martedì 30 marzo 2021
Pasqua 2021, realizzato il Calvario nell'area esterna del castello Aragonese
Dopo lo stop forzato dello scorso anno, dovuto alla pandemia, il nobile quartiere Monte Mira, seppure, ancora oggi, con le limitazioni del caso, ripropone la realizzazione del Calvario sul costone esterno del giardino del castello Aragonese (visibile da via Floresta e piazza Castello), "la Croce" simbolo sacro e importante dei cristiani nel mondo.
Una iniziativa che conta 10 edizioni e che puntualmente viene realizzata dagli indomiti soci del comitato di quartiere, che negli ultimi anni si avvalgono della preziosa collaborazione del neo proprietario del Castello, Giancarlo Scicolone, che con grande spirito di collaborazione e altruismo, mette a disposizione di spazi dell' antico maniero.
Abbiamo voluto con questo segno rendere partecipi tutti i quartieranti, i cittadini, affinché la visione delle croci poste in un luogo diverso dalla Chiesa, ci ricordi sempre che per noi cristiani la croce costituisce:
• un ricordo della passione, morte e risurrezione di Gesù;
• un monito dell'invito evangelico ad imitare Gesù in tutto e per tutto, accettando pazientemente anche la sofferenza.
Un grazie ai soci, che si sono adoperati, in ordine alfabetico:Tony Amato, Totò Di Dio, Concetto Favella, Filippo Purrazza , Filippo Rausa.
lunedì 29 marzo 2021
sabato 27 marzo 2021
Ora legale: orologi avanti di un'ora nella notte tra il 28 e il 29 marzo
Torna l'ora legale. Domenica 28 marzo 2021, alle 2 del mattino, dovremo spostare in avanti le lancette degli orologi di un'ora, passando direttamente alle ore 3:00. Dormiremo un'ora in meno, ma avremo anche un'ora di luce in più giornate finalmente più lunghe. Il nuovo orario durerà fino a domenica 31 ottobre.
LA DOMENICA CON GESU', DELLE PALME / B
……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale
“Il Signore Dio mi ha dato una lingua da discepolo, perchè io sappia indirizzare una parola allo sfiduciato…” Is 50,4-7 .
“Cristo Gesù, pur essendo nella condizione di Dio,...svuotò sé stesso assumendo una condizione di servo…” Fil 2,6-11 .
“…In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà…Prendete, questo è il mio corpo…Poi prese un calice…e disse loro: Questo è il mio sangue dell’ alleanza, che è versato per molti…Il centurione…vedendolo spirare in quel modo, disse: Davvero quest’ uomo era figlio di Dio !...” Mc 15,1-39.
LA MORTE DI GESU’ IN CROCE: UN GESTO DI AMORE PERFETTO VERSO GLI UOMINI.
L’ ingresso di Gesù a Gerusalemme, come afferma Ermes Ronchi, non è soltanto un accadimento storico. Siamo di fronte ad “una trappola d’ amore”, perché la città lo accolga, perché anche noi lo accogliamo. La risposta al Suo “corteggiamento” è la nostra fede in Lui. Egli viene come un Re mendicante, come un Potente umile, che non si impone, ma, semplicemente, si propone: Dio viene, in questo mondo, nella nostra casa. Viene ancora, viaggiatore dei millenni. E’ alle porte.
La Settimana Santa scandisce i giorni: essi ci vengono incontro. Ciascuno con segni, simboli e luce. In questa settimana, l’ anno liturgico “rallenta i suoi ritmi temporali” e ci consente di seguire i movimenti di Gesù, quasi, ora per ora. La cosa migliore che possiamo fare è quella di “stare con Lui”. Come afferma D. Bonheffer: “Uomini e donne vanno a Dio nella loro sofferenza, piangono per aiuto, chiedono pane e conforto. Così fanno tutti, proprio tutti. I cristiani, invece, stanno vicini a Dio nella sua sofferenza”. Stanno vicini a un Dio, che sulla croce, non è più l’ “Onnipotente”, il salvagente nei nostri naufragi, ma è Colui che, con le braccia aperte sulla croce, abbraccia tutti, l’ Onni-amante che naufraga nella tempesta perfetta dell’ amore per noi.
Vediamo che la passione di Cristo si consuma ancora, “in diretta”, nelle infinite croci del mondo, dove noi possiamo stare accanto ai crocifissi della storia, lasciarci ferire dalle loro ferite, provare dolore per il dolore della terra, patire e portare conforto. Certo, la croce disorienta, ma se persistiamo a restarle accanto come le pie donne, a guardarla come ha fatto il centurione, non capiremo tutto, ma una cosa,sì, la capiremo: in quella morte c’ è “il primo vagito di un mondo nuovo”.
Cosa ha visto mai il centurione, per pronunciare, lui pagano, il primo atto di fede cristiano: “Davvero quest’ uomo era Figlio di Dio ! ”. Ha visto un Dio che ama gli uomini e muore per loro. La fede cristiana poggia sulla cosa più bella del mondo: un atto d’ amore perfetto. Un Dio che dà la propria vita per gli uomini, anche per coloro che gli danno la morte.
Il suo potere consiste nel servire gli altri, anzicchè nell’ asservirli; nel vincere la violenza, non con una violenza maggiore, ma prendendola su di sé. La croce è l’ immagine più pura, più alta, più bella che Dio ha dato di sé stesso. “Per sapere chi sia Dio , debbo solo inginocchiarmi ai piedi della Croce” (Karl Rahner ).
Mons. Antonino Scarcione
venerdì 26 marzo 2021
Giorno 30 e 31 Marzo alle ore 18:30, in Cattedrale, riflessioni del Vescovo in preparazione alla S. Pasqua
Mi è particolarmente gradito comunicare che S.E. il Vescovo, Mons. Rosario Gisana, il 30 e il 31 Marzo c.m., alle Ore 18:30, in Cattedrale, detterà delle brevi riflessioni in preparazione alla S. Pasqua. Le tematiche riguarderanno il credente e la preghiera. In particolare:
Martedì 30, verrà presentata la prima parte del “Pater Noster”;
Mercoledì 31, la seconda parte del “Pater Noster”.
Si rappresenta, infine, che, anche grazie agli ampi spazi offerti dal sacro tempio, saranno rigorosamente rispettate le distanze sociali e l'uso delle mascherine.
Con viva cordialità.
Mons. Antonino Scarcione
mercoledì 24 marzo 2021
Proposta rifacimento pavimentazione delle principali vie del Centro Storico, nel nobile quartiere Monte Mira.
Di seguito la proposta di rifacimento pavimentazione delle principali vie del Centro Storico, nel nobile quartiere Monte Mira.
Al Sindaco della città di Piazza Armerina
avv. Nino Cammarata
All’Assessore ai Lavori Pubblici
Epifanio Di Salvo
LORO SEDI
Piazza Armerina, 21.03.2021
| via Cavour |
Lo scrivente, Filippo Rausa, presidente del nobile quartiere Monte Mira, facendo seguito ad un deliberato dell’Assemblea dei Soci del quartiere, con la presente rende noto alle SS.LL. che la pavimentazione delle principali arterie del Centro Storico risulta obsoleta e non più funzionale al continuo flusso veicolare e pedonale, e per cui necessità una riqualificazione.
Le principali vie Cavour, Monte, Crocifisso, Crescimanno, Vittorio Emanuele II sono costituite da materiale lapideo, composto esclusivamente da basole di pietra lavica dell’Etna, poste in opera certamente nella prima metà del secolo scorso.
Se in quegl’anni, questa pietra lavica venne usata per ammodernare il manto stradale della Città, prima di allora costituito da pietra arenaria locale e ciottoli di fiume; negli ultimi decenni tale pavimentazione risulta essere obsoleta e non più funzionale per le migliaia di automobili che giornalmente vi transitano e per i pedoni.
| via Monte |
A causa delle irregolarità che presentano dette vie, è un continuo disagio percorrerle giornalmente, poiché risultano essere molto rumorose, non confortevoli per i viaggiatori, incidendo anche e soprattutto drasticamente sull’assetto strutturale delle automobili che in maniera costante riportano problemi e seri danni agli ammortizzatori, alle gomme e a tutte quelle componenti che assemblano un veicolo.
Infatti, chi abita in centro storico paradossalmente è penalizzato, in quanto spessissimo e costretto a dovere ricorrere alle varie e diverse officine specializzate per i costanti problemi causati dalla disgraziata pavimentazione, con danni ai veicoli che incidono nel bilancio familiare.
Detto ciò, è naturale porre in essere la problematica della riqualificazione della pavimentazione del Centro Storico, che ha nostro avviso si rende necessaria e prioritaria sia per le motivazioni sopra esposte, che per il diffuso degrado dei materiali lapidei che compongono l’assetto viario, oggetto di puntuali interventi di risistemazione delle carreggiate, che incidono nel bilancio comunale.
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| Aidone, piazza Cultreri |
Pertanto, con la presente proposta, si invitano le SS.LL. a prendere in seria considerazione l’avvio di un programma progettuale di interventi di adeguamento della rete stradale del Centro Storico, con la predisposizione di progetti finalizzati a partecipare ai bandi che puntualmente vengono proposti dagli enti nazionali e della comunità europea.
Infine, sarebbe opportuno riprendere il discorso del recupero della piazza Generale Giunta, la quale è pavimentata con mattonelle di asfalto e in ampie parti per via del distacco di queste, risulta asfaltata e con visibili avvallamenti.
Detta piazza, già attenzionata con progetto decenni fa (il gioco della storia), vide sfumare l’intervento in quanto le somme previste furono spostate per il completamento della piazza Umberto I, all’epoca pavimentata anch’essa con mattonelle d’asfalto.
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| Adrano, corso Garibaldi |
Naturalmente, affermare che in ambito urbano queste pavimentazioni nulla hanno a che vedere con il contesto architettonico ed urbanistico medievale della Città e superfluo.
A tal fine certo di un Vostro cortese riscontro, e della Vostra sensibilità, che non è venuta meno da quando la Vostra Amministrazione si è insediata, Vi porgo cordiali saluti.
Il Presidente
Filippo Rausa
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| Catania, via Etnea |
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| Caltanissetta, corso Vittorio Emanuele |
lunedì 22 marzo 2021
domenica 21 marzo 2021
LA DOMENICA CON GESU', V^ DI QUARESIMA / B
……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale
“,,,Questa sarà l’ alleanza che concluderò con la casa d’ Israele…Porrò la mia legge dentro di loro, la scriverò sul loro cuore…Io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo…” Ger 31,31-34 .
“Cristo…Pur essendo Figlio, imparò l’ obbedienza…e, reso perfetto, divenne causa di salvezza per tutti coloro che gli obbediscono “ Eb 5,7-9 .
“…Gesù rispose loro:…Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto…Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna…” Gv 12,20-33.
“Vogliamo vedere Gesù”: Questa, la domanda, antica e sempre nuova, dell’ uomo in cerca Dio… La risposta del Signore ci chiede di osservare attentamente la realtà. Egli afferma: se volete capire il messaggio, osservate attentamente il chicco di grano. Cercate, altresì, la risposta nella croce, sintesi estrema del Vangelo: “Se il chicco di grano non muore, rimane solo. Se muore produce molto frutto”. Ecco, una delle frasi più celebri e difficili del Vangelo. Ma, se ascoltiamo la lezione del chicco, se lo osserviamo, vediamo che il nucleo, da cui germoglia la spiga, è il germe e il grembo, che lo avvolge, è il suo nutrimento.
In realtà, il chicco è come un “forziere”, che lentamente si apre. Nella madre terra avviene un “travaglio” meraviglioso, una donazione continua, una donazione di sé: la terra dona i suoi elementi minerali, il chicco invece offre al germe sé stesso in nutrimento, proprio come una madre offre il suo seno al bambino. E quando il chicco ha dato tutto, il germe si lancia verso l’ alto. Allora, il chicco muore, nel senso che la vita è trasformata in una forma più evoluta e potente.
Come afferma opportunamente il pensatore cinese, Lao Tze: “Quello che il bruco chiama fine del mondo, tutti gli altri chiamano farfalla”. Essa non striscia più, vola. Notiamo che il verbo più importante, che regge la parabola del seme, è: “produce frutto” . Sappiamo bene che “la gloria di Dio non è la morte, ma la fecondità, e il suo innesco è il dono di sé. Quindi, la chiave di volta, che regge il mondo, dal chicco a Cristo, non è la vittoria del più forte, ma il dono.
Il secondo elemento portante del Vangelo è la croce. Per sapere chi sia Dio, dice Karl Rahner, debbo solo “inginocchiarmi ai piedi della croce”. Gesù, un chicco di grano che si consuma e germoglia; una croce, dove si respira la resurrezione. Indimenticabile la frase di D. Bonhoeffer, grande uomo di Dio, morto nel campo di concentramento nazista: “La croce non ci fu data per capirla, ma per aggrapparci ad essa”.
Anch’ io, dice Ermes Ronchi, “attratto da qualcosa che non capisco, ma che mi seduce e rassicura, mi aggrappo alla sua croce, cammino con Lui, in eterno morente nei suoi fratelli, in eterno risorgente. Sulla croce l’ arte divina di amare si offre alla contemplazione cosmica”.
Mons. Antonino Scarcione
venerdì 19 marzo 2021
Restituiamo la piazza Garibaldi ai piazzesi...
L'amministrazione comunale presenta alla città il progetto della nuova piazza Garibaldi, ai tanti che parlano che vogliono la piazza com'era prima, mostro loro questa foto e chiedo: ma di quale piazza stanno parlando?.
Della piazza di cui alcuni si riempiono la bocca, altro non era che un posteggio con spartitraffico centrale. Dell'antica piazza era rimasto soltanto il nome.
La piazza Garibaldi finalmente sarà restituita ai piazzesi con un intervento di recupero e valorizzazione, così come nel 2013 proposto dal nobile quartiere all'Amministrazione dell'epoca.
Correva l'anno 2013 all'orquanto il Consiglio direttivo del nobile quartiere Monte Mira, proponeva all'Amministrazione Nigrelli il rifacimento di piazza Garibaldi, per restituirgli quella dignità che negli anni 50/60 era stata volutamente rimossa, per fare posto ad un becero parcheggio.
Ad onor del vero, noi rispolveravamo un'idea progettuale dell'allora Ing. Paola Di Vita, assessore con l'amministrazione Prestifilippo, ma di cui nulla si era più saputo.
Nel 2014, precisamente il 28 ottobre, la consigliera comunale Laura Saffila, presentava una proposta all'Amministrazione Miroddi, di seguito il link, con la quale chiedeva la riqualificazione urbana della suddetta piazza Garibaldi. Peraltro detta proposta veniva discussa nel Consiglio Comunale dell'epoca con un voto unanime sulla bontà dell'iniziativa con richiesta di essere inserito tra le priorità del piano triennale delle opere pubbliche da realizzare.
Detto ciò, il Consiglio Direttivo del nobile quartiere Monte Mira, nel condividere l'idea progettuale ribadisce e ringrazia l'Amministrazione Cammarata per avere portato avanti la riqualificazione della piazza, che prossimamente sarà a misura di uomo e non di automobili.
In un'ottica di riqualificazione e valorizzazione della Città, che va dal quartiere Casalotto alla Castellina, attraversando il centro storico nella sua pienezza, verrà restituita alla Città e ai cittadini uno spazio dal grande valore simbolico e culturale.
Verranno raddoppiati gli attuali parcheggi e gli spazi a servizio delle attività commerciali, restituendo alla piazza ordine e decoro, offrendo a chi verrà la possibilità di muoversi e godere in piena sicurezza degli angoli più belli della città.
Oggetto di intervento anche il marciapiedi di via Marconi che verrà allargato per consentire ai pedoni di transitare in tutta sicurezza.
Tavolata di San Giuseppe, continua lo stillicidio degli eventi smorzati dalla pandemia.
Oggi è San Giuseppe, ma per le strade di Piazza Armerina non si respira un’aria di festa. L’emergenza sanitaria provocata dalla diffusione del Coronavirus ha inciso in maniera pesante su tutti gli eventi che in passato hanno caratterizzato questa giornata.
Le restrizioni imposte per frenare la diffusione dei contagi hanno provocato per il secondo anno consecutivo, l’annullamento della tradizionale Tavolata di San Giuseppe, che nel 2019 era giunta alla sua 15^ edizione.
martedì 16 marzo 2021
lunedì 15 marzo 2021
domenica 14 marzo 2021
LA DOMENICA CON GESU', IV^ DI QUARESIMA / B
……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale
“…I capi di Giuda…e il popolo moltiplicarono le loro infedeltà, imitando in tutto gli abomini degli altri popoli, e contaminarono il tempio…Il Signore suscitò lo spirito di Ciro, re di Persia: il Signore, Dio del cielo…mi ha incaricato di costruirgli un tempio a Gerusalemme…” 2 Cr 36,14-16.19-23 .
“…Per grazia…siete salvati mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio…” Ef 2,4-10 .
“…Gesù disse a Nicodemo: Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’ uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna…” Gv 3, 14-21.
LA PAROLA DI GESU’ TRASFORMA, CONVERTE E SALVA. Dopo la scena dirompente, del tutto inusuale, di Gesù che scaccia i mercanti dal tempio, adesso, in questa pagina del vangelo di Giovanni si passa, come afferma Ermes Ronchi, ad “un vangelo intimo” : il protagonista è Nicodemo, importante personaggio, che ha una grande stima di Gesù e vuole capire di più. Ma non volendosi compromettere, si reca dal Signore di notte.
Ecco una prima sorpresa: Gesù rispetta la paura di Nicodemo, ma lo trasforma in un uomo coraggioso, in colui che, il venerdì santo, si prenderà cura del corpo di Gesù crocifisso. Proprio così, tutti i coraggiosi fuggono, mentre colui, che appariva un pavido, va sotto la croce, portando trenta chili di aloe e mirra, una quantità enorme, quasi per un’ eccesso di affetto e gratitudine. Notiamo che Gesù trasforma l’ uomo e propone un nuovo itinerario formativo.
I tradizionali direttori spirituali prospettavano l’ alternativa: coraggio o viltà, coerenza o incoerenza, resistenza o debolezza, perfezione o errore. Gesù, invece, mostra una terza via: il rispetto, la fiducia e l’ accoglienza del neofita. Questa via consiste nel credere nel cammino dell’ uomo, nel puntare sulla verità umile del primo passo, più che sul raggiungimento della meta lontana.
Notiamo che, in quel dialogo notturno, Gesù comunica, con poche parole, l’ essenziale della fede.: “Dio ha tanto amato il mondo da mandare il Figlio Unigenito”. E’ una certezza centrale: “Dio è l’ amante che ci salva”. Parole decisive, da fissare bene in noi stessi. Bisogna “nascere dall’ alto”, afferma Gesù. Anche noi, quindi, potremo finalmente nascere ad una vita più alta e più grande e guardare al significato dell’ esistenza da un nuovo punto di osservazione, per “scoprire” ciò che è effimero e ciò che è, invece, eterno. Quello che nasce dallo Spirito è Spirito. E anche la notte si illumina. Perché chi è nato dallo Spirito è Spirito.
Mons. Antonino Scarcione
giovedì 11 marzo 2021
L' Ufficio Diocesano per l' Ecumenismo è in lutto: è venuta a mancare la Signora Laura, moglie di Bruno Aronica, componente dell' Ufficio.
Piano Fedele Clarco,1
Curia Vescovile
Piazza Armerina
Care Amiche / Cari mici,
Con grande tristezza comunico che è mancata all’affetto del marito Bruno Aronica, dei suoi familiari e di tutti noi, componenti dell’ Ufficio per l’ Ecumenismo, la gentile Signora Laura.
La ricordiamo con sincera stima e affetto. Uniamoci in preghiera, per suffragarne l’ anima benedetta.
Le esequie verranno celebrate nella Cattedrale di Piazza Armerina, oggi, 11 marzo c.a, alle ore 15.30.
Con viva cordialità, Don Antonino Scarcione
martedì 9 marzo 2021
lunedì 8 marzo 2021
domenica 7 marzo 2021
LA DOMENICA CON GESU', III^ DI QUARESIMA / B
……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale
“…Io sono il Signore tuo Dio…Non avrai altri dei di fronte a me…Sei giorni lavorerai…ma il settimo giorno è il sabato…non farai alcun lavoro…Onora tuo padre e tua madre…” Es 20,1-7 .
“Fratelli, mentre i Giudei chiedono segni e i Greci cercano sapienza, noi invece annunciamo Cristo crocifisso…” 1 Cor 1,22-25 .
“…Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e…i cambiamonete…Fece una frusta…e scacciò tutti fuori del tempio…Gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi…e…disse: portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato !...” Gv 2,13-26.
IL NUOVO TEMPIO E’ GESU’. L’ energica espulsione dei mercanti dal tempio è rimasta bene incisa nella memoria dei discepoli. Essa, infatti, viene riportata da tutti e quattro gli evangelisti. Sorprende ed emoziona, anche adesso, scoprire, in Gesù, la tenerezza di una donna innamorata e il coraggio di un eroe. Gesù entra nel tempio: ciò che farà e dirà è di fondamentale importanza. E’ un elemento essenziale per capire chi sia veramente Dio. Trova i venditori di pecore, buoi e mercanti e li caccia fuori. Ai venditori di colombe, invece, rivolge la parola: la colomba era l’ offerta dei poveri, egli riserva come un riguardo verso di loro. Getta a terra il denaro, il dio denaro, l’ idolo insediato nel tempio, come l’ eterno vitello d’ oro. Non fate della casa del Padre mio un mercato.
Ci chiediamo, quale sia la vera casa del Padre: è una casa di pietra ? Certamente no. “La casa di Dio siamo noi… “( Eb 3,6 ). Quindi, la parola di Gesù, come afferma E. Ronchi, si riferisce a noi. Egli afferma: Non fate mercato della persona ! . Non comprate e non vendete la vita. Voi, che comprate i poveri, i migranti, per un paio di sandali o un operaio per pochi euro. Se togliamo la libertà, se lasciamo morire la speranza, dissacriamo e profaniamo le persone, vero tabernacolo di Dio. C’ è in ognuno un tavolino di cambiamonete, quasi per trattare con Dio: io ti dò preghiere, sacrifici e offerte, tu in cambio mi assicuri salute e benessere, per me e per i miei. Ecco una fede da bottegai, che usano col Signore la scadente e decadente regola del baratto.
Noi sappiamo bene che “ l’ amore, se è vero, non si compra. Così, l’ affetto di una madre non lo potremo mai comprare. Da lei siamo ri-partoriti, ogni giorno, di nuovo” . Un padre non si deve placare con offerte o sacrifici di animali.
Il gesto di espulsione dei mercanti dal tempio con la frusta sembra di non avere conseguenze immediate, ma sappiamo bene che è profetico. Chi volesse pagare l’ amore, andrebbe contro la stessa natura dell’ amore. Esso si caratterizza, di per sé, per la sua gratuità. Quando i profeti parlavano di mercimonio, si riferivano a questo tipo di culto, offensivo verso Dio. Come se il fedele volesse “gestire” Dio, così: io ti dò preghiere e sacrifici e tu mi dai sicurezza e salute. L’ amore non si compra, non si mendica, non s’ impone, né si finge.
Se il Signore entrasse nel tempio della nostra persona, che cosa ci chiederebbe di rovesciare a terra, tra i nostri piccoli “idoli”, come fece con i tavoli dei mercanti del tempio ? Ci chiederebbe di buttare via tutto il superfluo.
Mons. Antonino Scarcione
lunedì 1 marzo 2021
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