Questo è il titolo della mostra allestita al museo diocesano la cui inaugurazione sarà lunedì 21 dicembre alle ore 11,00.sabato 19 dicembre 2009
L'Icona di Maria SS. delle Vittorie in mostra al Museo Diocesano
Questo è il titolo della mostra allestita al museo diocesano la cui inaugurazione sarà lunedì 21 dicembre alle ore 11,00.La mostra “La Madonna delle Vittorie a Piazza Armerina, dal Gran Conte Ruggero al Settecento” è il risultato di una ricerca a tutto campo sull’icona della Madonna delle Vittorie custodita nella Basilica Cattedrale di Piazza Armerina.
L’esposizione, che si inaugura il 21 dicembre, organizzata dalla Soprintendenza BBCCAA di Enna in collaborazione con la Diocesi di Piazza Armerina, è allestita in due sedi importanti, il Museo Diocesano e della Cattedrale, luoghi che tra l’altro sono legati a doppio filo all’antica icona bizantina e al suo culto.
Dell’icona si pongono in evidenza una serie di elementi centrali, partendo dalla tradizione legata al Gran Conte Ruggero d'Altavilla che al termine delle lunghe lotte per la liberazione della Sicilia dai Saraceni aveva donato alla città di Platia il vessillo raffigurante l'icona donatogli dal Pontefice Alessandro II.
Altri elementi presi in esame sono l'iconografia dell'immagine collegata con la famosa icona donata da Alessio I Comneno al monastero di Kykko a Cipro; la cultura artistica in un ambito mediterraneo tra Cipro, la Terra Santa, il Sinai e che tocca anche la Puglia e la Sicilia centro orientale.
La mostra prevede l’esposizione di oltre 40 opere fra dipinti su tavola, affreschi staccati, dipinti su tela, argenti, parati e arredi sacri, libri a stampa, molti dei quali in mostra per la prima volta, che permetteranno di ricostruire vari aspetti e la successione dei periodi storici.
Aprirà il percorso l’icona della Cattedrale, di solito difficilmente visibile perchè posta ad una altezza considerevole nella stuttura che ne vede la collocazione sull’altare maggiore.
L’opera comparirà fra le altre preziose Madonne medievali con la stessa iconografia cipriota della Kikkotissa: le Madonne laziali del Museo Diocesano di Velletri e del Museo Civico di Viterbo, anch’esse del XIII secolo, la Madonna delle Vergini della Pinacoteca di Bari e la Madonna dell’Alemanna della chiesa madre di Gela – di solito non visibile eccetto che nel giorno della processione – che viene qui presentata per la prima volta.
A chiarimento della cultura in cui la Madonna delle Vittorie è stata prodotta, saranno esposti alcuni affreschi staccati dello stesso periodo provenienti dalla chiesa di Sant’Andrea nella stessa città, ed altri mediante macrofotografie.
In questo ambito medievale riferito alla Sicilia centrale, saranno presentati anche alcuni documenti inediti di pittura ad affresco – quali i piccoli affreschi della chiesa di Santa Maria di Piazza Vecchia – e su tavola come la Madonna col Bambino in trono della chiesa di Maria SS. Assunta a Troina, entrambi espressione di un indirizzo più progredito verso la cultura gotica.
Un capitolo importante della mostra sarà poi costituito dalla diffusione del culto dell’icona alimentato dalle Riforme del Quattrocento – di cui sarà esemplificativo l’affresco staccato con la Madonna col Bambino della chiesa di S. Pietro a Piazza – e soprattutto dagli orientamenti della Controriforma Cattolica, nell'ambito della quale viene posto l'accento sulle fonti gesuitiche e francescane con la presenza di alcune secentine, sul coinvolgimento di alcuni nobili mecenati come Marco Trigona, e sui riflessi sulle opere d'arte del Seicento e del Settecento, quali dipinti su tela, parati e arredi sacri e opere di argenteria; un settore della mostra sarà infine dedicato alla storia della costruzione – attraverso l’esposizione del plastico e del disegno della cupola – della vicina Cattedrale, che sarà parte integrante del percorso espositivo sia come architettura che come sede di alcune opere strettamente legate ai temi della mostra.
Dal 21 dicembre 2009 fino al 27 febbraio 2010
Orari: 10.00-13.00; 15.30-18.30
Giorno di chiusura: lunedì
Ingresso gratuito
Recapiti: Museo Diocesano 0935.8562
email: domus.artis@virgilio.it
giovedì 17 dicembre 2009
Babbo Natale visita i bambini della scuola Trinità
Venerdì 18 dicembre dalle ore 10,00 a mezzogiorno, Babbo Natale sarà in visita alla scuola Trinità, ad attenderlo centinaia di trepidanti bambini e ragazzi.Siamo certi che la magia del Natale, l'atmosfera carica di emozioni, trasportera i bambini in quell'immaginario mondo fiabesco, che certamente verrà ricordato per il resto della vita, come una tradizione magica che si perpetua anno dopo anno.
Babbo Natale, ascolterà le varie e diverse richieste ed infine donerà a tutti caramelle e cioccolatini, promettendo, a chi non farà disperare mamma e papà, un regalo la notte di Natale, in cui nasce Gesù bambino.
martedì 15 dicembre 2009
Iniziative Santo Natale

Così come da tradizione anche quest’anno il Comitato Nobile Quartiere Monte, in occasione del Natale e dell’Epifania realizzerà una serie di iniziative volte a coinvolgere grandi e piccini nell’atmosfera natalizia,
Da sabato 12 dicembre fino al 6 gennaio è visibile il Presepe artistico, realizzato nella grande aiuola sottostante il Castello Aragonese;
Babbo Natale, sentito telefonicamente, ci ha assicurato la sua presenza all’Istituto comprensivo Luigi Capuana, plesso Trinità, per fare vivere a tutti i ragazzi delle materne e delle elementari l’atmosfera della visita di Babbo Natale;
Per l’occasione Babbo Natale sarà per le vie del Centro Storico, nei giorni precedenti il Santo Natale;
Infine, giorno 6 gennaio, prima dell’imbrunire in piazza Garibaldi, verrà realizzato il grande Falò alla Befana.
Si coglie l'occasione per ringraziare l'Amministrazione Comunale, Assessorato Feste e Tradizioni, per il patrocinio dell'iniziativa e si augura a tutta la cittadinanza un felice e sereno Natale.
Da sabato 12 dicembre fino al 6 gennaio è visibile il Presepe artistico, realizzato nella grande aiuola sottostante il Castello Aragonese;
Babbo Natale, sentito telefonicamente, ci ha assicurato la sua presenza all’Istituto comprensivo Luigi Capuana, plesso Trinità, per fare vivere a tutti i ragazzi delle materne e delle elementari l’atmosfera della visita di Babbo Natale;
Per l’occasione Babbo Natale sarà per le vie del Centro Storico, nei giorni precedenti il Santo Natale;
Infine, giorno 6 gennaio, prima dell’imbrunire in piazza Garibaldi, verrà realizzato il grande Falò alla Befana.
Si coglie l'occasione per ringraziare l'Amministrazione Comunale, Assessorato Feste e Tradizioni, per il patrocinio dell'iniziativa e si augura a tutta la cittadinanza un felice e sereno Natale.
sabato 12 dicembre 2009
Bisognerebbe mettere la croce sulla bandiera Italiana
La scorsa settimana subito dopo il referendum in Svizzera che ha detto NO alla costruzione di nuovi minareti, molti si sono indignati, preoccupati, si è pure detto che è stata messa in pericolo l’integrazione, tutte baggianate messe avanti di chi è lontano da Dio e vorrebbe un mondo senza credo.Il vice ministro Castelli ha proposto di inserire la croce cristiana sulla bandiera italiana.
Questa premessa perché l’argomento sopra accennato è stato tirato in ballo nel corso della riunione di Consiglio direttivo di lunedì 7 dicembre.
Mentre si discuteva sulle cose da fare in preparazione del santo Natale, sulla realizzazione della classica capanna di Gesù bambino in piazza Castello, provocatoriamente un componente disse: “ma non pensate che potremmo urtare la sensibilità di un mussulmano che si trovi a passare da quelle parti”?.
Che mai l’avesse detto, si è aperto un vespaio sul cosiddetto buonismo italiano, sul timore di irritare il prossimo se di religione diversa, sui crocifissi da togliere, comunque, alla fine dopo ampia discussione, tutti ci siamo trovati concordi sulla difesa delle nostre tradizioni, condividendo pure la proposta leghista, di inserire la croce sulla bandiera.
In effetti noi non ci troviamo niente di così catastrofico se domani venisse inserita la croce sul tricolore.
D’altronde la croce è molto di più di un simbolo religioso. E' il simbolo della cultura occidentale.
Il cristianesimo ha fondato la storia di tutti gli stati dell'Occidente. Un simbolo di unità, non di divisione.
L'identità nazionale si difende anche con i simboli della cultura cristiana. Quella che ha fondato l'Occidente.
Nella storia della bandiera d’Italia la croce c'è già stata nel 1848 (Bandiera Sensiglia del 15º Reggimento di Linea Messapia) del Regno delle Due Sicilie, il Tricolore reca al centro la Croce del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio; successivamente con il Regno d’Italia il 17 marzo 1861, per essere ammainata dopo un secolo (98 anni per l’esatezza), il 19 giugno 1946, quando l’Italia era già una repubblica.
In Italia è presente in tutti i luoghi statali. Tribunali, carceri, ospedali, stazioni di pubblica sicurezza. Anche a scuola il crocefisso ricorda la cultura nazionale. Cultura, religione, società e storia non possono essere separati in nessun Paese del mondo.
Già un sociologo ateo se n'era accorto. Emile Durkheim diceva: ""Non esiste una società conosciuta, senza religione. La religione ha dato tutto ciò che è essenziale allo sviluppo della società".
Ma anche Frèderic Le Play: "I popoli vivono delle loro credenze e muoiono delle loro incredulità". Qualche settimana fa con propria ordinanza il sindaco di Enna, Rino Agnello, del PD ha intimato ai presidi di non togliere alcun crocifisso dalle aule, pena multe di 500 euro, eppure ci viene da dire il sindaco di Enna non è un leghista.
Nel mondo sono 25 gli Stati che hanno il simbolo cristiano della croce sulla loro bandiera nazionale.
Australia, Città del Vaticano, Danimarca, Dominica, Figi, Finlandia, Georgia, Grecia, Isola Anguilla, Isola Bouvet, Isole Cocos, Isole Cook, Isola Falkland, Isole Faroe, Islanda, Malta, Norvegia, Nuova Zelanda, Regno Unito, Repubblica Dominicana, Slovacchia, Svezia, Svizzera, Tonga, Tuvalu.
Inoltre Andorra ha sulla sua bandiera uno stemma con la tiara del vescovo e il bastone pastorale.
Per cui la proposta della Lega di apporre la croce, il simbolo della nostra cultura nazionale sulla bandiera nazionale italiana è perfettamente in linea con la scelta operata già da parecchi anni da 25 stati cristiani che hanno scelto di mostrarla come parte integrante del loro vessillo.
La croce è dappertutto. Solo l'ignoranza no lo sa. Un esempio?
La croce di San Giorgio (rossa su fondo bianco) è una delle due croci presenti sulla bandiera nazionale del Regno Unito, insieme a quella di Sant'Andrea, ed è parte anche del vessillo di Grecia, Georgia, Nuovo Galles del Sud e di due regioni italiane, Liguria e Sardegna.
La croce è presente sullo stemma di 25 grandi città mondiali, di cui 17 italiane tra cui Milano, Mantova, Padova, Genova, Reggio Emilia, e un migliaio di città “minori” tra cui Belluno, Alessandria, Parma, Domodossola, in Sicilia Messina e Caltagirone.
La croce di San Giorgio è anche sullo stemma di 9 società calcistiche italiane tra cui Milan, Genoa, Parma, Bologna, Novara, Sampdoria, Messina.
L'immagine di San Giorgio a cavallo che uccide il drago è presente su un totale di 135 stemmi di città e stati.
Inoltre è presente sullo stemma delle Forze armate russe, del Procuratore generale della Russia, (pensare che fino a ieri la Russia era comunista) e dell'Arma di Cavalleria dell'Esercito Italiano.
La croce greca è presente su tutte le autoambulanze dei Paesi occidentali...
Il rischio Eurabia è reale. Eurabia è una teoria geopolitica che si riferisce ad un ipotetico scenario futuro in cui l'Europa, a causa della continua massiccia immigrazione islamica e dello scarso tasso di natalità delle popolazioni europee autoctone rispetto a quello degli immigrati arabo-islamici, finirebbe con lo snaturare nel giro di qualche decennio la propria identità, mettendo allo stesso tempo a rischio le proprie libertà civili (in particolare quella d'espressione) oltreché la laicità dei vari Stati.
Viene infatti prospettato il rischio che i musulmani, una volta divenuti "massa critica", possano pretendere l'inserimento nei vari ordinamenti giuridici nazionali di norme provenienti dalla Shar'ia, la legge islamica.
La Svizzera ha giustamente detto no ai minareti anche per difendere la croce che dal 1918 è sulla sua bandiera, l'unica quadrata assieme a quella del Vaticano.
Non si tratta di negare luoghi di culto agli immigrati, si tratta di difendere e rivendicare un'identità, senza la quale non può esserci nemmeno accoglienza.
Filippo Rausa
Bisognerebbe mettere la croce sulla bandiera Italiana
mercoledì 9 dicembre 2009
I cittadini iniziano a reclamare, entro Natale vogliono i Cavalli
Esimio Architetto,la presente per comunicarle che questo Comitato di Quartiere quest’oggi presso i locali della sede di via Vittorio Emanuele, 19, si è visto presentare alcuni concittadini “quartieranti”, con i modelli “Richiesta Cavallo”, indirizzati al Sindaco.
Da uno sguardo sommario degli stampati questi risultavano compilati in ogni sua parte, modello ISEE compreso; ed alla domanda: scusate ma noi che centriamo, ci è stato risposto; ci è stato detto dai patronati che ogni comitato di quartiere deve raccogliere dette istanze e portarle all’ufficio protocollo per l’iter di assegnazione.Andiamo bene a risposto il presidente Purrazza, ed io, per mantenere la serietà con la quale si svolgeva la richiesta di accettazione degli stampati, ho risposto, che domani personalmente avrei consegnato il tutto agli impiegati dell’Ufficio Protocollo comunale.
Ha dire il vero, dopo il tuo TG ARAI (che significa - Agostino RAI), condotto insieme a fratello Guglielmo, qualcosa in città è cambiato e, per dimostrartelo allego qualche foto che ritrae i nostri concitt
adini che si cimentano con i quadrup
edi.Potrai pure notare, alcune foto di autocarrozzerie che gratuitamente ritirano l’autoveicolo da demolire, consegnando in cambio un cavallo di razza nostrana, il sanfratellano.
A proposido a Piazza queste officine verranno chiamate "Cavallozzerie"
Altre foto di chi non può fare a meno dell’amata auto, ma che si adegua alla nuova moda.

Altri ancora, i più tradizionalisti amanti del camion che iniziano a fare le prove facendosi trainare da un piccolo vitello, chi inizia alla guida dei buoi aspettando l'arrivo degli amati cavalli, insomma, di tutto e di più.

Anche la CSA autolinee piazzesi si stà adeguando, in queste due foto due nuovi prototipi di corriere, per la primavera e l'estate e sotto per l'autunno e l'inverno.



Con la biga un noto cavaliere giostrante, fa le prove, chissa per il Palio dei Normanni non cambi pure qualcosa !!!.

Al posto delle lape e dei furgoncini, alle botteghelle vicino il Tre Stelle, ieri, è comparso un bel carretto pieno colmo di cianfrusaglie, devo dirti uno spettacolo.

Per la raccolta della legna secca, l'ufficio preposto ha dato mandato a Dario Pernicone di farla raccogleire presso il bosco Bellia solo se questa venga riposta su un carro trainato da cavalli e quindi niente più inquinamento.

Comunque, ultima chicca, ma tu forse non ci crederai, ieri sono stato a Catania, in autostrada a chi ti incontro: una famiglia di piazzesi che stavano andando ad Etnapolis, roba da matti, ti hanno preso in parola, trainati da due muli, viaggiavano alla grande, emissione gas nocivi quasi zero, perchè ogni tanto scorreggiava un mulo.

Comunque, ultima chicca, ma tu forse non ci crederai, ieri sono stato a Catania, in autostrada a chi ti incontro: una famiglia di piazzesi che stavano andando ad Etnapolis, roba da matti, ti hanno preso in parola, trainati da due muli, viaggiavano alla grande, emissione gas nocivi quasi zero, perchè ogni tanto scorreggiava un mulo.

A proposito ti ho scritto, perché il vice sindaco mi ha detto, che per la distribuzione degli equini, appena arrivano, ci pensi Tu e Guglielmo.
A me ne servono tre, (quattro componenti).
Arai, Arai, Arai evviva i cavalli.

Post Scriptum; una domanda al Sindaco: ma che fine ha fatto la grande carrozza che era conservata nell'ex chiesa di San Giacomo?
A tal fine cordiali saluti, Filippo Rausa
domenica 6 dicembre 2009
La tradizione di San Nicola a Piazza Armerina
Il 6 dicembre la Chiesa celebra San Nicola nato a Patara di Licia (Asia Minore), nel 270 circa, morto a Myra (oggi Demre, nella parte anatolica della Turchia), il 6 dicembre probabilmente del 343).Nicola fu vescovo di Myra in Licia è venerato come santo dalla Chiesa cattolica, dalla Chiesa ortodossa e da diverse altre confessioni cristiane.
Noto anche come san Nicola di Bari, san Nicola di Myra, san Nicola Magno e san Niccolò, è famoso anche al di fuori del mondo cristiano perché la sua figura ha dato origine al mito di Santa Claus (o Klaus), conosciuto in Italia come Babbo Natale.
San Nicola, proveniva da una famiglia nobile, scoprì fin da ragazzo la sua vocazione religiosa e dedicò interamente la sua vita alla fede cristiana, fu eletto vescovo per le sue doti di pietà e di carità molto esplicite fin da bambino, fu considerato santo anche da vivo. Durante la persecuzione di Diocleziano, pare sia stato imprigionato fino all’epoca dell’Editto di Costantino.
Le reliquie di San Nicola furono traslate a Bari da alcuni pescatori, e per ospitarle fu costruita una basilica nel 1087, Bari è da allora meta di pellegrinaggi da parte dei fedeli.
San Nicola è considerato il patrono da parte di molte categorie di persone: marinai, mercanti, arcieri, bambini, prostitute, farmacisti, avvocati, prestatori di pegno, detenuti. È anche il santo patrono della città di Amsterdam e della Russia.
San Nicola è il leggendario Santa Claus dei paesi anglosassoni, e il NiKolaus della Germania che a Natale porta i doni a bambini.
Tutte le versioni del Babbo Natale moderno derivano dallo stesso personaggio storico, il vescovo San Nicola di Mira, di cui si racconta che fosse solito fare regali ai poveri.
La leggenda di San Nicola è alla base della grande festa olandese di Sinterklaas (il compleanno del Santo) che, a sua volta, ha dato origine al mito ed al nome di Santa Claus nelle sue diverse varianti.
In Europa (in particolare nei Paesi Bassi, in Belgio, Austria e Germania) viene ancora rappresentato con abiti vescovili e con la barba.
Platia, l’antica Piazza Armerina la cui storia si perde nella notte dei tempi è strettamente legata a San Nicola per le seguenti motivazioni.
Il colle dove i normanni nostri antenati edificarono la città di Platia, comunemente definito Monte (quartiere), topograficamente è chiamato Colle Mira o Monte Mira.
Questo toponimo certamente ebbe origine dalla presenza di una antica chiesa o cappella dedicata in epoca bizantina a San Nicola vescovo di Mira. (I bizantini erano presenti in Sicilia prima dell’arrivo degli arabi e dei normanni).
E certo che dopo la fondazione della città o la predetta chiesa bizantina venne ingrandita oppure i Piazzesi ne costruirono una nuova, nei secoli sempre officiata, fino alla scomparsa del parroco, il compianto don Michele Nicosiano (1996), e per qualche anno ancora aperta in alcuni giorni dell’anno da don Roberto Cona.
Dell’esistenza della chiesa di San Nicola in quei secoli se ne ha la certezza poiché nel 1308 pagava la decima alla Santa Sede, ed inoltre per la presenza nei comuni di Enna e di Gela di due chiese dedicate a San Nicola di Platea, a testimonianza che la grande devozione del popolo piazzese era stata trasmessa alle città vicine, a tal punto da consacrare le chiese con il titolo di S. Nicola de Platea, quasi che il santo fosse proveniente dalla nostra città o in essa si conservassero sue reliquie.
La chiesa di San Nicola per qualche secolo ebbe il titolo di chiesa sacramentale (aveva la cura delle anime dei fedeli di tutta la città insieme alle chiede del Patrisanto/Teatini e San Martino), in essa operava la “Compagnia delli maestri della venerabile cappella di Maria SS. della Catena.
Dalla presenza di questa Compagnia o Confraternita la chiesa in futuro verrà anche chiamata Maria SS. della Catena.
La rimodulazione delle parrocchie prima, inizi anni ’90, la morte del parroco dopo, ne determinarono l’inesorabile abbandono a favore della nuova chiesa parrocchiale, la Cattedrale e quelle maggiormente frequentate, Collegiata del Crocifisso e Angeli Custodi.
Il quegli anni il nuovo responsabile, (l’incaricato vescovile per la cura delle anime) piuttosto che “aprirsi al prossimo”, concentra a se tutti i “pseudo poteri”, si fa consegnare le chiavi dell’edificio sacro dai due laici che fino a quel momento ne avevano osservato la cura ed il decoro, determinandone l’irrimediabile abbandono.
La storia della chiesa di San Nicola, o come volgarmente solere chiamarla Madonna della Catena, degli ultimi dieci anni è sotto gli occhi di tutti, perennemente chiusa o aperta solo nella ricorrenza della Madonna, fino a quando la staticità del campanile ne ha omesso pure questa ricorrenza.
Ahimè, la tradizione di festeggiare S. Nicola a Piazza Armerina è ormai tramontata, rimane solo il ricordo gioviale di padre Nicosiano che in questa occasione portava i ragazzi dell’Azione cattolica, delle classi catechistiche e del gruppo sportivo a festeggiare San Nicola con una solenne cerimonia eucaristica.
Ricordo ancora, perché ci teneva tanto sottolineare nell’omelia, il nesso tra San Nicola e Babbo Natale.
Dopo la Messa nella grande sacrestia, tutti, grandi e piccini aspettavano la distribuzione di caramelle e cioccolatini; un anticipo dello spirito della bontà del Natale.
Concludiamo questa nostra breve ricognizione storica, citando le parole pronunziate dal Cardinale Christoph Schönborn, OP, Arcivescovo di Vienna, mercoledì 1° ottobre 2009, "E' una grave ferita nel Corpo di Cristo che le chiese abbiano le porte chiuse", e ci sia consentito aggiungere, è ancor più grave chiuderle ed abbandonarle a se stesse, facendo perdere ad esse oltre al patrimonio artistico ed architettonico, l’identità di storia, cultura, e tradizioni che i nostri antenati ci hanno tramandato.
Filippo Rausa
venerdì 4 dicembre 2009
Patroni d'Europa in mostra al Museo Diocesano
San Francesco Patrono d'Italia

Il vescovo della Diocesi di Piazza Armerina mons. Michele Pennisi, domenica 6 dicembre alle ore 12, inaugurerà al Museo diocesano la mostra internazionale d’arte sacra “Patroni d’Europa e dei Paesi dell’Unione Europea”, curata da Stefania Severi.
In mostra 27 opere pittoriche, relative ai Santi protettori dei 27 paesi che attualmente compongono l’Unione Europea.
Inoltre saranno esposte 5 opere scultoree, relative ai Santi che la Chiesa ha indicato come protettori dell’intero continente».
La mostra vuole documentare, attraverso questi Santi emblematici, il comune cammino spirituale che ha attraversato l’Europa tutta, fin dai primi secoli dell’era cristiana.
La mostra, il cui ingresso è gratuito, resterà aperta dal 5 dicembre al 31 gennaio 2010.
Sarà visitabile:
In mostra 27 opere pittoriche, relative ai Santi protettori dei 27 paesi che attualmente compongono l’Unione Europea.
Inoltre saranno esposte 5 opere scultoree, relative ai Santi che la Chiesa ha indicato come protettori dell’intero continente».
La mostra vuole documentare, attraverso questi Santi emblematici, il comune cammino spirituale che ha attraversato l’Europa tutta, fin dai primi secoli dell’era cristiana.
La mostra, il cui ingresso è gratuito, resterà aperta dal 5 dicembre al 31 gennaio 2010.
Sarà visitabile:
Domenica e Festivi dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 15,30 alle ore 18,30;
dal Martedì al Venerdì solo il pomeriggio dalle ore 15,30 alle ore 18,30.
Le scolaresche e i gruppi potranno visitare la mostra di mattina previa prenotazione.
L’allestimento e la cura della mostra sono assicurati dall’Associazione Domus Artis e dal prof. Alfonso Gambacurta.
Le scolaresche e i gruppi potranno visitare la mostra di mattina previa prenotazione.
L’allestimento e la cura della mostra sono assicurati dall’Associazione Domus Artis e dal prof. Alfonso Gambacurta.
giovedì 3 dicembre 2009
L'assesssore alla viabilità Cimino rassicura il comitato del quartiere Monte sul potenziamento del trasporto pubblico urbano
Riunione proficua ieri sera presso il comitato del nobile quartiere Monte. L’assessore alla viabilità Cimino ha accolto le richieste del Comitato di quartiere assicurando, alla presenza dei massimi vertici della Csa, nella persona di Chiara Scollo, che la corsa del bus urbano tornerà ad abbracciare la zona bassa del quartiere Monte passando dinnanzi la chiesa del Crocifisso. “Abbiamo promesso ai nostri residenti del quartiere Monte che ci saremmo battuti affinché l’amministrazione comunale possa ripristinare una corsa che abbracci l’intero quartiere Monte. Credo che la disponibilità dell’assessore Cimino sia un successo per il Comitato e soprattutto per la gente anziana che abita nel nostro quartiere” afferma Filippo Rausa. Nessun problema di natura tecnica è stato evidenziato dal general manager dell’azienda di trasporti urbani Chiara Scollo “Per quanto ci riguarda non abbiamo problemi a ripristinare la vecchia corsa che dalla piazza Generale Giunta arrivi alla chiesa del Crocifisso per poi scendere verso i Canali e tornare dalla via Roma in Piazza Garibaldi. Si tratta di un percorso collaudato che l’azienda è pronta a far partire.” Anche la viabilità è stata oggetto di confronto come spiega Filippo Rausa “Abbiamo sottoposto all’assessore Cimino una serie di problemi che il quartiere Monte vive quotidianamente. Nonostante l’istituzione dei sensi unici abbia messo ordine alla viabilità ora si tratta di farla rispettare. Abbiamo chiesto all’assessore di potenziare i controlli nel nostro quartiere e a quanto ci è stato detto l’assessore alla viabilità provvederà a questo fine. Speriamo che si possano vedere dei risultati al più presto.” L’assessore Cimino rassicura il comitato illustrando al presidente Purazza una serie di iniziative che l’amministrazione sta per mettere in atto “Stiamo studiando dei cambiamenti che interesseranno la Piazza Duomo – afferma Cimino – per quanto attiene ai maggiori controlli chiaramente segnalerò al comandante della Polizia Municipale di attenzionare il quartiere Monte assicurando maggiore presenza così come è nostra intenzione – aggiunge Cimino - provvedere alla segnaletica stradale e turistica che va certamente sostituita”. L’assenza dell’assessore al verde Giuseppe Di Prima non ha permesso ai membri del comitato del quartiere di affrontare le problematiche legate al verde pubblico. Nella lunga relazione presentata da uno dei più autorevoli membri del comitato Filippo Rausa si sottolinea che “per incrementare il verde pubblico, si chiede la creazione di altri piccoli spazi, ad esempio, nello spicchio della scalinata di via Sant’Anna a ridosso del muro perimetrale della omonima chiesa; così come sarebbe opportuno la messa a dimora di alberi in piazza Crocifisso per creare un’isola d’ombra nella calda stagione estiva, e di piantarne altri in piazza Castello, dove sono stati divelti e un parco giochi per bambini e ragazzi nato su nostra iniziativa nel giardino Carmelo Scibona, unico spazio verde del quartiere, al momento e abbandonato e in preda a giovani delinquenti. Lo scivolo è stato distrutto, alcune altalene sono rotte, e necessaria la manutenzione e l’acquisto di nuovi giochi.”Guglielmo Bongiovanni
martedì 1 dicembre 2009
Il Quartiere incontra l'Assessore alla Viabilità

Mercoledì 02 dicembre alle ore 18.45 avra luogo presso i locali della sede di via Vittorio Emanuele, 19, un incontro con l'Amministrazione Comunale nella persona dell'assessore alla viabilità Calogero Cimino e la società CSA che gestisce il servizio di trasporto urbano.
All'ordine del giorno diversi argomenti: potenziamento del servizio urbano; ripristino delle corse urbane nella zona via Crocifisso fino al quartiere Canali; maggiore controllo da parte della Polizia municipale, per il rispetto del codice della strada.
All'ordine del giorno diversi argomenti: potenziamento del servizio urbano; ripristino delle corse urbane nella zona via Crocifisso fino al quartiere Canali; maggiore controllo da parte della Polizia municipale, per il rispetto del codice della strada.
giovedì 26 novembre 2009
L’illegalità graffiante sul Codice della Strada
A volte mi chiedo se il Quartiere Monte sia regolamentato dalle Leggi dello Stato, ho per caso abbia la peculiarità di fare a meno di osservare le Leggi e mi riferisco a quelle che regolamentano il Codice della Strada.La frequenza con la quale vengono commesse violazioni ai sensi di marcia imposti dalla segnaletica su via Monte, via Crocifisso e strade limitrofe è incredibile.
L’indice di illegalità è persistente con sprezzo delle leggi, di quel CODICE DELLA STRADA tanto acclamato dai media, ma inosservato da una parte di “cittadini” che continuano a percorrere due importanti arterie del centro storico a doppio senso di marcia, incuranti della segnaletica stradale, che prevede, da oltre tre anni, i sensi unici.
Per cui è di moda percorrere via Monte, via Crocifisso contromano, uno sport spocchioso per i tanti che raggianti si prendono beffe di quanti sono rispettosi della Legge.
Capita spesso e volentieri, che quando ai trasgressori gli viene fatto osservare che la via è a senso unico, questi si infastidiscono, e deve andare bene, in altri casi viene fuori l’intimidazione a farsi da parte con il proprio autoveicolo e lasciare il passo.
L’effetto collaterale, di notevole impatto psicologico, del perpetuarsi di questa situazione è che coloro i quali rispettano le regole si sentono degli ingenui di fronte a una massa di pseudo furbi.
Eppure, il CODICE DELLA STRADA al TITOLO V – NORME DI COMPORTAMENTO è chiaro: Art.146 - Violazione della segnaletica stradale.
1. L'utente della strada è tenuto ad osservare i comportamenti imposti dalla segnaletica stradale e dagli agenti del traffico a norma degli articoli da 38 a 43 e delle relative norme del regolamento.
2. Chiunque non osserva i comportamenti indicati dalla segnaletica stradale o nelle relative norme di regolamento, ovvero dagli agenti del traffico, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 38 a euro 155. Sono fatte salve le particolari sanzioni previste dagli articoli 6 e 7, nonché dall'articolo 191, comma 4.
3. Il conducente del veicolo che prosegue la marcia, nonostante che le segnalazioni del semaforo o dell'agente del traffico vietino la marcia stessa, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 150 a euro 599. (2)
3-bis. Quando lo stesso soggetto sia incorso, in un periodo di due anni, in una delle violazioni di cui al comma 3 per almeno due volte, all'ultima infrazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da uno a tre mesi, ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI.
Detto ciò, non sta a noi suggerire ciò che dovrebbe fare il capitano della Polizia Municipale Pietro Viola, ma è pur certo che se venissero effettuate attività di controllo, prevenzione e repressione con sanzioni agli abituali trasgressori, questo andazzo di cose nel giro di poche settimane finirebbe.
Pertanto, questo Comitato di Quartiere auspica, che l'Amministrazione Comunale nella persona dell’Assessore Cimino, del Comandante Viola, predispongano iniziative volte ha fare osservare il Codice della Strada, per tutelare la moltitudine di cittadini che rispettosi delle Leggi, a tali norme si attengono.
Filippo Rausa
lunedì 23 novembre 2009
Ma chi spazza le nostre strade?
(Nella Foto un porzione di piazza Generale Giunta)C’era una volta il netturbino, che con abitudine e costanza spazzava le strade, le piazze, quasi che queste gli appartenessero.
Lui, era il Netturbino di una zona del Quartiere, di una porzione di città, la gente lo conosceva personalmente, c’era un certo rispetto, le nostre mamme gli indicavano luoghi più o meno sporchi, e Lui con zelante impegno era pronto a ripulire per quel sano vivere comune e per affrancarsi il giusto compenso che la Ditta gli assicurava.
Quei tempi, oggi, sembrano così lontani, che la nostra breve descrizione sembra uscita da chissà quale racconto fiabesco.
Infatti, oggi il netturbino è diventato raro, esemplari in via d’estinzione, non spazzano più le strade dei quartieri, a stento vengono comandati per le principali vie cittadine, ogni tanto qualcuno compare in qualche viuzza con la scopa, si, ma che utilizza come sostegno per le braccia mentre boccheggia una sigaretta, aspettando l’incedere delle ore per la fine del servizio.
Nel frattempo ampie zone del quartiere si ricoprono di ogni tipo di rifiuto, esanimi per terra, convivono le foglie di stagione, che ahimè cadono da sole, le carte, le cicche che gli “incivili piazzesi” buttano abitualmente per terra (vorrei vedere se a casa loro sono soliti fare così, dubito).
Alla fine, chi spazza le strade? Se non piove e l’acqua tutto porta via, ci pensano senza alcun compenso i singoli abitanti delle vie, la zia Carmela, la signora Lucia, Lina, Maria, Concetta e le altre.
Ora, noi ci rendiamo conto dei gravi problemi che attanagliano gli ATO rifiuti in Sicilia, i mancati pagamenti delle mensilità qualche stagione fa, gli scioperi, le proteste, etc, e per questo siamo solidali con loro, ma è anche vero che bene o male quei problemi oggi sono solo un ricordo; e allora perché il servizio di spazzamento nel quartiere viene fatto solo nelle principali arterie?.
Detto ciò, è chiaro affermare che in buona parte del Quartiere e della città non sono assicurati e garantiti livelli igienici soddisfacenti, e allora oltre alle rimostranze all’Amministrazione Comunale, chiederemo ai responsabili del servizio di Piazza Armerina (che materialmente distribuisce gli uomini sul territorio), il piano di spazzamento che interessa il nostro quartiere, per conoscere gli operatori e accompagnarli se necessario la dove la spazzatura e di casa.
Lui, era il Netturbino di una zona del Quartiere, di una porzione di città, la gente lo conosceva personalmente, c’era un certo rispetto, le nostre mamme gli indicavano luoghi più o meno sporchi, e Lui con zelante impegno era pronto a ripulire per quel sano vivere comune e per affrancarsi il giusto compenso che la Ditta gli assicurava.
Quei tempi, oggi, sembrano così lontani, che la nostra breve descrizione sembra uscita da chissà quale racconto fiabesco.
Infatti, oggi il netturbino è diventato raro, esemplari in via d’estinzione, non spazzano più le strade dei quartieri, a stento vengono comandati per le principali vie cittadine, ogni tanto qualcuno compare in qualche viuzza con la scopa, si, ma che utilizza come sostegno per le braccia mentre boccheggia una sigaretta, aspettando l’incedere delle ore per la fine del servizio.
Nel frattempo ampie zone del quartiere si ricoprono di ogni tipo di rifiuto, esanimi per terra, convivono le foglie di stagione, che ahimè cadono da sole, le carte, le cicche che gli “incivili piazzesi” buttano abitualmente per terra (vorrei vedere se a casa loro sono soliti fare così, dubito).
Alla fine, chi spazza le strade? Se non piove e l’acqua tutto porta via, ci pensano senza alcun compenso i singoli abitanti delle vie, la zia Carmela, la signora Lucia, Lina, Maria, Concetta e le altre.
Ora, noi ci rendiamo conto dei gravi problemi che attanagliano gli ATO rifiuti in Sicilia, i mancati pagamenti delle mensilità qualche stagione fa, gli scioperi, le proteste, etc, e per questo siamo solidali con loro, ma è anche vero che bene o male quei problemi oggi sono solo un ricordo; e allora perché il servizio di spazzamento nel quartiere viene fatto solo nelle principali arterie?.
Detto ciò, è chiaro affermare che in buona parte del Quartiere e della città non sono assicurati e garantiti livelli igienici soddisfacenti, e allora oltre alle rimostranze all’Amministrazione Comunale, chiederemo ai responsabili del servizio di Piazza Armerina (che materialmente distribuisce gli uomini sul territorio), il piano di spazzamento che interessa il nostro quartiere, per conoscere gli operatori e accompagnarli se necessario la dove la spazzatura e di casa.
Per il resto, sarà buon senso da parte di tutti collaborare affinchè la "turistica Piazza" non lasci un cattivo ricordo ai tanti che percorrono in lungo e in largo il nostro Centro Storico.
sabato 21 novembre 2009
giovedì 19 novembre 2009
Servizio Urbano...
Ciao Chiara, brevemente rispondiamo per ringraziarti del tuo intervento, noto che con il nostro articolo abbiamo colpito il bersaglio, o quanto meno indotto Voi che gestite il servizio urbano a dire giustamente la vostra, e va bene così.Noi siamo con gli Imprenditori che si spendono per dare un servizio alla comunità, ora insieme possiamo sollecitare l’Amministrazione Nigrelli affinché metta in campo tutte quelle risorse per trasformare, potenziare il servizio urbano, che possa soddisfare le esigenze dei cittadini e consentire loro di fare a meno della propria autovettura, sapendo di trovare una serie di autobus urbani che possa portarli dove vogliono, o quasi.
Per quanto riguarda il servizio richiesto da questo Comitato di Quartiere alla passata Amministrazione, anche se in via sperimentale, ma che comunque era stato creato per restare perenne, vedi l’istituzione dei sensi unici di marcia, in via Monte, Crocifisso, etc, fu inizialmente sospeso per i lavori della nuova rete idrica operati da acquaenna.
Avevamo assicurazione da parte dell’Amministrazione Nigrelli, che completati i lavori, il servizio urbano sarebbe ripreso e invece sono trascorsi sei mesi e non ci pare che la cosa interessi nessuno.
Prendiamo atto che Voi, avete sospeso il servizio per mancanza di sostegno economico, (ma quanto costava in più?...); pertanto sarà nostro interesse sollecitare il Comune affinché ripristini un servizio utilissimo, perché rivolto ad una fascia di popolazione, abitualmente definita anziana.
Per il resto, sono inutili le parole, occorre essere operativi, parafrasando il Vangelo: Bussa e ti sarà aperto, Chiedi e ti sarà dato.
Ad maiora, Filippo
sabato 14 novembre 2009
A proposito di Strisce Blu
Alcuni cittadini ci hanno chiesto se avevamo preso posizione sulle strisce blu, la nostra risposta e stata, Si, Noi abbiamo preso posizione e ci siamo adoperati attraverso i Consiglieri Comunali di Sinistra e di Destra, che fino a prova contraria sono eletti dal popolo e rappresentano i cittadini nel civico consesso.Prova ne è, che il Consiglio Comunale con questo punto all’ordine del giorno è stato convocato per ben tre volte, ultima delle quali giovedì 12 novembre.
La politica farà il suo corso, ma da Lunedì 16 novembre una cosa è certa, le strisce blu saranno operative.
Noi non sappiamo se verniciare di blu l’intera città risolverà i problemi del traffico, anzi, forse questi aumenteranno, ma comunque ed è questo il nostro pensiero, solo tra qualche tempo potremmo affermare se le strisce blu sono utili per la città.
Ad oggi, il Comitato di Quartiere Monte non ha preso nessuna posizione su questo argomento, certamente siamo contrari alle strisce blu se queste sono in prossimità di un luogo di culto quale la Cattedrale.
In effetti è strano vedere che in piano Fedele Calarco sono state tracciate le strisce blu sul lato sinistro adiacente il muro perimetrale della Cattedrale.
Chi andrà in Cattedrale per l’ultimo commiato ad un funerale, ad una qualsiasi ricorrenza o per partecipare alla Santa Messa, sarà costretto a pagare il ticket, o per evitare questo, dovrà cercare posto nella piazza antistante, se sarà libera o chissà dove.
Così come siamo contrari alle strisce blu se queste sono fatte sulla carreggiata della strada, e ci riferiamo a quelle tracciate sulla via Roma, e non si capisce come la società che gestisce le strisce blu possa omettere il codice della strada all’articolo 7 comma 6, che vieta le strisce sulla carreggiata della strada.
Noi, potremmo dirci favorevoli alle strisce blu sin da oggi ad una condizione; che l’Amministrazione Nigrelli con gli introiti derivanti da detto servizio, sin dalle prossime settimane, inizi a pensare al potenziamento del servizio di trasporto urbano, poiché non è possibile mantenere un servizio urbano con “corse” anacronistiche, senza un capolinea, senza potenziare le corse giornaliere, e ciò che è più importante, senza consentire ai cittadini di raggiungere da nord a sud, da est ad ovest ogni luogo della città.
Così come chiediamo all’Amministrazione Comunale, nelle more di ridisegnare il carente trasporto urbano cittadino, di ripristinare la “corsa urbana” che percorreva per intero il quartiere Monte, transitando per le vie Crocifisso, San Martino, via Costa vallone di Riso per poi attraversare la via Ortalizio nel quartiere Canali, servendo un bacino d’utenza maggiore di quello che si rende oggi.
Noi siamo certi, che le strisce blu potranno avere il placet della maggioranza dei cittadini se queste verranno accompagnate dalla scelta dell’Amministrazione Comunale di perseguire il potenziamento del servizio di trasporto pubblico a fronte di questa nuova direttiva.
La difficoltà di parcheggio, per i tanti che non vorranno o non potranno pagare giornalmente il ticket per occupare il posto nelle strisce blu e, quindi l’invito ad usare meno il proprio autoveicolo, per decongestionare il collassato traffico, dovrà essere obbligatoriamente surrogato da un rafforzamento del servizio di trasporto urbano che soddisfi la nuova “necessità”, al fine di consentire ai piazzesi di potersi spostare per raggiungere il luogo di lavoro, per gli affari, per le pratiche, per gli acquisti, e per il tempo libero.
Inoltre, auspichiamo la tracciatura delle linee bianche per razionalizzare le zone rimaste a beneficio dei residenti nel Centro storico, a tal scopo indichiamo: piano Carcere, piazza Castello, via Cavour, piazza Generale Giunta, piazza don Michele Nicosiano, via Campagna San Martino, il piazzale di via Stradonello.
Quindi la risposta alle strisce blu dovrà essere la nascita di un nuovo modo di concepire il trasporto di uomini e cose in città, altrimenti tutto sarà vano.
Filippo Rausa
Quindi la risposta alle strisce blu dovrà essere la nascita di un nuovo modo di concepire il trasporto di uomini e cose in città, altrimenti tutto sarà vano.
Filippo Rausa
venerdì 13 novembre 2009
Un successo il concorso di disegno su San Martino
Un successo il concorso di disegno su San Martino, che ha avuto il suo epilogo mercoledì 11 novembre nella sala conferenze del Museo Diocesano, messo a disposizione dal direttore, padre Pino Paci. Alla presenza del sole che ha fatto capolino per tutta la giornata, riscaldando l'incedere dei ragazzi che dalla chiesa di San Martino giungevano al museo, degli insegnanti, del Preside dell'Istituto Capuana, Antonio Amoroso, dei rappresentanti dell'Amministrazione comunale nella persona dell'assessore alle Feste e Tradizioni, Calogero Cimino, dell'Assessore alla Pubblica Istruzione, Innocenzo Di Carlo, del Comandante della Polizia Municipale, Pietro Viola, e del reverendo parroco don Pino Paci, si è svolta con festosità la cerimonia di premiazione.
Filippo Rausa ha fatto gli onori di casa, insieme ad Armando Cannetta, Giuseppe Parlascino, Giuseppe La Russa, Andrea Lombardo e i giovani del costituendo gruppo giovanile Pietro ed Eric.
Dopo i saluti di rito e le motivazioni di festeggiare San Martino con un concorso di disegno, i brevi interventi delle autorità presenti, Rausa, ringraziando la fattiva collaborazione del prof. Angelo Scroppo, assente per un improvviso impedimento, ha introdotto la premiazione.
Andrea Lombardo ha coinvolto i ragazzi con delle domande sulla vita del santo, infine tutti in coro hanno cantato la classica canzoncina su San Martino campanaro.
Con la lettura delle motivazioni, sono stati chiamati i cinque vincitori dei premi; Andrea Orto, Elena Selvaggio, Roberta Grillo, Alice La Porta, Jennifer Monasteri.
Inoltre sono stati attribuiti tre premi speciali ai giovani artisti; Giovanni Marino, Martina Lavuri e Rocco Pecora.
A tutti i restanti bambini è stato consegnato un gadget ricordo, una cartolina su San Martino e il giornalino L’Aquilotto, appositamente realizzati per l’occasione.
Alle cinque classi partecipanti ed alle autorità presenti sono stati consegnati un quadro ricordo con l’effigie di San Martino, nell’atto di dividere il mantello con un povero, con allo sfondo l’omonima chiesa.
La cerimonia si è conclusa, certi che la fattiva collaborazione tra il Quartiere, la Scuola, l’Amministrazione comunale e la santa romana Chiesa, porterà anche per le prossime iniziative in cantiere, buoni risultati.
Dopo i saluti di rito e le motivazioni di festeggiare San Martino con un concorso di disegno, i brevi interventi delle autorità presenti, Rausa, ringraziando la fattiva collaborazione del prof. Angelo Scroppo, assente per un improvviso impedimento, ha introdotto la premiazione.
Andrea Lombardo ha coinvolto i ragazzi con delle domande sulla vita del santo, infine tutti in coro hanno cantato la classica canzoncina su San Martino campanaro.
Con la lettura delle motivazioni, sono stati chiamati i cinque vincitori dei premi; Andrea Orto, Elena Selvaggio, Roberta Grillo, Alice La Porta, Jennifer Monasteri.
Inoltre sono stati attribuiti tre premi speciali ai giovani artisti; Giovanni Marino, Martina Lavuri e Rocco Pecora.
A tutti i restanti bambini è stato consegnato un gadget ricordo, una cartolina su San Martino e il giornalino L’Aquilotto, appositamente realizzati per l’occasione.
Alle cinque classi partecipanti ed alle autorità presenti sono stati consegnati un quadro ricordo con l’effigie di San Martino, nell’atto di dividere il mantello con un povero, con allo sfondo l’omonima chiesa.
La cerimonia si è conclusa, certi che la fattiva collaborazione tra il Quartiere, la Scuola, l’Amministrazione comunale e la santa romana Chiesa, porterà anche per le prossime iniziative in cantiere, buoni risultati.
domenica 8 novembre 2009
Aspettando SAN MARTINO

Nell’ambito dei festeggiamenti di San Martino santo Patrono del Nobile Quartiere Monte, questo pomeriggio alle ore 18,00 nella sede del Comitato di Quartiere di via Vittorio Emanuele, 19, si è riunita la giuria che ha valutato gli elaborati realizzati dai bambini delle classi IV e V del plesso Trinità, dell’Istituto Comprensivo Luigi Capuana,
Il Concorso di Disegno promosso dal Comitato di quartiere, con il patrocinio dell’amministrazione Comunale, Assessorato alle Feste e Tradizioni, ha per tema San Martino, la Vendemmia.
La giuria composta dall’assessore alle Feste e Tradizioni Calogero Cimino, dal prof. Angelo Scroppo e dal presidente del quartiere Monte Filippo Purrazza, ha valutato i 76 disegni realizzati dai bambini.
Complessivamente cinque la classi impegnate due IV° e tre V°; diversi i disegni meritevoli di encomio, ha affermato il prof. Angelo Scroppo, noto pittore della città dei mosaici, disegni nei quali si nota la passione che i bambini hanno infuso nel realizzare la piccola opera.
Anche lo stesso Assessore Cimino è rimasti colpito dalla bravura dei bambini, affermando che se gli scolari sono incoraggiati, riescono ad esprimere anche attraverso il disegno ciò che di meglio serbano in cuore.
Come da regolamento saranno premiati i primi di ogni classe, ma comunque ad ogni partecipante verrà dato loro un piccolo gadget ed una cartolina ricordo (creata graficamente dalla sig.ra Laura Saffila), a memoria di questa giornata.
Su proposta del prof. Scroppo, sono stati scelti due disegni cui andrà un premio speciale.
Il Comitato di Quartiere per l’occasione e con la partecipazione di alcuni sponsor sta realizzando a cura di Filippo Rausa, il giornalino "L’Aquilotto" che verrà distribuito ai ragazzi del comprensivo Capuana, ai soci tesserati e aifedeli in chiesa.
La premiazione, dopo la visita guidata nella chiesa di San Martino, avrà luogo Mercoledì 11 novembre alle ore 11,00, presso la sala convegni del Museo diocesano, gentilmente messo a disposizione dal direttore don Pino Paci.
Andrea Lombardo, nostro socio e “voce” di vari programmi su Radio Luce, insieme allo gruppo di lavoro che vede Giuseppe La Russa, Armando Cannetta, Giuseppe Parlascino, accoglierà i bambini coinvolgendoli prima della consegna dei premi.
L'incontro della giuria si è concluso con la scelta dei disegni vincitori, infine, Filippo Rausa su proposta del Consiglio direttivo, ha chiesto al prof. Angelo Scroppo la propria disponibilità a realizzare una grande tela su San Martino nell’atto di dividere il proprio mantello con un povero, per poi donarla alla omonima chiesa per essere venerata quale oggetto di culto.
Con la piacevole disponibilità del prof. Angelo Scroppo a realizzare l’opera, si è conclusa la riunione, foriera nel prossimo futuro di importanti eventi.
Il Concorso di Disegno promosso dal Comitato di quartiere, con il patrocinio dell’amministrazione Comunale, Assessorato alle Feste e Tradizioni, ha per tema San Martino, la Vendemmia.
La giuria composta dall’assessore alle Feste e Tradizioni Calogero Cimino, dal prof. Angelo Scroppo e dal presidente del quartiere Monte Filippo Purrazza, ha valutato i 76 disegni realizzati dai bambini.
Complessivamente cinque la classi impegnate due IV° e tre V°; diversi i disegni meritevoli di encomio, ha affermato il prof. Angelo Scroppo, noto pittore della città dei mosaici, disegni nei quali si nota la passione che i bambini hanno infuso nel realizzare la piccola opera.
Anche lo stesso Assessore Cimino è rimasti colpito dalla bravura dei bambini, affermando che se gli scolari sono incoraggiati, riescono ad esprimere anche attraverso il disegno ciò che di meglio serbano in cuore.
Come da regolamento saranno premiati i primi di ogni classe, ma comunque ad ogni partecipante verrà dato loro un piccolo gadget ed una cartolina ricordo (creata graficamente dalla sig.ra Laura Saffila), a memoria di questa giornata.
Su proposta del prof. Scroppo, sono stati scelti due disegni cui andrà un premio speciale.
Il Comitato di Quartiere per l’occasione e con la partecipazione di alcuni sponsor sta realizzando a cura di Filippo Rausa, il giornalino "L’Aquilotto" che verrà distribuito ai ragazzi del comprensivo Capuana, ai soci tesserati e aifedeli in chiesa.
La premiazione, dopo la visita guidata nella chiesa di San Martino, avrà luogo Mercoledì 11 novembre alle ore 11,00, presso la sala convegni del Museo diocesano, gentilmente messo a disposizione dal direttore don Pino Paci.
Andrea Lombardo, nostro socio e “voce” di vari programmi su Radio Luce, insieme allo gruppo di lavoro che vede Giuseppe La Russa, Armando Cannetta, Giuseppe Parlascino, accoglierà i bambini coinvolgendoli prima della consegna dei premi.
L'incontro della giuria si è concluso con la scelta dei disegni vincitori, infine, Filippo Rausa su proposta del Consiglio direttivo, ha chiesto al prof. Angelo Scroppo la propria disponibilità a realizzare una grande tela su San Martino nell’atto di dividere il proprio mantello con un povero, per poi donarla alla omonima chiesa per essere venerata quale oggetto di culto.
Con la piacevole disponibilità del prof. Angelo Scroppo a realizzare l’opera, si è conclusa la riunione, foriera nel prossimo futuro di importanti eventi.
giovedì 5 novembre 2009
La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, si è bevuta il cervello
Questa sentenza è veramente ignobile e penosa: i moderni talebani dell'ateismo e dell'ideologia del relativismo……A DIFESA
della Religione Cattolica (Dio),
dell’Italia (Patria),
delle Tradizioni (Famiglia),
della Giustizia, della Lealtà,
del bene comune, della solidarietà,
dell’onestà… del diritto alla vita…
della Religione Cattolica (Dio),
dell’Italia (Patria),
delle Tradizioni (Famiglia),
della Giustizia, della Lealtà,
del bene comune, della solidarietà,
dell’onestà… del diritto alla vita…
“Non nobis Domine,
non nobis,
non nobis,
sed nomini tuo da gloriam”
Perchè non distruggiamo il Colosseo? Anch'esso è un simbolo)
Trascrivo una favoletta di Esopo per coloro che non vogliono la Croce in classe: Ciascun uomo porta due bisacce, una davanti, l'altra dietro, e ciascuna delle due è piena di difetti, ma quella davanti è piena dei difetti altrui, quella dietro dei difetti dello stesso che la porta.
E per questo gli uomini non vedono i difetti che vengono da loro stessi, mentre vedono assai perfettamente quelli altrui.
venerdì 30 ottobre 2009
LA FESTA DEI MORTI
Il mese di novembre per noi siciliani è soprattutto il mese dei morti.La tradizione della “Festa dei Morti” non è altro che la credenza popolare per cui “le anime dei nostri congiunti” più cari, una volta l’anno, la notte dall’ I al 2 novembre, escono dalle sepolture e vengono a rallegrare i bambini, lasciando loro secondo i gusti e i desideri ogni più bella cosa.
Il loro ricordo è sacro e vivo nella memoria e nel cuore di tutti, è come se tra di loro ed i morti non si siano spezzati e neppure allentati quegli intimi legami, che li tenevano uniti in vita e che rimangono saldi oltre la morte.
E’ commovente ed affascinante, nello stesso tempo, la visita al nostro cimitero-fiorito, sempre come un lussureggiante giardino, e per le tombe, non importa se umili od imponenti.
Le tremule luci dei lumini con i loro palpiti richiamano i battiti di mille cuori vivi; i fiori recisi, i migliori, deposti sulle tombe, significano una bellezza fragile, un tenero messaggio di gratitudine ed amore; e le visite assidue, alle tombe, presso le quali si riprende e si continua un colloquio muto, mai interrotto, indicano un punto di riferimento costante.
Un giorno importante quindi, ma non solo per i grandi, ma anche e soprattutto per i piccoli, che gioiscono nel ricevere, proprio nel giorno della Commemorazione dei Defunti, i loro giocattoli tanto desiderati ed apprezzati.
Ricordo che da bambini, io e mio fratello, per farci dormire, o comunque per farci stare buoni, mio nonno Rosario era solito raccontarci che una sera dei “Morti”, un I° novembre in cui era tornato tardi a casa per via del suo lavoro, aveva incontrato i Morti in processione, tutti avvolti in bianchi lenzuoli, con una lanterna in mano, che venivano a due a due dal cimitero.
Egli voleva vedere se tra quei morti ci fosse sua madre, e domandava loro dove si trovasse, e quelli rispondevano: “Appresso, appresso”.
E pensare, che ci sembrava davvero di vedere quella lunga teoria di fantasmi incappucciati, che dicevano: “appresso, appresso”.
E andavamo a letto buoni buoni, sapendo che i morti nel passare per la via ci avrebbero lasciato i regali.
L’indomani eravamo svegliati dagli scoppiettii delle pistole e dei fucili dei bambini del vicinato, allora, con urli e con grida di gioia ci precipitavamo in cucina, nel salotto per trovare il regalo nascosto dove, oh meraviglia delle meraviglie!!, i Morti ci avevano portato proprio quello che noi avevamo desiderato: la pistola a tamburo con tanto di fodero, il fuciletto, ispirati a modelli western, il trenino colla galleria, l’asinello rosso; per le bambine, bambole ricciolute, il classico Ciccio bello, fornelli e pentolame.
Ora del passato, resta il pellegrinaggio al Cimitero.
I bambini d’oggi, che si dice nascono con gli occhi aperti, non credono più ai Morti e il consumismo a portato noi genitori a smetterla con le favole, si preferisce accompagnare i bambini nel negozio e fargli scegliere il regalo che vuole nella bancarella di piazza Cascino.
Inoltre lo strano fascino d’oltre America ha trasportato il mito di Halloween anche in Italia e a giudicare dal successo che questa festa “straniera” riscuote da un decennio fra i giovani, continuare a parlare di Morti e regali pare cosa d’altri tempi.
E poi, a pensarci bene, lo scorso anno diversi bambini, tra loro mia figlia, suonando il campanello di casa, baldanzosi snocciolavano il motto sentito e risentito una miriade di volte, quel “dolcetto o scherzetto” che se ben ricordo la prima volta lo sentii in quel vecchio cartone di Paperino alle prese con Qui, Quo e Qua.
E che dire infine, il 31 ottobre, discoteche, pub e altri locali organizzano serate e nottate all’insegna di horror, vampiri, teschi, fantasmi, pipistrelli e zucche!.
Insomma, una bella carnevalata, per esorcizzare la paura della morte e dell’aldilà.
Dei “Morti” resta il simpatico ricordo solo nel parlare tra amici, dicendo a chi la fa lunga o parla a sproposito: Ma a chistu chi nu lassanu i morti?.
Povere tradizioni se ne vanno e noi, da inabili protagonisti le facciamo dileguare anche se con tanta pena al cuore.
Filippo Rausa
lunedì 26 ottobre 2009
Concorso di disegno San Martino - la Vendemmia riservato alle classi IV e V del plesso Trinità - Ist. Comp. L.Capuana

Il Comitato Nobile Quartiere Monte con il patrocinio del Comune di Piazza Armerina Assessorato Feste e Tradizioni, per festeggiare San Martino Patrono e protettore del Quartiere Monte, ti invita a partecipare al concorso: San Martino, la Vendemmia
1. Tema dei disegni - I bambini partecipanti sono invitati a realizzare un disegno con tema “San Martino – La vendemmia”.
2. Chi partecipa – Bambini/e delle calassi IV e V dell’Istituto L. Capuana plesso “Trinità”.
3. Dimensioni e Tipologie dei disegni - Su foglio A4 o A3. Verranno ammessi disegni realizzati a mano libera con qualunque tecnica (matite, pastelli a cera, tempere, acquarelli). Si informa che al concorso saranno ammessi anche i disegni che riportano parti di testo (es. fumetti,…).
4. Categorie - Sono state previste alcune categorie da cui prendere spunto per produrre i disegni:
a. San Martino (divide un mantello con un povero; a cavallo vicino la chiesa a lui dedicata; il miracolo dell’estate di San Martino mentre divide il suo mantello; è felice che i piazzesi gli abbiano dedicato un chiesa, etc),
b. San Martino (associato alla raccolta dell’uva; aiuta un povero mentre degli uomini raccolgono l’uva; associato alla poesia di G. Carducci, etc),
c. Vendemmia (tralci di uva, persone che raccolgono l’uva, persone che pigiano l’uva; si spilla la botte del buon vino, etc).
5. Indicazioni - Dietro a ogni disegno devono essere riportati: titolo, nome dell’autore, classe.
6. Ritiro disegni – I disegni prodotti dagli alunni verranno ritirati dalla scuola, sabato giorno 7 novembre 2009, entro le ore 12,30.
7. Premiazione – Si terrà nella mattinata di mercoledì 11 novembre presso l’Istituto comprensivo Luigi Capuana (o il museo diocesano), alla presenza delle classi e dei vincitori.
Verrà primiato il primo per ciascuna delle classi partecipanti, inoltre verrà consegnato un gadget di partecipazione a tutti concorrenti.
I vincitori saranno scelti da una giuria composta da Filippo Purrazza, presidente quartiere Monte, Lillo Cimino, Assessore Feste e Tradizioni, Angelo Scroppo, professore di disegno e pittore.
8. Pubblicazione – I disegni premiati verranno pubblicati sul sito del Quartiere Monte, http://www.quartieremonte.it/ - quartieremonte.blogspot.com
Lo staff Comitato di Quartiere
1. Tema dei disegni - I bambini partecipanti sono invitati a realizzare un disegno con tema “San Martino – La vendemmia”.
2. Chi partecipa – Bambini/e delle calassi IV e V dell’Istituto L. Capuana plesso “Trinità”.
3. Dimensioni e Tipologie dei disegni - Su foglio A4 o A3. Verranno ammessi disegni realizzati a mano libera con qualunque tecnica (matite, pastelli a cera, tempere, acquarelli). Si informa che al concorso saranno ammessi anche i disegni che riportano parti di testo (es. fumetti,…).
4. Categorie - Sono state previste alcune categorie da cui prendere spunto per produrre i disegni:
a. San Martino (divide un mantello con un povero; a cavallo vicino la chiesa a lui dedicata; il miracolo dell’estate di San Martino mentre divide il suo mantello; è felice che i piazzesi gli abbiano dedicato un chiesa, etc),
b. San Martino (associato alla raccolta dell’uva; aiuta un povero mentre degli uomini raccolgono l’uva; associato alla poesia di G. Carducci, etc),
c. Vendemmia (tralci di uva, persone che raccolgono l’uva, persone che pigiano l’uva; si spilla la botte del buon vino, etc).
5. Indicazioni - Dietro a ogni disegno devono essere riportati: titolo, nome dell’autore, classe.
6. Ritiro disegni – I disegni prodotti dagli alunni verranno ritirati dalla scuola, sabato giorno 7 novembre 2009, entro le ore 12,30.
7. Premiazione – Si terrà nella mattinata di mercoledì 11 novembre presso l’Istituto comprensivo Luigi Capuana (o il museo diocesano), alla presenza delle classi e dei vincitori.
Verrà primiato il primo per ciascuna delle classi partecipanti, inoltre verrà consegnato un gadget di partecipazione a tutti concorrenti.
I vincitori saranno scelti da una giuria composta da Filippo Purrazza, presidente quartiere Monte, Lillo Cimino, Assessore Feste e Tradizioni, Angelo Scroppo, professore di disegno e pittore.
8. Pubblicazione – I disegni premiati verranno pubblicati sul sito del Quartiere Monte, http://www.quartieremonte.it/ - quartieremonte.blogspot.com
Lo staff Comitato di Quartiere
Marcoledì 28 Ottobre alle ore 18,00 a colloquio con il Sindaco e i tecnici della Protezione Civile
E' ufficiale, stamani il responsabile della Protezione Civile Ing. Walter Procaccianti su formale richiesta del Sindaco Ing. Carmelo Nigrelli, ha convocato i vertici del Comitato di Quartiere per discutere in merito al documento inviato qualche settimana fa relativo il dossier Barberi e il Censimento degli immobili, civili, religiosi e abitazioni private da noi proposto, per valutare la consistenza statica di questi nel caso di terremoti.
Il Comitato di Quartiere porterà in visione del Sindaco e dei tecnici presenti, un servizio fotografico, relativo i numerosi immobili abbandonati, pericolanti a testimonianza del serio problema che insiste sul territorio.
Il Comitato di Quartiere porterà in visione del Sindaco e dei tecnici presenti, un servizio fotografico, relativo i numerosi immobili abbandonati, pericolanti a testimonianza del serio problema che insiste sul territorio.
sabato 24 ottobre 2009

Torna l'ora solare. Lancette indietro di un'ora
ll cambio nella notte tra il 24 e 25 ottobre quando l'orologio dovrà essere riportato indietro dalle 3 alle 2. L'ora legale tornerà il 28 marzo.
Lancette dell'orologio indietro di un'ora, quindi, nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre. Recuperiamo così quell'ora di sonno persa il 29 marzo scorso.
Per ritornare all'ora legale bisognerà invece attendere il 28 marzo 2010.
ll cambio nella notte tra il 24 e 25 ottobre quando l'orologio dovrà essere riportato indietro dalle 3 alle 2. L'ora legale tornerà il 28 marzo.
Lancette dell'orologio indietro di un'ora, quindi, nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre. Recuperiamo così quell'ora di sonno persa il 29 marzo scorso.
Per ritornare all'ora legale bisognerà invece attendere il 28 marzo 2010.
L'ora solare ci accompagnerà per i cinque mesi invernali.
giovedì 15 ottobre 2009
Il Presidente del Consiglio Comunale convoca il Comitato di Quartiere
Il presidente del Consiglio Comunale Calogero Centonze e i Capi gruppo consigliari, convocano il Presidente del Comitato di quartiere, per un'audizione, mercoledì 28 ottobre alle ore 16,30, relativamente il documento "dossier Barberi - Censimento Immobili nel centro storico".
Il vicepresidente Filippo Rausa, commenta con piacere l'invito, sottolineando la sensibilità da parte del civico consesso per un problema così importante, che riguarda tutti.
L'augurio è, che la sinergia di tutti gli organi preposti, possa far maturare la cultura di prevenzione, che a nostro avviso è assente in ognuno di noi, per scongiurare eventuali pericoli futuri.
Il vicepresidente Filippo Rausa, commenta con piacere l'invito, sottolineando la sensibilità da parte del civico consesso per un problema così importante, che riguarda tutti.
L'augurio è, che la sinergia di tutti gli organi preposti, possa far maturare la cultura di prevenzione, che a nostro avviso è assente in ognuno di noi, per scongiurare eventuali pericoli futuri.
martedì 13 ottobre 2009
Al Sig. Sindaco Ing. Carmelo Nigrelli
Al Responsabile della Protezione Civile
Ing. Walter Procaccianti
All’Ingegnere Capo Mario Duminuco
All’Assessore LL.PP. Ing. Gaetano Guccio
Al Presidente del Consiglio Comunale
Ai Capi Gruppo Consiliari
Agli Organi di Stampa
Città
Oggetto: dossier Barberi - Piazza Armerina - Proposta Censimento Immobili.
Subito dopo le immagini choc del terremoto dell’Aquila e dei comuni limitrofi, il nostro pensiero la nostra domanda è stata: ma le case del Centro Storico in cui viviamo sono a prova di terremoto?; o sono necessari interventi per evitare immani catastrofi, qualora una simile sciagura dovesse percorrere il nostro sottosuolo!!.
Questo Comitato di Quartiere, riunito in assemblea, ha discusso e dibattuto questo argomento, facendo emergere dagli interventi, “che se è vero che un terremoto non si può prevedere, si può invece sapere che certe zone sono più soggette di altre al rischio sismico e che alcuni edifici sono costruiti meglio o peggio di altri; e su quelli costruiti peggio bisogna intervenire”.
Dal programma televisivo trasmesso da RAI 3 “Presadiretta” siamo venuti a conoscenza che già nel 1999, dieci anni fa, Franco Barberi, all'epoca sottosegretario alla Protezione civile aveva elaborato un dossier sugli edifici più a rischio e sui quali bisognava agire al più presto.
Aveva, quel dossier, censito la vulnerabilità degli edifici pubblici strategici e speciali in zone a rischio, anche della città dell’Aquila, ebbene, gli immobili crollati in questa città, ci sono tutti, all'appello non manca nessuno.
Si parla, nel dossier, delle regioni del Sud, dalla Campania alla nostra Sicilia.
Una mole di informazioni enciclopedica: 42.106 schede su altrettanti edifici speciali e strategici nelle regioni meridionali.
In Sicilia su 2.326 edifici scolastici in calcestruzzo armato ce ne sono 512 nella fascia ad “alta vulnerabilità” e 538 in quella “medio alta”, mentre a proposito degli edifici civili su 1.109 ce ne sono 267 ad alto rischio e 292 in quella immediatamente successiva. Anche per le strutture in muratura la situazione non si presenta affatto rosea: il 22,84% degli edifici civili sono a rischio vulnerabilità così come il 12,31% delle strutture sanitarie.
Tutto questo a fronte di un rischio sismico preoccupante.
Nel corso del servizio RAI visibile anche su “youtube” venivano intervistati diversi tecnici campani, calabresi, e alla domanda: conoscete il dossier Barberi, molti dicevano di sconoscere di cosa si trattasse e altri ancora di averne sentito parlare, ma di non avere ricevuto nessun dossier.
Poiché riteniamo il dossier Barberi un documento straordinario, testimonianza del vero scandalo italiano: l’assenza di una seria politica di prevenzione, ora, la domanda nasce spontanea; ma il Comune di Piazza Armerina, ha mai ricevuto il dossier Barberi?
E se lo ha ricevuto, nel corso di questo decennio, ha predisposto dei piani di intervento per gli edifici pubblici, scuole, abitazioni civili?.
Pertanto, vista l’importanza dell’argomento, abbiamo ritenuto spontaneo prendere penna e carta e chiedere, alle Autorità in indirizzo, anche in considerazione delle lievi scosse sismiche registrare dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia nel nostro territorio, il 01 agosto e giorno 9 ottobre, e degli avvenimenti alluvionali in provincia di Messina, l’apertura di un “Dialogo di un filo-diretto” con l’Amministrazione Comunale e gli Uffici preposti, affinché non succeda, che trascorso qualche mese, come ogni cosa, tutto cada nel dimenticatoio, per ricordarcene solo quando, dopo una calamità, con morti e ingenti danni, si torni a dire: tutto questo si sarebbe potuto evitare se si fossero rispettati i fondamentali criteri di prevenzione e/o di costruzione antisismica.
Allo scopo, sarebbe importante sapere e conoscere i dati raccolti dal rapporto Barberi, sulla nostra città, città che vanta oltre otto secoli di storia, dal 1163, un consistente numero di palazzi nobiliari seicenteschi, le decine e decine di chiese, ex conventi costruiti in secoli diversi, per non parlare delle migliaia di abitazioni civili collegate le une alle altre, che compongono il tessuto urbano del nostro centro storico.
In attesa di conoscere ciò che dice il rapporto Barberi sulla nostra città, e poiché riteniamo la prevenzione un atto fondamentale per conoscere lo stato di salute del prestigioso patrimonio immobiliare, proponiamo all’Amministrazione Comunale quanto segue:
* Un Censimento di tutti gli edifici pubblici, civili e religiosi del centro storico, per verificarne il grado di sicurezza, a partire dagli asili, dalle scuole frequentate dai nostri figlioli;
* Un Censimento delle abitazioni civili, anche in considerazione dell’elevato numero di case sfitte, abbandonate dei loro proprietari, perché trasferitisi nelle zone di nuova espansione, in altre città, o ereditate e perciò prive di qualsiasi manutenzione, e quindi un serio pericolo per l’incolumità di quanti ignari cittadini abitano la porta affianco.
Siamo certi che la raccolta di questi dati “sensibili” possa costituire la base per l’avviamento a soluzione dei possibili problemi legati alla sicurezza del territorio urbano dal rischio sismico a quello idrogeologico.
Inoltre, questo Comitato di Quartiere, qualora venisse richiesto è disponibile ad affiancare i tecnici per indicare loro alcuni immobili, che a nostro avviso sono fatiscenti per l’incolumità pubblica.
Altresì, auspichiamo, che questa Amministrazione Comunale, con impegno e gestione lungimirante, possa predisporre progetti finalizzati ad attingere all’ultima tranche (2007-2013) di fondi comunitari, che per la nostra città equivalgono ad una boccata d’ossigeno e benessere.
Concludiamo con una citazione, nata man mano che il dibattito assembleare prendeva forma e che alla fine di queste pagine non può essere omessa:
Il nostro futuro è la nostra memoria storica, fatta da tutto ciò che ci circonda, da ciò che i nostri antenati ci hanno lasciato in eredità; sta a noi preservare ai posteri questo patrimonio di storia e cultura.
A tal fine, in attesa di incontrarvi, augurando buon lavoro,
porgiamo distinti saluti.
Il Presidente
Filippo Purrazza
Al Responsabile della Protezione Civile
Ing. Walter Procaccianti
All’Ingegnere Capo Mario Duminuco
All’Assessore LL.PP. Ing. Gaetano Guccio
Al Presidente del Consiglio Comunale
Ai Capi Gruppo Consiliari
Agli Organi di Stampa
Città
Oggetto: dossier Barberi - Piazza Armerina - Proposta Censimento Immobili.
Subito dopo le immagini choc del terremoto dell’Aquila e dei comuni limitrofi, il nostro pensiero la nostra domanda è stata: ma le case del Centro Storico in cui viviamo sono a prova di terremoto?; o sono necessari interventi per evitare immani catastrofi, qualora una simile sciagura dovesse percorrere il nostro sottosuolo!!.
Questo Comitato di Quartiere, riunito in assemblea, ha discusso e dibattuto questo argomento, facendo emergere dagli interventi, “che se è vero che un terremoto non si può prevedere, si può invece sapere che certe zone sono più soggette di altre al rischio sismico e che alcuni edifici sono costruiti meglio o peggio di altri; e su quelli costruiti peggio bisogna intervenire”.
Dal programma televisivo trasmesso da RAI 3 “Presadiretta” siamo venuti a conoscenza che già nel 1999, dieci anni fa, Franco Barberi, all'epoca sottosegretario alla Protezione civile aveva elaborato un dossier sugli edifici più a rischio e sui quali bisognava agire al più presto.
Aveva, quel dossier, censito la vulnerabilità degli edifici pubblici strategici e speciali in zone a rischio, anche della città dell’Aquila, ebbene, gli immobili crollati in questa città, ci sono tutti, all'appello non manca nessuno.
Si parla, nel dossier, delle regioni del Sud, dalla Campania alla nostra Sicilia.
Una mole di informazioni enciclopedica: 42.106 schede su altrettanti edifici speciali e strategici nelle regioni meridionali.
In Sicilia su 2.326 edifici scolastici in calcestruzzo armato ce ne sono 512 nella fascia ad “alta vulnerabilità” e 538 in quella “medio alta”, mentre a proposito degli edifici civili su 1.109 ce ne sono 267 ad alto rischio e 292 in quella immediatamente successiva. Anche per le strutture in muratura la situazione non si presenta affatto rosea: il 22,84% degli edifici civili sono a rischio vulnerabilità così come il 12,31% delle strutture sanitarie.
Tutto questo a fronte di un rischio sismico preoccupante.
Nel corso del servizio RAI visibile anche su “youtube” venivano intervistati diversi tecnici campani, calabresi, e alla domanda: conoscete il dossier Barberi, molti dicevano di sconoscere di cosa si trattasse e altri ancora di averne sentito parlare, ma di non avere ricevuto nessun dossier.
Poiché riteniamo il dossier Barberi un documento straordinario, testimonianza del vero scandalo italiano: l’assenza di una seria politica di prevenzione, ora, la domanda nasce spontanea; ma il Comune di Piazza Armerina, ha mai ricevuto il dossier Barberi?
E se lo ha ricevuto, nel corso di questo decennio, ha predisposto dei piani di intervento per gli edifici pubblici, scuole, abitazioni civili?.
Pertanto, vista l’importanza dell’argomento, abbiamo ritenuto spontaneo prendere penna e carta e chiedere, alle Autorità in indirizzo, anche in considerazione delle lievi scosse sismiche registrare dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia nel nostro territorio, il 01 agosto e giorno 9 ottobre, e degli avvenimenti alluvionali in provincia di Messina, l’apertura di un “Dialogo di un filo-diretto” con l’Amministrazione Comunale e gli Uffici preposti, affinché non succeda, che trascorso qualche mese, come ogni cosa, tutto cada nel dimenticatoio, per ricordarcene solo quando, dopo una calamità, con morti e ingenti danni, si torni a dire: tutto questo si sarebbe potuto evitare se si fossero rispettati i fondamentali criteri di prevenzione e/o di costruzione antisismica.
Allo scopo, sarebbe importante sapere e conoscere i dati raccolti dal rapporto Barberi, sulla nostra città, città che vanta oltre otto secoli di storia, dal 1163, un consistente numero di palazzi nobiliari seicenteschi, le decine e decine di chiese, ex conventi costruiti in secoli diversi, per non parlare delle migliaia di abitazioni civili collegate le une alle altre, che compongono il tessuto urbano del nostro centro storico.
In attesa di conoscere ciò che dice il rapporto Barberi sulla nostra città, e poiché riteniamo la prevenzione un atto fondamentale per conoscere lo stato di salute del prestigioso patrimonio immobiliare, proponiamo all’Amministrazione Comunale quanto segue:
* Un Censimento di tutti gli edifici pubblici, civili e religiosi del centro storico, per verificarne il grado di sicurezza, a partire dagli asili, dalle scuole frequentate dai nostri figlioli;
* Un Censimento delle abitazioni civili, anche in considerazione dell’elevato numero di case sfitte, abbandonate dei loro proprietari, perché trasferitisi nelle zone di nuova espansione, in altre città, o ereditate e perciò prive di qualsiasi manutenzione, e quindi un serio pericolo per l’incolumità di quanti ignari cittadini abitano la porta affianco.
Siamo certi che la raccolta di questi dati “sensibili” possa costituire la base per l’avviamento a soluzione dei possibili problemi legati alla sicurezza del territorio urbano dal rischio sismico a quello idrogeologico.
Inoltre, questo Comitato di Quartiere, qualora venisse richiesto è disponibile ad affiancare i tecnici per indicare loro alcuni immobili, che a nostro avviso sono fatiscenti per l’incolumità pubblica.
Altresì, auspichiamo, che questa Amministrazione Comunale, con impegno e gestione lungimirante, possa predisporre progetti finalizzati ad attingere all’ultima tranche (2007-2013) di fondi comunitari, che per la nostra città equivalgono ad una boccata d’ossigeno e benessere.
Concludiamo con una citazione, nata man mano che il dibattito assembleare prendeva forma e che alla fine di queste pagine non può essere omessa:
Il nostro futuro è la nostra memoria storica, fatta da tutto ciò che ci circonda, da ciò che i nostri antenati ci hanno lasciato in eredità; sta a noi preservare ai posteri questo patrimonio di storia e cultura.
A tal fine, in attesa di incontrarvi, augurando buon lavoro,
porgiamo distinti saluti.
Il Presidente
Filippo Purrazza
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