"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)



Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

venerdì 23 marzo 2018

Ennesimo successo per la Tavola di San Giuseppe del nobile quartiere Monte Mira

Lunedì sera si è conclusa nel migliore dei modi la XIV edizione della Tavola di San Giuseppe, che ha riscosso un successo di critica, pubblico e di partecipazione; il lavoro sinergico dei soci ha coronato ancora una volta le aspettative di quanti aspettavano con fervore questa nuova edizione della Tavola di San Giuseppe, tra le più imponenti realizzate in città.

Il vice preside Totuccio Oliva, con grande soddisfazione sottolinea il certosino lavoro svolto nelle settimane precedenti, la sensibilizzazione degli operatori della panificazione, delle attività artigianali e commerciali e di quanti privati anno offerto il pane e le pietanze è stata determinante, perché ha permesso di imbandire una Tavola ricca di ogni ben di Dio.

La Tavola di San Giuseppe, è stata imbandita già dalle prime ore di domenica 18 marzo; nel corso della serata alla presenza di mons. Antonino Scarcione, di alcune suore della Sacra Famiglia della chiesa della madonna della neve, dei soci del quartiere e di tanti quartieranti presenti per l'occasione, sono state recitate le lodi a san Giuseppe e il santo Rosario.

Lunedì 19, è stata la giornata apicale della manifestazione con un vie vai di cittadini, di scolaresche, gli assistiti del centro Aias, le delegazioni dei quartieri Casalotto, Castellina, che lungo tutta la giornata si sono portati nei locali della sede per ammirare la maestosità della tavola.
Un giorno di festa vero è proprio che ha segnato tre momenti importanti, il primo alle ore 12:00 con il banchetto della Sacra Famiglia, San Giuseppe interpretato da Filippo Purrazza, la Madonna interpretata da Laura Saffila e Gesù da Nicolò Castoro.

Alle 16:30 con l'arrivo del Vescovo mons. Rosario Gisana e delle autorità, il Maggiore dei Carabinieri Vincenzo Bulla, il Sindaco dott. Filippo Miroddi, ha avuto luogo la cerimonia di saluto e benedizione, il presidente del quartiere, Filippo Rausa, ha ringraziato per la generosità mostrata tutti i panificatori per il pane donato, le attività artigianali, commerciali, le famiglie, la Fidapa, i vari sponsor che con il loro lavoro, hanno contributo nel sostenere l’iniziativa.

Rausa, inoltre si è soffermato ringraziando le suore dell’Istituto della Neve, i componenti del Comitato di quartiere che si sono adoperati per i vari lavori di preparazione della tavola.

E seguito l'intervento del Vescovo con la successiva benedizione di tutti gli alimenti presenti nella Tavola di San Giuseppe. a seguire gli interventi di saluto del Sindaco, del Maggiore dei Carabinieri, e dei rappresentanti della Fidapa.
Alle 18:00 circa, la pregevole Tavolata imbandita, ha deliziato i palati delle migliaia di persone che hanno affollato per circa un'ora e mezza i locali della sede.
Per la cronaca le tavole di San Giuseppe realizzate in città sono state undici, di cui cinque realizzate nel territorio del quartiere Monte, quella appunto del Comitato, della Caritas con l’Associazione Il Girasole, dei Giovani Orizzonti, nei locali attigui alla chiesa della Madonna della Neve, del gruppo Tre Effe, nei locali attigui alla Cattedrale e una privata a cura della famiglia Rausa-Giarrizzo.

Si ringrazia la ditta, Tipografia Bologna di Francesco Di Bartolo, per avere realizzato e donato al nobile quartiere, il banner che pubblicizza la prestigiosa Tavola di San Giuseppe.






























mercoledì 21 marzo 2018

Via Crucis cittadina sino al Calvario


A una settimana dal Venerdì Santo, così come da trentennale tradizione, avrà luogo Venerdì 23 marzo dalle ore 18,00 con partenza dalla Collegiata del SS. Crocifisso, la Via Crucis cittadina. 

Dalle ore 18.00 alle ore 22.00, la processione religiosa guidata dalla Confraternita del SS. Crocifisso si snoderà per le vie del centro storico interessando alcune arterie principali dei quartieri Monte, Castellina e Canali.

Il lungo corteo percorrerà il seguente itinerario: Piano Crocifisso, Largo San Martino, via San Martino, piazza don Michele Nicosiano, via Campagna di San Martino, via Stradonello, via Mendoza, Largo Capodarso, Piazza Garibaldi, via Marconi, via Garibaldi, discesa Santo Stefano, via Monsignor Sturzo, via Salvatore Principato, Salita Cappuccini, Piano Sant’Ippolito, ove è ubicato il grande Calvario. 

Oltre alla Confraternita parteciperanno alla solenne processione, le Associazioni dei Portatori, delle Portatrici, il Gruppo dei Lamentatori, i vari gruppi parrocchiali e il popolo di Dio. 

                                                                                                 Filippo Rausa


lunedì 19 marzo 2018

L'Aforisma della Settimana


Lo sai perché....applaudiamo per manifestare approvazione?


Un modo per manifestare la propria approvazione è sicuramente l’applauso che sin dall’antichità era la maniera più usata per esternare il proprio consenso verso una o più persone. 
Se si considera il punto di vista antropologico, l’applauso è indicato come metafora dell’abbraccio inteso come “abbraccio manifestato a distanza”.

Le antiche testimonianze dell’applauso risalgono già ai tempi del teatro classico greco dove si era soliti esternare il proprio consenso attraverso l’uso di rumori, battendo le mani, pestando i piedi o urlando. Anche i romani, ai loro tempi, usavano applaudire ma con un entusiasmo che veniva sempre portato all’estremo: applaudivano i gladiatori che vincevano le battaglie nelle arene, battendo i palmi delle mani producendo un suono secco e forte, simile ad uno scroscio. 
Lo stesso imperatore Augusto dovette decidere di mettere, durante i giochi, un disciplinatone per regolare l’enfasi degli applausi. Invece ai tempi dell’antica Mesopotamia, l’applauso era usato per nascondere le urla delle vittime sacrificali.

Tornando ai giorni nostri, si è soliti applaudire dopo recite teatrali anche a scena aperta, spettacoli, concerti e momenti sportivi dove si plaude il nostro campione preferito. 
Inoltre in altre particolari occasioni, l’applauso viene usato anche in ricordo delle vittime della mafia, caduti in guerra, vittime di attentati, di incidenti gravi, catastrofi o per omaggiare personalità illustri scomparse durante funzioni o situazioni pubbliche.

Esiste anche il cosiddetto “applauso alla russa”, che consiste nel vedere l’oratore unirsi all’applauso del suo pubblico presente in sala. Questo modo di applaudire è nato e diffuso in Russia e veniva utilizzato durante i convegni del comitato centrale del Partito Comunista dell’Unione Sovietica.

sabato 17 marzo 2018

"VII Tavolata di San Giuseppe" - Ass.ne Giovani Orizzonti

Domenica 11 marzo presso i locali della chiesa di San Pietro a Piazza Armerina si è svolta la giornata di ritiro interparrocchiale per i ragazzi e giovani promossa dall' Associazione Giovani Orizzonti. Grande partecipazione dei ragazzi accorsi numerosi per l'iniziativa. 
Il Prossimo appuntamento, promosso dalla comunità dei giovani orizzonti, sarà nei giorni 18 -19 marzo in occasione della Festa di San Giuseppe, dove sarà organizzata la VII edizione della Tavolata di San Giuseppe. L'altare sarà allestito presso i locali dell'Istituto Suore della S. Famiglia annesso alla Chiesa Madonna della Neve. Lunedì 19 marzo alle ore 16,40 il vescovo Rosario Gisana e il sindaco Filippo Midoddi interverranno con un messaggio rivolto alle famiglie.
La tradizionale iniziativa avrà anche la collaborazione delle associazioni AVULSS, UNITALSI, ANTEAS con la grande partecipazione dei giovani e delle famiglie dell'Oratorio. La raccolta dei generi alimentari sarà destinata alle famiglie bisognose del territorio.

Davide Campione - Presidente Ass.ne G. Orizzonti



La Domenica con Gesù, V di Quaresima / B

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“…Concluderò un’ alleanza nuova e non ricorderò più il peccato…” Ger 31,31-34 . 
“…Imparò l’ obbedienza e divenne causa di salvezza eterna…” Eb 5,7-9 . 
“…Se il chicco di grano caduto in terra muore, produce molto frutto…” Gv 12,20-33.

“Vogliamo vedere Gesù”. E’ proprio la domanda tipica dei “cercatori di Dio”. Essa è, certamente, anche la mia domanda. Gesù stesso risponde: Se volete capire me, guardate il chicco di grano; se volete vedermi, guardate la croce. Il chicco di grano e la croce sono, quindi, la sintesi del profilo di Gesù. Notiamo che Il verbo “morire” balza, subito, in evidenza per la sua valenza emotiva: Se non muore, oppure, se muore. Ma lo scopo, verso cui tende la frase, è quello di “produrre”: il chicco produce molto frutto. L’ accento non è sulla morte, bensì sulla vita.

Osserviamo, attentamente, qualsiasi seme: esso sembra secco, spento e inerte. Caduto in terra, il seme, in realtà, non marcisce né muore; queste sono soltanto metafore. Infatti, nella terra sopraggiunge un lavorio meraviglioso: è il dono di sé. Il chicco offre al germe il suo nutrimento, come una madre offre al bambino il proprio seno.

La seconda immagine dell’ autopresentazione di Gesù è quella della croce: Quando sarò innalzato attirerò tutti a me. Mi chiedo, con che cosa mi attira il Crocifisso ? Con i miracoli ? Col suo corpo piagato ? Mi attira con la sua grande bellezza, quella dell’ amore. Ogni gesto d’ amore è sempre bello. Bello è Colui che ami e che ti ama: Gesù.

“A un Dio umile, dice Papa Francesco, non ci si abitua mai”. Come, incisivamente, afferma E. Ronchi, “Dio ama racchiudere il grande nel piccolo; l’ universo nell’ atomo; l’ albero nel seme; l’ uomo nell’ embrione; la farfalla nel bruco; l’ eternità nell’ attimo; l’ amore in un cuore; sé stesso in noi”.

                                                                            Mons. Antonino Scarcione


martedì 13 marzo 2018

Preparazione alla Pasqua 2018. Riflessioni dettate da don Luca e dal Vescovo





Ente qualificato per la formazione del Personale della scuola ai sensi della Direttiva n.170/2016.
SEZIONE di PIAZZA ARMERINA

Piazza Armerina, 13/03/2018
AI SIGG. DIRIGENTI E DOCENTI
SCUOLE E ISTITUTI SEC. DI I E II GRADO
PRESIDENTI, DIRETTIVO E SOCI UCIIM E UCIIM GIOVANI
PRESIDENTI ASSOCIAZIONI E SOCI
CAVALIERI E DAME O.E.S.S.I.
FIDAPA
CIF
ROTARY
QUARTIERI STORICI E SOCI
CITTA’

OGGETTO: Invito partecipazione Incontri in preparazione alla Pasqua.
 
Preg.mi Signori,
Mi è particolarmente gradito invitare le LL.SS. Ill.me a voler partecipare agli Incontri in preparazione alla S.Pasqua. Le meditazioni verteranno sulla “Dei Verbum” e saranno dettate dal nostro Vescovo, S.E. Mons. Rosario Gisana e dal Prof. Don Luca Crapanzano, Rettore del Seminario.
PROGRAMMA – INVITO
LUNEDI' 26/03/2018
Ore 18.00 - Cappella del Seminario, I Piano
S. Messa. Meditazione sulla “Lectio Divina come incontro con Dio” - Prof. Don Luca Crapanzano.
MARTEDI' 27/03/2018
Ore 18.00 - Cappella del Seminario, I Piano
S. Messa. Meditazione sulla: “La parola cresce con chi legge” - Prof. Don Luca Crapanzano.
MERCOLEDI' 28/03/2018
Ore 18.00 - Cappella del Seminario, I Piano
S. Messa. Meditazione sulla: “La parola che illumina il presente” – S.E. Mons. Rosario Gisana.
P.S. Con l’occasione, verranno fornite informazioni sui lavori dell’ erigenda biblioteca del Seminario
                                                                            Grati per l’attenzione, Vi porgiamo un caloroso saluto
                                                                                              Mons. Antonino Scarcione

lunedì 12 marzo 2018

L'Aforisma della Settimana


Lo sai perché....si usa il codice SOS per le chiamate di soccorso?


Il codice SOS viene utilizzato per la sua semplicità ad essere recepito, anche dai meno esperti, durante le chiamate di soccorso nelle comunicazioni telegrafiche ed acustiche. 
Si tratta di un codice facile da trasmettere e inconfondibile, essendo formato dalla sola successione di tre punti, tre linee e tre punti (• • • – – – • • •).

Utilizzato nel 1906 per la prima volta e, a livello internazionale, nella seconda conferenza radiotelegrafica internazionale svoltasi a Berlino per sostituire il segnale CQD di più difficile interpretazione. 
Ma già un anno prima della sua messa in uso, il governo tedesco utilizzò questa sequenza Morse, tre punti, tre line e tre punti, come segno universale di richiesta di soccorso. 
Le tre lettere SOS si rifarebbero alle iniziali della frase inglese “save our souls” (salvate le nostre anime) o ad acronimi del tipo “Save Our Ship“.

In Italia invece SOS si rifà ad acronimi del tipo “Salvateci O Soccombiamo” o “Soccorso Occorre Subito”. L’SOS più famoso della storia della navigazione è quello che fu lanciato, poco prima di affondare, dal Titanic, raccolto dalla nave Carpathia, ma che giunse a destinazione troppo tardi per evitare il disastro e salvare la nave e la maggior parte dei passeggeri. In ogni caso, la chiamata di soccorso ha la precedenza assoluta su tutte le altre comunicazioni.

SOS nel Codice Morse è una sequenza veloce
da trasmettere e semplice da recepire
Invece, per le richieste di aiuto immediato da parte di un velivolo o di un’imbarcazione, attraverso la diffusione delle comunicazioni radiofoniche, utilizziamo il codice Mayday. Questo segnale internazionale si basa sull’enunciare la parola Mayday che deriva dalla pronuncia delle ultime parole della frase francese “venez m’aider” (venite ad aiutarmi). In ogni caso, nella storia della navigazione e dell’aeronautica, l’introduzione delle comunicazioni radio ha contribuito di gran lunga a salvare migliaia e migliaia di vite umane, trovatesi in situazioni di difficoltà sia in mare che in cielo.

domenica 11 marzo 2018

Un successo la seconda edizione della raccolta di Generi Alimentari per i più bisognosi

Un grande successo la II^ edizione della RACCOLTA ALIMENTARE di Venerdì 9 e Sabato 10 Marzo, ancora una volta il gruppo dirigente del nobile quartiere ha centrato l'obbiettivo prefissato, e grazie alla grande generosità dei Piazzesi ha consentito di raccogliere diverse centinaia di kg. di alimenti donati dalle migliaia di cittadini che si sono recati presso il supermercato DECO' di Piazza Armerina, di via Manzoni.

Un bellissimo risultato, ha commentano Filippo Rausa, Presidente del Nobile Quartiere Monte Mira, grazie alla disponibilità dei soci che nella due giorni hanno fatto azione di sensibilità a quanti concittadini si sono recati a fare la tradizionale spesa del fine settimana, sono stati raccolti diverse centinaia di kg. di alimenti di prima necessità.

I soci del quartiere hanno chiesto e ottenuto da molti clienti del supermercato Decò diversi alimenti di primo consumo, tra i prodotti maggiormente donati dalla grande generosità dei piazzesi ci sono pasta, latte, pomodoro, riso, legumi, zucchero, biscotti, omogeneizzati e pannolini.

Lo slogan della raccolta "Un piccolo gesto di carità per una Pasqua di solidarietà", ha sortito i suoi effetti, ed è stato ancor più bello sentirsi ringraziare dai tanti clienti per l'impegno e per tutto ciò che stavamo facendo per le famiglie meno abbienti.

Per tutti è stata un'occasione unica di crescita personale, che ci ha permesso di sperimentare sul campo valori come la solidarietà e la condivisione e di riscontrare come gran parte dei nostri concittadini ha manifestato uno spontaneo sentimento di generosità al fine di aiutare le fasce più deboli della comunità, anche in un periodo di forte difficoltà generale come quello che tutti stiamo attraversando.

I prodotti raccolti, vista la concomitanza di tante iniziative del mese di Marzo, verranno distribuiti nei giorni successivi la Tavola di San Giuseppe di giorno 19 p.v.,  presso i locali della sede del quartiere di via Floresta (con molta probabilità a
partire da mercoledì 21 marzo, dalle ore 17:00), saranno consegnati e destinati a tutte quelle famiglie che in questo momento storico sono in difficoltà economica, al fine di alleviare, la dove è possibile, quel disagio di povertà, inoltre verranno distribuiti a tutte quelle persone in condizione di grave marginalità.

A tutti sarà richiesto, oltre alla sottoscrizione dello stampato che attesta gli alimenti che si consegnano, una fotocopia della carta d'Identità.

Sono state due giornate molto impegnative, all'unisono, i vice presidenti del quartiere Salvatore Oliva e Filippo Purrazza affermano, ma senza ombra di dubbio, questa è un'esperienza da ripetere negli anni a venire, sopratutto considerata l'importanza dello scopo benefico che vi sta alla base.

I soci che nella due giorni si sono adoperati sono: Salvatore Oliva, Valeria Aloi, Lidia Purrazza, Giuseppe Bandiera, Valentina Conti, Pino Parlascino, Tony Amato, Osvaldo Scarcelli, Filippo Purrazza, Filippo Aloi, Bruno Aronica, Enzo Conti, Alfredo Bandiera, Filippo Rausa.

Il numero dei soci del quartiere coinvolti, a cui va un grazie di cuore, la risposta solidale dei concittadini che hanno contribuito al raggiungimento del risultato e la fattiva disponibilità della grande azienda dei F.lli Arena, titolari della catena di supermercati DECO', del direttore del punto vendita, Emanuele Cannizzo, che simpaticamente ci ha "sopportati e supportati", dei suoi collaboratori tutti; dimostrano che l’iniziativa del Nobile Quartiere Monte Mira gode della fiducia delle persone, tutto ciò è ovviamente motivo di orgoglio e soddisfazione, e ci incoraggia sempre più a proseguire sulla strada intrapresa intensificando l’impegno rivolto a chi nella nostra comunità, ma non solo, sta vivendo una situazione difficile e desidera superare questo momento.

Un ringraziamento alla Tipografia Bologna di Francesco Di Bartolo, per avere donato i manifesti e le locandine dell'iniziativa.









La Domenica con Gesù, IV di Quaresima / B

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“…I capi di Giuda, i sacerdoti e il popolo moltiplicarono le loro infedeltà…e contaminarono il tempio…” 2 Cr 36,14-16.19-23 .
“…Dio ricco di misericordia…da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo…” Ef 2,4-10 .
“…Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’ uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna…” Gv 3,14-21.

Il brano del vangelo odierno è costituito da una parte del dialogo tra Gesù e Nicodemo: per questo appare opportuno percorrere, idealmente, il cammino, che Giovanni offre al suo lettore, chiedendogli di identificarsi con Nicodemo. Giovanni, infatti, vuole coinvolgere il lettore, portandolo ad “essere” Nicodemo, a porsi una domanda essenziale: come è possibile questo ? Come può accadere che l’ umanità si salvi, sollevando lo sguardo al Figlio di Dio “innalzato” (=Crocifisso)?

Ecco la risposta di Gesù: “Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’ uomo, perchè chiunque crede in lui abbia la vita eterna”. Vediamo, quindi, che Gesù “sfida” il Nicodemo, che vive in noi, affermando che non esiste relazione autentica con Dio, “senza un passaggio dall’ Io al Tu”, cioè, da una vita centrata su noi stessi, sulle nostre certezze, abitudini, convinzioni, fede…”all’imprevedibile di Dio”. Nicodemo “deve imparare” che esiste un’ unica via di salvezza, quella dell’ “amore, che dà la vita”.

Gesù e Nicodemo
Ciò che salva e permette di uscire dalle tenebre è, appunto, la consapevolezza che la salvezza deriva dall’ “amore accolto e donato”.

Camminare dalle tenebre alla luce implica, quindi, sollevare lo sguardo alla croce , perché in Gesù, innalzato sulla croce, incontriamo l’ amore di Dio. Questo implica lasciarci raggiungere da questo amore, che non condanna, ma libera. Implica lasciare che questo amore ci guarisca, guarisca il nostro modo di concepire la relazione con noi stessi e con l’altro. Chiede, infine, di lasciare che la luce dell’ amore entri nelle nostre tenebre e, come all’origine del creato, operi una distinzione, ci aiuti a discernere tra ciò che è vero, perché nasce dall’ amore e testimonia amore, e ciò che è falso, perché crea divisione e odio.

Il lettore (ciascuno di noi), a questo punto, è invitato a fare una scelta fondamentale: quella di accettare o rifiutare la rivelaziopne salvifica del Padre in Gesù. A proposito, qual è la nostra scelta ?

                                                                    Mons. Antonino Scarcione