martedì 9 gennaio 2024
Ennesimo successo il falò alla Befana in piazza Castello
Dopo il rinvio di sabato 6 gennaio a causa della pioggia persistente, il grande falò alla Befana, seppure sotto una leggera pioggerellina, ha avuto luogo, come da consuetudine, in piazza Castello, domenica 7 gennaio.
Oltre quindici fascine d’ulivo hanno caratterizzato il grande falò, con la sagoma della Befana che per oltre 24 ore ha sovrastato sopra la catasta di legna, resistendo alla pioggia battente e al forte vento.
Seppure senza la presenza della banda musicale, l'accensione del fuoco ha iniziato a rischiarare la piazza e ha riscaldare i cuori di quanti hanno partecipato all'evento. Non è mancata la sacralità del giorno dell’Epifania e l’atmosfera che ha accompagnato per tutto il periodo natalizio quanti hanno partecipato.
Le fasi dell'accensione del falò e per tutta la durata dell'evento, sono state trasmesse in diretta nella pagina Facebook, per consentire ai quartieranti e concittadini, che per le avverse condizioni climatiche erano rimasti a casa, di potere assistere via etere all'iniziativa promossa e curata dal gruppo dirigente del Comitato Nobile Quartiere Monte Mira.
A conclusione della serata, il presidente Filippo Rausa, ha rivolto un caloroso ringraziamento a tutti i soci che si sono adoperati per la riuscita degli eventi natalizi, auspicando che l'impegno, l'esempio dal gruppo dirigente del Comitato di Quartiere possa ridestare le coscienze dei tanti quartieranti inermi a partecipare, ed essere più presenti alla vita sociale del quartiere e di tutti i giorni.
sabato 6 gennaio 2024
LA DOMENICA CON GESU', BATTESIMO DEL SIGNORE / B
…… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale
“…O voi tutti assetati, venite all’ acqua, voi che non avete denaro, venite…Cercate il Signore, mentre si fa trovare…Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie…” Is 55,1-11 .
“…Carissimi, chiunque crede che Gesù è il Cristo, è stato generato da Dio…Quando amiamo Dio e osserviamo i suoi comandamenti…” 1 Gv 5,1-9 .
“…Viene dopo di me colui che è più forte di me…io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali…Gesù…fu battezzato nel Giordano da Giovanni…Venne una voce dal cielo: Tu sei il Figlio mio, l’ amato: in te ho posto il mio compiacimento”. Mc 1,7-11.
“Dopo aver contemplato, a Natale e all’ Epifania, Gesù bambino, oggi con la festa del Battesimo del Signore, assistiamo all’ inizio del suo ministero. La liturgia, così, salda il mistero dell’ incarnazione con la sua missione: la passione, morte e risurrezione”.
Marco non ha evidenziato l’ appello alla conversione, così chiaramente sviluppato, ad esempio, da Luca. Lo sguardo dell’ evangelista, come opportunamente sottolinea il commento del “Servizio della Parola”, che noi seguiamo, viene concentrato sull’ annuncio di “colui che viene”. Egli battezzerà nello Spirito. Giovanni battezzava nell’ acqua, Gesù nello Spirito. Ma prima di immergere i credenti nello Spirito, Gesù stesso deve essere immerso nell’ acqua. E’proprio quando risale dall’ acqua che Gesù “vede”: è lui il primo destinatario della visione e della Parola che viene pronunciata.
-“Una scena di incarnazione”. Colui che si è fatto uomo per la nostra salvezza ha condiviso la nostra condizione umana, facendosi prossimo di ogni uomo e di ogni donna, con il suo carico di sofferenze, di ferite e di peccati. Ma il Signore, che cosa ha in comune con gli uomini? A muoverlo è, certamente, il desiderio di essere vicino a tutti coloro che hanno coscienza della loro fragilità e desiderano cambiare vita, per accogliere l’ inviato di Dio, venuto per i poveri e per i peccatori, per quelli che procedono curvi sotto il peso della malattia, segnati dall’ emarginazione, considerati irrecuperabili a causa del male che hanno commesso. A loro e a tutti quelli che si affidano a lui, egli aprirà una possibilità inedita di vita e di pace, all’ insegna della misericordia.
-“Una scena di manifestazione”. Il racconto presenta anche la risposta di Dio, il Padre: Dio esce dal suo silenzio e una voce proclama: “Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento”. Vediamo che Marco non si attarda sull’ immersione di Gesù nelle acque del Giordano, ma attira la nostra attenzione su ciò che avviene dall’ alto. I cieli che si squarciano non costituiscono una variazione atmosferica, ma sono un modo per evocare “l’esperienza di una rivelazione divina, un’ apparizione del divino nel mondo umano”. Ogni distanza e separazione da Dio non ha più motivo di esistere: in Gesù il dialogo con Dio è ristabilito.
-“Il nostro battesimo”. In questo giorno siamo invitati a fare memoria del nostro battesimo e di ciò che esso significa: “un’offerta di salvezza”, la risposta di Dio alla sete dell’ uomo: la possibilità di “una profonda comunione” con Dio, come Padre. Ecco perché, quando si entra in chiesa, ci si segna con l’ acqua benedetta: un gesto che ci ricorda che siamo stati generati a una nuova vita. Proprio attraverso il battesimo, veniamo letteralmente immersi in Cristo, nella sua morte e resurrezione.
-“Figli e fratelli”. Figli, che hanno un posto sicuro nel cuore di Dio, certi della sua misericordia. Ma anche fratelli, al di là di tutte le diversità, perché accomunati dalla stessa dignità e quindi disposti a riconoscere i diritti, i sogni, le aspirazioni, i desideri degli altri.
Mons. Antonio Scarcione
venerdì 5 gennaio 2024
FALO' ALLA BEFANA del nobile quartiere MONTE MIRA, Sabato 6 gennaio 2024, piazza Castello, Ore 18:00
Torna anche quest'anno il tradizionale appuntamento con il "Falò alla Befana" in piazza Castello, giunto alla sua 14^edizione. Come da tradizione l'evento è organizzato dai soci dal Comitato di Quartiere Monte Mira, che ci tengono a sottolineare, senza alcun contributo da parte di nessuno.
Sabato alle ore 18:00, la Befana arriverà in volo sulla sua scopa magica, dopo avere distribuito nel suo instancabile giro caramelle e doni ai bambini buoni e carbone a chi fa i capricci con mamma e papà.
Dopo l'atterraggio, alla Befana sarà acceso il falò, che illuminerà la piazza e scalderà i cuori di grandi e piccini.
Il falò alla Befana, si inserisce nel calendario delle Novene natalizie, che nella giornata dell'Epifania ricorda l'arrivo dei re Magi a far visita a Gesù bambino, proprio dove è stata allestita la capanna di Gesù Bambino.
Un'occasione per festeggiare insieme l'Epifania, in un'atmosfera di allegria e divertimento, per chiudere in bellezza il periodo natalizio.
Siete tutti invitati a partecipare. Vi aspettiamo numerosi!
Filippo Rausa
lunedì 1 gennaio 2024
LA DOMENICA CON GESU', MARIA SS.MA MADRE DI DIO. SOLENNITA' 1° GENNAIO 2024
…… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia
“…Così benedirai gli Israeliti…Ti benedica il Signore e ti custodisca…Faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia…” Nm 6,22-27 .
“Fratelli, quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio…per riscattare quelli che erano sotto la “Legge”, perché ricevessero l’ adozione a figli…” Gal 4,4-7 .
“…I pastori andarono…e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino…Maria…custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore…Compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù…” Lc 2,4-7.
“LA SOLENNITA’ DI MARIA, MADRE DI DIO, COINCIDE CON L’ INIZIO DELL’ ANNO CIVILE E ANCHE CON LA 57a GIORNATA MONDIALE DELLA PACE, CHE HA PER TEMA: “INTELLIGENZA ARTIFICIALE E PACE”. PAPA FRANCESCO SOLLECITA UN DIALOGO APERTO SULLE NUOVE TECNOLOGIE, DOTATE DI POTENZIALITA’ E DI EFFETTI AMBIVALENTI. EGLI RICHIAMA LA NECESSITA DI VIGILARE, AFFINCHE’ NON ATTECCHISCA UNA LOGICA DI VIOLENZA E DI DISCRIMINAZIONE NEL PRODURRE E NELL’ USARE TALI DISPOSITIVi, A SPESE DEI PIU’ FRAGILIE DEGLI ESCLUSI. E’ URGENTE ORIENTARE LE INTELLIGENZE ARTIFICIALI IN MODO RESPONSABILE, AL SERVIZIO DELL’ UMANITA’ E DELLA PROTEZIONE DELLA NOSTRA CASA COMUNE, ESTENDENDO LA RIFLESSIONE ETICA ALL’ EDUCAZIONE E AL DIRITTO”.
Facciamo tesoro della riflessione del “Servizio della Parola”, per evidenziare gli elementi salienti della pagina del vangelo.
“Maria, Madre di Dio”. Notiamo che l’ Ottava di Natale è associata, da secoli, alla venerazione della Madre di Dio. Celebrare Maria, come Madre di Dio, significa cogliere il suo posto nella storia della salvezza. In Maria, Dio dà compimento alla storia di Israele, che attende il Salvatore. Maria è l’ inizio di un popolo nuovo, che accoglie il Salvatore e dà alla luce Dio.
“Un nuovo anno civile”. Iniziamo questo nuovo anno civile insieme a Maria: è lei che insegna a deporre nel cuore tutto ciò che ci accade e a confrontarlo con la parola di Dio. Con questo atteggiamento di gioia e di ottimismo, affrontiamo i giorni che ci attendono. Anche se non sappiamo cosa ci riserva il futuro. Il cristiano sa che, qualunque cosa accada, nulla potrà separarlo dall’ amore di Dio, in Cristo.
“La Giornata della pace”. Ma noi, quale pace invochiamo ? Come ci ricorda il biblista, attraverso la relazione vitale tra Dio e il suo popolo, tra Dio e ogni credente, si sperimenta l’azione del Signore e si riceve la pace, come “pienezza di vita, benessere e serenità del cuore”. E’ la pace del cuore, la pace dell’ anima, che viene da Dio, perché egli è il Dio della pace. Nessuno può togliercela, neanche la prigione e la morte.
“Maria, icona della pace”. Se guardiamo a Maria, scopriamo che la pace di Dio è generata, sostenuta, accompagnata dalla fiducia. Maria non si lascia abbattere dalla prova, anche quando il suo Figlio è stato inchiodato alla croce. Questa fiducia rende possibile una risposta d’amore al progetto di Dio. Non è forse questo il modo di affrontare il nuovo anno ? Cogliere, nel corso dei giorni, i segni tangibili della luce e della pace che vengono da Dio. Le meraviglie che Dio continua ad operare. Non basta però accorgersi di tutto ciò: bisogna anche parlarne, come hanno fatto i pastori, per trasmettere speranza e sottrarre spazio al male.
Mons. Antonio Scarcione
domenica 31 dicembre 2023
LA DOMENICA CON GESU', SANTA FAMGLIA DI GESU', MARIA E GIUSEPPE / B
…… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale
“…Non temere, Abram, io sono il tuo scudo…Non sarà costui l’ erede, ma uno nato da te sarà il tuo erede…Guarda il cielo e conta le stelle…Tale sarà la tua discendenza. Egli credette al Signore…Gen 15,1-6.21,1-13 .
“Fratelli, per fede, Abramo…obbedì… partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità…Per fede, anche Sara…ricevette la possibilità di diventare madre…Per fede, Abramo…offrì Isacco…Egli pensava infatti che Dio è capace di far risorgere anche dai morti…” Eb 11,8.11-12.17-19 .
“…Quando ebbero adempiuto ogni cosa…fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nazaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui” Lc 2,22-40.
“LA FESTA DELLA SANTA FAMIGLIA RISPLENDE NELLA SCENA DELLA PRESENTAZIONE DI GESU’ AL TEMPIO. IL FATTO E’ DETERMINATO DALLA “LEGGE” DEL SIGNORE. L’ ATTO DELLA FAMIGLIA DI NAZARET E’ BEN CONTESTUALIZZATO NELLA TRADIZIONE GIUDAICA E L’ EVANGELISTA RILEVA CHE I GENITORI DI GESU’ OSSERVANO TUTTE LE PRESCRIZIONI”.
La breve riflessione sulla Festa della Santa Famiglia fa tesoro del commento del “Servizio della Parola”.
-“Portarono il bambino Gesù a Gerusalemme”. Luca ci fa assistere a un rito suggerito dalla tradizione: “La consacrazione dei primogeniti” e l’ offerta di una coppia di colombi o tortore. Il biblista ci avverte che si tratta di una prescrizione a cui Giuseppe e Maria si sentono legati.
“Qual era il senso di questo gesto ? “. Certamente, in dissonanza col diritto romano(che considerava il figlio come proprietà dei genitori), la tradizione ebraica lo riteneva un dono di Dio. Ovviamente, nessuno più di Gesù, è un dono. Ma lo sono anche tutti i figli. Non è solamente un suggerimento pedagogico, ma un atteggiamento che nasce dalla fede. Riconoscere la vita come un dono induce a rispettare l’ originalità, la dignità e i diritti. Ma anche i limiti !
“Un riconoscimento inatteso”. E’ quello del santo vecchio Simeone. Le sue parole suscitano lo stupore di Maria e Giuseppe. Qual è, peri genitori cristiani, la realtà più importante per i loro figli ? La posizione che raggiungeranno, il successo, l’ eccezionalità professionale o sociale ? O non piuttosto il fatto di avere inteso la voce del Signore, di aver assecondato la sua chiamata, di avere vissuto la loro vocazione ?
“Un incontro che lascia il segno”. Quanto è accaduto a Gerusalemme, nel Tempio, lascerà sicuramente un segno in Maria e Giuseppe. Così come la scuola, la parrocchia, lo sport, gli amici, i conoscenti, offrono opportunità d’ incontro, che aprono ad uno scambio fecondo e favoriscono la crescita dei figli e degli stessi genitori.
“Rispettare i tempi”. Maria e Giuseppe fanno ritorno a Nazaret, alla loro casa, con i suoi ritmi ben precisi. Ritornano alla vita usuale, perché è lì che il bambino potrà diventare uomo. La vita dei genitori e dei figli si snoda dentro un contesto che prepara alla vita.
Senza scambi di ruoli: perché i figli hanno bisogno dell’ autorevolezza dei genitori e non solo della connivenza degli amici.
Senza abdicazioni alla propria responsabilità di adulti, che stanno anche “davanti” a loro, per tracciare la strada e indicare la rotta sicura. Senza rinunciare a dire una parola con la quale i figli sono chiamati a confrontarsi, anche se essa risultasse scomoda.
“Il bambino cresceva e si fortificava”. L’ avventura della crescita è esaltante, ma non priva di spine. Vedere crescere i propri figli riempie di gioia e di orgoglio i genitori. Riconoscere che la loro esistenza acquisisce solidità e forza d’ animo, li colma di consolazione e di speranza.
Anche Maria e Giuseppe devono aver sperimentato la stessa emozione.
Mons. Antonio Scarcione
lunedì 25 dicembre 2023
LA DOMENICA CON GESU', NATALE DEL SIGNORE
…… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale
“Come sono belli sui monti i piedi del messaggero che annuncia la pace…Prorompete insieme in canti di gioia…perché il Signore ha consolato il suo popolo…” Is 52,7-10.
“Dio…,in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio…Eb 1,1-6.
“In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio…Tutto è stato fatto per mezzo di lui…Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi…” Gv 1,1-18.
“LA LITURGIA DEL GIORNO E’ UN ANNUNCIO DI GIOIA: ISAIA DA’ IL TONO ATTRAVERSO IL LINGUAGGIO DELLA GIOIA, PER DESCRIVERE L’ EMOZIONE, CHE DALL’ UOMO SI ESPANDE SUL MONDO ESTERNO. VIENE DAVVERO ESEGUITA LA “SINFONIA DELLA SALVEZZA” DA PARTE DI DIO NELLA STORIA DEL SUO POPOLO”.
Le letture del Natale si rivelano abbastanza impegnative. La buona novella della nascita di Gesù, oggi, ci conduce ad una conoscenza più profonda del mistero dell’ Incarnazione. Certamente, la nascita è un mistero che ci supera sempre, ma ci chiede anche di crescere in una solida intelligenza della fede.
La “Lettera agli Ebrei” e il “Vangelo di Giovanni”, ci pongono alcune questioni. Chi è Gesù per noi? E noi stessi abbiamo utilizzato tutti gli strumenti necessari, per conoscerlo meglio e seguirlo ?
La nascita del Signore deve continuare a sorprenderci, come ha sorpreso Maria e Giuseppe. Dio si fa mendicante d’ amore e attende da noi la disponibilità ad entrare in questa stupenda alleanza tra il Creatore e le sue creature, l’ invisibile e il visibile, l’ immortale e il mortale, Dio e l’ umano.
-“La Parola è diventata uomo”. Proprio così. La parola di Dio, che ha dato vita al mondo, guidato i patriarchi e ispirato i profeti, è diventata un uomo. La profezia di Dio ha assunto la carne umana. Dio è diventato uno di noi. Ha piantato per sempre la sua tenda tra noi. E’ venuto per condividere in tutto e per tutto, tranne il peccato, la nostra esistenza. Proprio questo celebriamo a Natale.
-“Il triplice Natale del Signore Gesù”. Il Natale si può considerare da diversi punti di vista. Come: 1) La nascita eterna del Figlio dal Padre; 2) La sua nascita nel mondo attraverso l’ Incarnazione; 3) La nascita del Signore nella nostra vita spirituale.
“La prima nascita” è la più sublime. Viene manifestata a noi attraverso la nostra fede cristiana: è la “nascita” eterna del Figlio nel grembo del Padre (Gv 1,18). Colui che nasce a Betlemme è prima di tutto la generazione del Figlio unigenito. Siamo invitati innanzitutto alla contemplazione di questo mistero d’ amore: la generazione divina del Figlio dal Padre.
“La seconda nascita” è inscritta nel tempo. Siamo invitati a meditare sulla venuta in mezzo a noi della Parola di Dio nella persona di Gesù. Dio diventa quello che siamo noi, perché noi diventiamo quello che è lui.
Si fa uomo, per farci diventare Dio.
“La terza nascita” si inscrive qui ed oggi nella nostra esistenza. La pace che il Signore è venuto a portare alla terra viene proposta a tutti coloro che sono amati dal Signore. Tutti i giorni e dovunque, il Signore nasce in verità, per la grazia. Dipende da noi che questo terzo Natale sia reale nella nostra vita.
Mons. Antonio Scarcione
domenica 24 dicembre 2023
Gli Auguri di Mons. Scarcione
AL PRESIDENTE, AL DIRETTIVO E AI SOCI DEL NOBILE QUARTIERE MONTE MIRA.
Seguo con piacere i progressi e i successi del Nobile Quartiere Monte Mira, a partire dalla esaltante Vittoria al Palio dei Normanni (Edizione 2023), conseguita grazie ai bravissimi cavalieri che si sono distinti nell’ evento. Non mi sfuggono altresì le richieste, provenienti ormai da molte città della Sicilia, di esibizioni del Gruppo Musici e Sbandieratori e del Corte Storico del Quartiere. Non posso non rallegrarmene con i ragazzi e i giovani, protagonisti indiscussi e con il Quartiere tutto.
Mi è particolarmente gradita l’ occasione, per formulare sinceri Auguri di Buon Natale e Felice Capodanno 2024.
Mons. Antonino Scarcione
LA DOMENICA CON Gesù, IV DI AVVENTO / B
…… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale
“Il re Davide…disse al profeta Natan…Io abito in una casa di cedro, mentre l’ arca di Dio sta sotto…una tenda…” 2 Sam 7,1-5.8b-12.14a-16 .
“…A Dio, che solo è sapiente,…la gloria nei secoli. Amen” Rm 16,25-27 .
“…L’ angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una Vergine, promessa sposa di un uomo…di nome Giuseppe…Entrando da Lei, disse: Rallegrati, piena di grazia: …concepirai un figlio e lo chiamerai Gesù…” Lc 1,26-38.
“CONTEMLPIAMO IL MISTERO DELL’ INCARNAZIONE DEL FIGLIO DI DIO. RINGRAZIAMO DIO PER IL “SI’” DI MARIA. MA ANCHE PER IL SI’ DI TUTTI I NOSTRI FRATELLI E SORELLE NELLA STORIA DELLA SALVEZZA”.
Come afferma, opportunamente, il classico commento dello studioso Ermes Ronchi, l’ angelo Gabriele vola dal tempio verso una giovane laica, in una casa come tante. Così inizia il Vangelo: Dio esce dal recinto del sacro e si immerge nella normalità della vita. L’ angelo parla in modo chiaro. La sua prima parola è: “Xaire”, rallegrati, gioisci, sii felice, Maria. Non le ordina: inginocchiati, obbedisci, prega. Gabriele “brucia” le distanze tra Dio e l’ umano. Proprio adesso scocca la prima scintilla tra i due poli, la scintilla della felicità. Essa sarà il primo tema del Maestro nella prima lezione sul monte (Mt 5). Nella seconda parola, invece, troviamo il motivo della gioia: “sei piena di grazia”. La grazia di Dio è la vita stessa di Dio, è il suo amore.
Dio ha detto sì a Maria prima ancora che Maria dicesse sì a Dio.
Come lei, anche tutti noi siamo amati per sempre, di amore asimmetrico, unilaterale, incondizionato. “Il Signore è con te”. Notiamo che quando Dio nella Bibbia dice a qualcuno, “Io sono con te”, gli sta offrendo un futuro bello e arduo (Virgili), un compito alto e difficile: il tuo figlio sarà figlio di Dio. Dio è uno, non ha figli. Ma nel vangelo gli angeli vengono proprio per dire questo: che, cioè, l’impossibile è diventato possibile.
Come lei, anche tutti noi siamo amati per sempre, di amore asimmetrico, unilaterale, incondizionato. “Il Signore è con te”. Notiamo che quando Dio nella Bibbia dice a qualcuno, “Io sono con te”, gli sta offrendo un futuro bello e arduo (Virgili), un compito alto e difficile: il tuo figlio sarà figlio di Dio. Dio è uno, non ha figli. Ma nel vangelo gli angeli vengono proprio per dire questo: che, cioè, l’impossibile è diventato possibile.
“Non aver paura, Maria”, se l’ infinito si nasconde in un pugno carne, in una perla di sangue nel tuo grembo. Non aver paura delle nuove, sconosciute vie di Dio, che diventa bambino. Non temere questo Dio bambino, che vivrà perché tu lo amerai. Lo nutrirai di latte, di carezze, di sogni.
Ragazza concreta, Maria vuole sapere: “come è possibile, non conosco uomo ? . E, così, dopo la risposta dell’ angelo , Maria, con gioia, si mette sulle vie di Dio: eccomi, io ci sono, ci metto la mia fede, il mio corpo, la mia femminilità.
Mons. Antonio Scarcione
lunedì 18 dicembre 2023
domenica 17 dicembre 2023
LA DOMENICA CON Gesù, III DI AVVENTO-"GAUDETE" (Rallegratevi) / B
…… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale
“…Il Signore mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri…a proclamare la libertà degli schiavi…” Is 61,1-2.10-11 .
“…Siate sempre lieti…astenetevi da ogni specie di male…” 1Ts 5,16-24 .
“…Tu chi sei ?...Io non sono il Cristo…Sei tu Elia ?. Non lo sono…Sei tu il profeta ?. No…Che cosa dici di te stesso ?...Io sono voce di uno che grida nel deserto…Colui che viene dopo di me: a lui non sono degno di slegare il laccio del sandalo…” Gv 1,6-8.19-28.
“IN QUESTA DOMENICA LA PAROLA, ATTRAVERSO L’ INVIATO DEL SIGNORE, GIOVANNI BATTISTA, GARANTISCE CHE DIO HA UNPROGETTO DI SALVEZZA E DI VITA PIENA PER TUTTI NOI”.
Venne Giovanni, il profeta del Giordano. Egli è il testimone che la roccia, su cui si fonda la storia di Dio, è la luce, non il male, ma la grazia. Ogni credente è chiamato ad avere occhi così limpidi, da vedere Dio dovunque, sandali da pellegrino e cuore di luce. Noi siamo chiamati ad essere rabdomanti del buono e del bello, seminato anche nei nostri deserti della vita. Giovanni afferma: in mezzo a voi sta Uno che voi non conoscete.
Ed ecco un’ apposita delegazione, per interrogarlo: sacerdoti e leviti, provenienti da Gerusalemme, si recano da Giovanni. Quasi una commissione d’ inchiesta, arrivata, non per capire, ma per affermare il proprio potere. Certo, Giovanni era un levita, apparteneva anche lui a quella casta sacerdotale. Ma egli aveva scelto di essere semplicemente una voce. Lo affrontano, così, con sei domande incalzanti. Ad esse Giovanni risponde “no”, per ben tre volte. E anziché affermare ”io sono”, preferisce affermare: “io non sono”. Egli risponde, indicando soltanto l’ essenziale.
Davanti al sole, come davanti a Dio, non c’ è nulla di meglio che essere nulla: aria, pura trasparenza. Giovanni afferma, cioè, di essere solo una voce. Come sobriamente riferisce il sacro testo: “Giovanni venne per dare testimonianza alla luce”. Notiamo, senz’ altro, che il profeta roccioso, l’ uomo della sabbia e delle acque, è il testimone del sole. Così, come Isaia testimonia che, in qualche parte del mondo, già ora, il lupo e l’ agnello pascolano insieme, egli attesta, altresì, che Dio viene, quale guaritore delle vite, cercatore di prigionieri da liberare. “Venne un uomo mandato da Dio”, è detto per Giovanni e per noi. Ciascuno è un uomo mandato, è una sillaba pronunciata da Dio e che il Signore non ripeterà mai più.
Ognuno è testimone che Dio c’ è, è qui, ed ha un cuore di luce. E il nostro cuore ci dirà che anche noi siamo fatti per la luce.
Mons. Antonio Scarcione
giovedì 14 dicembre 2023
Il nobile quartiere Monte Mira alla corte di re Ruggero II a Cefalù
22 dicembre 2023 
Magico Natale a Cefalù 


Magico Natale a Cefalù 

Venerdì 22 dicembre la Magia del Natale a Cefalù vi porterà indietro nel tempo grazie ad una manifestazione nel giorno in cui Re Ruggero II “festeggia” il suo compleanno, denominata "Alla Corte del Re".
La figura portante della storia cittadina è infatti nata il 22 dicembre del 1095 a Mileto, dall’unione fra Ruggero I d’Altavilla e Adelasia del Vasto.
Anche quest'anno celebreremo l'anniversario della nascita del Re normanno con una kermesse, inserita all’interno del calendario natalizio, in cui corteo storico, composto da musici, sbandieratori, dame e notabili, ancelle, paggi e armigeri del Nobile Quartiere Monte Mira di Piazza Armerina, porteranno tra le vie del centro storico un’atmosfera di festa medievale, accompagnati dai falconieri di Promomadonie Sicilia, e guidati dal Re Ruggero II e dalla consorte Elvira di Castiglia.
Il corteo inizierà alle ore 18:00 dalla Villa comunale e si concluderà in piazza Duomo, ai piedi della magnifica Basilica Cattedrale, voluta e costruita nel 1131 da Ruggero II d'Altavilla.
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