
mercoledì 30 dicembre 2009
Felice 2010 per tutti…

giovedì 24 dicembre 2009
Auguri di Buon Natale

martedì 22 dicembre 2009
L’estasi nell’ammirare la Madonna delle Vittorie

L’icona di Maria SS. delle Vittorie, regina e patrona della città di Piazza Armerina e della Diocesi, dopo il restauro che l’ha restituita al suo antico splendore, viene esposta al Museo diocesano per essere contemplata, venerata, da vicino.
Un’occasione unica e irripetibile come ha confermato il direttore del museo don Pino Paci, a cui va il nostro plauso, per la mirabile iniziativa. La sola Icona appaga tutte le opere d’arte che sono mostrate nelle sale espositive, ma a poco valgono ulteriori parole, perché l’emozione di vederla da vicino, rivolgerle una preghiera, vi lascerà colpiti ed affascinati a tal punto da indurvi a ritornare a rivederla ancora una volta.
Grazie Eccellenza, non poteva farci migliore regalo di Natale.
Filippo Rausa -(foto filipporausa)
domenica 20 dicembre 2009
La Capanna di Gesù in piazza Castello

A dire il vero nel 1995, allora eravamo il braccio operativo della Chiesa Collegiata del SS. Crocifisso, guidati dal compianto don Michele Nicosiano, realizzammo il presepe vivente nel giardino esterno del Castello Aragonese.
Un’esperienza unica e irripetibile, furono coinvolte oltre 50 persone e si lavorò sodo per oltre un mese e mezzo per la costruzione degli ambienti e le scenografie.

L’anno successivo realizzammo la prima capanna di Gesù nel giardino Carmelo Scibona di via Floresta, proprio davanti la statua di pietra, nello stesso luogo fu realizzata nel 1997 e nel 1998.
Dal 1999 al 2000 la capanna venne realizzata in piazza Cattedrale prospiciente la Basilica.
Dal 2001 ad oggi la “Capanna di Gesù bambino” a trovato dimora nella grande aiuola di piazza Castello.

Ci auguriamo che tutti coloro che passano da li, non guardino solo l’aspetto esteriore della capanna, ma colgano il messaggio di Salvezza e di Amore che Dio ci ha lasciato.
Filippo Rausa
sabato 19 dicembre 2009
L'Icona di Maria SS. delle Vittorie in mostra al Museo Diocesano

giovedì 17 dicembre 2009
Babbo Natale visita i bambini della scuola Trinità

Siamo certi che la magia del Natale, l'atmosfera carica di emozioni, trasportera i bambini in quell'immaginario mondo fiabesco, che certamente verrà ricordato per il resto della vita, come una tradizione magica che si perpetua anno dopo anno.
Babbo Natale, ascolterà le varie e diverse richieste ed infine donerà a tutti caramelle e cioccolatini, promettendo, a chi non farà disperare mamma e papà, un regalo la notte di Natale, in cui nasce Gesù bambino.
martedì 15 dicembre 2009
Iniziative Santo Natale

Da sabato 12 dicembre fino al 6 gennaio è visibile il Presepe artistico, realizzato nella grande aiuola sottostante il Castello Aragonese;
Babbo Natale, sentito telefonicamente, ci ha assicurato la sua presenza all’Istituto comprensivo Luigi Capuana, plesso Trinità, per fare vivere a tutti i ragazzi delle materne e delle elementari l’atmosfera della visita di Babbo Natale;
Per l’occasione Babbo Natale sarà per le vie del Centro Storico, nei giorni precedenti il Santo Natale;
Infine, giorno 6 gennaio, prima dell’imbrunire in piazza Garibaldi, verrà realizzato il grande Falò alla Befana.
Si coglie l'occasione per ringraziare l'Amministrazione Comunale, Assessorato Feste e Tradizioni, per il patrocinio dell'iniziativa e si augura a tutta la cittadinanza un felice e sereno Natale.
sabato 12 dicembre 2009
Bisognerebbe mettere la croce sulla bandiera Italiana

Il vice ministro Castelli ha proposto di inserire la croce cristiana sulla bandiera italiana.
Questa premessa perché l’argomento sopra accennato è stato tirato in ballo nel corso della riunione di Consiglio direttivo di lunedì 7 dicembre.
Mentre si discuteva sulle cose da fare in preparazione del santo Natale, sulla realizzazione della classica capanna di Gesù bambino in piazza Castello, provocatoriamente un componente disse: “ma non pensate che potremmo urtare la sensibilità di un mussulmano che si trovi a passare da quelle parti”?.
Che mai l’avesse detto, si è aperto un vespaio sul cosiddetto buonismo italiano, sul timore di irritare il prossimo se di religione diversa, sui crocifissi da togliere, comunque, alla fine dopo ampia discussione, tutti ci siamo trovati concordi sulla difesa delle nostre tradizioni, condividendo pure la proposta leghista, di inserire la croce sulla bandiera.
In effetti noi non ci troviamo niente di così catastrofico se domani venisse inserita la croce sul tricolore.
D’altronde la croce è molto di più di un simbolo religioso. E' il simbolo della cultura occidentale.
Il cristianesimo ha fondato la storia di tutti gli stati dell'Occidente. Un simbolo di unità, non di divisione.
L'identità nazionale si difende anche con i simboli della cultura cristiana. Quella che ha fondato l'Occidente.
Nella storia della bandiera d’Italia la croce c'è già stata nel 1848 (Bandiera Sensiglia del 15º Reggimento di Linea Messapia) del Regno delle Due Sicilie, il Tricolore reca al centro la Croce del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio; successivamente con il Regno d’Italia il 17 marzo 1861, per essere ammainata dopo un secolo (98 anni per l’esatezza), il 19 giugno 1946, quando l’Italia era già una repubblica.
In Italia è presente in tutti i luoghi statali. Tribunali, carceri, ospedali, stazioni di pubblica sicurezza. Anche a scuola il crocefisso ricorda la cultura nazionale. Cultura, religione, società e storia non possono essere separati in nessun Paese del mondo.
Già un sociologo ateo se n'era accorto. Emile Durkheim diceva: ""Non esiste una società conosciuta, senza religione. La religione ha dato tutto ciò che è essenziale allo sviluppo della società".
Ma anche Frèderic Le Play: "I popoli vivono delle loro credenze e muoiono delle loro incredulità". Qualche settimana fa con propria ordinanza il sindaco di Enna, Rino Agnello, del PD ha intimato ai presidi di non togliere alcun crocifisso dalle aule, pena multe di 500 euro, eppure ci viene da dire il sindaco di Enna non è un leghista.
Nel mondo sono 25 gli Stati che hanno il simbolo cristiano della croce sulla loro bandiera nazionale.
Australia, Città del Vaticano, Danimarca, Dominica, Figi, Finlandia, Georgia, Grecia, Isola Anguilla, Isola Bouvet, Isole Cocos, Isole Cook, Isola Falkland, Isole Faroe, Islanda, Malta, Norvegia, Nuova Zelanda, Regno Unito, Repubblica Dominicana, Slovacchia, Svezia, Svizzera, Tonga, Tuvalu.
Inoltre Andorra ha sulla sua bandiera uno stemma con la tiara del vescovo e il bastone pastorale.
Per cui la proposta della Lega di apporre la croce, il simbolo della nostra cultura nazionale sulla bandiera nazionale italiana è perfettamente in linea con la scelta operata già da parecchi anni da 25 stati cristiani che hanno scelto di mostrarla come parte integrante del loro vessillo.
La croce è dappertutto. Solo l'ignoranza no lo sa. Un esempio?
La croce di San Giorgio (rossa su fondo bianco) è una delle due croci presenti sulla bandiera nazionale del Regno Unito, insieme a quella di Sant'Andrea, ed è parte anche del vessillo di Grecia, Georgia, Nuovo Galles del Sud e di due regioni italiane, Liguria e Sardegna.
La croce è presente sullo stemma di 25 grandi città mondiali, di cui 17 italiane tra cui Milano, Mantova, Padova, Genova, Reggio Emilia, e un migliaio di città “minori” tra cui Belluno, Alessandria, Parma, Domodossola, in Sicilia Messina e Caltagirone.
La croce di San Giorgio è anche sullo stemma di 9 società calcistiche italiane tra cui Milan, Genoa, Parma, Bologna, Novara, Sampdoria, Messina.
L'immagine di San Giorgio a cavallo che uccide il drago è presente su un totale di 135 stemmi di città e stati.
Inoltre è presente sullo stemma delle Forze armate russe, del Procuratore generale della Russia, (pensare che fino a ieri la Russia era comunista) e dell'Arma di Cavalleria dell'Esercito Italiano.
La croce greca è presente su tutte le autoambulanze dei Paesi occidentali...
Il rischio Eurabia è reale. Eurabia è una teoria geopolitica che si riferisce ad un ipotetico scenario futuro in cui l'Europa, a causa della continua massiccia immigrazione islamica e dello scarso tasso di natalità delle popolazioni europee autoctone rispetto a quello degli immigrati arabo-islamici, finirebbe con lo snaturare nel giro di qualche decennio la propria identità, mettendo allo stesso tempo a rischio le proprie libertà civili (in particolare quella d'espressione) oltreché la laicità dei vari Stati.
Viene infatti prospettato il rischio che i musulmani, una volta divenuti "massa critica", possano pretendere l'inserimento nei vari ordinamenti giuridici nazionali di norme provenienti dalla Shar'ia, la legge islamica.
La Svizzera ha giustamente detto no ai minareti anche per difendere la croce che dal 1918 è sulla sua bandiera, l'unica quadrata assieme a quella del Vaticano.
Non si tratta di negare luoghi di culto agli immigrati, si tratta di difendere e rivendicare un'identità, senza la quale non può esserci nemmeno accoglienza.
Filippo Rausa
Bisognerebbe mettere la croce sulla bandiera Italiana
mercoledì 9 dicembre 2009
I cittadini iniziano a reclamare, entro Natale vogliono i Cavalli

la presente per comunicarle che questo Comitato di Quartiere quest’oggi presso i locali della sede di via Vittorio Emanuele, 19, si è visto presentare alcuni concittadini “quartieranti”, con i modelli “Richiesta Cavallo”, indirizzati al Sindaco.

Andiamo bene a risposto il presidente Purrazza, ed io, per mantenere la serietà con la quale si svolgeva la richiesta di accettazione degli stampati, ho risposto, che domani personalmente avrei consegnato il tutto agli impiegati dell’Ufficio Protocollo comunale.
Ha dire il vero, dopo il tuo TG ARAI (che significa - Agostino RAI), condotto insieme a fratello Guglielmo, qualcosa in città è cambiato e, per dimostrartelo allego qualche foto che ritrae i nostri concitt


Potrai pure notare, alcune foto di autocarrozzerie che gratuitamente ritirano l’autoveicolo da demolire, consegnando in cambio un cavallo di razza nostrana, il sanfratellano.
A proposido a Piazza queste officine verranno chiamate "Cavallozzerie"
Altre foto di chi non può fare a meno dell’amata auto, ma che si adegua alla nuova moda.

Altri ancora, i più tradizionalisti amanti del camion che iniziano a fare le prove facendosi trainare da un piccolo vitello, chi inizia alla guida dei buoi aspettando l'arrivo degli amati cavalli, insomma, di tutto e di più.



Con la biga un noto cavaliere giostrante, fa le prove, chissa per il Palio dei Normanni non cambi pure qualcosa !!!.

Al posto delle lape e dei furgoncini, alle botteghelle vicino il Tre Stelle, ieri, è comparso un bel carretto pieno colmo di cianfrusaglie, devo dirti uno spettacolo.


Comunque, ultima chicca, ma tu forse non ci crederai, ieri sono stato a Catania, in autostrada a chi ti incontro: una famiglia di piazzesi che stavano andando ad Etnapolis, roba da matti, ti hanno preso in parola, trainati da due muli, viaggiavano alla grande, emissione gas nocivi quasi zero, perchè ogni tanto scorreggiava un mulo.


domenica 6 dicembre 2009
La tradizione di San Nicola a Piazza Armerina

Nicola fu vescovo di Myra in Licia è venerato come santo dalla Chiesa cattolica, dalla Chiesa ortodossa e da diverse altre confessioni cristiane.
Noto anche come san Nicola di Bari, san Nicola di Myra, san Nicola Magno e san Niccolò, è famoso anche al di fuori del mondo cristiano perché la sua figura ha dato origine al mito di Santa Claus (o Klaus), conosciuto in Italia come Babbo Natale.
San Nicola, proveniva da una famiglia nobile, scoprì fin da ragazzo la sua vocazione religiosa e dedicò interamente la sua vita alla fede cristiana, fu eletto vescovo per le sue doti di pietà e di carità molto esplicite fin da bambino, fu considerato santo anche da vivo. Durante la persecuzione di Diocleziano, pare sia stato imprigionato fino all’epoca dell’Editto di Costantino.
Le reliquie di San Nicola furono traslate a Bari da alcuni pescatori, e per ospitarle fu costruita una basilica nel 1087, Bari è da allora meta di pellegrinaggi da parte dei fedeli.
San Nicola è considerato il patrono da parte di molte categorie di persone: marinai, mercanti, arcieri, bambini, prostitute, farmacisti, avvocati, prestatori di pegno, detenuti. È anche il santo patrono della città di Amsterdam e della Russia.
San Nicola è il leggendario Santa Claus dei paesi anglosassoni, e il NiKolaus della Germania che a Natale porta i doni a bambini.
Tutte le versioni del Babbo Natale moderno derivano dallo stesso personaggio storico, il vescovo San Nicola di Mira, di cui si racconta che fosse solito fare regali ai poveri.
La leggenda di San Nicola è alla base della grande festa olandese di Sinterklaas (il compleanno del Santo) che, a sua volta, ha dato origine al mito ed al nome di Santa Claus nelle sue diverse varianti.
In Europa (in particolare nei Paesi Bassi, in Belgio, Austria e Germania) viene ancora rappresentato con abiti vescovili e con la barba.
Platia, l’antica Piazza Armerina la cui storia si perde nella notte dei tempi è strettamente legata a San Nicola per le seguenti motivazioni.
Il colle dove i normanni nostri antenati edificarono la città di Platia, comunemente definito Monte (quartiere), topograficamente è chiamato Colle Mira o Monte Mira.
Questo toponimo certamente ebbe origine dalla presenza di una antica chiesa o cappella dedicata in epoca bizantina a San Nicola vescovo di Mira. (I bizantini erano presenti in Sicilia prima dell’arrivo degli arabi e dei normanni).
E certo che dopo la fondazione della città o la predetta chiesa bizantina venne ingrandita oppure i Piazzesi ne costruirono una nuova, nei secoli sempre officiata, fino alla scomparsa del parroco, il compianto don Michele Nicosiano (1996), e per qualche anno ancora aperta in alcuni giorni dell’anno da don Roberto Cona.
Dell’esistenza della chiesa di San Nicola in quei secoli se ne ha la certezza poiché nel 1308 pagava la decima alla Santa Sede, ed inoltre per la presenza nei comuni di Enna e di Gela di due chiese dedicate a San Nicola di Platea, a testimonianza che la grande devozione del popolo piazzese era stata trasmessa alle città vicine, a tal punto da consacrare le chiese con il titolo di S. Nicola de Platea, quasi che il santo fosse proveniente dalla nostra città o in essa si conservassero sue reliquie.
La chiesa di San Nicola per qualche secolo ebbe il titolo di chiesa sacramentale (aveva la cura delle anime dei fedeli di tutta la città insieme alle chiede del Patrisanto/Teatini e San Martino), in essa operava la “Compagnia delli maestri della venerabile cappella di Maria SS. della Catena.
Dalla presenza di questa Compagnia o Confraternita la chiesa in futuro verrà anche chiamata Maria SS. della Catena.
La rimodulazione delle parrocchie prima, inizi anni ’90, la morte del parroco dopo, ne determinarono l’inesorabile abbandono a favore della nuova chiesa parrocchiale, la Cattedrale e quelle maggiormente frequentate, Collegiata del Crocifisso e Angeli Custodi.
Il quegli anni il nuovo responsabile, (l’incaricato vescovile per la cura delle anime) piuttosto che “aprirsi al prossimo”, concentra a se tutti i “pseudo poteri”, si fa consegnare le chiavi dell’edificio sacro dai due laici che fino a quel momento ne avevano osservato la cura ed il decoro, determinandone l’irrimediabile abbandono.
La storia della chiesa di San Nicola, o come volgarmente solere chiamarla Madonna della Catena, degli ultimi dieci anni è sotto gli occhi di tutti, perennemente chiusa o aperta solo nella ricorrenza della Madonna, fino a quando la staticità del campanile ne ha omesso pure questa ricorrenza.
Ahimè, la tradizione di festeggiare S. Nicola a Piazza Armerina è ormai tramontata, rimane solo il ricordo gioviale di padre Nicosiano che in questa occasione portava i ragazzi dell’Azione cattolica, delle classi catechistiche e del gruppo sportivo a festeggiare San Nicola con una solenne cerimonia eucaristica.
Ricordo ancora, perché ci teneva tanto sottolineare nell’omelia, il nesso tra San Nicola e Babbo Natale.
Dopo la Messa nella grande sacrestia, tutti, grandi e piccini aspettavano la distribuzione di caramelle e cioccolatini; un anticipo dello spirito della bontà del Natale.
Concludiamo questa nostra breve ricognizione storica, citando le parole pronunziate dal Cardinale Christoph Schönborn, OP, Arcivescovo di Vienna, mercoledì 1° ottobre 2009, "E' una grave ferita nel Corpo di Cristo che le chiese abbiano le porte chiuse", e ci sia consentito aggiungere, è ancor più grave chiuderle ed abbandonarle a se stesse, facendo perdere ad esse oltre al patrimonio artistico ed architettonico, l’identità di storia, cultura, e tradizioni che i nostri antenati ci hanno tramandato.
Filippo Rausa
venerdì 4 dicembre 2009
Patroni d'Europa in mostra al Museo Diocesano

In mostra 27 opere pittoriche, relative ai Santi protettori dei 27 paesi che attualmente compongono l’Unione Europea.
Inoltre saranno esposte 5 opere scultoree, relative ai Santi che la Chiesa ha indicato come protettori dell’intero continente».
La mostra vuole documentare, attraverso questi Santi emblematici, il comune cammino spirituale che ha attraversato l’Europa tutta, fin dai primi secoli dell’era cristiana.
La mostra, il cui ingresso è gratuito, resterà aperta dal 5 dicembre al 31 gennaio 2010.
Sarà visitabile:
Le scolaresche e i gruppi potranno visitare la mostra di mattina previa prenotazione.
L’allestimento e la cura della mostra sono assicurati dall’Associazione Domus Artis e dal prof. Alfonso Gambacurta.
giovedì 3 dicembre 2009
L'assesssore alla viabilità Cimino rassicura il comitato del quartiere Monte sul potenziamento del trasporto pubblico urbano

Guglielmo Bongiovanni
martedì 1 dicembre 2009
Il Quartiere incontra l'Assessore alla Viabilità

All'ordine del giorno diversi argomenti: potenziamento del servizio urbano; ripristino delle corse urbane nella zona via Crocifisso fino al quartiere Canali; maggiore controllo da parte della Polizia municipale, per il rispetto del codice della strada.
giovedì 26 novembre 2009
L’illegalità graffiante sul Codice della Strada

La frequenza con la quale vengono commesse violazioni ai sensi di marcia imposti dalla segnaletica su via Monte, via Crocifisso e strade limitrofe è incredibile.
L’indice di illegalità è persistente con sprezzo delle leggi, di quel CODICE DELLA STRADA tanto acclamato dai media, ma inosservato da una parte di “cittadini” che continuano a percorrere due importanti arterie del centro storico a doppio senso di marcia, incuranti della segnaletica stradale, che prevede, da oltre tre anni, i sensi unici.
Per cui è di moda percorrere via Monte, via Crocifisso contromano, uno sport spocchioso per i tanti che raggianti si prendono beffe di quanti sono rispettosi della Legge.
Capita spesso e volentieri, che quando ai trasgressori gli viene fatto osservare che la via è a senso unico, questi si infastidiscono, e deve andare bene, in altri casi viene fuori l’intimidazione a farsi da parte con il proprio autoveicolo e lasciare il passo.
L’effetto collaterale, di notevole impatto psicologico, del perpetuarsi di questa situazione è che coloro i quali rispettano le regole si sentono degli ingenui di fronte a una massa di pseudo furbi.
Eppure, il CODICE DELLA STRADA al TITOLO V – NORME DI COMPORTAMENTO è chiaro: Art.146 - Violazione della segnaletica stradale.
1. L'utente della strada è tenuto ad osservare i comportamenti imposti dalla segnaletica stradale e dagli agenti del traffico a norma degli articoli da 38 a 43 e delle relative norme del regolamento.
2. Chiunque non osserva i comportamenti indicati dalla segnaletica stradale o nelle relative norme di regolamento, ovvero dagli agenti del traffico, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 38 a euro 155. Sono fatte salve le particolari sanzioni previste dagli articoli 6 e 7, nonché dall'articolo 191, comma 4.
3. Il conducente del veicolo che prosegue la marcia, nonostante che le segnalazioni del semaforo o dell'agente del traffico vietino la marcia stessa, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 150 a euro 599. (2)
3-bis. Quando lo stesso soggetto sia incorso, in un periodo di due anni, in una delle violazioni di cui al comma 3 per almeno due volte, all'ultima infrazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da uno a tre mesi, ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI.
Detto ciò, non sta a noi suggerire ciò che dovrebbe fare il capitano della Polizia Municipale Pietro Viola, ma è pur certo che se venissero effettuate attività di controllo, prevenzione e repressione con sanzioni agli abituali trasgressori, questo andazzo di cose nel giro di poche settimane finirebbe.
Pertanto, questo Comitato di Quartiere auspica, che l'Amministrazione Comunale nella persona dell’Assessore Cimino, del Comandante Viola, predispongano iniziative volte ha fare osservare il Codice della Strada, per tutelare la moltitudine di cittadini che rispettosi delle Leggi, a tali norme si attengono.
lunedì 23 novembre 2009
Ma chi spazza le nostre strade?

Lui, era il Netturbino di una zona del Quartiere, di una porzione di città, la gente lo conosceva personalmente, c’era un certo rispetto, le nostre mamme gli indicavano luoghi più o meno sporchi, e Lui con zelante impegno era pronto a ripulire per quel sano vivere comune e per affrancarsi il giusto compenso che la Ditta gli assicurava.
Quei tempi, oggi, sembrano così lontani, che la nostra breve descrizione sembra uscita da chissà quale racconto fiabesco.
Infatti, oggi il netturbino è diventato raro, esemplari in via d’estinzione, non spazzano più le strade dei quartieri, a stento vengono comandati per le principali vie cittadine, ogni tanto qualcuno compare in qualche viuzza con la scopa, si, ma che utilizza come sostegno per le braccia mentre boccheggia una sigaretta, aspettando l’incedere delle ore per la fine del servizio.
Nel frattempo ampie zone del quartiere si ricoprono di ogni tipo di rifiuto, esanimi per terra, convivono le foglie di stagione, che ahimè cadono da sole, le carte, le cicche che gli “incivili piazzesi” buttano abitualmente per terra (vorrei vedere se a casa loro sono soliti fare così, dubito).
Alla fine, chi spazza le strade? Se non piove e l’acqua tutto porta via, ci pensano senza alcun compenso i singoli abitanti delle vie, la zia Carmela, la signora Lucia, Lina, Maria, Concetta e le altre.
Ora, noi ci rendiamo conto dei gravi problemi che attanagliano gli ATO rifiuti in Sicilia, i mancati pagamenti delle mensilità qualche stagione fa, gli scioperi, le proteste, etc, e per questo siamo solidali con loro, ma è anche vero che bene o male quei problemi oggi sono solo un ricordo; e allora perché il servizio di spazzamento nel quartiere viene fatto solo nelle principali arterie?.
Detto ciò, è chiaro affermare che in buona parte del Quartiere e della città non sono assicurati e garantiti livelli igienici soddisfacenti, e allora oltre alle rimostranze all’Amministrazione Comunale, chiederemo ai responsabili del servizio di Piazza Armerina (che materialmente distribuisce gli uomini sul territorio), il piano di spazzamento che interessa il nostro quartiere, per conoscere gli operatori e accompagnarli se necessario la dove la spazzatura e di casa.
sabato 21 novembre 2009
giovedì 19 novembre 2009
Servizio Urbano...

Noi siamo con gli Imprenditori che si spendono per dare un servizio alla comunità, ora insieme possiamo sollecitare l’Amministrazione Nigrelli affinché metta in campo tutte quelle risorse per trasformare, potenziare il servizio urbano, che possa soddisfare le esigenze dei cittadini e consentire loro di fare a meno della propria autovettura, sapendo di trovare una serie di autobus urbani che possa portarli dove vogliono, o quasi.
Per quanto riguarda il servizio richiesto da questo Comitato di Quartiere alla passata Amministrazione, anche se in via sperimentale, ma che comunque era stato creato per restare perenne, vedi l’istituzione dei sensi unici di marcia, in via Monte, Crocifisso, etc, fu inizialmente sospeso per i lavori della nuova rete idrica operati da acquaenna.
Avevamo assicurazione da parte dell’Amministrazione Nigrelli, che completati i lavori, il servizio urbano sarebbe ripreso e invece sono trascorsi sei mesi e non ci pare che la cosa interessi nessuno.
Prendiamo atto che Voi, avete sospeso il servizio per mancanza di sostegno economico, (ma quanto costava in più?...); pertanto sarà nostro interesse sollecitare il Comune affinché ripristini un servizio utilissimo, perché rivolto ad una fascia di popolazione, abitualmente definita anziana.
Per il resto, sono inutili le parole, occorre essere operativi, parafrasando il Vangelo: Bussa e ti sarà aperto, Chiedi e ti sarà dato.
Ad maiora, Filippo
sabato 14 novembre 2009
A proposito di Strisce Blu

Prova ne è, che il Consiglio Comunale con questo punto all’ordine del giorno è stato convocato per ben tre volte, ultima delle quali giovedì 12 novembre.
La politica farà il suo corso, ma da Lunedì 16 novembre una cosa è certa, le strisce blu saranno operative.
Noi non sappiamo se verniciare di blu l’intera città risolverà i problemi del traffico, anzi, forse questi aumenteranno, ma comunque ed è questo il nostro pensiero, solo tra qualche tempo potremmo affermare se le strisce blu sono utili per la città.
Ad oggi, il Comitato di Quartiere Monte non ha preso nessuna posizione su questo argomento, certamente siamo contrari alle strisce blu se queste sono in prossimità di un luogo di culto quale la Cattedrale.
In effetti è strano vedere che in piano Fedele Calarco sono state tracciate le strisce blu sul lato sinistro adiacente il muro perimetrale della Cattedrale.
Chi andrà in Cattedrale per l’ultimo commiato ad un funerale, ad una qualsiasi ricorrenza o per partecipare alla Santa Messa, sarà costretto a pagare il ticket, o per evitare questo, dovrà cercare posto nella piazza antistante, se sarà libera o chissà dove.
Così come siamo contrari alle strisce blu se queste sono fatte sulla carreggiata della strada, e ci riferiamo a quelle tracciate sulla via Roma, e non si capisce come la società che gestisce le strisce blu possa omettere il codice della strada all’articolo 7 comma 6, che vieta le strisce sulla carreggiata della strada.
Noi, potremmo dirci favorevoli alle strisce blu sin da oggi ad una condizione; che l’Amministrazione Nigrelli con gli introiti derivanti da detto servizio, sin dalle prossime settimane, inizi a pensare al potenziamento del servizio di trasporto urbano, poiché non è possibile mantenere un servizio urbano con “corse” anacronistiche, senza un capolinea, senza potenziare le corse giornaliere, e ciò che è più importante, senza consentire ai cittadini di raggiungere da nord a sud, da est ad ovest ogni luogo della città.
Così come chiediamo all’Amministrazione Comunale, nelle more di ridisegnare il carente trasporto urbano cittadino, di ripristinare la “corsa urbana” che percorreva per intero il quartiere Monte, transitando per le vie Crocifisso, San Martino, via Costa vallone di Riso per poi attraversare la via Ortalizio nel quartiere Canali, servendo un bacino d’utenza maggiore di quello che si rende oggi.
Noi siamo certi, che le strisce blu potranno avere il placet della maggioranza dei cittadini se queste verranno accompagnate dalla scelta dell’Amministrazione Comunale di perseguire il potenziamento del servizio di trasporto pubblico a fronte di questa nuova direttiva.
La difficoltà di parcheggio, per i tanti che non vorranno o non potranno pagare giornalmente il ticket per occupare il posto nelle strisce blu e, quindi l’invito ad usare meno il proprio autoveicolo, per decongestionare il collassato traffico, dovrà essere obbligatoriamente surrogato da un rafforzamento del servizio di trasporto urbano che soddisfi la nuova “necessità”, al fine di consentire ai piazzesi di potersi spostare per raggiungere il luogo di lavoro, per gli affari, per le pratiche, per gli acquisti, e per il tempo libero.
Quindi la risposta alle strisce blu dovrà essere la nascita di un nuovo modo di concepire il trasporto di uomini e cose in città, altrimenti tutto sarà vano.
Filippo Rausa