"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)



Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

sabato 1 marzo 2025

LA DOMENICA CON GESU', VIII DEL TEMPO ORDINARIO / C

   …… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“Quando si scuote un setaccio restano i rifiuti; così quando un uomo discute, ne appaiono i difetti…Non lodare nessuno prima che abbia parlato…” Sir 27,4-7. NV 27,5-8 . 
“…Quando questo corpo corruttibile si sarà vestito d’ incorruttibilità e questo corpo mortale d’ immortalità, si compirà la parola della scrittura: Dov’ è, o morte, la tua vittoria ?...” 1 Cor 15,54-58 . 
“…Può forse un cieco guidare un altro cieco ? Non cadranno tutti e due in un fosso ?...Perchè guardi la pagliuzza che è nell’ occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio ?...Ipocrita ! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’ occhio del tuo fratello…” Lc 6,39-45.

“DOPO GLI ENUNCIATI ESORTATIVI (L’ AMORE AI NEMICI E LA MISERICORDIA), LUCA INTRODUCE UNA SERIE DI DETTI METAFORICI. IL PRIMO DETTO ENUNCIA L’ IMPOSSIBILITA’ DI UN CIECO DI “GUIDARE” UN ALTRO CIECO. LA METAFORA CONDUCE ALLA COMUNITA’ CRISTIANA DOVE GLI ANZIANI SONO CHIAMATI A INSEGNARE AI GIOVANI E AI CATECUMENI (METAFORICAMENTE “CIECHI” O “IPOVEDENT”) LA SALVEZZA IN CRISTO”.

Il messaggio che il vangelo di questa domenica ci propone è costituito da una metafora che incisivamente rappresenta una verità profonda. Ivo Seghedoni, che noi seguiamo in questa breve riflessione, afferma: “Come non esiste l’ albero cattivo, non esistono uomini e donne buoni o cattivi: tutti nasciamo buoni, ma liberi di scegliere, tra verità e menzogna, giustizia e iniquità”. ( Servizio della Parola n. 564, pag. 198). La bontà la possiamo apprendere. Possiamo scegliere, se depositare e custodire nel cuore il bene e il male.

Per questo il primo di tutti i comandamenti è: “Ascolta, Israele”, per crescere come albero buono, per capire, per cambiare, per portare frutto. Il primo comandamento non è “amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza…Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Questo grande comandamento è anticipato dalla parola “semà”, ascolta.

Solo chi ascolta impara. Coltiva il cuore. Chi non ascolta produce frutti cattivi e conduce la propria vita al disastro, come un cieco che guida un altro cieco.

Ma che cosa significa ascoltare ?

Sappiamo che la vita cristiana ha un proprio fondamento nell’ ascolto. Essere cristiani significa essere discepoli dell’ unico maestro e imparare da lui, per interiorizzare la mitezza e l’ umiltà del cuore che sono suoi propri. Eppure, tra tutte le competenze che cerchiamo di assumere, l’ ascolto non sembra in cima ai nostri pensieri. Dobbiamo, quindi, compiere una notevole conversione, per identificarci in questa forma di cristianesimo: il cristianesimo dell’ ascolto. Gesù ci dice, quale sia il cuore della vita cristiana: “Beati coloro che ascoltano e osservano la parola di Dio” (Lc 11,28) e ci richiama il problema centrale della fede: “Fate attenzione a come ascoltate” (Lc 8,18). Se “la fede nasce dall’ ascolto (Rm 10.17), la nostra disponibilità all’ ascolto della Parola è il segnale della verità del nostro amore per Lui.

Il maggior lavoro, richiesto dall’ amore, è l’ attenzione. Quando amiamo qualcuno, gli concediamo la nostra attenzione, ci occupiamo di lui. La forma più importante dell’ attenzione è, certamente, l’ ascolto. Noi dedichiamo all’ ascolto molto tempo, che per buona parte è sprecato, perché quasi sempre ascoltiamo con scarsa attenzione.

Credo che ascoltiamo la parola di Dio con la stessa distrazione. Ci sono cinque modi di ascoltare ( o di non farlo, pur fingendo di farlo !), secondo lo studioso, M. Scott Peck. Basta osservare in che modo i grandi si relazionano ai bambini:Chiudere la bocca al bambino. In molte famiglie vige la legge: I bambini si devono vedere, ma non si devono sentire, 24 ore su 24.
Lasciarli parlare quanto vogliono, ma di non ascoltarli. Il bambino in questo caso non interagisce con l’ adulto, ma parla letteralmente al muro.
Fingere di ascoltare il bambino, continuando a fare le proprie faccende, buttando lì un ”ma davvero” o un “già già”.
L’ ascolto selettivo. Un modo attento di fingere di ascoltare, aguzzando le orecchie appena il bambino dice qualcosa di interessante, nella speranza di riuscire a separare facilmente la zizzania dal grano buono.
Il quinto sistema è naturalmente quello di ascoltare il bambino con la massima attenzione, senza perdere una parola.

Ciascuno di noi può riportare gli esempi di ascolto dei nostri bambini a come noi ascoltiamo Dio che parla, tanto nelle Scritture, come nella vita. Da come ascoltiamo o non ascoltiamo dipende ciò che uscirà dal nostro cuore .

Quale sarà il nostro valore nel ragionare o nel discutere ? Che cosa traboccherà dal nostro agire, quando si tratta di giudicare o correggere il fratello o la sorella ? Dipende da ciò che, ascoltando, abbiamo raccolto nel cuore.

                                                    Mons. Antonio Scarcione

mercoledì 26 febbraio 2025

Il Carro allegorico del Nobile quartiere Monte Mira, 27 febbraio 2025



Dopo una pausa di cinque anni, Piazza Armerina è tornata a celebrare il Carnevale, un evento che, pur non essendo una tradizione radicata, coinvolge attivamente le scuole e i quartieri della città. Quest'anno, i giovani del quartiere Monte Mira hanno superato le aspettative con un carro allegorico straordinario: un gigante di cioccolato, un M&M's - Smarties. 
La realizzazione di questa opera, ha trasformato il cortile della sede del quartiere in un vivace cantiere a cielo aperto, ha richiesto un mese di intenso lavoro e ha visto la partecipazione entusiasta di persone di tutte le fasce d'età.
I lavori coordinati dal vice presidente Concetto Favella e dal responsabile musici Moreno Purrazza, hanno coinvolto tanti soci che con passione ed altruismo hanno dedicato intere giornate per la realizzazione del carro allegorico.
Un grazie a tutti coloro che si sono adoperati e per quanti sono stati di supporto, al gruppo in maschera, in particolare a Veruska Denaro, Justine Azzolina, Giuseppe e Renzo Lagati, Jessica Libro, Ketty Puglisi e Filippo Nobile, Franco Lentini, Filippo Purrazza, Filippo Aloi, Osvaldo Zitelli, Michele Favella, Asia Lavore, Andrea Galletta, Danilo Bonifacio, Filippo Cavolo, Alexander Fuardo, Ambra Lavore, Salvatore Cifalù, Valentina Pecora, Cristel La Delia, Lina Favella, Simone Grillo, Siria La Delia, Maria Favella, Martina Larganà, Manuel Favella, Andrea Rovetto, Eliana

Un ringraziamento agli sponsor che ci hanno sostenuto nell'impresa...










sabato 22 febbraio 2025

LA DOMENICA CON GESU', VI DEL TEMPO ORDINARIO / C

   …… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“…Maledetto l’uomo che confida nell’ uomo…Sarà come un tamerisco nella steppa…Benedetto l’uomo che confida nel Signore…E’come un albero piantato lungo un corso d’ acqua…Non teme quando viene il caldo…” Ger 17,5-8 . 
“…Se Cristo non è risorto, vana è la vostra fede…Invece, Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti”. 1 Cor 15,20-26 . 
“…C’ era gran folla…da tutta la Giudea, da Gerusalemme, e dal litorale di Tiro e di Sidone. Ed egli…diceva: Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio…Beati voi, quando gli uomini vi odieranno…a causa del Figlio dell’ uomo…Ma guai a voi, ricchi, perché avete già ricevuto la vostra consolazione…Lc 6, 20-26.

"E’ EVIDENTE CHE GESU’, IN QUESTO PASSO DEL VANGELO, PARLA A COLORO CHE LIBERAMENTE, ASSUMONO, COME PARADIGMA, LA POVERTA’. L’ INTENTO DEL MAESTRO E’ QUELLO DI AIUTARE I SUOI INTERLOCUTORI A COMPRENDRE, COL CUORE E CON LA MENTE, CHE PER ESSERE FELICI BISOGNA CONDIVIDERE. SI’, PERCHE’, EVANGELICAMENTE, NON SI PUO’ ESSERE FELICI DA SOLI. PURTROPPO, A DUEMILA ANNI DALLA VENUTA DEL MESSIA, DOBBIAMO PRENDERE ATTO CHE IL MONDO GLOBALIZZATO E’ SEGNATO DALLE DISEGUAGLIANZE.

OGGI, MENO DELL’ 1% DELLA POPOLAZIONE MONDIALE, POSSIEDE UNA RICCHEZZA SUPERIORE AL RESTANTE 99%".

Come, opportunamente, afferma Samuele Riva nel suo commento, che noi seguiamo, la liturgia, oggi, ci propone la lettura e meditazione del discorso-manifesto della morale secondo Cristo, che Matteo chiama “della montagna” e Luca, invece, chiama “della pianura”, perché la pianura si presta meglio all’ impresa grandiosa dell’evangelizzazione, l’annunzio del Vangelo fino agli estremi confini della terra (Cfr. Servizio della Parola n. 564, pag. 158 e ss.).

Siamo chiamati come chiesa all’ ascolto di quanto il Signore proclama, sia che collimi sia che contrasti con i nostri gusti e desideri. Perché le beatitudini ed i guai proclamati da Gesù Cristo tracciano la carta d’ identità del cristiano.

Per accogliere il messaggio di beatitudine e di guaio, la liturgia ci propone Geremia, che denunzia il principale peccato umano, causa ed origine di tutti gli altri: l’ idolatria. Rifiutare, cioè, Dio, per sostituirlo con cose o persone. Si tratta di scegliere liberamente, individualmente e comunitariamente, tra vita-deserto inospitale o vita-giardino lussureggiante e fruttuoso.

Il Signore accompagna le beatitudini con i relativi ed opposti guai, anzi, ha vissuto, sulla sua pelle, le beatitudini e i guai e, da Lui, le beatitudini e i guai si sono allargati a cerchi concentrici su coloro che hanno creduto ed abbracciato la sua proposta di vita. Anche il regno del dolore, addirittura, viene trasformato in regno dell’ amore e della salvezza, e quindi in beatitudine.

Gesù Cristo, crocifisso e risorto, è la beatitudine per chiunque è afflitto dai guai della vita, Gesù Cristo è il modello e riferimento per ogni ricerca di felicità e di beatitudine: Dio, esperto nel trasformare il male in bene, la tristezza in gioia, la tenebra in luce, la sofferenza in salvezza, la morte in vita. Nella povertà e miseria, Gesù si è fidato e affidato al Padre, che gli ha fatto sperimentare la beatitudine della resurrezione. Così il discepolo, oggetto di odio, di emarginazione, di insulto e disprezzo, vive una tale identificazione al Signore Gesù Cristo, da partecipare alla sua Passione, morte e risurrezione.

Ma ben altri sono i guai della vita, le sciagure che ci possono aggredire: la ricchezza che diviene prigione del cuore e della vita, la sazietà che confonde e distoglie dai veri beni della vita. Evidentemente, questi discorsi non si possono inquadrar nella logica umana, ma nel progetto e nello stile sapiente ed amorevole di Dio, che non si serve di sofismi, ma dell’ amore.

Del resto, se Cristo non è risorto, ci ricorda Paolo, ogni ragionamento o proposta evangelica collassano su sé stessi.

E’ solo la Pasqua la ragione e la forza che mantiene in vita qualsiasi proposta evangelica.

Ogni domenica, saggiamente, la chiesa fa risuonare il kerygma (l’annuncio): “Cristo è risorto”.

                                          Mons. Antonio Scarcione

mercoledì 19 febbraio 2025

E' tornato alla casa del Padre, Massimo Rausa

Con profondo dolore annunciamo la scomparsa del nostro caro Massimo, strappato alla vita troppo presto. Figura esemplare del nostro quartiere, pioniere del gruppo musici Rullanti di Plutia del Palio dei Normanni, il suo ricordo rimarrà vivo nei nostri cuori. Ci stringiamo alla famiglia, alla moglie, ai figli, e al fratello, il nostro presidente Filippo.

Di seguito, tratti dai social, alcuni messaggi di cordoglio. 


È tempo che io vada, ricordo con affetto questi vent'anni passati insieme, durante i quali vi ho consegnato i vostri pacchi.
Come in una commedia, il mondo è un palcoscenico, e noi tutti siamo attori, la mia parte, anche se in anticipo è finita, è giunto il momento di congedarmi, come un attore che lascia il palcoscenico...

                                   Massimo Rausa






                                                           
Testata giornalistica: Piazza in Diretta 

UN GALOPPANTE MALE INCURABILE STRAPPA AI SUOI AFFETTI MASSIMO RAUSA. AVEVA 54 ANNI. TUTTA LA COMUNITÀ PIAZZESE RICORDA, ATTONITA E COMMOSSA, IL SUO SVENTURATO CONCITTADINO. LE ESEQUIE IN CATTEDRALE VENERDÌ 21 ALLE 15.30.
di Ranieri Luca Ferrara.

Ho scelto due foto modello. Modello umano. Di un uomo che era un esempio, innamorato della vita, cordiale, umile, onesto, operoso e infaticabile. Era felice Massimo Rausa. Appena ad ottobre scorso, aveva coronato il suo sogno. Con la donna della sua vita, l'amata moglie Sonia aveva inaugurato la sua attività commerciale. Vent'anni di porta a porta, casa per casa a consegnare a tutti i piazzesi pacchi e scatoloni, sorridente, affabile e cordiale ad ogni ora del giorno, tutti i giorni. Poi la grande novità, la sua nuova e colorata bottega di spedizioniere in via Benedetto La Vaccara. Allegra, colorata, assai frequentata, dietro il banco Massimo e Sonia accoglievano tutti. Rovistando i cassetti della mia memoria, un biennio balza alla mia mente. Correva l'anno 1999, corso prematrimoniale insieme, con mons. Scarcione. Appena un anno prima, era il 1998, la sua esperienza in azienda, scelto da mio padre ed inserito al reparto officina e produzione, dodici mesi di intensa formazione professionale, con i Piani d'inserimento lavorativi della regione Sicilia.

Il Palio nel cuore, storico musicante della kermesse rievocativa estiva, grande lavoratore, buon padre di famiglia, devoto sposo. Le ultime settimane trascorse all'Umberto I di Enna, unito spiritualmente alla moglie ed ai figli, vegliato dal fratello Filippo. Ha lottato, leoninamente, fino alla fine. Voleva difendere con le unghia e con i denti la sua ancor giovane vita. Dallo strappo di una sorte maledetta e crudele. Il suo post di commiato su Facebook è un testamento morale, un inno alla vita, un uscita di scena silenziosa ma assordante. Un saluto beffardo che sorride alla morte, la ridimensiona, la accarezza in attesa dell'ultimo respiro. I post che lo ricordano hanno invaso le bacheche di tanti piazzesi che hanno vissuto accanto a Massimo, avendone apprezzato le qualità umane, morali e civili. Era un uomo semplice e così, semplicemente, ci ha lasciato. Alla famiglia tutta, al fratello Filippo, giungano le mie accorate condoglianze e l'abbraccio della redazione di PiazzainDiretta.

Ciao massimo.
Triste e il giorno perché
un amico di tutti e andato via
Un amico un padre un fratello
Nel cielo non vi sono strade Ne muri
Cammini in un viale infinito d'amore
Continuerai a percorrere le strade dei cuori
Non suoneriai più alle nostre porte
Per le consegne
Ma dal cielo ci guarderai
Sarai per sempre il corriere di nostro signore.

Roberto Lavuri



Nino Cammarata Sindaco

Ci stringiamo attorno alla famiglia Rausa esprimendo il cordoglio dell'Amministrazione comunale per la prematura perdita di Massimo. Lo ricorderemo sempre come infaticabile lavoratore e affettuoso padre e marito, che siamo certi continuerà a vegliare su Sonia e i ragazzi. Che la terra ti sia lieve, caro Massimo.

                                                       

Dino Vullo Coordinatore del Palio dei Normanni

Se ne va una persona perbene, se ne va un grande lavoratore, se ne va uno dei primi musici del nostro Palio dei Normanni, se ne va un amico di tutti, sempre pronto a rendersi utile con il sorriso sulle labbra.
Il Coordinamento del Palio dei Normanni, si stringe al dolore della famiglia tutta, della moglie e dei figli, del fratello Filippo Rausa e di tutti i loro cari.
Ciao Massimo

                                                        
Tele Nicosia

Massimo Rausa era una persona stimata e benvoluta a Piazza Armerina da tutti coloro che lo conoscevano.
Per questo verrà ricordato sempre con grande affetto.
La Redazione di TeleNicosia esprime le più sentite condoglianze alla famiglia (con un abbraccio particolare al fratello Filippo Rausa) e a tutti coloro che gli volevano bene.



Carissimi amici e concittadini,
con il cuore colmo di gratitudine desideriamo esprimere la nostra più profonda riconoscenza per la straordinaria e commovente partecipazione popolare al funerale del nostro caro amato Massimo, un tributo che testimonia l'affetto e la stima che Massimo ha saputo conquistare nel corso della sua vita.
Un ringraziamento speciale va agli amati compari Antonio e Tiziana e a tutti i cari amici di Massimo e Sonia, che hanno dimostrato una vicinanza e un affetto toccante durante i giorni del ricovero in ospedale. Inoltre al caro Amico d'infanzia Salvatore Speciale, la vostra preziosa vicinanza è stata un faro di luce in un momento buio.
Ringraziamo di cuore il parroco della Cattedrale don Alessio Aira, Mons Antonio Antonino Scarcione, il Vicario Generale, Mons Nino Rivoli, per le parole di conforto e la toccante cerimonia funebre. L'Associazione dei Tamburi di Plutia per il loro commovente omaggio, il nobile quartiere Monte Mira e l'Armata dei Musici e sbandieratrici, il Magistrato dei Quartieri, il Borgo San Giovanni, l'agenzia Enel di Piazza Armerina, il Sovrano Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme, Cavalieri di Malta, per la loro partecipazione sentita e rispettosa.
Un sentito ringraziamento va anche alla Scuola IIS.Leonardo Da Vinci e la 5^c bio; alle testate giornalistiche Piazza In Diretta e Tele Nicosia , che hanno dato voce al nostro dolore, al Sindaco e a tutti coloro che attraverso i social media hanno espresso il loro cordoglio, stringendosi alla nostra famiglia in questo momento di lutto.
Inoltre, alle attività commerciali dell'isolato di via Benedetto La Vaccara e tutti gli amici che Massimo frequentava presso i saloni da barba di Alessio Alberghina e Guido Giunta.
Un ringraziamento speciale, di cuore va all'Associazione Nucleo Volontari Protezione Civile di Piazza Armerina, ai medici dell'ospedale Chiello di Piazza Armerina, all'intera equipe dell'ospedale Umberto I di Enna: reparto medicina interna, Oncologia, i medici, gli infermieri, il personale OSA e OSS. La loro professionalità, la loro competenza e la loro umanità sono state un conforto prezioso in questa tristissima circostanza.
La vostra presenza e il vostro sostegno ci hanno dato la forza di affrontare questa tragica perdita di Massimo che all'età di 54 anni torna alla casa del Padre.
Grazie di cuore a tutti per aver onorato la memoria del nostro caro Massimo."

sabato 8 febbraio 2025

LA DOMENICA CON GESU', V DEL TEMPO ORDINARIO / C

   …… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“…Io sono perduto, perché un uomo dalle labbra impure io sono e in mezzo a un popolo dalle labbra impure io abito…Uno dei serafini…teneva in mano un carbone ardente…mi toccò la bocca e disse:…Questo ha toccato le tue labbra, perciò è scomparsa la tua colpa…” Is 6,1-2a.3-8 . 
“…Cristo morì per i nostri peccati…fu sepolto…è risorto il terzo giorno…” 1 Cor 15,1-11 . 
“…Disse a Simone: Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca…Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla…Ma sulla tua parola getterò le reti…E presero una quantità enorme di pesci…Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: Signore, allontanati da me, perché sono un peccatore…” Lc 5,1-11.

“IL TESTO DI LUCA (LC 5,1-11) SINTETIZZA TRE EVENTI: A) L’ INSEGNAMENTO DI GESU’; B) LA PESCA ABBONDANTE; C) LA VOCAZIONE DI PIETRO E DEI PRIMI DISCEPOLI. GESU’ E’ PROPOSTO COME FIGURA DIVINA.PIETRO COME PROTOTIPO DEL DISCEPOLO. LA PAROLA DI GESU’ E’ IL MOTORE DEL RACCONTO FINO ALL’ APICE DELLA NARRAZIONE, CHE DEFINISCE LO STATUTO DEL PESCATORE-APOSTOLO: D’ ORA IN POI SARAI ANIMATORE DI VITA”.

Ci sembra di vederli quei poveri pescatori. Essi, come afferma Luigi Verdi, che noi seguiamo nel suo breve commento, “con aria afflitta e delusa, dopo una notte di fatica inutile,… lavano quelle reti che non sono servite a niente”. Essi certamente guardano quel giovane Maestro, che li prega di poter salire sulla barca. Cosa avrà detto Gesù, seduto su quella barca, alla folla ? E come risuonano quelle parole nei cuori stanchi e sfiniti di Simone e soci ? Ce lo immaginiamo il sorrisetto di Pietro nell’ ascoltare il racconto di pecore e lievito, uccelli del cielo e fiori dei campi. La realtà per lui e compagni è in quelle reti vuote, nella fatica sprecata in quella notte. Non è Egli il figlio del falegname ? Cosa ne può sapere della pesca?

Vuole forse insegnare a loro il mestiere del pescatore ? E poi pescare di giorno ? E’, casomai, di notte che abboccano i pesci ! Pietro, “Prendi il largo”…Impara ad andare oltre i fallimenti e gli scoraggiamenti. Prendi il largo con me…andremo insieme a scoprire cosa ci sia un po’ più in là. Ora, la barca, piena di pesci, quasi affonda.

Sulla tua parola, Signore, getterò le reti. Anche se non ci capisco più niente. Ma sento che di Te mi posso fidare, anche se mi chiedi, come in questo caso, l’ impossibile.

Pietro, tra sé e sé, dice: quasi mi vengono le lacrime. Non tanto nel vedere la barca piena di pesci, ma perché percepisco che Tu hai azzerato le distanze tra il mare e il cielo, tra fallimento e vittoria, tra peccato e perdono.

“Ci tufferemo insieme”, Signore. Vedo che le barche sono troppo piccole in questo mare immenso di donne e uomini stanchi. E le reti non bastano. Signore, noi faremo tutto “sulla Tua Parola”.

                                        Mons. Antonio Scarcione

sabato 1 febbraio 2025

LA DOMENICA CON GESU', PRESENTAZIONE DI GESU' AL TEMPIO

   …… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“GESU’ E’ IL MESSIA PREANNUNCIATO DAI PROFETI. EGLI E’ IL FIGLIO DI DIO CHE ENTRA NEL TEMPIO, CASA DEL PADRE, PER RISTABILIRE L’ AUTENTICO CULTO DI DIO E, IN QUALITA’ DI PORTATORE DELLA “GRAZIA” DIVINA, LIBERA I POPOLI DALLA SCHIAVITU’ DEL PECCATO E DELLA MORTE”.

La Festa della Presentazione fa parte del mistero del Natale. Seguiamo la riflessione di Roberto Laurita, studioso dei sacri testi (Cfr. Servizio della Parola n.564 pag.115). Vediamo che Gesù, alla nascita, è presentato ai pastori e ai Magi. Adesso, invece, viene riconosciuto dal popolo dell’ alleanza, personificato da Simeone ad Anna. A noi, oggi, viene chiesto di accoglierlo.

Nella narrazione dell’ evento, Simeone occupa, accanto ai genitori, un posto centrale. Appartiene agli uomini giusti e pii, che attendono il Messia. Simeone prende il bambino tra le braccia ed intona un canto di ringraziamento, ispirato al libro di Isaia.

Egli riconosce in lui la luce che rischiara le nazioni pagane. Simeone è, giustamente, definito “uomo dell’ attesa”. Non sappiamo niente di lui, se non che aveva vissuto per questo incontro. Così, proprio lui, è diventato l’ umile testimone dell’ attesa del Cristo. Anche a noi, oggi, viene chiesto di essere portatori di speranza.

In mezzo alla perdita del senso di Dio, di punti di riferimento etici e
spirituali, lo Spirito ci svela che Cristo agisce nel cuore del mondo.

Siamo disposti a vivere e ad agire con questa certezza ?

“Simeone, uomo di fede”. Egli certamente ha uno sguardo acuto. Il Salvatore gli viene incontro con i tratti di un bambino: povero tra i poveri. Ci chiediamo, come abbia potuto riconoscere Gesù . Certamente la fede ha rischiarato i suoi occhi di anziano.

Simeone è un’ icona del “credente”, che sa ascoltare Dio e sa cogliere i segni dello Spirito.

Noi che oggi riconosciamo il Salvatore nell’ umile segno del pane e del vino, noi che li prendiamo tra le nostre mani, siamo chiamati a benedire il Signore. La nostra missione è proclamata, con la parola e con la vita, che Gesù è venuto per tutti noi.

                                            Mons. Antonio Scarcione

sabato 25 gennaio 2025

LA DOMENICA CON GESU', III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO / C

   …… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

AL CENTRO DI QUESTA LITURGIA C’ E’ LA PAROLA DI DIO. QUESTA PAROLA, PROCLAMATA E ASCOLTATA DAL POPOLO EBRAICO, SI COMPIE IN CRISTO. EGLI E’ IL VERBO ETERNO DEL PADRE, LA PAROLA FATTA CARNE, ATTRAVERSO LA QUALE IL PADRE HA RIVELATO SE’ STESSO. A NAZARET INFATTI GESU’ APRE IL LIBRO DI “ISAIA”, LEGGE IL PASSO CHE RIGUARDA LA SUA MISSIONE E LO APPLICA A SE’.

“Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’ unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista…e proclamare l’ anno di grazia del Signore…Oggi si è compiuta questa scrittura che voi avete ascoltato”.

Un “oggi” che è per sempre, un “oggi” che non diventa ieri- come opportunamente afferma Luigi Verdi, che noi seguiamo nella sua formidabile riflessione-il ricordo di un qualcosa avvenuta lontano nel tempo, ma che ricomincia sempre, come un incepparsi del calendario, come un orologio che non fa scorrere le lancette.

L’“Oggi”, che leggiamo nel Vangelo, scritto 2.000 anni fa, è veramente oggi: è l’ oggi della mia vita. E’ l’ oggi di Zaccheo. Gesù gli dice: “Scendi subito, perché, oggi, devo fermarmi a casa tua”. E’ l’ oggi del dacci, oggi, il nostro pane quotidiano, ed ha, a volte, il sapore amaro dell’ oggi, “tu mi tradirai”, detto da Gesù a Pietro.

Quando Dio entra nella storia, lo fa per sempre. Perché l’ amore non si stanca mai. A questo punto, vediamo che Gesù non spiega il brano di Isaia, che ha appena letto. Perché il programma è quello. Alle parole succedono i fatti, la Parola diventa gesto concreto: per gli afflitti e i poveri oggi, proprio oggi, inizia un tempo nuovo.

Gesù comincia dalle periferie della terra, da chi non ce la fa più: con Lui gli ultimi saranno i primi, le prostitute precederanno i giusti nel regno dei cieli. Le novantanove pecore saranno abbandonate per amore di quella che si è perduta. C’ è proprio un capovolgimento delle logiche razionali. Con Lui servono altri occhi, capaci d’ intravedere il germoglio sotto la neve, la primavera nel cuore dell’ inverno, l’ infinito nel finito.

I tuoi occhi , Gesù, vedono oltre. Per te ognuno di noi è un piccolo infinito, degno di essere guardato, accarezzato, amato, e diventa il figlio prediletto. La pecorella portata tra le braccia: piano, per non farle del male.

Per tutti noi poveri, prigionieri, ciechi, oppressi è questa speranza che si compie. Anche nel buio, nelle nostre debolezze, nelle fatiche e nei nostri sogni.

                                  Mons. Antonio Scarcione

martedì 7 gennaio 2025

Un corteo di Magi e il volo della Befana incantano Piazza Armerina – VIDEO


Il 6 gennaio, Piazza Armerina ha celebrato l’Epifania del Signore con una serie di eventi, che hanno coinvolto la città, organizzati grazie all’impegno del Nobile Quartiere Monte Mira e con la collaborazione di diverse realtà locali e che hanno rappresentato un importante momento di aggregazione e di valorizzazione delle tradizioni.

Il corteo dei Magi, in splendidi costumi storici, ha sfilato fino alla capanna del Bambinello allestita presso la suggestiva cornice della Piazza del Castello Aragonese.

Qui, il parroco della Cattedrale di Piazza Armerina, don Alessio Aira, ha impartito la benedizione ai presenti, sottolineando il significato spirituale della giornata. Ad accompagnare l’evento, le melodie natalizie della banda musicale locale, che hanno creato un’atmosfera calorosa e gioiosa.

Il momento più atteso dai più piccoli è stato l’arrivo della Befana, che tra lo stupore del pubblico ha preso il volo dalla torre del Castello Aragonese, regalando un momento di magia e tanti sorrisi. La Befana ha poi distribuito dolci e caramelle ai bambini presenti, contribuendo a rendere la giornata ancora più indimenticabile.

A concludere le celebrazioni, lo spettacolo di giochi pirotecnici che ha illuminato il cielo, chiudendo in bellezza la giornata ricca di emozioni e partecipazione.

Maria Teresa La Via


martedì 31 dicembre 2024

AUGURI 2025


Non sappiamo se il 2025 sarà migliore del 2024, ma quello che possiamo assicurarvi è che faremo del nostro meglio per dare un contributo positivo al nostro Quartiere, alla nostra Città.


Il Presidente, il Consiglio Direttivo, Augurano a tutti, che il nuovo anno porti pace, amore e serenità per affrontare le sfide quotidiane. Un pensiero speciale a chi vive momenti di difficoltà: che il 2025 realizzi aspirazioni e porti un lavoro dignitoso per tutti.

sabato 21 dicembre 2024

Da 29 anni consecutivi la consuetudine di realizzare la capanna di Gesù bambino in piazza Castello


Anche quest'anno i soci del nobile quartiere Monte Mira, hanno realizzato, con tanta passione ed amore la classica capanna di Gesù bambino nella grande aiuola di piazza Castello, ai piedi dell'imponente castello Aragonese, con un effetto scenografico non indifferente.

Il gruppo dirigente del nobile quartiere non ha voluto fare mancare la costruzione della capanna di Gesù bambino, simbolo del santo Natale, che quest'anno taglia i suoi 29 anni di vita, infatti, correva l'anno 1995 allorquando il Comitato di Quartiere si cimentò nel realizzare il simbolo del Natale, la capanna di Gesù bambino. Un vero e proprio record di longevità da riportare negli annali di vita del Comitato di quartiere.

La scelta di questo luogo non a caso, l’ambientazione suggestiva, il castello medievale è infatti il simbolo del “potere” che porta intatto il sapore del tempo passato, l’umilissima capanna ai piedi del maniero evoca che Gesù è nato in una capanna povera, spoglia, riscaldato da due animali e la sua collocazione in questo luogo vuole richiamare l’attenzione di tutti piazzesi, spesso e volentieri distratti e in preda al galoppante consumismo.

L'augurio è che tutti coloro che passano da li, non guardino solo l’aspetto esteriore della capanna, ma colgano il messaggio di Salvezza e di Amore che Dio ci ha lasciato.

Filippo Rausa


Di seguito alcuni scatti fotografici