martedì 31 dicembre 2019
CAPODANNO in piazza CATTEDRALE
31 dicembre alle ore 23:00 in piazza Cattedrale "Brindisi del Gattopardo".
L'Associazione Danzando l'Ottocento si esibirà nella quadriglia con costumi storici.
A mezzanotte spettacolo piromusicale a cura di Alfredo Vaccalluzzo Events e brindisi offerto dai quartieri storici della città, Monte Mira, Castellina e Canali.
lunedì 30 dicembre 2019
Auguri, Buon 2020...
Che questo nuovo Anno abbia in serbo per te solo momenti felici, grandi soddisfazioni e belle emozioni, così che non possa mai pentirti di averlo vissuto !
sabato 28 dicembre 2019
La Domenica con Gesù, SANTA FAMIGLIA DI GESU' MARIA E GIUSEPPE / A
……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale
“…Chi onora il padre espia i peccati…Chi onora sua madre è come chi accumula tesori…” Sir 3,2-6.12-14 . “…Voi, mariti, amate le vostre mogli e non trattatele con durezza…”Col 3,12-21.
“I magi erano appena partiti, quando un angelo…apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: alzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finchè non ti avvertirò…” Mt 2,13-15.19-23.
La famiglia di Gesù non è proprio privilegiata. Infatti, partecipa alla storia, alle vicende liete e tristi che accadono, e, proprio per difendere l’ incolumità di Gesù, Maria e Giuseppe devono emigrare all’ estero, per proteggere Gesù e ritornare, quando il pericolo sarà passato. Com’ è, purtroppo, attuale questa storia, anche ai nostri giorni ! Pensiamo alle famiglie di tante nazioni che affronteranno questo periodo dell’ anno da emigranti, forzati, immersi nella penuria, nell’ angoscia, nella paura, nei mille disagi, in mezzo a gente che appartiene ad un’ altra cultura, che parla un’ altra lingua, che professa una religione diversa.
Ebbene, è stata questa la sorte della famiglia di Gesù. Di problemi, la famiglia di Nazareth ne ha avuti tanti, ed i più grossi, in verità, li ha creati proprio Gesù. Questo ci fa capire che il modello di famiglia cristiana non è una famiglia che gode di una vita tranquilla, senza sussulti, bensì una famiglia che sa fare la volontà di Dio, anche in tempi difficili. Una famiglia, guidata dalla fiducia nel Signore, in cui ci si vuole bene, tanto bene.
Gesù stesso, per quanto buono fosse, obbediente, coscienzioso, non era certo un figlio “facile”. La sua identità, la sua missione, il compito che lo attendeva, potevano mettere addosso una certa apprensione.
Eppure, Maria e Giuseppe hanno svolto bene il loro ruolo, rispettando i diversi tempi della sua crescita: l’ infanzia, la fanciullezza, la giovinezza, l’ età matura. Accompagnandolo con tenerezza e affetto e lasciandolo libero, quando venne il momento di andare per la sua missione.
Del resto, è proprio questo che Dio si attende dai genitori. Il loro è e rimarrà “un mestiere” difficile. Ma quando a guidarli sono la fede in Dio e l’ amore, non c’ è avversità che sia insormontabile.
Mons. Antonino Scarcione
mercoledì 25 dicembre 2019
AUGURI FESTIVITA' NATALIZIE E NUOVO ANNO 2020
AL PRESIDENTE
AL DIRETTIVO
AI SOCI del NOBILE QUARTIERE MONTE MIRA
Caro Filippo,
Cari Componenti del Direttivo,
Cari Soci,
Nell’ imminenza delle Festività Natalizie e del Nuovo Anno 2020, desidero formulare sinceri
AUGURI DI OGNI BENE, estensibili alle vostre rispettive famiglie.
Con le più vive congratulazioni per la significativa presenza nel territorio e per l’intelligente animazione della vita del Quartiere e della Città.
Con tanta stima ed amicizia
Mons. Antonino Scarcione
La Domenica con Gesù, NATALE DEL SIGNORE
……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale
“Come sono belli sui monti i piedi del messaggero che annuncia la pace…la salvezza…” Is 52,7-10 .
“Dio, che molte volte e in diversi modi nei tempi antichi aveva parlato ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, ha parlato a noi per mezzo del Figlio…” Eb 1,1-6 .
“…Veniva al mondo la luce vera…Venne tra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto…A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio…” Gv 1,1-6.
-“Nel linguaggio biblico “parlare” significa “agire””. Secondo la narrazione della creazione, Dio fa esistere l’ universo attraverso la sua parola. Attraverso la sua parola Dio, altresì, conclude l’ alleanza con il suo popolo. Infatti, presentandosi come Figlio del Padre, Gesù fa comprendere ai suoi discepoli che Dio si comunica agli uomini attraverso la sua esistenza e la sua umanità.
-“Natale…parola magica…”Ogni anno, un po’ ovunque, nel mondo, le stelle della pace brillano e le armi tacciono (almeno ber una breve tregua). Parola magica per molti bambini, che sgranano gli occhi davanti ai doni, per tanti anziani e ammalati, ai quali arriva u po’ di calore, di attenzione e di amicizia, perché è Natale. Natale è il momento, in cui il mondo aspira alla pace, in cui l’ umanità riprende a sperare. Certamente, il racconto della nascita di Gesù ci intenerisce e ci commuove: questo bambino è il Figlio di Dio, è Dio stesso che ci viene a visitare.

-“Natale, parola magica, ma anche tragica”. Il dramma comincia proprio nel presepe. Il dramma del rifiuto, dell’ incomprensione riservata a un Dio che si immaginava rinchiuso nella sua onnipotenza e nelle sue leggi, davanti alle quali l’ uomo non poteva che inginocchiarsi come un suddito.
Certamente, ciò che in Dio è onnipotente è l’ amore. Natale è l’ amore di un Dio disarmante, di un Dio offerto ai nostri sguardi. “Un Dio a portata di mano ! ”. Natale è questo Dio, che ci ama talmente da lasciarsi disarmare nella sua fragilità e prossimità.
-“Natale, è un evento che ci porta una nuova immagine del’ uomo”. Se Dio oggi si fa vicino a noi è per insegnarci a diventare il prossimo di ogni uomo. Specialmente del debole e del piccolo. Poiché Dio si è fatto uomo, ogni uomo diventa il riflesso, l’ immagine di Dio. Quando questo diventerà realtà nel nostro mondo ? Quando si finirà di scartare, di mettere ai margini, di rifiutare gli altri ? E le ingiustizie, gli esili e le torture, quando avranno termine ? In questo mondo, in cui cresce il fossato che separa i ricchi dai poveri, in cui si continua a morire di fame o perché mancano le medicine. In questa società, in cui crescono (invece di scomparire) l’ intolleranza e il razzismo, lo sfruttamento e la voglia di dominare, sfruttare e asservire.
-“Pace agli uomini che Dio ama”. Così cantavano gli angeli. Questa gioia, pace e amore, siamo intenzionati a portarli agli altri ? Dopo il Natale, che cosa sarà cambiato nel nostro mondo e nel nostro cuore ? Ogni volta che vivremo l’ amore e saremo attenti ai più poveri, il Natale “resisterà”. Infatti, come dice Gesù: “tutto quello che avrete fatto a uno di questi piccoli l’ avrete fatto a me”.
Mons. Antonino Scarcione
martedì 24 dicembre 2019
AUGURI di BUON NATALE A TUTTI
AUGURI di CUORE...a tutti i soci tesserati, agli abitanti del quartiere, ai simpattizanti, ai concittadini, ai presidenti e soci degli altri tre quartieri cittadini, al mondo associativo piazzese, alla stampa, all'Amministrazione comunale, a coloro che visitano il blog dall'Europa e dalle Americhe, a chi ci guarda con sospetto, a chi ci plaude e a chi ci critica, BUON NATALE A TUTTI VOI.
Di seguito alcuni scatti fotografici dell'incontro di lunedì 23 dicembre, alla presenza del Presidente, di mons. Antonino Scarcione, dei Musici e di alcuni soci del direttivo.
A proposito di San Nicola, alias Babbo Natale e sul perché il nostro Quartiere si chiama Monte MIRA...
Da qualche anno siamo ritornati a chiamare il Quartiere anche con il suo nome topografico, Mira, Monte Mira; prendendo spunto da questo video del noto Federico Blumer (Il viaggio di scoperta), breve racconto di San Nicola e della sua popolarità nel mondo, ci aiuta a comprendere un periodo storico. Infatti, l'Impero Bizantino in Sicilia dal 535 d. C. all’827 d.C., attraverso la testimonianza di fede dei padri bizantini, mantengono vivo il culto al cristianesimo della popolazione siciliana, ma, per di più, nel nostro caso, oltre ad "occupare" la collina dove poi verrà ricostruita la città di Platia nel 1163, chiamano la stessa, colle o monte MIRA, traendo spunto dal luogo dove San Nicola era stato vescovo e dove era morto; costruendovi, inoltre, l'antica chiesa-badia di San Nicola esistente a tutt'oggi, anche se nei secoli è stata oggetto di molteplici rimaneggiamenti che ne hanno stravolto l'originaria fattezza.
Filippo Rausa
Filippo Rausa
lunedì 23 dicembre 2019
domenica 22 dicembre 2019
La Domenica con Gesù, IV di avvento
……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale
“…Il Signore stesso vi darà un segno….La Vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele”. Is 7,10-14 .
“Paolo, servo di Cristo Gesù, apostolo per chiamata, scelto per annunziare il vangelo di Dio…a tutti quelli che sono a Roma, amati da Dio e santi per chiamata, grazia e pace da Dio…” Rm 1,1-7 .
“…Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa…Il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo…” Mt 1,18-24.
Questo è il momento di Giuseppe, uomo dei sogni, ultimo patriarca d’ Israele.
Come afferma, ottimament, Ermes Ronchi, “la sua casa e i suoi sogni narrano una storia d’ amore, i suoi dubbi ed il cuore ferito”.
“Prima che andassero a vivere insieme, Maria si trovò incinta...Allora Giuseppe pensò di ripudiarla in segreto”. E’ l’ unico modo per salvare Maria dal rischio della lapidazione, perché lei gli ha occupato la vita, il cuore e persino i sogni. Ci si potrebbe chiedere, da chi Gesù abbia imparato ad opporsi alla legge dell’ A.T., a collocare, quindi, la persona prima delle regole, se non ascoltando da Giuseppe la storia di quell’amore che lo ha fatto nascere, la storia, cioè, di un espediente concreto, concepito per sottrarre la madre dalla lapidazione ? Come può, il Signore, aver imparato il termine “abbà” (=padre), parola così identitaria, se non davanti a quell’uomo ? Chiamando Giuseppe “abba”, papà, ha appreso cosa evochi quel nome, rivelazione del volto di Dio. Vediamo che Giuseppe non parla mai.
Egli è un uomo silenzioso e coraggioso, concreto e insieme sognatore: le sorti del mondo vengono affidate ai suoi sogni; perché l’ uomo giusto ha gli stessi sogni di Dio.
Per sognare, certamente, ci vuole coraggio: proprio per non accontentarsi del mondo così com’ è. Lo scrittore, Shakespeare, afferma che “la materia di cui sono fatti i sogni è la speranza”.
Sappiamo che nel vangelo sono riportati quattro sogni di Giuseppe. Ad esempio: “Prendi il bambino e sua madre e fuggi in Egitto. Una profezia breve, senza la data del ritorno.
Eppure, sufficiente, per accostare a sé il bambino e la madre e mettersi in viaggio verso l’ Egitto. Qui, chiaramente, affiora la via “imperfetta” dei giusti e dei profeti, anzi di ogni credente.
Vale la pena, a questo punto, rievocare le famose parole del cardinale John Henry Newman, al momento della conversione: “ Guidami tu, Luce gentile / attraverso il buio che mi circonda/ sii Tu, a condurmi ! / sostieni i miei piedi vacillanti: / io non chiedo di vedere / ciò che mi attende all’ orizzonte / un passo solo mi sarà sufficiente”.
“Anche noi, conclude E. Ronchi, avremo tanta luce, quanta ne basta a un solo passo, e poi la luce si rinnoverà, come i sogni di Giuseppe”.
Mons. Antonino Scarcione
sabato 21 dicembre 2019
Natale di gioia, avviate le iniziative natalizie della comunità Giovani Orizzonti.

Lo spettacolo dal titolo " La gioia nel cuore " è stato realizzato dai ragazzi e giovani dell'Oratorio.
Presente per l'occasione un nostro confratello dell' Ist. San Gabriele Arcangelo della Famiglia Paolina Domenico Schiariti ...
Grande partecipazione da parte delle famiglie e amici dell'Oratorio accorsi numerosi per l'evento.. Un grazie a tutti coloro che si sono impegnati per la realizzazione dell'evento. Prossime iniziative " L'albero della Carità " realizzato grazie alla collaborazione delle associazioni del territorio, la visita dei presepi con l'esposizione della mostra che sarà possibile visitare presso la Chiesa Anime Sante del Purgatorio fino al 6 gennaio in concomitanza con il concorso dei presepi in collaborazione con le scuole del territorio.
Davide Campione - coordinatore Giovani Orizzonti
mercoledì 18 dicembre 2019
Un successo di pubblico e di critica la VI edizione del premio "Uomo/Donna dell'Anno 2019.
Il 12 dicembre 2019, presso il Teatro Garibaldi, a Piazza Armerina, sono stati insigniti del riconoscimento di “Person Of The Year”, Città dei Mosaici, le seguenti personalità:
ROBERTO CONA (Assessore Affari Generali Segreteria Stato di S.Santità. Ambito: Ecumenismo Dialogo e Cura Creato); FRANCESCO CULTRERI (Musicista. Ambito: Composizione Musicale);
AURELIO LA LICATA (Manager Economia e Finanza. Ambito: Lavoro e Impresa);
CESARE MINACAPILLI (Avvocato. Ambito: Diritti Umani ); CARMELO PATERNICO’ ( Arbitro Internazionale. Ambito: Sport e rispetto dei regolamenti).
Inoltre i rappresentanti delle seguenti Associazioni.
ASSOCIAZIONE GUIDE E SCOUTS CATTOLICI ITALIANI (GIORGIO GIORDANI E MARIA SARDA);
ASSOCIAZIONE GUIDE E SCOUTS CATTOLICI ITALIANI (GIORGIO GIORDANI E MARIA SARDA);
FONDO AMBIENTE ITALIANO (MARIA ANTONIETTA BRUNO);
UNIVERSITA’ POPOLARE “IGNAZIO NIGRELLI” (INA ROCCAVERDE);
UNIONE CATTOLICA ITALIANA INSEGNANTI SCUOLE MEDIE I E II GRADO ( GIACOMO TIMPANARO);
“DOMUS ORCHESTRA” (SALVATORE ZOCCOLO).
“Lo scultore del lago”, Gesualdo Prestipino, ha interpretato il mito di Ulisse e Polifemo con un’ artistica incisione numerata, offerta in dono ai vincitori.
“Lo scultore del lago”, Gesualdo Prestipino, ha interpretato il mito di Ulisse e Polifemo con un’ artistica incisione numerata, offerta in dono ai vincitori.
La professoressa Antonella Marino, esponente dell’Uciim, ha costituito il sito del Premio, che prossimamente sarà sulla rete, quale riferimento informatico dell’evento, dell’Ecumenismo, Dialogo Interreligioso, Cura del Creato, del Consultorio e dell’ Uciim.
lunedì 16 dicembre 2019
Aspettando il Natale, la Novena dal 16 al 24 in piazza Castello, davanti la capanna di Gesù bambino.

Se in Italia possiamo vantare diversi gruppi ed associazioni varie definite “gli amici del presepe, gli amici di Gesù buon pastore, gli amici di Gesù e Maria, gli amici del natale, nella nostra città tra i soci del Comitato di quartiere possiamo individuare e definire senza ombra di smentita un gruppo di uomini a cui possiamo riconoscere il titolo di “Amici di Gesù bambino”.
Infatti dal 1995, allora eravamo il braccio operativo della Chiesa Collegiata del SS. Crocifisso, guidati dal compianto don Michele Nicosiano, realizzammo il presepe vivente nel giardino esterno del Castello Aragonese.
Un’esperienza unica e irripetibile, furono coinvolte oltre 50 persone e si lavorò sodo per oltre un mese e mezzo per la costruzione degli ambienti e le scenografie.
Il risultato fu un successo di critica e pubblico, i concittadini accorsero da ogni angolo della città per vedere un Presepe vivente in un luogo fino a quel momento inaccessibile ai più.
L’anno successivo realizzammo la prima capanna di Gesù nel giardino Carmelo Scibona di via Floresta, proprio davanti la statua di pietra, nello stesso luogo fu realizzata nel 1997 e nel 1998.
Dal 1999 al 2000 la capanna venne posta in piazza Cattedrale prospiciente la Basilica; dal 2001 al 2009 la “Capanna di Gesù bambino” trovò dimora nella grande aiuola di piazza Castello, dal 2010 al 2017 è stata costruita all’interno del castello Aragonese, sul costone del giardino esterno, ed infine dal 2018 è ritornata sulla grande aiuola di piazza Castello, ai piedi dell'imponente castello Aragonese, con un effetto scenografico non indifferente.
La scelta di questo luogo non a caso, l’ambientazione suggestiva, il castello medievale è infatti il simbolo del “potere” che porta intatto il sapore del tempo passato, l’umilissima capanna ai piedi del maniero evoca che Gesù è nato in una capanna povera, spoglia, riscaldato da due animali e la sua collocazione in questo luogo vuole richiamare l’attenzione di noi tutti piazzesi, spesso e volentieri distratti e in preda al galoppante consumismo.
La scelta di questo luogo non a caso, l’ambientazione suggestiva, il castello medievale è infatti il simbolo del “potere” che porta intatto il sapore del tempo passato, l’umilissima capanna ai piedi del maniero evoca che Gesù è nato in una capanna povera, spoglia, riscaldato da due animali e la sua collocazione in questo luogo vuole richiamare l’attenzione di noi tutti piazzesi, spesso e volentieri distratti e in preda al galoppante consumismo.
Ci auguriamo che tutti coloro che passano da li, non guardino solo l’aspetto esteriore della capanna, ma colgano il messaggio di Salvezza e di Amore che Dio ci ha lasciato.
Filippo Rausa
domenica 15 dicembre 2019
Natale Barocco, a spasso per il nobile quartiere Monte Mira, DOMENICA 15 dicembre 2019 "visite guidate"
Domenica 15 dicembre 2019, dalle ore 17:00 l'Amministrazione comunale organizza delle visite guidate presso la Sala del Consiglio Comunale, la Pinacoteca Comunale e la Sala della Mostra del Libro Antico, con accoglienza di figuranti in abiti barocchi e musica barocca dal vivo; a cura diegli Istituti scolastici: IIS Leonardo da Vinci - IPIA Matilde Quattrino.
Appuntamento 15 minuti prima presso Palazzo di Città, sede Monteprestami in via Cavour 4, è gradita la prenotazione con un messaggio su questa pagina. #amministrazionecammarata
sabato 14 dicembre 2019
La Domenica con Gesù, III^ di AVVENTO
……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale
“…Coraggio, non temete ! Ecco il vostro Dio…Egli viene a salvarvi…” Is 35,1-6a.8a.10 .
“…Siate contenti anche voi,…Perché la venuta del Signore è vicina. Non lamentatevi, fratelli, gli uni degli altri…” Gc 5,7-10 .
“…Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro ? Gesù rispose loro:…I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono…” Mt 11,2-11.
I sacri testi della celebrazione odierna ci aiutano a percepire che la gioia prenderà il posto della tristezza. “Sei tu colui che deve venire, o dobbiamo espettare un altro ? Giovanni, il grande profeta, non se ne rende conto. Questo maestro appare troppo diverso dal messia che la gente aspettava. Come afferma il teologo Ermes Ronchi, “Dov’ è la scure tagliente ? “ E il fuoco per bruciare i corrotti ? Questo dubbio, in verità, non toglie nulla alla grandezza di Giovanni ed alla stima che Gesù ha per lui. Infatti, non esiste una fede che non allevi dei dubbi: io credo e dubito nello stesso tempo. E Dio gioisce che io mi ponga e Gli ponga delle domande. Io credo e non credo, e Lui si fida.
“Sei tu ? “Notiamo che la risposta di Gesù non è un “sì” oppure un “no”, un prendere o lasciare. Egli ha una propria pedagogia. Essa consiste nel far nascere, in ciascuno, risposte libere, capaci di coinvolgere. Afferma, infatti: “guardate, osservate, ascoltate, tendete l’ orecchio”. Certo, rimane la vecchia realtà, eppure nasce dentro la persona qualche cosa di nuovo. Dio crea storia, partendo dall’ ascolto del dolore della gente: “ciechi, storpi, sordi, lebbrosi, guariscono e ritornano della pienezza delle loro qualità fisiche e morali. Notiamo che Dio inizia dagli ultimi. Ovviamente, si tratta di germogli: qualche cieco viene guarito e legioni che rimangono nella notte. Si tratta di una questione di lievito, appena un poco, che viene messo nella farina. Eppure, quei piccoli segni ci fanno comprendere che il mondo non è un “malato inguaribile”.

Lo ha fatto con la sua Incarnazione, “perdendo sé stesso nel dolore dell’ uomo”. Ed ha detto: “voi farete miracoli più grandi dei miei”. Lo studioso attesta:“Ho visto uomini e donne compiere miracoli, molte volte e in molti modi. E qualche volta ho pianto anche di gioia”. La fede è fatta di due elementi: di occhi che sanno vedere il sogno di Dio e di mani operose, come quelle del contadino, che sa “aspettare il prezioso frutto della terra” (Giacomo 5,7). La fede è fatta di stupore, è come un innamoramento per un mondo nuovo e di mani callose che si prendono cura di volti umani, con fatica. Ma “fino a che c’è fatica c’ è speranza” (Lorenzo Milani).
“Cosa siete andati a vedere nel deserto ?”. Un bravo oratore ? . Un trascinatore di folle ? No. Perché Giovanni Battista dice ciò che è, ed è ciò che dice. Questo è l’ unico “miracolo di cui la terra ha bisogno: credenti credibili”.
Mons. Antonino Scarcione
giovedì 12 dicembre 2019
Dal 16 al 24 dicembre la Novena sarà suonata in piazza Castello, davanti la capannina di Gesù bambino.
Di seguito le prime
immagini della capanna di Gesù bambino, in fase di costruzione, ai piedi
del Castello Aragonese a cura del nobile Quartierie Monte Mira...
La classica novena, eseguita dalla banda musicale del maestro Luigi Ferrigno, dal 16 al 24 dicembre, a differenza degli altri anni, quest'anno sarà suonata davanti la capannina.
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