"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)



Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

domenica 17 luglio 2022

Calendario delle prove della LXVII - (67) edizione del Palio dei Normanni.

Ecco il calendario delle prove della LXVII edizione del Palio dei Normanni, l'ingresso al campo è libero fino a 400 posti giornalieri... eventuali modifiche al calendario saranno comunicate tempestivamente #paliodeinormanni

 


LA DOMENICA CON GESU', XVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO / C

   ……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“…Il Signore apparve ad Abramo…mentre egli sedeva all’ ingresso della tenda…vide…tre uomini…Corse loro incontro…Si prostrò…dicendo: Mio Signore…Non passare oltre…Poi dissero: Dov’ è Sara, tua moglie ?...: Tornerò…tra un anno…Allora Sara, tua moglie, avrà un figlio “ Gen 18,1-10a .
 “Fratelli, sono lieto nella sofferenza che sopporto per voi…” Col 1,24-28 . 
“…Mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò…Aveva una sorella di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi…Ma il Signore le rispose: Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’ è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore…” Lc 10,18-42.

“IL MESSAGGIO DI QUESTA DOMENICA, LO POSSIAMO INDIVIDUARE NELL’ ACCOGLIENZA DEL VIANDANTE DI PASSAGGIO O DELL’ AMICO CHE VIENE A VISITARCI. MA SOPRATTUTTO DEL SIGNORE CHE SI MANIFESTA NEL PROSSIMO: CHI INCROCIA LA NOSTRA STRADA E LA NOSTRA VITA”.

L’ odierna pagina del vangelo di Luca viene commentata da diversi biblisti. Essi evidenziano il profilo e la psicologia delle due sorelle nel famoso incontro con Gesù. Noi valorizziamo la riflessione semplice e nello stesso tempo profonda di Ermes Ronchi.

La casa è piena di gente. Ci sono Gesù e i suoi discepoli. Maria è seduta ai piedi dell’ amico, con i discepoli attorno. C’ è forse Lazzaro tra loro. Marta, invece, è nella cucina, alimenta il fuoco; controlla le pentole e prepara per tutti. Maria, seduta, ascolta Gesù. Una scena di maestro-discepola, così inconsueta per gli usi del tempo. Tutti i pregiudizi sulle donne saltano in aria, sono rotti tutti gli schemi. Lo studioso dice: “La immagino incantata dalle parole del maestro e amico, come se fosse la prima volta”. Conosciamo tutti il miracolo della prima volta. Poi, lentamente, ci si abitua. L’ eternità, invece, è non abituarsi mai, è il miracolo della prima volta, che si ripete sempre, come accade nella casa dell’ amicizia, a Betania.

E, poi, c’ è Marta, la padrona di casa. Gli ospiti sono come angeli. C’ è da offrire loro il meglio. Ella teme di non farcela da sola. Allora, si fa avanti e si interpone tra Gesù e la sorella, con le parole: “Dille che mi aiuti”.

Gesù l’ ha seguita con gli occhi, ha ascoltato i rumori provenienti dalla cucina, ha sentito l’ odore del fumo e del cibo, come se fosse stato con Marta in cucia. In quel luogo che ci ricorda il bisogno del cibo e il gusto delle cose buone.

Gesù, affettuosamente, le risponde: “Marta, Marta, tu ti affanni per troppe cose”. Vediamo che Gesù non contraddice l’ impegno nel servizio, ma l’ affanno e l’ agire frenetico di Marta. Sembra che il Signore le dica: “Riprendi il ritmo del cuore, del respiro, del flusso del sangue. Abbi il coraggio di far volare più lentamente le tue mani, altrimenti tu entri in uno stato di disagio e “stress”. “Maria ha scelto la parte buona”. Notiamo che mentre Marta non si ferma un minuto, Maria, invece, è seduta, con occhi liquidi di felicità. Marta si agita e non può ascoltare, Maria nel suo “apparente far niente”, ha messo, al centro della casa, Gesù, amico e profeta.

Certamente, le due sorelle tracciano i passi della fede vera: “dall’ affanno di ciò che devo fare per Dio, allo stupore di ciò che Dio fa per me”.

Questi i passi della fede di ogni credente: “Passare da Dio come dovere a Dio come stupore”.

Io sono Marta, io sono Maria: dentro di me le due sorelle si tengono per mano; battono i loro due cuori: il cuore dell’ ascolto e il cuore del servizio.

                                          Mons. Antonio Scarcione

sabato 16 luglio 2022

L'Armata dei Musici del Nobile quartiere Monte Mira invitata ad Aidone, per la festa della Madonna del Carmine.

Venerdì 15 luglio 2022 i Musici dell'Armata del Nobile quartiere Monte Mira hanno animato le vie di Aidone, percorrendo le strade della processione religiosa per la festa della Madonna del Carmine. 
La Confraternita che annualmente organizza l'evento religioso, guidata dal confrate Carmelo Donatello, dopo due anni di stop a causa della pandemia, a ripreso alla grande con i festeggiamenti della Madonna del Carmine, riproponendo la classica "firriata" volta ad annunciare il grande evento processionale.
I ragazzi guidati da Moreno Purrazza, come da programma si sono distinti riscuotendo consensi e ripetuti applausi lungo tutto il percorso.
Di seguito alcuni scatti fotografici.
 








mercoledì 13 luglio 2022

Aspettando il Battesimo di Quartiere, 11^ edizione, Domenica 31 luglio 2022, ore 18:00 - Palazzo Trigona di Mandrascate, in via Crescimanno.

Meno di un mese al grande evento paliesco, la 67^ edizione del Palio dei Normanni, il governo del nobile quartiere Monte Mira tra le attività propedeutiche, anche quest'anno celebrerà il “Battesimo di Quartiere”, giunto alla sua 11^ edizione, istituito con apposito regolamento nel 2012.

Un battesimo laico, che ha lo scopo di "sacralizzare" l'appartenenza perpetua al proprio Quartiere, il “Battesimo di Quartiere” avrà luogo quest'anno nel cortile interno del restaurato Palazzo Trigona di Mandrascate, in via Crescimanno (di fronte l'ufficio di Poste Italiane), di proprieta della dott.ssa Raffaella Crescimanno e del dott. Claudio Picicuto. 

In effetti, in questi anni ci siamo sempre posti il problema, ma Quartierante si nasce, oppure si diventa?. 
 
Quando si pensa al Quartiere immediatamente si parla della sua storia, dei suoi luoghi, della sua gente, delle vicende di ognuno che si confondono in quelle di tutti, ai Palii persi e all'ultimo vinto, dando per scontato di appartenere ad uno dei quattro quartieri storici cittadini.

Negli ultimi decenni i Quartieri con i suoi Comitati legalmente costituiti con Statuto, hanno ulteriormente alimentato lo spirito di appartenenza, infatti oltre all'impegno alle attività che non mancano nel corso dell’anno, la vita dei Quartieri ha raggiunto il suo apice nei mesi estivi con il Palio dei Normanni e la sua Quintana, dando maggiore consistenza al “fenomeno” di appartenenza. 

E’ Quartierante chi nasce nel territorio del quartiere, un po’ come la nazionalità: per cui non è una scelta, ma un dovere ed un diritto, che dura per tutta la vita, anche nel caso in cui cambia casa e si trasferisce nel territorio di un altro quartiere.
 
 Ma quartierante si può anche diventare: chi abita al di fuori dei confini od in un'altra città, può scegliere per simpatia un Quartiere, e partecipare alla sua vita. 

Siena che con le sue Contrade ha fatto scuola, negli anni ’40/50 a seguito di un acuta osservazione sullo spostamento delle famiglie dall'interno dei rioni all'esterno delle mura di città dove si iniziavano a costruire case migliori (un po’ come è successo negli ultimi trent’anni a Piazza), pensò di istituire il battesimo di Contrada per evitare di far smarrire il forte legame del contradaiolo con la contrada, perdendo quel senso di appartenenza al territorio che invece è base dell'istituzione Contrada e del Palio senese. 

Detto ciò è facile dedurre lo spirito con il quale il Consiglio direttivo del nobile quartiere Monte Mira, nell'anno 2012 ha istituito con un proprio regolamento il “Battesimo di Quartiere”, legare con un cerimoniale, misto tra sacro e profano, l’appartenenza al Quartiere.

Il quartiere Monte Mira è tra i quartieri che ha subito più pesantemente il fenomeno della migrazione di quartieranti nelle nuove zone residenziali, quartieranti che sentimentalmente sono rimasti legati al quartiere perché in esso vi hanno trascorso e vissuto parte della loro vita.
Ed è anche a loro, quelli che non nascono e non crescono più nel quartiere che si guarda; tutti, a qualsiasi età, potranno essere protagonisti del “Battesimo di quartiere”: potrà essere impartito ai bambini/e (quale dono fatto al figlio dal genitore), ai ragazzi/e egli adulti quale loro libera scelta.

Per quest'anno, la data stabilita per la cerimonia è Domenica 31 luglio, il tutto alla presenza dei figuranti del quartiere, tra il rullo dei tamburi, lo squillo delle trombe e lo sventolio festoso delle bandiere, il Presidente in qualità di massima autorità e rappresentante del popolo, battezzerà "quartierante a vita", usando l'acqua.
 
 In ricordo verrà consegnato al quartierante una pergamena e il fazzoletto, con i colori del quartiere, giallo listato di nero e bianco, con stampato o ricamato lo stemma araldico, l’aquila; il fazzoletto andrà poi indossato legandolo al collo.                                                                           
                   Laura Saffila


domenica 10 luglio 2022

Dopo 6 mesi i lavori di via Misericordia non partono, la burocrazia blocca oltre 3.553,00 euro

 


LA DOMENICA CON GESU', XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO / C

   ……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“…Obbedirai alla voce del Signore, tuo Dio, osservando i suoi comandi e i suoi precetti…”Dt 30,10-14 . 

“Cristo Gesù è immagine del Dio invisibile…Egli è anche il capo del corpo, della Chiesa. Egli è principio, primogenito di quelli che risorgono dai morti…” Col 1,15-20 . 

“…Chi è il mio prossimo ? Gesù rispose: Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei briganti; che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto…Un sacerdote…lo vide e passò oltre,…Un levita…vide e passò oltre. Invece un samaritano,…vide e ne ebbe compassione…Gli si fece vicino…Va’, e anche tu fai così” Lc 10,25-37.

“AL CENTRO DEL MESSAGGIO DEL VANGELO ODIERNO TROVIAMO UNA PARABOLA; AL CENTRO DELLA PARABOLA UN UOMO E QUEL VERBO INCONFONDIBILE: TU AMERAI. E QUINDI LE FAMOSE PAROLE: FA’ COSI’ E TROVERAI LA VITA”.

Questa la breve sintesi, tracciata da E. Ronchi, che valorizziamo in questa nota. Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico…Ecco uno dei racconti biblici più belli del mondo. Sappiamo bene che il mondo intero scende da Gerusalemme a Gerico. Come opportunamente afferma lo studioso, nel suo commento a questa pagina del vangelo di Luca, nessuno può dire: io faccio un’ altra strada, perché siamo tutti nella sessa strada. Ci salveremo insieme o non ci sarà salvezza.

Il primo che passa per quella strada è un prete. Vede l’ uomo ferito, ma passa oltre.

Invece, un samaritano, che era in viaggio, vide, ne ebbe compassione

e si fece vicino. Un samaritano, proprio uno di quelli appartenenti a gente ostile e disprezzata e che non frequenta il tempio, si commuove, si fa vicino e si fa prossimo. Notiamo che Luca usa termini molto belli, che denotano tanta umanità. Non c’ è, infatti, umanità senza compassione. Il samaritano si avvicina. Sappiamo che, fermarsi, non è un gesto spontaneo: i briganti possono essere ancora nella zona. E’ vero, avvicinarsi non è istintivo, ma è una conquista.

Dal testo, affiorano tre elementi concreti: vedere, fermarsi, toccare: essi tracciano i tre passi iniziali della risposta alla domanda: “Chi è il mio prossimo ?”.

“Vedere e lasciarsi ferire dalle ferite dell’ altro”. Il mondo è un immenso pianto e , come afferma Davide Turoldo: “Dio naviga in questo fiume di lacrime” invisibili, però, a chi ha perduto gli occhi del cuore, come il sacerdote e il levita. “Fermarsi addosso alla vita che geme e si sta perdendo nella polvere della strada”. Io ho fatto tanto per dire: “Eccomi, sono qui”. Toccare: Il samaritano versa olio e vino, fascia le ferite di quell’uomo, lo solleva, lo carica, lo porta…

Toccare l’ altro, è parlargli silenziosamente con il proprio corpo, per comunicargli: “Non ho paura e non sono tuo nemico”.

Toccare l’altro è la massima vicinanza, è dirgli: “Sono qui per te”; è accettare ciò che lui è, così com’ è; toccare l’ altro è un atto di riverenza, di riconoscimento, di venerazione per la bontà della sua persona. Il racconto di Luca, poi, continua, mettendo in rapida successione dieci verbi, per tracciare “l’ amore fattivo”: vide, ebbe compassione, si avvicinò, versò, fasciò, caricò, portò, si prese cura, pagò, fino al decimo verbo: al mio ritorno salderò.

“Questo è il nuovo decalogo, perché l’uomo sia promosso a uomo”, perché la terra sia abitata da “prossimi” e non da briganti o nemici. 

Mons. Antonio Scarcione


domenica 3 luglio 2022

LA DOMENICA CON GESU', XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO / C

   ……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“Rallegratevi con Gerusalemme…Io farò scorrere verso di essa, come un fiume, la pace…Voi sarete allattati e portati in braccio…Come una madre consola un figlio…” Is 66,10-14 . “…Quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo…: Io porto le stigmate di Gesù sul mio corpo…”Gal 6,14-18 . “…Il Signore designò altri 72 e li inviò a due a due davanti a sé…In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa…Ma quando…non vi accoglieranno…dite: anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi…Non rallegratevi…perché i demoni si sottomettono a voi; rallegratevi…perché i vostri nomi sono scritti nei cieli” Lc 10,1-12.17-20 .

“NELLA PAGINA DEL VANGELO ODIERNO, IL TEMA CENTRALE E’ QUELLO DELLA MISSIONE. UN ELEMENTO RILEVANTE DELL’ OPERA LUCANA. LUCA, INFATTI, E’ L’ UNICO EVANGELISTA A RIPORTARE LA SCELTA DEL SIGNORE DI AMPLIARE IL GRUPPO DEI DISCEPOLI AL MOMENTO DELLA PREEDICAZIOE. NOTIAMO, ALTRESI’, CHE LA MISSIONE ASSUME LA FORMA DELLA TESTIMONANZA E SOSTANZIA LA NARRAZIONE DEGLI “ATTI DEGLI APOSTOLI”.

La nostra breve riflessione si giova del commento di E. Ronchi. Egli osserva che i settantadue discepoli, individuati dal Signore, si spostano a due a due. Essi “dipendono”, quindi, soltanto, dal cielo e da un amico. Senza borsa, né sacca, né sandali. Come dice G. Vannucci: “L’ annunciatore dev’ essere infinitamente piccolo, solo così l’ annuncio sarà infinitamente grande”. Dicono, di fatto: Torniamo semplici e naturali. I discepoli sono i ricostruttori di umanità. Il primo passo è quello dell’ accompagnamento, mai senza l’ altro. Due non è la somma di uno più uno, E’, invece, l’ inizio della comunione.

Allora puoi anche attraversare la terra dei lupi. Come afferma Gesù : “Vi mando come agnelli in mezzo ai lupi”. Essi sono, forse, più numerosi di quanto non appaia. Possono azzannare, ma non possono vincere. Vi mando come agnelli, ma non allo sbaraglio e al martirio, bensì ad “immaginare” il mondo sotto altra luce, ad aprire il passaggio verso una casa comune più calda di affetti.

I “campi” della vita sono anche violenti. Gesù stesso lo sperimenta, fino allo spargimento del sangue. Eppure, egli consegna agli apostoli una visione bella del mondo, una meraviglia di positività e luminosità. Certamente, gli occhi del Signore brillano per il buon grano, che trabocca dai campi della vita: uomini e donne fedeli al loro compito, dal cuore grande. Uomini generosi e leali, donne libere e felici. Certo, noi temiamo che avanzi il deserto, ma lui vede un’ estate profumata di frutti: “Poeti ed innamorati, bambini e giullari, che non sanno più camminare, perchè hanno imparato a volare”.

Gesù manda i suoi discepoli ad annunciare il capovolgimento: “Il Regno di Dio si è fatto vicino…”. Le parole che affida ai discepoli sono semplici: “Pace a questa casa”. “Dio è vicino”.

Noi ci lamentiamo, dicendo: “Il mondo si è allontanato da Dio ! “. Gesù, invece, afferma: “Dio si è avvicinato, è in cammino per tutte le strade, vicinissimo a te, bussa alla tua porta e attende che tu gli apra.

In qualunque casa entriate, dite: “Pace a questa casa”. Gesù sogna la ricostruzione dell’ umano attraverso mille e mille case ospitali: “L’ ospitalità, come afferma R. Virgili, è il segno più attendibile, indiscutibile, dell’ alto grado di umanità che un popolo ha raggiunto”. E’ la prima pietra della civiltà. “Dove non si pratica l’ ospitalità, si pratica la guerra”. (E. Ronchi ).

                                        Mons. Antonio Scarcione

mercoledì 29 giugno 2022

INCONTRO NAZIONALE ISLAMO-CATTOLICO. PASSI SIGNIFICATIVI. 3^ EDIZIONE. 24-26 GIUGNO 2022 LAMPEDUSA

Di seguito un breve resoconto della 3^ edizione del Convegno Nazionale Islamo-cattolico, che si è svolto dal 24 al 26 Giugno 2022 a Lampedusa. Hanno partecipato: Don Antonino Scarcione e i Professori Katty Tripi e Sandro Torrisi.

Sulla stessa barca, Viaggio verso una cittadinanza condivisa, Organizzato dall’ UNEDI, in collaborazione con:

Admi; Centro Islamico Culturale d’Italia; Commissione Mariana Musulmano Cristiana-Città del Vaticano. Comunità Islamica Firenze e Toscana; Confederazione Islamica Italiana; Coreis; Giovani Musulmani d’ Italia; Istituto Tevere; Ucoii.

Quello di Lampedusa è il terzo incontro nazionale islamo-cattolico, organizzato dall’Ufficio Nazionale Ecumenismo e Dialogo Interreligioso (UNEDI) della CEI, insieme ai Leaders delle principali Comunità Islamiche presenti in Italia.

L’evento fa parte di un progetto che ha l’obiettivo di declinare alcuni punti del Documento di Abu Dhabi sulla Fratellanza Umana, scritto e firmato da Papa Francesco e dal grande Imam di Al- Azhar al-Tayyeb.

L’incontro vuole essere un’ulteriore occasione di consolidamento dell’ amicizia islamo-cattolica e coinvolge i referenti regionali islam e i referenti ecclesiali dell’ UNEDI. Con particolare attenzione per i delegati delle comunità musulmane e i referenti giovanili delle due realtà.

Una cittadinanza condivisa. La CEI e la Comunità musulmana compiono, così, un altro passo significativo. Dopo l’ incontro alla Grande Moschea di Roma del 29 giugno 2019 e l’ altro incontro di Loppiano del 26 giugno 2021, incentrato sui temi dell’ ambiente nello spirito del Documento di Abu Dhabi, UREDI della CEI, insieme ai leader delle principali comunità islamiche hanno pensato bene di compiere un altro passo: riprendere il cammino, in questo tempo sinodale per i cattolici, per affrontare la questione della cittadinanza. Nella comune convinzione che il pluralismo e le diversità di religione, colore, sesso, razza e lingua sono una sapiente volontà divina e Dio ha creato tutti gli esseri umani uguali nei diritti, nei doveri e nella dignità, e li ha chiamati a convivere come fratelli, per popolare la terra e diffondere i valori del bene, della carità e della pace.

E quale luogo, quale meta, più di Lampedusa parla oggi all’ Italia e all’ Europa di diritti, doveri, eguaglianza e giustizia ?

Ecco quindi la decisione di imbarcarsi e partire verso Lampedusa, cristiani e musulmani, per un viaggio verso e attraverso la cittadinanza. Un percorso fatto di ascolto e condivisione, silenzio, preghiera e contemplazione. Non è “la nave dei folli”. Al contrario, la barca in viaggio verso Lampedusa è la barca con una meta ed una direzione precisa. Quella di chi crede che la dignità umana, la fratellanza e l’ amicizia siano alla base della cittadinanza.

La nave verso Lampedusa vuole allora rappresentare una profezia in cammino, l’ impegno per la costruzione di una comune cittadinanza.

L’incontro di Lampedusa è stato realizzato, anche, grazie al contributo di autorevoli esponenti del mondo accademico di area cristiana e musulmana. Ad es., il Prof. K. Rhazzali e il Prof. M. Bontempi.

La Diocesi era rappresentata da Mons. Antonino Scarcione e dai Professori, Katty Tripi e Sandro Torrisi.

lunedì 27 giugno 2022

L'Armata dei Musici del nobile quartiere Monte Mira alla I^ Rievocazione storica dei Ventimiglia, nel comune di Montelepre (Palermo)


Domenica scorsa 26 giugno 2022, a Montelepre, i quartieri Monte Mira e Castellina hanno partecipato con le loro rappresentanze di dame e notabili, insieme ad altri gruppi provenienti da diverse località della Sicilia, come quello del San Gregorio di Catania, il Contessa Adelasia di Aidone, il corteo storico di Santa Rita e quello del centro studi di Castelvetrano-Selinunte, alla I^ Rievocazione storica dei Ventimiglia, un tuffo nel passato di Montelepre la cui storia è legata al Vescovo di Monreale, Giovanni Ventimiglia, al suo casato nobiliare, a cui appartenne l’allora feudo di Munchilebbi, e a tutti i personaggi storici che passarono dalla quattrocentesca Torre Ventimiglia, imponente fortilizio che l’alto prelato vi fece edificare con il benestare del Re Alfonso V di Aragona detto il magnanime, per la peculiare posizione geografica del feudo finalizzato a consolidare la giurisdizione vescovile in un’area nodale al confine tra la feudalità laica e il regio demanio.

Ad aprire il variegato corteo, naturalmente l'Armata dei Musici del nobile quartiere Monte Mira che hanno animato il cuore urbano della cittadina, insieme a danzatrici, falconieri, mangiatori di fuoco, giocolieri, trampolieri e narratori.

L'ennesima esperienza che gratifica l'impegno profuso dai giovani musici del nobile quartiere che da anni imperterriti suonano per rappresentare al meglio il quartiere dove sono nati, che li ha visti crescere e per altri che hanno adottato.

Impegno e sacrificio che negli ultimi anni ha portato lusinghieri risultati che sono sotto gli occhi di tutti, sfatando quel dire che voleva i musici dei quartieri in secondo piano rispetto a qualche altra associazione che partecipa al Palio dei Normanni.    

Negli ultimi anni l'Armata dei Musici del nobile quartiere Monte Mira ha dimostrato di non essere seconda a nessuno, anzi ha sempre più incalzato chi vantava posizioni acquisite. 

L'augurio a detta del responsabile del gruppo Moreno Purrazza è che "il nostro esempio possa essere seguito dai gruppi degli altri tre quartieri, per sfatare definitivamente ogni primogenitura da parte di gruppi esterni, per affermare che il Palio dei Normanni innanzitutto sono i 4 Quartieri e tutto il resto è contorno".  

Naturalmente, all'unisono i responsabili del gruppo tendono a precisare "niente di personale con nessuno, ma in una società dove chi fa la voce più forte o che in maniera astuta cerca di ricoprire la posizione del re leone, è sempre meglio mettere i puntini sulle i".

Entusiasti gli organizzatori dell'evento che sono rimasti molto contenti di tutte le performance, musiche, l'atteggiamento marziali e le varie corografie. 

Chiusa l'esperienza a Montelepre, altri impegni in altrettante città di Sicilia aspettano l'arrivo dell'Armata del Monte Mira che certamente, come da prassi, non deluderà le aspettative. 

                                                    Laura Saffila







sabato 25 giugno 2022

L'armata dei Musici del nobile Quartiere Monte Mira a Castelvetrano-Selinunte.



Castelvetrano-Selinunte 24 giugno 2022, l'Armata dei musici del Nobile quartiere Monte Mira ha partecipato alla "Festa di San Giovanni Battista", dove ha raccolto grandi apprezzamenti da parte della comunità cittadina.

Ennesimo successo dei musici del quartiere Monte Mira che esportano in provincia di Trapani il fascino, le musiche e le atmosfere che rappresentano il Palio dei Normanni.

Dopo la partecipazione a Castelbuono in provincia di Palermo, per l'infiorata, l'invito a presenziare alla 5° edizione della “Rievocazione Storica di San Giovanni Battista” in occasione delle festività del Santo Patrono di Castelvetrano. 

In un caldo pomeriggio di venerdì 24 giugno, l'Armata dei musici del Nobile quartiere Monte Mira, ha sfilato per le vie della città, insieme ad altri gruppi provenienti da altre città siciliane, i Giocolieri di stendardi della città di Delia, i Musici e sbandieratori “Castrum Veteranum” della città di Castelvetrano, il Gruppo storico “Xaipe” di Salemi, i falconieri delle Madonie, alla presenza di Donna Giovanna e Don Nicolò D’Aragona Pignatelli, duchi di Terranova e principi di Castelvetrano.

Una bella e proficua esperienza che certamente sarà ripetuta negli anni a venire.



domenica 19 giugno 2022

LA DOMENICA CON GESU', SS.MO CORPO E SANGUE DI CRISTO / C

   ……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale


“…Melchisedech, re di Salem, offrì pane e vino…E (Abramo) diede a lui la decima di tutto”. Gen 14,18-20 . “…Il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: “Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me”. Allo steso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: “Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me…”1 Cor 11,23-26 . “…Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: Congeda la folla perché vada nei villaggi…per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta…Egli disse ai suoi discepoli: Fateli sedere a gruppi di 50 circa…Egli prese i cinque pani e i due pesci…recitò…la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla…Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste”. Lc 9,11b-17.

“L’ EUCARESTIA E’ IL MOMENTO PIU’ ALTO E IMPORTANTE DELLA NOSTRA FEDE, COME ANCHE IL PIU’ DIFFUSO E ACCESSIBILE; “FONTE E APICE DI TUTTA LA VITA CRISTIANA, COME INSEGNA IL CONCILIO VATICANO II”. LA CONDIVISIONE DEI PANI E DEI PESCI CI PRESENTA IL GESTO DI GESU’ CHE ANTICIPA L’ EUCARESTIA: GLI STESSI VERBI UTILIZZATI,”PRESE (I PANI E I PESCI), RECITO’ SU DI ESSI LA BENEDIZIONE, LI SPEZZO’E LI DAVA AI DISCEPOLI”, LI RITROVEREMO NEL RACCONTO DELL’ ULTIMA CENA”.

Fin dall’ inizio del commento al vangelo odierno, Robert Laurita così afferma: “Mi è sempre piaciuto il miracolo della “moltiplicazione” dei pani e dei pesci, quando i discepoli propongono a Gesù di congedare la folla , perché vada nei villaggi e ognuno possa ”arrangiarsi”, per conto proprio. No, per Gesù il verbo “arrangiarsi” non funziona. Allora, ecco la seconda possibilità: “comprare”. Visto che cinque pani e due pesci non bastano, ricorriamo ai soldi. D’ altra parte, ci sono cose che non sono in vendita e ci sono, invece, situazioni in cui ci vorrebbero troppi soldi.

A questo punto, ecco la risposta di Gesù. In cui figurano alcuni verbi caratteristici. Gesù “prende” quei cinque pani e i due pesci, “leva gli occhi al cielo”, li “benedice” e quindi li “spezza”, li “dà” agli apostoli, perché “distribuiscano” tutto alla folla.

Vediamo che il miracolo non è un’ “operazione matematica”. C’ è, prima, un dono, poi una richiesta a Dio e, quindi, si “spezza” e si condivide quel dono benedetto. Il risultato non è la tristezza o la miseria, ma l’ abbondanza e la sazietà.

Notiamo che il pane spezzato è Gesù stesso per la vita di tutti.

Il miracolo rimanda anche alla nostra storia, personale e comunitaria.

Fare troppi calcoli, significa condannarsi alla sterilità e al fallimento. Solo chi accetta di donare e di spezzare il pane trova una vita piena.

                              Mons. Antonio Scarcione

lunedì 6 giugno 2022

I Musici del Quartiere Monte Mira si aggiudicano il Gran Premio del Mediterraneo



Lo scorso fine settimana 3 - 4 - 5 giugno a Castelbuono, in provincia di Palermo, ha avuto luogo la XVI edizione dell'Infiorata che ha richiamato nella cittadina madonita migliaia di turisti. 

Ad arricchire il programma di questa edizione, nel pomeriggio di domenica, l’attesa sfilata dei cortei storici più belli di Sicilia, con ben dodici Comuni rappresentati. 

Il corteo si è concluso con la cerimonia di consegna del Gran Premio del Mediterraneo per Musici e Sbandieratori, vinto dai Musici del nobile quartiere Monte Mira della Città di Piazza Armerina, ex equo con l’associazione Sicularagonensia di Randazzo.

Una ripartenza alla grande per i nostri ragazzi, che ad onor del vero in questi due anni di pandemia non hanno mai staccato la spina, anzi a differenza di altri gruppi che hanno fatto un passo indietro, anzi due, non partecipando al Palio dei Normanni, i nostri baldi giovani sono sempre stati in prima linea, rimarcando una grande professionalità, uno stile impeccabile e un profondo sentimento di appartenenza al quartiere.

Il riconoscimento assegnato nel corso del Gran Premio del Mediterraneo, certamente continuerà a stimolare i giovani musici capeggiati da Moreno Purrazza, ad impegnarsi sempre più e meglio per continuare a portare sempre più in alto i colori e l'araldica del nobile quartiere Monte Mira, del Palio dei Normanni e quello della città di Piazza Armerina.   

L'augurio è che l'esempio dei ragazzi del nobile quartiere Monte Mira stimoli i giovani degli altri tre quartieri nell'organizzarsi sempre più e meglio, per elevare la qualità e rappresentare al meglio i singoli quartieri che sono l'anima del Palio dei Normanni.  

                                                      Laura Saffila