sabato 27 gennaio 2018
51^ Giornata Mondiale della Pace
UFFICIO DIOCESANO ECUMENISMO, DIALOGO INTERRRELIGIOSO E CUSTODIA DEL CREATO
“Migranti e rifugiati: Uomini e Donne
in cerca di Pace”
Giornata Mondiale della Pace. L’evento, coordinato dall’Ufficio Diocesano, si è articolato in due momenti. Il primo ruota attorno alla pace e valorizza le parole di Papa Francesco: ”Ho paura della guerra”, che potrebbe essere atomica. Contemporaneamente viene distribuita la foto del bambino di Nagasaki, che porta sulle spalle lo zaino, contenente il corpo del fratellino morto.
L’ inizio a S.Giuseppe con l’esecuzione di brani da parte degli studenti di musica dell’ Istituto Comprensivo “Falcone-Cascino”. Figurano anche alcuni segni: la colomba, il mappamondo, la menorah,la croce la Bibbia.
Il corteo, con la partecipazione di un folto gruppo di fedeli cattolici, avventisti ed ortodossi, si snoda per via Capizzi, attraversa la P.zza Europa, portando un ramoscello d’ ulivo.
Il secondo momento si caratterizza per i segni. Le catene di ferro del colonialismo, che tennero in schiavitù le popolazioni indigene dei Caraibi e quelle del mondo contemporaneo, che tolgono la dignità agli uomini dei nostri tempi: droga, alcool, mafia, corruzione, omicidi, femminicidi, bullismo…Gli altri segni: la menorah, il planisfero, la croce e la Bibbia.
Nelle letture dei brani dell’ A.e N. Testamento, si evince che la Parola di Dio fa cadere le catene del mondo contemporaneo (simbolicamente bruciate nel braciere), come ha distrutto quelle di metallo.
L’animazione è stata curata dal gruppo ecumenico, dal Nobile Quartiere Monte Mira, dalla schola cantorum della comunità avventista e da Luigi Bilardo.
Erano presenti: Padre Paci, Padre Bartolotta, Mons. Zagarella. Alla Presidenza: S.E.il Vescovo, Mons.Rosario Gisana, Padre Calin Radu e il Pastore Enzo Caputo. Mons. Antonino Scarcione, Delegato Vescovile, il Pastore Cobin e Silvano Pintus, hanno fatto degli interventi.
Filippo Rausa
Il Carnevale dell' Associazione “Giovani Orizzonti”.
I “Giovani Orizzonti“ organizzano il “Carnevale di Gioia“ L’Associazione “Giovani Orizzonti” ha programmato una serie di eventi per coinvolgere i ragazzi i giovani e le famiglie della città nel “Carnevale di Gioia”.
A partire da Sabato 3 febbraio alle ore20:30 presso i locali della chiesa San Pietro in occasione della Festa della Vita con il Saggio musicale a cura dei bambini e ragazzi dell’Oratorio, le feste per i bambini e ragazzi programmate nei giorni di mercoledì 7 febbraio alle ore15:30 presso il salone della parrocchia San Pietro e lunedì 12 febbraio alle ore 15:30 presso il salone della caritas con il patrocinio della CARITAS diocesana.
Prevista per sabato 10 febbraio alle ore 18:00 presso la sede dell’Associazione UNITALSI la festa per le famiglie del territorio.
Martedì 13 febbraio alle ore 15:30 i giovani si recheranno alla Casa di Riposo per anziani “Boccone del povero” dove animeranno con balli e canti che coinvolgeranno gli anziani ricoverati in collaborazione con l’associazione AVUULS di Piazza Armerina.
Prevista anche per domenica 11 febbraio una gita di carnevale presso la città di Acireale.
Per info 338.3934693
giovedì 25 gennaio 2018
La Morella Pneumatici azienda leader nel cuore di Sicilia
Siamo felici del riconoscimento alla Ditta La Morella Pneumatici che riserva anche il comprensorio del Calatino.
Una famiglia che è riuscita a creare impresa raccogliendo l'eredità di un grande uomo, vostro papà Vincenzo, che sin dall'inizio si è scommesso certo della capacità imprenditoriale dei suoi quattro figli, Diego, Renato, Alfonso e Francesco.
Professionalità e cortesia a braccetto con qualità e servizio fanno dell'azienda La Morella Pneumatici un unicum nel cuore della Sicilia, con rivendite e negozi a Piazza Armerina, Enna bassa e Caltagirone. Auguri di vero cuore.
LA MORELLA PNEUMATICI
ORGOGLIO DI PIAZZA ARMERINA
martedì 23 gennaio 2018
I Reperti archeologici devono tornare a casa, la consigliera Saffila chiede lumi alla Dirigente Susan.
Eppur "qualcosa" si muove, parafrasando la celebre frase pronunciata da Galileo Galilei al tribunale dell'Inquisizione; dopo anni di attesa, di finanziamenti persi per lungaggini burocratiche, di altri sfumati per altri cavilli, finalmente prendiamo atto che il finanziamento della musealizzazione di palazzo Trigona C'E'.
530 mila euro sono in cassa per essere spesi, speriamo che sia la volta buona, il problema se così lo possiamo definire è un'altro, la restituzione di tutti i beni archeologici, circa 2000, sparsi nei vari e diversi musei siciliani, Agrigento, Siracusa, per citare i maggiori.
Ma questa è un'altra storia,................................................................. Filippo Rausa
Articolo tratto da giornale La Sicilia, cronaca di Enna del 23 gennaio 2018 di Marta Furnari
La Consiglera Laura Saffila scrive al Direttore del Parco Archeologico Villa Romana del Casale per far riportare a casa la testa marmorea di dama Flavia,
Laura Saffila
Consigliere
Comunale
Piazza Armerina
Al Direttore Parco Archeologico Villa Romana del Casale - Architetto Giovanna Susan
Al Sindaco dott. Filippo Miroddi
Al Sig. Presidente del Consiglio Comunale
Ai Sigg. Consiglieri Comunali
E, p.c. Al Sig. Presidente Ass. Mira 1163
Al Sig. Presidente Nobile Quartiere Monte Mira
LORO SEDI
Oggetto: rientro bene archeologico testa marmorea dama Flavia
Egregio Direttore,
la scrivente Laura Saffila, consigliere comunale, facendo seguito ad una interrogazione trasmessa in data 3 luglio 2014 al Sindaco Filippo Miroddi e al Direttore che l’ha preceduta, Arch. Rosa Oliva, relativa alla restituzione della testa marmorea di dama Flavia, rappresenta che su tale problematica si svolse in data 23 ottobre 2014 un apposito Consiglio Comunale.
A tale riguardo, premesso che, la testa fu ritrovata dopo il trafugamento e posta sotto sequestro giudiziario, ed al momento è custodita presso una camera blindata alla Soprintendenza di Enna;
che, da luglio a settembre 2011, con permesso dell'autorità giudiziaria, la testa è stata in mostra al Museo Varisano nel corso dell'inaugurazione e della riapertura del museo medesimo;
preso atto che, da notizie di stampa, si è a conoscenza che è stato finanziato l’allestimento museale di Palazzo Trigona per cui si prevede la sua definitiva apertura a Museo Archeologico del Territorio e della Citta;
Con la presente, si chiede, di attivarsi affinché la testa marmorea della dama Flavia possa fare ritorno nel suo habitat naturale, Palazzo Trigona, al fine di potere essere esposta insieme a tutti gli altri pezzi archeologici rinvenuti nelle diverse campagne di scavo nella Villa Romana del Casale e nel suo comprensorio archeologico.
E’ superfluo sottolineare che la testa marmorea della dama Flavia arricchirebbe e darebbe più lustro, dal punto di vista storico-culturale alla nostra Città.
Inoltre, si rappresenta che, anni addietro il Comune di Piazza Armerina diede preciso incarico ad un Archeologo per il censimento e il monitoraggio nonché i luoghi di allocazione in altri musei di beni archeologici della Villa Romana del Casale e di altri siti archeologici del territorio.
Certa che la S.V. si adopererà per far sì che il dovuto rientro arricchirà la collezione museale e soprattutto darà la giusta valenza storica della città di Piazza Armerina, poiché attraverso i reperti si può conoscere i tanti e diversi passaggi culturali del territorio piazzese.
Si resta in attesa di una cordiale risposta e si porgono distinti saluti.
Laura Saffila
Consigliere Comunale
lunedì 22 gennaio 2018
Lo sai perché....Quanto dura l’amore?
Secondo recenti studi, anche la ricerca più volte si è interessata di capire e di stabilire quanto dura l’amore, quanti anni, quanti mesi, come e perché cambia, quali sono le probabili cause che portano alla rovina di una storia d’amore.
Inizialmente, ogni rapporto di coppia si sviluppa in modo favoloso, non si vedono i difetti del proprio partner e si risolvono gli eventuali litigi con più facilità; inoltre la voglia di condividere e di costruire è intensa.
Col passare del tempo, l’euforia iniziale si esaurisce e si diventa più lucidi ed è da lì in poi che si decide se una coppia durerà o scoppierà.
Secondo alcuni studiosi il periodo cosiddetto “magico” dell’amore va dai quattro ai sei anni.
Dopo tale periodo incomincerebbero ad interrompersi le alchimie. Secondo altri studiosi sarebbe la proteina NGF, Nerve Growth Factor, quella che determina lo stato di euforia iniziale tipica dell’innamoramento e ne comporterebbe l’affievolimento o la sua diminuzione dopo circa un anno.
Gli studiosi però ci rassicurano: l’amore fortunatamente non finisce allo scadere dell’anno, dato che ad una fase più “acuta” dell’innamoramento, ne succedono molte altre, altrettanto piacevoli e soddisfacenti.
Dopo questo periodo, nel nostro organismo si stabilizzano i livelli di feniletilamina e l’euforia che viene vissuta dalla coppia tende a scemare. Molto spesso dopo questo periodo, siamo indotti a tornare a livelli normali di feniletilamina.
Ciò può portare a condizioni e percorsi differenti per i due innamorati ed in alcuni casi a segnare molto spesso la fine di un rapporto di coppia.
Questa fase metterebbe a dura prova qualsiasi rapporto. Molto spesso, in tale fase, si è portati alla ricerca di un’altra conquista e a ricreare gli effetti euforizzanti della feniletilamina.
La persona che viene lasciata, invece, oltre a vivere una bella batosta, si troverà in deficit di feniletilamina e soffrirà del cosiddetto “mal d’amore” ma fortunatamente non sempre tutti si lasciano.
domenica 21 gennaio 2018
La Domenica con Gesù, III del Tempo Ordinario /B
……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale
“…Ancora quaranta giorni e Ninive sarà distrutta…I cittadini di Ninive credettero…Dio vide…che si erano convertiti…” Gn 3, 1-5.10 .
“ …Fratelli, il tempo si è fatto breve…passa infatti la figura di questo mondo! “ 1 Cor 7,29-31.
“…Il tempo è compiuto…convertitevi e credete nel vangelo…” Mc 1,14-20.
Ecco, qui, concentrati in poche righe, tanti avvenimenti: l’arresto di Giovanni, Gesù che ne assume il testimone, la Parola di Dio che non può essere “imprigionata”, il lago, le barche, i primi discepoli. La prima caratteristica, che Marco evidenzia, è, certamente, la seguente: l’ uomo, adesso, viene raggiunto da una misteriosa forza, che lo “obbliga” a partire, a lasciare la casa, la famiglia, il clan, il paese, tutto.
Il primo atto, registrato dal Vangelo, è l’ itineranza di Gesù. Infatti, Egli ha per casa la strada.
La seconda caratteristica è, invece, la proclamazione del Vangelo di Dio (= Dio come una bella notizia).
Questo non era ovvio. Infatti, non tutta la Bibbia è Vangelo, una bella e gioiosa notizia; talvolta è minaccia e giudizio, precetto e ingiunzione. Ma ora la caratteristica nuova del giovane rabbì (= maestro) itinerante è proprio il Vangelo, parola che conforta, libera e fa fiorire.
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| San Giovanni Battista in prigione - Giovanni di Paolo, Art Institut (Chicago) |
Gesù passa e dietro a Lui c’è una scia di profumo primaverile, un’ eco, in cui vibra la gioia: la felicità, cioè, è possibile.
Come, opportunamente, afferma E.Ronchi, la bella notizia viene raccontata così: il regno di Dio (= il mondo, cioè, come Dio lo sogna) è vicino. Perché Dio ci ha raggiunti, è già qui. Ma a quale Dio ci si riferisce ? Vediamo che Gesù ce ne mostra il volto:
Egli libera, guarisce, purifica, perdona, toglie barriere, ridà la pienezza di relazione anche agli esclusi. Ed, inoltre, Gesù, per farci acquisire il regno di Dio, invita alla conversione: “Convertitevi e credete nel Vangelo.
La conversione viene descritta come un rendersi conto che “si è sbagliato strada e che la felicità è altrove”. Essa, quindi, equivale a “girarsi verso la luce”, come fa un girasole, che ad ogni alba, si rimette “sui sentieri” del sole.
Camminando lungo il mare di Galilea, Gesù vide Simone ed Andrea, mentre gettavano le reti. Notiamo che Egli cammina senza fretta e senza anzia sulla riva, quasi tra terra e acqua, che fanno pensare a partenze e approdi.
E’ proprio qua che chiama quattro pescatori e dice: vi farò pescatori di uomini, di ciò che di più umano, bello, grande e luminoso ogni uomo porta nel cuore.
Mons. Antonino Scarcione
martedì 16 gennaio 2018
E poi arriva lei....
La luna, tutta imbiancata, dà il meglio di sè a rischiarar la chiesa madre della Diocesi di Piazza Armerina. W Maria SS. delle Vittorie
2018 l'Anno che sarà.....
Il 2018 è ormai entrato e già si preannuncia carico di emozioni ed aspettative.
Ciò che accade nella vita di tutti i giorni è la conseguenza delle azioni presenti o passate.
Con tanta passione, in tutti questi anni noi ci abbiamo messo il cuore e la faccia e siamo pronti come non mai a dare linfa e guida al nostro nobile ed antico quartiere Monte Mira che umilmente ci onoriamo di rappresentare.
Il destino è nelle nostre mani, tutto dipende da Noi, e dalla volontà di costruire un futuro migliore.
Filippo Rausa
Il Bed&Breakfast, Come si fa?.....
L’obiettivo di trasformare la propria casa in una struttura micro-ricettiva a carattere familiare.
I Bed&Breakfast (dall’inglese: letto e colazione) sono abitazioni private dove i proprietari oltre a mettere a disposizione per le permanenze a breve termine una o più stanze e un bagno privato o in condivisione, forniscono l’occorrente per il pernottamento, il servizio di prima colazione e di pulizia della camera.
Lanciarsi in un’avventura come quella di affittare la propria abitazione è un passo impegnativo, con i consigli giusti però l’esperienza potrebbe rivelarsi proficua. In primo luogo è bene verificare che nel regolamento condominiale non sia presente la clausola che vieta ai condomini un uso dell’immobile rumoroso o tale da turbare la tranquillità. Questa clausola potrebbe fermare il processo? In realtà no, può solo causare qualche problema con l’amministratore in caso di schiamazzi
Tuttavia l’esistenza della clausola in se non è sufficiente a impedire l’apertura di un b&b o di un affittacamere, apertura che pertanto deve ritenersi sempre lecita. La legge consente a chiunque di aprire un B&B all’interno del proprio appartamento e riutilizzare al meglio qualche stanza sfitta nella propria casa.
Alcuni punti devono essere comunque rispettati per poter aprire un B&B accogliente a norma di legge. In primo luogo presentare la Scia (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), reperibile tramite Internet o presso lo sportello SUAP (Sportello Unico delle Attività Produttive) del vostro Comune di pertinenza.
Poi vanno allegati i documenti necessari, se indicati dalla normativa regionale (ad esempio la planimetria dell’abitazione, l’atto di proprietà o di affitto dell’immobile, eventuale copia della polizza di assicurazione di responsabilità civile a favore dei clienti). Ed infine iscrivere la struttura presso le locali A.A.P.I.T. o gli Uffici Turistici, per la sua classificazione e per la comunicazione degli ospiti alle Autorità di Pubblica Sicurezza.
In genere il numero massimo di camere consentito per godere delle facilitazioni fiscali (ad esempio, non c’è bisogno di aprire una partita Iva) va da tre a sei, con un numero massimo di posti letto che varia da sei a, comunque, meno di 20 (in questo occorre esaminare in dettaglio le normative regionali). Considerando che, in media, si richiede una dimensione minima di 8 mq per la camera singola e 14 mq per la doppia, ipotizzando di voler offrire cinque camere (tre doppie e due singole) si ottiene un minimo di 58 mq, a cui vanno aggiunte le parti comuni, che possono variare a piacere (con requisiti minimi imposti dalle diverse normative).
Si può scegliere di dotare ogni camera di un bagno privato, ma nella maggior parte dei casi il bagno è in comune (con un numero massimo di camere per ogni bagno). Ipotizzando anche uno spazio condiviso in cui consumare la colazione _ che è obbligatorio fornire _ ma tenendo presente che non è richiesta una vera e propria “sala colazioni”, bensì uno spazio in cui gli ospiti possano avere accesso alle bevande e agli alimenti, si può tranquillamente affermare che una dimensione di circa 120 mq è più che sufficiente per avviare un buon livello di attività.
VILLA DELLE MERAVIGLIE - PIAZZA ARMERINA
La Villa delle Meraviglie a Piazza Armerina, a pochi minuti dalla Villa Romana del Casale, rappresenta uno scorcio della vita nobiliare di fine '800, all'interno troverete una bella collezione di maioliche medioevali, Quadri e sculture rinascimentali, un arredo gotico e barocco tipico della bella nobiltà siciliana e tanto tanto altro ancora.
Un passaggio obbligato unitamente alla visita della Villa Romana del Casale di Piazza Armerina.
domenica 14 gennaio 2018
Il 2020 possibile ANNO DEI GIOCHI STORICI come un PATRIMONIO DEL PAESE DA VALORIZZARE
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| L'On. Ermete Realacci e il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni |
IL MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI E DEL TURISMO CONDIVIDE LA PROSPETTIVA DI PROCLAMARE IL 2020 ANNO DEI GIOCHI STORICI COME UN PATRIMONIO DEL PAESE DA VALORIZZARE
Il Ministero di Franceschini condivide la prospettiva di proclamare il 2020 Anno dei giochi storici, essendo questi un patrimonio del Paese da valorizzare; la scelta spetterà ovviamente al prossimo governo.
Cortei in costume, rievocazioni e giochi storici si svolgono in tutta Italia e rappresentano un potente strumento per rafforzare le identità dei nostri territori e un turismo diffuso e sostenibile che si orienta verso i borghi, un settore che secondo i dati è in costante crescita.
Per questi motivi, come previsto dalla mia proposta di legge AC 66 andrebbero promossi e valorizzati proclamando il 2020 anno delle rievocazioni e dei giochi storici.
La validità e fondatezza della mia proposta viene ribadita dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo in risposta a una mia interrogazione in cui sollecitavo, dopo l’Anno del cibo nel 2018 e l’anno del turismo lento previsto nel 2019, la proclamazione del 2020 come anno delle manifestazioni dei cortei in costume.
Il Mibact condivide l’importanza del tema e ricorda l’istituzione del Fondo per le rievocazioni storiche istituito con la legge 232/2016, che prevede una dotazione di sei milioni di euro nel triennio 2017-2019, e il riconoscimento di carnevali e rievocazioni storiche nel nuovo Codice dello Spettacolo.
Il Ministero concorda anche sulla necessità, come chiesto in un mio ordine del giorno accolto, di istituire un albo nazionale delle manifestazioni, dei cortei in costume, delle rievocazioni e dei giochi storici e di prevedere forme di deducibilità e detraibilità delle erogazioni agli enti promotori delle stesse.
Comunità, territori, tradizione e innovazione sono la chiave per affrontare il futuro
On. Ermete Realacci
Articolo tratto dalla pagina dell'On. Realacci, PRESIDENTE della VIII COMMISSIONE (AMBIENTE, TERRITORIO E LAVORI PUBBLICI).
sabato 13 gennaio 2018
La Domenica con Gesù, II del Tempo Ordinario /B
……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale
I suoi discepoli, sentendolo parlare così, seguirono il Signore. Essi lasciano il Battista e seguono Gesù, perché dentro di sé avvertono il bisogno di pienezza di vita e di liberazione.
Testi: “…Venne il Signore, stette accanto a lui e lo chiamò…Samuele, Samuele ! Samuele rispose subito: Parla, perché il tuo servo ti ascolta…” I Sam 3,3b-10.19 .
“…State lontani dall’ impurità !...Chi si dà all’ impurità, pecca contro il proprio corpo…il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo, che è in voi…” I Cor 6,13c-15a.17-20 .
“…Giovanni…fissando lo sguardo su Gesù…disse: Ecco l’ agnello di Dio !...Gesù…osservando che essi lo seguivano, disse loro: Che cosa cercate ? …erano circa le quattro del pomeriggio…Abbiamo trovato il Messia (=il Cristo )…” Gv 1,35-42.
Nel libro dell’ Esodo Dio comanda, ad ogni famiglia israelita, di prendere un agnello, ucciderlo e mangiarlo. Perché la carne dell’ agnello avrebbe trasmesso l’ energia necessaria per il cammino verso la terra della libertà e il sangue li avrebbe preservati dal passaggio dell’ angelo sterminatore, che avrebbe seminato la morte. Vediamo che Giovanni Battista, indicando Gesù, rivolto a due dei suoi discepoli, disse loro: “Ecco l’ agnello di Dio”. Il Battista è consapevole che la carne di Gesù darà loro la capacità, la forza e l’ energia, per iniziare questo cammino di liberazione totale. E il sangue li libererà dalla morte per sempre.
I suoi discepoli, sentendolo parlare così, seguirono il Signore. Essi lasciano il Battista e seguono Gesù, perché dentro di sé avvertono il bisogno di pienezza di vita e di liberazione.
Infatti, Gesù, che va incontro ai desideri degli uomini, vedendo che questi lo seguono, disse loro: “Che cosa cercate ? “ . Non chiede: “Chi cercate ?”. Poiché, se essi cercano la pienezza della vita o la risposta al proprio desiderio di felicità, lo possono seguire, ma se cercano onori, potere e ricchezza, certamente rimarranno delusi.
Gli risposero: “Rabbì” (=maestro), dove abiti? “ Gesù rispose: “Venite e vedrete”. Il luogo dove Gesù dimora non può conoscersi “per sentito dire”, bensì, attraverso un’ esperienza, perché Gesù dimora nella pienezza dell’ amore divino.
Andarono e quel giorno rimasero con lui. Ora i discepoli vanno ad abitare con Gesù, ma poi, come afferma lo studioso Alberto Maggi, sarà Gesù, che chiederà ai discepoli di dimorare in loro. Infatti, dirà: “A chi mi ama, io e il Padre mio verremo in lui e prenderemo dimora in lui”. Avviene, cioè, una fusione tra i discepoli e Gesù, per diventare un’ unica realtà, che indichi la manifestazione di Dio.
L’ evangelista afferma, inoltre: Erano circa le quattro di pomeriggio. Con i primi discepoli inizia, quindi, una nuova realtà. Uno dei due, che avevano seguito il Signore, era Andrea. Egli incontrò suo fratello Simone e gli disse: “Abbiamo trovato il Messia (=il Cristo). Fissando lo sguardo su di lui, quindi, Gesù svela la realtà più profonda: “Tu sei Simone, il Figlio di Giovanni”. Ma chi è questo Giovanni, a cui si riferisce Gesù ? E’ Giovanni Battista. Anche Simone era discepolo di Giovanni Battista, anzi il discepolo migliore. Per questo Gesù lo chiama “il figlio”. Era, infatti, il discepolo modello del Battista. E Gesù, fissandolo, svela la realtà più profonda: “Sarai chiamato Cefa”, che significa Pietro. Ad indicare la durezza, la cocciutaggine e la testardaggine. Per ora questo soprannome rimane misterioso , ma andrà svelandosi durante il resoconto del vangelo, perché vedrà sempre questo discepolo essere contrario, in opposizione a quello che Gesù farà.
Mons. Antonino Scarcione
Il Dott. Galati chiede il perché il distributore di benzina in piazza De Gasperi non sia stato ancora smantellato
Riceviamo e Pubblichiamo
Relativamente allo smantellamento del distributore di benzina di piazza Alcide De Gasperi, per ripristinare la piazza e fare posto ad una rotonda per lo snellimento del traffico urbano, il Dott. Francesco Galati invia all'Amministrazione Comunale, al Sig. Sindaco, all'Assessore ai Lavori Pubblici nonché al responsabile dell'ufficio Tecnico la presente nota di seguito riportata.
Naturalmente questo Comitato di quartiere Monte Mira, nel condividere l'impegno del Dott. Francesco Galati, sin da ora, sottoscrive il presente documento, certi che anche i presidenti degli altri tre quartieri Castellina, Canali e Casalotto appena verranno notiziati sull'argomento, nel condividere detta istanza, apporranno il loro placet.
Egg.i Sigg.,
lo scrivente nella qualità di Presidente della associazione Culturale MIRA 1163 rappresenta che:
a seguito informazioni risulta che agli atti insiste apposito progetto di recupero della piazza Alcide De Gasperi ove insiste una stazione per l'erogazione della benzina e derivati. Che la stessa deve essere smantellata per far posto ad una opera pubblica essenziale ai fini turistici per lo scorrimento dei bus e autoveicoli fermo restando che la risoluzione porterà beneficio non solo alla circolazione automobilistica ma anche all'immagine della Città;
da informazioni desunte risulta che il titolare abbia fatto ricorso al TAR e che non abbia presentata istanza di sospensiva di chiusura della struttura.Tale atto di mancata richiesta di sospensiva autorizza la pubblica amministrazione ad effettuare un intervento di immediata diffida di chiusura con il solo tempo necessario di svuotamento delle cisterne.
Si ribadisce che trattasi di interesse pubblico e che il tergiversare porta ad un interesse in favore del privato che per dirla in parole povere si fa un illecito arricchimento del privato a scapito di un interesse pubblico e che il recupero della piazza è di primaria importanza per la viabilità.
Certo che l'interesse primario della nostra Città venga posto in ambito superiore a qualsiasi interesse, sempre e comunque nel rispetto della legge, si porgono i più cordiali saluti.
In attesa di una risposta alla presente
f.to Francesco Galati ( Presidente MIRA 1163)
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