"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)



Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

giovedì 10 dicembre 2020

E' morto PAOLO ROSSI


 Un mito per la mia generazione, oggi passa dalla storia alla leggenda.

Un uomo, un calciatore che ci ha fatto sentire orgogliosi di essere ITALIANI, protagonista di una delle più grandi imprese sportive della storia d'Italia, chi potrà mai dimenticare quell'estate del 1982?.

PAOLO ROSSI è stato un simbolo del calcio, con una storia che parte dalla provincia e arriva fin sul tetto del mondo.

Per noi tutti resterà sempre Pablito, così come venne definito nel corso di quel magico Campionato del Mondo in Spagna, segnando tre goal al Brasile, due alla Polonia e uno alla Germania in finale e diventando capocannoniere del torneo. Quell'anno vinse anche il Pallone d'Oro.

Paolo Rossi è morto a Roma il 9 dicembre 2020. "Pablito" aveva 64 anni, era nato a Prato nel 1956, era affetto da un male incurabile. 

 Lui diceva: "Mi piacerebbe si ricordassero di me con una sola foto: maglia azzurra addosso, braccia aperte al cielo". Così sia. Addio Pablito, che la terra ti sia lieve, riposa in pace campione...

 

martedì 8 dicembre 2020

Acceso l'Albero dell'Ospedale Chiello realizzato dai 4 Quartieri e dal Borgo

Accensione dell'albero della vita.. l'Albero dell'Ospedale da oggi resterà acceso nel parcheggio dell'Ospedale Michele Chiello a cura dei Comitati dei 4 Quartieri e dell'Antico Borgo San Giovanni.






8 dicembre 2020 collocate le corone di fiori sulla lapide dell'Immacolata Concezione



Seppure in un triste periodo i quattro Quartieri, il Borgo, insieme all'Amministrazione comunale hanno voluto onorare l'Immacolata Concezione ricordata in una edicola-lapide del 1692, un unicum, una lapide dal significato profondo e precursore di un dogma della Santa Chiesa proclamato ufficialmente l’8 dicembre 1854 da Papa Pio IX, cioè ben 162 anni dopo che i Piazzesi avevano affermato, scolpendolo sulla pietra, che Maria è stata concepita dalla sua madre con il privilegio di non portare con sé il peccato originale, che da Adamo ed Eva tutti portiamo con noi al momento del concepimento.

Alla cerimonia per la prima volta hanno preso parte i restanti Quartieri della città Castellina, Canali, Casalotto e il Borgo San Giovanni, la manifestazione è stata voluta seppure nel rispetto delle norme anticoid, perché come ha detto oggi il Papa nel corso dell'angelus, "Questo non impedisce di offrire alla Madonna i fiori che più gradisce: la preghiera, la penitenza e l'apertura alla Grazia".




 



Le iniziative di Natale dei Giovani Orizzonti

Carissimi amici, buongiorno, Mi premuro nell'inviarvi la locandina interna dell' AVVENTO - NATALE di quest'anno. In questo momento di crisi su tutti i versanti, abbiamo deciso di non fermare il tutto ma di continuare, se pur con la massima cautela. 
Pertanto, come già organizzato da anni, abbiamo stilato un programma interno promosso dalla nostra associazione Giovani Orizzonti e da noi come Comunità dei Gabrielini dell'Istituto San Gabriele Arcangelo - Famiglia Paolina. 
Vista l'emergenza sanitaria, abbiamo fatto la scelta di dedicare più tempo alla preghiera e alla catechesi che vivremo (come già stiamo facendo da qualche mese) nella Chiesa di Sant'Ignazio. 
Il tema di quest'anno scelto dal Consiglio Oratoriano è : "alla tua Luce vediamo la Luce" (salmo 36), collegato anche all'anno biblico aperto da noi come Famiglia Paolina con il tema : "perché la parola del Signore corra" (2Ts 3,1). 
Nell'intraprendere questo cammino desideriamo augurare a tutti un Buon Avvento affinché questo viaggio verso il natale porti una rinascita nelle nostre vite. Buon Cammino .., Fra Davide - Isga



Le iniziative per l'Immacolata




 

sabato 5 dicembre 2020

La Domenica con Gesù, II^ DI AVVENTO / B

   ……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“…Una voce grida: ... Ogni valle sia innalzata, ogni monte e ogni colle siano abbassati…Ecco il vostro Dio ! Ecco, il Signore viene con potenza…come un pastore…porta gli agnellini sul petto…” Is 40,1-5.9-11 . 
“…Davanti al Signore un solo giorno è come mille anni e mille anni come un solo giorno…Egli non vuole che alcuno si perda…”2 Pt 3,8-14 .
“…Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero…Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri…Giovanni…proclamava: Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali…”Mc 1,1-8.

A distanza di due secoli, due voci gridano le stesse parole nel deserto. La voce di Isaia: “Ecco, il tuo Dio viene ! Ditelo ad ogni creatura”. E la voce di Giovanni, colui che si nutre di locuste e miele selvatico, ripete: “Ecco, viene uno, dopo di me, è il più forte e ci immergerà nel turbine di Dio ! “. Isaia, voce che parla al cuore, dice: “Viene con potenza” e immediatamente spiega: tiene sul petto gli agnelli più piccoli e conduce piano piano le pecore madri. La sua è, quindi, la potenza della tenerezza.

Due frasi aprono e chiudono questa pagina del vangelo. La prima: “inizio del vangelo di Gesù Cristo”. Ecco la buona notizia, quella che fa ricominciare a vivere, a progettare, a stringere legami, a far ripartire la vita, è sempre una bella notizia. Inizio del vangelo che è Gesù Cristo. Esattamente, la bella notizia è una persona. Un Dio che fiorisce sotto il nostro sole. I suoi occhi guariscono, quando accarezzano, la sua voce annienta i demoni. Incanta i bambini, tanto è dolce. E perdona. E disegna un altro mondo possibile. Un altro cuore possibile. Un Dio che si propone all’ uomo come il Dio degli inizi: Egli dà là dove tutto sembra fermarsi; quando il vento della vita “gira e rigira e torna sui suoi giri e nulla sembra nuovo sotto il sole” ( Qo 1,3-9 ), è possibile aprire un futuro, far nascere cose nuove.

Da che cosa cominciare a vivere, a progettare, ad attraversare deserti ? Niente pessimismo, nè da amare constatazioni, nè dalla realtà esistente e dal suo preteso primato, che non contengono la sapienza del vangelo, ma da una “buona notizia”. In principio a tutto c’ è un a cosa buona, noi lo crediamo. A fondamento della vita intera, c’ è una cosa buona, noi lo crediamo. Come sappiamo, la Bibbia comincia così: e Dio vide ciò che aveva fatto ed ecco, era cosa buona. Come saggiamente, dice Giovanni Battista: viene dopo di me uno più forte di me. Certamente, Gesù è forte, perché ama, fino a donare la propria vita, non trattiene niente per sé e dà proprio tutto. Accende speranze così forti, che nemmeno la morte in croce ha fatto appassire, anzi le ha rafforzate.

E’ il più forte, come dice Ermes Ronchi, perché è l’ unico “capace di parlare al cuore” dell’ uomo. Anzi parla “sul cuore”, vicino e caldo come il respiro, tenero e forte come un innamorato, bello come il sogno più bello.

                                          Mons. Antonino Scarcione

I Quartieri realizzano l'Albero di Natale sul piazzale dell'Ospedale


 

venerdì 4 dicembre 2020

Un omaggio floreale nell'edicola di via Monte, Martedì 8 dicembre dopo la Santa Messa in Cattedrale

 

Martedì 8 dicembre si festeggia in maniera solenne l'Immacolata Concezione, con la posa delle corone di fiori da parte dell'Amministrazione Comunale, dei quattro Quartieri cittadini Monte Mira, Castellina, Canali, Casalotto e del Borgo San Giovanni sulla lapide del 1692 inneggiante la sacralità dell'Immacolata.

La nostra città di Piazza Armerina sin dalla sua ri-fondazione 1163 è sempre stata una città molto religiosa, una fede ancora viva più che mai.
Oggi sono ancora visibili innumerevoli simboli di questa “sacralizzazione” del territorio, nei suoi antichi quartieri, nelle aree di nuova espansione e nelle contrade che compongono il tessuto cittadino, anche se purtroppo la mancata cura ed attenzione a dette edicole votive ne sta compromettendo la perdita e il significato profondo.

Nel nobile quartiere Monte Mira, lungo la via Monte, sul prospetto laterale di palazzo Roccabianca, incastonata come un blasone nobiliare e posta una lapide di pietra arenaria, finemente scolpita, una vera e propria espressione di fede e arte popolare, di una religiosità radicata e diffusa, lasciata a testimonianza di un evento conclamato dal popolo piazzese, quale memoria storica rivolta ai posteri che nel corso dei secoli dal 1692 si sono succeduti.


L’edicola di via Monte ci parla dell’Immacolata Concezione di Maria, riportando testualmente le seguenti parole:

Foto di repertorio
"VIVA LA MADRE DI DIO, MARIA CONCETTA, SENZA PECCATO ORIGINALE 1692".

Una edicola votiva a tutti gli effetti sotto forma di lapide dal significato profondo e precursore di un dogma della Santa chiesa proclamato ufficialmente l’8 dicembre 1854 da Papa Pio IX, cioè ben 162 anni dopo che i piazzesi avevano affermato, scolpendolo sulla pietra, che Maria è stata concepita dalla sua madre con il privilegio di non portare con sé il peccato originale, che da Adamo ed Eva tutti portiamo con noi al momento del concepimento.

Su questa lapide, giusto l’alto valore simbolico, il Consiglio del Governo del quartiere nel 2014 pensò bene di valorizzarla, ripulendola e facendo realizzare da un fabbro, una piccola copertura in ferro, merlata, a mo’ di tempietto, a memoria e gloria della Beata Vergine Maria Immacolata.

Puntualmente, da quella data, con la posa delle corone di fiori si rende omaggio all'Immacolata Concezione. 

Anche quest'anno, seppure in un clima "pandemico" e con tutte le ristrettezze anti covid, e a maggior ragione, per invocare l'intervento divino, il nobile quartiere Monte Mira, non ha voluto interrompere la manifestazione che avrà luogo subito dopo la Solenne cerimonia eucaristica.
La Santa messa in cattedrale avrà inizio alle ore 10:30, e sarà presieduta dal vicario del Vescovo Mons. Nino Rivoli, alla fine della celebrazione i rappresentanti dei Quartieri si porteranno in via Monte per la posa delle corone di fiori ai lati dell'edicola.
                            
                                                                                               Laura Saffila

sabato 28 novembre 2020

La Domenica con Gesù, I^ DI AVVENTO / B

  ……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“…Orecchio non ha sentito, occhio non ha visto che un Dio, fuori di te, abbia fatto tanto per chi confida in lui…” Is 63,16b-17.19b;64,2-7 . 
“…Rendo grazie continuamente al mio Dio per voi…perché in lui siete stati arricchiti di tutti i doni…” 1 Cor 1,3-9 . 
“…Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte…o al mattino; fate in modo che…non vi trovi addormentati…: vegliate ! “.

Con la I Domenica di Avvento (= Venuta del Signore ), inizia il nuovo Anno Liturgico. L’ Avvento, dunque, è tempo dell’ attesa di qualcuno. Ma chi deve venire ? Chi dobbiamo attendere ? Le letture, in verità, non sono affatto facili da capire. Aiutano, comunque, a dare una risposta alla domanda. Il Vangelo ci propone un discorso di Gesù, che viene definito “escatologico”, un discorso che riguarda, cioè, gli ultimi avvenimenti, le cose che accadranno. In verità, Il Vangelo non fornisce curiosità, né annuncia scadenze. Infatti, davanti a Dio, il futuro si capisce, partendo dal presente.

Santa Caterina da Siena
Cerchiamo di capire. Gesù si trova a Gerusalemme ed ha, davanti a sé, la fine imminente della città. Notiamo che Gerusalemme ha decretato la crocifissione di Gesù. 
Il Maestro si recava tutti i giorni al Tempio. Quel Tempio che i suoi concittadini erano finalmente riusciti a costruire. Bello e imponente. Gli ebrei ne erano fieri ! Un discepolo lo fa notare a Gesù: “Maestro, guarda che pietre e che costruzioni ! Gesù risponde: “Vedi queste grandi costruzioni ? Non sarà lasciata pietra su pietra che non venga distrutta”.

I discepolo, incuriositi, chiedono al Signore: quando accadranno queste cose ? E quale sarà il segno che tutte queste cose staranno per compiersi ? Essi volevano una data precisa. 
Ma Gesù, in questo dettaglio, li deluse. Passò, invece, a trattare delle vicende della fine dei tempi. E raccontò loro una parabola: Un uomo, prima di partire, diede a ciascuno dei suoi servi il suo compito e ordinò loro di vegliare. E aggiunse: "Vegliate, perché non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al mattino; fate in modo che non vi trovi addormentati. 
Questa affermazione indica chiaramente che noi non sappiamo quando e come si concluderà la nostra vicenda personale. Chi di noi sa “a che ora arriverà la sorella nostra morte corporale ?".

Purtroppo noi cristiani siamo “addormentati” ! Infatti, alcuni si lasciano assorbire dalla fatica, per procurarsi i beni materiali; altri lasciano indurire il loro cuore e cadono nell’ egoismo e nell’ odio; altri vivono, così, come capita. Non dimentichiamo, comunque, di avere ricevuto un grande dono: il tempo. 
Santa Caterina da Siena diceva ai suoi contemporanei: "Correte ! Correte ! Il tempo è breve". Questo significa che i cristiani non devono perdere tempo ed essere “irreprensibili nel giorno del Signore” (Cfr. II Lettura). Anche se sappiamo di essere peccatori, non dobbiamo scoraggiarci, perché Dio è Padre e vuole la nostra salvezza.

                                                Mons. Antonino Scarcione

martedì 24 novembre 2020

Cosa sa Internet di Noi, il servizio delle Iene


Le Iene, in questo servizio, hanno provato a capire cosa c'è dietro a una ricerca che facciamo su internet, capire cosa sa di noi un Motore di Ricerca e come difendere i nostri dati.


sabato 21 novembre 2020

La Domenica con Gesù, GESU' CRISTO RE DELL' UNIVERSO / A

 ……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“…Andrò in cerca della pecora perduta…fascerò quella ferita e curerò quella malata…” Ez 34,11-12.15-17 . 
“…Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti…Come infatti in Adamo tutti muoiono, così in Cristo tutti riceveranno la vita…” 1 Cor 15,20-26.28 . 
“…Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli…Separerà gli uni dagli altri…porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra…Venite benedetti dal padre mio, ricevete in eredità il regno…Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare…” Mt 25,31-46.

Il vangelo di oggi chiude il discorso escatologico (=la fine della storia). In un contesto di “attesa imminente” della fine, ci viene presentato il giudizio finale: una descrizione fortemente suggestiva.
Questa domenica- ultima dell’ anno liturgico- fa da cerniera tra la conclusione e l’ inizio del nuovo cammino, quello dell’ Avvento. Il giudizio qui rappresentato è quello universale. 
Il Regno dei cieli (=il mondo ideale proposto dal Signore) è aperto a tutti gli uomini, che hanno accolto il dono della vita, per diventare anch’ essi un dono per gli altri, a prescindere dall’ appartenenza a questo o a quel gruppo religioso:. Ma, nello stesso tempo, il giudizio è personale: “egli separerà gli uni dagli altri”. Solo Dio conosce la verità e la speranza custodita da ogni uomo.

Il brano è un ammonimento per i discepoli: alla fine dei tempi, ci sarà il giudizio, esso dà senso alla storia, restituisce dignità e giustizia agli ultimi e alle vittime dell’ egoismo umano. 
Questo brano, insieme alle beatitudini, è come una cornice nella quale si colloca il cristianesimo. Esso non è un insieme di principi etici o questioni teologiche, bensì amore, disponibilità all’ incontro con l’ altro, capacità di vedere, toccare, accogliere la fragilità e la debolezza, perché è la fragilità il vincolo che unisce tutti gli uomini, a partire da Gesù, ”fratello primogenito”, che ci ha immesso in una rete di grazia, affinchè l’ esistenza sia caratterizzata dall’ amore reciproco.

Certamente, l’ identificazione di Gesù con gli ultimi non è una parola vana, ma veramente Egli sperimenterà la fame e la sete, sarà nudo e prigioniero e non accolto. Ecco, quindi, il paradosso del messaggio cristiano: Gesù regna dalla croce, la croce è il suo trono. In effetti, il percorso biblico ci conduce all’ uomo ed è dei suoi bisogni e delle sue sofferenze che ci viene chiesto di prenderci cura. Sarà proprio all’ antica domanda, “dov’ è tuo fratello”, che dovremo rispondere, perché la chiesa è, costitutivamente, una fraternità, sacramento della fraternità universale.

                                                Mons. Antonino Scarcione

lunedì 16 novembre 2020

Ripristinata l'illuminazione artistica sul prospetto di Palazzo Trigona


Torna a risplendere il prospetto di uno dei palazzi più importanti e prestigiosi di Piazza Armerina, Palazzo Trigona.  Finalmente dopo oltre un anno, sono stati sostituiti i vecchi corpi luminanti con i nuovi proiettori led, che di fatto esaltano l'edificio, e come detto in un post precedente, contribuiranno a creare un valore aggiunto durante le ore notturne dell'antica dimora.

Complessivamente i proiettori sono 14, sette per lato, anche se uno di questi deve essere ancora riattivato, in quanto, il vano è ricoperto da cemento, poiché essendo stato rotto da qualche incosciente automobilista che vi si posiziono con il proprio autoveicolo, questo, non si sa da chi, venne riempito di cemento, come emerge dalla foto, certamente, a salvaguardia dell'incolumità dei passanti, grandi e bambini.

Ci auguriamo che in tempi brevissimi l'Amministrazione Comunale attraverso l'Ufficio Tecnico, diano disposizioni di fare liberare il vano proiettore, dal cemento, per consentire alla ditta Gemmo di completare nella sua interezza l'impianto di illuminazione.  




vano proiettore ostruito dal cemento



L'Aforisma della Settimana


 

sabato 14 novembre 2020

La Domenica con Gesù, XXXIII del Tempo Ordinario / A

 ……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“Una donna forte chi potrà trovarla ? Ben superiore alle perle è il suo valore…Apre le sue palme al misero, stende la sua mano al povero…” Pr 31,10-13.19-20.30-31 . 
“Riguardo ai tempi e ai momenti (della “parusia”= la venuta del Signore), fratelli, non avete bisogno che ve ne scriva…Sapete bene che il Signore verrà come un ladro di notte…Ma voi…non siete nelle tenebre…Infatti siete tutti figli della luce…” 1Ts 5,1-6 . 
“…Gesù disse…questa parabola…Un uomo…partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegno loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno…Colui che aveva ricevuto cinque talenti…ne guadagnò altri cinque…quello che ne aveva ricevuto due, ne guadagno altri due…Colui che invece aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca…e vi nascose il denaro…” Mt 25,14-30 .

La parabola parla della parusia (= la venuta del Signore). I talenti sono, invece, le occasioni che la vita offre, le responsabilità e i compiti che ci vengono affidati ( Gastone Boscolo ). Seguiamo le intuizioni di E. Ronchi nella sua magistrale interpretazione della pagina del vangelo . Un ricco Signore, partendo per un lungo viaggio, affida il suo patrimonio ai servi, secondo le loro capacità. Crede in loro ed ha il progetto di promuoverli da dipendenti a compartecipi, da servi a figli. Ci riesce con due. Con il terzo no.

Al momento del rendiconto, la sorpresa: il raddoppio del capitale, sottolineato con le bellissime parole: “Bene servo buono ! Bene ! Termini che echeggiano la gioia del testo della Genesi. Dove, al momento della creazione, Dio, per sei volte, esclamò che “era cosa buona”. La settima volta disse che “era cosa molto buona”. Ai servi che vanno per restituire, Dio risponde alla grande: Sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto, entra nella gioia del tuo Signore !

Essi, in una nuova dimensione, “partecipano” alla creazione . Anche il credente ha sentito le parole “entra nella gioia”. Egli, quando scrive o testimonia il Vangelo, ha percepito lo stupore dell’ uditorio, il brivido dell’ anima, l’ esperienza di rimanere incantato da una grande bellezza. Oppure, quando consegna una boccata d’ ossigeno o un pane, viene da dire: “Sii egoista, fai del bene! Lo farai prima di tutto a te stesso “.

Successivamente, c’ è il terzo servo, quello che ha paura. La madre di tutte le paure, è la paura di Dio : “So che sei un uomo duro, che miete dove non ha seminato e raccoglie dove non ha sparso…Ho avuto paura. Questa immagine distorta di Dio, che incute paura, è lontanissima dal Dio di Gesù. Se si crede a un Dio padrone duro e spietato, allora lo si incontrerà come maschera della propria paura, come un fantasma maligno. E il dono diventa, come per il terzo servo, un incubo ( “Ecco ciò che è tuo, prendilo” ).

Se credi a un Signore che offre tutto e non chiede indietro niente, che crede in noi e ci affida tesori, che attorno a sé non vuole dipendenti, ma figli, allora entri nella gioia. Vediamo che il Vangelo è una teologia semplice, la teologia del seme, del lievito, del granello di senape, del bocciolo, di talenti da far fruttare.

A noi tocca il lavoro paziente e intelligente di chi cura dei germogli. Noi siamo tutti sacerdoti della liturgia primordiale del mondo.

Dio è la primavera del cosmo, a noi compete esserne l’ estate profumata di frutti.

                                               Mons. Antonio Scarcione