"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)



Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

martedì 8 dicembre 2015

Festa dell'Immacolata, collocate cinque corone di fiori alla Madonna

Martedì 8 dicembre 2015 festa dell’Immacolata Concezione, il nobile quartiere Monte continua a scrivere pagine di storia che sia aggiungono alle tante della città di Piazza Armerina, riuscendo a coniugare storia, fede e tradizione.

La cerimonia, al suo secondo anno di vita, ha coinvolto il Sindaco Filippo Miroddi, il vicario del vescovo, don Nino Rivoli, il preposto della cattedrale mons. Antonino Scarcione, la Fondazione Prospero Intorcetta, la protezione civile con Sicilia Soccorso e Plutia Emergenza, e per l'occasione quest'anno la folta e qualificata delegazione dei cavalieri Templari Federiciani, oltre a diverse autorità civili, militari e religiose e tanti quartieranti e concittadini. 

La cerimonia con partenza da piazza Cattedrale ha visto il corteo preceduto dai Musici del Quartiere Monte, capeggiati da Moreno Purrazza, portarsi ai piedi dell'edicola, lì, il presidente del quartiere Monte Filippo Rausa, nel salutare e ringraziare tutti gli intervenuti ha spiegato le motivazioni dell'evento, sottolineando con orgoglio come il popolo piazzese fosse stato precursore di eventi, maturati dalla Chiesa oltre un secolo dopo.

Sono seguiti gli interventi di don Nino Rivoli che ha portato il saluto del Vescovo, di mons. Antonino Scarcione, del sindaco Filippo Miroddi e del Gran maestro dei cavalieri Templari, Corrado Armeri.

E' stato reso omaggio all’Immacolata Concezione con la posa di cinque corone floreali, nel luogo dove i nostri antenati nel 1692, ben 162 anni prima che Chiesa si pronunziasse con il dogma proclamato l’8 dicembre 1854 da Papa Pio, avevano affermato, scolpendolo sulla pietra, che la Vergine Maria è stata concepita senza peccato originale, ossia su di essa non gravava il peso dell’antica colpa che commisero il primo uomo e la prima donna, Adamo ed Eva, i quali disubbidirono a Dio e furono perciò allontanati dal Paradiso Terrestre.

Sull’edicola di via Monte datata 1692 il sindaco Filippo Miroddi ha collocato una ghirlanda di fiori, a seguire sono state collocate quelle dei cavalieri Templari Federiciani, della Fondazione Prospero Intorcetta e del Nobile Quartiere Monte, la chiesa ha omaggiato l’Immacolata, con una corona di fiori che con un cestello è stata posta sulla sommità del cantonale di Palazzo Trigona di Geraci del 1400 (via Monte, angolo via Chiello), ove è collocata all’interno di uno scudo araldico la Madonna con in braccio Gesù bambino.

La cerimonia e proseguita al suono dei tamburi con un picchetto dei cavalieri Templari e del Consiglio Direttivo che per l'occasione indossava il mantello araldico.





























lunedì 7 dicembre 2015

Un omaggio floreale del Vescovo nell'edicola di via Monte, martedì 8 dicembre alle ore 10:00


La nostra città di Piazza Armerina sin dalla sua ri-fondazione 1163 è sempre stata una città molto religiosa, una fede ancora viva più che mai.

Oggi sono ancora visibili innumerevoli simboli di questa “sacralizzazione” del territorio, nei suoi antichi quartieri, nelle aree di nuova espansione e nelle contrade che compongono il tessuto cittadino, anche se purtroppo la mancata cura ed attenzione a dette edicole votive ne sta compromettendo la perdita e il significato profondo.

Nel nobile quartiere Monte, lungo l’omonima via sul prospetto laterale di palazzo Roccabianca, incastonata come un blasone nobiliare e posta una lapide di pietra arenaria, finemente scolpita, una vera e propria espressione di fede e arte popolare, di una religiosità radicata e diffusa, lasciata a testimonianza di un evento conclamato dal popolo piazzese, quale memoria storica rivolta ai posteri che nel corso dei secoli dal 1692 si sono succeduti.


L’edicola di via Monte ci parla dell’Immacolata Concezione di Maria, riportando testualmente le seguenti parole:

"VIVA LA MADRE DI DIO, MARIA CONCETTA, SENZA PECCATO ORIGINALE 1692".

Una edicola votiva a tutti gli effetti sotto forma di lapide dal significato profondo e precursore di un dogma della Santa chiesa proclamato ufficialmente l’8 dicembre 1854 da Papa Pio IX, cioè ben 162 anni dopo che i piazzesi avevano affermato, scolpendolo sulla pietra, che Maria è stata concepita dalla sua madre con il privilegio di non portare con sé il peccato originale, che da Adamo ed Eva tutti portiamo con noi al momento del concepimento.

Su questa lapide, giusto l’alto valore simbolico, il Consiglio del Governo del quartiere lo scorso anno ha pensato bene di valorizzarla, ripulendola e facendo realizzare da un fabbro, una piccola copertura in ferro, merlata, a mo’ di tempietto, a memoria e gloria della Beata Vergine Maria Immacolata.

Martedì 8 dicembre, festa di Maria Immacolata, proprio davanti questa edicola il vicario del vescovo don Antonino Rivoli, il Prevosto della Cattedrale mons. Antonino Scarcione renderanno omaggio a Lei con l’atto di venerazione all’Immacolata, accompagnato da un omaggio floreale, che verrà pure posto sulla sommità del cantonale di Palazzo Trigona di Geraci del 1400 (via Monte angolo via Chiello), ove è collocata all’interno di uno scudo araldico la Madonna con in braccio Gesù bambino.
La cerimonia, con partenza alle ore 9:30 dalla piazza Cattedrale, in processione vedrà inoltre la presenza dal Sindaco, dott. Filippo Miroddi, delle autorità civili, militari e religiose, dal governo del quartiere Monte, dei cavalieri Templari Federiciani, dalla Fondazione Prospero Intorcetta e dei Musici del nobile quartiere Monte, percorrendo la via Monte, renderà omaggio con la posa di quattro corone floreali.
                                   Filippo Rausa

Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria


Testi:”…Il Signore Dio disse al serpente…Maledetto…Tra tutto il bestiame…Io porrò inimicizia tra te e la donna…Questa ti schiaccerà il capo…” Gen 3,9-15.20 . “Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto meraviglie” Sal 97/98, 1-4 . “Non temere, Maria,…Concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù…Allora, Maria disse: ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola…” Lc 1,26-38.

Il dogma dell’ Immacolata Concezione, promulgato da Pio IX nel 1854, consiste in questo: Maria è nata senza colpa originale, concepita senza peccato. Se ci chiediamo, quindi, perché la Chiesa abbia scelto l’ 8 dicembre c.a., quale data d’ inizio del Giubileo Straordinario della Misericordia, la risposta ce la dà lo stesso Papa Francesco: “Dopo il peccato di Adamo ed Eva, Dio non ha voluto lasciare l’umanità sola e in balia del male… ha pensato e voluto Maria Santa ed Immacolata, perché diventasse la Madre del Redentore dell’ uomo. Alla gravità del peccato, Dio risponde col perdono” (MV3). Ovviamente, nell’ itinerario dell’ Avvento, la solennità dell’ Immacolata non costituisce “un’ interruzione”. Al contrario, Maria diventa un’ icona vivente del piano di Dio. Ecco perché il Giubileo della Misericordia comincia proprio oggi.

-L’ umanità ha bisogno di misericordia. Dio va alla ricerca dell’ uomo e gli dice: “Dove sei ?”. E l’ uomo ammette di aver paura di fronte a Dio. Per chè ? Perché, ora, dopo il peccato, percepisce la sua fragilità; infatti, vedere “come Dio”, cioè vedere il male(oltre al bene) che è in ciascuno di noi, dà origine alla paura, all’ insicurezza e al ripiegamento su di sé.

E’ la storia di tanti drammi, lacerazioni e ferite, di cui tante esistenze recano il segno. La storia di molti disorientamenti, di cui si avvertono le reazioni: stordimento nell’ alcool e/o nella droga, precarietà affettiva di un’ adolescenza mai terminata, tentativo infantile di”coprire” un immenso bisogno di amore e di tenerezza con qualche surrogato. Sì, c’ è bisogno di misericordia, ma l’ uomo e la donna non possono darsela da soli. La possono solo ricevere, come un dono.

-Riconoscere la nudità e l’ offerta di grazia. L’ Adamo che è in noi non può fermarsi alla sua nudità e alla constatazione di una lotta impari contro il male. Nel testo della “Genesi”, 3,9-15.20, vi è un vero e proprio “vangelo”: “Dio non ha abbandonato le sue creature, se ne prende cura e interviene nella storia”, come, giustamente, dicono i biblisti. E Papa Francesco scrive: “La misericordia nella S.Scrittura è la parola-chiave, per indicare l’ agire di Dio verso di noi…L’ amore, per sua natura è vita concreta: intenzioni, atteggiamenti, comportamenti, che si verificano nell’ agire quotidiano. La misericordia di Dio è la sua responsabilità verso di no.

La scelta dell’ uomo di fare da solo, di decidere, autonomamente, che cosa sia bene e che cosa sia male, di considerare l’ esistenza una proprietà e non un dono, ha sempre tragiche conseguenze.

-Le ragioni della speranza. Ciò che motiva, fondamentalmente, la nostra speranza è questo amore di Dio, vero alleato dell’ uomo, che non si stanca mai di “compiere meraviglie”. Un Dio, la cui bontà e misericordia sostengono l’ umanità e orientano il suo cammino verso una pienezza sconosciuta.

-Una storia della salvezza. Nelle vicende della nostra vita quotidiana, immersi in un a situazione complessa, spesso difficile da decifrare, cause e vittime dei nostri smarrimenti, avvertiamo, tuttavia, di appartenere ad una storia santa, la storia di Dio con l’ umanità. C’ è un Dio, che “fa grazia”, “colma di grazia”, perché non ha rinunciato al suo progetto con l’ umanità. Egli propone a Maria di diventare “il santuario vivente della gloria di Dio in mezzo al suo popolo e tra gli uomini”. Per questo, fin dal suo concepimento, l’ ha scelta e prediletta nell’ amore, preservandola da ogni macchia di peccato. In lei lo Spirito è all’ opera come in una nuova creazione. Maria accoglie il disegno di Dio su di lei, con l’atteggiamento di chi serve, cioè, mettendosi al servizio del progetto di Dio, ma anche con il suo essere donna, “che rende possibile il farsi uomo del Figlio di Dio attraverso la sua femminilità, rinnovata dal dono della grazia”.

-Con quali atteggiamenti ? Come possiamo, anche noi, entrare in un disegno di Dio, così grande ? Come accogliere il Giubileo, che comincia proprio oggi ?

Innanzitutto, con “la gioia”, che prende il posto della paura. Ricordiamoci che, non a caso, la prima parola dell’ angelo è “Rallegrati”. Poi, con “la gratitudine”, quella che ci suggerisce il salmo responsoriale: “Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto meraviglie”. Quindi, con “la disponibilità ad accogliere il suo progetto”, che può sconvolge i nostri piani e chiederci di vivere, da protagonisti, “l’ avventura”, che trasforma la nostra esistenza. Ed, in fine, “accogliendo la missione di annunciare la misericordia di Dio, cuore pulsante del vangelo”, che deve “raggiungere il cuore e la mente di ogni persona” (MV 12). “Nelle nostre parrocchie, nella comunità, nelle associazioni e nei movimenti, insomma, dovunque ci sono cristiani, chiunque deve poter trovare un’ oasi di misericordia” (MV 12). 

                                                                 Mons. Antonino Scarcione

Apertura della Porta Santa nella Cattedrale di Piazza Armerina

In occasione dell’apertura dell’Anno Giubilare, si svolgerà, secondo le indicazioni della Bolla di Indizione promulgata da Papa Francesco, un pellegrinaggio verso la Porta della Misericordia che sarà aperta presso la nostra Cattedrale il prossimo 12 dicembre. 
Questo Pellegrinaggio avrà il suo inizio presso la chiesa stazionale di San Rocco in Fundrò in Piazza Garibaldi e procederà verso la Cattedrale dove si celebreranno i riti giubilari. 
Al fine di poter organizzare al meglio questa espressione di fede è opportuno attenersi alle seguenti indicazioni che sono state fornite da don Pasquale di Dio, Delegato diocesano per il Giubileo della Misericordia.
Presso la chiesa stazionale di San Rocco convergeranno i gruppi parrocchiali e i fedeli tutti che saranno guidati dai loro presbiteri i quali indosseranno il proprio camice. 
Qui i sacerdoti troveranno la casula da indossare, che, come di consueto, sarà poi lasciata in cattedrale.

Alle ore 16,30 il Vescovo darà inizio alla liturgia dentro la chiesa stazionale di San Rocco.

San Rocco in Fundrò
L’ordine della processione è il seguente:
– Turiferario
– Croce astile ornata a festa portata da un diacono con accanto 2 ceroferari con le candele accese.
– Diacono che porta solennemente l’Evangelario
– il Vescovo con il piviale
– il Capitolo della Cattedrale
– i Vicari Episcopali
– i 12 Vicari Foranei
– i Sacerdoti – i Diaconi
– Accoliti – Lettori – Seminaristi
– Religiosi/e
– Autorità e Fedeli

Per problemi logistici e di spazio nella Cattedrale non è prevista la partecipazione dei ministranti delle Parrocchie con il loro abito liturgico, si uniranno al gruppo della propria Parrocchia
Durante il tragitto verso la cattedrale si canteranno dei salmi ascensionali e le litanie dei Santi.
Arrivati in piazza Duomo, il Vescovo si porterà di fronte alla Porta Santa, i sacerdoti e i diaconi si posizioneranno sopra i gradini del sagrato mentre l’assemblea si posizionerà di fronte la facciata della Cattedrale e attenderà di poter varcare la Porta Santa.

Basilica Cattedrale "Porta Santa"
Al suono del corno, si apriranno le porte e dopo che il Vescovo avrà fatta l’ostensione dell’Evangelario, sarà il primo ad entrare in Cattedrale, poi i sacerdoti, i diaconi e tutti i fedeli.
Coloro che arriveranno a Piazza Armerina in pullman troveranno parcheggio presso Piazza Europa e le auto potranno trovare parcheggio presso i parcheggi cittadini, sarà conveniente raggiungere la chiesa di Fundrò a piedi. 
I parroci dopo la Celebrazione Eucaristica riceveranno il banner del Giubileo da esporre nelle chiese.
In caso di pioggia ci si ritroverà in piazza Duomo alle ore 17,00.
Lo schema processionale sarà il medesimo anche per le singole celebrazioni che si svolgeranno durante tutto l’Anno del Giubileo della Misericordia. 
Nelle celebrazioni giubilari, concelebranti principali saranno il Vicario Episcopale competente e il Direttore dell’Ufficio diocesano che ha curato la celebrazione.

“CABARETTIAMO 2” prima serata, registrato il tutto esaurito.

Riceviamo e Pubblichiamo

Il 5 dicembre si è svolta la prima serata del festival della comicità CABARETTIAMO 2, presso il cine teatro Giò Social House di Piazza Armerina.
Registrato il tutto esaurito. Un folto pubblico è accorso alla prima di questo evento che ha visto sul palco sfidarsi i comici a concorso: “Cu è” di Palermo, Sabrina di Enna, e gli “Emavanti” di Sciacca.
Con grande sorpresa, la giuria tecnica composta da Manola Turi coreografa, Turi Amore attore, Antonio Cascio attore, hanno decretato la prima finalista: Sabrina, tra l’altro alla sua prima esperienza. “Credo sia stata premiata la spontaneità mista alla palese emozione della prima volta sul palco” sostiene Andrea Lombardo organizzatore della serata. E proprio Andrea, conosciuto insieme ad Angelo Franzone con lo pseudonimo “SenzaRadio”, insieme alla grintosa show-girl Mariangela Turi, sono stati degni mattatori e fantasisti infarcendo la serata con sketch, balli e momenti di ironia.
Spazio anche per la magia comica del Mago Clap, ospite della serata. Presenti in sala le telecamere delle tv partner che manderanno in onda a breve l’intera serata.
“Adesso ci stiamo preparando per la seconda serata… vogliamo che tutto sia perfetto, per creare uno spettacolo sempre migliore” Dichiara Mariangela Turi.
Per il 21 dicembre i comici in scaletta sono: Antonella Mollica, Pipitonella, i Clown-Destini, i Monelli Diversi, il duo “Lorenzo e Michele”, alcuni di loro già conosciuti per varie esperienze televisive.
Soddisfatto anche il presidente del Rotary Club di Piazza Armerina, Piergiovanni Oberto , che dal palco ha sottolineato l’importanza del  progetto  “PolioPlus”, che mira all’eradicazione della Poliomolite e che vede proprio nel Rotary il maggior contribuente privato.
Difatti una percentuale degli incassi del biglietto saranno devoluti per questo scopo.


domenica 6 dicembre 2015

L’Albero di Natale


C’era una volta un piccolo albero di Natale che, quando parlava con mamma albero di Natale e papà albero di Natale, non vedeva l’ora di poter mettersi addosso le palline colorate, i festoni argentati e le lampadine.
Sognava ogni notte il suo momento, entrare nel salotto buono, gustarsi i sorrisi gli auguri in famiglia, lasciarsi sfuggire una lacrima di resina dalla contentezza. E venne finalmente il giorno del piccolo albero di Natale.

Venne scelto quasi per caso tra tanti amici alberi di Natale anche loro. Pensava: “Adesso è venuto il mio momento, adesso sono diventato grande”.
Il viaggio fu lungo, incappucciato di stoffa bagnata per non perdere il verde luminoso dei rami ancora giovani. Tornata la luce, il piccolo albero di Natale si trovò nella casa di una famiglia povera.
Niente palline, niente festoni, solo il suo verde scintillante faceva la felicità dei bambini che lo stavano a guardare con gli occhi all’insù, affascinati.

Era il loro primo albero di Natale. Subito fu deluso, sperava di poter dominare una sala ricca di regali e di addobbi eleganti. Ma passarono i giorni e si abituò a quella casa povera ma ricca di amore. Nessuno aveva l’ardire di toccarlo. Venne la sera di natale e furono pochi i regali ai suoi piedi ma tanti i sorrisi di gioia dei bambini che per giorni erano rimasti a guardarli sotto il suo sguardo severo per cercare di indovinare che cosa ci fosse dentro.

Venne il pranzo di Natale, niente di speciale. Venne Capodanno, con un brindisi discreto, ma auguri sinceri. E venne anche l’Epifania e il momento di andare via. Questa volta non lo incappucciarono. Lo tolsero dal vaso, gli bagnarono le radici e tutta la famiglia lo accompagnò verso il bosco.
Era felice di ritornare con mamma albero di Natale e papà albero di Natale. Passando per la strada vide tanti suoi amici, ancora con le palline colorate e i fili d’oro e d’argento, che lo salutavano.
Ma c’era qualcosa di strano, erano tutti nei cassonetti della spazzatura, ricchi e sventurati, piangevano anche loro resina, ma non per la contentezza. Chissà dove sarebbero finiti!

Ora il piccolo albero di Natale è diventato un abete grande e possente, ha visto tanti figli andare in vacanza per le feste.
Qualcuno è ritornato, sano o con un ramo spezzato. Lui guarda da lontano la città dove i bambini del suo Natale lo hanno amato e rispettato.
Perché è un albero di Natale, albero di Natale tutto l’anno, perché Natale non vuol dire essere buoni e bravi solo il 25 dicembre, perché Natale può essere ogni giorno. Basta volerlo…
                                                                                                              G. Gavino

sabato 5 dicembre 2015

La Domenica con Gesù, II di Avvento

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

Testi: “Deponi, o Gerusalemme, le vesti del lutto…e rivestiti dello splendore della gloria…Dio ha deciso di spianare ogni alta montagna e le rupi perenni……” Bar 5,1-9 . “Grandi cose ha fatto il Signore per noi”. Sal 125 . “Fratelli,…quando prego per tutti voi, lo faccio con gioia a motivo della vostra cooperazione per il vangelo…” Fil 1,4-6.8-11 . “Nell’ anno quindicesimo dell’ impero di Tiberio Cesare…la parola di Dio venne su Giovanni…Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri ! Ogni burrone sarà riempito, ogni monte e ogni colle sarà abbassato…” Lc 3,1-6.

Il vangelo di questa domenica, con un tono solenne, ci colloca al centro della celebrazione: “La parola di Dio venne su Giovanni, che annunciava la conversione per il perdono dei peccati. La sua è una parola di consolazione e di speranza, che spinge alla conversione e provoca cambiamento in coloro che l’accolgono.

-Ci possiamo chiedere, quale posto abbia la parola di Dio in noi. Certamente, uno dei meriti del Concilio Vaticano II consiste nell’ aver ridotto la distanza tra i fedeli e la parola di Dio, grazie all’uso delle lingue locali nelle celebrazioni liturgiche dei singoli popoli. Le conseguenze sono palpabili: i testi vengono letti e compresi da ciascuno nel proprio idioma. Bisogna aggiungere, però, che molti cristiani, purtroppo, si “accostano” alla parola di Dio solo nella messa della domenica. Ecco perché questo “handicap” non può essere colmato dall’ omelia, ad es., per l’ esiguità di tempo. Non ci si stancherà mai, quindi, di evidenziare l’ effetto benefico sui gruppi di cristiani, che, settimanalmente, si confrontano col vangelo della domenica.

-Quali sono le caratteristiche della parola di Dio ? Essa è una parola che ci raggiunge nella storia. E’ per noi, qui ed ora: nel tempo dell’ esilio o della persecuzione, dello smarrimento o dei giorni grigi.

-E’ una parola che passa attraverso uomini, per raggiungere altri uomini. E’ affidata al profeta, a Geremia, come a Giovanni Battista e si manifesta nel Figlio di Dio fatto uomo. Rifiutare questa mediazione, significa rifiutare Dio stesso, perché questa è la strada, che egli ha scelto.

-E una parola imprevedibile, perchè non “fissa” la situazione esistente. Non coincide con le nostre attese o con le nostre letture della realtà, anzi,”obbliga”, spesso, ad andare contro corrente.

-Non è una parola magica, infatti, il cambiamento è prodotto da Dio in collaborazione con l’ uomo. Vediamo che Giovanni ai suoi destinatari rivolge un appello, anzi, un grido: “Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri ! “. L’ incontro avviene, perché Dio “si mette in movimen to”, per primo, verso l’ umanità; ovviamente, anche l’ uomo deve fare la sua parte di strada.

-Una parola, che è sempre una proposta. Alcuni anni fa, Xavier Thevenot annotava che il proverbio, ”l’ uomo propone e Dio dispone”, poteva essere rovesciato: “Dio propone e l’ uomo dispone”. Infatti, il Signore della storia, che realizza il suo disegno di salvezza, rispetta, fino in fondo, la libertà dell’ uomo. A tal proposito, il biblista, Fernando Armellini (Cfr. “Ascoltarti è un a festa” Ed. Messaggero, Padova 2012, p. 30) ci aiuta ad identificare gli impedimenti, che precludono la salvezza: i monti e i colli sono la superbia, l’ alterigia, l’ arroganza di chi vuole imporsi, dominare sugli altri, lo spirito competitivo di sopraffazione degli altri”; gli abissi, invece, sono le scandalose diseguaglianze economiche denunciate dai profeti, certe concentrazioni di ricchezze e il progressivo depauperamento della maggioranza dei cittadini, i guadagni sfacciati di chi approfitta degli altri. I passi tortuosi, infine, sono le astuzie, le scelte insensate, le presunte giustificazioni, che fanno da supporto a vere e proprie ingiustizie.

                                                                          Mons. Antonino Scarcione

giovedì 3 dicembre 2015

Cabarettiamo 2^ edizione

Riceviamo e Pubblichiamo


Caro sindaco, ordina che sia posto il crocifisso in tutte le aule delle scuole.

Il Presidente del Comitato nobile quartiere Monte, Filippo Rausa, stamani, ha inviato una lettera al Sindaco e per conoscenza al Vescovo relativamente la collocazione del crocefisso nelle aule scolastiche e la tradizione del Presepe. Di seguito il comunicato trasmesso.
Piazza Armerina 03 dicembre 2015
                                                                       Al Sig. Sindaco di Piazza Armerina dott. Filippo Miroddi
                                                                       A Sua Ecc. il Vescovo della Diocesi di Piazza Armerina 
                                                                           Mons. Rosario Gisana                            
                                                                                                                        Loro Sedi


Caro sindaco, ordina che sia posto il crocifisso in tutte le aule delle scuole.

Te lo chiediamo anche in virtù di una sentenza del Consiglio di Stato che dispone la ricollocazione del crocifisso in tutte le scuole.

Ma non solo fai si che i dirigenti si impegnino ad allestire i presepi. E’ questo il rispetto reciproco per una società integrata.


Caro Sindaco, la barbaria contro la cristianità deve essere fermata, ti chiedo di intervenire lì dove ne è provata la mancanza e la dismissione per barbari motivi, di chiedere ai Dirigenti scolastici il ricollocamento di tutti i crocifissi nelle scuole comunali, basandoti anche sulla sentenza del Consiglio di Stato, la numero 556/2006 che recita "il crocifisso può svolgere una funzione simbolica altamente educativa, al di là della sua connotazione prettamente religiosa".
La salvaguardia dell'identità cristiana anche nelle scuole pubbliche, ma anche nei luoghi pubblici, da dimostrazione, non solo di attaccamento alle proprie radici, ma rende liberi le comunità straniere di altra religione, che sanno che c’è libertà di religione nel rispetto delle radici di chi li ospita.

Ti chiedo anche l'impegno di garantire il mantenimento della tradizione del presepe in ogni sua forma, non sollecitando i dirigenti scolastici per le loro scuole, ma anche nei luoghi e negli edifici pubblici. È giunto il momento e non è più rimandabile di riprenderci la nostra identità cristiana.

Ti faccio anche presente affinché lo ricordi ai dirigenti scolastici, che il calendario scolastico è modellato anche in base alle festività religiose cristiane.

Quindi non si possono accettare le vacanze di Natale e di Pasqua e poi togliere dalle scuole i simboli della cristianità.
                                                                                  Il Presidente
                                                                                 Filippo Rausa

mercoledì 2 dicembre 2015

"Non aspettare che giunga il Natale"...., non lasciate soli i Vostri Cari.....

«Devo fare questo per avervi con me?».                   Lo spot è di Edeka, una catena di supermercati tedesca. 

Un uomo anziano, lasciato solo dalla famiglia, può godere solo della compagnia del proprio cane. 
Poi figli e nipoti ricevono la tragica notizia della morte dell'uomo.
La famiglia si raduna per i funerali ai quali segue la visita a casa. 
E qui la sorpresa: l'uomo li accoglie, vivo e vegeto. «Devo fare questo per avervi con me?».
Il video sta facendo il pieno nei circuiti dei social network e lo pubblichiamo anche noi nella consapevolezza che lo apprezzerete molto.

Beh, preparate i fazzoletti. Ecco il video.

martedì 1 dicembre 2015

Cavalieri Templari Federiciani, il programma delle iniziative.


Fate il Presepe...


Fate il presepe soprattutto per i musulmani affinché conoscano la nostra civiltà e si integrino. 

Il presepe appartiene al nostro cuore, appartiene alla nostra cultura, alla nostra arte. 

Facciamolo nelle scuole, a maggior ragione se ci sono bambini di altre civiltà e altre terre. 

Quei bambini sono venuti qui per integrarsi alla nostra civiltà, quindi questa civiltà è il caso di presentargliela, e quale miglior biglietto da visita del presepe, pace in terra agli uomini si buona volontà. 

Molti di quei bambini studieranno al liceo e quindi conosceranno Dante, altri studieranno storia dell'arte. 

Non raccontare ai nuovi venuti cosa è il pilastro della civiltà dove devono entrare è tenerli fuori, lasciarli accoccolati sullo zerbino, esclusi. Un gesto di violenza.

Quindi il presepe fatelo, fatelo nelle scuole, fatelo a maggior ragione per quelli venuti da fuori proprio perché non restino fuori.

                                                                                       Silvana De Mari




Aperta la XXI CONFERENZA MONDIALE SUL CLIMA. PARIGI 29.11- 11.12 c.a.

Letteralmente, la Cop (in inglese, Conference of part = Conferenza delle parti) ha come palcoscenico la Francia. Qui di seguito, una scheda di lettura dell’ evento: 196 le nazioni partecipanti, con 147 capi di Stato o di governo; 10 Mila delegati iscritti ai lavori; 30 Mila tra scienziati e giornalisti; 179 le nazioni ( 95% della popolazione mondiale), che hanno promesso la riduzione dei gas. 
Obiettivi della Conferenza: Contenere all’ 1,5-2 gradi l’ aumento della temperatura, entro la fine del secolo; Ridurre dal 40% al 70% le emissioni, entro il 2050; Valutare e rivedere gli impegni, ogni 5 anni; Formulare un accordo giuridicamente vincolante; Raccogliere 100 Miliardi di dollari, l’ anno, da parte dei paesi sviluppati, per finanziare, dal 2020, i paesi più poveri per la riduzione del CO2 e l’ adattamento ai cambiamenti climatici, favorendo le fonti d’ energia rinnovabili.

Numerose le riflessioni sull’ incontro internazionale. Tra le altre, quella del Segretario delle Nazioni Unite, Ban Ki Moon, che, auspicando un Patto vincolante tra gli Stati, ha affermato: “Non esiste un Piano B, semplicemente perché non esiste un Pianeta B”. Papa Francesco, invitando i 196 Capi di Stato a siglare un Accordo, ha detto: “Sarebbe triste e, oserei dire perfino catastrofico, che gli interessi privati prevalessero sul bene comune e arrivassero a manipolare le informazioni, per proteggere i loro progetti”.

La situazione climatica è veramente grave. Ad es., a Pechino una nuvola giallognola, con livelli d’ inquinamento record dell’ aria, “costringe” talvolta le autorità a chiedere ai cittadini di rimanere a casa. Anche in Italia ci si mobilita in difesa del clima. Si mettono insieme associazioni e gruppi diversi, per sostenere il rispetto dell’ ambiente. Lega ambiente, segnala che l’ accordo internazionale per il clima, purtroppo,“non è scontato”. Conseguentemente, Acli, Arcicaccia, Agesci, Pax Cristi, Wwf, Sindacati e Partiti politici si uniscono alle varie manifestazioni. Certo, rattrista che il tema dell’ ambiente nei telegiornali sia relegato, secondo gli esperti di Pentapolis e della Lumsa, solo al 10° posto nella classifica degli argomenti trattati. E ciò, sempre, dopo disastri, provocati dal maltempo. Lacrime di coccodrillo.
                                                                    Mons. Antonino Scarcione