La celebrazione dell’ evento “Mostra Antartide”, del 13 maggio 2017, nel prestigioso palazzo del
mercoledì 17 maggio 2017
Mostra Antartide: L' enciclica "Laudato Sì e l' Ottava Opera di Misericordia.
Di seguito i sentiti ringraziamenti di mons. Antonino Scarcione, che ha fortemente voluto la mostra sull'Antartide a Piazza Armerina, il continente di ghiaccio l'unica parte delle terre emerse che non ha mai conosciuto presenza umana, fino alle esplorazioni dell'Ottocento e del Novecento.
Eccellenza Rev.ma, Chiar.mo Prof.Antonio Mirabella, Egr.Ing.Carlo Tornetta, Dott.Filippo Miroddi, Sindaco della Città, Gentili Autorità Civili, Militari e Religiose, Ill.mo Dott.Filippo Ciancio, Ispettore e Provveditore agli Studi di Caltanissetta e di Enna, Preg.mi Sigg.Dirigenti Scolastici di Piazza Armerina e della Regione Siciliana, Uciim, Co.p.a.t., Associazioni, Club Services, Gruppi Culturali, Presidenti dei Quarti Storici, stampa, Rai, Tv, blog e Amici del Comitato Ristretto, nella mia qualità di Coordinatore della Mostra, di Delegato dell’ Ufficio Ecumenismo e Dialogo Interreligioso e della Salvaguardia del Creato, sento vivo il desiderio di ringraziare sentitamente tutti.
La celebrazione dell’ evento “Mostra Antartide”, del 13 maggio 2017, nel prestigioso palazzo del
La celebrazione dell’ evento “Mostra Antartide”, del 13 maggio 2017, nel prestigioso palazzo del
Museo Diocesano, segna a mio modesto parere, un momento di crescita culturale ed offre una notevole opportunità agli studenti, ai cittadini italiani e stranieri, turisti e visitatori dei mosaici della Villa Imperiale, del Centro Storico, della Cattedrale, del Palazzo Trigona, della Pinacoteca, delle Cento Chiese, dei Palazzi e Monumenti, del Giardino “Garibaldi”, della Villa Roma e del “mare verde” della Sicilia Centrale, il Bosco di Bellia.
Mons.Antonino Scarcione
lunedì 15 maggio 2017
Omaggio floreale a San Filippo d'Agira
Domenica 14 maggio, nella ricorrenza dei festeggiamenti di San Filippo d'Agira, santo patrono del quartiere Casalotto, il nobile quartiere Monte Mira, per mano del suo presidente Filippo Rausa, ha offerto un omaggio floreale al santo.
Infatti, il simulacro di San Filippo fatto fermare davanti la sede del quartiere, a consentito oltre al dono dei fiori, di fare rifocillare i portatori con la consegna di una bottiglietta di acqua per lenire lo sforzo e la calura di un sole estivo.
Un momento dal grande valore simbolico che ha visto partecipi tutti i soci del quartiere.
domenica 14 maggio 2017
Anche il nobile quartiere Monte Mira presente a Maggio in Fiore
Anche il nobile quartiere Monte Mira è presente alla manifestazione Maggio in Fiore, con un'esposizione nel cortile della sede del quartiere, di via Floresta, con i cimeli più interessanti del Palio dei Normanni, ad iniziare dai palii vinti nelle ultime edizioni, alcuni costumi, spade, lance e tanto altro ancora...
La mostra sara visibile Sabato e Domenica, di oggi e domani e nelle giornate indicate nel programma Maggio in Fiore:
Sabato 20 e Domenica 21;
Sabato 27 e Domenica 28.
La Domenica con Gesù, V di Pasqua /A
……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale.
La prima preoccupazione di Gesù è quella di tranquillizzare i discepoli. La paura e l’ ansia per il futuro possono trovare forza e consolazione in un abbandono fiducioso in Dio. Gesù chiede, perciò, ai discepoli di rinnovare la loro fede nell’azione di Dio. La fede consente, infatti, di dissipare l’ ansia e il dolore, ed è, inoltre, in grado di affondare, in avanti, lo sguardo, fino alla “casa del Padre”, meta di Gesù, ma anche dell’ umanità redenta, dove ciascuno è atteso nel posto, che ci viene, con cura, preparato. Notiamo, inoltre, che il richiamo alla fede, nelle parole di Gesù, è costante. L’ occasione per questo atto di fede è offerta da Tommaso, il discepolo che ha bisogno di “vedere per credere” e che, nello steso tempo, non accetta l’ assenza di Dio e la sua non visibilità. Dunque, la nuova dimensione, che Gesù inaugura, è vissuta all’ interno delle singole esistenze.
Testi: “ Il numero dei discepoli si moltiplicava grandemente” At 6,1-7 .
“ Dio vi chiama dalle tenebre alla luce meravigliosa” 1 Pt 2,,4-9 .
“Io sono la via, la verità e la vita” Gv 14,1-12.
“ Signore, dove vai ?”, questa è la domanda centrale, che i discepoli rivolgono a Gesù. Il Signore ha, appena, annunciato la sua partenza ed ha consegnato ai discepoli il comando: “Amatevi gli uni gli altri, come io vi ho amati”. Vediamo che l’ idea di perdere improvvisamente una persona cara, getta tutti nel turbamento, come opportunamente afferma Isabella Tondo. Quindi, chiedere, dove vada il Maestro, rappresenta, per i discepoli un tentativo di razionalizzare “l’ assenza”, di opporre una resistenza contro il timore del nulla, del mai più e dell’ addio.
La prima preoccupazione di Gesù è quella di tranquillizzare i discepoli. La paura e l’ ansia per il futuro possono trovare forza e consolazione in un abbandono fiducioso in Dio. Gesù chiede, perciò, ai discepoli di rinnovare la loro fede nell’azione di Dio. La fede consente, infatti, di dissipare l’ ansia e il dolore, ed è, inoltre, in grado di affondare, in avanti, lo sguardo, fino alla “casa del Padre”, meta di Gesù, ma anche dell’ umanità redenta, dove ciascuno è atteso nel posto, che ci viene, con cura, preparato. Notiamo, inoltre, che il richiamo alla fede, nelle parole di Gesù, è costante. L’ occasione per questo atto di fede è offerta da Tommaso, il discepolo che ha bisogno di “vedere per credere” e che, nello steso tempo, non accetta l’ assenza di Dio e la sua non visibilità. Dunque, la nuova dimensione, che Gesù inaugura, è vissuta all’ interno delle singole esistenze.
Come andare al Padre, se non si conosce la strada ? Certamente,Tommaso è un uomo concreto. Gesù lo accompagna in questo percorso di comprensione, spostando l’ attenzione dal tema fisico del luogo ( dove vai?) a quello di “via”. Sappiamo bene che non c’ è alcuna via al Padre, che non passi attraverso Gesù. “Io sono la via, la verità e la vita”. Gesù è l’ unica strada, per andare a Dio ed è lui stesso ad aver mostrato Dio, ad averlo rivelato (verità, in greco, “alethèia”= ciò che non è nascosto).
Il motivo del conforto è il seguente: Gesù non va via per sempre, ma per un tempo definito. In questo lasso di tempo, di durata imprecisata, l’assenza è la forma diversa, in cui vivere adesso la relazione con Dio, in comunione con Gesù e gli altri compagni di vita e di strada. Il tempo dell’ assenza sarà, inevitabilmente, segnato dall’angoscia e dallo smarrimento. Il cristiano potrà vivere anche una profonda crisi. Per questo oggi la Parola ci esorta a credere nel futuro, a fidarsi del Dio che non abbandona, ma che continua a starci accanto, che tornerà a prenderci per mano, per guidarci alla fine della storia. Il Dio che ha l’ aria intima e ospitale del padre buono, che ha preparato le “camere”, per accogliere i figli prodighi e no, per una festa senza fine.
Mons. Antonino Scarcione
giovedì 11 maggio 2017
mercoledì 10 maggio 2017
domenica 7 maggio 2017
I cortei dei Quartieri all'Infiorata
Sabato 8 maggio ha avuto inizio la manifestazione Maggio in Fiore e per l'occasione l'Amministrazione Comunale ha coinvolto i gruppi storici degli antichi quartieri cittadini, i quali hanno partecipato con una piccola delegazione di figuranti; dama e notabile, ancella, paggio e vessillifero, tutti accompagnati al suono dei musici dei singoli quartieri.
Un bell'inizio di manifestazione a corona dell'impegno di tutti coloro che lungo il circuito del centro storico, hanno allestito componimenti floreali e non solo.
La Domenica con Gesù, IV di Pasqua /A
……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale.
Vediamo che il vangelo è la risposta alla fame di vita che tutti ci portiamo dentro. Ed, inoltre, il primo gesto del pastore vero, Gesù, è quello di entrare nel recinto delle pecore, chiamarle per nome e condurle fuori.
Testi: “Io sono il vostro pastore. Dio ha costituito Gesù Signore e Cristo” At 2,14°.36-41 .
“Ricondotti al pastore e custode delle vostre anime” I Pt 2,20b-25 . “Io sono la porta delle pecore” Gv 10,1-10.
“Sono venuto perché abbiano la vita e l’ abbiano in abbondanza”. Come, giustamente, afferma il teologo E.Ronchi, questa è, certamente, una delle frasi più belle di tutto il vangelo.
Egli, quindi, ci dà, non solo quel minimo, senza il quale la vita non è vita, ma offre una vitalità esuberante, quella che profuma d’ amore, di libertà e di coraggio.
Dio è proprio così: manna per quarant’ anni nel deserto, pane per cinquemila persone, “pelle fresca di giovinezza” per dieci lebbrosi, pietra rotolata via dal sepolcro per la resurrezione di Lazzaro, dono di cento fratelli per chi ha lasciato la casa, perdono per settanta volte sette, vaso di profumo pregiato di trecento denari.
Vediamo che il vangelo è la risposta alla fame di vita che tutti ci portiamo dentro. Ed, inoltre, il primo gesto del pastore vero, Gesù, è quello di entrare nel recinto delle pecore, chiamarle per nome e condurle fuori.
Gesù porta le sue pecore fuori dal recinto, un luogo che dà sicurezza e che, nello stesso tempo, limita la libertà. Non sposta le pecore da un recinto ad un altro, ad esempio, dalle istituzioni dell’ antico Israele a nuovi schemi precostituiti. No, egli è un pastore che avvia le pecore ad un processo di liberazione senza limiti. Egli ci rassicura: “Io sono la porta”, che nessuno chiuderà mai più, io sono l’ accesso ad una terra, dove scorrono latte e miele di giustizia, innocenza e libertà.
La seconda caratteristica del pastore autentico è quella di camminare davanti alle pecore. Non un pastore che grida o minaccia, per farsi seguire, ma uno che precede e convince, col suo andare sicuro davanti a tutti, “a prendere in faccia il sole e il vento”, un pastore di futuro, che ci rassicura: voi appartenete ad un sistema aperto e creativo. Infatti, vivere è appartenere al futuro, perché l futuro lo tiene aperto lui, il pastore innamorato degli uomini.
Mons. Antonino Scarcione
martedì 2 maggio 2017
Il Consiglio Direttivo del nobile quartiere Monte Mira alla cerimonia di Salvatore Farina
Sabato 29 aprile alle ore 19:00, presso la Chiesa del Carmine (quartiere Casalotto), ha avuto luogo la celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo Mons. Rosario Gisana, di Ammissione all'Ordine Sacro del Diaconato Permanente di Salvatore Farina.
Salvatore Farina, già segretario generale Cisl, è in atto insegnante di religione ed in possesso di Licenza Teologica in Pastorale Sociale e del Lavoro; per anni a svolto la sua "missione pastorale" presso l'ex parrocchia degli Angeli Custodi, nel nobile quartiere Monte Mira, coadiuvando il compianto sacerdote don Alfonso Vinci.
Nel quartiere conosciuto da tutti ed apprezzato per la sua grande affabilità e disponibilità, Salvatore Farina ha lasciato un bel ricordo di se, e per tutto ciò, che il Consiglio direttivo del Quartiere, in occasione della sua Ammissione, non ha voluto fare mancare la propria vicinanza, partecipando alla cerimonia religiosa.
Di seguito alcuni scatti fotografici.
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