"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)



Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

giovedì 16 gennaio 2014

Via Cavour, libera dal parcheggio a pagamento



Mercoledì nel corso della mattinata sono state rimosse le colonnine ticket e i cartelli che indicavano il parcheggio a pagamento sulle strisce blu, lungo il secondo tratto che da via Cavour (subito dopo la curva), porta in piazza Cattedrale.

Il parcheggio a pagamento, come comunicato qualche mese fa torna ad essere libero, come da noi più volte sollecitato, per compensare il "riordino" se così possiamo dire, della nuova veste in cui trovasi la piazza Cattedrale.

Auspichiamo che la ditta, per evitare confusione agli automobilisti, modifichi il colore delle strisce da blu in bianche.

mercoledì 15 gennaio 2014

10 milioni al giorno per le spese militari mentre gli italiani vivono di stenti


 
In questi giorni nel Municipio della nostra Città e presso la delegazione comunale dove sono gli Uffici dei Servizi Sociali, vi è un vie vai di cittadini per informarsi e conoscere se sono stati inseriti nei cantieri di servizi e/o per integrare la documentazione mancante.
Tutti sperano di potervi farne parte, nella consapevolezza di ottenere un piccolo misero reddito sicuro per i prossimi tre mesi e poi chissà, si ritorna all'indigenza.
La “corsa dei poveri”, si fa a gara a dimostrare di non possedere niente o quasi, nella speranza di essere inclusi in detti cantieri, che lo Stato, la Regione finanzia con le briciole.
Nel frattempo lo Stato italiano si appresta a spendere nel 2014 per le spese militari 10 milioni in più al giorno, oltre ai 350 milioni dei tre F35 già acquistati e per i prossimi altri tre da 430 milioni (già, perché il prezzo aumenta con il tempo).
A nessuno dei "nuovi politici che avanzano" Letta, Alfano, Renzi, ecc, ecc, sembra interessare lo stato di salute degli italiani sempre più poveri, sotto ogni punto di vista, a riprova che si può essere nuovi arrivati ma vecchi nei contenuti. O meglio obsoleti e ripetitivi del vecchio, ma sempre comodo e utile per alcuni.
 

Un po' per pigrizia mentale, o meglio di impotenza mentale, ma molto per opportunismo o per appartenenza di classe, oltre al tutto il resto che non sto qui a ricordare.
10 milioni di euro al giorno per le spese militari sotto la voce di spese produttive e che non rientrano nel bilancio del ministero delle Difesa (della guerra, occorrerebbe sottolineare visto di cosa si sta comprando e del loro impiego), ma in quello delle attività produttive.
E qui senza entrare nel merito moralistico o etico si deve dare atto che di attività produttive si tratta anche se per fini militari e di guerra, di distruzione di cose e di uomini.
Se quei 10 milioni al giorno invece di spenderli per produrre strumenti di morte e distruzione si spendessero per cose utili e per i bisogni della gente non sarebbero comunque spese produttive, non si investirebbero per il lavoro, non sarebbe questo il vero "nuovo che avanza" invece delle stronzate che ci ripropongono con una litania di canto gregoriano?
 
Ma siamo abituati a sentir il canto delle sirene o il piffero del pifferaio e non a ragionar con la nostra testa.

I classici dell’arte si animano con la magia del digitale

I grandi capolavori del simbolismo, manierismo, paesaggismo, romanticismo e neoclassicismo diventano animati. Il progetto di Rino Stefano Tagliaferro trasforma i gesti “congelati” dei dipinti in animazioni digitali.
Bellissimo da vedere...
 

martedì 14 gennaio 2014

Dalla Regione, sostegno alle famiglie povere


Il Parlamento regionale siciliano ha approvato l’articolo 41 della legge di stabilità regionale che istituisce il reddito minimo per le famiglie povere. Dopo le norme sulle coppie di fatto, quindi, il Parlamento siciliano ha affrontato, nell’ambito della discussione dei documenti economici, un altro tema profondamente sociale.

Grazie a questa legge, per ora soltanto nel 2014, le famiglie al di sotto di una certa soglia di reddito potranno ricevere un assegno dall’amministrazione regionale non superiore ai 400 euro a sostegno della propria economia. Tecnicamente si chiama “sostegno all’inclusione attiva” (Sia), è istituito con un fondo da 15 milioni di euro, alimentato dai ribassi d’asta relativi ai contratti di servizio stipulati dall’amministrazione, per finanziare la misura; un milione di euro, in particolare, è destinato alle strutture accreditate presso l’Agea (Fondazione Banco alimentare-Banco delle opere di carità) che operano in Sicilia per l’organizzazione di servizi di emergenza alimentare.
Le modalità di accesso al fondo e di integrazione al reddito saranno definite entro 120 giorni con decreto dell’assessore alla Famiglia.

 

L'Aforisma della Settimana


Platia, nel cuore della Sicilia il cuore della Sicilia

Il nobile quartiere Monte sul colle Mira.

lunedì 13 gennaio 2014

47^ Giornata Mondiale della Pace


CATTOLICI, ORTODOSSI ed EVANGELICI

ORGANIZZANO 
la 
47^ GIORNATA MONDIALE DELLA PACE

VENERDI' 17 GENNAIO 2014

"La famiglia dei popoli è colpita da molteplici drammi: Povertà, Fame, Sottosviluppo, Conflitti, Migrazioni, Disuguaglianze, Ingiustiza, Criminalità organizzata, Fondamentalismi, per cui la FRATERNITA' E' FONDAMENTO E VIA PER LA PACE". Papa Francesco

PROGRAMMA

Ore 11,00. SCUOLA MEDIA "LUIGI CAPUANA" : Canti e declamazioni di testi letterari e biblici.
Ore 17,30. Raduno davanti alla chiesa di S. Giuseppe. Partenza della Marcia con fiaccole per Fundrò, chiesa, monumento UNESCO per la Pace.
Ore 18,00. A Fundrò Memoria delle vittime del nazismo, traverso testi di Primo Levi, "Se questo è un uomo" e di Diedrich Bonhoeffer, "Preghiera del mattino dei prigionieri" di Auschwitz.

Presenzieranno: l' Amministratore Diocesano, Mons. G.Bongiovanni, P. Radu e il Pastore E. Caputo.
                                                                                   Mons. Antonino Scarcione
                                                                     Delegato Diocesano Ecumenismo e Dialogo


Il Coordinamento Cittadino della Pastorale.
Hanno collaborato: La Parrocchia di S. Vaneranda in Fundro', la Chiesa di S. Guseppe, l'Oratorio Giovani Orizzonti, il Nobile quartiere Monte e gli altri Quartieri Storici, i Clubs Services:Rotari Club, Lions Club, Kiwanis Club, Serra Club, UCIIM, CIF; Lega Ambiente.

Sabato e domenica, convegno a Palazzo Trigona


sabato 11 gennaio 2014

Interrogazione al Sindaco sulla Creazione rete WiFi a Piazza Armerina.

La Consigliera comunale Laura Saffila trasmette una interrogazione al Sindaco sulla creazione di una rete  WiFi  libera a Piazza Armerina.

Piazza Armerina, 11 gennaio 2014                         
Laura Saffila

                                                        
Al Sig. Sindaco Dott. Filippo Miroddi
                                                                e, p.c.          Al Presidente del Consiglio Comunale
                    Ai Capo gruppi consiliari

                                                Città

Oggetto: Creazione rete WiFi libera a Piazza Armerina.


Egregio sig. Sindaco,
la scrivente Laura Saffila, Consigliere Comunale, con la presente chiede alla S.V. di dotare la città di Piazza Armerina di una rete WiFi libera che comprenda tutte le aree della città, ivi compresa la Villa Romana del Casale.
Al momento nel nostro Comune, un servizio Wifi è presente soltanto nelle sale della Biblioteca Comunale, con accesso per gli utenti, tramite password; per il resto ancora oggi la città è sprovvista di qualsiasi  hotspot (antennine), punti di accesso libero ad internet.
Detto ciò, è ben chiaro di come Piazza Armerina debba colmare questo gap tecnologico; Internet e ritenuto ormai imprescindibile, il servizio Wifi libero permetterebbe la connessione ad Internet in modalità senza fili, con un telefono cellulare, un pc portatile o uno smartphone per navigare, chattare, scambiare mail ed accedere ai servizi informativi in genere. 
Ritengo che il Comune di Piazza Armerina, città turistica per eccellenza, se vuole stare al passo con i tempi, deve iniziare sin da subito a proporre ai cittadini e a quanti studenti, visitatori, turisti giornalmente transitano nell'affascinante centro storico, e/o si recano alla Villa Romana del Casale, strumenti tecnologici all'altezza della fama e del blasone della nostra città.
Pertanto, con la presente,
C H I E D E
di predisporre un progetto per dotare Piazza Armerina di una rete multimediale Wifi libero.
Una città degna di questo nome come la nostra, a vocazione turistica, Sito Unesco, con decine di strutture ricettive alberghiere e tantissimi B&B; Capoluogo di Diocesi, sede di Facoltà universitaria, di tutti gli indirizzi scolastici superiori, di Ospedale, di diverse strutture pubbliche per anziani, indigenti, per l’accoglienza di donne, bambini, portatori di Handicap; degli Uffici del Giudice di Pace, del Penitenziario, della presenza delle cinque forze di polizia: Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria, Corpo Forestale dello Stato, ed inoltre del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e della Base Militare addestrativa Aosta; nell’era di Internet non può permettersi di vivere ovattata e ai margini della società, deve investire anche sulle infrastrutture tecnologiche, che vadano a vantaggio e portino benefici a tutta la comunità amministrata e ai turisti in genere.

Per tutto ciò, certa che la S.V. condivida quanto da me proposto, auspica che Ella, in tempi brevi, predisponga tutti gli atti necessari per porre in essere questo importante servizio di copertura con tecnologia Wifi, di cui già molte città in Italia, con prestigio si fregiano di avere.

Certa di un Vostro cortese riscontro, augurando buon lavoro, porgo distinti saluti.

                                                                                                                          Laura Saffila

                                                                                                    

La Domenica con Gesù, Battesimo del Signore /A

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

Testi: "...Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia e ti ho preso per mano; ti ho formato e ti ho stabilito come alleanza del popolo e luce delle nazioni, perchè tu apra gli occhi ai ciechi e faccia uscire dal carcere i prigionieri..." Is 42, 1-4. 6-7 . "...Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè, come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesu' di Nazaret..." At 10, 34-38.
"...Appena battezzato, Gesù uscì dall' acqua; ed ecco, si aprirono  per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: Questi è il Figlio mio, l' amato: in lui ho posto il mio compiacimento". Mt 3, 13-17

 Il battesimo del Signore è, certamente, un episodio importante, segna, infatti, l' inizio della vita pubblica di Gesù. Il Giordano è citato ben 188 volte nell' A.T. e 15 volte nei vangeli, a riprova del fatto che il fiume ha avuto un ruolo determinante nella storia del popolo eletto. Esso segnava il confine tra le nazioni pagane e Israele, che adorava il vero Dio. Questo confine fu attraversato dal popolo eletto, quando esso fu liberato dalla schiavitù d' Egitto.

 - Il battesimo di Giovanni. Era un battesimo di conversione per il perdono dei peccati ed implicava il proposito di iniziare una nuova vita. Stupisce, quindi, che Gesù, non essendo un peccatore, si sia recato al Giordano, per farsi battezzare. Proprio per chiarire questa difficoltà, Matteo introduce il dialogo tra il Battista (che si rifiuta di battezzare un giusto ) e Gesù (che, invece, insiste, perchè si adempia ogni giustizia ). Giovanni è, infatti, invitato a capire "la nuova giustizia di Dio" ed a collaborare al disegno di Dio: la salvezza dei peccatori. L' invito, ovviamente, è rivolto anche alle comunità cristiane di oggi, affinchè rivedano gli atteggiamenti di supponenza, presunzione e autocompiacimento per la propria presunta giustizia.

 - Significato del battesimo di Gesù. Vediamo che anche Matteo descrive la scena del battesimo attraverso tre immagini: "l' apertura del cielo", la colomba e la voce dal cielo.

 * Si aprirono i cieli. Matteo, certamente, non intende dare un' informazione meteorologica, egli allude, invece, ad un brano di Isaia. Infatti, secondo i rabbini, il trono di Dio si trovava oltre il settimo cielo; ed, inoltre, tra un cielo e l'altro c' era la distanza equivalente ad un viaggio di cinquecento anni. Negli ultimi tempi, prima della venuta di Cristo, il popolo eletto aveva avuto la sensazione che tutti e sette i cieli fossero stati chiusi. A causa dei peccati e delle infedeltà del popolo, Dio era diventato inaccessibile: nessun dialogo tra Dio e l' uomo. A tal proposito, Dio si invocava con queste belle espressioni: "Tu sei adirato perchè abbiamo peccato...Ma, Signore, tu sei nostro Padre...Se tu squarciassi i cieli e scendessi (Is 64, 7; 63, 19).

 Conseguentemente, Matteo, dicendo che con l' inizio della vita pubblica di Gesù, "i cieli si sono aperti", vuole fornire una sorprendente rivelazione: Dio ha spalancato il cielo e non lo richiuderà mai più.

 * Ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire su di lui. L' immagine della colomba suscita in noi il ricordo della Genesi. Alla fine del diluvio, Noè aveva fatto uscire la colomba dall' arca e la colomba era tornata a lui, recando col becco una foglia d' ulivo. Aspettò un' altra settimana e lasciò andare la colomba; essa non tornò più da lui. Era il segno della pace ristabilita tra il cielo e la terra. Collegato alla colomba, vi è un altro richiamo: la colomba scende dal cielo. Proprio dal cielo Dio aveva mandato la manna, ma anche il fuoco, per bruciare Sodoma e Gomorra. Il Battista conosce bene questi passi biblici e si aspettava, forse, che dal cielo scendesse il fuoco, per divorare i malvagi. Su Gesù, invece, scende una colomba, segno di tenerezza e di bontà.

 In fine, la colomba è segno di attaccamento al proprio nido. Essa scende su Gesù, perchè in lui trova la sua stabile dimora.

 * La voce dal cielo. Essa era impiegata, quando si voleva attribuire a Dio un' affermazione. Il brano era stato composto dopo il dramma della Pasqua, per rispondere agli interrogativi che si ponevano i discepoli sulla morte ignominiosa di Gesù: egli appariva come uno sconfitto, abbandonato da Dio. Matteo con l' espressione "voce del cielo", pronuncia il giudizio del Signore, che fa riferimento a tre testi dell' A.T.: 1) "Questi è il Figlio mio" (Sal 2,7). Il termine figlio, qui, non indica solo la paternità biologica, si riferisce anche alla somiglianza con il genitore, comprende, cioè, i valori in cui crede, le scelte morali, il modo di ragionare, di parlare e di agire. 2) "L' amato". Il riferimento è al racconto di Abramo. Applicando a Gesù questo titolo, Dio invita a considerarlo unico, Unigenito, è, quindi, come Isacco, l' Amato. 3) "In lui ho posto il mio compiacimento". Dio dichiara che è Gesù il "Servo", di cui ha parlato il profeta, l' inviato ad instaurare il diritto e la giustizia nel mondo.

                                                                                                                                                                                                   Mons. Antonino Scarcione  
 

11 gennaio 1693 cosa successe a Piazza


Un nostro lettore avendo letto della ricorrenza del terremoto dell’11 gennaio 1693, che la chiesa che è in Piazza Armerina celebra puntualmente ogni anno, lamentava il fatto che "ricordare queste notizie non va bene, in quanto deprimono e inquietano la popolazione"; inoltre affermava il lettore, “che si era documentato e, a Piazza Armerina non era successo niente”.
 
Ebbene, fermo restando che noi rispettiamo il pensiero altrui, anche se in questo caso non lo condividiamo, il nostro blog, nello specifico si è limitato a comunicare la notizia di una funzione religiosa organizzata come da tradizione dalla chiesa madre della nostra città.

 
 
Inoltre, detta ricorrenza, è giusto precisare, non è la moda del momento tanto per invogliare la gente ad andare in chiesa, ma si celebra in città da ben 320 anni, ovvero dal 1694, infatti il ricordo di detto terribile avvenimento le generazioni che si sono succedute negli ultimi secoli lo hanno tramandato da padre in figlio; ricordo da bambino, mia nonna puntualmente in questi giorni recitava la litania “All’unnici ‘i innaru a vintun’ura, si vitti e nun si vitti Terrnova, si unn’era ppi Maria nostra Signura, sutta li petri furra Terranova”.   
Di seguito rimandiamo al blog del prof. Gaetano Masuzzo, che nello specifico ci racconta cosa successe in città, i danni subiti e come si comportarono i piazzesi.

 

giovedì 9 gennaio 2014

Chi succeredà al vescovo Pennisi ?.....


Da qualche settimana in città, dopo che è uscita la notizia che il Papa, nella giornata di venerdì 10 gennaio, potrebbe procedere ad annunciare il nuovo Vescovo della Diocesi di Piazza Armerina, con insistenza impazza il toto-Vescovo.
mons. Gaetano Zito

Piazza Armerina è in trepidante attesa, ed aspetta già da mesi la nomina di un nuovo Pastore, che succede a Michele Pennisi nominato mesi fa Arcivescovo di Monreale.

Come è di consueto in queste occasioni, si fanno tanti nomi, ma quelli che ricorrono in questi giorni sono:

Monsignor Gaetano Zito - Vicario Episcopale per la Cultura dell’Arcidiocesi di Catania;

Monsignor Carmelo Cuttitta - Vescovo ausiliare e vicario generale dell’Arcidiocesi di Palermo.



mons. Carmelo Cuttitta

Nomi di uomini di  chiesa titolati ad assolvere un importante servizio per una delle maggiori diocesi di Sicilia, con una popolazione di 224 mila abitanti.

In attesa che Papa Francesco scelga per la nostra Chiesa di Piazza Armerina un nuovo Vescovo, il desiderio di tutti è di avere un “Pastore” che stia in mezzo alla gente e vicino ai problemi della gente, quale difensore del problema del lavoro, della salute e della vita in generale e della difesa della famiglia”.

                                          Filippo Rausa



 

mercoledì 8 gennaio 2014

Interrogazione al Sindaco sulla Bandiera della Città


La Consigliera comunale Laura Saffila trasmette una interrogazione al Sindaco sulla Bandiera della Città di Piazza Armerina.  
Laura Saffila
                                                                                    Al Sig. Sindaco Dott. Filippo Miroddi
                                                                
 
Oggetto: bandiera della Città di Piazza Armerina.

Egregio sig. Sindaco,

La scrivente Laura Saffila, Consigliere Comunale, porta a conoscenza della S.V. quanto segue;

con deliberazione di Giunta comunale, n° 97 del 12/05/2011 la precedente Amministrazione ha istituito la bandiera della Città di Piazza Armerina, che riporta fedelmente quanto stabilito dal Presidente della Repubblica con Decreto del 13 Marzo 1989 ed iscritto nel Registro Araldico dello Stato 14 giugno 1989 e cioè: “STEMMA d’argento al palo rosso” con ornamenti esteriori di Città.



La bandiera della Città, dopo l’iter normativo, ha ricevuto il riconoscimento da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri; peccato che a distanza di due anni, dopo il lavoro prodotto e le finalità per la quale è stata istituita, non siano seguiti gli atti consequenziali, ovvero l’esposizione nel palazzo Municipale sede del Sindaco, in palazzo di Città sede del Consiglio Comunale e nelle restanti delegazioni comunali.

Pertanto, con la presente, si chiede alla S.V. di volersi adoperare a che la bandiera della città di Piazza Armerina venga esposta nei palazzi sopra citati, quale segno identificativo del popolo piazzese, e per trasmettere alle generazioni future l'identità di appartenenza ad una città, la «Urbs Opulentissima» (città opulenta, ricca), che nel corso dell'ultimo millennio ha contribuito a scrivere pagine di storia della nostra Sicilia.

 A tal fine certa di un Vostro cortese riscontro, cordiali saluti.

 Piazza Armerina, 07 gennaio 2014                         

                                                                                                      Laura Saffila

 

11 GENNAIO 2014 Anniversario dal catastrofico terremoto del 1693


Basilica Cattedrale
Parrocchia "Maria SS.ma delle Vittorie"
_______________________
- 11 Gennaio 2014 -

“…
Se il tremuoto fa la terra
Traballar da capo a fondo,
per Te Piazza non si atterra,
del flagel non cede al pondo.
Tu Maria, che tutto puoi
Rendi salvi i figli tuoi.
…”
Quindicina del 1820

All’unnici ‘i innaru a vintun’ura,
si vitti e nun si vitti Terrnova,
si unn’era ppi Maria nostra Signura,
sutta li petri furra Terranova.

Anniversario della salvezza dal catastrofico terremoto del 1693 dal quale la città di
Piazza Armerina per intercessione della Sua Gran Madre e Patrona,
Maria Santissima delle Vittorie, non subì alcun danno.
PROGRAMMA
Ore  8,30: Santa Messa e solenne apertura del fercolo che custodisce la Sacra Immagine di Maria Santissima delle Vittorie Patrona della città.
Ore 17,00: Recita del Santo Rosario
Ore 17,30: Santa Messa cantata e Solenne chiusura del fercolo che custodisce la Sacra Immagine
di Maria SS.ma.
Per la ricorrenza, la Basilica Cattedrale resterà aperta ad orario continuato per rendere possibile a tutta la cittadinanza l’omaggio alla propria Patrona Maria Santissima.
Si ricorda inoltre che per tradizione il giorno 11 Gennaio è giorno di digiuno”trapasso”.

                                                                                                    Il Parroco
                                                                                                  Sac. Filippo Bognanni

L’Onorevole Luisa Lantieri accelera l’iter per la sistemazione della “curva della morte”.


“Entro pochi giorni i segnalatori luminosi nella curva della morte, verrà anche rifatto il manto stradale con un asfalto in grado di garantire una maggiore aderenza delle auto”

Luisa Lantieri
Si è concluso a Palermo da pochi minuti l’incontro tra l’onorevole Luisa Lantieri e il direttore dell’ANAS del compartimento siciliano, Ing. Salvatore Tondi, sollecitato dal deputato regionale al fine di avere ulteriori informazioni sui tempi di intervento da parte dell’Anas nella ormai famosa “curva della morte” che ogni anno causa incidenti spesso mortali. 
“L'ingegnere Tondi – afferma Luisa Lantieri – mi ha assicurato che entro sette giorni verranno istallati i segnalatori luminosi in grado di avvertire gli automobilisti della pericolosità della curva e che già nella giornata di domani i responsabili ANAS della provincia di Enna effettueranno un sopralluogo per la raccolta dei dati necessari al rifacimento del manto stradale con un particolare asfalto in grado di aumentare l’aderenza delle auto in quel punto”.
Nonostante l’onorevole Luisa Lantieri avesse già sollecitato in passato l’Anas ad intervenire, i tempi burocratici rischiavano di far ritardare ancora l’intervento, per tale motivo il deputato regionale questa mattina ha voluto nuovamente sollecitare i responsabili dell’ente gestore della viabilità stradale. 
tratto da Startnews.it

martedì 7 gennaio 2014

L'ultimo testimone della memoria di Piazza Armerina


Lunedì 6 gennaio, il nostro Pino Testa ha compiuto il suo 87 compleanno.
A Pino Testa va il più sincero augurio dal governo del quartiere.
Con l’occasione riportiamo l’intervista che Pierangela Cannone giornalista del giornale La Sicilia ha pubblicato questo sabato nella pagina Cultura.
L'ultimo testimone della memoria di Piazza Armerina

L'INTERVISTA
Il poeta Pino Testa compone i suoi versi nella «parrada a v'ddanesca», il galloitalico della gente umile, tramandato dagli avi.
di Pierangela Cannone
Palazzo di Città

Tutto sembra lì, fermo. Vigile al primo viso straniero. Il caos di una mattina qualunque, con gli stessi ritrovi che anche tanti anni fa popolavano il centro di Piazza Armerina.
Perché, in fin dei conti, sono sempre loro, le pietre, le vere custodi della storia di un territorio: la bottega; il tabaccaio; il bar; il comune e il centro culturale.
Una ragazza aspetta ansiosa l'arrivo di una signora, forse la madre. Un uomo, incuriosito, si affaccia dal belvedere di piazza Garibaldi con aria di scoperta, alla ricerca della novità. Al di là del centro storico la gente si insegue in un vortice frettoloso.
Scalinate in salita e in discesa indicano il percorso per arrivare in uno dei quattro quartieri che compongono la città dei mosaici. Ma il "Monte" è il più nobile. Avvolto in vicoli larghi poco più di un metro, è la culla del vernacolo piazzese.
Il dialetto, che oggi rimane intatto nella codificazione grammaticale dell'800 di Remigio Roccella, è stato il primo nella storia ad essere codificato a tutti gli effetti lingua madre, idioma di espressione incontaminata e testimone di storia ed eventi.
Piazza Armerina, isola senza tempo, è lo scrigno di lontane civiltà che gridano, ancora oggi, il loro messaggio; che ripudiano la modernità; che perpetuano la storia. E là dove alla corte di Federico II, chi poetava erano i "dotti"; ora uomini e donne ne proseguono le virtù raccontando di un amore quotidiano, per il lavoro, la natura, la terra. E Pino Testa ne è veterano. Alla soglia dei 90 anni, ha segnato la propria esistenza con questi valori, giorno dopo giorno.
Pino Testa e Filippo Rausa
Nato nel 1927, il poeta racconta di essere appena un bambino quando aiuta il nonno nei lavori di bottega. È lì che ha occasione di ascoltare la parlata dei contadini, le storie della quotidianità, le tradizioni, gli umori di un popolo espressi nel dialetto del luogo. Questa esperienza di vita gli rende familiare la musicalità del lessico e della lingua, «a parràda à v'ddanesca», modo di comunicazione quasi esclusivo dell'umile gente.
Ma chi è Pino Testa nella vita privata? Padre di 4 figli e nonno di 5 nipoti, è un marito devoto alla moglie invalida. Vive gli anni della pensione come un meritato riposo. È solito passare le mattine al circolo culturale di Piazza. Legge i giornali, scambia chiacchiere con i volti di sempre e cerca di cogliere le frasi del quotidiano per averne ispirazione poetica. «Parecchie espressioni - racconta - sono sempre riaffiorate alla mia mente spontaneamente. Erano loro che mi chiedevano di diventare poesia. Poi, con il tempo e con qualche studio in più, ho elaborato tre diverse poetiche: la satira politica, di costume e dell'anima».
- Professore Testa, il caos politico e il suo beffeggiamento sono temi più che mai attuali. Da che parte sta la sua satira?
«Sono un uomo libero, oggi, a 87 anni e lo ero più che mai ieri a 50, 40, 30 e 20 anni. Gli anziani dicevano che "in politica di tutto si parla fuorché di Cristo". Io mi limito a "scanzonare" chi riveste ruoli importanti. Andreotti diceva "il potere logora chi non ce l'ha", io ritengo che l'uomo arrivato a un traguardo importante difficilmente resta sé stesso. Si annebbia la mente e i propositi iniziali, anche se buoni, spesso affogano nel proprio tornaconto. E questa è la storia di sempre…».
- Facciamo un passo indietro. Le sue poesie sono tutte scritte in dialetto gallo-italico, per anni attribuito al parlare villano. Come mai ha scelto di "elogiare" una parlata ritenuta dagli stessi abitanti di Piazza poco raffinata?
«La storia racconta di popoli che sono morti in nome di un'identità. Accanto a questi si
contrappongono, per antitesi, coloro che, per darsi un contegno, si vergognano del proprio dialetto. Lo evitano e lo disprezzano. Io, della vergogna, ne ho fatto virtù. Il mio messaggio è rivolto alle nuove generazioni, affinché non perdano l'identità originaria. Ma i giovani sono ormai troppo lontani da tutto ciò. Ascoltano, a volte si compiacciono, ma non tramandano. Spero che almeno i miei libri e la mia arte manterranno vivi i miei ricordi nel tempo».
- E così, a gambe accavallate e con il basco da pittore in testa, prende in mano un suo libro, ne sfoglia velocemente le pagine e inizia a recitare una poesia, non senza aver chiesto prima il permesso. Si intitola "A rr' mpatriàda" (la rimpatriata) e racconta di un ragazzo che, vissuto per qualche tempo al Nord, torna a Piazza Armerina e si presenta al padrino con aria superiore, evoluta e quasi schifata.
«"Cu doi giorni ch' n' scisti/ voi parrè cù "Liolà"! / Tu a testa t' futtisti/ sì vddàngh' e baccalà". Mentre legge, seduto sulla poltrona del circolo culturale, improvvisa un simpatico gesticolare. Poi si ferma e prosegue: «Tento di tradurre il vernacolo in italiano, ma anticipo che non rende allo stesso modo: "Sei stato via per poco tempo/ e ti atteggi come chi non ha mai vissuto a Piazza Armerina/ Ti sei bevuto il cervello/ sei più villano del dialetto e pure stupido».
- Il peso degli anni non ha appannato il suo entusiasmo e il suo sentire. È così che nasce la poesia dell'anima?
«Quella è altra cosa. Nasce dal bisogno di dimenticare. Il dolore e gli acciacchi. I torti subiti e gli amori perduti. Ma soprattutto gli anni che non tornano più e le persone che il tempo, inevitabilmente, porta via con sé. Per sempre. Mi dovete perdonare l'emozione, ma non riesco mai a trattenere le lacrime quando mi spoglio di ogni costrutto. La vita frenetica e eccessivamente moderna nasconde e abissa i sentimenti. Ma soprattutto non permette di godere e comprendere i veri valori della vita. "Vuléss' dorm'…ancora/ ni bràzzi d'm'matri/ e u fiàt d'm'patri, / ch'u témp'm'rrubà. Pr'và d'sti rr'cchézzi, / m'sent'n' òm'pers'/ pr'chìnan'trv' u vers'/ ch' u témp' m'rrubbà"».
E dopo aver recitato a occhi socchiusi la poesia dedicata alla famiglia, il suo palcoscenico si riempie di silenzio. Di riflessione e di dolore. Spogliandosi dei panni di poeta, Testa saluta così l'anno che sta passando: "Senza la memoria non ci può essere progresso».

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La Befana di Giovanni...


Il buon Giovanni Piazza non è voluto mancare alla festa della Befana, inviandoci un suo componimento molto, molto sfizioso, leggere per credere. Grazie Giovanni.

Bedda manifestazioni e beddu falò e povira befana vampuliata.
Pròsita, nòbbili quarteri, pi la ennesima addimustrata di cumunanza e sbriu.
E spròsita a dda sdisonorata bifanifira ca nni mia nun ci ‘ncugna propriu.
Befana intelliggenti?
Di mia nun ha passatu, ca si scanta,
pirchì sapi ca sugnu signurinu
e si la ‘ngagghiu la vattiu di santa.
Chi ci addumannu? Di vacanti e chinu
n’amanti bedda e ricca e malandrina
ca parra picca e nun sia culumbrina.
E allura u sei matina
mi talìa di luntanu e zarca e janca
si fa la cruci cu la manu manca.

 

lunedì 6 gennaio 2014

Il falò alla Befana, le foto

Di seguito alcune sequenze fotografiche del Falò alla Befana svoltosi quest'anno in via Floresta.
Presenti all'evento questa sera anche i componenti di una produzione cinematografica, impegnata nelle prossime settimane a Piazza Armerina, guidata dal regista Luca Lionello e dal produttore Antonio Chiaramonte.
Giuseppe Mattia, Antonio Chiaramonte, Luca Lionello,
mons. Scarcione, Filippo Rausa 





L'Aforisma della Settimana


"La misura dell'intelligenza è data dalla capacità di cambiare quando è necessario (Albert Einstein)

La prima festa dell'Anno....

domenica 5 gennaio 2014

Epifania del Signore

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

Testi: "Alzati, rivestiti di luce, perchè viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te..." Is 60, 1-6 . "Fratelli, penso che abbiate sentito parlare del ministero della grazia di Dio...Che le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo". Ef 3, 2-3a .5-6 . "Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da Oriente a Gerusalemme ...Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono...e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra...Mt 2, 1-12 .
 -Tematiche emergenti. L' Epifania (manifestazione di Dio in Gesù Cristo) "canta" un Dio che nella storia "si riprende il proprio ruolo sovrano: liberare il misero e provvedere ai poveri (Sal 71, 2.12-13).
Adesso si compie la promessa fatta ad Abramo: in lui sono benedette tutte le nazioni (Gen 12, 1-2). Inoltre, proprio oggi, la Solennità apre gli orizzonti della storia anche a noi, perché neppure noi siamo discendenza di Abramo, ma semplicemente, per grazia, siamo stati chiamati alla fede; e in secondo luogo, perché, mentre le celebrazioni rischiano di svuotarsi e sembra che il vangelo non trovi adeguata attenzione nella nostra cultura, ci viene detto che non si spegne mai la rivelazione di Dio agli uomini e una stella guida gli uomini a individuare, nella piccolezza di un Bambino, la manifestazione di un Dio a lungo cercato o dichiarato  "straniero ed estraneo".
 Il prefazio, saggiamente, così riassume la celebrazione: "Oggi in Cristo, luce del mondo, tu hai rivelato ai popoli il mistero della salvezza...".
 - Un possibile itinerario di riflessione. *Annunciare la buona notizia. "Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te" (Is 60, 1). Una stella ha disegnato nel cielo le promesse e le strade di un Dio, che vuole partecipare a tutti gli uomini la benedizione promessa ad Abramo e alla sua discendenza.
 * Insegnare che: a) "l' agire di Dio non è più un mistero", una strada nascosta, riservata a pochi, per entrare "nei ritmi di morte e resurrezione" delle divinità egiziane, greche o romane, bensì un intervento del Dio d' Israele, che parla, si rivela e si manifesta. b) "Il mistero per eccellenza è il disegno di Dio di salvare" tutti gli uomini(LG 1,1). Ora la persona e la vita di Gesù, Parola fatta carne, sono l' evento fondamentale, attraverso il quale il Padre rende evidente sè stesso. Gesù è, quindi, il centro e il vertice  dell' Epifania di Dio e della sua tenerezza verso gli uomini.
 * Esortare alla riconoscenza e all' annuncio. a) L' Epifania è il mistero della salvezza di Dio presente e manifestato a tutti gli uomini e "l' invito ad essi a passare dalla conoscenza alla riconoscenza, dalla paura alla speranza, dal buio alla luce. b) Anche noi, come Paolo, "non possiamo tacere la buona notizia" e non possiamo passare inosservati o nascondere la luce sotto il moggio (Mt 5, 14-15).
 * Proseguire nel ritmo della celebrazione. Ora ritorniamo a celebrare: a) Il rendimento di grazie. Infatti, ciò che hanno annunciato i profeti, oggi si sta realmente avverando: è la visione di Isaia, di un banchetto sul monte Sion, a cui partecipano i popoli di tutta la terra. Anche noi "rendiamo grazie per la gratuità del cuore di Dio, che si rivela in Cristo", una gratuità da rivelare a tutti i popoli. Il Padre accolga l' offerta della Chiesa, che gli offre non oro, incenso e mirra, ma Cristo nostro Signore.
b) Facciamo eucaristia, raccontando, proclamando, cantando le grandi cose, che Dio Padre ha fatto per noi. Facciamo davvero una comunità di uomini e di donne, diversi per cultura, razza, livello sociale, ma innamorati dell' unico Dio e credenti in Cristo. Noi, piccolo segno di un' umanità dispersa, che Dio convoca, continuiamo a fare luce, attingendo alla luce del mistero pasquale, di cui questa celebrazione è memoria. 
                                                                                 Mons. Antonino Scarcione