"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)



Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

sabato 11 gennaio 2020

La Domenica con Gesù, BATTESIMO DEL SIGNORE / Anno A

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“…Ecco il mio servo che io sostengo, il mio eletto di cui mi compiaccio…” Is 42,1-4.6-7 . 
“…In verità sto rendendomi conto che Dio non ha preferenze di persone, ma accoglie chi lo teme…a qualunque nazione appartenga…” At 10,34-38 . 
“…Appena battezzato, Gesù uscì dall’ acqua…Una voce dal cielo diceva: Questi è il Figlio mio, l’ amato…” Mt 3,13-17.

Certamente, la scena meravigliosa del battesimo di Gesù, con il “volo ad ali aperte” dello Spirito sulle acque del fiume Giordano, con la dichiarazione d’ amore di Dio, si è realizzata anche nel nostro battesimo ed accade ancora nell’ amministrazione di questo sacramento dell’ iniziazione cristiana. 
La Voce misteriosa ripete a ciascuno dei battezzandi: “Tu sei mio figlio, l’ amato, in te ho posto il mio compiacimento”. A questo punto, desidero citare le parole del commento di E. Ronchi, il quale, con accenti poetici, così afferma: “figlio mio, amore mio, gioia mia. “Figlio” è un termine potente per il cuore dell’ uomo e per la fede. Dio genera figli. Quindi, io e tu, noi abbiamo il cromosoma, il Dna divino. “Amato” è la seconda parola. Prima che tu agisca, dica “sì”, che tu lo sappia o meno, ogni giorno, il tuo nome per Dio è “amato”. Amato, senza se e senza ma. 
La salvezza deriva dal fatto che Dio mi ama, non dal fatto che io ami lui. Ed è proprio quest’ amore che entra, avvolge e trasforma. La terza parola è: “Mio compiacimento”. Termine inusuale, eppure, bellissimo: contiene l’ idea di piacere. Sappiamo che la Voce esprime la gioia di Dio: figlio mio, tu mi piaci; stare con te, mi riempie di gioia.

La potenza del battesimo viene indicata attraverso il simbolo delle acque, che puliscono, dissetano, rinfrescano, guariscono e fanno germogliare i semi; e con lo Spirito, che è la prima di tutte le presenze nella Bibbia, già dal secondo versetto della Genesi, che così recita: “Lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque”. Proprio “una danza” dello Spirito sulle acque è il primo movimento della storia. Da allora lo Spirito e l’ acqua sono legati ad ogni nascita, ad ogni battesimo e ad ogni vita.

Certo, noi pensiamo al rito del battesimo come a qualche goccia d’ acqua sul capo del bambino. La realtà, invece, è grandiosa: battezzare, in realtà, significa immergere. Come afferma lo studioso G. Vannucci: “Noi siamo immersi in un oceano d’ amore e non ce ne rendiamo conto”. Io sono immerso in Dio e Dio è immerso in me; io nella Sua vita, Lui nella mia vita. G. Testori afferma: “Signore, stringimi a te, stringiti a me”. Io sono dentro Dio, come dentro l’ aria che respiro, dentro la luce, immerso in una sorgente che non verrà mai meno, in un grembo che nutre, fa crescere e protegge: io sono battezzato. (Cfr. il Commento di E.Ronchi a Mt 3,13-17).

                                                    Mons. Antonino Scarcione


Ricollocati i ciclamini nelle fioriere di piazza Cattedrale...


E questa è la 3^ volta, ricollocati i ciclamini nelle fioriere di Piazza Cattedrale, da parte del nobile Quartiere Monte Mira. 

A distanza di una settimana da quando il dott. Francesco Galati  aveva acquistato e donato al quartiere quattro piante di ciclamini e successivamente rubate; questa mattina, 11 gennaio, i soci del Comitato di quartiere, hanno provveduto alla messa a dimora di nuove piantine.

L'augurio è, che il miserabile ladro, chiunque esso sia, la smetta di rubare i fiori, dimostrando inciviltà e disprezzo verso la comunità, degradando un angolo della piazza. 

Auspichiamo che l'Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Nino Cammarata, provvederà in tempi rapidissimi a far ripristinare le telecamere che ahimè non funzionano.






venerdì 10 gennaio 2020

11 GENNAIO 2020 Anniversario dal catastrofico terremoto del 1693


A proposito del terremoto dell' 11 gennaio 1693, qualche pillola di storia...


particolare dell'Icona di Maria SS. delle Vittorie
Sabato 11 gennaio la Chiesa di Piazza Armerina ricorda l’Anniversario del catastrofico terremoto del 1693 dal quale la città di Piazza Armerina per intercessione della Sua Gran Madre e Patrona, Maria Santissima delle Vittorie non subì alcun danno.

La scossa devastatrice, giunse alle ore 21,00 e percorse distruggendo in un solo colpo, l'intera Val Di Noto e parte della Sicilia orientale, la furia distruttrice spazzò via secoli di storia, fermandosi ai piedi della nostra città, salvata miracolosamente dal Vessillo di Maria SS. delle Vittorie, che dal 1348 anno del suo ritrovamento, ha sempre avvolto con il suo manto protettivo la nostra città.

Di seguito riportiamo alcune notizie che ci ha trasmesso mons. Antonio Scarcione prevosto della Basilica Cattedrale, tratte da alcuni manoscritti, su come i nostri antenati vissero quei giorni di sgomento.

"La scossa più forte, quella delle 21,00, venne preceduta da boati spaventosi e seguita, per vari giorni, da altre scosse di minore intensità".
 ...Ai primi boati, cupi e fragorosi, le monache del monastero di San Giovanni si resero conto, in certo modo, di quello che accadeva: un minuto dopo, era un sussulto di mura, uno sbatacchiare di campane, uno scricchiolio di porte e di finestre, un precipitare di intonaci, tegole, calcinacci, che si confondevano con le loro invocazioni e le loro grida. Intanto, la gente, fuori, correva all' impazzata verso i punti, in cui c'era più spazio. Così il vasto piano del Padre Santo venne subito invaso... L'austera porta claustrale si aprì e le monache si trovarono fuori, sul piano, dove, come Dio volle, passarono quella notte in lacrime e preghiere.
 Con l'alba del 12 gennaio, i cittadini, temendo un più violento ritorno del terremoto, abbandonarono l'abitato... Si accorse, quindi, al Duomo, dove, con l'intervento dei canonici, del clero e delle confraternite si organizzò un' imponente processione, come mai si era vista.
 Precedevano le confraternite, i frati e le monache, i chierici e il clero, quindi l' Immagine della Patrona. Dietro il Simulacro l'onda immensa del popolo con a capo i Giurati e il Capitano di Giustizia, don Giuseppe Trigona Paternicò. La processione scese in piazza, imboccò la via ferreria, uscì di porta "ospedale" e della salita dei Cappuccini. Qui sostò...Venne eretta una baracca-cappella, per il simulacro mariano. La baracca fu rivestita di pelli. Capanne speciali accolsero le monache, guidate dalla badessa Sr. M. Solonia. Accanto ad esse vi erano le monache di S. Chiara. Le religiose di S. Agata e della Trinità, invece, si fermarono al "largo castello".
 Questa situazione durò 40 giorni. Successivamente, con rinnovato fervore, l'Icona fu riportata trionfalmente al Duomo.
 Alcune notizie, risalenti al 1694, a cura di Mons. Riggio, in S. Visita a Piazza Armerina: Fuochi n. 3186. Anime 12.301. Monache n. 366. Sacerdoti n. 125. Chierici n. 202.
Danni in Città di lieve entità. In Duomo, allora in costruzione, cadde la volta del coretto (rifatta, successivamente, col contributo di onze cento da parte del cantore, canonico D.G. Cascio) e riportò danni il vecchio campanile arabo-normanno. Furono registrate, inoltre, lesioni più o meno gravi in qualche muro.
 Vittime del terremoto: nessuna. Nella vasta area della Sicilia Sud Orientale risulta, invece, che ci siano state circa 70.000 vittime.
 Proprio per questo il nostro popolo si è sentito, giustamente,  protetto dall'Alto. Ogni anno, poi, l'11 gennaio, fa veramente piacere incontrare numerose persone, che salgono in Cattedrale, per  ringraziare la Patrona, Maria SS.ma delle Vittorie, dello scampato pericolo.

                                           Filippo Rausa
 

giovedì 9 gennaio 2020

La Messa con vista sul Cielo. Il video che mostra il Mistero "Il Velo Rimosso - The Veil Removed" - Film


Un video di appena sette minuti, che merita di essere visto in religioso raccoglimento.

Com’è la Messa vista del Cielo? Che cosa accadrebbe se fossimo in grado di abbattere le volte delle chiese, bucare lo strato di azzurro che sta sopra di noi e potessimo arrivare proprio lassù, dove nell’empireo Dio sta assiso in trono col suo Figlio e gli angeli cantano in coro la sua gloria? Accadrebbe che vedremmo quella che è la vita eterna e i nostri occhi sarebbero finalmente spalancati sulla nostra vera vita.

Un video che sta diventando virale negli Stati Uniti prova a spiegare questo concetto e soprattutto a far comprendere il significato della Santa Messa con un linguaggio plastico e d’effetto. 
Si chiama il Velo rimosso (The veil removed) ed è un’emozionante esperienza di una Messa molto speciale, nella quale ad un certo punto fanno capolino gli angeli e il crocifisso diventa il centro di tutta l’azione che si sta svolgendo.



Frutto di un lavoro certosino di un gruppo di cattolici dell’Iowa, The veil removed è un progetto di sacerdoti e semplici fedeli di West Des Moines che sono partiti da un bisogno e un’ambizione: il bisogno di vivere la Santa Messa in maniera perfetta e l’ambizione di poter trasmettere a tutti il vero significato di essa. 
Purtroppo, oggi, vuoi per il minimalismo teologico che viviamo che ci fa abbassare la testa di fronte al mistero allontanando Dio, vuoi per la crisi della liturgia, che ha allontanato dalla nostra mente lo stupore del sacro, viviamo le Messe come un appuntamento mondano e terreno, dimenticandoci che invece sono il punto di incontro tra la terra e il Cielo. A questo si aggiunga la sciatteria del celebrante e la distrazione del fedele che fanno precipitare la Messa nell’anonimato più completo.

Il film inizia con una Messa feriale alla quale partecipano poche persone. Ognuna delle quali porta dentro di sé i piccoli drammi, le solitudini e gli affetti della propria esistenza. Dopo la proclamazione del Vangelo e l’omelia, ecco che dal fondo del tempio fanno capolino due angeli che accompagnano una coppia intenta alla processione offertoriale. I presenti se ne accorgono pian piano e aguzzano la vista.

Poco dopo, al Sanctus, gli angeli accanto al sacerdote diventano una decina, tutti schierati dietro di lui. E quando arriva il momento della consacrazione, i fedeli sono tutti in lacrime, mentre l’ostia si eleva dalle braccia del prete (diventato un Gesù un po’ superstar) fino a toccare i piedi del crocifisso sui quali scorrono rivoli di sangue che vanno a depositarsi nel calice.

Sopra l’altare, si apre il Cielo e si vedono schiere di angeli e santi che vanno e vengono verso un cielo che si fa dorato. 
Sembra di risentire il passaggio del Canone in cui si prega l’angelo santo perché porti questa offerta di fronte al trono di Dio. 
Ma il video è un concentrato di teologia della Messa davvero impeccabile. A cominciare dal crocifisso che pende sulla testa del prete e diventa il vero punto d’orientamento della scena, per continuare con la netta sensazione di sentirsi di fronte a quel preludio della vita futura dove tutto è un donare. 
Tutto il bello della messa è rispettato: a cominciare dal suo aspetto sacrificale, con l’unione del passato che rivive (la crocefissione) e il futuro (un Cielo dove Cristo è già assiso e ci viene a prendere da dove saremo).

Il video catechizza, certo, ma ammonisce anche. E’ la riprova che la liturgia non è il luogo di battaglia di chi con saccenza pensa di poter disporre del sacro a piacimento, cambiando e modificando arbitrariamente la Messa secondo i propri desiderata. Ma anche la riprova semmai ce ne fosse bisogno che la Messa è esperienza reale e non un qualche cosa da capire o peggio ancora di cui appropriarsi con pretese terrene sociologiche o, peggio ancora, vedi certe preghiere dei fedeli o certe omelie, politiche.

mercoledì 8 gennaio 2020

Il saluto del parroco della Cattedrale don Giovanni Tandurella e del presidente Filippo Rausa

Il saluto del parroco della Cattedrale don Giovanni Tandurella e del presidente del quartiere Monte Mira Filippo Rausa, nel corso della Novena dell'Epifania, del 6 gennaio 2020.
Per la cronaca, la presenza del Parroco della Basilica Cattedrale alla Novena dell'Epifania, è la testimonianza viva del nuovo cambiamento in atto nelle attività ecclesiali, di presenza attiva nel territorio della Parrocchia, corrispondente a quello del nobile quartiere Monte Mira.

Il Video del Falò alla Befana

Di seguito la diretta Facebook del Falò alla Befana in piazza Castello 6 gennaio 2020


martedì 7 gennaio 2020

L'Associazione Mira 1163 dona dei ciclamini in sostituzione di quelli rubati nella fioriera di piazza Cattedrale



In data odierna, 07 Gennaio 2020, il Presidente dell’Associazione Mira 1163, dott. Francesco Galati, ha donato al quartiere Monte Mira, dei vasi di ciclamino da rimettere nella fioriera di piazza Cattedrale, che furono trafugati da ignoti miserabili, i quali con tale atto proprio nel periodo natalizio, arrecarono un danno d’immagine alla Città. L’atto è da considerarsi ignobile in considerazione al fatto che il costo delle piantine e di pochi euro.


La piantumazione è avvenuta in collaborazione con il Presidente del nobile quartiere Monte Mira, Filippo Rausa e il socio Alfredo Bandiera. 


I presidenti del Quartiere e dell’associazione si augurano che simili atti non avvengano più e si abbia una coscienza per un maggiore rispetto per l’ambiente, come pure per il patrimonio artistico culturale della Città.


sabato 4 gennaio 2020

La Domenica con Gesù, II DOMENICA DOPO NATALE

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale


“La sapienza fa il proprio elogio…Il creatore dell’ universo…mi fece piantare la tenda in Giacobbe…Prima dei secoli…Egli mi ha creato…” Sir 24,1-4.12-16 NV (gr. 24,1-12.8-12) . 
“…In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati…nella carità…” Ef 1,3-6.15-18 . 
“In principio era il Verbo e il Verbo era press Dio e il Verbo era Dio…Venne tra i suoi e i suoi non lo hanno accolto…”.

Il Vangelo odierno è un vertiginoso “volo d’ aquila”. Opera quasi come uno “sfondamento” verso l’ eterno: “l’ incipit” dell’ universo (in principio era il Verbo). 
Nella riflessione ci serviamo dell’originale interpretazione di E. Ronchi, che attraverso immagini e metafore poetiche ben calibrate, ci introduce nella sinfonia del mistero dell’ incarnazione. 
E’ come un’ onda immensa, che batte “sui promontori” della nostra esistenza: siamo raggiunti da un flusso, che ci alimenta, a cui possiamo sempre attingere e che nella nostra vita c’ è una forza più grande di noi. Un frammento di Logos, di Verbo, ha messo la sua tenda in ogni carne, qualcosa di Dio è in ogni uomo. In ogni vita c’è santità e luce. 
Nessuno potrà dire: qui finisce l’ uomo, qui comincia Dio, perché creatura e creatore si sono abbracciati e, almeno in quel neonato, uomo e Dio sono una cosa sola. A Betlemme, Gesù è il racconto della tenerezza del Padre (Evangelii Gaudium), per questo, afferma E. Ronchi, penso che la traduzione, un po’ libera ma vera, dei primi versetti del Vangelo di Giovanni, possa suonare così: “In principio era la tenerezza, e la tenerezza era presso Dio, e la tenerezza era Dio…e la tenerezza si è fatta carne e ha messo la sua tenda in mezzo a noi”.

Dio non plasma più l’ uomo con la polvere del suolo, ma si fa lui stesso, teneramente, polvere plasmata, bambino di Betlemme e carne universale. “A quanti l’ hanno accolto ha dato il potere…”, di diventare figli di Dio. Nella tenerezza era la vita e la vita era la luce degli uomini. La vita, quindi, vista come una grande parabola, che racconta Dio. Ci dà la coscienza che noi siamo icone di Dio. Chi ha la sapienza del vivere, ha la sapienza di Dio. Chi ha trascorso anche un’ ora soltanto ad ascoltare e ad addossarsi il pianto di una vita è più vicino al mistero di Dio di chi ha letto tutti i libri. Da Natale, da quando, cioè, l’ infinitamente grande si fa infinitamente piccolo, i cristiani cominciano a contare gli anni, a raccontare la storia. Questo è il nodo vivo del tempo, che segna un prima e un dopo. Attorno ad esso danzano i secoli e tutta la nostra vita.

                                                               Mons. Antonino Scarcione

venerdì 3 gennaio 2020

E' APERTO IL BANDO DI CONCORSO PUBBLICO PER L'ASSEGNAZIONE IN CONCESSIONE PLURIENNALE DI POSTEGGI PER OPERATORI DEL COMMERCIO AL DETTAGLIO SU AREE PUBBLICHE NEI MERCATINI RIONALI INDIVIDUATI NEI QUARTIERI STORICI DELLA CITTA'.


Apprendiamo con grande piacere, che giovedì 2 gennaio 2020 con determina del Responsabile del settore Commercio, sono stati pubblicati i bandi per l'assegnazione dei posti di ambulante per lo svolgimento dei mercatini nelle piazze dei quattro quartieri storici.

Finalmente dopo ben 8 anni dalla nostra richiesta, era il 3 marzo 2011, di seguito il link, leggere per credere, https://quartieremonte.blogspot.com/2011/03/istituzione-di-un-mercatino.html, la nostra proposta, sembra essere arrivata al capolinea, il nostro augurio e quello di potere scrivere finalmente la parola fine, per iniziare a dare quel servizio alle comunità dei quartieri.

8 anni per istituire i mercatini di prodotti ortofrutticoli, da non crederci, una telenovella che tra proposte, modifiche, contro modifiche, commissioni consiliari, consigli comunali, ha visto scorrere invano gli anni, disattendendo le aspettative dei quartieranti, che dalla politica locale si aspetta invece determinazione, specialmente quando questa è a costo zero per le casse comunali, è a vantaggio della comunità amministrata.    

Detto ciò, stendiamo un velo pietoso e guardiamo avanti, la proposta nasce da una reale esigenza, quella di favorire la popolazione anziana del nobile quartiere Monte Mira, quartiere svantaggiato per alcuni aspetti, uno di questi, la lontananza dalle aree mercatali. 

Detta nostra proposta, successivamente, anche su nostro avvallo per cercare di velocizzare l'iter, venne poi estesa agli altri quartieri storici, per uniformare i servizi alla comunità cittadina.

Il nostro auspicio è che così come previsto dal bando, all' Art. 1, imprenditori agricoli, ditte individuali, persone fisiche o società di persone in possesso dei requisiti, partecipino per l'assegnazione dei posti previsti. 

I posteggi messi a concorso sono così distribuiti:

Lunedì, Quartiere Casalotto, piazza San Filippo, 3 posteggi m. 7x4;
Martedì, Quartiere Castellina, rotatoria via Villarosa, 3 posteggi m. 7x4;
Mercoledì, Quartiere Canali, piazza Regione Siciliana, 3 posteggi m. 7x4;
Sabato, Quartiere Monte Mira, piazza Castello, 3 posteggi m. 7x4 , piano Carcere,  3 posteggi m. 7x4.

Di seguito il link per potere scaricare le domande per i posteggi, leggere il bando e visualizzare le planimetrie delle piazze: 
                                                                             Il Presidente
                                                                                                                 Filippo Rausa


 

Aspettando la Befana e il falò in piazza Castello, tutti al Monte Mira dalle ore 20:00


Torna anche quest'anno il tradizionale appuntamento del "Falò alla Befana", giunto alla sua 10^ edizione, che avrà luogo nell'aiuola di piazza Castello, alle ore 20:00 circa.

Il 6 gennaio, il falò alla Befana, si inserisce nel calendario delle Novene natalizie, che nella giornata dell'Epifania ricorda l'arrivo dei re Magi a far visita a Gesù bambino.

In detta circostanza si festeggia anche la vecchia Befana per la gioia di grandi e piccini, la manifestazione, avrà inizio a partire dalle 20:00 circa, con l'arrivo della Banda musicale diretta dal maestro Luigi Ferrigno. 

Festeggiare la Befana e l'accensione del grande falò, sono il momento conclusivo delle tante iniziative organizzate durante il periodo natalizio con l'allestimento della capanna di Gesù Bambino, la tradizionale Novena che è stata celebrata in un clima di grande coinvolgimento e partecipazione popolare da parte dei quartieranti.

Gli ultimi preparativi e lunedì 6 gennaio, si chiuderà in bellezza il periodo natalizio con l'accensione di un grande falò al suono della banda musicale.

Siete tutti invitati a partecipare.
                                                                                                                                                 Filippo Rausa

mercoledì 1 gennaio 2020

La Domenica con Gesù, MARIA MADRE DI DIO

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia 
a cura di mons. Antonino Scarcione.

“…Ti benedica il Signore e ti custodisca…Rivolga a te il suo volto e ti conceda pace…” Numeri 6,22-27. 
“…Dio mandò il suo Figlio…per riscattare quelli che erano sotto la Legge…Quindi non sei più schiavo ma figlio e, se figlio, sei anche erede…” Galati 4,4-7 . 
“…I pastori andarono…Trovarono Maria e Giuseppe e il bambino…Maria…Custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore…” Luca 2,16-21.

Oggi, 1° Gennaio 2020, si celebra la 53a Giornata Mondiale della Pace. La nostra breve riflessione fa tesoro del Messaggio di Papa Francesco: “La pace come cammino di speranza: dialogo, riconciliazione e conversione ecologica”.

Vediamo che il documento papale sviluppa alcune fondamentali considerazioni.

1“La pace, cammino di speranza di fronte agli ostacoli e alle prove”.

La pace è un bene prezioso, al quale aspira tutta l’ umanità, per cui anche un presente difficile, come il nostro, può essere accettato, se conduce verso una meta. Le terribili prove dei conflitti civili e internazionali “segnano” il corpo e l’ anima del’ umanità. Ogni guerra si rivela un fratricidio che distrugge lo stesso progetto di fratellanza. La guerra comincia spesso con l’ insofferenza per la diversità dell’ altro. Nasce nel cuore dell’ uomo, dall’ egoismo, dalla superbia e dall’ odio. Si nutre di ambizioni, abusi di potere e di paura dell’ altro. La pace e la stabilità internazionale sono possibili solo a partire da un’ etica di solidarietà e cooperazione. Perciò, non possiamo pretendere di mantenere la stabilità nel mondo attraverso la paura dell’ annientamento, sospesi sull’ orlo del baratro nucleare. Come, allora, costruire un cammino di pace e di riconoscimento reciproco ? Dobbiamo perseguire una reale fratellanza nella fiducia reciproca.

2 “La pace, cammino di ascolto basato sulla memoria, sulla solidarietà e sulla fratellanza”

I sopravvissuti ai bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki mantengono viva la fiamma della coscienza collettiva, testimoniando alle generazioni successive l’ orrore di ciò che accadde nell’ agosto del 1945 e le sofferenze indicibili che ne sono seguite fino ad oggi. La loro testimonianza conserva la memoria delle vittime: Non possiamo permettere che le attuali e le nuove generazioni perdano la memoria di quanto è accaduto…”Con loro, molti in ogni parte del mondo, offrono alle future generazioni il servizio della memoria, che va custodito.

Il mondo ha bisogno di artigiani della pace, aperti al dialogo, di uomini e donne, che cercano la verità.

3“La pace, cammino di riconciliazione nella comunione fraterna”. La Bibbia, mediante la parola dei profeti, richiama le coscienze e i popoli all’ alleanza di Dio con l’ umanità. Si tratta di abbandonare il desiderio di dominare gli altri e imparare a guardarci come persone, come figli di Dio, come fratelli. Ci guida il Vangelo, che riporta il colloquio tra Pietro e Gesù: “Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli ?...Gesù gli rispose: “Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette”.

4“La pace, cammino di conversione ecologica”. Se una cattiva comprensione dei nostri principi ci ha portato a volte a giustificare l’ abuso della natura o il cammino dispotico dell’ essere umano sul creato, o le guerre, l’ ingiustizia e la violenza, come credenti, possiamo riconoscere che siamo stati infedeli al tesoro di sapienza che avremmo dovuto custodire. Di fronte al mancato rispetto della casa comune, senza riguardo per le comunità locali, abbiamo bisogno di una conversione ecologica. Questo cammino di riconciliazione è anche ascolto del mondo che ci è staio donato da Dio, affinchè ne facessimo la nostra casa comune.

La conversione ecologica conduce quindi ad un nuovo sguardo sulla vita, considerando la generosità del Creatore che ci ha donato la Terra. Tale conversione va intesa i maniera integrale.

5“Si ottiene tanto quanto si spera”. Il cammino della riconciliazione richiede pazienza e fiducia. Si tratta di credere nella possibilità della pace, di credere che l’ altro ha il nostro stesso bisogno di pace. Per i discepoli di Cristo, questo cammino è sostenuto anche dal sacramento della Riconciliazione, donato dal Signore per la remissione dei peccati dei battezzati.

Che il Dio della pace ci benedica; che Maria, Madre del Principe della pace e Madre di tutti i popoli ci accompagni nel cammino di riconciliazione.

Sintesi del Messaggio di Papa Francesco