"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)



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Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

lunedì 4 ottobre 2010

Quando una volta si celebrava anche a Piazza san Francesco, Patrono d'Italia.


Ricordo da ragazzo quando la nostra chiesa di San Francesco era officiata, padre Alberghina ne era il ‘custode’, la chiesa era aperta ogni giorno ai fedeli, si veneravano oltre a san Francesco, l’Immacolata Concezione, le messe si celebravano con assiduità, la cura della chiesa era affidata alle Suore che prestavano il loro servizio nell’attiguo ospedale Chiello.

Con l’età avanzata di padre Alberghina, la successiva morte e il trasferimento dell’ospedale Chiello dal quartiere Monte in c/da Bellia, la fine inesorabile dell’antica chiesa, che era stata costruita dai frati francescani insieme al convento intorno al 1300.

Secoli di storia l’asciati all’incuria dell’uomo e del tempo, la chiesa per qualche anno ancora dopo la morte di padre Alberghina, in occasione della festa dell’Immacolata Concezione, continuò ad essere aperta ai fedeli, successivamente chiusa e usata come deposito; ricordo qualche anno fa, conteneva addirittura la 126 bianca, dismessa dal parroco della Cattedrale e una quantità di rottamaglie varie che certamente avrebbero potuto e dovuto trovare posto altrove.

San Francesco
Del luogo di culto, chiesa e convento, eretto dai frati minori per glorificare, anche nella nostra Città, il ‘grande Francesco’, posto su un altura del colle Mira quasi a simboleggiare la vicinanza al sacro convento con la Basilica di Assisi; testimone per secoli della religiosità del popolo piazzese, oggi le nuove generazioni non ne hanno alcuna cognizione.

La chiesa ahimè è off-limits da un decennio ai fedeli, ai pellegrini in visita in città e ai turisti in genere che purtroppo devono accontentarsi di un fugace sguardo e/o di uno scatto fotografico.

L’unica speranza e il nostro augurio per vedere riaperta e restituita al suo splendore la chiesa di San Francesco, sono gli imminenti lavori di ristrutturazione dell’ex ospedale acquistato dalla Diocesi lo scorso anno, che dovrebbe prevedere in questo primo lotto anche la messa in sicurezza e l’utilizzo dell’antico chiostro dei padri francescani.

Consapevoli della determinazione del nostro amato Vescovo mons. Michele Pennisi, dallo staff ai Beni culturali della Diocesi guidato da padre Pino Paci, confidiamo in loro, certi del lungimirante progetto, che a Dio piacendo, nel prossimo decennio vedrà il Vescovado, e tutti gli uffici allocati nell’ex ospedale, con la pregevole chiesa di san Francesco, riaperta al culto dopo troppi, lunghi anni d’oblio.

Nel frattempo, aspettando tempi migliori, rivolgiamo le nostre lodi a san Francesco, raccolti in preghiera in una delle chiese cittadine al momento aperte al culto.

Filippo Rausa

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Leggendo questo articolo, mi viene spontaneo il commento che sto per scrivere....
La nostra amministrazione dopo quasi un anno aver istituito le strisce blu, le ha rimodulate secondo logiche commerciali nel cui merito non mi interessa entrare...
In questa rimodulazione, nel piano Fedele Calarco, piano antistante la Chiesa di San Francesco, sono state eliminate alcune strisce blu. In una logica di organizzazione e di gestione del caotico e annoso problema dei parcheggi, le strisce eliminate dovevano essere rimpiazzate da strisce bianche. Invece siccome le ragioni che sostengono le strisce blu sanno più economiche che altro, le strisce blu sono state cancellate e delle strisce bianche non se ne vede l'ombra!!!

Anonimo ha detto...

Angelo Baglio ha detto...
Se solamente si comprendesse quali e quanti benefici ha portato alla chiesa, questo u,mile santo, certamente si celebrerebbe con tutti gli onori e non solo il 4 ottobre.
Se solo si contassero le creature che hanno cambiato vita e affidato la loro vita a Dio, quardando l'esempio e le opere di questo Umile Santo, certo che si celebrerebbe con grande solennità e più volte l'anno.
Ma...rinfraziamo Dio per avercelo donato e fatto conoscere, nella speranza che un giorno lo incontreremo e potremo stare con Lui nel paradiso.
Angelo Baglio