"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)



Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

sabato 23 aprile 2011

La domenica con Gesù – Pasqua

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale.


Pasqua di Resurrezione - Domenica 24 aprile 2011


Cristo Risorto
affresco Gran Priorato di Sant'Andrea

I cristiani d'Oriente, per Pasqua, si scambiano il festoso saluto: "Cristo è risorto ! "

Le loro parole risultano, immediatamente, comprensibili e sono più espressive del nostro: " Buona Pasqua ! ".

Il saluto invita, comunque, alla gioia.

Infatti, Pasqua è festa di primavera in senso astronomico e, soprattutto, in senso spirituale. La vita trionfa sulla morte.

Il termine Pasqua indica, per gli Ebrei, il passaggio dalla schiavitu' alla libertà, per Gesu' il passaggio dalla morte alla vita, per i cristiani si attualizza nel transito dalle tenebre alla luce, dal peccato alla grazia.

E' questo il vero motivo della gioia.

Il vangelo (Gv. 20,1-9), che viene proposto nella celebrazione, si puo' considerare un brano "giovanile", perchè descrive un quadro molto dinamico; i protagonisti, Maria di Magdala, Pietro e Giovanni, corrono.

Se la corsa fa aumentare i battiti cardiaci, è, principalmente, la "rincorsa" o "ricerca" della persona amata, che mette in subbuglio il cuore.

Proprio questo accade a Maria di Magdala, che, appena scopre il sepolcro aperto, corre a riferire a Pietro e a Giovanni, "l'altro discepolo, quello che Gesu' amava".

L'autore del passo del vangelo concentra la propria attenzione sulla donna, che di "buon mattino, quando era ancora buio", si reca al sepolcro.

Ciò denota la sua sollecitudine per il sepolcro, rimasto l'unico legame con Gesu', l'unico modo per superare un poco il proprio stato di discepola "orfana", in cui si è venuta a trovare.

Alla vista della grossa pietra ribaltata, essa pensa subito ad un furto del corpo del Signore; non è sfiorata, minimamente, dall'idea della resurrezione.

Si precipita, quindi, dagli apostoli e riferisce cio' che ha visto.

Rivela, cosi', di riconoscere, implictamente, la loro autorità e afferma: "Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove lo hanno posto".

Anche i discepoli, Pietro e Giovanni, corrono tutti e due, ma Giovanni, il piu' giovane, giunge per primo e attende l'arrivo di Pietro.

A questo punto, l'itinerario verso la comprensione della resurrezione compie un primo passo, quando, cioè, è detto che l'altro discepolo, entrato nel sepolcro, "vide e credette".

I due, certamente, non hanno ancora piena comprensione delle Scritture e quindi non percepiscono il mistero della resurrezione.

Come possiamo notare, la fede non è facile per nessuno.

Ma, come appare evidente in questo caso, l'amore aperto e generoso verso il Signore fa da compagno alla fede, la precede e la facilita.

Auguri !

                                                                                           Anthony Cansas

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