mercoledì 30 settembre 2015
Il Consiglio Comunale di Piazza Armerina dice si all'area Metropolitana di Catania
Tratto dal Blog di Agostino Sella
martedì 29 settembre 2015
Dichiarazione del Comitato Pro Referendum
Da qualsiasi punto di vista si
assuma la visuale non c'è dubbio che, oggi, Piazza Armerina ha compiuto una
svolta che segnerà la storia e, per quello che più ci interessa e soprattutto ci
appassiona, fissa un punto di partenza per il futuro.
Piazza Armerina ha chiesto a gran
voce e con grande partecipazione di pubblico di transitare in un territorio
amministrativo diverso da quello dell'ex provincia di Enna perchè il sistema
politico, chiuso e divisivo, che in esso si è consolidato non è stato
all'altezza del ruolo che gli elettori, ogni volta, con fiducia e speranza, gli
hanno affidato.
È sotto gli occhi di tutti il
degrado e l'abbandono di tutto il territorio!
Emblematicamente: area industriale
di Dittaino, l'oramai famigerata SP4 - che parrebbe non abbia finito di dare
sorprese -, tutte le altre strade, il sistema sanitario, il palazzetto dello
sport a Santa Croce, per citare un esempio a casa nostra.
Degrado fisico e strutturale che ben
raffigura lo spirito di quel sistema politico interessato e proteso solo a
conservare se stesso.

Dipende solo solo da Noi! Gli
ingredienti ci sono tutti: agricoltura ed artigianato, cultura e turismo,
imprenditoria e commercio.
Corre l'obbligo di ringraziare tutti
i Consiglieri Comunali, rappresentanti di tutti i cittadini di Piazza Armerina,
i quali nel rispetto dei principi costituzionali hanno voluto omaggiare la
democrazia.
Si ringrazia tutta l'Amministrazione
comunale ed il Centro Diurno per Anziani e tutti gli Amici e cittadini di Piazza
Armerina che ci hanno sostenuto.
Un ringraziamento anche a tutti
coloro i quali, di parte avversa, checché se ne dica, hanno offerto punti di
vista utili ad un serio e costruttivo scambio dialettico, sale della
democrazia.
A tutti un vivo ringraziamento.
Il Comitato
lunedì 28 settembre 2015
Piazza Armerina sceglie Catania, il Consiglio comunale vota per l'addio da Enna, 19 favorevoli, 1 contrario

Il Consiglio comunale Piazzese ha scelto di aderire alla città metropolitana di Catania confermando l’esito del referendum del 21 settembre dello scorso anno.
Dopo oltre due ore e mezzo di dibattito, ed alla presenza di centinaia di cittadini, con 19 voti favorevoli e 1 contrario il Consiglio ha determinato “La risposta chiara e netta di Piazza Armerina che dimostra la voglia di fare squadra e proiettare la città verso un nuovo orizzonte: Catania ha grande capacità attrattiva e la nuova città metropolitana riuscirà a competere per lo sviluppo”.
Presenti in aula il Sindaco Filippo Miroddi con tutti i componenti della giunta e l’on. Venturino.
Presenti in aula il Sindaco Filippo Miroddi con tutti i componenti della giunta e l’on. Venturino.
Il Sindaco, nel prendere la parola prima degli interventi dei
consiglieri ha fatto un excursus della vicenda liberi Consorzi, precisato che
lui e la sua Giunta hanno deciso di sposare l’adesione alla Città metropolitana
di Catania per rispettare la volontà espressa con un referendum dai cittadini
piazzesi.
Il voto: al termine della votazione hanno deciso per l'adesione alla Città metropolitana i consiglieri: ALBERGHINA Francesco, BETTO Rosa, FERRARA Salvatore, MAROTTA Rita, TERRANOVA Ivana (patto x Piazza A.), SAFFILA Laura (Pdl), LENTINI Manuela, MARZULLO Manlio (Ncd), ALFARINI Salvatore, CIMINO Calogero, NEGLIA Teresa (Pd), CURSALE Calogero, VITALI Filippo (Ind.), DI GIORGIO Alessia, PICICUTO Ivan, ARANCIO Concetto (Ind.), VELARDITA Andrea, LA MATTINA Gianfilippo, CASTROGIOVANNI Federica (Udc).
Unico contrario, RIBILOTTA Teodoro (Pd).

Gli interventi dei consiglieri con le dichiarazioni di voto, alla presenza in aula e nella sottostante piazza Garibaldi di un pubblico numerosissimo, centinaia di concittadini, insieme al comitato civico capeggiato da Totò Murella, che con slogan, ha alzato cartelli e indossato t-shirt con scritte inneggianti all'adesione a Catania.
Giornata che sarà ricordata negli annali della storia piazzese, dopo il risultato del referendum del 21 settembre 2014, che aveva determinato un risultato chiaro e indiscutibile, un plebiscito di SI, quasi il 93%, della popolazione.
Piazza Armerina è il secondo comune in Sicilia, dopo Gela, ad aver modificato i suoi ambiti territoriali e ad aver detto addio all'ex provincia di Enna.
Filippo Rausa
domenica 27 settembre 2015
Consiglio Comunale "storico"
LUNEDI' 28 SETTEMBRE, CERTAMENTE SARA' UNA GIORNATA STORICA PER
PIAZZA ARMERINA.......!!!!!
LASCIATE TUTTO CIÒ CHE STATE FACENDO..!!
ALLE ORE 17:00 TUTTI N PIAZZA GARIBALDI PER LO STORICO CONSIGLIO COMUNALE.....!
SI LASCIA PER SEMPRE ENNA...!
PASSA PAROLA, PASSA PAROLA......
La Domenica con Gesù, XXVI del Tempo Ordinario/B
……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale
Segue, poi, il caso, prospettato da Gesù, del bicchiere d’acqua, offerto nel nome di Cristo. Ovviamente, la promessa del Signore è rivolta a tutti i predicatori itineranti, che ci sarebbero stati anche nei secoli futuri; l’ accoglienza di tali predicatori e l’ offerta di un bicchiere d’ acqua, non perderanno la dovuta ricompensa. Essa, per la verità, riguarda, anche, tutte le persone buone, che magari non credono, ma vengono incontro agli altri per motivi umanitari.
Testi: “Sei tu geloso per me ? Fossero tutti profeti nel popolo”. Nm 11,25-29.
“Le vostre ricchezze sono marce, avete condannato e ucciso il giusto”. Gc 5,1-6
“Chi non è contro di noi è per noi. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala…”. Mc 9,38-43.45.47-48.
Questa pagina di Marco aiuta il lettore a valutare i pericoli di settarismo e di scandali, che possono far “inciampare” il credente. Il testo ruota attorno a tre parole-chiave: “il nome di Gesù”, “il piccolo”, “lo scandalo”. Parlare in nome di qualcuno, significa aderire alla sua persona ed esserne il portavoce. L’intransigenza dei discepoli (“Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demoni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perchè non ci seguiva…”), appare ironica; essi vogliono proibire a qualcuno di fare un esorcismo, dopo che loro stessi non sono stati capaci di guarire un epilettico. La risposta di Gesù è nettamente negativa: “Non glielo impedite..”. L’ individuo crede nell’ efficacia del nome di Gesù e questi ricorda che non c’ è esclusivismo della sequela del Signore, in quanto essa non è riservata solo ai dodici apostoli. Chi non è contro Gesù e i suoi, collabora, “in modo originale”, con loro.

Gli altri due temi: “i piccoli” e “lo scandalo”. Scandalo, in greco “skandalon”, indica un sasso, un trabocchetto, che ostacola la fede. Vittime potenziali dello scandalo sono “i piccoli”, non soltanto nel senso di bambini, bensì di credenti fragili, non ancora maturi nella fede.
Lo scandalo,però, non deve restare impunito: danneggia sia la vittima che l’ autore del gesto. Se esso attecchisce nell’ interiorità, come Gesù stesso ha insegnato, occorre una de-cisione, un taglio netto, per accedere alla vita, perché la posta in gioco è impegnativa. Una prima sentenza “preferisce”, allo scandalo, l’ annegamento con una grossa mola d’ asino. V.42).
Seguono altre sentenze: se una parte del corpo ti scandalizza, è preferibile per te entrare mutilato nella vita eterna, piuttosto che essere gettato nella Geenna. La mano rappresenta l’ agire dell’ uomo; il piede la sua stabilità; l’ occhio le sue scelte. Mano e piede evocano una volontà di dominio; l’ occhio un’ ambizione insaziabile. Gesù, comunque, ha già avvisato che il male proviene dal cuore dell’ uomo. I piccoli hanno bisogno di una mano che li sostenga, di un piede che li guidi, di un occhio che li illumini. La durezza di queste immagini pone in rilievo la posta in gioco. Occorre il coraggio della rinuncia, della potatura; bisogna purificare il cuore, per entrare, insieme ai piccoli, diventati fratelli, nel Regno. Così come occorre astenersi dall’ appendere macine al collo dei peccatori, per riconoscersi, come essi, non esenti da colpe e sperare in un abbraccio di vita e non di giudizio mortale.
Mons. Antonino Scarcione
A proposito di Liberi Consorzi, Lettera aperta....
Riceviamo e Pubblichiamo
Con le delibere dei
Consigli Comunali e con i referendum confermativi con i quali, a stragrande
maggioranza, è stata manifestata la volontà le comunità di Gela, Niscemi e
Piazza Armerina di aderire alla città metropolitana di Catania si è determinata
un’opinione finalmente veramente libera, forte e convinta che questo asse
territoriale è anche un asse strategico.
Sembrava fatta, con la
Legge Regionale n. 8/14, ed invece è intervenuta la Legge Regionale n. 15/15
con la quale si istituiscono sei consorzi e tre aree metropolitane;
implicitamente si è cercato di cristallizzare la situazione attuale.
Chiediamo quindi ai
consiglieri comunali di portare a termine il percorso iniziato, deliberando a
favore della città metropolitana di Catania nel rispetto della volontà popolare
espressa con il referendum, volontà che in questi giorni è ribadita con forza
dalla stragrande maggioranza dei cittadini e voi, egregi Consiglieri Comunali,
che vivete la Città questo lo sapete.
Salvatore Patrizio
Roccaforte
Ai signori Consiglieri comunali

Esso rappresenta una
straordinaria opportunità di crescita attraverso la valorizzazione delle
diverse e complementari caratteristiche dei vari comuni: agricoltura ed
artigianato, turismo e beni culturali, imprenditoria e commercio.
Tutto questo
all’interno della vasta città metropolitana di Catania e domani, se possibile,
in un apposito ambito territoriale o consorzio.

Non potendo tuttavia
far finta che non ci fossero mai stati le delibere dei Consigli Comunali ed i
referendum popolari, la stessa legge prevede la possibilità, per i comuni che
si erano già espressi, di confermare la loro volontà con un’ulteriore delibera
dei rispettivi Consigli Comunali.
Si sono quindi rimessi
in moto tutti quelli che si oppongono a questo straordinario progetto in nome
delle vecchie e sperimentate consorterie, oggi più di prima.
Vengono fatte promesse,
anche alle singole persone; qualche volta vengono fatte balenare opportunità
eccezionali come se ci fossimo conosciuti stamattina oppure danni terribili per
la collettività e catastrofi!
E invece tutti abbiamo
sperimentato, più e più volte, la povertà delle prospettive e, talora, forme
evidenti di emarginazione da cui gli stessi, che oggi fanno terrorismo, non
hanno saputo o voluto uscire.
È noto a tutti che la
legge regionale 15/15 sui liberi consorzi, con tutta probabilità, e
sottolineamo con probabilità, verrà impugnata.
Ciò significa che, con
altrettanta probabilità, dovrà essere rivista dall'ARS per le modifiche
richieste dal Governo nazionale, facendo cessare i motivi del contendere
dell'eventuale impugnativa (questo sarebbe l'accordo secondo quanto alti fonti
istituzionali ci hanno detto).
Tuttavia chi ha seguito
la stampa di questi ultimi giorni sa anche che tra i 14 articoli “incriminati”
non c'è l'articolo 44 (circostanza confermata dalle stesse fonti sopra citate)
che consente ai comuni di Piazza Armerina, Gela e Niscemi di transitare nel
libero consorzio di comuni città metropolitana di Catania. Quindi, nel peggiore
dei casi ad essere ritoccati saranno solamente gli aspetti che riguardano i
gettoni, le elezioni, il personale, i criteri di voto ma non la possibilità di
deliberare per Piazza Armerina di unirsi alla città metropolitana di Catania.
Cari Consiglieri e cari
concittadini, non lasciamoci intrappolare dalle false lusinghe e da artificiali
legami storici che non hanno prodotto alcunché di buono e dalle voci terroristiche.
Ragioniamo con la
nostra testa e rendiamoci conto che questo progetto, per cui stiamo lottando, è
veramente fondato e promettente per la complementare ricchezza dei comuni di
questo asse territoriale, per la loro vicinanza culturale ed anche fisica e per
le loro caratteristiche che finora sono state sempre marginalizzate ed impedite
nella loro capacità di espressione
Condizione necessaria e
indispensabile perché il progetto possa realizzarsi è mantenere l’unita di
questo asse territoriale. Bisogna coltivare l’unità.

Chiediamo ai
consiglieri comunali di mantenere quella stessa unità espressa il 23 luglio
2014.
Vogliamo ricordare che
coloro i quali, sempre gli stessi, oggi gettano voci “terroristiche” e cercano
di confondere i cittadini ed i consiglieri sul percorso intrapreso, sono gli
stessi che tra il luglio e settembre 2014 gettavano ombre sul referendum
sostenendo che non sarebbe stato valido per via del quorum: tutti sono stati
smentiti dai fatti.
sabato 26 settembre 2015
Proiezione film, ingresso libero

Sarà proiettato il film indipendente siciliano "Libera me" dei registi Piero De Luca e Max Aiello, uscito lo scorso Aprile e dedicato all’ attualissimo tema della violenza sulle donne.
L'iniziativa è realizzata nell’ambito del progetto regionale "I Art" per la promozione dell’identità siciliana e dell’arte contemporanea.
giovedì 24 settembre 2015
I commenti sul blog....
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Per conoscere le regole generali dell'educazione su internet è possibile consultare la netiquette.
Villa Romana del Casale - APERTURA SERALE ALLA VILLA ROMANA
Ultimo fine settimana di Settembre per visitare la Villa Romana del Casale in notturna!
I cancelli del sito #UNESCO resteranno aperti fino alle ore 23:00, anziché alle 18:00, da venerdì a domenica.
lunedì 21 settembre 2015
Il gruppo "Mosaici in Moto", ringrazia il quartiere Monte
Il gruppo "Mosaici in Moto", con il suo presidente Enzo Piazza lunedì sera presso la sede del quartiere, nel corso della consueta riunione dei soci, ha consegnano a Filippo Rausa nella qualità di presidente del quartiere Monte una targa ricordo del 2° Motoincontro, per la collaborazione tecnica fornita per organizzare l'evento, che ha portato a Piazza Armerina oltre 300 motociclisti.
L'impegno per il prossimo anno di organizzare la terza edizione del Motoincontro, in maniera più sinergica e professionale per attirare in Città sempre più gli amanti delle due ruote.
domenica 20 settembre 2015
La Domenica con Gesù, XXV del Tempo Ordinario/B
……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale
Il carrierismo, nel lavoro, nella politica, persino nella vita della Chiesa, è sempre felpato, ambiguo, insincero. Gesù aspetta che il gruppo si fermi e si raccolga attorno a Lui, prima di sollevare il problema. Alla sua domanda, ancora silenzio. Perché mai Marco ha voluto riportare quest’ episodio? Perché screditare, a quel punto, l’ intero gruppo dei discepoli? Il gesto e il discorso, che seguono, lo attestano in modo inequivocabile.
Testi: “(Dissero gli empi:) Tendiamo insidie al giusto, che per noi è d’ inciampo e si oppone alle nostre azioni…” Sap 2,12.17-20 .
“Il Signore sostiene la mia vita”. Sal 53/54,3-6.8 .
“ Fratelli miei, dove c’ è gelosia e spirito di contesa, c’ è disordine e ogni sorta di cattive azioni…” Gc 3,16-45.
“…Di che cosa stavate discutendo per la strada?...Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse il più grande…Se uno vuole essere il primo, sia l’ ultimo di tutti e il servo di tutti…” Mc 9,30-37.
Ecco la “grammatica” del servizio nella sequela del Maestro. Non è la prima volta che i vangelo accosta episodi diversi, eppure, poche volte il contrasto appare così stridente, come in questo caso. La prima scena è solenne e drammatica. Il Maestro vuole stare con i suoi discepoli, offrire loro la chiave di lettura di quel cammino verso Gerusalemme, dove si consumerà il mistero della sua morte e risurrezione. Gli altri non capiscono, ma non vogliono nemmeno approfondire la questione. La seconda scena è ancora più sgradevole: i discepoli, prima rimasti muti dinanzi a Lui, di colpo erano diventati, sin troppo, ciarlieri. Avevano parlato di ben altro lungo la via, con la tecnica dissimulata della mormorazione. Un gioco che si fa in piccoli gruppi e riesce bene, quando si cammina.

E’ il rovesciamento più radicale del modo, umano, troppo umano, di concepire la relazione con gli altri: da un lato, il paradigma della competizione, che si costruisce intorno alla figura del vincente e del perdente, da cui dipende la fortuna di essere i primi; da un altro lato, il paradigma della comunione, nella forma di dedizione incondizionata agli ultimi. Il servire autentico è un accogliere e un abbracciare, a cominciare proprio dagli ultimi: accogliere un bambino nel nome di Gesù, è accogliere Gesù in comunione piena col Padre. Nella lingua aramaica si usa lo stesso termine, per indicare il servo e il bambino.
Il servo è servo di tutti, solo se offre il servizio, cominciando dal livello più basso. Basta che egli salga sul piccolo piedistallo della fedeltà al proprio padrone. Egli non deve rapportarsi con uno che sta in prima fila, ma con tutti quelli che stanno nell’ ultima. Così facendo, scardina ogni arbitraria gerarchia sociale: il servo e il bambino finalmente s’ incontrano !
In questo rovesciamento, scopriamo il vero volto di Gesù: quando ci avviciniamo agli ultimi, ci accorgiamo che essi stanno già in braccio a Lui !
Mons. Antonino Scarcione
sabato 19 settembre 2015
La musica popolare siciliana approda a Piazza Armerina
Riceviamo e Pubblichiamo
SABATO 19 Settembre alle ore 21:00 presso l’atrio della biblioteca comunale con l’ultimo evento musicale della
stagione estiva promosso dal Centro Culturale Polivalente del Comune,
recentemente istituito grazie al partenariato con il
progetto regionale I Art per la valorizzazione dell’identità siciliana
attraverso l’arte contemporanea.
Ad esibirsi alle h. 21 presso
l’atrio della biblioteca comunale sarà il gruppo “I petri ca addumunu” col
progetto musicale ‘L`isola dei suoni’: sul palco i musicisti Antonella Barbera
(fiati, voce), Davide Campisi (tamburi, cajon, berimbao, voce), Fabio Leone
(basso elettrico), Vittorio Ugo Vicari (chitarra classica e battente, baglama
saz, voce) e Andrea Ensabella (chitarra acustica e classica).
venerdì 18 settembre 2015
Pietro Rausa stupisce ancora....
Artisti si nasce o ci si diventa...., esiste un gene particolare o comunque un qualcosa che renda fin dalla nascita destinati a diventare artisti; di seguito l'ultima opera del giovane e promettente artista, (20 anni) Pietro Rausa.
La Madonna delle Vittorie che ammanta la città di Piazza Armerina, l'antica Platia.
Elevazione a Cavalieri e Dame del Sovrano Ordine Monastico Militare dei Templari Federiciani.
Cresce la famiglia dei
Cavalieri Templari Federiciani del Priorato provinciale e si incrementa il
Presidio di Piazza Armerina, infatti, domenica 13 settembre nella chiesa di San
Leone papa di Aidone, sono stati elevati cinque nuovi postulanti al rango di Cavaliere
e Dama, di cui quattro nostri concittadini.
Subito dopo la Santa
Messa, officiata da don Salvatore Cumia, e partecipata da una numerosa
comunità, il Gran Maestro Federiciano Corrado Maria Armeri, coadiuvato dal
Priore Fabrizio Cianciolo e dal Commandeur Filippo Rausa, rivolgendo i saluti
agli intervenuti ha esaltato i principi che animano lo spirito dei “Cavalieri
Templari Federiciani” (Federico II) “giustizia, favorire l’espansione della
cultura, lavorare per la pace e il dialogo tra i popoli e le religioni, associazionismo,
opere di bene, solidarietà e seminare la fede in Cristo”.

In un clima suggestivo
e spirituale si è svolta la cerimonia d'investitura, come in un tuffo nel
passato, sono stati elevati i cinque nuovi postulanti a Cavalieri e Dama; il
dott. Giuseppe Portogallo, Filippo Picicuto, Tony Rausa, Mimmo Manzi e la
sig.ra Antonella Careri.
“Da fratello a fratello tuo nella vita nella morte, benvenuto Cavaliere” queste le parole pronunciate durante il giuramento dal Gran Maestro Armeni, poi è seguita la benedizione del sacerdote ai cavalieri, e la fine della celebrazione Eucaristica.
“Da fratello a fratello tuo nella vita nella morte, benvenuto Cavaliere” queste le parole pronunciate durante il giuramento dal Gran Maestro Armeni, poi è seguita la benedizione del sacerdote ai cavalieri, e la fine della celebrazione Eucaristica.
La gioia del Clero che
ci ospita, ravviva la Fede in Noi Templari Federiciani, essa è già di per sè
comunicativa e con Noi si moltiplica e aumenta, quanto più incisiva è la Nostra
testimonianza !
Nati per la Fede !
"DIO LO VUOLE".
Infine, una agape
fraterna ha accolto tutti i cavalieri presenti con un abbraccio conviviale di
calda familiarità.
Di seguito alcuni
scatti fotografici.
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