"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)



Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

lunedì 21 gennaio 2019

La testa marmorea di dama Flavia, "con la scusa" del sequestro giudiziario, preferiscono tenerla nei magazzini della Soprintendenza...


 
Articolo tratto dal giornale La Sicilia, domenica 20.01.2019 a firma di Marta Furnari

 Di seguito la lettera trasmessa alle autorità in indirizzo.

Piazza Armerina, 18 gennaio 2019

Al Direttore Parco Archeologico Villa Romana del Casale - Architetto Giovanna Susan
Al Sindaco avv. Nino Cammarata
                                                                                   Al Sig. Assessore al Turismo Ettore Messina
Al Presidente del Consiglio Comunale          
prof. Marco Incalcaterra
                                                                                   
                                                                                                                             LORO SEDI

Oggetto: esposizione testa marmorea dama Flavia
                                                                                  Egregi Signori, 
le scriventi Associazioni, Mira 1163 e nobile quartiere Monte Mira, da notizie di stampa apparse sul giornale La Sicilia in data 18 gennaio c.a., apprendono che i lavori per la riapertura del Museo Archeologico, riguardante una parte dello stesso, sono in itinere, e che nel breve tempo si procederà all’inaugurazione con reperti archeologici molto importanti e interessanti dal punto di vista scientifico-culturale riguardante il territorio. 

Fatta tale doverosa premessa, si chiede che le SS.LL. e in particolare alla responsabile del Museo Archeologico, si attivino affinché un altro interessante e importante reperto archeologico, “la testa marmorea di dama Flavia”, possa essere esposta nelle teche museali.

Si precisa, che il su citato reperto, si trova posto sotto sequestro giudiziario e in custodia presso i locali della Soprintendenza di Enna, che ne è la responsabile.

Alla luce della decretazione regionale che istituisce il Parco Archeologico della Villa Romana del Casale, con piena autonomia gestionale e finanziaria, si pone il problema che la custodia di detto bene archeologico dovrebbe appartenere al Parco Archeologico di Piazza Armerina e non più alla precitata Soprintendenza di Enna.

E’ superfluo sottolineare che la testa marmorea della dama Flavia arricchirebbe e darebbe più lustro, dal punto di vista storico-culturale alla mostra espositiva.

Inoltre, qualora non si dovesse addivenire al trasferimento in tempi brevi, per eventuali lungaggini burocratiche e legali, si invita a richiedere l’autorizzazione alla Magistratura per potere esporre la “Testa di dama Flavia”, così come già avvenuto da luglio a settembre 2011, con permesso accordato da parte dell'autorità giudiziaria, in occasione dell'inaugurazione e della riapertura del Museo Varisano di Enna.

Inoltre, le citate Associazioni, sottolineano che tale problematica, nel corso degli anni decorsi, e in particolare in data 23 ottobre 2014, fu oggetto di attenzione da parte del Consiglio Comunale che ne richiedeva il trasferimento da Enna a Piazza Armerina, “legittima proprietaria” del bene, per cui la testa marmorea è un bene archeologico che deve essere visitato anche e soprattutto fruito nel proprio luogo di appartenenza da parte dei tantissimi turisti e visitatori che giornalmente visitano la nostra città; e pertanto anche con la stessa procedura, dietro autorizzazione del magistrato può essere restituita alla nostra comunità.

Si ringrazia per la cortese attenzione, con l’augurio della soluzione della problematica evidenziata e si porgono cordiali saluti.

Sarebbe gradita, anche a mezzo e-mail, una Vs. risposta.


                              Il Presidente Mira 1163                                   Il Presidente del Quartiere
                            Francesco Galati                                                    Filippo Rausa



Festa di San Giovanni Bosco

Riceviamo e Pubblichiamo


52^ Giornata Mondiale della Pace


mercoledì 16 gennaio 2019

Carnevale ad Acireale, domenica 17 febbraio...



Rai 1 trasmette la S.Messa dalla cattedrale di Piazza Armerina, domenica 17 febbraio 2019 dalle ore 10:55



Riaperta domenica 13 gennaio l'antica chiesa di San Nicola-Madonna della Catena


Riaperta dopo oltre un ventennio l'antica chiesa di San Nicola-Madonna della Catena, nell'antico quartiere Monte Mira di Piazza Armerina. 

La chiesa è stata riaperta anche se non tutti gli ambienti sono accessibili, infatti, una delle sue cappelle laterali, che nel medioevo era la chiesa è attualmente inagibile, la volta è sostenuta da ponteggi, nelle more che le travi lignee del tetto vengano sostituite; l'augurio è che in tempi più che brevi anche questa parte della chiesa venga recuperata con l'intervento di consolidamento della restante porzione del tetto.

Vari soggetto hanno concorso affinché la chiesa potesse essere restituita alla comunità, l'impegno dell'ufficio Beni Culturali della Diocesi guidato da don Pino Paci, con la collaborazione dell'arch. Giuseppe Ingaglio, il Comune di Piazza Armerina, che di concerto con il Copat, guidato da Lucia Giunta, si sono occupati della pulizia generale del sito, la comunità della Collegiata del SS. Crocifisso con don Franco Greco e l'operatività di Carmelo Cosenza responsabile dei gruppi ecclesiali, il Comitato del nobile quartiere Monte Mira che fin dall'inizio, chiamato negli uffici della Curia, ha sostenuto la riapertura della medievale chiesa di San Nicola di Mira.


Ha celebrato il solenne rito eucaristico il Vescovo, mons. Rosario Gisana, concelebranti il prevosto della Cattedrale, mons. Antonino Scarcione e i rettori delle chiese Collegiata del Crocifisso, don Franco Greco e degli Angeli Custodi don Guido Ferrigno.

Tra i banchi di una chiesa colma di fedeli, il Sindaco Nino Cammarata, il vece sindaco Flavia Vagone, il presidente del Consiglio comunale Marco Incalcaterra, i componenti del direttivo del nobile quartiere Monte Mira e una rappresentanza di cavalieri delle Commanderie di Piazza Armerina ed Aidone dei Templari Cattolici d'Italia.

A conclusione della funzione, don Franco Greco parroco della Collegiata del SS. Crocifisso, da cui dipende la chiesa di San Nicola-Madonna della Catena, ha comunicato ai presenti che la chiesa sarà aperta ogni sabato pomeriggio dalle ore 17:00, per la celebrazione della S.Messa. 

Naturalmente l'auspicio di tutti e che la chiesa venga aperta per più giorni la settimana, e per tutto ciò sono state avanzate al parroco don Franco Greco le disponibilità del Comitato di Quartiere e dei Templari Cattolici d'Italia, affinché dalle parole "chiese aperte" si passi ai fatti, vista la buona disponibilità dei proponenti. 

                                                Laura Saffila




martedì 15 gennaio 2019

Il ritorno dei Templari "a difesa dell'Europa Cristiana"

://www.templarioggi.it/

Commanderia Ex Val Gela - PIAZZA ARMERINA
Per Info: Stefano Di Dio 389.5969911 - Filippo Rausa 338.8397598


Di seguito il servizio tratto da Il Giornale.it  di Giuseppe De Lorenzo - Sab, 07/07/2018

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ritorno-templari-difesa-delleuropa-cristiana-1530715.html
Dopo 700 anni sono ancora attivi i "soldati di Cristo". In esclusiva l'antico rito di iniziazione: "Quando morirà l'ultimo cavaliere sarà finita la civiltà"


La penombra della cripta dona la giusta atmosfera di mistero. I cavalieri s'aggiustano il mantello bianco con una vistosa croce rossa sulla spalla. Il novizio, convocato, avanza in religioso silenzio e s'inginocchia di fronte al maestro templare. Ascolta contrito il rito dell'ammissione: "Nel nome di nostro signore Gesù Cristo, ti accogliamo nell'Ordine del Tempio".

Il Magister dei Templari Cattolici d'Italia Mauro Giorgio
Ferretti con S.E. Mons. Rino Fisichella Presidente del
Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione
Roma, primavera 2018. Basilica dei santi Apostoli. Oltre 700 anni dopo la fine ingloriosa dei cavalieri crociati le immagini suonano mistiche. Antiche. In qualche modo misteriose. Sono passati sette secoli dalla morte dell'ultimo maestro dei Templari, Jacques De Molay. E i Pauperes commilitones Christi, quell'Ordine militare e religioso braccio armato della Chiesa in Terra Santa, sembra ormai un ricordo del passato cui s'ispirano solo romanzieri e scrittori. E invece c'è chi ancora oggi ne cavalca i simboli e prova a risvegliare l'orgoglio perduto dei "poveri soldati di Cristo".

Sono padri, madri, figli, semplici cattolici attratti dagli "antichi valori della cavalleria cristiana". Fedeli che hanno trovato "un nuovo modo di vivere la fede" iniziando il loro cammino nell'associazione dei Templari Cattolici d'Italia, la più grande organizzazione (tra le tante) che si richiama ai crociati. L'obiettivo? Portare avanti i "sempiterni valori della Tradizione, ispirati al fulgido esempio degli antichi martiri dell'Ordine medievale". Con oltre 120 sedi nel Belpaese, i "custodi del Tempio" vantano diramazioni in Francia, Spagna, Gran Bretagna e San Marino. "Questo mondo ha un bisogno titanico di cavalleria", dice fra Mauro Giorgio Ferretti, magister e fondatore (nel 1965) dell'associazione che "intende riportare i templari all'interno della Chiesa".

Ferretti si aggiusta il cinturone in pelle e con la mano indica la croce patente sul collo di un eques. "Il cavaliere - dice - è una persona che ha deciso di cambiare se stesso e di essere un uomo diverso". Tra loro c'è Luca. Appena 20 anni, è uno dei più giovani della commanderia napoletana. "Il mio percorso è stato travagliato", racconta. "Decisi di lasciare l'Ordine. Poi ebbi una sorta di chiamata. Sentivo dentro di me una voce che mi diceva: 'Luca devi ritornare'".

Le storie personali si intrecciano e a volte si ripetono. Luciano Francesco piange nel ricordare la morte del figlio in un incidente d'auto: "L'associazione mi ha dato quella forza che prima non avevo. È stato un nuovo inizio nella fede". Ecco: fede, passione, interesse. Molti dei moderni templari sono entrati nell'ordine per curiosità o passione storica. Altri perché cercavano risposte. Ma quasi tutti, dopo anni di percorso spirituale e umano, la considerano ormai una "vocazione".

Per diventare un membro dell'Ordine del Tempio italiano non servono sangue blu né enormi risorse economiche. "Il novizio non prende alcun impegno perché per almeno un anno può scegliere di andarsene", spiega il magister. "La cavalleria non si compra e non si vende. Si conquista". Dopo un anno di preparazione, il novizio passa armiger, poi miles, infine eques iustitiae. Prima di prestare giuramento trascorre tre giorni di digiuno e astinenza completa. E come gli antichi cavalieri di un tempo fa la sua "veglia d'armi" in piedi, in preghiera e meditazione all'interno di una chiesa. Tutta la notte. Mauro Francesco la sua l'ha passata al buio di fronte alle reliquie dei santi Apostoli Luca e Giacomo. "Ci sono dei cedimenti tra la stanchezza, il freddo, la fame - racconta - Ci sono momenti in cui ti viene di dire 'non ce la faccio'. 'lascio'". Ma non puoi.


I gradi conferiti non sono (per ora) un riconoscimento reale, ma hanno solo valore interno. I Templari Cattolici d'Italia sono infatti un'associazione di laici riconosciuta dalla Chiesa, ma non un Ordine cavalleresco vero e proprio (soppresso infatti nel 1312 da papa Clemente V). Si differiscono, insomma, da quello di Malta che invece vanta ambasciatori, emette targhe automobilistiche, francobolli, passaporti e ha un maestro considerato alla stregua di un Capo di Stato. La speranza, però, è che un giorno anche i Templari possano tornare nella comunità della Chiesa come Ordine monastico e militare. Per ora l'associazione confeziona l'approvazione di alcuni Vescovi e Cardinali che ne riconoscono la legittima missione. Domani chissà.

Certo. Un tempo i cavalieri templari votavano la loro vita alla causa cristiana contro l'infedele musulmano. Morivano in battaglia ad Acri, Cipro, Gerusalemme. I monaci-soldato raggiungevano la Palestina pronti a cadere per difendere il Santo Sepolcro. "Noi facciamo qualcosa di pacifico, ma analogo", spiega il magister. Anche se "il sacrificio che siamo chiamati a fare non è un sacrificio di sangue". Oggi i templari riaprono le chiese sconsacrate, presidiano le cattedrali, diffondo i valori della cavalleria ("onore" e "servizio del prossimo"), cercano di "risvegliare la fede" in un'Europa che si è dimenticata che "il cristianesimo è il suo unico collante". Infine, combattono "le sette, i satanismi, gli operatori del male, i deturpatori dei beni ecclesiali e gli insidiatori di fanciulli inermi".

Paolo ha la barba lunga come il suo percorso fatto nell'Ordine. È lui a spiegarci la lotta contro Satana (senza essere esorcisti). "Facciamo il possibile - spiega - affinché il maligno non prevalga. Nelle notti di tregenda (otto ricorrenze in cui le sette sataniche si ritrovano per i loro riti in cui vengono compiuti sacrifici di sangue, ndr) ci riuniamo per indebolirli con la preghiera". Di fronte a noi, a notte fonda, 250 cavalieri e dame si riuniscono nella navata centrale dalla chiesa. Due ovali concentrici. Mano nella mano, pregano secondo le intenzioni di ciascuno. Anche le invocazioni contro Satana si svolgono così, in una mistica lotta tra il bene e il male.

Sarà per questo che ad osservare l'abito dei Templari la mente viaggia verso mitici racconti. Fede, onore, coraggio. Il mantello bianco trasmette purezza anche agli occhi dei profani. Se volessimo ricondurre tutto ad etichette, diremmo che chi fa parte dell'Ordine è un cattolico"tradizionalista". Ma non sempre le categorie soddisfano la realtà. Qui è una questione di valori e ritualità. "I simboli hanno un senso", dice Ferretti rievocando le tradizioni medievali. La croce patente di cui si fregiano da 700 anni è formata dall'incrocio di nove cerchi, simbolo della Trinità. Il rosso è il colore della passione di Cristo. Al centro campeggia la croce papale perché "noi siamo unilateralmente schierati con il Santo Padre". La spada che a volte portano ricorda invece "la croce di Cristo" e rappresenta "una fede attiva". Ogni gesto nel Tempio esprime un significato profondo: Non nobis domine, sed nomini tuo da gloriam.

17-18 marzo 2018 - 250 Templari Cattolici al Convento Generale
a Roma e Città del Vaticano con Mons. Fisichella
Ed è in mezzo a tutto questo simbolismo che storia e mitologia si mescolano. Per anni, dal Settecento in poi, i Templari sono stati il centro di gravità di racconti (spesso inventati) sull'occultismo e la magia. L'Ordine (segreto, misterioso e incredibilmente perseguitato dalla Chiesa) ha fornito per secoli i soggetti perfetti per le più fantasiose trame cavalleresche. Le logge massoniche di tutta Europa si sono "impadronite indebitamente" dei suoi valori. "Noi non siamo massoni", scandisce Filippo poco prima di dirigersi verso la cripta della Basilica.

Lì si stanno radunando i "fratelli" per il rito più importante nella vita di un cavaliere: la promissione. La luce fioca si riflette sui mantelli dei templari disposti a cerchi concentrici. All'interno, vicino all'altare, Ivan in piedi ascolta il rituale per passaggio di grado. Prega. "La mia volontà è stata più forte di tutte le tentazioni", scandisce con voce emozionata ma decisa (leggi qui tutta la cerimonia). Il maestro prende la spada, la porta al petto e la stringe con due mani. La pone prima sulla spalla sinistra, poi su quella destra e infine sulla testa del nuovo milite di Cristo: "Te frater Ivan distinguimus, renuntiamus et vulnus mandamus eques iustitiae catholicus ordo equester templi. In nomine Christi, in nomine Melchisedeck, in nomine Domine Noster et Virginis Mariae. Amen". Ivan piange: "La cavalleria è un modo di essere. Quando morirà l'ultimo cavaliere, allora sarà finita la civiltà". 

lunedì 14 gennaio 2019

Calendario delle attività, UFFICIO DIOCESANO ECUMENISMO DIALOGO INTERRELIGIOSO CURA DEL CREATO


UFFICIO DIOCESANO ECUMENISMO DIALOGO INTERRELIGIOSO CURA DEL CREATO
Piano Fedele Clarco,1
Curia Vescovile
Piazza Armerina

Carissimi, desidero comunicarVi il calendario delle attività, che avranno luogo nei vari Centri della Diocesi, a cui interverranno i fedeli cattolici, ortodossi ed evangelici; vicari, sacerdoti e diaconi con la Presidenza del Vescovo, del Sacerdote Ortodosso e dei Pastori.


NISCEMI 15-01-2019 
LICEO SCIENTIFICO INCONTRO: VESCOVO, RABBINO, IMMAM Ore 10:00
“LA DIVERSITA’, COME RICCHEZZA DA CONDIVIDERE, PER LA COSTRUZIONE DELLA PACE” PARROCCHIA S.CUORE 17:30

DIOCESI 17-01-2019 
NELLE COMUNITÀ PARROCCHIALI GIORNATA APPROFONDIMENTO E SVILUPPO DIALOGO TRA CATTOLICI ED EBREI

PIAZZA ARMERINA 21-01-2019 
CHIESA DI S. GIOVANNI VEGLIA ECUMENICA ORE 18:00 

GELA 22-01-2019 
CHIESA SULLA ROCCIA, Via Rimini,50 VEGLIA ECUMENICA ORE 19:00

PIAZZA ARMERINA 23-01-2019 
CHIESA DI S. GIOVANNI GIORNATA MONDIALE DELLA PACE ORE 18:00
SCUOLE ED ISTITUTI. ANIMAZIONE: UCIIM

ENNA 24-01-2019 
PARROCCHIA S.ANNA VEGLIA ECUMENICA ORE 18:00

RIESI 04-02-2019 
CHIESA VALDESE VEGLIA ECUMENICA ORE 18:00

N.B. L’Incontro Interreligioso di Niscemi sarà animato da: S.E.Mons. Rosario Gisana, dal Vice-Rabbino Capo della sinagoga di SR, S.E.Gabriele Spagna e dall’ Immam Kheit Abdelhafid, guida spirituale della moschea di Catania e Presidente delle comunità islamiche di Sicilia.

Tema dell’ Ottavario:”Cercate di essere veramente giusti (Dt 16,18-20). I testi sono stati scelti dai cristiani dell’ Indonesia. Coordinamento dei Proff. di Religione del Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci” di Niscemi. Alla Giornata Mondiale della Pace (“La buona politica al servizio della pace” ) parteciperanno ragazzi, giovani e docenti, animati dall’ Uciim Seniores e Juniores di P.Armerina.

I Coordinatori (Bruno, Emilio, Giovanni e Silvano cureranno l’organizzazione dell’evento in loco: Schema, canti e collegamento con i Vicari Foranei, il Clero ed i Pastori) 

                                                                               Mons. Antonino Scarcione

La lettera trasmessa al Direttore di Posteitaliane dott. D'Amico, sull'apertura del Postamat BancoPosta h 24 nell’Ufficio Postale Piazza Armerina 1 di via Crescimanno.



Di seguito la lettera trasmessa al Direttore di Posteitaliane Enna, dott. Riccardo D'Amico, di cui dipendono per competenza gli uffici postali di Piazza Armerina.
La lettera inoltre è stata inviata al sindaco della città di Piazza Armerina, avv. Nino Cammarata


Piazza Armerina, 09 gennaio 2019
Spett.le Direzione Poste Italiane Enna Dott. Riccardo D’Amico 
e, p.c. Ufficio Poste Italiane 1 Piazza Armerina 
Al Sindaco di Piazza Armerina avv. Nino Cammarata 
Loro Sedi

Oggetto: Richiesta apertura del Postamat BancoPosta h 24 nell’Ufficio Postale Piazza Armerina 1 di via Crescimanno.

Lo scrivente Filippo Rausa, presidente del Comitato di quartiere “nobile quartiere Monte Mira” di Piazza Armerina, con la presente comunica alle SS.LL. che presso l’ufficio di Posteitaliane 1, sito in via Crescimanno, il Postamat BancoPosta presente all’interno dell’agenzia e disponibile nelle sole ore di apertura della filiale, in quanto l’Ufficio postale non è dotato delle necessarie “porte di sicurezza” che permettano l’accesso al BancoPosta anche nelle ore di chiusura degli sportelli. 

Questo disservizio, penalizza i numerosissimi utenti che in città sono titolari di una carta BancoPosta, i quali, per effettuare operazioni di prelievo, pagamento e/o versamento, sono costretti a fare letteralmente la fila davanti il BancoPosta, peraltro all’aperto, dell’Ufficio di Poste italiane di via Salvatore La Malfa. 

A fronte di questo disservizio, si ricorda che l’Ufficio Posteitaliane 1, di via Crescimanno, e sito in pieno Centro Storico, ben lontano dalle banche presenti in città, e dista in linea d’aria, un centinaia di metri dai principali monumenti e luoghi istituzionali, quali: Basilica Cattedrale, Museo Diocesano, Curia Vescovile, museo e uffici di Palazzo Trigona, Pinacoteca Comunale, castello Aragonese, Biblioteca Comunale-museo del libro antico, Municipio, Centro per l’Impiego, Istituto comprensivo, Asilo nido comunale, e inoltre, decine di B&B, un albergo e tanti locali per il ristoro. 

Considerato che, la città di Piazza Armerina è meta turistica per eccellenza nel cuore della Sicilia, con il suo monumentale Centro storico; la Villa Romana del Casale, patrimonio UNESCO, e la più importante manifestazione medievale del meridione d’Italia, il Palio dei Normanni; per tutto ciò, è un vero e proprio paradosso che il suddetto Ufficio Postale, faccia fruire del servizio BancoPosta nelle sole ore di apertura dell’Agenzia; creando all’utenza locale e alle centinaia di migliaia di turisti e visitatori in genere, un disagio dovuto “all'interruzione del servizio”, per via della mancata sistemazione di alcune porte per la sicurezza dell’importante e strategico Ufficio Postale. 

Pertanto, nel manifestare tutto il disagio del Quartiere e della Città, si auspica che Posteitaliane provveda a rimodulare le porte di accesso alla locale Agenzia, per consentire un servizio h 24, evitando disservizi all’utenza. 

A tal fine, in attesa di un Vostro cortese riscontro, porgo i più distinti saluti.

                                                                                    Il Presidente 
                                                                                   Filippo Rausa


 





mercoledì 21 novembre 2018

Nuovo look in piazza Cattedrale con la posa di dissuasori-panchine di pietra


Da qualche giorno l'Assessorato al Turismo guidato da Ettore Messina, ha fatto rimuovere le vetuste fioriere in legno, da piazza Cattedrale, ormai giunte al capolinea in quanto molte rotte e non più decorose per la piazza.

Nuove panchine in piazza Università: adesso sono sedici

Stamani (21 novembre), gli operai si sono messi al lavoro per installare dei dissuasori-panchina, ad uso dei passanti e delle migliaia di visitatori e turisti che puntualmente visitano piazza Cattedrale, simbolo della città, con la sua imponente mole del Duomo seicentesco e l'altrettanto palazzo Trigona.

La duplice valenza dei dissuasori che potranno essere utilizzati come panchine, arricchiranno e completeranno certamente l'arredo urbano nel cuore della città; il colore degli stessi si richiama al monumento in marmo di Marco Trigona e alla torre campanaria del 1300 in pietra bianca di Comiso.


L'Aforisma della Settimana



domenica 18 novembre 2018

La Domenica con Gesù, XXXIII del Tempo Ordinario / B

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“Il tuo popolo sarà salvato” Dn 12,1-3 . 
“…Cristo, invece, avendo offerto un solo sacrificio per i peccati si è assiso per sempre alla destra di Dio…” Eb 10,11-14.18 . 
“…Il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo…” Mc 13,24-32.


Questa pagina del Vangelo, che la Chiesa ci propone alla conclusione dell’ Anno Liturgico, ricorda ai cristiani “l’ epoca del compimento delle promesse”. Esse si possono riassumere in questa buona notizia: l’instaurazione della signoria di Dio nell’ umanità. Ovviamente, non si tratta di un momento preciso della storia, bensì, di un processo lento e lungo, nel quale Dio, umanizzato in Gesù, si renderà presente tra gli uomini, fino ad umanizzare questo mondo, liberandolo dalla sofferenza e dall’oppressione.

Questo grandioso processo si verificherà mediante Con questo linguaggio, che Marco prende dai profeti di Israele, il Vangelo afferma che l’ umanizzazione del mondo si verificherà mediante la caduta dei grandi imperi oppressori. 

Uno dopo l’ altro, tutti cominceranno a cadere ed a crollare. Proprio questo è l’ annuncio gioioso dei grandi profeti dell’ A.T. Certamente, come afferma lo studioso, J.M. Castillo, finirà l’oppressione e progressivamente si insedieranno la giustizia, l’ uguaglianza e la solidarietà.

Inoltre, questo processo grandioso sarà portato a termine in maniera tale, che non sarà accompagnato da calamità, che riguarderanno la terra; né ci saranno persone, che sperimenteranno il terrore davanti all’ eclissi degli astri. 

Al contrario, sarà un processo di crescente umanizzazione e liberazione. Vediamo che si tratta di una promessa, che si realizzerà mediante la progressiva umanizzazione di individui, gruppi, istituzioni e nazioni.

                                                                     Mons. Antonino Scarcione