"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)



Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

domenica 20 dicembre 2020

Giove e Saturno: l'incontro dei giganti. A partire dalle 17,00 diretta con l'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF)


Il 21 dicembre alle ore 17:00, in occasione della grande congiunzione Giove-Saturno, le sedi dell’INAF sparse per l’Italia uniranno le forze per regalarvi una diretta speciale. Da Trieste a Palermo, passando per Padova, Bologna e Roma incontreremo gli astronomi dell’Istituto Nazionale di Astrofisica che ci mostreranno questo evento spettacolare in una diretta YouTube dal titolo: “Giove e Saturno: l’incontro dei giganti”.

                     

Ripavimentiamo piazza Cattedrale...

 


sabato 19 dicembre 2020

La Domenica con Gesù, IV^ DI AVVENTO / B

   ……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“…Davide…disse al profeta Natan:…Io abito in una casa di cedro, mentre l’ arca di Dio sta sotto i teli di una tenda…” 2 Sam 71-5.8b-12.14°-16 . 
“…A colui che ha il potere di confermarvi nel mio Vangelo…a Dio, che solo è sapiente, per mezzo di Gesù Cristo, la gloria nei secoli…” Rm 16,25-27 . 
“…Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te…Concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù…Allora Maria disse: Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola…” Lc 1,26-38.

La pagina del vangelo di Luca inizia con ben sette nomi: Gabriele, Dio, Galilea, Nazaret, Giuseppe, Davide, Maria. Come afferma E. Ronchi, nella sua meditata esposizione, sette è il numero della totalità. Infatti, l’ evento qui rappresentato coinvolge la storia dell’ umanità. E’ un vangelo “controcorrente”: per la prima volta, nella Bibbia, un angelo si rivolge ad una donna. In una casa qualsiasi. Nella sua cucina e non tra i candelabri d’ oro del tempio. In un giorno qualunque, segnato, però, sul calendario della vita ( il sesto mese di gravidanza della cugina Elisabetta). La prima parola del divino messaggero indica gioia: “rallegrati !”. Quasi “un vangelo nel vangelo !” . Ecco il perché: Maria, tu sei piena di grazia, non tanto perché hai detto “sì” a Dio, ma perché Dio per primo ha detto “sì” a te. Infatti, Egli dice “sì” a ciascuno di noi, prima di ogni nostra risposta. Perché “la grazia sia grazia” e non merito.

“Dio non si merita, si accoglie”, afferma lo studioso. L’ Altissimo si è innamorato di te e ora il tuo nome è: “amata per sempre”. Come la Madonna, anche noi, siamo amati per sempre. Tutti siamo amati gratuitamente per sempre, con tenerezza.

“Il Signore è con te”. E’ un’ espressione che avrebbe dovuto mettere in guardia la Vergine. Infatti, quando Dio si esprime così, Egli sta affidando ad una persona un compito bellissimo e difficilissimo. Maria, come evidenzia E. Ronchi, tu “avrai un figlio, tuo e di Dio, un figlio di terra e di cielo”.

Gli darai, come nome, “Gesù”: è la prima volta che una donna appone il nome ad un figlio; prima, in una società maschilista, soltanto il padre aveva il potere di fare questo. E la Vergine, intelligente e matura, dopo il primo turbamento, non ha paura, ma dialoga, obietta ed argomenta. Sta davanti a Dio con tutta la dignità di una donna, con maturità e consapevolezza, fa anche delle domande: dimmi, come avverrà questo?.

Zaccaria non chiede un segno, Maria, invece, domanda il senso di tutto questo e come accadrà. L’ angelo le dice: viene l’ infinito nel tuo sangue, l’ immenso diventa piccolo, in te. A questo punto, Gabriele si ferma a spiegare l’ “inspiegabile” e la rassicura: parla di ombra sulla tenda, come al Monte Sinai, e la invita a pensare in grande: fidati, sarà Lui a trovare il come. Anche Elisabetta, tua parente, che tutti dicevano sterile, è al sesto mese.

Vediamo che Dio, per la redenzione dell’ umanità avrebbe potuto scegliere altre strade, ma ha preferito una creatura come noi. Ancora adesso il Signore va in cerca di “madri”. Si rivolge a noi credenti e ci chiede , come “madri” amorevoli, di aiutare Dio ad incarnarsi in questo mondo, in queste case, strade e piazze, prendendoci cura della sua parola e dei suoi sogni.

                                                   Mons. Antonino Scarcione

lunedì 14 dicembre 2020

La vera storia di Santa Claus che divenne Babbo Natale

Potremo vedere la stella di Natale per la prima volta in 800 anni


Questo Natale potremo vedere in cielo una luce simile a quella che videro i Re Magi. L'ultima volta è accaduto nel 1226, la prossima sarà verso il 2080

Per la prima volta dal Medioevo, un raro allineamento astronomico creerà una luce straordinariamente brillante nel cielo. Viene paragonato alla Stella di Betlemme che guidò i Re Magi da Gesù Bambino.

Il fenomeno avrà luogo il 21 dicembre, durante il solstizio d’inverno, quando Giove e Saturno si avvicineranno per creare uno spettacolo unico in cielo.

Un rapporto di Forbes spiega che la congiunzione tra Saturno e Giove si verifica una volta ogni 20 anni, ma quella di quest’anno sarà unica per la posizione della Terra, che farà sì che i due pianeti sembrino ancor più vicini del solito. Nei giorni precedenti il solstizio, i pianeti saranno visibili e sembreranno avvicinarsi l’uno all’altro.

Nell’emisfero nord la congiunzione sarà più visibile dal 16 al 25 dicembre, nell’emisfero sud si vedrà solo il 21 dicembre, giorno del solstizio d’inverno. Quella sera, i due pianeti sembreranno così vicini da assomigliare a una massa enorme. Si creerà una quantità straordinaria di luce che sfiderà quella della luna piena.
Quando bisogna osservare

Giove e Saturno appariranno più vicini nel cielo notturno terrestre di quanto non fossero dal Medioevo. 
In una dichiarazione pubblicata dalla Rice University, l’astronomo Patrick Hartigan ha segnalato che l’ultima volta in cui Giove e Saturno sono stati così strettamente allineati è stata il 4 marzo 1226, e ha spiegato che il “pianeta doppio” si vedrà più facilmente sull’orizzonte a sud-ovest.

“Quando il cielo sarà completamente scuro a Houston, ad esempio, la congiunzione sarà ad appena 9 gradi sopra l’orizzonte”, ha detto Hartigan. “Vederla sarebbe possibile se il clima collaborasse e si avesse una vista libera verso sud-ovest”.

Il rapporto della Rice University ha segnalato che la congiunzione si vedrà più chiaramente da 20 a 30 minuti dopo il tramonto. Hartigan ha consigliato agli astrofili di scegliere in anticipo il proprio luogo di osservazione, per assistere all’evento prima che si perda all’orizzonte. Più a nord si trovano gli spettatori, meno tempo avranno per assistervi.

La data della congiunzione è così vicina al Natale che molti la paragonano alla Stella di Betlemme, che guidò i Magi al luogo della nascita di Gesù. Anche se la narrazione biblica non dà alcuna indicazione circa le origini di quella stella guida, Mark Collins di News4Jax riflette che potrebbe essersi trattato di una supernova, o forse anche di una triplice congiunzione di Giove, Saturno e Venere.

Per chi se lo perderà, la prossima volta che si verificherà questo evento sarà nel 2080.

Ti auguro cieli sereni e occhi spalancati.

                                                                       J.P. Mauro

L'Aforisma della Settimana


 

domenica 13 dicembre 2020

La Domenica con Gesù, III^ DI AVVENTO / B

    ……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“Lo Spirito del Signore è su di me,…mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà degli schiavi,…” Is 61,1-2.10-11 .
“ Fratelli, siate sempre lieti, pregate ininterrottamente, in ogni cosa rendete grazie…” 1 Ts 5,16-24 . 
“Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni…Tu, chi sei ?...Io non sono il Cristo…Che cosa dici di te sesso? Rispose: Io sono voce di uno che grida nel deserto…In mezzo a voi sta uno che non conoscete. A Colui che viene dopo di me io non sono degno di slegare il laccio del sandalo…” Gv 1,6-8. 19-28.

Venne Giovanni, arrivò come testimone, per rendere testimonianza alla luce, che illumina ogni uomo e ogni storia. Giovanni, quindi, è il testimone che l’ avvicinarsi di Dio trasfigura, è come la luce gettata nel mondo, non per abbagliare, ma per risvegliare i colori e la bellezza delle cose: la pietra angolare, su cui poggia la storia, non è il peccato, ma la grazia, non è il fango, ma un raggio di sole. Ad ogni credente è affidata la stessa profezia del Battista: annunciare non il degrado, lo sfascio, il marcio, ma occhi che vedono Dio camminare in mezzo a noi. Sacerdoti e leviti sono venuti da Gerusalemme al Giordano, quasi una commissione d’ inchiesta, per coglierlo in fallo. : Tu chi credi di essere ? Elia ? Il profeta, che tutti aspettano ? Chi sei ? Perchè battezzi ? Ben sei domande incalzanti.


Ad esse Giovanni risponde “no”, per tre volte: invece di rispondere “io sono”, preferisce affermare “io non sono”. Si toglie di torno immagini gratificanti, prestigiose, che forse sono perfino pronti a riconoscergli. Si nutre di locuste e miele selvatico Ha una pelle di cammello, quel’ uomo roccioso e selvatico, di poche parole, non vanta nessun merito, è l’ esatto contrario di u pallone gonfiato, come accade di vedere, di frequente, sulle nostre scene. Egli risponde non per aggiungere meriti, titoli, competenze, ma per rappresentare la realtà così com’ è: e ci indica così il cammino verso le cose essenziali. Certamente, non si è profeti, per “accumulo di meriti”, ma per spoliazione.

Io sono appena una voce, dico parole non mie, che esistevano prima di me e che vanno otre la mia esistenza. Egli è solo testimone di un Altro. Certo, la sua identità sta dalle parti di Dio, scaturisce da sorgenti divine. “Se Dio non è, io non sono, perché vivo di ogni parola che esce dalla sua bocca”. La voce austera di Giovanni Battista ci “denuda”: io non sono ciò che gli altri dicono di me. Mi rende umano il divino che è in me: lo specifico dell’ umanità è la divinità.

La vita viene da un altro, scorre come acqua in un ruscello. “Io non sono quell’ acqua, ma senza di essa non sono più”.

“Chi sei tu ? Ermes Ronchi afferma: “Io cerco l’ elemosina di una voce che mi dica chi sono veramente”. Sappiamo che Gesù stesso darà la risposta a questa richiesta dell’ uomo: “Voi siete la luce del mondo” .Voi siete il sale della terra.

                                                    Mons. Antonio Scarcione

giovedì 10 dicembre 2020

5G Te lo spiego

 


#5G: rischi per la #salute 🤔 o opportunità per il #futuro 🚀?
🔎 Cos'è e perché non c'è da allarmarsi... #TELOSPIEGO!
SUPERVISIONE: Prof. Valerio De Santis PhD
DISEGNI:
Mel Zohar
Musica: bensound. com (Jazzy Frenchy)

E' morto PAOLO ROSSI


 Un mito per la mia generazione, oggi passa dalla storia alla leggenda.

Un uomo, un calciatore che ci ha fatto sentire orgogliosi di essere ITALIANI, protagonista di una delle più grandi imprese sportive della storia d'Italia, chi potrà mai dimenticare quell'estate del 1982?.

PAOLO ROSSI è stato un simbolo del calcio, con una storia che parte dalla provincia e arriva fin sul tetto del mondo.

Per noi tutti resterà sempre Pablito, così come venne definito nel corso di quel magico Campionato del Mondo in Spagna, segnando tre goal al Brasile, due alla Polonia e uno alla Germania in finale e diventando capocannoniere del torneo. Quell'anno vinse anche il Pallone d'Oro.

Paolo Rossi è morto a Roma il 9 dicembre 2020. "Pablito" aveva 64 anni, era nato a Prato nel 1956, era affetto da un male incurabile. 

 Lui diceva: "Mi piacerebbe si ricordassero di me con una sola foto: maglia azzurra addosso, braccia aperte al cielo". Così sia. Addio Pablito, che la terra ti sia lieve, riposa in pace campione...

 

martedì 8 dicembre 2020

Acceso l'Albero dell'Ospedale Chiello realizzato dai 4 Quartieri e dal Borgo

Accensione dell'albero della vita.. l'Albero dell'Ospedale da oggi resterà acceso nel parcheggio dell'Ospedale Michele Chiello a cura dei Comitati dei 4 Quartieri e dell'Antico Borgo San Giovanni.






8 dicembre 2020 collocate le corone di fiori sulla lapide dell'Immacolata Concezione



Seppure in un triste periodo i quattro Quartieri, il Borgo, insieme all'Amministrazione comunale hanno voluto onorare l'Immacolata Concezione ricordata in una edicola-lapide del 1692, un unicum, una lapide dal significato profondo e precursore di un dogma della Santa Chiesa proclamato ufficialmente l’8 dicembre 1854 da Papa Pio IX, cioè ben 162 anni dopo che i Piazzesi avevano affermato, scolpendolo sulla pietra, che Maria è stata concepita dalla sua madre con il privilegio di non portare con sé il peccato originale, che da Adamo ed Eva tutti portiamo con noi al momento del concepimento.

Alla cerimonia per la prima volta hanno preso parte i restanti Quartieri della città Castellina, Canali, Casalotto e il Borgo San Giovanni, la manifestazione è stata voluta seppure nel rispetto delle norme anticoid, perché come ha detto oggi il Papa nel corso dell'angelus, "Questo non impedisce di offrire alla Madonna i fiori che più gradisce: la preghiera, la penitenza e l'apertura alla Grazia".




 



Le iniziative di Natale dei Giovani Orizzonti

Carissimi amici, buongiorno, Mi premuro nell'inviarvi la locandina interna dell' AVVENTO - NATALE di quest'anno. In questo momento di crisi su tutti i versanti, abbiamo deciso di non fermare il tutto ma di continuare, se pur con la massima cautela. 
Pertanto, come già organizzato da anni, abbiamo stilato un programma interno promosso dalla nostra associazione Giovani Orizzonti e da noi come Comunità dei Gabrielini dell'Istituto San Gabriele Arcangelo - Famiglia Paolina. 
Vista l'emergenza sanitaria, abbiamo fatto la scelta di dedicare più tempo alla preghiera e alla catechesi che vivremo (come già stiamo facendo da qualche mese) nella Chiesa di Sant'Ignazio. 
Il tema di quest'anno scelto dal Consiglio Oratoriano è : "alla tua Luce vediamo la Luce" (salmo 36), collegato anche all'anno biblico aperto da noi come Famiglia Paolina con il tema : "perché la parola del Signore corra" (2Ts 3,1). 
Nell'intraprendere questo cammino desideriamo augurare a tutti un Buon Avvento affinché questo viaggio verso il natale porti una rinascita nelle nostre vite. Buon Cammino .., Fra Davide - Isga



Le iniziative per l'Immacolata




 

sabato 5 dicembre 2020

La Domenica con Gesù, II^ DI AVVENTO / B

   ……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“…Una voce grida: ... Ogni valle sia innalzata, ogni monte e ogni colle siano abbassati…Ecco il vostro Dio ! Ecco, il Signore viene con potenza…come un pastore…porta gli agnellini sul petto…” Is 40,1-5.9-11 . 
“…Davanti al Signore un solo giorno è come mille anni e mille anni come un solo giorno…Egli non vuole che alcuno si perda…”2 Pt 3,8-14 .
“…Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero…Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri…Giovanni…proclamava: Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali…”Mc 1,1-8.

A distanza di due secoli, due voci gridano le stesse parole nel deserto. La voce di Isaia: “Ecco, il tuo Dio viene ! Ditelo ad ogni creatura”. E la voce di Giovanni, colui che si nutre di locuste e miele selvatico, ripete: “Ecco, viene uno, dopo di me, è il più forte e ci immergerà nel turbine di Dio ! “. Isaia, voce che parla al cuore, dice: “Viene con potenza” e immediatamente spiega: tiene sul petto gli agnelli più piccoli e conduce piano piano le pecore madri. La sua è, quindi, la potenza della tenerezza.

Due frasi aprono e chiudono questa pagina del vangelo. La prima: “inizio del vangelo di Gesù Cristo”. Ecco la buona notizia, quella che fa ricominciare a vivere, a progettare, a stringere legami, a far ripartire la vita, è sempre una bella notizia. Inizio del vangelo che è Gesù Cristo. Esattamente, la bella notizia è una persona. Un Dio che fiorisce sotto il nostro sole. I suoi occhi guariscono, quando accarezzano, la sua voce annienta i demoni. Incanta i bambini, tanto è dolce. E perdona. E disegna un altro mondo possibile. Un altro cuore possibile. Un Dio che si propone all’ uomo come il Dio degli inizi: Egli dà là dove tutto sembra fermarsi; quando il vento della vita “gira e rigira e torna sui suoi giri e nulla sembra nuovo sotto il sole” ( Qo 1,3-9 ), è possibile aprire un futuro, far nascere cose nuove.

Da che cosa cominciare a vivere, a progettare, ad attraversare deserti ? Niente pessimismo, nè da amare constatazioni, nè dalla realtà esistente e dal suo preteso primato, che non contengono la sapienza del vangelo, ma da una “buona notizia”. In principio a tutto c’ è un a cosa buona, noi lo crediamo. A fondamento della vita intera, c’ è una cosa buona, noi lo crediamo. Come sappiamo, la Bibbia comincia così: e Dio vide ciò che aveva fatto ed ecco, era cosa buona. Come saggiamente, dice Giovanni Battista: viene dopo di me uno più forte di me. Certamente, Gesù è forte, perché ama, fino a donare la propria vita, non trattiene niente per sé e dà proprio tutto. Accende speranze così forti, che nemmeno la morte in croce ha fatto appassire, anzi le ha rafforzate.

E’ il più forte, come dice Ermes Ronchi, perché è l’ unico “capace di parlare al cuore” dell’ uomo. Anzi parla “sul cuore”, vicino e caldo come il respiro, tenero e forte come un innamorato, bello come il sogno più bello.

                                          Mons. Antonino Scarcione

I Quartieri realizzano l'Albero di Natale sul piazzale dell'Ospedale


 

venerdì 4 dicembre 2020

Un omaggio floreale nell'edicola di via Monte, Martedì 8 dicembre dopo la Santa Messa in Cattedrale

 

Martedì 8 dicembre si festeggia in maniera solenne l'Immacolata Concezione, con la posa delle corone di fiori da parte dell'Amministrazione Comunale, dei quattro Quartieri cittadini Monte Mira, Castellina, Canali, Casalotto e del Borgo San Giovanni sulla lapide del 1692 inneggiante la sacralità dell'Immacolata.

La nostra città di Piazza Armerina sin dalla sua ri-fondazione 1163 è sempre stata una città molto religiosa, una fede ancora viva più che mai.
Oggi sono ancora visibili innumerevoli simboli di questa “sacralizzazione” del territorio, nei suoi antichi quartieri, nelle aree di nuova espansione e nelle contrade che compongono il tessuto cittadino, anche se purtroppo la mancata cura ed attenzione a dette edicole votive ne sta compromettendo la perdita e il significato profondo.

Nel nobile quartiere Monte Mira, lungo la via Monte, sul prospetto laterale di palazzo Roccabianca, incastonata come un blasone nobiliare e posta una lapide di pietra arenaria, finemente scolpita, una vera e propria espressione di fede e arte popolare, di una religiosità radicata e diffusa, lasciata a testimonianza di un evento conclamato dal popolo piazzese, quale memoria storica rivolta ai posteri che nel corso dei secoli dal 1692 si sono succeduti.


L’edicola di via Monte ci parla dell’Immacolata Concezione di Maria, riportando testualmente le seguenti parole:

Foto di repertorio
"VIVA LA MADRE DI DIO, MARIA CONCETTA, SENZA PECCATO ORIGINALE 1692".

Una edicola votiva a tutti gli effetti sotto forma di lapide dal significato profondo e precursore di un dogma della Santa chiesa proclamato ufficialmente l’8 dicembre 1854 da Papa Pio IX, cioè ben 162 anni dopo che i piazzesi avevano affermato, scolpendolo sulla pietra, che Maria è stata concepita dalla sua madre con il privilegio di non portare con sé il peccato originale, che da Adamo ed Eva tutti portiamo con noi al momento del concepimento.

Su questa lapide, giusto l’alto valore simbolico, il Consiglio del Governo del quartiere nel 2014 pensò bene di valorizzarla, ripulendola e facendo realizzare da un fabbro, una piccola copertura in ferro, merlata, a mo’ di tempietto, a memoria e gloria della Beata Vergine Maria Immacolata.

Puntualmente, da quella data, con la posa delle corone di fiori si rende omaggio all'Immacolata Concezione. 

Anche quest'anno, seppure in un clima "pandemico" e con tutte le ristrettezze anti covid, e a maggior ragione, per invocare l'intervento divino, il nobile quartiere Monte Mira, non ha voluto interrompere la manifestazione che avrà luogo subito dopo la Solenne cerimonia eucaristica.
La Santa messa in cattedrale avrà inizio alle ore 10:30, e sarà presieduta dal vicario del Vescovo Mons. Nino Rivoli, alla fine della celebrazione i rappresentanti dei Quartieri si porteranno in via Monte per la posa delle corone di fiori ai lati dell'edicola.
                            
                                                                                               Laura Saffila