"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)



Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

lunedì 10 agosto 2020

Battesimo di Quartiere, 20 i nuovi Battezzati


Domenica 02 agosto ha avuto luogo la 9^ edizione del "Battesimo di Quartiere" celebrato anche quest'anno in piazza Castello, in osservanza delle norme di distanziamento a causa del coronavirus, la manifestazione non si è svolta all'interno del grande androne dell’antica dimora dei Roccazzella, ma davanti il palazzo.

Una celebrazione particolare teneva a precisare il presidente Filippo Rausa, per due ordini di motivi, il primo la pandemia che ha colpito l'intero pianeta, la seconda la morte del nostro caro amico e socio, già presidente del Quartiere, Paolo Roccazzella.

Infatti, la cerimonia è stata dedicata a Paolo che è stato ricordato ad inizio della manifestazione dal presidente Rausa e dalla moglie Sonia Conti, che ha letto una toccante poesia.

Una rappresentanza di figuranti in abiti storici, scortata dai musici, ha accompagnato per le principali vie medievali del quartiere, nobili, paggi, ancelle, con il gonfalone del quartiere.

In piazza Castello ad attenderli il presidente del quartiere Filippo Rausa, e l’eccellentissimo consiglio direttivo con Salvatore Oliva, Filippo Purrazza, Salvatore Di Dio, Antonino Amato, Valeria Aloi, Laura Saffila, Grazia Curcuraci, Filippo Aloi.

Dopo l’esibizione appassionata dei Musici, ha avuto luogo il Battesimo di Quartiere, che rappresenta un modo per fare percepire lo spirito di appartenenza al Quartiere, infatti il Battesimo di Quartiere “consacra” per tutta la vita l’appartenenza al Nobile Quartiere Monte Mira, in modo da trarne comune beneficio.

Presente per l'occasione il consulente dell’Amministrazione comunale, nostro quartierante Lucio Paternicò che ha portato il saluto del Sindaco Nino Cammarata e dell'Amministrazione Comunale, assenti perché impegnati nelle operazioni di coordinamento volte allo spegnimento del grosso incendio doloso presso il bosco Bellia. 

Il presidente Rausa, prendendo spunto della presenza dell'amico Lucio Paternicò, ha comunicato ai presenti che l'iniziativa già programmata, subito dopo la Pasqua, di conferimento del titolo di "Socio Onorario" ad alcune personalità individuate dal governo del quartiere, quali il capitano dei Carabinieri, Emanuele Grio, l'arciprete della Cattedrale, don Giovanni Tandurella, del quartierante Lucio Paternicò e del conferimento della presidenza onoraria del quartiere al Vescovo mons. Rosario Gisana, non era stata possibile conferire loro, causa il Covid 19 e che comunque a Dio piacendo sarà conferita loro entro il corrente anno solare, salvo ritorni di focolai della pandemia.

I battezzanti che hanno preso parte alla cerimonia ufficiale del Quartiere sono stati 20, a testimonianza che seppure le stringenti norme di distanziamento per evitare possibili contagi, hanno partecipato alla cerimonia mostrando un attaccamento alle tradizioni ed alla cultura paliesca, che anno dopo anno cresce sempre più.

Il Presidente Filippo Rausa, nella qualità di massima autorità e rappresentante del popolo, ha così battezzato "quartierante a vita", usando l'acqua; questa con una conchiglia (capasanta), è stata raccolta da un bacile in vetro e versata sulle mani del quartierante.

Un battesimo laico, che ha lo scopo di "sacralizzare" l'appartenenza perpetua al proprio Quartiere, e simboleggia la volontà da parte del quartierante nell'impegnarsi nel fare per il bene comune del Quartiere. La formula solenne recitata dal Presidente è stata la seguente:

“In nome del Popolo del nobile quartiere Monte Mira
e con il bene placido dell' Eccellentissimo Consiglio direttivo,
io, Presidente di questo nobile quartiere
con queste cristalline acque a Te,
faccio dono del Battesimo di questo Quartiere
ti consacro ‘Aquilotto’ vita natural durante
con l’augurio di tramandare alle generazioni future
l’amore e la fedeltà al nobile quartiere Monte Mira
e alla terra di Platia.
Ti accolgo con gioia del popolo di questo Quartiere,
oggi per te in festa” ! .

Come da cerimonia, allo scandire del nome e cognome da parte del presidente è seguito lo squillo delle trombe e il rullare dei tamburi; ai battezzati, in ricordo è stata consegnata una pergamena e il fazzoletto, che è stato indossato legandolo al collo.

Tra i 20 battezzati, diversi bambini accompagnati dai genitori, tra cui la piccola Anna Stivala, di tre mesi, figliola del cavaliere Calogero Stivala e di Valentina Conti, Maria Alissa La Mattina, Emanuele Convento i cavalieri Danilo Cagno e Concetto Favella e tanti altri tra cui il più anziano quartierante il sig. Gaetano Schillaci, con i suoi 76 anni d'età.
Alla cerimonia non è mancata la presenza del consulente ecclesiastico Mons. Antonino Scarcione, che dalla prima edizione ha condiviso ed ha supportato detta iniziativa volta a valorizzare e a far crescere il sentimento di appartenenza al quartiere.

Il presidente a conclusione della serata ha ringraziato quanti si sono adoperati per la buona riuscita dell’evento, i soci del quartiere, i musici, capeggiati da Moreno Purrazza, i figuranti, Sonia Conti vedova Roccazzella e la ditta Salvatore Schillaci per avere realizzato come ogni anno, a titolo gratuito, l'impuntura ai foulard.

Filippo Rausa si è detto felice e soddisfatto, consapevole che l’idea del "Battesimo laico", con gli anni diventerà una tradizione imprescindibile.
Grande desiderio, ha ribadito Rausa, è che in sinergia con l’Amministrazione comunale si possa realizzare una fontanina, quale arredo urbano nella grande aiuola di piazza castello, per diventare il luogo deputato alle cerimonie future. 

Un entusiasmante pomeriggio di festa, che contraddistingue ancora una volta lo stile, la passione e la bontà delle iniziative che il nobile Quartiere Monte Mira propone, per esaltare l'importante rievocazione storica del Palio dei Normanni, con la sua Quintana al Saraceno, che se da un lato divide i quartieri nella competizione, dall'altro li unisce sotto il manto protettivo della Madonna delle Vittorie. 

La serata si è conclusa presso il Ristorante Primavera con la cosiddetta Cena dei Battezzati e dei simpatizzanti al quartiere.

Di seguito l'elenco dei Battezzati, i piccoli e grandi Aquilotti.
1.STIVALA ANNA 
2.LAVORE NUNZIO
3.CAGNO DANILO
4.CONVENTO EMANUELE
5.SPECIALE GABRIELE
6.LA MATTINA MARIA ALISSA
7.SERENO CRISTIAN
8.FAVELLA MANUEL
9.FAVELLA MARIA
10.FAVELLA CONCETTO
11.LA DELIA KRISTEL
12.SCHILLACI GAETANO
13.FUARDI ALESSANDRO
14.ROVETTO
15.GALLETTA ANDREA
16.CALCAGNO NICOLO'
17.PARLASCINO ANGELO
18.ARDITO LUCA
19.D'AGATA BENEDETTO
20.CHIARITO CARLO

                                                                            Salvatore Di Dio

Di seguito alcuni scatti fotografici che riassumono la nona edizione del Battesimo di Quartiere.


























L'Aforisma della Settimana


domenica 9 agosto 2020

La Domenica con Gesù, XIX del Tempo Ordinario / A

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“…Ci fu un vento impetuoso…Ma il Signore non era nel vento…Un terremoto…ma il Signore non era nel terremoto…Un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco…Un sussurro di brezza leggera…Elia si coprì il volto con un mantello…” 1 Re 19,9a.11-13a . “Fratelli,…ho nel cuore un grande dolore…Vorrei infatti essere io stesso anàtema, separato da Cristo a vantaggio dei miei fratelli…” Rm 9,1-5 . 
“…Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: E’ un fantasma e gridarono dalla paura: Ma… Gesù parlò loro dicendo: Coraggio, sono io, non abbiate paura !...Pietro…gli rispose: Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque…Pietro …si mise a camminare sulle acque…Ma s’ impaurì e…gridò: Signore, salvami !...” Mt 14,22-33.

Dopo la moltiplicazione dei pani, Gesù, adottando uno stile che non gli è proprio, “costringe” i discepoli, che, invece, vorrebbero stare lì a godersi il successo, “a salire sulla barca e a precederlo sull’ altra riva”. Essi non vorrebbero andare sull’ altra riva, perchè è una terra pagana e c’ è il grave rischio di essere rifiutati, come è già capitato. Infatti: la barca era agitata dalle onde. C’ è un vento che non soffia da fuori, ma da dentro i Dodici, come una forma di resistenza a quel viaggio verso gli stranieri.

“Sul finire della notte egli andò verso di loro, camminando sul
mare”. Vediamo che Gesù non ha fretta: per Lazzaro ha atteso tre giorni, qui attende quasi una notte intera di tempesta e aspetterà tre giorni per risorgere.

Ha, invece, sempre fretta, quando all’ orizzonte c’ è un’ esaltazione o un’ ovazione. Ha fretta di andare via e di portare via i discepoli. Perché il posto vero dei credenti non è nei successi e nei trionfi, ma in una barca in mare aperto, dove durante la navigazione della vita, arriveranno acque agitate e vento contrario. Ma essi non saranno lasciati soli.

“Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque”. Pietro, coraggioso fino all’ incoscienza, cammina sulle onde. Sì, come afferma E. Ronchi, ma verso dove ? Pietro, in realtà, non intende tanto andare da Gesù, quanto metterne alla prova la potenza. Andrà veramente verso Gesù, quando lo seguirà, sedotto, finalmente, dal cammino del Signore verso “lo scandalo e la follia della croce”. Andrà dietro a lui, non perché sa far placare la tempesta, ma perché fa tacere tutto ciò che in noi non è amore. Andrà verso il buon Samaritano e non sul luccichio delle acque miracolose. Andrà verso il servo, non verso il taumaturgo.

“E venne da Gesù”. Notiamo che Pietro, fino a quando guarda solo a quel volto visibile anche di notte, è in grado di cammina sulle acque. Quando volge lo sguardo al vento, alle onde, al buio, incomincia ad annegare. Anch’ io quando guardo al Signore e lo ascolto, posso andare dovunque. Quando guardo a me stesso e alle difficoltà, affondo.

Se guardo al perchè sono qui, a chi mi abbia mandato su questa terra, non mi ferma nessuno. Se, invece, guardo alla mia storia accidentata, il dubbio mi blocca. Pietro, nel bel mezzo del miracolo, dubita ed esclama: “Signore, affondo.”. In pieno dubbio, crede e dice: “Signore salvami !”. Dio salva: qui c’ è tutta la fede. Il Signore non è un dito puntato contro l’ uomo, ma una mano che ci afferra, fino al momento in cui il grido di paura diventerà un abbraccio tra l’ uomo e Dio.

                                           Mons. Antonino Scarcione

mercoledì 5 agosto 2020

Al via le Selezioni ufficiali della 65^ Quintana del Saraceno

 


Pur tra tante difficoltà legate alle misure di contenimento del "coronavirus" parte la complessa macchina delle selezioni dei cavalieri iscritti nei quartieri per la imminente Quintana del Saraceno.

Il calendario, diffuso dal coordinatore del Palio, Dino Vullo, prevede gli accoppiamenti per le giornate di selezione Monte e Casalotto; Castellina e Canali.

In questa prima fase di selezioni, ogni cavaliere gareggerà per se stesso affrontando nelle tre prove di abilità e destrezza l’effigie del saraceno e la forca dove pende l’anello; i cavalieri che nelle tre giornate effettueranno il maggiore punteggio comporranno il sestetto della squadra che il 14 agosto sfiderà i restanti quartieri per la conquista del Vessillo papale di Maria SS. delle Vittorie.

Il Nobile Quartiere Monte Mira, sempre in testa nella classifica, 
primeggia nell'albo d'oro con 22 vittorie, contro le 21 del Casalotto, le 16 della Castellina e le 5 dei Canali.

Venerdì pomeriggio 07 agosto alle ore 18,00 al campo Sant'Ippolito con ingresso su prenotazione sul sito del Comune di Piazza Armerina, avrà luogo la prima delle tre giornate di Selezioni ufficiali della 65^ edizione del Palio dei Normanni.

Di seguito il calendario delle giornate:

Selezioni Ufficiali:    

1^ Giornata, ore 18:30   
Giovedì 06 agosto - Castellina e Canali,
Venerdì 07 agosto - Monte Mira e Casalotto,

2^ Giornata, ore 18:03
Sabato 08 agosto - Castellina e Canali,
Lunedì 10 agosto - Monte Mira e Casalotto,

3^ Giornata, ore 18:30
Martedì 11 agosto - Castellina e Canali,
Mercoledì 12 agosto - Monte Mira e Casalotto,

A tutti i Cavalieri un imbocca al lupo.
                                                                            Filippo Rausa

domenica 2 agosto 2020

La Domenica con Gesù, XVIII del Tempo Ordinario / A

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“…O voi tutti assetati, venite all’ acqua…comprate senza denaro…Io stabilirò per voi un’ alleanza eterna…” Is 55,1-3 . “Fratelli, chi ci separerà dall’ amore di Cristo ? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada ?...” Rm 8,35-39 . 
“…Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada…a comprarsi da mangiare…Prese i cinque pani e i due pesci…recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli…” Mt 14,13-21.

Il pane, che “trabocca” dalle mani e dalle ceste, è un segno da custodire con grande cura. Viene raccontato dai vangeli per ben sei volte. “Gesù vide la grande folla, sentì compassione di loro e curò i loro malati”. Affiorano tre verbi rivelatori: vide, sentì, curò. Essi aprono finestre sui sentimenti del Signore. Vide una grande folla. Infatti, il suo sguardo non “scivola via” sulle persone, ma le vede ad una ad una. “Guardare ed amare”, per Gesù, sono la stessa cosa.

La prima cosa che vede affiorare da quella folla è la sofferenza. “E sentì compassione per loro”. Che bellezza ! Gesù prova dolore per il dolore dell’ uomo. Ed è questo che gli fa cambiare i programmi: voleva andarsene in un luogo deserto, ma ora è il dolore dell’ uomo a dettare l’ agenda a Gesù.

Prima viene il dolore. Il più importante è chi patisce nella carne, nello spirito, nel cuore. E dalla compassione fioriscono miracoli: “guarì i loro malati”. Vediamo che “il tesoro più grande è un Dio appassionato dell’ uomo, ”che patisce per noi. “Il luogo è deserto, è ormai tardi”, questa gente deve mangiare…”. I discepoli, alla scuola di Gesù, sono diventati sensibili e attenti , prendono a cuore le persone. Notiamo che Gesù fa di più: mostra l’ immagine materna di Dio , che accoglie, nutre e alimenta ogni vita. E dice: “Voi stessi date loro…” Certamente, le emozioni devono diventare comportamenti…Maturare in gesti: “Date da mangiare…”: “La religione non esiste solo per preparare le anime per il cielo: Dio desidera la felicità dei suoi figli anche su questa terra” (Cfr. Evangelii gaudium 182).

Noi invochiamo il Signore con le parole: “Dacci oggi il nostro pane quotidiano…”. Lui , nella pagina odierna del vangelo, ci esorta: “Date voi stessi da mangiare…” . Infatti, una religione che non si occupi anche della fame, è sterile”.

“Il miracolo del pane è, quindi, come una questione di mani”. “Un moltiplicarsi di mani, più che di pane”.

                                             Mons. Antonino Scarcione

sabato 1 agosto 2020

Cerimonia dell'Alza bandiera dei 4 Quartieri, sabato 1 agosto 2020 alle ore 19:00 in piazza generale Villari

Sabato 1 agosto alle ore 19:00 avrà luogo come da consuetudine la cerimonia dell'alza bandiera in piazza generale Litterio Villari da parte dei quattro quartieri storici, Monte Mira, Castellina, Canali e Casalotto.
Per via delle restrizioni legate al coronavirus non vi sarà il corteo che negli anni scorsi vedeva la partecipazione delle varie comparse dei quartieri. I rappresentanti dei Quartieri in piazza Villari daranno vita tra uno squillo di tromba e il rullare dei tamburi alle operazioni che vedranno issare le bandiere sui pennoni che li rimarranno sino a fine agosto.

La RAI al Sant'Ippolito per raccontare il Palio dei Normanni

In anteprima alcuni scatti fotografici della troupe RAI che sabato 1 agosto presso il campo sant'Ippolito ha iniziato a raccontare l'edizione Palio dei Normanni 2020 al tempo della pandemia e comunque tra le pochissime manifestazioni d'ambientazione medievale che quest'anno verranno realizzate in Italia.






Battesimo di Quartiere 9^ edizione verrà ricordato Paolo Roccazzella, già presidente del nobile quartiere Monte Mira


Battesimo di Quartiere 9^ edizione


Calendario festeggiamenti Maria SS. delle Vittorie nell'anno 2020 "della pandemia"







domenica 26 luglio 2020

La Domenica con Gesù, XVII del Tempo Ordinario / A

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“…Salomone disse:…Signore, mio Dio,…concedi al tuo servo un cuore docile, perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male…” 1Re 3,5.7-12 . “Fratelli, noi sappiamo che tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio…” Rm 8,28-30 . 
“Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi…vende tutti i suoi averi e compra quel campo…Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore,…vende tutti i suoi averi e la compra…Ancora, il regno dei cieli e simile a una rete gettata nel mare…i pescatori…raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi…” Mt 13,44-52.

Il dittico della fede. Gesù con due parabole brevi e “lampeggianti” dipinge su uno sfondo d’ oro il dittico della fede. Evoca tesori e perle del nostro rapporto con Dio. Sembra, come afferma E. Ronchi, un linguaggio da romanzi, da pirati e da avventure, da favole o da innamorati, che racconta la fede come una forza vitale, che trasforma la vita, la fa incamminare, correre e perfino volare: annuncia che credere fa bene. Perché la realtà non è solo ciò che si vede: c’ è un di più, raccontato come tesoro. E’ accrescimento, incremento, intensità, eternità e addizione: “La religione equivale a dilatazione” (G. Vannucci ). Siamo avvolti misteriosamente da forze buone: Qualcuno nasconde sotto terra tesori per noi, semina perle nel mare dell’ esistenza. Come afferma G. Ungaretti, “Il cielo prepara oasi ai nomadi d’ amore“.

Trovato il tesoro, l’ uomo va, pieno di gioia, vende tutto e compra quel campo. A questo punto, si mettono in moto la vita e la gioia. Conseguentemente, la visione di un cristianesimo triste, che si innesca nei momenti di crisi, è lontanissima dalla fede solare, che invece, propone Gesù. Dio ha scelto di parlarci con il linguaggio della gioia. Per questo seduce ancora. Vale per il povero bracciante e per l’ avveduto mercante, che gira il mondo, inseguendo il suo sogno. Noi progrediamo nell’ esistenza per una passione, per scoprire tesori: “dov’ è il tuo tesoro, là corre felice il tuo cuore” (Mt ,21). “Procediamo” nella vita attraverso innamoramenti e per la gioia che accendono. “I cercatori di Dio”, contadini o mercanti, non hanno le soluzioni in tasca, le cercano.

Aver fede è un verbo dinamico. Infatti, bisogna alzarsi, muoversi, cercare, proiettarsi, guardare oltre: lavorare il campo, viaggiare, scoprire sempre, interrogare sempre.

In queste due parabole, i termini: tesoro, perla, valore, stupore, gioia sono nomi di Dio. Si rivolgono alla mia fede e mi domandano: ma Dio per te è un tesoro o soltanto un dovere ? E’ una perla o un obbligo ? E sono grato a Colui che mi ha fatto “inciampare” in un tesoro, in molte perle, lungo molte strade. Davvero, incontrare Cristo, come dice il teologo, è stato l’ affare migliore della mia vita !

                                        Mons. Antonino Scarcione

sabato 25 luglio 2020

Realizzato il nuovo banner del nobile Quartiere

E' stato realizzato un nuovo banner con i colori e lo stemma araldico del quartiere, che è stato collocato sulla ringhiera esterna il muro perimetrale del castello Aragonese. 
Va a sostituire quello realizzato qualche anno fa; nel dettaglio dello striscione sono stati riportati e colori del quartiere, il tradizionale stemma araldico e nell'altro estremo un aquila pronta a spiccare il volo.
In basso il logo del Palio dei Normanni e per la prima volta è stato rappresentato il logo stilizzato con il santo patrono del quartiere, San Martino, a ricordo dei nostri antenati i normanni-aleramici, che 1163 vollero la prima chiesa madre dedicata appunto al santo transalpino.


 

domenica 19 luglio 2020

Il Battesimo di Quartiere, IX^ edizione, domenica 2 agosto alle 18,30 in piazza Castello

Il sindaco Cammarata e il presidente Rausa, anno 2018
Il sindaco Cammarata e il presidente Rausa, anno 2018


In città, dopo la pandemia coronavirus che ha cambiato la vita e le abitudini degli italiani, si inizia a preparare qualche evento,  tra queste la manifestazione regina il Palio dei Normanni. Certamente un Palio diverso, che resterà un unicum nella storia perché non avrà il corteo storico, ed i figuranti impegnati dovranno rispettare un protocollo, quello del distanziamento e tante precauzioni. 

Come quartiere, tra le attività propedeutiche al Palio dei Normanni, si darà vita alla nona edizione del “Battesimo di Quartiere”, istituito con apposito regolamento nel 2012.

Nel rispetto delle normative che regolano gli assembramenti, questo avrà come location palazzo Roccazzella, ma non si effettuerà all'interno del grande androne come negli anni precedenti ma innanzi il palazzo, con i partecipanti a debita distanza nella piazza Castello.

Quest'anno, inoltre, non avremo la presenza del padrone di casa, Paolo, recentemente scomparso, che verrà ricordato dalla moglie Sonia Conti e dal presidente Filippo Rausa.  

Un battesimo laico, che ha lo scopo di "sacralizzare" l'appartenenza perpetua al proprio Quartiere, i
n effetti, nei trascorsi decenni i quartieranti si sono sempre posti il problema, ma Quartierante si nasce, oppure si diventa?. 

Quando si pensa al Quartiere immediatamente si parla della sua storia, dei suoi luoghi, della sua gente, delle vicende di ognuno che si confondono in quelle di tutti, ai Palii persi e all'ultimo vinto, dando per scontato di appartenere ad uno dei quattro quartieri storici cittadini.

Negli ultimi decenni i Quartieri con i suoi Comitati legalmente costituiti con Statuto, hanno ulteriormente alimentato lo spirito di appartenenza, infatti oltre all'impegno alle attività che non mancano nel corso dell’anno, la vita dei Quartieri ha raggiunto il suo apice nei mesi estivi con il Palio dei Normanni e la sua Quintana, dando maggiore consistenza al “fenomeno” di appartenenza. 

E’ Quartierante chi nasce nel territorio del quartiere, un po’ come la nazionalità: per cui non è una scelta, ma un dovere ed un diritto, che dura per tutta la vita, anche nel caso in cui cambia casa e si trasferisce nel territorio di un altro quartiere.

Ma quartierante si può anche diventare: chi abita al di fuori dei confini od in un'altra città, può scegliere per simpatia un Quartiere, e partecipare alla sua vita.  

Siena che con le sue Contrade ha fatto scuola, negli anni ’40/50 a seguito di un acuta osservazione sullo spostamento delle famiglie dall'interno dei rioni all'esterno delle mura di città dove si iniziavano a costruire case migliori (un po’ come è successo negli ultimi trent’anni a Piazza), pensò di istituire il battesimo di Contrada per evitare di far smarrire il forte legame del contradaiolo con la contrada, perdendo quel senso di appartenenza al territorio che invece è base dell'istituzione Contrada e del Palio senese.
 Detto ciò è facile dedurre lo spirito con il quale il Consiglio direttivo del nobile quartiere Monte, nell'anno 2012 ha istituito con un proprio regolamento il “Battesimo di Quartiere”, legare con un cerimoniale, misto tra sacro e profano, l’appartenenza al Quartiere.

Il quartiere Monte Mira è tra i quartieri che ha subito più pesantemente il fenomeno della migrazione di quartieranti nelle nuove zone residenziali, quartieranti che sentimentalmente sono rimasti legati al quartiere perché in esso vi hanno trascorso e vissuto parte della loro vita.

Ed è anche a loro, quelli che non nascono e non crescono più nel quartiere che si guarda; tutti, a qualsiasi età, potranno essere protagonisti del “Battesimo di quartiere”: potrà essere impartito ai bambini/e (quale dono fatto al figlio dal genitore), ai ragazzi/e egli adulti quale loro libera scelta.

Per quest'anno, la data stabilita per la cerimonia è Domenica 2 agosto, il tutto alla presenza di alfiere e tamburi, tra il rullo dei tamburi e lo sventolio festoso delle bandiere, il Presidente in qualità di massima autorità e rappresentante del popolo, battezzerà "quartierante a vita", usando l'acqua.

In ricordo verrà consegnato al quartierante una pergamena e il fazzoletto, con i colori del quartiere, giallo listato di nero e bianco, con stampato lo stemma araldico, l’aquila; il fazzoletto andrà poi indossato legandolo al collo.

                                                               

E' salita alla casa del Padre la mamma del Vescovo


Questa mattina il Signore ha chiamato a se la Signora Giovanna, mamma del nostro Eccellentissimo Vescovo. 

Il Presidente, il Consiglio direttivo, gli associati e gli abitanti del Quartiere tutto, in questa triste circostanza partecipano al cordoglio del nostro amato Vescovo Mons. Rosario Gisana, per la dipartita della Sua cara mamma. 

Che il Signore abbia in gloria la Signora Giovanna, le doni il premio dei beati, conforti il cuore del nostro Vescovo e dei suoi familiari in questo difficile e doloroso momento.

Ci stringiamo idealmente a Sua Eccellenza a cui vanno le nostre più sentite condoglianze. 

sabato 18 luglio 2020

La Domenica con Gesù, XVI del Tempo Ordinario / A

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“Non c’ è Dio fuori di te, che abbia cura di tutte le cose, perché tu debba difenderti dall’ accusa di giudice ingiusto. La tua forza infatti è principio della giustizia, e il fatto che sei padrone di tutti, ti rende indulgente con tutti…” Sap 12,13.16-19 . 
“Fratelli, lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza; non sappiamo infatti come pregare in modo conveniente, ma lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili…” Rm 8,26-27. 
“Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo…Mentre tutti dormivano, venne il suo Nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò…” Mt 13,24-43.

Bene e male: il buon seme e le erbe cattive si “disputano” il cuore umano. La nostra prima reazione, di fronte alle erbacce, è identica a quella dei contadini, che dicono al padrone: Vuoi che andiamo a raccogliere la zizzania (=pianta con semi tossici e con effetto narcotico) ? L’ istinto suggerisce di agire proprio così: sradica subito ciò che è in te puerile, sbagliato, immaturo…Strappalo e starai bene e produrrai frutto.

Ma in noi c’ è anche uno sguardo consapevole e adulto, seminato da Dio, che ci dice: non strappate, per ora, le erbacce, perché rischiate di sradicare anche il buon grano. La maturità di una persona non dipende da reazioni immediate, ma da grandi pensieri positivi e da grandi valori buoni.

In realtà, il Signore cosa cerca in me ? La presenza di quella “profezia di pane” , prefigurato nelle spighe. Vediamo che, a questo punto, nel sacro testo, traspare la prospettiva di un Dio seminatore, che guarda al buon grano, che arriverà nel futuro e che fa coincidere l’ uomo, non con i peccati, ma con la bontà e la grazia. Perché io non coincido con i miei difetti. Non sono stato creato ad immagine del Nemico, che di notte ha seminato la zizzania, ma a somiglianza del Padre e del suo pane buono.

Certamente, il vangelo propone, come nostra atmosfera vitale, il respiro della fecondità: grappoli di uva che maturano lentamente al sole, spighe che si “gonfiano” di buon seme e non un utopistico sistema di vita perfetta. Noi siamo al mondo non per essere perfetti, ma fecondi. Il bene è più importante del male, una spiga di buon grano vale molto di più di tutta la zizzania del campo.

La nostra coscienza chiara, illuminata, sincera deve scoprire ciò che di vitale, bello, buono, promettente, Dio continua a seminare in noi e lo cura e custodisce come nostro Eden. Veneriamo le forze di bontà, generosità, tenerezza e accoglienza che Dio ci consegna.

Vedremo, così, che la zizzania scomparirà dal campo.

                                      Mons. Antonino Scarcione

domenica 12 luglio 2020

La Domenica con Gesù, XV del Tempo Ordinario / A

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“…Come la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza avere irrigato la terra…così sarà della mia parola…” Is 55,10-11 . 
“…La creazione geme e soffre le doglie del parto…Anche noi…gemiamo interiormente aspettando l’ adozione a figli…” Rm 8, 18-23 “ . 
“…Il seminatore uscì a seminare…una parte cadde lungo la strada…un’ altra…sul terreno sassoso…un’ altra cadde sui rovi…un’ altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno, chi ha orecchi, ascolti…” Mt 13,1-23.

Vediamo che Gesù, come afferma Enzo Bianchi, non fa discorsi lunghi e complicati. Ma si serve di brevi parabole, che nascono dal tempo trascorso a ripensare gli eventi quotidiani, che egli stesso osserva nella vita reale. La prima parabola è quella che narra del seme caduto sui diversi tipi di terreno. E’ la più importante. Infatti, è una parabola “in atto”. Gesù sta parlando della sua semina della “parola del Regno” proprio in coloro che lo stanno ascoltando sulla riva del lago: sta descrivendo l’ accoglienza o il rifiuto della parola.

Secondo le usanze agricole della Palestina, la semina avveniva prima che il terreno fosse arato: il contadino spargeva il seme, dovunque. Per questo, come afferma il Signore, una parte cade lungo la strada, dove viene divorata dagli uccelli; un’ altra tra i sassi e subito germoglia, ma, allo spuntare del sole, secca per mancanza di radici; un’ altra tra le spine, che la soffocano; un’ altra, infine, sulla terra buona e porta frutto, dove il cento, dove il sessanta, dove il trenta.

Gesù, poi, spiega il significato della parabola. I quattro tipi di terreno sono tutti rappresentati nel nostro unico cuore. Sono, infatti, quattro le possibili risposte alla Parola di Dio. Occorre interiorizzare la Parola, quasi “ruminarla”, altrimenti il maligno la rapisce dal nostro cuore: l’ ascolto superficiale, certamente, non è un vero ascolto. (E’ il seme seminato lungo la strada ). Inoltre, è facile accogliere la Parola con gioia, per breve tempo. (Essa porta frutto per un attimo, come il seme tra i sassi ).

Occorre lottare contro i seducenti idoli mondani ( particolarmente contro l’ accumulo delle ricchezze ). Altrimenti la Parola viene soffocata come il seme dalle spine. Infine, dice Gesù, “il seme seminato nella terra buona è colui che ascolta la Parola e la comprende. Egli produce ora il cento, ora il sessanta, ora il trenta”.

Questo è l’ ascolto “con un cuore bello e buono” (Lc 8,15), che si oppone alla durezza del cuore (Cfr. Dt 10,16). Appare, quindi, opportuno un quotidiano esercizio di ascolto, da non intendersi soltanto come uno sforzo meritorio, bensì, come un predisporre tutto, affinchè la Parola di Dio possa operare in noi.

Infatti, la Parola è sempre efficace e non lascia mai il credente nella situazione di partenza. “Come la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza avere irrigato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare…” (Is 55,10). E’ proprio ciò che accade agli uditori di fronte alla persona di Gesù.

                                    Mons. Antonino Scarcione

lunedì 6 luglio 2020

Addio Ennio Morricone



Ennio Morricone è una di quelle che potremmo chiamare 'leggende viventi' del panorama musicale italiano e mondiale. Autore di oltre 500 colonne sonore, è praticamente il padre e il pioniere della musica per film: quando si accinse a comporre musica per gli spaghetti western degli anni '60, non aveva una orchestra a disposizione, così dovette comporre con pochi strumenti una musica corale e maestosa... Da qui, è praticamente nata tutta la musica 'cinematografica' mondiale... In questa nostra rubrica ritroveremo spesso il nome di questo genio contemporaneo, che non è sbagliato ritenere l'erede dei grandi musicisti italiani d'opera come Verdi, Rossini, Bellini e tanti altri. Più volte in nominations, ha ottenuto un Oscar alla carriera nel 2007, dalle mani di Clint Eastwood, icona dei film western di Sergio Leone, da lui musicati. 

Tratto da Cinefilo Moviebook


Gita turistica a Donnafugata e Punta Secca


L'Aforisma della Settimana


sabato 4 luglio 2020

La Domenica con Gesù, XIV del Tempo Ordinario / A

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“…Esulta grandemente…figlia di Gerusalemme !...A te viene il tuo re…Farà sparire il carro da guerra…annuncerà la pace alle nazioni…” Zc 9,9-10 . 
“Fratelli, voi non siete sotto il dominio della carne, ma dello spirito, dal momento che lo spirito abita in voi…” Rm 8,9.11-13 . 
“…Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli…Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi e io vi darò ristoro…” Mt 11,25-30.

Il vangelo ha appena riferito di un periodo di insuccessi e tira una brutta aria: Giovanni è stato arrestato, Gesù è stato contestato duramente dai rappresentanti del tempio, i villaggi attorno al lago, dopo l’ iniziale entusiasmo, si sono allontanati. A questo punto, in realtà, pur in quell’ aria di sconfitta, si apre, davanti a Gesù, un capovolgimento improvviso, che lo riempie di gioia, evidenziata dalle parole: “Padre, ti benedico, ti rendo lode, ti ringrazio, perché ti sei rivelato ai piccoli. Cioè, i pescatori, i poveri, i malati, le vedove, i bambini e i pubblicani, i preferii da Dio.

Gesù non se l’ aspettava e si stupisce: la meraviglia lo invade. Scopre ed evidenzia il modo di agire di Dio nel profondo del cuore dell’ uomo. E, poi, le famose parole: “Hai rivelato queste cose ai piccoli. Ma, esattamente, di quali cose si tratta ? Un piccolo, ad esempio un bambino, capisce subito l’ essenziale: Cioè, se gli vuoi bene o no. Questo è il segreto della vita. Non ce ne sono altri, più profondi.

I piccoli, i peccatori, gli ultimi, “le periferie del mondo”, come ripete giustamente Papa Francesco, hanno capito che Gesù ha portato la “rivoluzione della tenerezza”. “Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi e io vi darò ristoro”. Vediamo che Dio si pone accanto a chi non ce la fa e porta quel “pane d’ amore di cui ha bisogno ogni persona”.

Ogni cuore può essere stanco. Ed ecco le bellissime parole: “Venite, vi darò ristoro”. Non dice: vi presenterò un nuovo catechismo, oppure altre regole. Ma il conforto del vivere. “Il mio giogo è dolce e il mio peso è leggero”: parole che risuonano come musica. Sono “la buona notizia”.

In questo modo, Gesù “cancella” la vecchia immagine di Dio. Egli, cioè, non è un dito accusatore, puntato contro di noi. Bensì, due braccia aperte all’ accoglienza. Egli, come ottimamente afferma E. Ronchi, “è venuto a rendere leggera e fresca la religione” e a darci le ali di una fede che libera: il Signore è un liberatore e quindi è amato dai piccoli e dagli oppressi della terra. E dice ancora: imparate de me, dal mio modo di amare, delicato e indomito.

Dal lui apprendiamo l’ alfabeto della vita.

                                      Mons. Antonino Scarcione

venerdì 3 luglio 2020

5G l'esaustivo intervento dell'Ing, Carlo Tornetta


Di seguito riportiamo la puntata "Piazza In Diretta" del 02 luglio 2020 con l'intervento dell'Ing. Carlo TORNETTA che fa chiarezza sul 5G e sgombera ogni possibile paura determinata dall'ignoranza, dalla malafede e dalla stupidità delle persone pronte ad incutere paura e preoccupazione al prossimo.

Un servizio che merita di essere visto dall'inizio alla fine, ascoltando  le esaustive dichiarazioni di un competente esperto qual'è l'ingegnere Carlo Tornetta.