sabato 29 marzo 2025
LA DOMENICA CON GESU', IV DI QUARESIMA / C
…… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale
“…Gli Israeliti rimasero accanto a Galgala e celebrarono la Pasqua…nelle steppe di Gerico…Come ebbero mangiato i prodotti della terra, la manna cessò…” Giosuè 5,9.10-12 .
“…Gustate e vedete come è buono il Signore” Sal 33 . “Fratelli, se uno è in Cristo è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate, ecco, ne sono nate di nuove…” 2 Cor 5,17-21 .
“…Disse loro questa parabola: Un uomo aveva due figli. Il più giovane…disse al padre:…Dammi la parte di patrimonio che mi spetta…Pochi giorni dopo, il figlio più giovane,…partì per un paese lontano e lì sperperò il suo patrimonio…Andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti…che lo mandò…a pascolare i porci…Allora ritornò in sé e disse: quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io muoio di fame…Andrò da mio padre…Suo padre lo vide…gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò…Il padre disse:… Portate qui le vesti più belle…mangiamo e facciamo festa…Il figlio maggiore…quando fu vicino a casa, udì le musiche…e non voleva entrare…” Lc 15,1-3.11-32.
“TUTTE LE LETTURE SONO CARATTERIZZATE DAL TEMA DELLA GIOIA. E’ LA GIOIA D’ ISRAELE CHE SI LASCIA ALLE SPALLE LA SCHIAVITU’ DELL’ EGITTO E LA TRAVERSATA DEL DESERTO E INIZIA UN NUOVO MODO DI VIVERE NELLA TERRA PROMESSA. LA GIOIA DEL PADRE CHE HA RITROVATO IL FIGLIO CHE ERA MORTO E LO RISTABILISCE NELLA DIGNITA’ PERDUTA. E’ LA GIOIA DI CHI SI LASCIA RICONCILIARE CON DIO E ACCOGLIE UN PERDONO CHE NON SI E’ MERITATO. PROTAGONISTA, IN FONDO, E’ SEMPRE DIO. DIO CHE MANTIENE LE PROMESSE. DIO CHE SORPRENDE CON LA SUA MISERICORDIA. DIO CHE NON SI LASCIA VINCERE DAL PECCATO DELL’ UOMO, MA GRAZIE A CRISTO, GUARISCE E REALIZZA LA RICONCILIAZIONE”.
-“Questo padre sotto i riflettori”. Infatti, come afferma Roberto Laurita (Cfr. Servizio della Parola, n. 565 pag.114 e ss.), “è il padre che col suo silenzio…permette al figlio di andare lontano per fare esperienza della libertà”. Alla richiesta del figlio avrebbe potuto reagire con un rifiuto. Invece, egli accoglie la domanda del figlio. E’ ancora il padre che prende l’ iniziativa, quando il figlio si avvicina a casa e modifica il programma che il giovane aveva immaginato. Lo vede quando è ancora lontano, lo ristabilisce nella sua posizione, gli restituisce i suoi privilegi, rendendoli visibili (vestito, anello, sandali). E alla sua fame (motivo del suo ritorno) risponde con un banchetto e una festa.
E’ ancora il padre che deve sostenere il dialogo con l’ altro figlio. La sequenza rimane incompleta, perché non sappiamo che cosa accadrà dopo. Gli ascoltatori di Gesù sono sollecitati a tracciare la conclusione.
-“Chi è il padre ?“ Colui che tollera la partenza del figlio ? Colui che accetta la ribellione del maggiore ?
Gli ascoltatori di ieri e di oggi intravvedono “il comportamento di Dio”. Gli uomini tendono a presentare Dio come un giustiziere, pronto a cogliere l’ uomo in fallo. Gesù giustifica invece il suo comportamento proprio richiamando quello di Dio. Se va con i peccatori e partecipa ai loro banchetti , è perché Dio fa così. La figura del padre, quindi, calza a pennello. Il suo perdono è totale e corrisponde ad una nuova creazione, che fa ripartire.
-“Senza il maggiore ci sarebbe solo un lieto fine”. La protesta del maggiore appare ragionevole, ma è il padre che non lo è. C’ è qualcosa di “strano” in quest’ uomo, che vede arrivare il figlio, si getta al suo collo, lo bacia e gli organizza una festa. Come si può riabilitare, senza un breve processo, un figlio indegno al quale non si è lasciato formulare nemmeno una richiesta di scusa ?
“Ma cosa si guadagna a rimanere fedeli ? Non è forse questo l’ interrogativo che sentiamo nelle nostre famiglie, nei gruppi, e nelle comunità ? La misericordia del Padre non ci appare come una solenne ingiustizia ? Ecco perché dobbiamo ascoltare la risposta del padre della parabola. Questo padre deve rivelare ciò che egli considera la realtà più importante: la comunione di amore. L’ amore è anche follia: il maggiore ha calcolato ogni sua prestazione. L’ amore si rallegra per qualcuno che “era morto ed è tornato in vita”.
Mons. Antonio Scarcione
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