"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)



Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

venerdì 16 settembre 2016

NO AL DEPOTENZIAMENTO DELL'OSPEDALE E ALLA CHIUSURA DEL PRONTO SOCCORSO

Comunicato Stampa
Piazza Armerina, 15-09-2016
L' UFFICIO PER L'ECUMENISMO E IL DIALOGO INTERRELIGIOSO, le Associazioni UCIIM, FIDAPA, CIF, QUARTIERI STORICI, LEGAMBIENTE di PIAZZA ARMERINA, ITALIA NOSTRA, ARCHEO CLUB, AIAS, UNIVERSITA’ DEL TEMPO LIBERO I.NIGRELLI”, ROTARY CLUB, MIRA 1163, riuniti in Assemblea Straordinaria, presso i locali della nuova Curia, allarmati dalle notizie di stampa, facendo tesoro dell'apprensione e preoccupazione dei Vescovi della Sicilia,


DENUNCIANO

il tentativo maldestro, tutt'ora in corso, di depotenziare le strutture sanitarie in Sicilia, ivi compreso quello del Pronto Soccorso dell'Ospedale Civile "Chiello" di Piazza Armerina, negando, così, il diritto alla salute dei cittadini, garantito dalla Costituzione Italiana,


FANNO APPELLO

altresì, alle competenti Autorità Cittadine, Provinciali, Regionali e Nazionali, affinché sia scongiurato questo infelice tentativo, "giustificato" da esigenze di mera razionalizzazione della spesa sanitaria nazionale.

Ciò, in quanto non si tiene conto, ad esempio, delle precarie condizioni della viabilità nella Sicilia interna, nè, tanto meno, della presenza nel territorio dei numerosi turisti, provenienti da ogni parte del mondo, oltre 600 Mila, che ogni anno visitano il centro storico e i rinomati mosaici della Villa Romana del Casale di Piazza Armerina, dichiarati patrimonio UNESCO, fin dal 1997. Nonché della presenza del carcere mandamentale, i cui ospiti resterebbero del tutto privi di struttrure sanitarie, a cui hanno pieno titolo, in eventuali situazioni di emergenza. Platealmente, si ignora e disattende, inoltrre, la doverosa tutela della salute dei cittadini dei centri viciniori, quali Aidone, Barrafranca, Mirabella Imbaccari, Pietraperzia, Raddusa, S.Cono e Valguarnera.

Fanno proprio il documento della Conferenza Episcopale Siciliana, in cui si afferma, perentoriamente, che «il depotenziamento delle strutture sanitarie in Sicilia che garantiscono ai cittadini il diritto alla salute e la paventata chiusura di alcuni presidi ospedalieri, destano apprensione e preoccupazione», auspicando «che i criteri di riorganizzazione della sanità siano ispirati alla dignità della persona umana, salvaguardando le zone disagiate e periferiche della nostra regione» e non da parametri, esclusivamente, economici di risparmio.

                                                                                             Per il Comitato
                                                                                   Don. Antonino Scarcione


mercoledì 14 settembre 2016

Consegnati i lavori per la Scuola Elementare TRINITA’

Incessante e continuo il lavoro dell’Amministrazione Miroddi e del suo Assessore ai lavori Pubblici Giuseppe Mattia e dell’Ufficio Tecnico per quanto riguarda la messa in sicurezza di tutte le scuole di Piazza Armerina di proprietà del Comune.
Dopo essere partiti nei mesi scorsi gli otto cantieri più piccoli, partono ora gli interventi più grandi, ieri infatti è avvenuta la consegna dei lavori della Scuola Trinità alla Ditta Vullo che inizierà immediatamente i lavori di messa in sicurezza.
Come si ricorderà già l’Amministrazione Miroddi con un proprio progetto nel Dicembre 2015 aveva ultimati i lavori alla Scuola Leonardo Sciascia.
Si allega al presente articolo la relazione tecnico illustrativa dei lavori alla Scuola Trinità per una più dettagliata esplicazione della ristrutturazione, messa in sicurezza ed adeguamento degli impianti che verranno effettuati.
                                                                               Totò Conti

domenica 11 settembre 2016

Perché nel 2016 non è partita la campagna di scavo presso il sito archeologico della Villa Romana del Casale?


Di seguito riportiamo il testo dell'interrogazione che la Consigliera comunale Laura Saffila ha inviato al Direttore del Polo Museale Parco Archeologico Villa Romana del Casale e inoltre al Sindaco, al Presidente del Consiglio Comunale e al Presidente della V Commissione Consiliare relativamente la problematica sulla mancata campagna di scavo presso il sito archeologico della Villa Romana del Casale.





Piazza Armerina, 8 settembre 2016

Al Sindaco
Al Direttore del Polo Museale Parco
     Archeologico Villa Romana del Casale
Al Presidente del Consiglio Comunale
Al Presidente della V Commissione Consiliare
                                                                                                                      LORO SEDI

Oggetto: problematica interventi di scavo presso il sito archeologico della Villa Romana del Casale, in atto sospesi.

Da notizie di stampa apparse sul Giornale di Sicilia in data 7 settembre, sulla cronaca regionale fatti e Notizie, viene riportata una informazione alquanto delicata e con risvolti di immagine che riguardano la nostra Città, la Sicilia e l’Italia in un contesto generale sul recupero dei Beni Culturali.
Infatti è notizia che dopo 10 anni l’Università la Sapienza di Roma non ha inteso coordinare i lavori di scavo nella parte sud della Villa Romana del Casale con il lavoro minuzioso e specifico di altri studenti provenienti dalla Spagna e dall’Università Kore di Enna.
L’assurdità è che per poche migliaia di euro si è abbandonato un progetto il cui beneficio è enorme dal punto di vista archeologico, turistico e di immagine della Sicilia e dell’Italia nel mondo.
I giovani archeologi hanno effettuato sempre le campagne di scavo in modo totalmente gratuito se non con un intervento risibile da parte del Comune il quale ha sempre messo a disposizione dei locali dormitori e per i pasti veniva fornito loro, alla stregua degli impiegati comunali, un buono pasto giornaliero che veniva consumato in un ristorante della città.

Alla luce di quanto sopra la sottoscritta chiede al Direttore del Polo Museale Parco archeologico Villa Romana del Casale:
1).     Cosa ha determinato e perché si è interrotto un progetto virtuoso quale quello di riportare alla luce le vestigie e i reperti che danno una rilettura delle vicissitudini e della cultura della Sicilia interna e della nostra città.
2    2).      Come mai il Parco Archeologico non si è mosso in tempi utili per non interrompere e informare preventivamente l’Amministrazione comunale del disimpegno dell’Università la Sapienza di Roma.
      3).    Come si intende procedere a riannodare i legami con l’Università la Sapienza di Roma e la Città di Piazza Armerina, affinché si ricominci il percorso virtuoso, che ci auguriamo sospeso temporaneamente per le future campagne di scavo.
     4).  Quali sono le intenzioni di fruizione o meno delle parti di scavo e dei reperti archeologici rinvenuti nelle varie campagne di scavo?.

Nell'investire della problematica il presidente della V Commissione consiliare al fine di discutere sulla problematica e far convocare nel più breve tempo possibile un apposito Consiglio comunale; si rimane in attesa di un Vostro cortese riscontro, auspicando per il prossimo futuro una maggiore sinergia tra gli enti in indirizzo per favorire quel rilancio economico, d’immagine che grazie all’immenso patrimonio archeologico ivi presente, potrebbe traghettare definitivamente Piazza Armerina e il suo comprensorio in un attrattore turistico, culturale dai molteplici benefici.

       Laura Saffila                              
Consigliere Comunale

La Domenica con Gesù, XXIV del T.O. / C

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

Testi: “…Si sono fatti un vitello di metallo fuso, poi gli si sono prostrati dinanzi,…e hanno detto. Ecco il tuo Dio, Israele, colui che ti ha fatto uscire dalla terra d’ Egitto…” Es 32,7-11.13-17 . “Figlio mio,…questa parola è degna di fede…Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori…” I Tim 1,12-17 . “…Chi di voi se ha cento pecore…non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta…Oppure quale donna se ha dieci monete e ne perde una…Un uomo aveva due figli…Questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. Lc 15,1-32.

I testi odierni sembrano suggerire un “amore illogico” da parte di Dio. Illogico, perché sembra al di sopra del buon senso e della “saggezza umana”. Nella I Lettura, notiamo un popolo, Israele, che si ribella a Dio, ritorna agli idoli, al vitello d’ oro, chiede perdono e viene perdonato. Proprio questo, ci appare come un comportamento “illogico” da parte di un Dio giusto e onnisciente. Così, pure, le parabole della “misericordia”: la pecora smarrita, la moneta ritrovata e il padre con un figlio disgraziato, che soffre per le sue “stupidaggini” e , poi, lo perdona e festeggia, senza nemmeno un rimprovero ! E’ troppo.

I realtà, questi sono sentimenti che molti genitori provano. Infatti, quando un padre e una madre si accorgono del figlio/a tossico/a, la prima cosa che pensano è, come salvarlo ? Magari si arrabbiano e si rinfacciano reciprocamente la responsabilità, per sapere chi sia stato più tollerante o assente. 
Ed, infine, si auto-assolvono, “spiegando” che la “colpa sia stata degli amici”, dato che il loro figlio è “un bravo ragazzo”. Non “ricordano” più i dispiaceri, che hanno avuto e la vergogna, che hanno provato, a causa della sua condotta disonorevole. Sperano che questo/a figlio/a possa salvarsi e ritornare ad essere quel bravo ragazzo/a, che essi avevano sognato.

Lo stesso sentimento si prova per un figlio (o figlia) malato o disonesto; un coniuge imbroglione, violento, spendaccione o assente da casa.

Un giorno, una ragazza tossica, alla domanda, quali “errori” avesse commesso, diede una risposta agghiacciante: “Ho fatto tutto il male possibile. Imbrogli, furti, spaccio, prostituzione. Il male peggiore, però, è stato quello di aver tradito coloro che mi volevano bene”.

Una mamma ad un figlio, gravemente disabile, permetteva che egli, durante la crisi, le mettesse le mani addosso nel tentativo sacrilego di strozzarla. Lei, terrorizzata, si sottoponeva al “rito”, cosi che il ragazzo potesse addormentarsi in pace.

A questo punto, la domanda che sorge spontanea è, se Dio abbia gli stessi nostri sentimenti umani o siamo noi ad attribuirgli: pazienza, perdono e misericordia. Nel mondo della natura, il più forte mangia il più debole, in una catena, dove la legge ultima rimane la sopravvivenza.

Dio, invece, ha pensato all’ umanità in maniera più raffinata. La cosa più difficile, per ogni cristiano, è la capacità di voler bene, al di là delle emozioni: amare i propri cari è, in qualche modo, naturale, anche se sono possibili abbandoni, disinteresse, violenze anche verso le persone più vicine. Il vero problema è quello di voler bene a “tutti”. Lo sappiamo bene che la radice del rispetto è Dio. Lo ha ricordato, opportunamente, Papa Francesco nel famoso testo, “Evangelii Gaudium” (=La Gioia del Vangelo): “Solo grazie all’amore di Dio siamo riscattati dall’ auto-referenzialità”.

Notiamo che le difficoltà maggiori per comportamenti caritatevoli verso gli altri derivano dai “sensi”: la zavorra, che non permette all’ anima di essere libera, aperta anche ai nemici. Questa, certamente, è una grande difficoltà. Iinfatti, l’ altro può essere odioso, irriverente, irriconoscente, imbroglione, falso, vigliacco e aggressivo. Solo la salvezza (il Disegno di Dio) può permetterci di guardare e sognare in noi un altro essere. Proprio questa è la sfida posta al cristianesimo, religione dell’ armonia, della libertà e della lealtà.

Tutte le associazioni, le Caritas e i gruppi di volontariato sono rispettati: ma anche nelle risposte violente, rimane la convinzione di aver agito secondo il “Disegno di Dio”. Un Disegno che chiede a tutte le creature di essere semplici, portatrici di consolazione, miti, giuste, misericordiose, leali, pacifiche e coerenti, così come suggeriscono le beatitudini. 

                                                                        Mons. Antonino Scarcione

lunedì 5 settembre 2016

2^ GIORNATA MONDIALE PER LA CURA DEL CREATO.



DIOCESI DI PIAZZA ARMERINA
UFFICIO DIOCESANO PER L’ECUMENISMO
E IL DIALOGO INTERRELIGIOSO
Piano Fedele Calarco, 1


 
Piazza Armerina, 29 agosto 2016

Ai Sigg. Dirigenti Scolastici  
Ai Sigg. Professori Scuole Materne ed Elementari
Scuole Medie di I e II Grado
Alle Autorità Civili, Militari e Religiose
Ai Presidenti Associazioni, Clubs Services, Quartieri, Legambiente, Fidapa, Uciim
Agli Operatori Comunicazioni Sociali
Al Mondo del Lavoro
 Agli Sportivi e Innamorati del Patrimonio Boschivo
                               LORO SEDI

Oggetto: 2^ GIORNATA MONDIALE PER LA CURA DEL CREATO. “LA MISERICORDIA DEL SIGNORE, PER OGNI ESSERE VIVENTE”. INVITO

 Come è noto, la Celebrazione della Giornata Mondiale della Cura del Creato, anche se le varie iniziative si protrarranno autonomamente per un ampio arco di tempo, avrà luogo il 1° Settembre p.v.
Questo Ufficio Diocesano per L’Ecumenismo e il Dialogo Interculturale, che ho l’ onore e la responsabilità di presiedere, in sinergia con i vari soggetti, significati in indirizzo, intende, come nel passato, promuovere delle attività, che sono di notevole spessore educativo ed hanno avuto ampi consensi e convinta partecipazione, specie da parte dei ragazzi e dei giovani, che frequentano le scuole e gli Istituti di ogni ordine e grado di P.Armerina.
 A tal proposito, si espongono alcune linee di
                                                                                               
PROGRAMMA - INVITO

-CONCORSO:        Produzione di: Un Componimento (corredato da immagini), Un Grafico, Un’ Immagine e/o Foto, Un Plastico, Un Video, sullo scempio della natura o il degrado ambientale. Oppure sulle conseguenze della mancata Custodia dei Beni Comuni Ambientali: Terra, Acqua, Aria, Beni Paesaggistici e/o Boschivi (cfr. Art. 9 della Costituzione Italiana e Art. 9 della Carta Ecumenica di Strasburgo).
 Possono partecipare: Le Scuole Materne ed Elementari; le Scuole e Istituti di I e II grado.
A giudizio insindacabile dell’ apposita Commissione, operante nelle singola Scuole o Istituto, presieduta dal Dirigente Scolastico (o suo Delegato), verranno individuati:  un elaborato per le Materne ed Elementari, uno per la Media di I Grado e uno per la Media di II Grado. Gli stessi dovranno essere consegnati, entro il 30 Settembre p.v., alle ore 12.00, presso la Scuola Media “Capuana-Cordova” (Ref. Stefania Cincotta).
-MOSTRA:             Gli elaborati, così selezionati, verranno esposti nella chiesa di S.Ignazio, nei gg.03 e  04 Ottobre p.v.
-PREMIAZIONE:    Lo 04-10-206, alle ore 10:00, verranno premiati i migliori elaborati: uno per le Materne ed Elementari, uno per le Medie di I Grado, uno per le Medie di II Grado.
                                                                                                                                                                                                 
                            Distinti Saluti,                                                         
                                                                                         Mons. Antonino Scarcione, Delegato U.D.E.   

Liberi Consorzi comunali e Città Metropolitane”, attuazione dell’art. 44.

Riceviamo e Pubblichiamo

La lotta continua e continuerà fino a quando le istituzioni faranno il loro dovere così come hanno abbiamo fatto Noi! Comunicato 17: Copia integrale inviata del documento inviata al governo della Sicilia .
                                                                     Presidente della Regione Siciliana
                                                                     On. Rosario Crocetta Palazzo D’Orleans 
                                                                        Piazza Indipendenza, 21_90129 Palermo
                                                                    Assessore Regionale delle Autonomie Locali 
                                                                    On. Luisa Lantieri 
 Viale Regione Siciliana, 2226 - 90135 Palermo
                                                  P.C.            Presidente ARS - On. Giovanni Ardizzone 
                                                                    Palazzo dei Normanni
                                                                        Piazza del Parlamento, 1_90134 Palermo

OGGETTO: Legge regionale 4 agosto 2015, n. 15 “Disposizioni in materia di Liberi Consorzi comunali e Città Metropolitane”, attuazione dell’art. 44.

Sign. Presidente della Regione Siciliana, Sign. Assessore delle Autonomie Locali,

Da parecchi mesi le comunità di Gela, Piazza Armerina, Niscemi e Licodia Eubea, attendono la ratifica, attraverso la legge-provvedimento prevista dall'art. 44 della L.r. 15/2015, di ciò che hanno scelto seguendo l’iter procedimentale imposto dapprima dalla L.r. 8/2014 e successivamente dalla sopra citata L.r. 15/2015 al fine di portare a compimento le variazioni territoriali degli Enti territoriali intermedi e dare piena attuazione al disposto normativo.

Nonostante queste comunità abbiano centrato l’obiettivo esprimendo la propria volontà di cambiamento secundum legem, si continua a non dar seguito alla predetta volontà democraticamente maturata e legittimamente espressa dai suddetti Comuni.

Il 20 luglio 2016, il plenum dell'Assemblea Regionale Siciliana ha deciso di condividere le motivazioni della propria I Commissione legislativa permanete, decidendo di non dare seguito, di fatto, all’approvazione della normativa di ratifica delle le variazioni territoriali.

I Ddl governativi n° 1.190, 1.191, 1.192 e 1.193, attuativi dell’Art. 44 comma 2 della L.r. 15/2015, come detto, sono stati posti nel limbo dal Parlamento regionale per delle INADEMPIENZE, a detta dell'Organo legislativo da attribuire ESCLUSIVAMENTE al Governo regionale e, segnatamente, all'Assessorato Regionale retto dall'On.le Lantieri.

Infatti, testualmente, la motivazione addotta dal Presidente della I Commissione Ars, On. Salvatore Cascio, al Plenum dell'Assemblea per il non passaggio all'esame dei DDL è stata la seguente:

“Quando il disegno di legge è arrivato in Commissione, la stessa non ha disquisito sul fatto della costituzionalità o meno del disegno di legge e del quesito referendario, ma è entrata nel merito squisitamente tecnico, Presidente, nel senso che l’articolo 2 prevede un passaggio di competenze economiche, di personale, quindi vi sono delle poste, sia negative che positive, che vanno a carico o della città metropolitana o dei liberi consorzi. 
La Commissione ha chiesto al Governo se vi era un quadro sinottico, un report, una tabella per capire se questo meccanismo metteva in discussione la funzionalità successiva degli altri liberi consorzi. Perché è chiaro a tutti che quando centomila abitanti del libero consorzio di Caltanissetta transitano nel libero consorzio di Catania gli effetti sono duplici. Abbiamo una sovraesposizione su Catania e una sottoesposizione su Caltanissetta. Il personale come verrà distribuito? Anche perché i commissari sono stati richiamati, anche da parte della Corte dei Conti, a mettere in atto delle procedure per mettere in sicurezza i conti delle province, e tra le principali procedure vi è quella del piano degli esuberi. 
La Commissione non capiva come poteva la provincia, pardon, il libero consorzio di Caltanissetta fare un piano di esuberi, non avendo già diviso a priori le competenze tra il territorio di Gela e Niscemi e le province di Caltanissetta.

La Domenica con Gesù, XXIII del T.O. / C

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

Testi: “…Chi avrebbe conosciuto il tuo volere, se tu non gli avessi dato la sapienza…e…non gli avessi inviato il tuo santo spirito ?...” Sap 9,13-18 . “Carissimo,…Ti prego per Onesimo…Te lo rimando…Come fratello carissimo…” Fm 9b-10.12-17 . 
“…Se uno…non mi ama più di…suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo…” Lc 14,25-33.

Il brano evangelico si può dividere in tre parti: la prima propone il contesto e le norme per la sequela di Gesù. La seconda evidenzia la necessità di ponderare bene le proprie disposizioni, prima d’ intraprendere il cammino del discepolato. La terza propone, in fine, il distacco dai beni materiali, per essere discepoli di Gesù.

-“Una folla numerosa andava con Gesù”. Il contesto, nel quale vengono proposte le condizioni, per seguire Gesù, è quello di un momento di grande popolarità. Infatti, ci sono le “folle”, che accompagnano Gesù. Anche se, forse, le folle non sono coscienti che Gesù si reca nella città santa per la sua “elevazione” in alto mediante la morte e la resurrezione. Questo traguardo è inseparabile dal suo cammino. Un cammino che va condiviso fino alla fine.

-“E non odia suo padre”. La prima parte delle condizioni, che Gesù pone, per condividere la strada con lui,
ha un parallelo in Mt 10,37. Il primo evangelista, infatti, usa l’ espressione più aderente alla realtà: “Chi ama il padre più di me…”. Non si tratta, quindi, di “odiare”, “leggendo”, letteralmente, questo verbo. Del resto, se Gesù insegna ad amare i nemici, come potrebbe ordinare di odiare i propri familiari ? A tal proposito, lo studioso Zorelli spiega che i due verbi, “posthabeo” e minus “diligo”, indicano in quale posizione si debbano collocare i familiari rispetto a Gesù. Essi, cioè, sono “post”, ossia dopo Gesù, e sono “minus”, ossia debbono essere “amati” meno rispetto al Signore. Il linguaggio, comunque, rimane scioccante. Infatti, il rapporto con i genitori è ben tutelato dalla Sacra Scrittura, che contiene il quarto comandamento:”onora il padre e la madre” (Cfr. Es. 20,12; Dt 5,16). In sostanza, l’ intenzione di Gesù non è affatto quella di “demolire” il rispetto dovuto ai genitori, bensì, quella di subordinarlo al suo primato assoluto.

-“Odiare la propria vita”. E’ un’ espressione equivalente a quella di odiare “sé stesso”. Vediamo che Gesù chiede ai discepoli di “collocarlo” al di sopra di loro stessi. Come riscontro di questo atteggiamento verso Gesù, sono due le cose da mettere in atto: la prima è quella di lasciare a Gesù la precedenza nel percorso della propria vita; la seconda è quella di andare dietro a Gesù, portando la croce.

-“Costruire un a torre”. A proposito di decisioni da prendere, notiamo che vengono fatte due ipotesi, mentre nel primo caso tutto dipende da chi ha l’ idea della costruzione; nel secondo, invece, si tratta di un re, che viene sopraffatto da una potenza superiore alla sua, con la quale deve fare i conti.

Nel primo caso, il soggetto è un privato. Infatti, era usanza costruire torri a difesa della proprietà agricola, a secco, con un vano, nel quale si ponevano gli attrezzi agricoli, e un secondo piano per abitazione. La torre comportava un onere finanziario straordinario, conseguentemente, era necessario provvedere ai costi, per non screditarsi, lasciando la costruzione incompleta. Poiché la torre incompleta diventava un “monumento” di stoltezza.

Nel secondo caso, invece, il protagonista è un re, che sta per fare guerra ad un altro re, aggressivo. Le notizie che gli giungono dagli informatori sono: la potenza militare del suo avversario è il doppio della sua. S’ impone, quindi, una decisione: combattere o trattare ? Valeva la pena trattare. Dato che i negoziati di pace avrebbero conservato l’ incolumità fisica dei soldati e il trono stesso del re, anche se come tributario. I due casi evidenziano una strategia per il conseguimento dell’ obiettivo. Il fatto, poi, che sia necessario ponderare, prima di mettersi in cammino dietro Gesù, conduce, in ogni caso, ad un esito positivo. Gesù, dunque, fornisce, qui, istruzioni, che portano, comunque, alla buona riuscita, alla quale non si può giungere, però, senza il discernimento. Chiaramente, l’ obiettivo che si prefigge Gesù, è quello di invitare il discepolo ad una sequela consapevole.

-“Chi non rinuncia a tutti i suoi averi”. Notiamo che il verso 33, qui, si riferisce al rapporto con i beni economici. La libertà da essi è una condizione indispensabile, per seguire Gesù, come attesta il fatto del ricco, che rinuncia alla sequela, per tenersi le sue ricchezze. Il discepolo, se non è libero sia dagli affetti sia dalle proprietà, non può mettersi alla sequela del Maestro.

                                                                        Mons. Antonino Scarcione