martedì 21 febbraio 2012
I Cavalieri dell'Ordine di San Giorgio in visita nella sede del Quartiere Monte
Questo pomeriggio alle 17,15 circa nei locali della sede di via Vittorio Emanuele, il Presidente del quartiere Filippo Rausa, mons. Antonio Scarcione, ed il Consiglio direttivo accoglieranno la delegazione dei cavalieri del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, guidati dal Nobile Dottore Antonio di Janni nella sua qualità di Vice Delegato di Sicilia.
lunedì 20 febbraio 2012
Le foto del Gran Galà di Carnevale
Le foto della Serata di Carnevale più mirabile degli ultimi tempi, un’organizzazione impeccabile, tanta bella gente, tanti quartieranti che si sono ritrovati per trascorrere una serata diversa dalle altre all’insegna dell’allegria e della spensieratezza.
L’idea di ricreare, una classica serata di carnevale, quelle di una volta, dove le famiglie del quartiere si incontravano per queste festose occasioni, è stata centrata; piena soddisfazione è stata espressa dai componenti il Consiglio Direttivo, molto gradito ed apprezzato per le coreografie l’intervento del Gruppo di ballo dei nostri ragazzi capeggiato da Raffaella Motta.
domenica 19 febbraio 2012
La Domenica con Gesù, VII del Tempo Ordinario
……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale.
I Lettura. "...Non ricordate più le cose passate, non pensate più alle cose antiche ! Ecco, io faccio una cosa nuova..." Is 43, 18-19. 21-22. 24b-25
Sal 40. " Rinnovaci, Signore, con il tuo perdono. "
Nel primo capitolo di Marco abbiamo assistito ad una serie di fatti, che hanno segnato un interesse crescente per la persona di Gesù. Solo che la gente si è fermata, semplicemente, all'aspetto esterno delle cose, non è andata al di là, con lo sguardo della fede.
Il suo perdono permette sempre di ricominciare. Nessun male e nessun peccato sono irreparabili. Ciò che Gesù ha detto al paralitico: " Ti sono perdonati i peccati", lo ripete a chiunque si accosti a Lui con cuore pentito. Ciò non vuol dire che Dio faccia finta di non vedere e ci lasci così come siamo. Con il perdono, il Signore ci ricrea. Ci dà " un cuore nuovo e uno spirito nuovo" ( Ez 36, 26), capace di trionfare sul male e di mantenerci nella sua amicizia.
I Lettura. "...Non ricordate più le cose passate, non pensate più alle cose antiche ! Ecco, io faccio una cosa nuova..." Is 43, 18-19. 21-22. 24b-25
Sal 40. " Rinnovaci, Signore, con il tuo perdono. "
II Lettura. "Tutto in Lui è stato "sì ". 2 Cor 1, 18-22
Vangelo. " Ti sono perdonati i peccati..."
Nel primo capitolo di Marco abbiamo assistito ad una serie di fatti, che hanno segnato un interesse crescente per la persona di Gesù. Solo che la gente si è fermata, semplicemente, all'aspetto esterno delle cose, non è andata al di là, con lo sguardo della fede.
Le persone, infatti, sono ancora all' oscuro sulla persona e l'opera di Gesù. Adesso, invece, con la guarigione del paralitico, inizia una serie di controversie, attraverso le quali si precisano due prese di posizione su Gesù stesso: 1) L'ostilità degli scribi e dei farisei e la fede, che permette alla gente di capire la vera identità del Signore.
Proprio la guarigione del paralitico segna un passo avanti nella rivelazione del mistero di Gesù. Il brano è composto da due parti: a) la guarigione del paralitico; b) la discussione, con gli scribi, sul suo potere di rimettere i peccati.
L'attenzione del lettore è orientata, così, gradualmente, su Gesù, vero centro della narrazione. Notiamo che egli osserva gli atteggiamenti del malato e dei portatori e ne coglie la radice profonda: "...la loro fede". Proprio per questo si interessa, immediatamente, del malato, chiamandolo "figlio". Prima, però , interviene ad un livello più profondo con le parole: " Ti sono perdonati i peccati".
Con questa frase, Gesù proclama apertamente uno degli aspetti essenziali della sua missione e della sua persona: Egli ha, cioè, l' autorità di rimettere i peccati.
Qui, appare più chiaro il messaggio di Gesù: il tempo presente è tempo di grazia, è opportunità di ricominciare, anche dopo l'errore, lo smarrimento e il peccato dell'uomo. Gli scribi, presenti all'evento, pensano, in cuor loro,che Gesù stia "bestemmiando", perché, giustamente, ritengono che l' unico, che possa rimettere i peccati, sia Dio.
L'efficacia della parola di perdono dei peccati non è visibile, né constatabile; ma dire ad un paralitico "alzati e cammina" è un fatto che tutti possono verificare.
La guarigione del paralitico diventa, allora, la prova tangibile che Gesù' ha in sé un potere,che viene dall' alto, che gli permette di perdonare i peccati: " Perché sappiate che il Figlio dell' uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra..." alzati, prendi la tua barella e va' a casa tua".
L'intento dell'evangelista è quello di affermare che, come il paralitico, in forza della parola di Gesù', è guarito, così il peccatore, in forza della stessa parola, è perdonato.
Tuttavia, nel tempo presente - tempo di grazia e di misericordia- il Figlio dell' uomo si avvale della sua autorità, non per punire il peccato, ma per dare salvezza e perdono a chi crede in Lui.
Marco conclude la narrazione, notando che la gente comincia ad interrogarsi sull' identità di Gesù e dice: "Non abbiamo mai visto nulla di simile!" Come possiamo osservare, lo stupore dei presenti diventa il primo passo verso la fede.
Il paralitico è un uomo "bloccato" dalla malattia. La guarigione lo rimette in piedi e gli consente di riprendere la relazione con il mondo. Il peccato, invece, blocca l' uomo nell' egoismo, nell' orgoglio e nella solitudine.
Il perdono lo libera e gli consente di fare nuovi progetti. Proprio per questo, Dio ha inviato Gesù a spezzare il pane del perdono.
Così, la vita diventa una bella "avventura", perché è sempre possibile, ogni mattina, aprendo gli occhi, affermare: Oggi ricomincio.
Ma, è, veramente, possibile ricominciare sempre ? Sì, è possibile, per chi si appoggia a Dio, il quale, attraverso il profeta Isaia, dice: " Non ricordate più le cose passate, non pensate più alle cose antiche ! Ecco, io faccio una cosa nuova "( Is 43, 18-19 ) .
Il suo perdono permette sempre di ricominciare. Nessun male e nessun peccato sono irreparabili. Ciò che Gesù ha detto al paralitico: " Ti sono perdonati i peccati", lo ripete a chiunque si accosti a Lui con cuore pentito. Ciò non vuol dire che Dio faccia finta di non vedere e ci lasci così come siamo. Con il perdono, il Signore ci ricrea. Ci dà " un cuore nuovo e uno spirito nuovo" ( Ez 36, 26), capace di trionfare sul male e di mantenerci nella sua amicizia. Né questo significa che Egli faccia tutto da solo, senza il coinvolgimento del peccatore. Anzi, è bene ricordare che senza la nostra collaborazione, come, opportunamente, scrive Sant'Agostino, non ci può essere salvezza: " Dio, che ti ha creato senza che tu lo voglia, non ti salva senza che tu lo voglia". E non è un bisticcio di parole.
Mons. Antonio Scarcione
venerdì 17 febbraio 2012
Completato l'iter per la tumulazione dei vescovi Sajeva e Cirrincione
Monsignor Antonio Scarcione Prevosto della Basilica Cattedrale, ci porta a conoscenza che ha seguito del nostro intervento (mese di gennaio 2011), volto a scoprire ove era tumulata la salma di mons. Cesare Agostino Sajeva, IV vescovo della Diocesi di Piazza Armerina vissuto a cavallo dei moti risorgimentali e l’Unità d’Italia (http://www.quartieremonte.com/2011/02/mons-cesare-agostino-sajeva-il-vescovo.html); ci comunica quanto segue:
Grazie agli interventi della Diocesi, è stato completato il laborioso "iter", per le autorizzazioni ed il finanziamento della tumulazione e/o sistemazione dei monumenti dei due illustri presuli, Sajeva e Cirrincione, che, in periodi assai diversi, hanno servito la Città e la Diocesi Piazzese.
![]() |
| mons. Cesare Agostino Sajeva |
Cesare A. Sajeva, IV vescovo di Piazza Armerina (1846-1867), fu uomo di grande preparazione culturale, di cui non fece mai sfoggio. Visse in un momento storico assai difficile. Fu un testimone della Spedizione dei Mille, che ebbe luogo proprio durante il suo episcopato. Subì incomprensioni, insidie e persecuzioni. Sperimentò, altresì, l'umiliazione della perquisizione domiciliare, rimanendo, comunque, saldo nell'adempimento dei suoi doveri.
Nel 1859, fondò il Seminario Vescovile, nell' ex-Convento Domenicano, dove, attualmente, ha sede.
Alla sua morte, per prevenire paventate profanazioni, i canonici, di notte, lo seppellirono Cattedrale, in un sito segreto, individuato, solo recentemente, grazie al supporto di antichi documenti d'archivio della Basilica, venuti alla luce con l'impegno paziente del parroco, don Filippo Bognanni.
![]() |
| mons. Vincenzo Cirrincione |
Vincenzo Cirrincione, X vescovo di Piazza Armerina (1986-2002), continua con saggezza l'attività pastorale post-conciliare, già promossa dal predecessore, Mons. Sebastiano Rosso, dando ulteriore impulso alla catechesi nelle parrocchie dei vari centri e alla predicazione agli adulti, anche attraverso il metodo delle missioni popolari, specie a favore dei giovani.
Dare loro una degna sepoltura, è certamente un dovere di riconoscenza e di gratitudine da parte della Città, per il prezioso servizio, reso, dai due vescovi, alla comunità diocesana in momenti drammatici e/o quando bisognava calare nella nostra realtà le grandi idee del Vaticano II.
Per superare la lentezza burocratica e il reperimento dei fondi, ha fatto molto il Vescovo Mons. Michele Pennisi e il Direttore del Museo Diocesano, Padre Giuseppe Paci.
A tale scopo, il 27 febbraio c.a., alle ore 10,00, avrà luogo in Curia, la riunione del Capitolo Cattedrale, che insieme ad altri punti all' O.d.G. , tratterà dell'annosa questione, finalmente risolta, della sepoltura dei due benemeriti prelati.
Il Prevosto
Mons. Antonio Scarcione
SP 4 il Comitato cittadino si fregia orgogliosamente del risultato ottenuto
![]() |
| Massimo Di Seri |
A seguito degli ultimi fatti accaduti nella bretella sottostante la SP4, precisamente nella strada provinciale 88, dove due giorni addietro, alle 5 del mattino, un grosso autotreno si è involontariamente messo di traverso, occupando tutte e due le corsie, intralciando il traffico e creando non pochi problemi ai quanti per diversi motivi sono obbligati a percorrere questo tratto (la viabilità ha ripreso il suo normale decorso dopo 4 ore circa), il tutto aggravato dal gelo e dalla pericolosità che connota questa arteria di collegamento (presenza di grosse buche, asfalto fortemente usurato e pertanto reso liscio al punto da non offrire più alcuna stabilità e aderenza ai mezzi che la attraversano), Massimo Di Seri, Filippo Rausa e Andrea Arena nella qualità di rappresentanti dei Comitati di Quartiere e del Comitato spontaneo cittadino di Piazza Armerina costituitosi giusto per la SP4, hanno incontrato oggi nel palazzo della Provincia Regionale, il Vice Presidente Assessore alle infrastrutture e viabilità Ing. Antonio ALVANO per discutere l’annoso problema.
I rappresentanti il comitato, hanno esposto delle proposte utili, intanto, a garantire la pubblica incolumità, in considerazione proprio dell’ultimo fatto sopra descritto.
Hanno chiesto di valutare seriamente la possibilità di inibire il traffico sino al ripristino della SP4, ai mezzi pesanti, dirottandoli verso lo svincolo di Enna, in maniera tale da evitare come spesso purtroppo succede, che quando due autotreni simultaneamente percorrono la strada sui due diversi sensi di marcia, la viabilità a quel punto si blocca; ed altresì in considerazione del fatto che ormai la situazione verte in un grandissimo stato di emergenza e pericolosità, avendo la Provincia la certa copertura economica, relativamente alle somme da impiegare per il rifacimento del tratto di strada, di procedere direttamente accedendo all’albo provinciale delle ditte di fiducia dell’Ente, alla gara in maniera tale da potere dare subito corso ai lavori.
Sul primo quesito, il Vice Presidente, accogliendo favorevolmente la proposta, si è riservato di dare origine ad un tavolo tecnico in presenza di Sua Eccellenza il Prefetto, con la partecipazione pure di Dirigenti dell’Anas, per valutare questa opportunità.
Sulla seconda richiesta, l’Assessore Ing. Alvano, ha subito chiarito che le procedure abbreviate, in materia di appalti pubblici, sono possibili laddove i criteri della legge lo permettono sino ad un importo massimo di un milione di euro.
L’intervento alla SP4 prevede invece una spesa pari a 2.800 mila euro.
Pertanto ciò non è possibile ma nello stesso tempo, l’Amministratore Prov. le ha voluto rassicurare i componenti il tavolo che quasi certamente (anche l’indagine geognostica e stata completata) la gara utile alla aggiudicazione dei lavori sarà esperita entro e non oltre il mese di Maggio, per cui i lavori avranno inizio, salvo inghippi, entro e non oltre il mese di Settembre.
Nella stessa sede, l’Ing. Alvano, ha riferito di essere stato personalmente informato dalla Dott.ssa Marinaro, dirigente presso il Ministero alle infrastrutture, dell’avvenuto stanziamento del finanziamento da parte dello Stato devoluto alla suddetta opera di ripristino della SP4, infatti, nel Decreto Salva Italia e nella delibera CIPE, del governo Monti, è prevista una spesa pari a 270 milioni di euro, in cui rientra la somma da impiegare al suddetto progetto.
Un vivo grazie è stato esternato da parte dei tre componenti armerini al Vice Presidente Ass. Alvano, per la immediata disponibilità offerta nel dare origine all’incontro e per la cortesia mostrata.
Una considerazione ed una seria riflessione a tutto questo va comunque fatta:
Nell’ambito della Programmazione che la Provincia Regionale di Enna ha predisposto e dopo la istruttoria con esito positivo da parte dell’Ass. Reg. alle infrastrutture, con l’approvazione definitiva da parte del Ministero ai Lavori Pubblici e alle Infrastrutture, il Consiglio Provinciale deliberando l’inserimento di tale programma nel piano triennale delle opere pubbliche a fronte di 61 interventi programmati ha posizionato solo al 20 posto l’intervento relativo alla SP4.
Un progetto così importante per il ripristino di una strada strategica per la crescita e lo sviluppo di tutto il territorio, meritava un si tale trattamento da parte del Consiglio Provinciale?
Certamente tutto questo è accaduto principalmente per colpa nostra, a fronte di circa 12 mila elettori, per le solite divisioni partitiche e per la mancanza di non riuscire a trovare una sintesi unitaria nell’interesse della Città e del Suo Comprensorio, non siamo stati in grado di eleggere Nostri Rappresentanti.
Massimo DI SERI
giovedì 16 febbraio 2012
Il Poliziotto un amico in più
Continuano gli incontri tra la Polizia di Stato e le scolaresche di Piazza Armerina.
Il progetto “Il Poliziotto un amico in più” voluto dal Sig. Questore, dott. Salvatore Patanè, nato con lo scopo di consentire la diffusione della cultura della Legalità e di consolidare un proficuo scambio relazionale tra la Polizia di Stato, Istituzioni scolastiche e alunni, ha visto ieri i Poliziotti del Commissariato piazzese, diretti dal Commissario Capo dott. Gabriele Presti in visita presso la scuola del quartiere, l’Istituto Comprensivo Luigi Capuana, dove hanno incontrato sia i bambini della Scuola Primaria Trinità, che i bambini delle seconde e delle terze del Plesso Capuana, per trattare il delicato tema della legalità.
Ad accogliere la Polizia , il Dirigente scolastico, dott.ssa Rabita, le insegnanti, fra cui la referente didattica dell’iniziativa, prof.ssa Stefania Cincotta.
Il Commissario dott. Presti ha parlato del delicato fenomeno del “Bullismo”, ai ragazzi sono state proposte varie immagini, illustrandolo le diverse tipologie di bullismo, quello fisico, quello verbale, da quello che coinvolge più spesso i maschi e quello che invece vede protagoniste le giovani femmine, stimolando così, la curiosità ed il coinvolgimento dei ragazzi con domande ed interventi.
![]() |
| L’Ispettore Capo Giuseppe Di Seri |
Anche l’Ispettore Capo Giuseppe Di Seri ha parlato di detto fenomeno, specificandolo le varie forme di prevaricazione di un giovane, nei confronti di un altro ragazzo più debole - per età, struttura fisica o altro.
E’ stato rivolto ai ragazzi l’invito “a fare squadra”, a sostegno delle vittime del fenomeno, nella consapevolezza che – riprendendo lo slogan dell’Iniziativa il Poliziotto un amico in più – 12° edizione 2011-2012 – “Tutti liberi, nessuno escluso dal rispetto delle regole”, proprio perché le regole non limitano la libertà, ma la tutelano.
L’evento, ha rappresentato l’occasione per focalizzare l’attenzione verso la cultura della legalità in generale, suscitando il vivo interesse dei ragazzi, che hanno avuto l’opportunità di un proficuo confronto con coloro che vantano una particolare esperienza, come i poliziotti, permettendo loro di approfondire il complesso tema della legalità, nelle sue sfaccettature che investono ogni singolo aspetto della vita, non solo scolastica, dei ragazzi.
mercoledì 15 febbraio 2012
Gran Gala di Carnevale, sabato 18 febbraio 2012
48 ore ancora alla briosa e stravagante serata carnevalesca che il Comitato Nobile Quartiere Monte ha quest'anno organizzato, nei locali dell’Hotel Villa Romana a partire dalle ore 20.30, una serata all'insegna del sano divertimento degustando prelibate delizie.
Abbiamo voluto ricreare, afferma il presidente Filippo Rausa, una classica serate di carnevale, quelle di una volta, dove le famiglie dei quartieri si incontravano e tra un ballo ed un altro degustando "fave pizzicate, chiacchiere, sfingi" ed altre delizie.
Ci auguriamo, continua Rausa, di avere un buon riscontro anche per potere riproporre per gli anni a venire iniziative analoghe, non solo per il carnevale, ma anche in altri periodi e per altri eventi.
Chiunque avesse il piacere di unirsi alla già nutrita comitiva e partecipare al "Gran Galà di Carnevale" può farlo rivolgersi ai soci del quartiere o contattando Filippo Rausa tel. 338.8397598; Silvio Annaloro tel. 347.5181613 o tramite il sito internet www.quartieremonte.com all’indirizzo di posta elettronica quartiere.monte@email.it
La prenotazione è obbligatoria, verrà servito un frivolo banchetto stuzzicante con tavola calda (arancino, trancio di pizza e calzone, patatine per i bambini), spaghetti e il dolce a conclusione della serata, acqua e vino a volontà.
La quota di partecipazione è di 12 euro a persona.
Auguri Alfredo
Auguri al nostro Socio Alfredo Bandiera che ieri giorno di san Valentino ha festeggiato il suo 38esimo Compleanno.
La Presidenza ed il Consiglio gli augurano ogni bene.
martedì 14 febbraio 2012
Auguri agli Innamorati
Dal Nobile Quartiere Monte
a tutti i quartieranti e i concittadini d'ogni età.
Se l'amore non ti ha fatto commettere mai neanche la più piccola follia,
vuol dire che non hai mai amato (W. Shakespeare)
lunedì 13 febbraio 2012
domenica 12 febbraio 2012
Il servizio sulla mozione di sfiducia a cura di Start News
Di seguito riportiamo il link della testata giornalistica Start News relativa il servizio sulla mozione di sfiducia al sindaco Nigrelli, un lavoro ben fatto che merita di essere visionato, anche per rendere edotti tutti i quartieranti, i cittadini sulle motivazioni che hanno indotto gli 11 consiglieri comunali ha sottoscrivere quel documento che è stato discusso, e infine dopo avere ascoltato le ragioni del Sindaco, votato dal civico Consiglio comunale.
![]() |
| Filippo Rausa |
Approfitto dell’occasione, per esprimere il mio modesto pensiero sulla utilità della mozione di sfiducia.
Per chi come me ha ricoperto i ruoli di Consigliere Comunale (1993/1997), e di Assessore nell'Amministrazione Sottosanti (II legislatura 1997/1999), ritengo aberrante la mozione di sfiducia ai Sindaci (anche se prevista e più volte modificata dalla legge elettorale), che invece dovrebbe essere messa in atto nel caso in cui questi si macchino di gravi atti nei confronti della comunità amministrata.Certo è, che una mozione di sfiducia non si nega a nessuno, e così da quando la Legge ha previsto l’elezione diretta del Sindaco, tutti i sindaci, chissà perché, dopo l’ampio voto popolare della comunità, hanno dovuto affrontare questa mannaia, Sottosanti, I legislatura, passata indenne; Sottosanti II legislatura, decapitato; Velardita, Prestifilippo e ora Nigrelli, usciti indenni.
La storia di uomini che seppure suffragati dal voto popolare, hanno dovuto confrontarsi e scontrarsi in quell’agone politico del gioco delle parti tra maggioranza ed opposizione consiliare, dove il più delle volte i ruoli si invertono e il gioco si fa sempre sporco.
Sindaci accusati di essersi ammantati della virtù dei cesari, Assessori accecati dal potere ricevuto, per giungere ai Consiglieri comunali che scordandosi del mandato elettorale ricevuto dal popolo, si sono limitati ad approvare in aula bilanci, relazioni, regolamenti, delegando paradossalmente la risoluzione delle istanze dei cittadini, dei quartieri, delle contrade alla sola Amministrazione.
| Aula consiliare |
Ricordo ancora la mozione di sfiducia al sindaco Sottosanti (1999), portata avanti come sempre dalla opposizione che fomentava i concittadini contro il sindaco e noi assessori, con la promessa che un altro sindaco, un'altra Giunta municipale avrebbero dato le giuste risposte, il lavoro, lo sviluppo; a loro in aula si aggiunsero alcuni consiglieri del partito del sindaco scontenti, perché non appagati......, e così per la felicità di quella opposizione, la mozione passò.
Per me sarebbe facile ora tirare le conclusioni degli ultimi dodici anni trascorsi, ma se il tempo e galantuomo e puntualmente da le risposte, non mancherà ai lettori fare un excursus di ciò che è stato, di chi ci amministrava ieri e di chi ci amministra oggi.
A volte mi chiedo dove siano finiti quei consiglieri rivoluzionari di Alleanza Nazionale, quei traditori del mandato popolare, mentre loro sono spariti dallo scenario politico e associativo in genere, gli strateghi hanno ricoperto ogni ruolo nelle istituzioni; altri ancora, chi non stà nella barca, aspettano il turno nella speranza di essere eletti e cambiare, dicono loro, le sorti di questa Città.
Sarà, ma io che ho una visione diversa del “fare la politica” (la definizione di "politica" risale ad Aristotele; secondo il filosofo, "politica" significava l'amministrazione della "polis" per il bene di tutti, dove tutti i cittadini partecipano), da sempre, dai primi anni che entrai a far parte di questa bella realtà che è il Comitato di quartiere, 1980, con tanta passione ed impegno ho porto avanti, insieme ai tanti soci del Comitato, le tematiche di un grande quartiere come il nostro (sempre decantato dalla politica e ancor più facilmente dimenticato),
senza dovere aspettare l’eventuale turno per potere mettere in campo le mie virtù nell'amministrare le sorti della Città, lavorando nell'interesse del quartiere, comunque al di la del colore di maglia che indossa il Primo Cittadino, perche nella società le rivoluzioni culturali, intellettuali sono sempre partite dal popolo che troppo spesso si scorda di avere un grande ruolo, la SOVRANITA' che purtroppo e troppo spesso delega ad arrivisti e salta banchi, ad ogni competizione elettorale che essa sai Amministrativa, Regionale, Nazionale. Filippo Rausa
La Domenica con Gesù, VI del Tempo Ordinario
……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale.
a) nel lebbroso, l'ardire, con cui viene a Gesù, senza farsi scrupolo di trasgredire le prescrizioni sull' isolamento; la sua fiducia nel rabbi' di Nazareth, che si manifesta nell' umile preghiera, "Se vuoi, puoi purificarmi ! " e di adorazione, “lo supplicava in ginocchio";
Il miracolo suscita sempre stupore. Esso è, però, uno stupore, che non è fine a se stesso. Il miracolo è, invece, come una freccia, scoccata dall'arco, che orienta lo sguardo sul bersaglio; è come un dito puntato, che attira l' attenzione non su se stesso, ma sulla persona indicata (Gesù).
I Lettura. " Sarà impuro, finchè durerà in lui il male". Lv 13,1-2. 45-46
Salmo. " Tu sei il mio rifugio, mi liberi dall' angoscia". Sal 31
II Lettura. " Fratelli, sia che mangiate sia che beviate sia che facciate qualsiasi altra cosa, fate tutto per la gloria di Dio " . 1 Cor 10, 31-11, 1
Vangelo. .. Un lebbroso, .. lo supplicava.."Se vuoi, puoi purificarmi! ". Lo voglio, sii purificato! "Mc 1,40-45
La successione dei fatti, presentati da Marco, nell I Capitolo del suo vangelo, si prefigge di "scavare" nel mistero della persona di Gesù. Alla forza della sua parola, che ha attirato i primi discepoli, che ha sconfitto gli spiriti immondi e le infermità fisiche degli uomini, ora segue la guarigione del lebbroso.
Tra tutte le malattie, la lebbra era considerata quella che rendeva impuro l' uomo, perché era, per eccellenza, segno del peccato.
Le guarigioni dalla lebbra, quindi, diventano simbolo della guarigione dal peccato e sono rappresentate, nei vangeli, come segno e prova del potere di Gesù, in quanto Messia e Figlio di Dio. Essere guariti da questo male, significava essere riammessi alla vita familiare, sociale e religiosa.
Vediamo che un lebbroso viene incontro a Gesù, si prostra davanti a lui e lo supplica di guarirlo. Il lebbroso fa a Gesù una richiesta precisa: "Se vuoi, puoi purificarmi ".
Gesù si muove a compassione, accoglie la richiesta e gli ridona la salute fisica. Notiamo che Gesù supera il legalismo giudaico, che vietava il contatto con persone, affette da questo male, e tocca il lebbroso.
Le parole, che Gesù pronuncia, " Lo voglio, sii purificato ! ", mettono in evidenza, come un semplice gesto e la parola del Signore, ridiano al lebbroso la salute fisica e la rinascita alla vita sociale.
L'evangelista, a questo punto, sottolinea che Gesù "ne ebbe compassione", riconoscendogli, cosi, anche una grande vicinanza e solidarietà nei confronti di chi è ammalato e/o soffre.
E' la compassione verso ogni sofferenza umana, che si colloca all'origine della predicazione di Gesù. E' proprio la sua tenerezza, che lo porta a commuoversi, fino a non trattenere i segni esterni della compartecipazione alla sofferenza degli altri.
La guarigione del lebbroso annuncia che il regno di Dio è arrivato e dimostra il potere di Gesù, in quanto Messia e Figlio di Dio. Marco, nel raccontare il miracolo, fa notare:
a) nel lebbroso, l'ardire, con cui viene a Gesù, senza farsi scrupolo di trasgredire le prescrizioni sull' isolamento; la sua fiducia nel rabbi' di Nazareth, che si manifesta nell' umile preghiera, "Se vuoi, puoi purificarmi ! " e di adorazione, “lo supplicava in ginocchio";b) in Gesù: la misericordia, che gli fa accogliere la preghiera del lebbroso, "lo voglio, sii purificato"; l' istantaneità, con cui compie la guarigione: bastano una parola e il gesto di toccare, e viene ridonata all' ammalato la salute fisica e la rinascita nella vita sociale.
Perché Dio, che può tutto, "fa soffrire ? " Facciamo attenzione, anche l' atteggiamento di Dio, nei confronti della malattia, è di un netto rifiuto: Dio non ama la malattia. Gesù, infatti, ha compassione per tutti gli ammalati.
La malattia non è un bene per l' uomo, casomai un momento di prova (ricordiamo la storia di Giobbe). Conseguentemente, lottare con tutte le forze, contro la malattia, è non solo un atteggiamento legittimo, ma, bensì, mettersi dalla parte di Dio.
Come Gesù ha guarito gli ammalati,che gli si sono avvicinati, così, oggi, spetta all'uomo continuare l' opera di Gesù, compiere altri "miracoli", servendosi dei mezzi che la scienza offre.
I miracoli hanno la funzione di accreditare l' opera di Gesù.
Le profezie dell' A.T. annunciavano, infatti, le guarigioni di malati come segno della venuta del tempo messianico.
Il miracolo suscita sempre stupore. Esso è, però, uno stupore, che non è fine a se stesso. Il miracolo è, invece, come una freccia, scoccata dall'arco, che orienta lo sguardo sul bersaglio; è come un dito puntato, che attira l' attenzione non su se stesso, ma sulla persona indicata (Gesù). I miracoli di Gesù raggiungono il loro scopo, se, negli osservatori, diventano "segni". Possiamo dire che il miracolo si sviluppa su due livelli: il primo riguarda l' evento da tutti percepito, il secondo riguarda il significato del fatto ( la venuta del Messia liberatore e salvatore).
Marco,quindi, presenta Gesù, che annuncia la vicinanza del regno. Come possiamo notare, qui c'è un importante insegnamento per i discepoli di tutti i tempi: Dio è il Dio della compassione e noi lo serviamo, soltanto, quando ci prendiamo cura dell' uomo e della sua liberazione dal male fisico, sociale e morale.
mons. Antonio Scarcione
Iscriviti a:
Post (Atom)


























