"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)



Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

venerdì 1 novembre 2024

Storica visita dei Reali d'Austria a Piazza Armerina, nella sede museale del nobile Quartiere Monte Mira

 

Sabato 26 ottobre 2024 l’antica città di Noto ha fatto da cornice a una cerimonia indimenticabile e ricca di prestigio, quella dell’Ordine dei Cavalieri di Malta. www.cavalieridimalta.it


Alla presenza di numerose personalità di spicco, tra cui Sua Altezza Herta Margarete Habsburg-Lothringen, (Asburgo-Lorena), Sua Altezza Sandor Habsburg-Lothringn Principe di Toscana, il Gran Priore D'Italia del S.H.O.S.J. Cav. Avv. Prof. Antonio Castellano - Ambasciatore della Santa Sede - Balì di Gran Croce; l’Ammiraglio, Milazzo Massimo; il Cancelliere, Kosmas Mander, nella Cattedrale di Noto, sono stati elevati al rango di cavaliere oltre venti postulanti.

A fare da corona a questo grande evento il Nobile quartiere Monte Mira con l'Armata dei Musici, le Sbandieratrici e una folta rappresentanza di dame e notabili al seguito.

La maestosa processione dei Reali d'Austria, accompagnata da Dame e Cavalieri di Malta e dai nostri figuranti del nobile quartiere, è stata resa ancora più solenne dalla presenza dei Musici e delle Sbandieratrici. Dalle note squillanti delle trombe al ritmo incalzante dei tamburi, la colonna ha attraversato Porta Reale fino alla Cattedrale, creando un'atmosfera di grande suggestione.

Subito dopo la solenne celebrazione eucaristica, presieduta da un eminente Arciprete proveniente dall'isola di Malta, sono avvenute le solenni investiture dei nuovi Cavalieri. A conclusione del cerimoniale sono stati proclamati i nomi dei nuovi postulanti, tra i quali figurava il nostro Presidente, Filippo Rausa.
Questi, invitato a salire sul presbiterio, ha ricevuto, da Sua Altezza Sandor Asburgo-Lorena la tradizionale spilla, recante la croce a otto punte, simbolo distintivo dei Cavalieri di Malta, che è stata appuntata sul suo petto a suggello di questa importante investitura.

L'inatteso riconoscimento conferito al presidente Filippo Rausa ha emozionato tutti i quartieranti presenti in cattedrale, che hanno salutato con entusiasmo l'avvenimento. 
Subito dopo la cerimonia il corteo si è ricomposto lungo la scalinata della cattedrale e avvolto dalle musiche e le atmosfere che caratterizzano il Palio dei Normanni, ha accompagnato i Reali d'Austria, i Cavalieri di Malta, Dame e Notabili in un trionfale ritorno verso Porta Reale.

Domenica 27 ottobre, alle ore 11:00, in un'atmosfera di grande solennità, un evento storico per la città di Piazza Armerina, che ha avuto l’onore di accogliere in visita privata, nella sede museale del nobile quartiere Monte Mira, cuore pulsante della città, i Reali d'Asburgo, il Vice Duca d’Austria e Principe di Toscana sua altezza reale Sandor d’Asburgo-Lorena, pronipote dell’Imperatore Francesco Giuseppe, e la sua consorte l’arciduchessa Herta Margarete d’Austria. https://habsburg.org/?lang=en/ .

Con i Reali, presenziavano i Cavalieri Ospitalieri di Malta, con il Gran Priore d'Italia del S.H.O.S.J. Cav. Avv. Prof. Antonio Castellano - Ambasciatore della Santa Sede - Balì di Gran Croce; l’Ammiraglio, Massimo Milazzo; il Cancelliere, Kosmas Mander e le Dame, Onorevole Alessandra Basso e Priska Ferrari.

Ad accogliere le illustri personalità il presidente del quartiere Filippo Rausa, il sindaco della città di Piazza Armerina Nino Cammarata, il prevosto della cattedrale Monsignor Antonino Scarcione e il governo del quartiere tutto.

Nella sala delle adunanze, custode dei drappi del Palio dei Normanni conquistati dal nobile quartiere e di altri preziosi cimeli della manifestazione, il presidente Rausa ha portato il saluto del quartiere, tracciando un breve profilo storico della città, legata ai Normanni e Aleramici, sottolineando come la lingua gallo-italica, parlata fin dal Mille, sia un'eredità inestimabile. Il Palio dei Normanni, da sempre simbolo di rivalità e orgoglio tra i quattro quartieri sin dal Seicento, è l’espressione più autentica di questa storia e di questa identità.

Il presidente Rausa ha donato agli illustri ospiti il foulard con i colori e l'araldica del nobile Quartiere, attestati di amicizia e due arazzi riproducenti l'icona della Madonna delle Vittorie, consegnati all'Arciduchessa e al Priore d'Italia dei Cavalieri di Malta.

È seguito l'intervento del Sindaco che ha portato il saluto dell'intera comunità cittadina, di Mons. Scarcione e del Priore del Magistrato dei Quartieri, Stefano Di Dio. 
Infine, gli interventi di Sua altezza Sandor e l’arciduchessa Herta Margarete, presidente della prestigiosa organizzazione 'Fiamma della Pace", istituzione benefica volta a valorizzare i temi della Pace, dell'Ambiente e aiuti umanitari ai bisognosi e alle famiglie in difficoltà. 
Questa ha proposto al Sindaco la realizzazione di un monumento della Pace, che se condiviso potrebbe portare nel corso della prossima estate i Reali nuovamente a Piazza Armerina per inaugurare insieme alla comunità questo importante progetto, una pietra miliare per promuovere insieme iniziative future.

La consegna di spille con l'emblema della “Fiamma della Pace”, le foto di rito e un rinfresco, hanno chiuso la storica vista che è stata un momento emozionante, ricco di storia e di progetti futuri.

Questo evento sottolinea ancora una volta l'impegno instancabile del Comitato di quartiere Monte Mira, che meriterebbe un sostegno sempre più concreto da parte delle Istituzioni, data l'importanza del suo operato per la comunità e per la città nel suo complesso.
                                                         Laura Saffila




                                                    















 





 

 











 






 





 




 



LA DOMENICA CON GESU', TUTTI I SANTI

  …… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa.

“…E udii il numero di coloro che furono segnati con il sigillo: Centoquarantaquattromila segnati…Provenienti da ogni tribù…Dopo…Vidi…una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare…” Ap 7,2-4.9-14 . 
“…Carissimi, noi fin d’ora siamo figli di Dio…Noi saremo simili a lui…” 1 Gv 3,1-3 . 
“…Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli…Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio…” Mt 5,1-12a.

“IL VANGELO DELLE BEATITUDINI E’ IL “PROGRAMMA DI VITA” DI OGNI CRISTIANO. ESSO E’ STATO FATTO PROPRIO DA TUTTI COLORO CHE HANNO SEGUITO GESU’ CRISTO PER GIUNGERE ALLA SALVEZZA”.

Seguiamo la presentazione della liturgia odierna proposta dal “Servizio della Parola” ( n. 561/62, pag.93 e ss.), anche se appare eccessivamente analitica.

-“Struttura delle beatitudini”. Certamente, lo scenario in cui si svolge il discorso della montagna è alquanto significativo. Quanto dice Gesù Cristo rappresenta l’ interpretazione definitiva della “Legge” di Dio (La Tora’). Appare opportuno, prima di leggere la singola beatitudine, fare una puntualizzazione formale. 1) La prima parola di ogni beatitudine è “beati…”. Essa mette in risalto un elemento fondamentale: la felicità, che è il fine di ogni desiderio umano, il frutto che Dio dona a coloro che vivono le beatitudini. 2) La seconda parte di ogni beatitudine, invece, si riferisce alla condizione, mediante la quale si può ottenere tale felicità (ad es. povertà di spirito, mitezza ecc.). 3) La terza descrive in cosa consista la beatitudine. Ad esempio, quando Gesù dichiara beati i poveri in spirito, non dice che sono beati perché poveri in spirito, ma che lo sono, perché la povertà è una condizione per poter accedere alla vita, cioè, il Regno che è Dio stesso.

In questo modo, le beatitudini si presentano come un potente annuncio di speranza. Perché anche condizioni molto difficili possono diventare un’ occasione di grazia.

-“Buona notizia”. Poiché le beatitudini si realizzano grazie ad un’ azione divina, esse sono, anzitutto, un ritratto di Gesù. Egli è povero, perseguitato e crocifisso, ha provato tristezza e dolore, ha avuto sete, è stato mite di fronte al male ed ha amato i suoi uccisori, perdonandoli con misericordia. Il Padre lo ha risuscitato e fatto sedere nei cieli, da dove intercede per l’ umanità. Quindi, nella solennità di Tutti i Santi, la Chiesa ricorda che Dio può realizzare nei fedeli la medesima immagine dell’ uomo nuovo.

-“Poveri in spirito”. Non si fa riferimento solo alla persona povera economicamente, ma si allude a una condizione interiore: è povero “in spirito” chi sa che non può salvarsi da solo: “Chi riconosce la propria povertà e si affida a Dio, può vivere già nel presente il possesso del Regno dei cieli, che è Dio stesso”.

-“Il pianto”. Gesù dichiara beati coloro che sono nel pianto. Molti possono essere i motivi di lutto: la morte di una persona cara, la malattia, una situazione traumatica, il peccato. La beatitudine, quindi, annuncia che tali circostanze dolorose possono diventare, per grazia, una consolazione anche maggiore, un’ opera divina, che sarà pienamente compiuta nel futuro, quando “Dio asciugherà ogni lacrima”.

-“La mitezza”. Il termine greco, usato da Gesù, può riferirsi anche alla mansuetudine, di chi rinuncia alla violenza: la persona mite riceverà la terra, eredità promessa da Dio a Israele, simbolo di fecondità e pienezza.

-“La giustizia”. In Matteo non fa riferimento all’ equità sociale, ma è legata alla Torà e alla parola di Dio, va cercata con impegno. La persona che ha fame e sete di giustizia, sa di non essere retta, ma vorrebbe fortemente diventarla.

-“Misericordiosi”. Solo chi è stato perdonato può perdonare. Solo chi perdona, potrà accedere al perdono di Dio e diventare simile a lui, misericordioso.

-“Puri di cuore”. La beatitudine promette la visione di Dio, una conoscenza diretta e piena della sua persona. Nella Bibbia è puro ciò che può entrare nella sfera di Dio e che non è mescolato con altri elementi.

-“Operatori di pace”. Nella beatitudine, si rivela che sarà figlio di Dio, quindi suo familiare e intimo, chi accoglierà e metterà in pratica l’ amore di Cristo, che promuove la riconciliazione e il perdono anche quando si ha di fronte un nemico.

-“Perseguitati”. La persecuzione e la morte a causa della fede in Cristo possono essere condizioni per entrare nella vita eterna. In questo modo, i discepoli possono veramente diventare simili al loro Maestro, morto in croce per gli uomini.

                                                Mons. Antonio Scarcione

sabato 26 ottobre 2024

LA DOMENICA CON GESU', XXX DEL TEMPO ORDINARIO / B

  …… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“…Esultate per la prima delle nazioni…Il Signore ha salvato il suo popolo…Erano partiti nel pianto, io li porterò tra le consolazioni…” Ger 31,7-9 . 

“Ogni sacerdote è scelto tra gli uomini e per gli uomini…Egli è in grado di sentire giusta compassione per quelli che sono nell’ ignoranza e nell’ errore…” Eb 5,1-6 . “…Il figlio di Timeo, Bartimeo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare: Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me !...Allora Gesù gli disse: Che cosa vuoi che io faccia per te ?...Rispose: Rabbunì, che io veda di nuovo ! . E Gesù gli disse: Va’, la tua fede ti ha salvato. E subito vide di nuovo e lo seguiva”. Mc 10,46-52.

“IL VANGELO, NEL CIECO BARTIMEO, METTE IN LUCE LA FIGURA DEL DISCEPOLO. LA SUA CONDIZIONE DI CIECO LO COSTRINGEVA AD ESSERE MENDICANTE, IMPOSSIBILITATO A VIVERE UN RUOLO SOCIALE E A PARTECIPARE AL CULTO AL TEMPIO DI GERUSALEMME. L’ INCONTRO CON GESU’, CHE GLI PERMETTE DI VEDERE DI NUOVO, LO FA DIVENTARE DISCEPOLO”.

-“Essere discepolo”. Il cieco Bartimeo ci invita a riflettere sul nostro essere discepoli del Signore. “Potremmo sederci, anche noi, sulla strada della storia, come afferma Vittorio Brunello, e rimanere immobili davanti allo scorrere degli eventi” ( Servizio della Parola, n. 561/562, pag. 80 ). Ma possiamo anche alzare il nostro grido: “Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me !”, fino ad innescare il processo che invita all’ incontro con il Signore, così da favorire il gesto del cieco che lascia la sicurezza del mantello, per alzarsi e andare incontro al Signore.

-“Appartenere al popolo del Signore”. L’ incontro col Signore ci fa discepoli. Innalzare al Signore canti di gioia perché ci ha liberati dal male, ci ha salvati, dando senso alla nostra vita. Il Signore sa attendere anche coloro che faticano di più e mostrarsi per noi come padre.

-“Riconoscere e ringraziare per le grandi opere del Signore”. L’ essere discepoli e far parte della chiesa, ci conduce alla riconoscenza verso Dio, con le parole del “Salmo” 125: “Grandi cose ha fatto il Signore per noi”. A partire dal nostro battesimo, quando siamo diventati figli di Dio per suo dono.

E quando siamo stati educati alla fede , incontrando il Signore nei sacramenti e nell’ eucarestia.

-“Vivere il sacerdozio di ogni fedele”. La “seconda lettura” riflette sul sacerdozio di Cristo, che fa di Gesù il “sacerdote per sempre”. Anche noi con l’ unzione battesimale veniamo uniti al popolo di Dio. Quell’ essere “inseriti in Cristo, sacerdote, re e profeta”, fa di ciascuno di noi un cristiano, capace di rendere lode al Signore, di ascoltare e testimoniare la sua Parola, di donare la vita come Cristo ha fatto sulla croce.

                                        Mons. Antonio Scarcione

sabato 19 ottobre 2024

LA DOMENICA CON GESU', XXIX DEL TEMPO ORDINARIO / B

  …… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“…Il giusto mio servo giustificherà molti, egli si addosserà le loro iniquità” Is 53,10-11 . 
“…Accostiamoci…con piena fiducia al trono della grazia per ricevere misericordia e trovare grazia…” Eb 4,14-16 . 
“…Maestro,…concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra…” Mc 10,35-45.

LA POLITICA E’ “SERVIZIO”, OPPURE NON E’ POLITICA CON LA “P” MAIUSCOLA. ABBIAMO GRANDE BISOGNO EDUCATIVO. “FORMARE ALLA POLITICA”,…SI TRATTA DI “FORMARE ALLA DEMOCRAZIA” E DI “RIFORMARE LA DEMOCRAZIA”, SECONDO LA SUA ISPIRAZIONE COMUNITARIA. I CRISTIANI DEVONO ESSERNE CONSAPEVOLI”.

Seguiamo il commento di Vittorio Brunello. Pregevole per la sia precisione e brevità (“Servizio della Parola” n. 561/562 pag. 61 e ss.). Egli afferma: “Al centro della celebrazione odierna vi è la missione del Cristo che è venuto “per servire e dare la propria vita in riscatto” per tutti. Sappiamo bene che Gesù vuole educare i discepoli in questa prospettiva, anche se Giacomo e Giovanni chiedono, per ottenere ciò vogliono dal Signore e gli altri dieci apostoli non fanno altro che smascherare come anche loro siano interessati ad avere un posto d’ onore.

-“Vogliamo che tu faccia ciò che ti chiediamo”. La richiesta di Giacomo e Giovanni rispecchia il nostro modo di porci di fronte al Signore. Ma il vangelo ci invita ad una diversa prospettiva.

-“Essere primo” essere “schiavo di tutti”. Gesù accoglie la richiesta di Giacomo e Giovanni, ma lo fa in due tempi, dicendo: per essere grandi bisogna diventare servitori, per essere primi, addirittura, bisogna farsi schiavi. Servire è concentrarsi sul bene dell’ altro. Ma può rimanere una rivalità con gli altri. Essa viene superata dalla sottomissione al padrone, come Gesù, che, assumendo la natura umana, ha abbracciato la condizione di schiavo, obbedendo fino alla morte e alla morte di croce.

-“Offrire sé stessi, la dimensione del servizio”. La figura del servo del Signore, tratteggiato nella “Prima Lettura”, ci offre il senso del servizio. Vediamo che la morte, nel Cristo, non ha avuto l’ ultima parola. La morte è stata sconfitta dalla risurrezione e ci ha liberato dal male e dal peccato.

-“Il sostegno del Signore”. Noi non siamo soli, nell’ affrontare il cammino del servizio e del dono della vita. Il Signore è nostro aiuto e nostro scudo. Possiamo accostarci a Gesù, il Figlio di Dio, “per ricevere misericordia e trovare grazia, così da essere aiutati al momento opportuno ( Cfr. Lettera agli Ebrei).

Il messaggio è abbastanza chiaro. E, nello stesso tempo, risulta impegnativo.

                                            Mons. Antonio Scarcione

domenica 13 ottobre 2024

LA DOMENICA CON GESU', XXVIII DEL TEMPO ORDINARIO / B

  …… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale


“Pregai e mi fu elargita la prudenza, implorai e venne in me lo spirito di sapienza. La preferii a scettri e troni…non la paragonai neppure a una gemma inestimabile, perché tutto l’ oro al suo cospetto è…un po’ di sabbia…L’ ho amata più della salute de della bellezza…” Sap 7,7-11 .
 “La parola di Dio è viva, efficace…penetra fino al punto di divisione dell’ anima e dello spirito…discerne i sentimenti e i pensieri del cuore…” Eb 4,12-13 . 
“…Un tale…gli domandò: Maestro buono, che cosa devo fare per avere…la vita eterna ? Gesù gli disse:…Tu conosci i comandamenti…Queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza…Una cosa sola ti manca: Va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri…e vieni ! Seguimi !...Egli si fece scuro in volto e se ne andò…Possedeva infatti molti beni…Pietro…prese a dirgli:…Noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito. Gesù gli rispose…: Non c’ è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli…per causa mia e per causa del vangelo, che non riceve…cento volte tanto…e la vita eterna…” Mc 10,17-30.

“LA VITA CRISTIANA PUO’ ESSEFRE SINTETIZZATA IN UN VERBO: AMARE. “AMA DIO CON TUTTO IL CUORE E IL PROSSIMO COME TE STESSO”. SANT’ AGOSTINO PRONUNCIA LA CELEBRE FRASE: AMA E FAI CIO’ CHE VUOI”. LEGGIAMO TUTTA LA FRASE: “…TI VIENE IMPOSTO UN BREVE PRECETTO: AMA E FAI CIO’ CHE VUOI…”. SIA IN TE LA RADICE DELL’ AMORE, PERCHE’ DA QUESTA RADICE NON PU0’ PROCEDERE SE NON IL BENE. E’ BENE ALTRESI’ RICORDARE CHE LA VITA CRISTIANA E’ SEMPLICE. PAPA FRANCESCO INSISTE SU QUESTA SEMPLICITA’ E CRITICA LE SPIEGAZIONI,( “CHE NESSUNO CAPISCE”), CHE LA RENDONO DIFFICILE”. Quel tale aveva fatto tutti i compiti. Come afferma L. Verdi, che noi seguiamo nel suo puntuale commento; “era proprio un bravo ragazzo”. E ora è là, davanti al Signore e lo interroga: “Maestro buono, è vita o morte la mia vita ?

Forse pensa che Gesù, come i maestri di un tempo, gli darà un premio per il rigore con cui ha rispettato tutti i comandamenti.

Ci sono sguardi che si imprimono nel cuore come sigilli, indelebili. Dev’ essere stato così quello sguardo di Gesù: una virata impensata… “Una cosa sola ti manca. Vendi tutto e dallo ai poveri. Passare dalle cose alle persone, dalla dottrina all’ amore. Perché Dio non è un insieme di regole da rispettare. E’ di più. Molto di più.

Come afferma Pascal: “C’ è un vuoto a forma di Dio nel cuore di ogni persona, che non può mai essere riempito da nessuna cosa”. Quel vuoto è struggente nostalgia di Lui. Il giovane ritorna a casa triste. Non è riuscito a fare il salto, zavorrato com’ è dalle cose e dai beni. Triste per quel vuoto che continuerà a portarsi dentro. Pieno di tristezza, come lascia un sogno spezzato.

                                     Mons. Antonio Scarcione

domenica 6 ottobre 2024

4 Ottobre 2024, Celebrazione della Giornata per la Salvaguardia del Creato


Anche quest'anno su iniziativa di mons. Antonino Scarcione che coordina l'ufficio Ecumenico, Dialogo Interreligioso e Cura del Creato, ha avuto luogo in Città la celebrazione della Giornata per la salvaguardia del creato, che si è tenuta presso il Sentiero Natura Papa Francesco, nel bosco Bellia, zona Canalicchio.
La partecipazione delle scolaresche e delle istituzioni, in un luogo significativo del territorio, ha reso la giornata particolarmente interessante. 
Tante le testimonianze delle autorità presenti, ad iniziare dalla situazione ecologica particolarmente critica per via degli incendi che puntualmente investono il patrimonio boschivo del territorio piazzese e in quest'ultimo periodo la mancanza di acqua, che incide sulla vita della comunità e del territorio.
Queste ferite di cui soffre la nostra terra e che tocchiamo puntualmente con mano, certamente non possono essere guarite solo da coscienze animate dalla giustizia e da mani solidali, ma anche e soprattutto dalla consapevolezza che il patrimonio deve essere amato e considerato proprio, poiché è la manifesta bellezza del creato, che Dio ci ha affidato come dono e responsabilità, e per tutto ciò deve essere preservato per i nostri figli e le generazioni future.

                                                                 Filippo Rausa




La delegazione del nobile quartiere Monte Mira
(Filippo Rausa, Concetto Favella, Filippo Aloi)
 

sabato 5 ottobre 2024

LA DOMENICA CON GESU', XXVII DEL TEMPO ORDINARIO / B

  …… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“…Non è bene che l’ uomo sia solo, voglio fargli un aiuto che gli corrisponda…Allora Dio fece scendere un torpore sull’ uomo, che si addormento, gli tolse una costola…formò con la costola…una donna e la condusse all’ uomo…L’ uomo disse:…E’ osso delle mie ossa, carne della mia carne,…Si chiamerà donna…L’ uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due saranno un’ unica carne” Gen 2,18-24 . 
“Fratelli, quel Gesù che fu fatto di poco inferiore agli angeli, lo vediamo coronato di gloria e di onore a causa della morte che ha sofferto, perché per la grazia di Dio egli provasse la morte a vantaggio di tutti…” Eb 2,9-11 . 
“…Domandavano a Gesù se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie…Rispose…:Che cosa vi ha ordinato Mosè ? Dissero: Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla. Gesù disse…: Per la durezza del vostro cuore egli scrisse…questa norma…L’ uomo non divida quello che Dio ha congiunto…” Mc 10,2-16.

“IN QUESTA DOMENICA LA CHIESA RICEVE L’ INVITO A CUSTODIRE IL DONO DELLA FAMIGLIA, IN CUI SI CELEBRA L’ AMORE QUOTIDIANO. DIO NON CI HA CREATI PER ESSERE SOLITARI E AUTOREFERENZIALI: CI HA PLASMATI PER EDUCARCI AL DIALOGO E ALL’ INCONTRO E A CRESCERE NELLA FEDE. LA VOCAZIONE MATRIMONIALE E’ IL CAPOLAVORO DI DIO. L’ ATTUALE CONTESTO SOCIO-CULTURALE VIVE LONTANO DAL VALORE EVANGELICO DEL DONO: VA RICOSTRUITA UNA RESPONSABILE MATURAZIONE PERCHE’ NELLE FAMIGLIE CI SI APRA ALLA DONAZIONE LIBERA E ALL’ AMORE”.

“Durante la celebrazione di un matrimonio”, come afferma Roberto Laurita nel suo commento al vangelo odierno, che noi seguiamo, “appare opportuno rammentare ai presenti che “ministri” del sacramento sono gli sposi e proprio per questo si trovano collocati nel bel mezzo dello spazio liturgico”. (Cfr. “Servizio della Parola” n. 559 pag. 152). Come è altrettanto vero che il protagonista principale è Dio.

Troppo spesso, sembra che Dio sia relegato in secondo piano. Come se il matrimonio nascesse esclusivamente dall’ impegno di un uomo e una donna, manifestato nella promessa che essi recitano. Quasi che non fosse Dio a garantire, con la sua luce e la sua forza, la solidità di un legame solennemente assunto.

Ecco perché è certamente pertinente invitare gli sposi a vivere con gioia, ma anche con un certo “timore e tremore”, la bellezza del rito. Certamente, gesti semplici e parole pesate, ma tali da cambiare l’ esistenza di due esseri umani. Così, sembra anche appropriata nel rituale, oltre alla formula del consenso, la citazione evangelica: “L’ uomo non divida quello che Dio ha congiunto”. Quasi una segnalazione a tutelare quel legame d’ amore, che gode della presenza di Dio e del suo sostegno.

Attentare al matrimonio di una persona non è soltanto violare qualcosa di prezioso e di grande come l’ amore che unisce due sposi, è un atto contro Dio. Non è il caso, quindi, di prendere alla leggera ciò che sminuisce il valore della fedeltà coniugale: un bene determinante per la stabilità della famiglia, per la comunione tra gli sposi, per la serenità dei loro figli.

Tanti di noi non possono che esprimere gratitudine ai genitori per questo dono che ci hanno fatto. Probabilmente noi non siamo stati colmati di regali, ma questo dono vale più di qualunque altro.

                                         Mons. Antonio Scarcione

domenica 29 settembre 2024

L'Armata dei musici e sbandieratrici del Nobile quartiere Monte Mira, alla Sagra dello Zafferano di Valguarnera.



Sabato 28 settembre 2024, in grande spolvero l'Armata dei musici e sbandieratrici del Nobile quartiere Monte Mira, che conquistano Valguarnera nel corso della Sagra dello Zafferano.
Altra Città, altra pioggia di consensi questa volta da parte della comunità Valguarnerese che ha fatto sentire con il suo calore e i suoi applausi la vicinanza ai Musici e alle Sbandieratrici che ancora una volta sono riusciti a conquistare con le armoniose e melodiche marce del Palio dei Normanni e le coreografie delle bandiere i cuori di quanti hanno assistito lungo le vie e nella piazza cittadina allo spettacolo.
Continua la marcia di consensi del gruppo del Nobile quartiere, capeggiato da Moreno Purrazza avanti così, altre comunità ci aspettano ancora. 
Fabulam continues...





domenica 22 settembre 2024

L'Armata dei Musici e Sbandieratrici del Nobile quartiere Monte Mira a Sferracavallo per festeggia i Santi Cosma e Damiano.




Sferracavallo, frazione di Palermo, avvolta in un'atmosfera di fede e gioia, si prepara, come ogni fine estate, per il 177° anno, a celebrare i patroni Cosma e Damiano, due santi martiri taumaturghi e anàrgiri, vissuti all’inizio del IV secolo.

I festeggiamenti Domenica 22 settembre sono entrati nel vivo con la processione delle reliquie dei Santi Cosma e Damiano portati per le vie del borgo.

L'importante evento quest'anno, si è caratterizzato, con la partecipazione straordinaria dell'Armata dei Musici e Sbandieratrici del Nobile quartiere Monte Mira, voluti fortemente dal comitato organizzatore dei festeggiamenti. 

Con le note festose dei Musici e le evoluzioni delle Sbandieratrici, hanno creato un'armonia unica, intrecciando la devozione popolare con la maestria artistica, quale omaggio ai Santi Cosma e Damiano.

Come da programma, i nostri bravissimi musici e le sbandieratrici hanno infiammato le vie della borgata con le loro esibizioni mattutine, dalle ore 9:00 e pomeridiane, nel corso della processione religiosa delle reliquie dei Ss. Cosma e Damiano. 

La piazza è esplosa di gioia dopo la suggestiva processione, con uno spettacolo indimenticabile e di grande emozione davanti alla chiesa parrocchiale.

I nostri musici e le sbandieratrici continuano a dimostrare il loro talento, animando questa volta le strade della borgata di Sferracavallo, diffondendo le atmosfere uniche e le musiche indimenticabili che contraddistinguono il nostro Palio dei Normanni.

Un grazie di cuore e un plauso ai nostri ragazzi, per la passione e l'impegno che mettete nel rappresentare al meglio il nostro Quartiere Monte Mira e l'intera città di Piazza Armerina. 

E con orgoglio che continuiamo ad appellarvi Ambasciatori del Palio dei Normanni per ciò che state facendo e per quello che ancora vi è in programma che culminerà con altre importanti partecipazioni.
Fabulam continues...





 



sabato 21 settembre 2024

LA DOMENICA CON GESU', XXV DEL TEMPO ORDINARIO / B

  …… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

(…Dissero gli empi:) Tendiamo insidie al giusto…Ci rimprovera le colpe contro la legge…Vediamo se le sue parole sono vere…Mettiamolo alla prova con violenza…Condanniamolo a una morte infamante…” Sap 2,17-20 . 
“…Dove c’ è gelosia e spirito di contesa, c’ è disordine…Invece la sapienza che viene dall’ alto…E’pura…pacifica, mite, arrendevole, piena di misericordia…imparziale e sincera…Da dove vengono le guerre e le liti…? Non vengono forse dalle vostre passioni…?...” Gc 3,16-4.3 . 
“…Il Figlio dell’ uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma…dopo tre giorni risorgerà. Essi però non capivano queste parole…Per la strada…avevano discusso tra loro chi fosse il più grande. Sedutosi…disse loro: Se uno vuole essere il primo, sia l’ ultimo…e il servo di tutti…” Mc 9,30-37.

“GESU’ AFFERMA: “SE UNO VUOLE ESSERE IL PRIMO, SIA L’ ULTIMO DI TUTTI E IL SERVO DI TUTTI”. LA VITA ACQUISISCE SENSO SOLO SE LA SI COMPRENDE COME MISSIONE E COME UN SERVIZIO”.

Massimo Orizio, che noi seguiamo in questa riflessione, nel suo commento al vangelo odierno, rileva che, in latino, il verbo “sapere”, in base alla collocazione dell’ accento, può avere due significati diversi: “conoscere” e “dare sapore”. Si ritiene che la parola sapienza, originariamente, si riferisse al gusto.

La fede è proprio una questione di gusto. E’ uno stile, con cui interpretare la vita, dare senso all’ esistenza. La liturgia della Parola ci aiuta ad “attraversare” questa polarità: sensatezza e insensatezza, sapido e insipido. La verità, la sapienza affiora da tutti e due gli elementi. Il riferimento al fanciullo, con cui si conclude la pagina evangelica, richiama questo elemento di scoperta. Dio s’ intravede e si nasconde dentro quel bambino, che è in noi. In quello stupore e meraviglia che è la vita. In quel nascere continuo, a cui siamo costretti quotidianamente.

Nelle letture affiorano le contrapposizioni. Nella “prima lettura” c’ è l’ opposizione; “giusto” ed “empio”, “pensieri” ed “azioni”, “presente” e “futuro”, “desiderio” e “rivalsa”, “violenza” e “mitezza”. Nella “seconda lettura”, l’ apostolo Giacomo sottolinea il confronto tra disordine e pace, sapienza e passioni insensate. Nel “vangelo”, il secondo annuncio della Passione svela l’ incomprensione dei discepoli rispetto all’ atteggiamento del fanciullino.

Il brano della “Sapienza” presenta i pensieri degli empi. Il male con tutta la sua capacità devastante, le amarezze derivanti dalle recriminazioni e la supponenza dell’ egocentrismo, che insidiano l’ esistenza.

Occorre fare i conti anche con la violenza, che appartiene alle dinamiche della storia personale e sociale.

L’ apostolo Giacomo si sofferma sull’ aspetto relazionale della sapienza del credente. Per sedare e disinnescare le gelosie e le contese, che minano la comunità. Se l’ albero si riconosce dai frutti, Giacomo ci invita a riconoscere la dimensione interpersonale, comunitaria della saggezza. L’ apostolo affonda le radici di ogni contesa nel cuore umano.

Gesù ha vissuto nella logica del dono e del servizio. La sua vita e la sua missione sono state una consegna all’ umanità, per realizzare il progetto di Dio. Il Padre ha accolto questo dono rendendolo eterno, nella resurrezione del Signore.

Dare sapore alla vita, vivere nella fede significa non tanto far entrare Dio nella nostra esistenza, quanto mettere noi stessi nella vita di Dio, come un fanciullo.

                                                 Mons. Antonio Scarcione