIGNIFICATO E VALORE DELL’ EUCARESTIA E’ NEL SACRIFICIO DEL CALVARIO. E’ LI’ CHE L’ INFINITO AMORE DEL FIGLIO DI DIO S’ IMMOLA PER NOI. E’ LI’ CHE ERA DIRETTO IL CAMMINO MISSIONARIO DI GESU’. ED E’ LI’ CHE CI PORTA L’ EUCARESTIA, DI FRONTE ALLA CROCE, PERCHE’ SOLO PER ESSA SAREMO INTRODOTTI NELLA GLORIA DEL RISORTO”.

Quando celebriamo l’ eucarestia, offriamo sull’ altare pane e vino, che diventano il corpo e il sangue di Cristo (Cfr. il commento di Angelo Lameri, Vescovo, Servizio della Parola, pag. 72). Ogni volta che celebriamo l’ eucarestia, rinnoviamo l’ alleanza con Dio, il nostro patto con lui, la nostra disponibilità a ricercare e a compiere la sua volontà.

Quando veniamo a messa e ci incamminiamo in processione, come pellegrini, per ricevere il pane della vita, senza avere nel cuore questo desiderio sincero, poniamo un gesto che sfiora la bestemmia. Infatti, anche i profeti nell’ A.T. , si scagliavano contro coloro che si recavano al Tempio, per offrire sacrifici e poi nella vita erano lontani dalla legge di Dio. Paolo ammoniva: “Chi, in modo indegno, mangia il pane o beve il calice del Signore, sarà reo del corpo e del sangue del Signore…mangia e beve la propria condanna”. (1 Cor 11,27.29).

Gesù, quindi, ci consegna questo mistero grande e tremendo nel pasto: Mangiate, bevete, sono i verbi che caratterizzano l’ ultima Cena. Un pasto intimo nel quale si costruisce la comunità e si edifica la Chiesa. Partecipando all’ eucarestia non solo ci nutriamo del corpo di Cristo, entrando in comunione con lui, ma entriamo in comunione tra noi.

L’ eucarestia alimenta anche l’ unità della Chiesa. Attraverso l’ eucarestia diventiamo anche “fratelli di sangue” tra noi.

                                 Mons. Antonio Scarcione