"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)



Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

domenica 8 dicembre 2019

8 dicembre 2019 alcuni scatti fotografici della posa delle corone di fiori sulla lapide dell'Immacolata Concezione


Domenica 8 dicembre 2019 festa dell’Immacolata Concezione; il nobile quartiere Monte Mira continua a scrivere pagine di storia che si aggiungono alle tante della città di Piazza Armerina, coniugando storia, fede e tradizione.

La cerimonia, al suo sesto anno di vita, come da consuetudine ha coinvolto l'Amministrazione comunale con la presenza del Sindaco Nino Cammarata, il Presidente del Consiglio Comunale, Marco Incalcaterra, il vescovo mons. Rosario Gisana, il parroco della Cattedrale don Giovanni Tandurella, il preposto della cattedrale mons. Antonino Scarcione, le Suore Francescane della chiesa degli Angeli Custodi, la protezione civile con la presenza di Plutia Emergenza, Sicilia Soccorso, Armerina Emergenza e inoltre una folta delegazione del Governo del quartiere con la presenza di Salvatore Oliva, Filippo Purrazza, Alfredo Bandiera, Enzo Conti, Osvaldo Scarcelli, Filippo Aloi, Melina Zincale, Antonino Amato, Laura Saffila, Valeria Aloi, oltre a diverse autorità civili e tanti quartieranti e concittadini.

Alle ore 10:30 nella Basilica Cattedrale la Santa Messa presieduta dal Vescovo, a seguire, intorno le ore 12:00, la cerimonia, che con partenza da piazza Cattedrale, ha visto il corteo preceduto dal gonfalone del nobile quartiere, da una rappresentanza dei Musici del quartiere, dagli omaggi floreali all'Immacolata portarsi ai piedi dell'edicola di via Monte, palazzo Roccabianca; lì, il Presidente del quartiere Monte Mira, Filippo Rausa, nel salutare e ringraziare tutti gli intervenuti ha spiegato le motivazioni dell'evento, sottolineando con orgoglio come il popolo piazzese fosse stato precursore di eventi, maturati dalla Chiesa oltre un secolo dopo.

Sono seguiti gli interventi del Vescovo, del sindaco e del parroco della Cattedrale.

E' stato reso omaggio all'Immacolata Concezione con la posa di tre corone floreali, nel luogo dove i nostri antenati nel 1692, ben 162 anni prima che Chiesa, ufficialmente, si pronunziasse con il dogma proclamato l’8 dicembre 1854 da Papa Pio, avevano affermato, scolpendolo sulla pietra, che la Vergine Maria è stata concepita senza peccato originale, ossia su di essa non gravava il peso dell’antica colpa che commisero il primo uomo e la prima donna, Adamo ed Eva, i quali disubbidirono a Dio e furono perciò allontanati dal Paradiso Terrestre.

La cerimonia si è conclusa con la preghiera alla Madonna, gli auguri ed un arrivederci al prossimo anno.

                                                                     Laura Saffila




   




   
  
     




Il video dell'Omaggio floreale sulla lapide dell'Immacolata Concezione del 1692


PREMIO “ULIXES” UOMO – DONNA DELL’ANNO 2019


Giovedì 12 dicembre presso il Teatro Garibaldi di Piazza Armerina alle ore 17:30 avrà luogo la cerimonia di premiazione della 6^ edizione del premio “Ulixes – Uomo Donna dell’anno Città dei mosaici 2919”, con l’intervento del vescovo mons. Rosario Gisana e delle autorità civili e militari. 

Il premio, organizzato dall'ufficio diocesano Ecumenismo, dialogo e cura del creato, in collaborazione e sinergia con la Diocesi di Piazza Armerina, il nobile quartiere Monte Mira, l'UCIM e il patrocinio del Comune di Piazza Armerina, prende il nome dal celebre episodio di Ulisse e Polifemo, mitici personaggi della letteratura mondiale, immortalati nei poemi omerici e raffigurati negli splendidi Mosaici della Villa Romana del Casale di Piazza Armerina, dichiarati Patrimonio UNESCO, nel 1997. 

L’iniziativa nasce nel 2014, su impulso di mons. Antonino Scarcione che ha costituito una Commissione di cittadini, che ogni anno, in base al “curriculum vitae”, individuano le personalità che si siano distinte, a favore del bene comune, nei vari ambiti di attività, eccellendo per correttezza etica, competenza professionale, rispetto della legalità, accoglienza, ascolto e dialogo, cura del creato e/o salvaguardia dell’ ambiente, valori garantiti dalla Costituzione Italiana e contemplati nella Carta Ecumenica di Strasburgo, in particolare: ecumenismo, dialogo interreligioso, arti figurative e plastiche, musica, diritti umani, cultura, lavoro e impresa, mass-media. 

Figurano la sezione adulti e quella giovani. Sono compresi i ragazzi che conseguono la pagella d’oro agli Esami di Maturità. Viene garantita la quota rosa. 

I premiati di quest'anno sono:  Mons. Roberto Cona, Cesare Minacapilli, Carmelo Paternicò, Francesco Cultreri, Aurelio La Licata, Maria Arena, Benedetta Draià, Gigi Borruso, Nietta Bruno, Giacomo Timpanaro, Salvatore Zoccolo.
Alle personalità insignite del premio verrà consegnata una Targa Dorata, con la motivazione.
Nel corso della serata seguiranno degli interventi musicali a cura della “Domus Orchestra” del maestro Salvatore Zoccolo.



sabato 7 dicembre 2019

Natale Piazzese


Martedì 10 dicembre a Palazzo Trigona evento per archeologi e appassionati.


La Domenica con Gesù, IMMACOLATA CONCEZIONE DI MARIA

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale 

"...Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa..." Gen 3,9-15.20 . "...In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo...predestinandoci a essere per lui figli adottivi..." Ef 1,3-6.11-12 . "...Non temere, Maria,...Concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato figlio dell' Altissimo..." Lc 1,26-38. 

Maria è il capolavoro di Dio. La Madonna, essendo destinata ad essere la Madre di Gesù, senza macchia, non è stata assoggetta al peccato originale. (Il dogma di fede fu proclamato nel 1854 da Pio IX). 
La breve riflessione prende le mosse dallo studioso E.Ronchi. L' angelo Gabriele "si allontana" dall' incredulità di Zaccaria, dalla spianata del tempio, verso una casetta di povera gente, dove c' è una ragazza, Maria, proprio in un paesino senza storia, Nazaret. Vediamo che il cristianesimo non inizia nello splendore del tempio, ma in una casa. 
La prima parola dell' angelo è: "rallegrati, gioisci, sii felice...Dio è qui, ti stringe in un abbraccio, in una promessa di felicità". Perché sei piena di grazia. La pienezza della grazia non Le deriva tanto dal "sì" all' angelo, quanto, piuttosto, dal fatto che Dio, per primo, ha detto "sì" a lei, incondizionatamente. 
Egli dice "sì" a ciascuno di noi, prima di qualsiasi nostra risposta. 
L' essere amati dipende da Dio , non dipende da noi. Quel suo nome, "Amata-per sempre" è anche il nostro nome: buoni e meno buoni, piccoli o grandi. Sappiamo che nella Bibbia, quando Dio dice a qualcuno: "io sono con te", il Signore gli sta consegnando un futuro bello e arduo insieme. 
Notiamo che la prima parola di Maria all' angelo non è il "sì", ma la sospensione di una domanda: Come avverrà questo ? La Vergine, matura e intelligente, vuole capire per quali vie si colmerà la distanza tra lei e l' affresco che l' angelo dipinge. Quindi, fare domande a Dio, non è mancanza di fede, anzi è un voler crescere nella consapevolezza. 
Certamente, la risposta dell' angelo ha i toni del famoso libro dell' Esodo, proprio una nube oscura e luminosa. Ma là risuona anche la voce della vita e degli affetti: è il sesto mese della cugina Elisabetta. Maria, afferrata da quel turbinio di vita, risponde: "Ecco la serva del Signore". 
A questo punto, bisogna notare che nella Bibbia la serva non è "la domestica". Ad es., la serva del re è la regina, seconda autorità dopo il re: il tuo progetto sarà il mio, la tua storia la mia. Tu sei il Dio dell' Alleanza, e io tua alleata. Come quello di Maria, anche il nostro "eccomi" ! può cambiare la storia. 

                                        Mons. Antonino Scarcione

Omaggio floreale sulla lapide dell'Immacolata Concezione del 1692


venerdì 6 dicembre 2019

La tradizione di San Nicola a Piazza Armerina


Il 6 dicembre la Chiesa celebra San Nicola nato a Patara di Licia (Asia Minore), nel 270 circa, morto a Myra (oggi Demre, nella parte anatolica della Turchia), il 6 dicembre probabilmente del 343).


Nicola fu vescovo di Myra in Licia è venerato come santo dalla Chiesa cattolica, dalla Chiesa ortodossa e da diverse altre confessioni cristiane.

Noto anche come san Nicola di Bari, san Nicola di Myra, san Nicola Magno e san Niccolò, è famoso anche al di fuori del mondo cristiano perché la sua figura ha dato origine al mito di Santa Claus (o Klaus), conosciuto in Italia come Babbo Natale.

Le reliquie di San Nicola furono traslate a Bari da alcuni pescatori, e per ospitarle fu costruita una basilica nel 1087, Bari è da allora meta di pellegrinaggi da parte dei fedeli.
È anche il santo patrono della città di Amsterdam e della Russia.

San Nicola è il leggendario Santa Claus dei paesi anglosassoni, e il NiKolaus della Germania che a Natale porta i doni a bambini.
Tutte le versioni del Babbo Natale moderno derivano dallo stesso personaggio storico, il vescovo San Nicola di Mira, di cui si racconta che fosse solito fare regali ai poveri.
La leggenda di San Nicola è alla base della grande festa olandese di Sinterklaas (il compleanno del Santo) che, a sua volta, ha dato origine al mito ed al nome di Santa Claus nelle sue diverse varianti.
In Europa (in particolare nei Paesi Bassi, in Belgio, Austria e Germania) viene ancora rappresentato con abiti vescovili e con la barba.

Platia, l’antica Piazza Armerina la cui storia si perde nella notte dei tempi è strettamente legata a San Nicola per le seguenti motivazioni.
Il colle dove i normanni nostri antenati edificarono la città di Platia, 1163, comunemente definito Monte, topograficamente è chiamato colle Mira o monte Mira.

Questo toponimo ebbe origine dalla presenza di una antica chiesa o cappella dedicata in epoca bizantina a San Nicola vescovo di Mira. (I bizantini erano presenti in Sicilia prima dell’arrivo degli arabi e dei normanni).
E certo che dopo la fondazione della città o la predetta chiesa bizantina venne ingrandita oppure i Piazzesi ne costruirono una nuova, nei secoli sempre officiata, fino alla scomparsa del parroco, il compianto don Michele Nicosiano (1996). Successivamente ancora aperta in alcuni giorni dell’anno dal parroco reggente don Roberto Cona, per poi essere chiusa e riaperta per metà, dopo i lavori di restauro di una porzione della chiesa nel 2018, ed officiata in alcune occasioni da don Franco Greco.

Dell’esistenza della chiesa di San Nicola in quei secoli se ne ha la certezza poiché nel 1308 pagava la decima alla Santa Sede, ed inoltre per la presenza nei comuni di Enna e di Gela di due chiese dedicate a San Nicola di Platea, a testimonianza che la grande devozione del popolo piazzese era stata trasmessa alle città vicine, a tal punto da consacrare le chiese con il titolo di S. Nicola de Platea, quasi che il santo fosse proveniente dalla nostra città o in essa si conservassero sue reliquie.

La chiesa di San Nicola per qualche secolo ebbe il titolo di chiesa sacramentale (aveva la cura delle anime dei fedeli di tutta la città insieme alle chiede del Patrisanto/Teatini e San Martino), in essa operava la “Compagnia delli maestri della venerabile cappella di Maria SS. della Catena.
Dalla presenza di questa Compagnia o Confraternita la chiesa in futuro verrà anche chiamata Maria SS. della Catena.

La rimodulazione delle parrocchie prima, inizi anni ’90, la morte del parroco dopo, ne determinarono l’inesorabile abbandono, poiché ai laici che fino a quel momento ne avevano osservato la cura ed il decoro, fu chiesto di consegnare le chiavi.

Chiesa di San Nicola
La storia della chiesa di San Nicola, detta anche Madonna della Catena, dal 1651, per via di una cappella alla Madonna,  è ad un bivio; pur in presenza di prossimi interventi finanziari per il restauro, questa successivamente continuerà a restare chiusa o ad essere aperta solo nella ricorrenza della Madonna della Catena e di San Nicola.

Troppo poco, per poi ritrovarla con gli stesi problemi che l’affliggono oggi, la nostra proposta invece non dimenticando il contesto sociale del quartiere, è quella di aprirla ai quartieranti, infatti potrebbe svolgere attività di aggregazione per i gruppi giovanili, per gli anziani, per le attività sociali del Comitato di quartiere che la potrebbe adottare, facendola rivivere, ospitando eventi culturali, artistici, musicali, nonché religiosi.

Tante belle parole, tante idee che certamente resteranno lettere morte, nel frattempo, la tradizione di festeggiare San Nicola a Piazza Armerina è ormai tramontata, rimane solo il ricordo gioviale di padre Nicosiano che in questa occasione portava i ragazzi dell’Azione cattolica, delle classi catechistiche e del gruppo sportivo a festeggiare San Nicola con una solenne cerimonia eucaristica.

Ricordo ancora, perché ci teneva tanto sottolineare nell’omelia, il nesso tra San Nicola e Babbo Natale.
Dopo la Messa nella grande sacrestia, tutti, grandi e piccini aspettavano la distribuzione di caramelle e cioccolatini; un anticipo dello spirito della bontà del Natale.

Concludo questa breve ricognizione storica, citando le parole pronunziate dal Cardinale Christoph Schönborn, OP, Arcivescovo di Vienna (mercoledì 1° ottobre 2009), ….."E' una grave ferita nel Corpo di Cristo che le chiese abbiano le porte chiuse",……. e ci sia consentito aggiungere, è ancor più grave chiuderle ed abbandonarle a se stesse, facendo perdere ad esse oltre al patrimonio artistico ed architettonico, l’identità di storia, cultura, e tradizioni che i nostri antenati ci hanno tramandato.
                                                                                                                                                 Filippo Rausa

Di seguito alcune foto relative la riapertura del 2018.
 





lunedì 2 dicembre 2019

Premio ULIXES "CITTA' DEI MOSAICI" - PERSONA DELL'ANNO 2019


Il premio prende il nome dal celebre episodio di Ulisse e Polifemo, mitici personaggi della letteratura mondiale, immortalati nei poemi omerici e raffigurati negli splendidi Mosaici della Villa Romana del Casale di Piazza Armerina, dichiarati Patrimonio UNESCO, nel 1997.
Il premio intende illustrare la Città, abbellita dalla cattedrale, dalle "cento chiese", dai palazzi antichi, dai monumenti e dal patrimonio boschivo, polmone verde del Centro Sicilia.
Il riconoscimento nasce, nel 2014, su impulso dello scrivente, il quale ha costituito un'apposita Commissione di cittadini, che ogni anno, in base al curriculum vitae, individuano le personalità, che si sono distinte, a favore del bene comune, nei vari ambiti di attività, eccellendo per correttezza etica, competenza professionale, rispetto della legalità, accoglienza, ascolto e dialogo, cura del creato e/o salvaguardia dell'ambiente, valori garantiti dalla Costituzione Italiana e contemplati nella Carta Ecumenica di Strasburgo nei vari ambiti, quali: Ecumenismo, dialogo interreligioso, arti figurative e plastiche, musica, diritti umani, cultura, lavoro e impresa, mass-media, in Sicilia, Italia ed Europa.
Figurano la sezione adulti e la sezione giovani, compresi coloro che alla Maturità ottengono la pagella d'Oro. Viene altresì garantita la quota rosa.

                                                           Mons. Antonino Scarcione   

COMMISSIONE D'ONORE
Sua Ecc. Mons. Rosario Gisana - Avv. Nino Cammarata

COMMISSIONE ESECUTIVA
Mons. Antonino Scarcione - Dott.ssa L. Di Gangi - Dott. G. Ferro - Dott.ssa T. Guzzardi - Dott.ssa V. Piazza
Prof.ssa G. Forgia - Dr. F. Galati, Prof.ssa M. La Malfa - Prof.ssa A. Marino - Prof. C. Prestifilippo - Perito Ind. F. Rausa - Universitaria C. Belluomo.

Le personalità premiate lo scorso anno con gli organizzatori dell'evento


Un omaggio floreale del Vescovo nell'edicola di via Monte,domenica 8 dicembre dopo la Santa messa in Cattedrale


Tra una settimana, domenica 8 dicembre si festeggia in maniera solenne l'Immacolata Concezione, con la posa delle corone di fiori da parte del Vescovo, dell'Amministrazione Comunale e del Nobile quartiere Monte Mira sulla lapide del 1692 inneggiante la sacralità dell'Immacolata.

La nostra città di Piazza Armerina sin dalla sua ri-fondazione 1163 è sempre stata una città molto religiosa, una fede ancora viva più che mai.
Oggi sono ancora visibili innumerevoli simboli di questa “sacralizzazione” del territorio, nei suoi antichi quartieri, nelle aree di nuova espansione e nelle contrade che compongono il tessuto cittadino, anche se purtroppo la mancata cura ed attenzione a dette edicole votive ne sta compromettendo la perdita e il significato profondo.

Nel nobile quartiere Monte Mira, lungo la via Monte, sul prospetto laterale di palazzo Roccabianca, incastonata come un blasone nobiliare e posta una lapide di pietra arenaria, finemente scolpita, una vera e propria espressione di fede e arte popolare, di una religiosità radicata e diffusa, lasciata a testimonianza di un evento conclamato dal popolo piazzese, quale memoria storica rivolta ai posteri che nel corso dei secoli dal 1692 si sono succeduti.


L’edicola di via Monte ci parla dell’Immacolata Concezione di Maria, riportando testualmente le seguenti parole:

"VIVA LA MADRE DI DIO, MARIA CONCETTA, SENZA PECCATO ORIGINALE 1692".

Una edicola votiva a tutti gli effetti sotto forma di lapide dal significato profondo e precursore di un dogma della Santa chiesa proclamato ufficialmente l’8 dicembre 1854 da Papa Pio IX, cioè ben 162 anni dopo che i piazzesi avevano affermato, scolpendolo sulla pietra, che Maria è stata concepita dalla sua madre con il privilegio di non portare con sé il peccato originale, che da Adamo ed Eva tutti portiamo con noi al momento del concepimento.

Su questa lapide, giusto l’alto valore simbolico, il Consiglio del Governo del quartiere nel 2014 pensò bene di valorizzarla, ripulendola e facendo realizzare da un fabbro, una piccola copertura in ferro, merlata, a mo’ di tempietto, a memoria e gloria della Beata Vergine Maria Immacolata.

Puntualmente, da quella data, con la posa delle corone di fiori si rende omaggio all'Immacolata Concezione. 
Lo scorso anno, proprio davanti questa edicola, il Vescovo Mons. Rosario Gisana, il Prevosto della Cattedrale mons. Antonino Scarcione, il Sindaco, avv. Nino Cammarata, il Presidente della Fondazione Prospero Intorcetta, Ing. Giuseppe Portogallo, i Templari cattolici d'Italia e il Presidente del nobile quartiere, Filippo Rausa resero omaggio a Lei con l’atto di venerazione all’Immacolata, accompagnato da un omaggio floreale.
Anche quest'anno subito dopo il Solenne Pontificale, con inizio alle ore 10:30, presieduto da Sua Ecc. il Vescovo Mons. Rosario Gisana, avrà luogo la cerimonia  della posa delle corone di fiori, che vedrà anche la presenza del nuovo Arciprete parroco della Cattedrale, don Giovanni Tandurella. 

Con partenza dalla Basilica Cattedrale, il Clero diocesano, l'Amministrazione comunale, le autorità civili, militari, il governo del nobile quartiere Monte Mira, la Fondazione Prospero Intorcetta, i Templari cattolici d'Italia e le associazioni di Volontariato, collocheranno ai lati dell'edicola le corone di fiori.

Nel pomeriggio alle ore 17:00 con partenza dalla Basilica Cattedrale, avrà luogo la Solenne Processione per le principali vie cittadine, al rientro in chiesa la S.Messa.
                            
                                                                                               Laura Saffila



L'Aforisma della Settimana


domenica 1 dicembre 2019

La Domenica con Gesù, I^ DI AVVENTO

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale 



“…Venite, saliamo sul monte del Signore, al tempio del Dio di Giacobbe…Il Signore unisce tutti i popoli nella pace…” Is 2,1-5 . “…Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno: non in mezzo ad orge e ubriachezze…” Rm 13,11-14a . 
“…Se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa…” Mt 14,37-44.

Il tempo di Avvento (=Venuta del Signore) segna l’ inizio di un periodo di attesa, nel quale occorre scuotersi dalla “confortante normalità” ed assumere un atteggiamento di vigilanza, per non perdere i frutti che la nascita del Figlio di Dio porterà all’ umanità. Seguiamo l’ originale riflessione, proposta da Ermes Ronchi. Egli descrive con poche pennellate la situazione esistenziale degli uomini al tempo di Noè: gli uomini mangiavano e bevevano…e non si accorsero che quel mondo era finito.

I giorni di Noè sono i giorni della superficialità: “ il vizio supremo della nostra epoca” (Cfr. R. Panikkar). L’ Avvento è, invece, un tempo per accorgerci, per vivere con attenzione. Il filo conduttore di questo periodo è certamente l’ immagine di Maria di Nazaret in attesa del parto, incinta di Dio. Attendere è, quindi, l’ infinito del verbo “amare”. L’ Avvento è la vita che nasce: questo mondo porta un altro mondo in grembo. E’ un tempo per guardare lontano.

Anche noi viviamo come quei contemporanei di Noè, perché, talvolta, non ci accorgiamo di coloro che sono a casa nostra con gli occhi gonfi di lacrime, di coloro che ci rivolgono la parola, di cento naufraghi a Lampedusa, dell’ Amazzonia depredata, di un altro kamicaze ancora, che si fa esplodere in Francia o in Olanda. Vediamo che, incredibilmente, appare possibile vivere, senza accorgerci degli altri. Ed è questo il “moderno diluvio”. Vivere ignorando “i volti” di popoli in guerra, di bambini, vittime di violenza, fame, abusi, abbandono. Volti di donne violate, comprate, vendute,; volti di esiliati, profughi, migranti in cerca di sopravvivenza e dignità; volti di carcerati nelle carceri, di ammalati, lavoratori precari, senza garanzie e speranza, giovani derubati del loro futuro. I giorni di Noè sono questi: tutte le volte che dimentichiamo che la nostra vita è oltre noi stessi e non sappiamo più sognare. 
                                           
Ed inoltre, giustamente, ci stupisce l’ immagine del Signore descritta come quella di un ladro, che viene di notte. Sappiamo bene che Dio non è così, non è affatto un ladro di vita. Dio viene già nell’ ora che non immagino, cioè adesso, e mi sorprende nell’ abbraccio di un amico, in un bimbo che nasce, in un brivido di gioia che mi coglie. Dio è accrescimento di umanità, è Natale. E’ fondamentale tenerci pronti, per non mancare all’ appuntamento con Dio che viene, come dono.

                                            Mons. Antonino Scarcione