* Il vangelo è, letteralmente, la Buona Notizia. E non si tratta solo di quattro libri scritti bene (i Vangeli), ma della persona di Gesù. La Buona Notizia è, che il Cristo non si tira mai indietro e il suo amore è più forte di tutti i nostri tradimenti. Anzi, si manifesta in particolare, quando lo tradiamo. Quando Giuda esce dal cenacolo, ormai è notte: la notte del tradimento e della morte. La vera notizia, quindi, non è tanto lo scandalo causato da Giuda, ma l’ amore con cui Gesù si offre totalmente, perché impariamo ad amarci, tra di noi, allo stesso modo.domenica 24 aprile 2016
La Domenica con Gesù, V di Pasqua / C
……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale
* Il vangelo è, letteralmente, la Buona Notizia. E non si tratta solo di quattro libri scritti bene (i Vangeli), ma della persona di Gesù. La Buona Notizia è, che il Cristo non si tira mai indietro e il suo amore è più forte di tutti i nostri tradimenti. Anzi, si manifesta in particolare, quando lo tradiamo. Quando Giuda esce dal cenacolo, ormai è notte: la notte del tradimento e della morte. La vera notizia, quindi, non è tanto lo scandalo causato da Giuda, ma l’ amore con cui Gesù si offre totalmente, perché impariamo ad amarci, tra di noi, allo stesso modo.
Testi: “…Paolo e Barnaba ritornarono a Listra, Iconio e Antiochia…Confermando i discepoli ed esortandoli a restare saldi nella fede…” At 14,21b-27 .
“…Ecco la tenda di Dio con gli uomini…Egli…asciugherà ogni lacrima…” Ap 21,1-5° .
“…Vi do’ un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri..” Gv 13,31-33a.34-35.
Gesù ci ha indicato la strada, per rinnovare la comunità degli uomini. L’ itinerario è costituito dall’ amore reciproco tra i suoi discepoli. Noi siamo veramente Chiesa , se rendiamo visibile questo amore. Altrimenti non siamo più “sacramento di Dio” tra gli uomini.
-“Buona Novella ( o Novella 2000” ?). “La sai la novità ?” E’ la domanda che facciamo, quando vogliamo comunicare con qualcuno. Ma quello che vogliamo dire è effettivamente una novità ?
*Purtroppo, la “novità” è spesso una banalità o un pettegolezzo, che vogliamo dire, per apparire più simpatici.
* Il vangelo è, letteralmente, la Buona Notizia. E non si tratta solo di quattro libri scritti bene (i Vangeli), ma della persona di Gesù. La Buona Notizia è, che il Cristo non si tira mai indietro e il suo amore è più forte di tutti i nostri tradimenti. Anzi, si manifesta in particolare, quando lo tradiamo. Quando Giuda esce dal cenacolo, ormai è notte: la notte del tradimento e della morte. La vera notizia, quindi, non è tanto lo scandalo causato da Giuda, ma l’ amore con cui Gesù si offre totalmente, perché impariamo ad amarci, tra di noi, allo stesso modo.
-“I buoni racconti”. Normalmente, però, sembra assai difficile raccontare le cose belle e buone. Sembra quasi che non ne facciamo esperienza, durante le nostre giornate. Oppure ci sembra una cosa intima, di cui un po’ vergognarci, quasi che, davanti agli altri, non potremmo mostrarci così ingenui, da essere felici per le piccole gioie dell’ amore donato.
*E, per un cristiano, quali sono le gioie che vale la pena di raccontare ? La prima lettura ci suggerisce, in particolare: le fatiche della missione, dell’ annuncio del vangelo in tutto il mondo. Ad es., Paolo e Barnaba viaggiano tantissimo, sostenendo i perseguitati e aiutandoli, a camminare con le proprie gambe e annunciando la Parola nell’ Asia Minore. Al ritorno, il racconto che fanno è pieno di gioia, per aver visto come Dio agiva, per mezzo di loro, tra i pagani.
*Il nostro rinnovamento interiore passa attraverso la missionarietà. Nell’ annuncio, sia alla porta di fronte al pianerottolo, sia in uno sperduto villaggio dell’ Ecuador, la nostra vita si mette in gioco e si rinnova, attraverso esperienze inaspettate, spesso molto belle, perché, nel mondo, la sete di Dio c’è.
-“Rinnovati dall’ amore reciproco”. Nessuno è esente dal peccare e dal ferire gli altri. L’ amore fraterno dipende non solo da uno sforzo nostro.
*Dunque, che fare ? Dio ci risponde con le famose parole: “Ecco, io faccio nuove tutte le cose”. I peccati e le ferite non sono cose insanabili. Certo, gli effetti del male che causiamo non scompaiono subito, proprio per questo è giusto aspettare quel rinnovamento universale promesso dal Signore. Egli ci dà la possibilità di lasciare che le ferite siano risanate, che le ingiustizie vengano superate e che la pace ritorni ad abitare tra gli uomini.
*Chi acoglie di essere rinnovato da Dio, sperimenta che il Signore è pronto a rinnovarlo ogni volta. Allora, si diventa, a propria volta, artefici di rinnovamento.
*Questo è il “comandamento nuovo”: seguire, cioè, l’ esempio di Gesù, che dà sé stesso per l’ umanità. In realtà, il comandamento dell’ amore non è “nuovo”. Gesù stesso attinge dall’ A.T.: amare Dio e amare il prossimo. La novità, caso mai, consiste in questo: per la prima volta, gli uomini hanno davanti agli occhi l’ esempio vivente “di un uomo”, che vive questo duplice comandamento, fino in fondo.
E se vogliamo rinnovare la nostra vita di cristiani e la stessa vita delle comunità, o ripartiamo dal mettere in pratica questo comandamento, oppure non ci sarà piano pastorale che tenga.
Mons. Antonino Scarcione
venerdì 22 aprile 2016
Il Comitato presenzierà alla Solenne processione della Madonna, domenica 24 aprile.
Anche quest'anno il Consiglio direttivo del Nobile Quartiere Monte, con i soci parteciperà
alla solenne processione religiosa di domenica 24 aprile, che dal Santuario di piazza
Vecchia porterà in città l’immagine di Maria SS. delle Vittorie.
Il Consiglio direttivo del quartiere vuole testimoniare, con la fattiva
presenza di tutti i componenti, un atto di fede, devozione e tradizione
che dal 1348 si ripete ogni anno.
Il Comitato di quartiere esternerà la propria presenza con l’offerta di una cesta di fiori che per l’occasione sarà portata in processione dai soci.
Il Comitato di quartiere esternerà la propria presenza con l’offerta di una cesta di fiori che per l’occasione sarà portata in processione dai soci.
25 aprile 2016
25 aprile 2016
Anniversario della Liberazione
Festa dell'Unità Nazionale
PROGRAMMA
Ore 10:00 raduno in piazza Garibaldi;
Ore 10:30 corteo con la banda musicale Città dei Mosaici, le autorità civili, militari e religiose, dalla piazza Garibaldi alla piazza Litterio Villari per la deposizione della corona al monumento dei Caduti in Guerra;
Ore 11:00 corteo dalla piazza Litterio Villari alla via Salvatore Principato, adiacente l’Hotel Villa Romana, per la deposizione di una corona sotto la lapide che ricorda il concittadino ucciso in piazzale Loreto a Milano.
Voyager - Shakespeare era italiano ?..........
Shakespeare era Italiano? Questa l’incredibile domanda a cui Roberto Giacobbo nel corso del programma di Rai2 “Voyager, Ai confini della conoscenza” ha tentato di rispondere. Di seguito il servizio. Buona visione.
giovedì 21 aprile 2016
Altro decisivo passo avanti per l’adesione di Piazza Armerina alla Città Metropolitana di Catania
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| Salvatore Murella |
Sono stati inviati in prima commissione ARS i disegni di legge per le variazioni territoriali delle Città Metropolitane e dei Liberi Consorzi Siciliani. Grande la gioia di Salvatore Murella, Portavoce Comitato Pro Referndum di Piazza Armerina: "E' quasi fatta!!! Possiamo iniziare a programmare la grande festa a Piazza Armerina".
Ecco il comunicato stampa diffuso dai comitati:
"La I Commissione ARS provvederà alla preparazione dei DDL per l’esame d’Aula, probabilmente fondendo i 4 DDL in un unico DDL contenente le variazioni dei 4 comuni, quindi, dei Liberi Consorzi di Caltanissetta, Enna, Ragusa e della Città Metropolitana di Catania.
Ecco il comunicato stampa diffuso dai comitati:
"La I Commissione ARS provvederà alla preparazione dei DDL per l’esame d’Aula, probabilmente fondendo i 4 DDL in un unico DDL contenente le variazioni dei 4 comuni, quindi, dei Liberi Consorzi di Caltanissetta, Enna, Ragusa e della Città Metropolitana di Catania.
Continua inarrestabile l’iter che porterà, dopo 90 anni, al cambiamento dei confini dell’ente intermedio siciliano. Manca poco, il passaggio per la votazione all’ARS ed il DDL diventerà Legge, per tutti.
Oramai per tutti si inizia a pensare al futuro nel nuovo ente, Gela, Piazza Armerina e Niscemi, unite ancor di più da questa grande iniziativa, avranno l’opportunità di un futuro migliore, da protagonisti, in una area che ha le condizioni per una crescita economica stabile e duratura.
Oramai per tutti si inizia a pensare al futuro nel nuovo ente, Gela, Piazza Armerina e Niscemi, unite ancor di più da questa grande iniziativa, avranno l’opportunità di un futuro migliore, da protagonisti, in una area che ha le condizioni per una crescita economica stabile e duratura.
mercoledì 20 aprile 2016
Calendario festeggiamenti in onore di Maria SS.ma di Piazza Vecchia
Città di Piazza Armerina
Basilica Cattedrale
Festeggiamenti in onore di Maria SS.ma di Piazza Vecchia
23 Aprile - 3 Maggio 2016

Sabato 23 Aprile
Ore 12,00 – Inizio dei festeggiamenti con il suono festoso delle campane e sparo di bombe
Ore 21.00 – Pellegrinaggio al Santuario con partenza dalla chiesetta dell’Indirizzo; all’arrivo: Solenne Veglia Mariana
Domenica 24 Aprile
Ore 8,00 - Suono festoso delle campane e sparo di bombe.
Ore 9,00 – Santa Messa al Santuario.
Ore 10,00 – La Sacra Immagine di Maria SS. di Piazza Vecchia prelevata dall’altare dei cavalieri del quartiere Casalotto, vincitori del Palio dei Normanni edizione 2015, verrà consegnatari giovani dell’Associazione Mariana che in processione la porteranno in città.
In piazza Regione Siciliana, omaggio del quartiere Canali a Maria SS.ma, sparo di bombe.
Dal 25 Aprile al 1 Maggio
Chiesa SS. Angeli CustodiOre 8,30 – S. Messa.
Ore 18,00 – S. Messa con preghiere e canti mariani che ricordano la particolare materna protezione di Maria SS.ma sulla città.
Lunedì 2 Maggio
Ore 8,30 – 11,00 – 18,00 – S. Messa nella chiesa SS.mi Angeli Custodi.
Ore 19,00 – Solenne Processione della Sacra Immagine di Maria SS.ma di Piazza Vecchia. I giovani dell’Associazione Mariana Porteranno a spalla la Sacra Immagine. In Piazza Cattedrale consacrazione della Città alla Madonna. Sparo di bombe.
Martedì 3 Maggio
668° Anniversario del ritrovamento della Sacra Immagine di Maria SS.ma delle Vittorie Patrona della Città e della Diocesi di Piazza Armerina
668° Anniversario del ritrovamento della Sacra Immagine di Maria SS.ma delle Vittorie Patrona della Città e della Diocesi di Piazza Armerina
Ore 8,00 – S. Messa nella Chiesa SS.mi Angeli Custodi.
Ore 9,00 – Pellegrinaggio di ritorno al Santuario. I giovani dell’Associazione Mariana, i pellegrini, i devoti, le organizzazioni parrocchiali, riporteranno al Santuario la Sacra Immagine di Maria SS.ma di Piazza Vecchia.
Ore 17,00 - 18,00 – 19,00 – S. Messe al Santuario.
Ore 21,00 – Campo Sant’Ippolito, Giochi Pirotecnici.
Per poter rendere ordinato il Pellegrinaggio, durante il giorno 3 Maggio al Santuario, sarà realizzato un servizio gratuito di autobus navetta, che partendo dalla chiesetta “Indirizzo”, arriverà al Santuario. Le corse saranno realizzate ogni mezz’ora. Resta pertanto vietato l’accesso al Santuario e la sosta lungo il percorso delle auto private, eccetto per i residenti nelle proprie abitazioni.
Nel mese di maggio, ogni sabato, alle ore 17,00 pellegrinaggio al Santuario con partenza dalla chiesetta dell’Indirizzo, all’arrivo S. Messa.
Ogni secondo sabato del mese al Santuario S. Messa.
Shakespeare 2016: anniversario a 400 anni dalla sua morte ..."un genio Italiano trapiantato in Inghilterra".
William Shakespeare è lo scrittore inglese per antonomasia, ed è considerato dalla critica come una delle più grandi personalità della letteratura di ogni tempo e di ogni paese.
Il prossimo 23 aprile (anche se questa data è passibile di contestazione, essendo basata più che altro su di un affidamento alla tradizione), ricorrono i 400 anni dalla sua morte; per celebrare lo storico anniversario il British Council (organizzazione culturale britannica presente in 110 paesi in tutto il mondo, che si occupa di diffondere la cultura britannica in Europa e negli altri continenti), ha organizzato un fitto calendario di eventi e iniziative, fra cui il lancio, con tanto di intervento del premier David Cameron, di un sito web chiamato 'Shakespearelives', proprio per esaltarne la figura di protagonista indiscusso della cultura mondiale poichè la sua eredità si ritrova ovunque, dai teatri, ai cinema, alla tv e su Internet. http://www.shakespearelives.org/
Eppure, ma io non voglio rovinare la festa agli inglesi, pare proprio che le più recenti ricerche dimostrino che tutti gli studiosi di letteratura e del teatro elisabettiano hanno preso un grande granchio: William Shakespeare era Italiano, precisamente Siciliano di Messina!.
La mancanza di notizie biografiche sul drammaturgo sin dal XVIII secolo è stata al centro del dibattito accademico, è oltremodo difficile ipotizzare come il figlio di un bottegaio inglese, che aveva abbandonato gli studi ad undici anni e mai uscito dalla patria natia, potesse avere una conoscenza così vasta e approfondita di filosofia, scienza, letteratura, persino della legislazione di vari stati europei e di usi e costumi di molte città e persino di piccoli borghi italiani.
Inoltre, da sempre, la mancanza di legami fra le storie narrate dal Bardo e i suoi luoghi natali (o limitrofi) aveva fatto sospettare che in realtà le origini di William Shakespeare non fossero quelle che vengono riportate nei libri di letteratura.
La stessa data di nascita, come sopra accennato, è sconosciuta e forse non è un caso che viene celebrata il 23 aprile, nel giorno di San Giorgio patrono della nazione, quasi a volere legittimare a ogni costo il personaggio, che comunque in terra inglese è stato accolto, costruendo lì la propria fama, la propria carriera.
La stessa data di nascita, come sopra accennato, è sconosciuta e forse non è un caso che viene celebrata il 23 aprile, nel giorno di San Giorgio patrono della nazione, quasi a volere legittimare a ogni costo il personaggio, che comunque in terra inglese è stato accolto, costruendo lì la propria fama, la propria carriera.
Non c’è nulla che unisca la sua vita e le sue opere a Stratford on Avon. E poi, per quale ragione uno che nasce nel Warwickshire, un grosso centro a nord-ovest di Londra, dovrebbe ambientare la commedia “Molto rumore per nulla” a Messina, infarcendola di caratteristiche espressioni, doppi sensi e modi di dire – come “mizzica”, solo per dirne una – che solo un autoctono potrebbe usare con tanta precisione?.
E' perché il suo continuo ricorrere al territorio italiano nell'ambientazione dei suoi scritti: ben quindici opere su trentasette, infatti, hanno come sfondo la nostra bella patria.
E’ stata questa la domanda dalla quale sono partiti gli studiosi, che iniziarono a indagare. Ma scavando hanno trovato molto di più.
Il 23 aprile 1564 (stessa data di nascita del drammaturgo), a Messina veniva alla luce Michelangelo Florio autore di “Tantu traficu ppi nenti” (vi ricorda niente?), e de “I secondi frutti” un volumetto di proverbi, scritto nel XVI secolo, che contiene molte delle citazioni presenti e utilizzate in “Amleto” da William Shakespeare, volume ritrovato nei primi anni '20.
Il vero nome di William Shakespeare sarebbe allora Michelangelo Florio, figlio di Giovanni Florio e Guglielmina Crollalanza, scappati in Inghilterra per sfuggire alla Santa Inquisizione (non bisogna dimenticare che all'epoca la Sicilia era sotto la dominazione spagnola) perché assertori del calvinismo.
Il cognome stesso, Shakespeare, altro non sarebbe che la traduzione letterale del cognome della madre: Shake (Scrolla)-speare (lancia).
Quando la notizia uscì sul quotidiano londinese “The Times”, in data 8 Aprile 2000, il quotidiano inglese scriveva così: «Il mistero di come e perché William Shakespeare sapeva così tanto dell’Italia ed ha messo tanto dell’Italia nelle sue opere (ndr. 15 su 37 delle sue opere sono ambientate in Italia) è stato risolto dallo studio di un accademico siciliano il Prof. Martino Iuvara, supportato peraltro da alcuni college inglesi e la questione risiede nel fatto che Shakespeare non era affatto inglese, ma italiano».
L’accademico pensionato siciliano è il professore Martino Iuvara di Ustica, docente di letteratura italiana all'Università di Palermo. Secondo Iuvara, la chiave del mistero sta proprio nell'anno di nascita del Bardo.
In quell'anno, secondo le biografie ufficiali William sarebbe nato a Stratford da John Shakespeare e Mary Arden a Stratford; per Iuvara e i ricercatori dell’Università di Southampton (capitanati da John Richmond), è la data di nascita di Michelangelo Florio Crollalanza, figlio del medico Giovanni Florio e della nobildonna Guglielma Crollalanza, che fuggì insieme alla famiglia a Treviso dove comprò casa Otello (un’altra coincidenza che la casa abbia il nome di una fra le più famose tragedie di Shakespeare?).
Tutte le tappe della sua vita, le vicende vissute, gli spostamenti, persino i nomi di molti personaggi corrispondono con impressionate "coincidenza" con la vita di tale MichelAgnolo Florio, nato a Messina, e trasferitosi, dopo molto viaggiare e studiare, con diverse testimonianze a documentarlo, e poco prima che apparissero le prime opere del Bardo, presso i parenti londinesi della mamma.
Tutte le tappe della sua vita, le vicende vissute, gli spostamenti, persino i nomi di molti personaggi corrispondono con impressionate "coincidenza" con la vita di tale MichelAgnolo Florio, nato a Messina, e trasferitosi, dopo molto viaggiare e studiare, con diverse testimonianze a documentarlo, e poco prima che apparissero le prime opere del Bardo, presso i parenti londinesi della mamma.
Michelangelo studiò a Venezia, Padova e Mantova; viaggiò molto in Danimarca, Grecia, Spagna e Austria. Strinse amicizia con Giordano Bruno che aveva forti amicizie con i conti di Pembroke e Southampton sotto il cui patronato, nel 1588, Michelangelo raggiungerà l’Inghilterra.
A Stratford la signora Crollalanza aveva un cugino che aveva già mutato il proprio cognome e che aveva avuto un figlio di nome William, morto prematuramente.
Sembra che Michelangelo abbia preso il nome proprio da questo cugino, ma potrebbe anche aver semplicemente tradotto esattamente il nome e il cognome della madre, come sopra riportato.
Qualunque sia la verità, questa nuova identità cancellava il passato da quacchero fuggiasco, ma obbligava lo scrittore a mantenere il segreto sulle proprie origini.
Le ricerche del professor Iuvara si sono spinte anche nel cuore della vita privata di Michelangelo/William.
Pare infatti che attraversando l’Europa egli si fosse innamorato di una giovane di nome Giulietta, ed anche che – a causa dell’opposizione famigliare a questa unione – la ragazza si sia suicidata. E non solo. Nel suo saggio “Shakespeare era italiano”.
Iuvara cerca di dare risposte a molte domande: come faceva il figlio di un guantaio (come la storia della letteratura tramanda) a possedere l’immensa cultura classica che Shakespeare dimostra?
Come faceva a descrivere fedelmente i luoghi, i paesaggi, le persone (soprattutto a quei tempi)? Perché la biblioteca di Shakespeare non è mai stata messa a disposizione dei biografi?
Poi c’è la questione della lingua. Le prime opere di Shakespeare vengono tradotte per essere messe in scena al teatro in legno “The Globe”; dopo il matrimonio, sarà la moglie di Shakespeare a tradurre i suoi versi più famosi.
Iuvara cerca di dare risposte a molte domande: come faceva il figlio di un guantaio (come la storia della letteratura tramanda) a possedere l’immensa cultura classica che Shakespeare dimostra?
Come faceva a descrivere fedelmente i luoghi, i paesaggi, le persone (soprattutto a quei tempi)? Perché la biblioteca di Shakespeare non è mai stata messa a disposizione dei biografi?
Poi c’è la questione della lingua. Le prime opere di Shakespeare vengono tradotte per essere messe in scena al teatro in legno “The Globe”; dopo il matrimonio, sarà la moglie di Shakespeare a tradurre i suoi versi più famosi.
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| http://www.editorialeagora.it/rw/allegati/1.pdf |
Al di là di ogni scetticismo costruttivo, immaginiamo la difficoltà degli inglesi ad ammettere ufficialmente che il loro “superautore” non sia britannico doc. ma un britannico acquisito.
Detto ciò, nel concludere la suggestiva ricostruzione dell'origine siciliana di William Shakespeare, l'affascinante interrogativo rimane; tuttavia, non si può non negare il "misterioso" rapporto tra Shakespeare e l'Italia, in verità supportato da molti documenti e questo forse può spiegare i molti luoghi che caratterizzano l'Italia e i nomi italiani, come: Romeo e Giulietta - Otello - I due gentiluomini di Verona - Sogno Di una Notte Di Mezza Estate - Il mercante di Venezia - Molto rumore per nulla (ambientata a Messina) – La Bisbetica Domata - Misura per misura – Giulio Cesare - Il Racconto Dell'Inverno (dove il personaggio Leonte è re di Sicilia) - La Tempesta - Tutto è bene quel che finisce bene - La commedia degli errori (con la città di Siracusa rivale di Efeso) - Coriolano.
Altro intrigante aspetto lo ritroviamo nel blasone araldico della famiglia di William Shakespeare, caratterizzato da quella lancia nello scudo e negli artigli del rapace che sovrasta l'elmo, che ci fa venire in mente il cognome della madre Crollalanza,
Filippo Rausa
Di seguito i riassunti delle più importanti opere William Shakespeare
http://www.gratis360.it/opere-di-william-shakespeare-riassunti.html
Detto ciò, nel concludere la suggestiva ricostruzione dell'origine siciliana di William Shakespeare, l'affascinante interrogativo rimane; tuttavia, non si può non negare il "misterioso" rapporto tra Shakespeare e l'Italia, in verità supportato da molti documenti e questo forse può spiegare i molti luoghi che caratterizzano l'Italia e i nomi italiani, come: Romeo e Giulietta - Otello - I due gentiluomini di Verona - Sogno Di una Notte Di Mezza Estate - Il mercante di Venezia - Molto rumore per nulla (ambientata a Messina) – La Bisbetica Domata - Misura per misura – Giulio Cesare - Il Racconto Dell'Inverno (dove il personaggio Leonte è re di Sicilia) - La Tempesta - Tutto è bene quel che finisce bene - La commedia degli errori (con la città di Siracusa rivale di Efeso) - Coriolano.
Altro intrigante aspetto lo ritroviamo nel blasone araldico della famiglia di William Shakespeare, caratterizzato da quella lancia nello scudo e negli artigli del rapace che sovrasta l'elmo, che ci fa venire in mente il cognome della madre Crollalanza,
"Shake (Scrolla)-speare (lancia)".
Filippo Rausa
Di seguito i riassunti delle più importanti opere William Shakespeare
http://www.gratis360.it/opere-di-william-shakespeare-riassunti.html
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Il Globe Theatre di Londra dove recitò
la compagnia di Shakespeare
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martedì 19 aprile 2016
CORSO DI AGGIORNAMENTO sull' ISLAM
Programmato dall’ Ufficio Regionale per l’ Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso, organismo della CESI, ha avuto luogo presso il Seminario Vescovile di Caltanissetta, il Corso di Aggiornamento sull’Islam.
Un centinaio i partecipanti: tra gli altri, i direttori e i rappresentanti degli Uffici di quasi tutte le diocesi della Sicilia. I lavori sono stati presieduti dal vescovo, Mons. A.Raspanti, delegato dalla Conferenza Episcopale e diretti dal diacono Paolo Gionfriddo.
Ha porto il saluto il Vescovo Mons. M.Russotto, mentre gli onori di casa li ha fatti il Rettore del Seminario. I temi trattati: “L’ Islam oggi: situazioni storico-geografiche; dinamiche prevalenti, ad intra e ad extra; relazioni tra Islam e altre religioni” (Prof.Samir Khalil S.). “Teologie a confronto” (Prof. P.Marcello Di Tora).
“L’ Islam e i conflitti nazionali e internazionali” (Prof. Alessandro M.Pessolano). “Risvolti sociali, normativi e pastorali della presenza islamica in Sicilia” (Proff.Bruno Di Maio e Prof.ssa Irene Gionfriddo”) .
E’ emersa a tutto tondo la diversità e complessità del mondo islamico. Nel magistrale intervento del Prof. P.Samir Khalil S., sono affiorate importanti riferimenti a possibili spunti di dialogo.
Ad es., tra parrocchia e gruppi musulmani sulle feste. L’ invito a non aver paura a coltivare il dialogo e l’ amicizia tra donne cristiane e musulmane, anche su argomenti “marginali”, oppure sui figli, aiutandole a “respirare la cultura” italiana, anche se questa appare impresa difficile.
Infatti, l’ Islam è un’ esperienza “globale”. E’ fondamentale far cadere i pregiudizi e migliorare la reciproca conoscenza: come un uomo può avere quattro donne. Fare e rispondere alle domande sulla fede. Come pregate cinque volte al giorno. Presentare la nostra fede in modo accessibile.
Dalla diocesi hanno partecipato: Filippo Marino, Bruno Aronica, Emilio Greco e Silvano Pintus
Filippo Rausa
domenica 17 aprile 2016
La nonna del Monte, la signora Maria Oliva festeggia i suoi 107 anni.
La signora Maria Oliva è stata calorosamente festeggiata per aver tagliato il traguardo dei 107 anni di vita, migliorando ancora una volta il suo già invidiabile record di longevità.
Per l'occasione il Sindaco Filippo Miroddi, accompagnato dalle consigliere comunali Laura Saffila e Ivana Terranova si è recato nell'abitazione della nonnina ultra centenaria per fare gli auguri, portando alla festeggiata in dono la torta e una targa ricordo.
Il Sindaco nel portare il saluto di tutta la comunità, ha sottolineato che nonna Maria con i suoi 107 anni, è la cittadina più longeva di Piazza Armerina.
Il Presidente, il Consiglio direttivo augurano ogni bene.
sabato 16 aprile 2016
La Domenica con Gesù, IV di Pasqua / C
……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale
Testi: “Era necessario che fosse proclamata prima di tutto a voi la parola di Dio, ma poiché la respingete…noi ci rivolgiamo ai pagani…ma i giudei sobillarono le pie donne della nobiltà e i notabili della città…contro Paolo e Barnaba e li cacciarono dal loro territorio…” At 13,14. 43-52 . “Io, Giovanni, vidi: ecco una moltitudine immensa…di ogni nazione, tribù popolo e lingua…Non avranno più fame, né avranno più sete…” Ap 7,9.14b-17 .
“…Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono…non andranno perdute in eterno…” Gv 10,27-30
Invece, il modello di relazione, che in questa celebrazione viene presentato dal vangelo, si può definire con tre verbi, che contrastano nettamente con quella visione sociologica: “ascoltare”, “conoscere” e “seguire”. Innanzitutto, i discepoli “ascoltano” il pastore, cioè Gesù.
Testi: “Era necessario che fosse proclamata prima di tutto a voi la parola di Dio, ma poiché la respingete…noi ci rivolgiamo ai pagani…ma i giudei sobillarono le pie donne della nobiltà e i notabili della città…contro Paolo e Barnaba e li cacciarono dal loro territorio…” At 13,14. 43-52 . “Io, Giovanni, vidi: ecco una moltitudine immensa…di ogni nazione, tribù popolo e lingua…Non avranno più fame, né avranno più sete…” Ap 7,9.14b-17 .
“…Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono…non andranno perdute in eterno…” Gv 10,27-30
Come ben dice J.M. Castillo, le religioni, sociologicamente, si organizzano, da più secoli, come “sistemi di ranghi, che implicano dipendenza, sottomissione e subordinazione a superiori invisibili”. Conseguentemente, ciò implicherebbe una concezione di Dio come Potere e Dominazione. Ecco perché i rituali religiosi esprimono, in un modo o in un altro, il fatto che, quando ci “imbattiamo” nel divino, ci adattiamo ad ogni tipo di rappresentazione di modestia. Con ciò, l’ essere una “persona religiosa” coincide quasi con l’ essere una “persona sottomessa”, anche negli ambiti più diversi della vita.
Invece, il modello di relazione, che in questa celebrazione viene presentato dal vangelo, si può definire con tre verbi, che contrastano nettamente con quella visione sociologica: “ascoltare”, “conoscere” e “seguire”. Innanzitutto, i discepoli “ascoltano” il pastore, cioè Gesù.
Qui, “ascoltare”, significa, chiaramente, interessarsi a quello che Egli dice. In secondo luogo, il pastore “conosce” le pecore.
Questo indica, evidentemente, una relazione di reciproca comprensione ed accettazione. In terzo luogo, la “sequela”, che definisce la maniera di vivere del discepolo, che si fida di Gesù, lascia tutto per lui ed identifica la sua vita con quella del pastore, così come il pastore identifica la propria con quella di “coloro che conduce al pascolo”.
Tutto ciò suppone ed esige la soppressione totale del tipo di relazione “governante-governato” . Perché non si tratta più di una “relazione di potere”, alla quale corrisponde una “relazione di sottomissione”.
Proprio in questo consiste l’apparente “fenomeno” di destrutturazione della comunità. Perché in essa “l’ obbedienza”, mal interpretata, sembra che abbia oscurato la “sequela” del Maestro, a cui da cristiani autentici siamo, certamente, chiamati.
Mons. Antonino Scarcione
Presentazione libro di Ernesto Caputo
Sabato 16 aprile alle ore 19:00 presso Palazzo di Città nei locali del Circolo di Cultura, avrà luogo la presentazione del volume
"VOSG D' CIAZZA"
(Poesie in dialetto gaollitalico piazzese)
di Ernesto Caputo
Durante la presentazione, i poeti e cultori del galloitalico presenti, leggeranno alcune poesie dell'Autore.
venerdì 15 aprile 2016
I coniugi Marino donano una palma al quartiere Monte
Grande gesto di altruismo dei coniugi Liborio Marino e Vittoria Testa, che nei giorni scorsi avevano espresso al presidente del nobile quartiere Monte, Filippo Rausa, di volere donare una pianta di palma, da collocare in una delle aiuole presenti nel territorio del quartiere.
Giovedì 14 aprile nel corso del pomeriggio, i soci del quartiere Filippo Purrazza, Alfredo Bandiera, Tony Amato, Totuccio Oliva, Ugo Carbone e Osvaldo Scarcelli hanno provveduto alle operazioni di messa a dimora della palma nel giardino "Carmelo Scibona" di via Floresta.

Liborio Marino, ci dice "con grande piacere, io e mia moglie Vittoria, abbiamo deciso di donare una palma al nostro quartiere Monte per il suo significato e la sua simbologia.
Nei secoli questa pianta ha rappresentato la vittoria, la rinascita e l'immortalità e inoltre ha una simbologia cristiana che ogni anno viene ricordata nel giorno della domenica delle Palme.
Per tutto ciò, questo nostro piccolo omaggio alla comunità del quartiere, quale buon auspicio, ed augurio ai nostri amici del comitato di quartiere da sempre in prima linea, perché animati da questi valori, continuino a portare alto il buon nome del nobile quartiere Monte".
Presentazione Libro sul Generale Antonino "CASCINO"
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| Paolo Orlando |
Sabato 9 aprile è stato presentato il Libro "CASCINO" con il Patrocinio del Rotary Club Piazza Armerina, scritto da Paolo Orlando con i contenuti storico-biografici curati da Giuseppe Claudio Di Giorgio.
Abbiamo voluto ricordare, sottolinea Paolo Orlando presidente C.A.S.A. (Centro Armerino Studi Amministrativi) ed organizzatore dell'evento, agli Armerini, ai Siciliani, agli Italiani, la figura leggendaria di un Armerino, il Gen. Antonino Cascino eroe della Prima Guerra Mondiale e medaglia d'Oro, inserendo il tutto nel Centenario della Grande Guerra.
Il Libro può essere richiesto telefonando
al n. 335 6121925
giovedì 14 aprile 2016
Auguri di Buon Compleanno a mons. Gisana
Giovedì 14 aprile, Sua Eccellenza il Vescovo Mons. Rosario Gisana, nostro Pastore, celebra il Suo 57° Compleanno.
La Presidenza ed il Consiglio Direttivo porgono un Augurio particolare e di Cuore a Sua Eccellenza.
"La Sua opera costante ed instancabile di Apostolato, il Suo carisma, la Sua grande capacità di comunicazione sono doni immensi per noi.
Nel ritenere la città di Piazza Armerina e la Diocesi molto fortunata, ad averLa come guida, con sincero affetto Le auguriamo ogni bene.
Il Presidente
Filippo Rausa
lunedì 11 aprile 2016
Il Governo regionale siciliano delibera la variazione territoriale di Piazza
...questo è il testo del Ddl n. 1191 approvato con delibera di giunta regionale n. 99 del 6 aprile 2016 che dispone la variazione territoriale con il passaggio di Piazza Armerina dal libero consorzio di Enna alla città metropolitana di Catania.
domenica 10 aprile 2016
L'aforisma della Settimana
"...Che ci piaccia o no, siamo noi la causa di noi stessi.
Nascendo in questo mondo, cadiamo nell’illusione dei sensi; crediamo a ciò che appare.
Ignoriamo che siamo ciechi e sordi.
Allora ci assale la paura e dimentichiamo che siamo divini,
che possiamo modificare il corso degli eventi, persino lo Zodiaco..."
Giordano Bruno
Pellegrinaggio in onore di San Filippo
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| Pellegrinaggio anno 2013 |
Si svolgerà con molta probabilità sabato 23 aprile, intorno alle ore 17:30, il consueto pellegrinaggio in onore di San Filippo apostolo, organizzato da don Carmelo Cosenza parroco dalla Parrocchia Santa Maria La Cava di Aidone, (attendiamo la conferma da parte di don Carmelo).
Dal bivio della Bellia lungo la S.S. 288, per circa 8 chilometri, si rinnoverà la marcia a piedi verso il Santuario di Aidone dedicato a San Filippo.
Anche quest’anno il Comitato Nobile Quartiere Monte di Piazza Armerina, l'Ufficio per l'Ecumenismo, il Dialogo Interreligioso e per la Salvaguardia del Creato prenderanno parte al pellegrinaggio.
Per tutti i Quartieranti, i concittadini che volessero prendere parte al Pellegrinaggio, sabato 23 aprile, questi possono portare le loro autovetture in Aidone e posteggiarle davanti al terminal dei bus, in piazza Cultreri, per poi essere riportati alle ore 16:30 con dei bus navetta al Crocifisso della Bellia.
Intorno alle 17.30 con la benedizione dei pellegrini e al canto dei Salmi Ascensionali si inizierà, il cammino verso il Santuario di San Filippo apostolo; seguirà la celebrazione Eucaristica e la benedizione con la reliquia di San Filippo.
La Domenica con Gesù, III di Pasqua / C
……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale
Testi: “…Non vi avevamo espressamente proibito di insegnare in questo nome ?...Rispose…Pietro…: Bisogna obbedire a Dio invece che agli uomioni…” At 5,27b-32.40b-41 . “Io, Giovanni, vidi, e udii voci di molti angeli attorno al trono…E dicevano…L’ Agnello, che è stato immolato, è degno di ricevere potenza e ricchezza, sapienza e forza, onore, gloria e benedizione…” Ap 5,11-14 .
“…Gesù disse a Somon Pietro…Mi ami più di costoro ? Certo, Signore,tu lo sai che ti voglio bene…Pasci i miei agnelli…Gli disse per la seconda volta…Pascola le mie pecore…Signore, tu conosci tutto, tu sai che ti voglio bene… Pasci le mie pecore…” Gv 21,1-19.
“L’ uomo può organizzare la terra senza Dio, ma senza Dio non può, alla fine, che organizzarla contro l’ uomo”. (Paolo VI). Vediamo che la liturgia odierna invita a riflettere sul tema dell’ autorità.
-“Nelle mani degli uomini”. Vivere in società, per noi, fa parte della nostra esistenza. La ricchezza di affetti e di relazioni è una cosa che dà senso alle nostre vite. Quanti di noi riuscirebbero a immaginarsi totalmente isolati e privi di contatto con gli altri ?
*Naturalmente, i contatti non sono sempre facili; per questo nascono le varie forme di organizzazione sociale (gli stati), che dovrebbero, appunto, rendere migliori le relazioni tra gli individui e i gruppi. Questo, certamente, implica l’ affidamento ad un’ autorità, che permetta loro di prendere decisioni che incidano sulla vita di tutti.
*Nell’ esercizio dell’ autorità può manifestarsi la capacità di sacrificio e abnegazione di un uomo, in nome del bene comune. Ma può anche emergere la debolezza umana, che cede alle tentazioni della ricchezza e del dominio. E’ prassi, nelle case e nei bar, esprimere giudizi sul governo del proprio paese e sulla sua politica (e sui politici). E’ un diritto dei cittadini, verificare e giudicare le azioni di coloro che hanno ricevuto un mandato dal popolo. E’ importante ricordare che non esiste il governante perfetto.
*Noi abbiamo un valore e una responsabilità davanti a Dio e non possiamo dimenticarlo, nemmeno di fronte allo stato. Quando abbiamo l’impressione che una legge vada contro il vangelo, è proprio allora che abbiamo il dovere di approfondire il problema e dire la nostra.
-“Nelle mani del Padre”. La nostra esistenza, infatti, è nelle mani di Dio. Egli è per noi l’autorità massima, il “governatore” dell’universo.
*Ma l’ autorità di Dio, lo sappiamo bene, è molto diversa da quella degli uomini. Non ci sfugga che potenza, ricchezza, sapienza, forza, onore, gloria e benedizione vanno a Colui che ha dato la vita per noi, per purificare il nostro rapporto con Dio ed è risorto, perché questa purificazione attraversasse la vita di tutti. Siamo veramente nelle mani di Dio, il quale non vuole mai il nostro male.
*Quanto è più terribile, scegliere, per comodità, una religiosità tiepida, che segue facilmente le “correnti del momento”, per evitare conflitti ed esclusioni ! Noi siamo, invece, i portatori di un messaggio di conversione e di perdono, ma, sbagliando, lo nascondiamo, perché è scomodo. Infatti,convertirsi significa cambiare, e accogliere il perdono significa riconoscere di aver sbagliato.
-“Nelle mani della Chiesa.” Dà un grande senso di libertà, sentirsi nelle mani di Dio, salvati da qualsiasi oppressione, che riduca la nostra dignità.
*Ecco che, per riabilitarci nella nostra dignità, Dio ci viene incontro con la sua misericordia infinita. Quando ci sentiamo feriti per il male che commettiamo, il Signore viene sempre, per guarirci. Lo ha fatto con Pietro, che, per tre volte, lo aveva rinnegato: ora, per tre volte, gli dice, con grande sincerità, che gli vuole bene. E Gesù gli affida la responsabilità di guidare il suo gregge.
*Ecco cosa significa mettersi nelle mani della Chiesa: lasciare che l’ autorità del Signore Gesù si manifesti attraverso l’ opera, limitata, ma sincera, di uomini, che sanno di essere salvati, non perfetti. Uomini, che sono convinti che la misericordia del Risorto è vera e genera gioia nella vita, perché lo hanno sperimentato sulla propria pelle.
*Questa esperienza non può restare confinata dentro sé stessi. E’ bello potersi riconoscere come Chiesa, come popolo di salvati, che ha come statuto il precetto dell’ amore.
Mons. Antonino Scarcione
Cerimonia nel Centenario della 1°Guerra Mondiale, a cura dell'associazione C.A.S.A.
Ha avuto luogo questo pomeriggio in piazza Garibaldi, la cerimonia nel centenario della 1°guerra mondiale, e la commemorazione al Generale Antonio Cascino.
Presso Palazzo di Città nei locali del Circolo di Cultura, l'associazione C.A.S.A."Centro Armerino Studi Amministrativi", con il patrocinio del Rotary Club Piazza Armerina e il Comune di Palermo, ha organizzato un mostra sulla Prima Guerra Mondiale.
Antonio Cascino, Generale di divisione, fu il primo generale italiano a entrare a Gorizia nel 1916, a capo del 231º Reggimento fanteria "Avellino", costituita in prevalenza da siciliani.
Subito dopo la brigata venne impiegata in prima linea contro gli austriaci sul Monte San Marco, a Plava e sul Vodice, dove sotto la guida di Cascino dimostrò valore e tenacia.
Dopo la battaglia del Vodice, per la quale fu insignito della medaglia d'argento al Valor Militare, Cascino fu promosso tenente generale, a capo dell'8ª Divisione, formata dalle brigate "Avellino" e "Forlì".
Il suo successivo obiettivo era la conquista del Monte Santo, di rilevante importanza strategica nel conflitto in atto.
Operazione che gli riuscì dopo una serie di assalti che causarono gravissime perdite. Ammirato dal valore del generale Cascino, Arturo Toscanini raggiunse il Monte Santo e diresse una banda militare, che suonò dal 25 al 29 agosto 1917 inni e canzoni patriottiche in faccia agli austriaci.
Durante il successivo tentativo di conquistare il Monte San Gabriele, il 15 settembre del 1917 Cascino fu gravemente ferito a una coscia da una scheggia di granata austriaca.
Rifiutò l'immediato ricovero in ospedale, preferendo garantire con la sua presenza la tenuta della posizione, esposta a reiterati attacchi delle fanterie e dell'artiglieria austro-ungariche.
Il suo successivo ricovero giunse troppo tardi. Dopo 12 giorni di agonia, il generale Cascino morì all'ospedale di Quisca .
Di lui viene ricordata la frase «Siate la valanga che sale!», diretta ai suoi soldati che si accingevano all'impresa che lui stesso volle guidare, e che è riportata nel monumento eretto in suo onore al centro della sua cittadina natale, nella piazza che porta il suo nome.
Le sue spoglie riposano nella Chiesa di San Domenico, il Pantheon di Palermo.
(servizio fotografico di Alessio D'alù)
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