"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)



Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

sabato 16 agosto 2025

LA DOMENICA CON GESU', XX DEL TEMPO ORDINARIO

…… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“…Si metta a morte Geremia…Perchè egli scoraggia i guerrieri…Il re Sedecia rispose: Egli è nelle vostre mani…Essi presero Geremia e lo gettarono nella cisterna di Malachia…Nella cisterna non c’ era acqua ma fango e così Geremia affondò nel fango…Egli morirà di fame là dentro, perché non c’ è più pane…Allora il re diede quest’ ordine a Ebed-Mèlec…: Prendi con te tre uomini…e tira su il profeta Geremia…” Ger 38,4-6.8-10 . 
“…Anche noi corriamo…tenendo fisso lo sguardo su Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento…” Eb 12,1-4 . 
“…Sono venuto a gettare fuoco sulla terra…Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra ? No…Ma divisione…Se in una famiglia vi sono cinque persone…si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre…” Lc 12,49-53.

“IL TEMA CENTRALE E’ LA RADICALITA’, CHE VA PERO’ DISTINTA DAL FONDAMENTALISMO E CHE INVECE VA RICONDOTTA ALLA MOTIVAZIONE “VOCAZIONALE” DI GESU’. CHE COSA E’ VENUTO A FARE GESU’ ? QUAL E’ LA SUA MISSIONE ? “

Seguiamo il commento di Luigi Verdi. Egli afferma: “C’ è chi accende e chi spegne…E c’è anche chi non fa né l’ una né l’ altra cosa, ma, per indifferenza, comodità o pigrizia non sceglie da che parte stare…potremmo dire quelli che invitano al realismo a scapito dei sogni…Dante nella Divina Commedia mette costoro nell’ Antinferno, tra gli ignavi, senza infamia e senza lode. Sono come spettatori della vita che scorre loro accanto, delle tragedie che non sfiorano il loro cuore, del dolore degli altri che non li ferisce nemmeno lontanamente. Sono quelli né caldi né freddi, che, come dice l’ “Apocalisse”(3,16), saranno vomitati nell’ ultimo giorno.

Gesù, invece, è come un fuoco scagliato a piene mani, che attende di bruciare per trasformare il mondo. Per renderlo fraterno, regno di un Dio che sovverte gli ordini umani. Lui , come dice L. Verdi, è fuoco. Presenza miracolosa che addita nuove mete di vita intensa.

Certo, ci fa sussultare ciò che leggiamo più avanti: “Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra ? No, io vi dico, ma divisione. Ma come ? Il Signore non si era presentato come un soffio di pace. “Pace agli uomini di buona volontà”. E il primo messaggio da Risorto non era stato: “Pace a voi ?”. Non aveva detto che ci lasciava la sua pace ?.

Un messaggio duro quello di oggi. Un messaggio rivolto a coloro che immaginano la pace come una campana di vetro sotto la quale stare tranquilli. La pace di Dio, non è comunque un’ utopia. La pace di Dio mette sempre tutto in discussione. Chiede di “ustionarci” anche a costo di divisioni. Una pace “non come la dà il mondo”, ma, come opportunamente dice L. Verdi, una pace che non ama il quieto vivere e ci chiede di stare dalla parte di Dio e degli ultimi, dei deboli e dei feriti della vita.

Mons. Antonio Scarcione

venerdì 15 agosto 2025

Gli Auguri di Mons. Scarcione


AL PRESIDENTE, AL DIRETTIVO E AI SOCI DEL NQMM. CONTENTO DEL VOSTRO COSTANTE IMPEGNO NELLE NUMEROSE E LODEVOLI INIZIATIVE FORMULO CORDIALI AUGURI DI BUON FERRAGOSTO E UNA BELLA VITTORIA AL PALIO 2025 PRESSO IL CAMPO S. IPPOLITO.  

Cordialità. Antonio

sabato 2 agosto 2025

LA DOMENICA CON GESU', XVIII DEL TEMPO ORDINARIO

…… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“Vanità delle vanità…tutto è vanità…Chi ha lavorato con sapienza, con scienza e con successo dovrà poi lasciare la sua parte a un altro che non vi ha per nulla faticato…” Qo 1,2;2,21-23 . 
“Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di quassù, dove è Cristo…Fate morire dunque ciò che appartiene alla terra: impurità, immoralità, passioni, desideri cattivi e quella cupidigia che è idolatria…” Col 3,1-5.9.11 . 
“…Uno della folla disse a Gesù: Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’ eredità. Ma egli rispose: “O uomo, chi mi ha costituto giudice o mediatore sopra di voi ?...Poi disse loro una parabola: “La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante…Egli ragionava tra sé: “Che farò…Poiché non ho dove mettere i miei raccolti ?...Demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi…Poi dirò a me stesso: Anima mia hai a disposizione molti beni…Riposati, mangia, bevi divertiti !...Ma Dio gli disse: Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita…Quello che hai preparato, di chi sarà ?...” Lc 12,13-21.

UN TALE CHIEDE A GESU’ UN INTERVENTO A SUO FAVORE PER OTTENERE UN’ EQUA EREDITA’. MA IL SIGNORE RIFIUTA IMMEDIATAMENTE QUALSIASI RUOLO NELLA QUESTIONE. QUINDI, RIMANDA IL RICHIEDENTE AL GIUDIZIO DEGLI ORGANI PREPOSTI DALLE CONSUETUDINI E DAL DIRITTO GIUDAICO. E AGGIUNGE: “STOLTO, QUESTA NOTTE STESSA TI SARA’ RICHIESTA LA TUA VITA. E QUELLO CHE HAI PREPARATO, DI CHI SARA’ ? “. COSI’ E’ DI” CHI ACCUMULA TESORI PER SE’ E NON SI ARRICCHISCE PRESSO DIO”.

Come afferma, incisivamente, Luigi Verdi nel suo commento, “non siamo cambiati. Sono passati secoli. Abbiamo tecnologie e novità, che rendono la nostra vita, in apparenza più facile, ma il nostro cuore è rimasto quello di sempre. Siamo convinti che per star bene basti possedere, che per essere felici bastino i soldi e il potere.

Eppure le ricchezze, nell’ Antico Testamento, sono state sempre il segno di una benedizione di Dio, di un premio per una vita onesta e fedele. Forse il nocciolo della parabola odierna non sono le ricchezze in sé, ma l’ uso che se ne fa.

Gesù, infatti, parla di “cupidigia”, cioè di bramosia e/o desiderio continuo di possedere. Come se il domani fosse esclusivamente nelle nostre mani. Come se il senso della vita si esaurisse in uno sfrenato bisogno di accumulare denaro. Dimenticandoci degli altri. Dimenticandoci di Dio. Sempre sottomessi al nostro io, che non lascia spazio ad altro.

Certo, possiamo pianificare, investire, programmare tutto, così come aveva fatto lo stupido ricco della parabola. Ma Gesù sembra chiederci: “E’ davvero questo che ci fa felici ? Pensiamoci bene. Ecco quei verbi utilizzati dallo stolto: “Demolirò”. Costruirò”. Raccoglierò”. Mi riposerò”. Mi divertirò”.

E’ davvero solo questo che ci dà il senso della nostra esistenza ?. No, questa parabola non è un invito a riflettere sulla provvisorietà della vita. Piuttosto è una chiamata alla libertà, una sveglia alla nostra vita, prostrata davanti agli idoli di ogni giorno. Ha certamente ragione lo scrittore H. D. Thoreau, che dice: “Andai nei boschi perché volevo vivere con saggezza e in profondità e succhiare tutto il midollo della vita, sbaragliare ciò che non era vita e non scoprire in punto di morte che non ero vissuto”.

“Dio dei porti, Dio dei passaggi, vieni ad infrangere le catene, donami il coraggio di volare…. Che né potere, né soldi, né ambizioni mi comprino più” (L. Verdi).

Mons. Antonio Scarcione

venerdì 25 luglio 2025

Quartiere Monta Mira risultati 2^ Giornata di selezioni

 Di seguito i risultati della 1^ e 2^ Giornata di selezione degli aspiranti cavalieri del nobile Quartiere Monte Mira, con la classifica provvisoria.



mercoledì 23 luglio 2025

Quartiere Monta Mira risultati 1^ Giornata di selezioni

Di seguito i risultati della 1^ Giornata di selezione degli aspiranti cavalieri del nobile Quartiere Monte Mira; con il dato del cavaliere Tagliarino junior che giovedì 24 luglio ha anticipato la seconda giornata.

 

Risultati 1^ Giornata di selezioni

 


lunedì 21 luglio 2025

11 gli aspiranti Cavalieri iscritti nel quartiere Monte Mira


Con la prima giornata di prove libere, tenutasi oggi lunedì 21 luglio, ha preso il via la 70ª edizione del Palio dei Normanni.
Sono ben 11 gli aspiranti Cavalieri iscritti nel quartiere, pronti a contendersi un posto nella squadra. Il binomio tra cavallo e cavaliere è fondamentale nella Quintana del Saraceno, e i partecipanti dovranno dimostrare la loro affinità in pista.
Per tre intense giornate, questi Cavalieri cercheranno di totalizzare i punteggi necessari per qualificarsi nel sestetto che rappresenterà il nobile quartiere durante il Palio dei Normanni. A tutti loro, un grande in bocca al lupo!
Lo Presti Francesco, con Maruya.
Cagno Danilo, con Luna.

Stivala Calogero, con Melody.
Tagliarino Ivan, con Beauty.

Tagliarino Mauro Ignazio (junior), con Baby Miss.
Tagliarino Salvatore, con Neve.

Favella Concetto, con Kira.
Spadaro Salvatore, con Nadir.

Cagno Danilo, con Luna.
Orto Andrea, con Lety.

Cifalu' Salvatore, con Miss Full Time

 





sabato 19 luglio 2025

LA DOMENICA CON GESU', XVI DEL TEMPO ORDINARIO

…… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“…Il Signore apparve ad Abramo…Egli…vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui…Corse loro incontro dall’ ingresso della tenda e si prostrò fino a terra, dicendo: “Mio Signore…non passare oltre senza fermarti…Lavatevi i piedi e accomodatevi…Andrò a prendere un boccone di pane…” . Allora Abramo andò…nella tenda da Sara e disse:…”Tre sea di fior di farina…e fanne focacce…Abramo prese un vitello tenero…e lo diede al servo…” Gen 18,1-10a . 
“…Io sono lieto nelle sofferenze per voi…” Col 1,24-28 . 
“…Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò. Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola…” Lc 10,38-42.

“LA SCRITTURA CI AIUTA A SCOPRIRE L’ OSPITALITA’. ESSA E’ UN COMANDAMENTO NUOVO DATOCI DA CRISTO. OSPITALITA’ SIGNIFICA APRIRE LA PROPRIA CASA COME HANNO FATTO ABRAMO, MARTA E MARIA, PER ACCOGLIERE IL FORESTIERO E LO STRANIERO. ACCOGLIERE IL SIGNORE NELLA NOSTRA CASA SIGNIFICA LASCIARLO PARLARE E ACCOGLIERE IL DONO DELLA SUA PAROLA”.

In queste domeniche, come giustamente suggerisce il commento proposto dalle Sorelle Povere di S. Chiara del Monastero S. M. Maddalena in S. Agata Feltria, abbiamo riflettuto su vari tipi di ospitalità: quella data, o meno, a chi annuncia il Vangelo; l’ ospitalità in noi del dolore e della sofferenza dell’ altro. In questa domenica, invece, meditiamo sull’ ospitalità di chi accoglie il Signore, fino a diventare sua dimora.

L’ ospitalità che il Vangelo ci guida a capire, che consiste nel creare uno spazio per l’ altro e dare del tempo all’ altro a fare di sé stessi una dimora, grazie all’ ascolto.

Per divenire dimora per l’ Altro, dobbiamo compiere una scelta: “Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta”. Molti sono i gesti di cura, ma c’è una scelta da compiere e che chiede di cogliere, che cosa faccia spazio in noi all’ altro e non solo alla soddisfazione dei suoi bisogni. Maria sceglie ciò che dà senso a tutti gli altri gesti, ciò di cui c’ è bisogno e che libera da giudizi e recriminazioni, a cui, invece, è condotta Marta nel suo molto “fare”: “Non ti importa che mia sorella mi ha lasciata sola a servire ?

Vediamo che la Parola ci invita scegliere la relazione col Signore, fatta di ascolto, di porsi ai suoi piedi. E’ l’ ascolto quotidiano della Parola di Dio, che edifica una persona e ne plasma il cuore. Certamente, la cosa necessaria è la Parola del Signore, che mette a tacere le nostre parole vane e mette ordine e pace nelle nostre relazioni.

L’ unica cosa di cui ci sia bisogno, quindi, è ciò che rimane nel tempo, che non può essere tolto, perché afferente all’ essere stesso della persona, la vita della sua vita. Non è qualcosa che facciamo o misuriamo, bensì è qualcosa che costituisce noi stessi.

Dobbiamo, quindi, liberarci da tante interpretazioni che contrappongono il servizio all’ ascolto della Parola. Tutto questo lo vediamo meglio nel fatto che la parabola del Buon samaritano precede questo evento in casa di Marta e Maria.

Amore verso Dio e amore verso il prossimo sono elementi collegati indissolubilmente. Dobbiamo porre attenzione al modo in cui viviamo e “agiamo”. Non solo è importante il modo, lo è, ancora di più, la radice di tutto ciò che facciamo, perché la fonte, il motore e l’ amore nascono dall’ ascolto della Parola del Signore, che per primo ci ospita nel suo amore.

Dobbiamo sederci ai piedi del Maestro, per imparare a porci ai piedi dei fratelli. Maria, con questo suo atteggiamento, riconosce Gesù, quale Signore.

Notiamo che Maria, stando ai piedi di Gesù, si lascia plasmare dalla sua Parola, divenendo sua serva. Come l’ altra Maria, la Madre di Gesù.

A noi, come discepoli del Signore, non basta compiere dei servizi, fare opere anche grandi. A noi occorre diventare dei servi, ad immagine di Colui che si pone ai nostri piedi, per lavarli. Che sta tra noi come colui che serve fino a donare la propria vita per noi.

                                                         Mons. Antonio Scarcione

sabato 12 luglio 2025

Aspettando il Battesimo di Quartiere, 14^ edizione, Domenica 3 agosto 2025, ore 18:00 - Castello Aragonese

 

Meno di un mese al grande evento paliesco, la 70^ edizione del Palio dei Normanni, il governo del nobile quartiere Monte Mira tra le attività propedeutiche, anche quest'anno celebrerà il “Battesimo di Quartiere”, giunto alla sua 14^ edizione, istituito con apposito regolamento nel 2012.

Un battesimo laico, che ha lo scopo di "sacralizzare" l'appartenenza perpetua al proprio Quartiere, il “Battesimo di Quartiere” avrà luogo anche quest'anno presso il Castello aragonese, di proprietà del castellano Giancarlo Scicolone.

In effetti, in questi anni ci siamo sempre posti il problema, ma Quartierante si nasce, oppure si diventa?.

Quando si pensa al Quartiere immediatamente si parla della sua storia, dei suoi luoghi, della sua gente, delle vicende di ognuno che si confondono in quelle di tutti, ai Palii persi e all'ultimo vinto, dando per scontato di appartenere ad uno dei quattro quartieri storici cittadini.

Negli ultimi decenni i Quartieri con i suoi Comitati legalmente costituiti con Statuto, hanno ulteriormente alimentato lo spirito di appartenenza, infatti oltre all'impegno alle attività che non mancano nel corso dell’anno, la vita dei Quartieri ha raggiunto il suo apice nei mesi estivi con il Palio dei Normanni e la sua Quintana, dando maggiore consistenza al “fenomeno” di appartenenza.

E’ Quartierante chi nasce nel territorio del quartiere, un po’ come la nazionalità: per cui non è una scelta, ma un dovere ed un diritto, che dura per tutta la vita, anche nel caso in cui cambia casa e si trasferisce nel territorio di un altro quartiere.

Ma quartierante si può anche diventare: chi abita al di fuori dei confini od in un'altra città, può scegliere per simpatia un Quartiere, e partecipare alla sua vita.

Siena che con le sue Contrade ha fatto scuola, negli anni ’40/50 a seguito di un acuta osservazione sullo spostamento delle famiglie dall'interno dei rioni all'esterno delle mura di città dove si iniziavano a costruire case migliori (un po’ come è successo negli ultimi trent’anni a Piazza), pensò di istituire il battesimo di Contrada per evitare di far smarrire il forte legame del contradaiolo con la contrada, perdendo quel senso di appartenenza al territorio che invece è base dell'istituzione Contrada e del Palio senese. 

Detto ciò è facile dedurre lo spirito con il quale il Consiglio direttivo del nobile quartiere Monte Mira, nell'anno 2012 ha istituito con un proprio regolamento il “Battesimo di Quartiere”, legare con un cerimoniale, misto tra sacro e profano, l’appartenenza al Quartiere.

Il quartiere Monte Mira è tra i quartieri che ha subito più pesantemente il fenomeno della migrazione di quartieranti nelle nuove zone residenziali, quartieranti che sentimentalmente sono rimasti legati al quartiere perché in esso vi hanno trascorso e vissuto parte della loro vita.
Ed è anche a loro, quelli che non nascono e non crescono più nel quartiere che si guarda; tutti, a qualsiasi età, potranno essere protagonisti del “Battesimo di quartiere”: potrà essere impartito ai bambini/e (quale dono fatto al figlio dal genitore), ai ragazzi/e egli adulti quale loro libera scelta.

Per quest'anno, la data stabilita per la cerimonia è Domenica 3 agosto, il tutto alla presenza dei figuranti del quartiere, tra il rullo dei tamburi, lo squillo delle trombe e lo sventolio festoso delle bandiere, il Presidente in qualità di massima autorità e rappresentante del popolo, battezzerà "quartierante a vita", usando l'acqua.
 
In ricordo verrà consegnato al quartierante una pergamena e il fazzoletto, con i colori del quartiere, giallo listato di nero e bianco, con stampato o ricamato lo stemma araldico, l’aquila; il fazzoletto andrà poi indossato legandolo al collo.                                                                           
                 
                                                           Laura Saffila

LA DOMENICA CON GESU', XV DEL TEMPO ORDINARIO

…… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“…Obbedirai alla voce del Signore, tuo Dio, osservando i suoi comandamenti e i suoi decreti…Questa parola è molto vicina a te, è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica” Dt 30,10-14 . 
“Cristo Gesù è immagine del Dio invisibile…Egli è anche il capo del corpo, della Chiesa…” Col 1,15-20 . 
“…Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna ? Gesù gli disse: Che cosa sta scritto nella Legge ?...Costui rispose: “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta le tua forza e con tutta la tua mente, e il prossimo come te stesso…” Lc 10,25-37.

“ATTRAVERSO LA PARABOLA DEL BUON SAMARITANO, GESU’ RIORIENTA UN MAESTRO DELLA LEGGE: L’ AMORE VERRSO IL PROSSIMO E’ UN RIVERBERO DELL’ AMORE CHE PROVIENE DA DIO. GESU’ INFATTI ESORTA A DIVENTARE PROSSIMO DEGLI ALTRI ALLA STREGUA DEL SAMARITANO. EGLI E’ IL MODELLO, AUTENTICA ICONA DEL PADRE. E’ L’ UNICO INTERPRETE DELLE SACRE SCRITTURE”.

Valorizziamo il commento di Salvatore Cumia, giovane studioso della diocesi armerina (Servizio della Parola n. 567 pag.153 e ss.). Egli si sofferma, efficacemente, sui due momenti che caratterizzano la famosa parabola del “Buon Samaritano”: l’ uomo che scende da Gerusalemme a Gerico e incappa nei briganti e la risposta di Gesù al dottore della Legge su che cosa debba fare per avere la felicità.

-Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico…Vediamo che nella parabola c’ è un rovesciamento di situazioni: il sacerdote e il levita-i più titolati ad usare misericordia- si rivelano essere coloro che non amano, non esercitano solidarietà e non usano misericordia. Mentre “colui che si poteva e doveva odiare”, cioè il samaritano, “preso da compassione”, si rivela essere colui che esercita la solidarietà verso colui che incappò nei briganti.

Si potrebbe attualizzare la parabola, facendo scorrere davanti agli occhi le varie situazioni in cui qualcuno può aver avuto bisogno del nostro aiuto o della nostra attenzione. Sappiamo bene che, tante volte, non ci accorgiamo di ciò che accade attorno a noi. Qualche volta, ciò accade nelle nostre famiglie, nel condominio, a coloro che abitano nello stesso pianerottolo.

Se, oggi, ponessimo al Signore la stessa domanda del dottore della Legge, Egli ci metterebbe di fronte alla radicalità del comandamento dell’ amore, asse attorno a cui ruotano l’ Antico e il Nuovo Testamento.

-Nella sua risposta, Gesù non pone limiti. Il samaritano ha dimostrato di amare, con i fatti, e non a parole. Ha amato, e basta. Indipendentemente da chi fosse il più prossimo.

Adesso tocca a noi. Gesù ha detto: “Va’ e anche tu fa’ lo stesso”.

Quante volte, quel levita o quel sacerdote siamo stati noi ! Siamo passati oltre e non ci siamo accorti dei fratelli bisognosi. Certamente, la parabola del buon samaritano è l’ esemplificazione concreta del cuore di Dio Padre, che ci invita ad “amare Dio con tutto il cuore, con tutta l’ anima, con tutta la mente e il prossimo come noi stessi”.

                                                          Mons. Antonio Scarcione

sabato 5 luglio 2025

LA DOMENICA CON GESU', XIV ORDINARIA

…… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“Rallegratevi con Gerusalemme…Sarete allattati e vi sazierete al seno delle sue consolazioni…Io farò scorrere verso di essa, come un fiume, la pace…”Is 66,10-14 . 
“…Quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo…Io porto le stigmate di Gesù sul mio corpo…” Gal 6,14-28 . 
“…Il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due…in ogni città…:”Vi mando come agnelli in mezzo a lupi…In qualunque casa entriate…dite: ”Pace a questa casa…Quando…vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto…e dite loro: “E’ vicino a voi il regno di Dio. Ma quando non vi accoglieranno…dite: “ Anche la polvere della vostra città…noi la scuotiamo contro di voi…: “Rallegratevi…perché i vostri nomi sono scritti nei cieli” Lc 10,1-12.17-20.

“LA GIOIA. E’ QUELLA CHE I SETTANTADUE DISCEPOLI SPERIMENTANO NELL’ ESSERE INVIATI, NEL VIVERE L’ INCONTRO CON LE FOLLE, NEL COMPIERE LE AZIONJ CHE IL MAESTRO…HA COMPIUTO PER PRIMO. SEMBRA DI SENTIRLO L’ ENTUSIASMO: ANCHE I DEMONI SI SOTTOMETTEVANO A LORO. I DISCEPOLI HANNO TOCCATO CON MANO IL POTERE DI VINCERE IL MALE…”

Nella breve riflessione, seguiamo il commento proposto da Luigi Verdi, per la sua incisività ed efficacia. Notiamo che i discepoli se ne vanno in missione allegri e leggeri, portano un solo messaggio. Che inizia con una parola: “Pace”. Niente filosofia, né discorsi sulle prove dell’ esistenza di Dio. Non portano né denaro, né provviste, né sandali. Meglio fare affidamento su di Lui per le strade e nelle piazze del mondo. “Andate, camminate con la gente, osservate i volti, entrate nelle case, ascoltate il cuore della gente. E insieme, a due a due”. Come afferma L. Verdi, nel libro del Qoelet ( 4,9-12), c’ è scritto che “è sempre meglio essere in due. Se uno cade l’ altro lo rialza; se arriva un nemico, in due possono resistere…”. E termina, dicendo: “Una corda a tre capi non si rompe tanto presto”. Infatti, le corde sembrano due, ma sono tre: c’ è qualcuno che lega, un filo invisibile ma presente: c’ è con loro Colui che li manda.

Sembrano due, a piedi nudi, senza sandali, come Mosè davanti al roveto ardente. Sembrano due, come agnelli in mezzo a lupi. E se oggi c’è qualcuno convinto che “homo homini lupus”( un uomo è un lupo per un altro uomo), Gesù ci ricorda che “il lupo e l’ agnello pascoleranno insieme, e il leone mangerà la paglia come un bue e il serpente mangerà la polvere. Non faranno né male né danno (Cfr. Is 65,25).

E’ questo il Regno vicino, che verrà prima o poi. E diventa possibile e presente già nella nostra vita.

“Signore, anche noi, disarmati, “inviati”, sappiamo che con Te avremo il sapore del pane che spezzerai, il calore del fuoco che accenderai, la forza della vita che ci donerai, la dolcezza dell’ amore che ci regalerai” (L. Verdi).

                                                              Mons. Antonino Scarcione

 

martedì 27 maggio 2025

Filippo Rausa insignito del titolo di Cavaliere di Malta



Sabato 23 maggio 2025, Filippo Rausa, presidente del quartiere Monte Mira di Piazza Armerina, è stato insignito del prestigioso titolo di Cavaliere di Malta (S.H.O.S.J.), uno dei più antichi riconoscimenti conferiti dal Sovrano Ordine Ospitaliero di San Giovanni di Gerusalemme.

La solenne cerimonia si è svolta a La Valletta, capitale di Malta, seguendo un antico protocollo. Una processione ha preceduto l'evento, con i nuovi cavalieri in tenuta tradizionale: mantello nero, croce ottagona bianca e decorazioni tipiche del rango cavalleresco. 

Il corteo, aperto da un reggimento di alabardieri in divisa medievale accompagnati da tamburi e trombe, ha sfilato da Piazza del Palazzo del Parlamento lungo Republic Street (Triq ir-Repubblika in maltese), la via principale della città, tra turisti incuriositi e cittadini in festa.

La cerimonia ha avuto luogo presso la Pro-Cattedrale di San Paolo, alla presenza di importanti figure come il Gran Maestro dell’Ordine, S.A.R. il Principe Sandor Asburgo-Lorena, l'Arcivescovo Miguel Luis Perea Castrillon e il Gran Priore dei Cavalieri di Malta, M° Mark Agius. Un nutrito gruppo di Cavalieri officianti ha guidato la funzione, ricca di preghiere, simboli e parole dense di significato.

S.A.R. il Principe Sandor Asburgo-Lorena
Gli Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme, noti anche come Cavalieri di Rodi e di Malta, sono un Ordine religioso cavalleresco nato a Gerusalemme intorno alla prima metà dell'XI secolo (probabilmente nel 1048), intitolato a San Giovanni Battista.

Al termine della cerimonia, un lungo applauso ha salutato l'uscita dei Cavalieri, accompagnati da una leggera pioggerellina, quasi una benedizione. 

Al nostro Filippo Rausa, ora Cavaliere di Malta, vanno gli auguri più sinceri di tutto il Consiglio direttivo e dei soci del Nobile Quartiere per questo importante riconoscimento, nella certezza del suo continuo e costante impegno in tutte le attività che da decenni propone e insieme porta avanti con immutato zelo.




 

venerdì 16 maggio 2025

Problematica percorsi cittadini, Processioni Religiose e Palio dei Normanni.

Di seguito il documento relativo la Problematica percorsi cittadini, Processioni Religiose e Palio dei Normanni inviato alle autorità in indirizzo.

 Piazza Armerina, 16 maggio 2025

Al Sig. Sindaco, Avv. Nino Cammarata
A Sua Eccellenza il Vescovo, Mons. Rosaria Gisana
Al Parroco della Cattedrale, don Alessio Aira  
Al Rettore della Chiesa di San Giuseppe, Mons. Nino Rivoli
Al Rettore della Chiesa di San Giovanni Evangelista, Mons. Antonino Scarcione
Al Parroco della Chiesa dell’Itria, don Mihael Bilha
All’Assessore ai BB.CC. e Turismo, Ettore Messina
Al Cons Com.-coordinatore del Palio dei Normanni, Dino Vullo 
Al Consigliere Comunale-consulente Feste e Tradizioni Lucio Paternicò
                                                                                      e, p.c.      Sua Eccellenza il Prefetto di Enna
e, p.c.  Al Commissario di Polizia di Stato di Piazza Armerina 
                                                                                                              LORO SEDI         

 

Oggetto: Problematica percorsi cittadini, Processioni Religiose e Palio dei Normanni.

via Monte
Nonostante l'impegno costante e il prezioso lavoro del Comitato Nobile Quartiere Monte Mira la cui dedizione alla salvaguardia, promozione e valorizzazione dell'antico territorio merita riconoscimento e sostegno, negli ultimi tre anni si è assistito a una realtà desolante, infatti tutte le attività, le iniziative, le aspettative e le speranze di chi ha scelto di investire nel Quartiere, di viverlo, di mettere su casa e far crescere la propria famiglia in centro storico, negli ultimi anni sono state disattese.

Si constata con disappunto come l'azione delle Istituzioni possa arrecare un pregiudizio, una mortificazione per l'anima del quartiere e per chi lo vive con passione, manifestandosi concretamente con l'esclusione di Processioni Religiose e del corteo del Palio dei Normanni dai loro consolidati percorsi storici, motivata da cavilli legali e normative che appaiono strumentali alla cancellazione di importanti testimonianze storiche.

Infatti, prendendo spunto dall’ultima malefatta del Primo Maggio, da due anni, la tradizionale processione di San Giuseppe ha inspiegabilmente abbandonato il suo storico itinerario nel nobile quartiere Monte Mira (vie Monte, Crocifisso, San Martino, San Nicolò e rientro su via Monte fino alla chiesa degli Angeli Custodi per la visita alla Madonna delle Vittorie).

Non può essere una giustificazione quella del simulacro posto su un carro e trainato da un cavallo, poiché nel 2023 il percorso venne effettuato come da tradizione.

Se l'anno scorso, 2024, le avverse condizioni meteorologiche offrirono una spiegazione, quest'anno la scelta di ignorare il tracciato storico da parte del rettore della Chiesa di San Giuseppe appare incomprensibile e desta perplessità tra i quartieranti.

Tale decisione sembra penalizzare ulteriormente il nobile quartiere Monte Mira, già interessato da riduzioni nei percorsi di altre processioni (l’Immacolata Concezione e Santa Lucia lo scorso dicembre 2024, l’Ausiliatrice maggio 2024 e il corteo del Palio dei Normanni negli ultimi due anni 2023 - 2024).

La delusione tra i fedeli è palpabile. Questa sequenza di decisioni amareggia profondamente tutti i quartieranti, che vedono contraddette le promesse di sostegno e valorizzazione del Centro Storico con la cancellazione di usanze, tradizioni e percorsi secolari.

via San Martino
Negli ultimi anni è stato fatto passare il messaggio che il quartiere Monte Mira sia spopolato, abitato da qualche migliaio i residenti e quindi a che vale far percorrere le processioni se non ci abita nessuno!!. Come se in altre parti della Città, al passaggio delle processioni, i concittadini stessero assiepati ai bordi dei marciapiedi e/o davanti l’uscio di casa.

È falso sostenere una tesi del genere anche perché sia nelle varie e diverse processioni religiose che nel corteo del Palio dei Normanni, la gente del quartiere partecipa e assiste ai bordi delle strade o sui balconi adornati da bellissimi fiori, con bandiere o drappi particolari.

Stabilire i percorsi delle processioni è diventato opzionale da parte di chi è preposto ad autorizzarle, cioè questo evento sì e quest'altro non più perché è di libero arbitrio senza consultare i cittadini e cosa ancor più grave il Comitato di Quartiere costituito nel lontano 1983, col patrocinio dell'arciprete don Michele Nicosiano.

Questo Comitato, infatti, ha da sempre attenzionato le varie problematiche del Quartiere al fine di rendere la vita di chi vi abita più agevole e funzionale. Negli anni si sono fatte assemblee o proteste di ogni genere alla presenza di politici o rappresentanti ecclesiali, ottenendo risultati che hanno migliorato le condizioni di vita della comunità: dalla problematica dell’acqua, all’illuminazione, al verde pubblico, alla viabilità, ad un efficiente Ufficio Postale, ecc, mentre per altre tematiche si è ancora in attesa di riscontro.

Questo inconsueto fenomeno del taglio dei percorsi storici parte con il Palio dei Normanni; per giustificare la decisione di non far più scendere il Palio dei Normanni da via Monte fino a San Martino, si è sollevata la questione, ritenuta pretestuosa, delle presunte vie di fuga mancanti in via S. Nicolò. Questa motivazione ignora che analoghe problematiche di vie strette e a budello esistono in molte altre zone della città, anch’esse percorse dal corteo del Palio.

Questa decisione ha cancellato con un colpo di spugna le profonde ragioni storiche di quel percorso tradizionale. Si trascura infatti l'importanza del passaggio per San Martino, la prima Chiesa Madre di Piazza Armerina, e di via San Nicolò, testimone della medievale cinta muraria. Appare inoltre illogico come una limitazione che inizialmente poteva riguardare i soli cavalli sia stata estesa a tutti i figuranti, mettendo in secondo piano l'inestimabile significato storico di questo tracciato.

via Crocifisso, già Strada Mastra
Per le processioni religiose è andata a finire che un Santo scende fino a San Martino mentre l'altro non più, poiché a deciderlo e chi si alza prima al mattino e intanto la gente del Quartiere, specie gli anziani, ci mangiano la faccia dicendoci dov'è il vostro potere consultivo, sancito per altro dalla Legge e la vostra partecipazione agli eventi della città? Questo aspetto ci rende infatti impotenti o addirittura cancellati da una eventuale consultazione.

Egregio Signor Sindaco e Autorità in indirizzo, il nobile quartiere Monte Mira e i suoi rappresentanti esprimono profonda preoccupazione, disappunto e ingiustizia per il rischio di una continua penalizzazione delle tradizionali processioni e cortei radicati nella storia e nell'identità del quartiere Monte Mira.

Fatichiamo a comprendere come si possa ghettizzare una parte così importante e significativa del nostro Quartiere, della Città, adducendo motivazioni che appaiono futili e che richiamano, in maniera impropria, eventi come il grave incidente di Torino (3 giugno 2017, avvenuto in occasione della finale della Champions League tra Juventus e Real Madrid, dove in piazza San Carlo fu installato un maxischermo per permettere agli oltre 30.000 tifosi juventini rimasti in città di seguire in diretta la partita, incidente peraltro causato da malviventi che utilizzarono dello spray urticante facendo scatenare il panico).

Comprendiamo pienamente la Direttiva e le Linee guida del Ministero dell'Interno sulle manifestazioni pubbliche. Tuttavia, si ritiene necessario operare una contestualizzazione rispetto alle dimensioni e alla densità abitativa delle diverse realtà urbane. Il dato di 30.000 partecipanti a Torino, in relazione a una popolazione residente di 858.404 unità (dato 2021), assume una valenza proporzionale significativamente differente rispetto ai 20.516 abitanti (dato 2025) di Piazza Armerina, distribuiti sull'intero tessuto urbano, comprendendo fasce di popolazione sensibili come anziani e bambini. Anche considerando un incremento di circa 10.000 presenze durante le giornate centrali del Palio, la concentrazione di pubblico più rilevante si focalizza in aree specifiche come piazza Cattedrale e il campo sportivo (con ingressi gestiti), e nella zona di piazza Generale Cascino.

Detto ciò, con numeri alla mano è incomprensibile come sia stato possibile negare la presenza del corteo storico del Palio dei Normanni là dove tutto ha avuto origine.   

Il direttivo del nobile Quartiere Monte Mira, con il suo presidente, ci sentiamo investiti della responsabilità di valutare ogni azione necessaria alla tutela dei diritti storicamente acquisiti dal Quartiere nel contesto del Palio, nel corso degli ultimi 70 anni, e, in una prospettiva secolare, per quanto concerne i tracciati delle processioni religiose. Allo scopo, si inoltra la presente istanza al Prefetto di Enna, preannunciando la disponibilità ad intraprendere forme di protesta, tra cui l'astensione dalla partecipazione ad alcune attività cittadine.

Confidando in un vostro pronto riscontro e la possibilità di incontrarci per discutere nel dettaglio questo stato di cose affinché si possano trovare soluzioni che tengano conto sia delle normative vigenti che del valore storico e affettivo di queste importanti tradizioni, auspicando che la presente istanza riceva la dovuta attenzione e considerazione, porgiamo cordiali saluti.

                                                                                    Il Presidente
                                                                                   Filippo Rausa

Il Consiglio Direttivo

Osvaldo Zitelli, Concetto Favella, Filippo Purrazza, Filippo Aloi, Laura Saffila, Jessica Libro, Francesco Lentini, Filippo Cavolo, Anna D’Aria, Moreno Purrazza, Benedetto Pulici, Renzo Lagati, Alfredo Bandiera, Verusca Denaro, Grazia Delia, Giuseppe Lagati, Manuel Favella, Simone Grillo, Lina Favella, Giuseppe Bandiera, Antonino Amato, Claudio Picicuto, Claudio Gennaro, Lo Presti Giusy, Giancarlo Scicolone, Roberto D’Assaro, Filippo Nobile, Ketty Puglisi, Massimo Parlascino, Siria La Delia, Danilo Bonifacio, Damiano Rausa, Andrea Galletta, Giuseppe Di Dio.