lunedì 29 maggio 2017
In nobile quartiere Monte Mira in festa, celebrazioni del doppio Anniversario.
Sabato giorno 10 giugno 2017 il nobile quartiere Monte Mira festeggia un doppio anniversario, la celebrazione del suo ventesimo anno dalla "Costituzione con atto notarile" e i suoi 34 anni dalla "Fondazione", infatti il Comitato nasce nel 1983, con la denominazione "Comitato Quartiere Monte".
Di seguito, in anteprima pubblichiamo la locandina dell'invito
domenica 28 maggio 2017
La Domenica con Gesù, Ascensione del Signore/A
……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale.
Testi: “ Tra non molti giorni sarete battezzati in Spirito Santo” At 1,1-11 .
“Lo fece sedere alla sua destra nei cieli” Ef 1,17-23 .
“Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” Mt 28,16-20.
La Festa dell’ Ascensione si presta facilmente a far costruire “montature immaginarie” su Dio e sull’altra vita.
Esse sarebbero, però,“rappresentazioni”, frutto della nostra immaginazione. Queste idee non sono altro che “proiezioni” umane, che noi ci costruiamo, sulle realtà divine, che ovviamente non conosciamo e non possiamo conoscere.
La Resurrezione e l’ Ascensione sono soltanto due modi di dire la stessa cosa. Infatti, si tratta di un unico avvenimento, presentato didatticamente in due momenti. La Chiesa lo celebra in due giorni diversi, a distanza di 40 giorni, perché il numero 40 indicava, anticamente, “pienezza” o “totalità”.
Questa Festa, umanamente parlando, ci vuole comunicare il grande messaggio di un povero ed umile lavoratore, Gesù di Nazareth, che, grazie alla sua vita coerente e fedele al disegno di Dio, consegue la gloria. Spende il meglio il meglio di sé; la sua lotta ed il suo impegno sono, per rendere questo mondo più abitabile e meno sgradevole. Il Risorto e asceso al cielo è proprio quell’ umile e semplice Gesu’, così umano e profondamente sensibile; colui che ci ha tracciato il cammino della gloria e dell’ ascesa, fino al conseguimento delle nostre aspirazioni più profonde e nobili.
Ecco il significato dell’ Ascensione: Gesù aveva detto che i suoi discepoli avrebbero visto il “collegamento” del cielo con la terra, biblicamente evocato dall’ immagine della scala di Giacobbe (Gv 1-51). E’ la scala, mediante la quale salgono e scendono i messaggeri di Dio, la comunicazione di Dio con gli uomini. Tale scala è Gesù, la vita di Gesù, la sequela di Gesù. E’ proprio questa l’ immagine plastica, che ci lascia la Festa dell’ Ascensione del Signore.
Mons. Antonino Scarcione
venerdì 26 maggio 2017
Siciliani biondi e con gli occhi azzurri … come mai?
Navigando su internet mi sono imbatto su questo articolo tratto da: cosamipassaperlatesta.myblog.it che parla sul perché molti Siciliani sono biondi e con gli occhi azzurri, inoltre l'articolo per meglio far capire i fatti descrive le vicende attraverso il nostro Palio dei Normanni… Di seguito l'articolo.
Tutti sappiamo che lo stereotipo del siciliano medio è quello di una
persona dal fisico asciutto, scura di carnagione, con occhi e capelli
scuri. Considerato il fatto che il Sud dell’Italia è stato territorio di
conquista arabo, va da se che questo stereotipo non è poi tanto lontano
dalla realtà. Ma … come mai in Sicilia le persone bionde, alte e con
gli occhi azzurri non sono affatto una rarità? Come mai in Sicilia c’ è
un Palio che si chiama il ”Palio dei Normanni”? La più grande
rappresentazione in costume che si svolge nel Sud dell’Italia – con
circa 600 figuranti – di un fatto storico accaduto circa mille anni fa.

Sicilia, dura tre giorni e finisce il 14 agosto. La manifestazione ha le sue origini tra la fine del 1600 e gli inizi del 1700 quando, le allora ”dodici confraternite” della città, organizzarono, per la prima volta, un corteo storico in occasione dei festeggiamenti in onore della Madonna ”Maria Santissima delle Vittorie”.
Nell’anno 1060 la Sicilia era sotto il dominio Arabo e i Normanni
sbarcarono a Messina – grazie anche all’appoggio dell’emiro arabo di
Siracusa che, essendo in lite con gli altri emiri di Sicilia – in
particolare con il cognato signore di Castrogiovanni – promise ad
Altavilla il suo appoggio contro i musulmani in Sicilia.
Ma … cosa ci facevano i normanni in Italia e come ci erano arrivati?
Dunque vediamo di sintetizzare, i Normanni (o uomini del nord) o
Vichinghi (uomini della baia, vik) erano popolazioni scandinave formate
da diversi gruppi etnici. Tra di loro c’era di tutto, dai mercanti ai
navigatori, dai predoni ai guerrieri. Spinti probabilmente dall’aumento
della popolazione e dal bisogno di terre, cominciarono la loro
espansione sia per vie marittime che per quelle terrestri. I primi a
uscire dai loro confini diretti in Francia, Scozia, Irlanda,
Inghilterra, Islanda e Groenlandia furono i Norvegesi. Gli Svedesi,
conosciuti col nome di Vareghi o Rus, si spinsero fino al mar Baltico,
al mar Caspio e al mar Nero dove occuparono città e fondarono principati
tra cui il più noto fu quello di Kiev, o Regno di Rus, da cui prese il
nome l’attuale Russia. I Danesi crearono basi in Francia, lungo la Loira
e la Senna, da dove partivano per le loro scorrerie. A partire dal nono
secolo molti Danesi diedero vita a insediamenti stabili e si
convertirono al Cristianesimo.
Nel Ducato di Normandia, concesso in feudo da Carlo il Semplice al
capo normanno Rollone nel 911 si svilupparono, in seguito alla perdita
di potere dell’impero Bizantino prima e dei carolingi poi, le
istituzioni feudali che si sarebbero poi diffuse in Europa.
Gruppi di guerrieri mercenari normanni si trasferirono nell’ Italia
meridionale all’inizio del decimo secolo per mettersi al servizio: dei
Bizantini, delle città loro avversarie, dei duchi longobardi … insomma
purché pagassero bene erano disposti, da bravi mercenari, a combattere
per tutti.
Nel 1030 un capo normanno appartenente alla famiglia degli Hauteville
(Altavilla) ottenne dal duca di Napoli per cui aveva combattuto, la
signoria di Aversa, a cui si aggiunse sempre per meriti di guerra,
quella di Gaeta.

combattuto e vinto contro le truppe pontificie dell’Italia centrale nel 1053. Questo fatto aveva messo a serio rischio l’autorità del papa, sia come capo della chiesa cristiana, sia come re dello Stato Pontificio. Ma … dopo averlo vinto e preso in ostaggio, lo lasciarono libero a patto che egli riconoscesse tutte le conquiste Normanne del Sud Italia, compresa quella futura della Sicilia.
Naturalmente il papa non se lo fece ripetere due volte e in cambio
della libertà e del suo Stato Pontificio fu disposto a riconoscere tutto
quello che i normanni chiedevano.
In questo modo i Normanni non solo potevano conquistare terre
italiane ma si facevano anche paladini della cristianità , prima cosa
per aver risparmiato la vita al papa e poi giustificando le loro mire
espansionistiche con il pretesto di liberare la Sicilia dagli infedeli
saraceni.
Una battaglia famosa contro gli arabi fu quella combattuta sulle
colline di Cerami vicine alla Cittadina di Piazza Armerina, dove,
secondo la leggenda, i normanni vinsero grazie all’aiuto divino (una
specie di prima crociata insomma) e il conte normanno Ruggero
d’Altavilla inviò al Papa in segno di riconoscenza una parte del
bottino di guerra e quattro cammelli.
Quest’ultimo, per ricambiare la gentilezza concesse l’ ”indulgenza papale” al Conte e gli donò una bandiera con le insegne papali, che raffigurava la Madonna con Gesù Bambino e che pare accompagnò il Conte durante le sue future battaglie, e vittorie, in Sicilia. Per questo motivo questa raffigurazione della Madonna venne ribattezzata ”Maria Santissima delle Vittorie”. Oggi è patrona della città di Piazza Armerina e Il palio si tiene sia in ricordo della battaglia vinta sia in onore della Madonna delle Vittorie.
Quest’ultimo, per ricambiare la gentilezza concesse l’ ”indulgenza papale” al Conte e gli donò una bandiera con le insegne papali, che raffigurava la Madonna con Gesù Bambino e che pare accompagnò il Conte durante le sue future battaglie, e vittorie, in Sicilia. Per questo motivo questa raffigurazione della Madonna venne ribattezzata ”Maria Santissima delle Vittorie”. Oggi è patrona della città di Piazza Armerina e Il palio si tiene sia in ricordo della battaglia vinta sia in onore della Madonna delle Vittorie.
L’afflusso di popolazione nordica in Sicilia in paesi come: Piazza
Armerina, Aidoni, Nicosia, Sperlinga, San Fratello, ha fatto sì che si
sviluppasse in queste zone della Sicilia una parlata molto diversa da
quella del resto dell’isola, con suoni francofoni tanto da formare una
vera e propria lingua, il cosiddetto dialetto gallo-italico che
sopravvive ancora oggi tra le viuzze medievali di questi meravigliosi
paesini appunto detti lombardo-siculi. Nomi di battesimo come Ruggero,
Guglielmo, Tancredi sono di origine Normanna mentre Enrico, Federico,
Manfredi sono di origine Sveva.

come pura contrazione linguistica dell’aggettivo longobardo, derivato dall’antico germanico Langbärte latinizzato in Langobardi. Nel medioevo questo termine era usato per indicare gli abitanti di tutta l’Italia Settentrionale nord-occidentale, un territorio molto più vasto dell’attuale regione Lombardia e che che comprendeva, oltre alla Lombardia anche Piemonte, Liguria, Emilia e Romagna.
Pubblicato da Elena il 20 maggio 2015
mercoledì 24 maggio 2017
lunedì 22 maggio 2017
Festa di Santa Rita

SANTA RITA da CASCIA
La Santa avvocata dei casi impossibili
Santa Rita è una delle Sante più amate ed è oggetto di una straordinaria devozione popolare perché è molto amata dal popolo che la sente molto vicina per la "normalità" dell'esistenza quotidiana da Lei vissuta, prima come sposa e madre, poi come vedova e infine come monaca agostiniana.
A Santa Rita la vita non le risparmiò nulla:
Giovanissima fu data in sposa ad un uomo iroso e brutale col quale ebbe due figli, tuttavia con il suo tenero amore e passione riuscì a trasformare il carattere del marito e a renderlo più docile.
Il marito fu assassinato e nel giro di poco tempo anche i figli lo seguirono nella tomba.
Ella però non si abbandonò al dolore, alla disperazione, al rancore o al desiderio della vendetta, anzi riuscì in modo eroico a sublimare il suo dolore attraverso il perdono degli assassini del marito. Si adoperò instancabilmente per riappacificare la famiglia del marito con gli assassini, interrompendo cosi la spirale di odio che si era creata.
Entrò in convento e lì visse gli ultimi 40 anni di vita in assidua contemplazione, penitenza e preghiera, completamente dedita al Signore.
Santa Rita, 15 anni prima di morire, ricevette la singolare "spina" di quella piaga che le si stampò dolorosa sulla fronte, che incessantemente le procurò i terribili dolori e le sofferenze inaudite della coronazione di spine.
La vita
domenica 21 maggio 2017
Aperta ufficialmente l'edizione n°62 del Palio dei Normanni con la Mostra dei Palli vinti
In una affollata sala del Circolo di Cultura di Palazzo di Città, alla presenza del Sindaco Filippo Miroddi, dell'Assessore Carmelo Gagliano, del Coordinatore del Palio, Stefano Di Dio, e dei presidenti dei quartieri, Filippo Rausa (Monte Mira), Massimo Di Seri (Castellina), Salvatore Arena (Canali), è stata inaugurata la Mostra dei Palii vinti dai Quartieri nel corso dell'ultimo ventennio, e con essa si è dato inizio ufficialmente alle celebrazioni che porteranno alla 62^ edizione della più antica manifestazione del meridione d'Italia, il Palio dei Normanni che avrà luogo a Piazza Armerina dal 12 al 14 agosto, prossimo venturo.

La mostra come da calendario sarà aperta tutti i giorni dalle 9:00 alle 12:00 e dalle 16:00 alle 19:00, fino a domenica 28 maggio.
Nel corso della presentazione è stato ribadito che questa vuole essere la prima di una serie di iniziative propedeutiche il Palio, per coinvolgere ulteriormente i quartieranti e la comunità cittadina tutta.
sabato 20 maggio 2017
La Domenica con Gesù, VI di Pasqua /A
……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale.
A questo punto, ci chiediamo quali siano i comandamenti, a cui, in questo caso, alluda Gesù ? Non sono le Dieci Parole del Sinai, né i comandi o i consigli dettati nei tre anni della vita pubblica. Le disposizioni da osservare sono, invece, i gesti che riassumono la sua vita, che lo contraddistinguono e scolpiscono la sua identità: Gesù che va in cerca della pecora perduta, dei pubblicani e delle prostitute, che ama per primo e senza aspettarsi di essere ricambiato.
Testi: “E vi fu grande gioia in quella città” At 8,5-8.14-17 .
“Cristo è morto una volta per sempre” I Pt 3,15-18 .
“Non vi lascerò orfani, verrò da voi” Gv 14,15-21
La prima parola del Vangelo odierno è: “se”. Se mi amate. Vediamo che si tratta di un punto di partenza incredibilmente libero, umile, fragile, fiducioso e paziente. Questo rilievo viene fatto, opportunamente, dal teologo E.Ronchi. Lo seguiremo nella sua breve meditazione. Gesù non dice: “dovete” amarmi. Dalle sue parole non affiora assolutamente nessuna forma di costrizione. Puoi aderire o rifiutare liberamente. Ma, se mi ami, diventerai come me, quasi il prolungamento dei miei gesti, l’ eco delle mie parole.
In questo passo del Vangelo di Giovanni, per la prima volta, Gesù chiede di essere amato. Finora aveva detto: Amerai Dio, amerai il prossimo, vi amerete gli uni gli altri, ora aggiunge se stesso. Si fa “mendicante” di amore. Ma amarlo è “pericoloso”. Infatti il brano riporta sette versetti, nei quali per sette volte Gesù ribadisce un sogno: unirsi a me, abitare in noi. Con parole che dicono unione, compagnia, incontro, intimità. Io, quindi, posso diventare come Lui, acquisire un “sapore” di cielo, di libertà, di mitezza, di pace, di forza, di nemici perdonati, di tavole imbandite e di buone relazioni, che sono la vera bellezza della vita.

Egli si cinge di un asciugamano, lava i piedi degli apostoli, spezza il pane e dopo la resurrezione, nel giardino, dove c’ era il sepolcro, trema insieme al tremante cuore della sua amica(“donna perché piangi”?), che sulla spiaggia prepara il pesce sulla brace per i suoi amici, mentre nelle sue mani “arde” ancora il foro dei chiodi della crocifissione.
Mons. Antonino Scarcione
Calogero Baglì, artista col cuore
Calogero, a 80 anni, ha realizzato il sogno della sua vita, quello di creare pezzi artistici secondo sue libere interpretazioni e di poterle esporre e farle ammirare agli amici, senza alcuno scopo di lucro. Oltre 1000 pezzi compongono la sua coloratissima e variopinta collezione. Plastilina, plastica, argilla, tessere di mosaico, terracotta, polistirolo, legno e tante altre tipologie di materiale, sono usate da Baglì per creare le sue opere. I soggetti sono i più svariati. Accanto al modellino della Cattedrale di Piazza Armerina, ci sono la Statua della Libertà di New York e il Cristo Redentore di Rio de Janeiro. Centinaia di modellini stipati sui tavoli mentre le pareti sono letteralmente tappezzate di quadri e altri oggetti.
Calogero Baglì, è nato il 1 ottobre del 1936 in via Di Benedetto al quartiere Casalotto. Secondo di 4 figli di una famiglia di contadini, dopo la licenza elementare va a lavorare con il padre nei campi. Poi sposa Angela Scroppo da cui ha avuto i figli Pietro, Salvatore e Fabio. Tanti i lavori che in 35 anni ha dovuto cambiare per mantenere la famiglia. Muratore a Milano, a Bonn in Germania, poi in Svizzera. Fino a quando torna definitivamente a Piazza Armerina e va a lavorare in una fabbrica di laterizi a Grottacalda, successivamente viene assunto come dipendente comunale alla scuola elementare “Trinità” e poi a “San Pietro”. “Ma la mia passione -dice Calogero Baglì- non è mai venuta meno. Nel mio cuore avrei voluto frequentare una scuola d’arte ma non ho potuto. Adesso che sono in pensione da autodidatta sono riuscito a realizzare il mio sogno esprimendolo non solo in pittura, e con il modellismo, ma anche in musica, poesia in vernacolo e come impagliatore di animali”.
Marta
Furnari
venerdì 19 maggio 2017
"Una Luce per Maria"
In occasione del mese mariano, l'Oratorio Giovani Orizzonti organizza l'iniziativa dal titolo "Una Luce per Maria" .
L'evento si svolgerà il 30 maggio alle ore 19,00 presso la piazzetta interna - Chiesa Madonna della Neve, con la presenza del Vescovo Rosario Gisana, del sindaco Filippo Miroddi e dei presidenti e componenti delle associazioni di volontariato che operano nel territorio.
Un momento di condivisione e unità che coinvolgerà le seguenti associazioni; Ass. AIAS, Ass. CIF, Ass.D.U.N.I. ,Ass. RICOMINCIAMO da ISABELLA, Ass. ANTEAS, Ass. U.N.I.T. A. L. S.I,
Ass. nobile QUARTIERE MONTE, Ass. LEGAMBIENTE, Ass. AVULSS, Ass. UCIIM ,Ass. il GIRASOLE, Ass.PLUTIA EMERGENZA, Ass. Mario Cateno.
Inserita anche tra le varie iniziative la Festa Regionale della Famiglia, promossa dall'Istituto Suore della Sacra Famiglia che quest'anno si svolgerà nel giorno di venerdì 2 giugno 2017 presso i locali san Pietro a Piazza Armerina.
A tutti giunga il nostro saluto Davide Campione e Consiglio Oratoriano Ass.ne Giovani Orizzonti
Peregrinatio Mariae, presso il Monumento di Padre Pio
Riceviamo e Pubblichiamo
Un evento straordinario, organizzato dalla Parrocchia Sant’Antonio di Padova, accoglieremo la statua della Madonna nella Cappella-Cripta dedicata a Giovanni Paolo II
Mercoledi 24 maggio Ore 18.00 recita Santo Rosario - Ore 18.30 alla presenza di devoti, pellegrini, simpatizzanti e Amici di Padre Pio arriva “Maria”, accompagnata da canti e preghiere. Mons. Salvatore Zagarella, che ringraziamo con affetto, ci guiderà nell’accoglienza e nella preghiera.
Giovedi 25 maggio I luoghi resteranno aperti al culto ed alle visite dalle ore 9.30 alle 12.00 e dalle ore 16.30 in poi – alle ore 18.00 recita del Santo Rosario – ore 18.30 “Maria”, accompagnata sempre da canti e preghiere, lascerà, con grande commozione, il monumento per recarsi in altre comunità.
UN CERO, UN FIORE, UNA PREGHIERA
Le lusinghiere e numerose presenze nel contesto dei luoghi di accoglienza di Maria presso il monumento dedicato al Frate Santo ci permetteranno di essere orgogliosi, soddisfatti anche per poter contribuire a donare alcuni momenti di preghiera e di riflessione considerando la critica situazione che le famiglie in genere, oggi, sono costrette a vivere con particolare umiltà e cristianità. Comunicatemi, per favore, Vostra eventuale disponibilità per un turno di presenza al monumento, secondo il programma. (Tel. 335 6121925)
Francesco Paolo Orlando
Coordinatore Amici di Padre Pio
giovedì 18 maggio 2017
Laboratorio in Biblioteca
Mercoledì 10 maggio, presso la Biblioteca Comunale "Alceste e Remigio Roccella" di Piazza Armerina, ha avuto luogo un laboratorio didattico di lettura animata centrato sulla storia dell'Arca di Noè ideato e curato da Giuseppe Paternicò, membro dell’attuale Consiglio di Biblioteca.
L'iniziativa, indirizzata ai bambini di 4 e 5 anni delle classi II B e III B dell’Istituto Comprensivo “Falcone Borsellino”, Scuola dell’Infanzia “T. Tasso” di Piazza Armerina, ha visto riconosciuto il patrocinio dell'Assessorato alla Pubblica Istruzione del Comune di Piazza Armerina.
Al progetto hanno collaborato con preziosa professionalità la docente Giusy Napoli e la Signora Serena Zuccarello, rispettivamente Docente di Scuola dell'Infanzia e Rappresentante dei genitori.
Hanno coadiuvato alle attività didattiche e laboratoriali anche Eleonora Vitali e Liliana Di Sano, allieve «alternanza scuola-lavoro» dell’ I. I. S. «Leonardo Da Vinci»- Liceo delle Scienze Umane di Piazza Armerina.

biblioteca il prossimo mercoledì 17 maggio, ha superato brillantemente la fase sperimentale, riscuotendo grande successo e molti apprezzamenti in città.
Come affermato dallo stesso Assessore alla Pubblica Istruzione del nostro Comune, la dott.ssa Rita Ilenia Marotta, l'iniziativa curata da Giuseppe Paternicò diverrà un vero e proprio progetto didattico che sarà presentato ed esteso alle altre scuole della nostra cittadina all'inizio del prossimo anno scolastico.
Un ringraziamento va all'amministrazione Comunale, agli impiegati della biblioteca e a tutti coloro che hanno dato il loro indispensabile contributo per la buona riuscita del progetto. Ad maiora semper!
mercoledì 17 maggio 2017
Mostra Antartide: L' enciclica "Laudato Sì e l' Ottava Opera di Misericordia.
Di seguito i sentiti ringraziamenti di mons. Antonino Scarcione, che ha fortemente voluto la mostra sull'Antartide a Piazza Armerina, il continente di ghiaccio l'unica parte delle terre emerse che non ha mai conosciuto presenza umana, fino alle esplorazioni dell'Ottocento e del Novecento.
Eccellenza Rev.ma, Chiar.mo Prof.Antonio Mirabella, Egr.Ing.Carlo Tornetta, Dott.Filippo Miroddi, Sindaco della Città, Gentili Autorità Civili, Militari e Religiose, Ill.mo Dott.Filippo Ciancio, Ispettore e Provveditore agli Studi di Caltanissetta e di Enna, Preg.mi Sigg.Dirigenti Scolastici di Piazza Armerina e della Regione Siciliana, Uciim, Co.p.a.t., Associazioni, Club Services, Gruppi Culturali, Presidenti dei Quarti Storici, stampa, Rai, Tv, blog e Amici del Comitato Ristretto, nella mia qualità di Coordinatore della Mostra, di Delegato dell’ Ufficio Ecumenismo e Dialogo Interreligioso e della Salvaguardia del Creato, sento vivo il desiderio di ringraziare sentitamente tutti.
La celebrazione dell’ evento “Mostra Antartide”, del 13 maggio 2017, nel prestigioso palazzo del
La celebrazione dell’ evento “Mostra Antartide”, del 13 maggio 2017, nel prestigioso palazzo del
Museo Diocesano, segna a mio modesto parere, un momento di crescita culturale ed offre una notevole opportunità agli studenti, ai cittadini italiani e stranieri, turisti e visitatori dei mosaici della Villa Imperiale, del Centro Storico, della Cattedrale, del Palazzo Trigona, della Pinacoteca, delle Cento Chiese, dei Palazzi e Monumenti, del Giardino “Garibaldi”, della Villa Roma e del “mare verde” della Sicilia Centrale, il Bosco di Bellia.
Mons.Antonino Scarcione
lunedì 15 maggio 2017
Omaggio floreale a San Filippo d'Agira
Domenica 14 maggio, nella ricorrenza dei festeggiamenti di San Filippo d'Agira, santo patrono del quartiere Casalotto, il nobile quartiere Monte Mira, per mano del suo presidente Filippo Rausa, ha offerto un omaggio floreale al santo.
Infatti, il simulacro di San Filippo fatto fermare davanti la sede del quartiere, a consentito oltre al dono dei fiori, di fare rifocillare i portatori con la consegna di una bottiglietta di acqua per lenire lo sforzo e la calura di un sole estivo.
Un momento dal grande valore simbolico che ha visto partecipi tutti i soci del quartiere.
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